Luigi Cesaro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Luigi Cesaro

Presidente della Provincia di Napoli
Durata mandato 8 giugno 2009 –
9 ottobre 2012
Predecessore Riccardo Di Palma
Successore Antonio Pentangelo
(ad interim)

Dati generali
Partito politico Il Popolo della Libertà - Forza Italia
on. Luigi Cesaro
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Sant'Antimo
Data nascita 19 febbraio 1952
Professione Funzionario pubblico
Partito Forza Italia, Il Popolo della Libertà
Legislatura XIII, XIV, XV e XVI
Gruppo Forza Italia, Il Popolo della Libertà
Coalizione FI-AN-UDC, PDL-LN-MPA
Circoscrizione Campania I

Luigi Cesaro (Sant'Antimo, 19 febbraio 1952) è un politico italiano de Il Popolo della Libertà e Forza Italia.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Luigi Cesaro si laurea in giurisprudenza alla Federico II di Napoli nel 1977. Ha lavorato come avvocato e come funzionario della ASL di Aversa[1].

Politica locale a Sant'Antimo negli anni ottanta[modifica | modifica sorgente]

A fine anni '80 Cesaro è assessore comunale al bilancio per il comune di Sant'Antimo.

Nel 1988, all'epoca assessore al bilancio del comune di Sant'Antimo, sfuggì all'arresto a seguito di indagini della Magistratura, in merito a truffe ai danni dello Stato perpetrate dalla giunta comunale in accordo con le consorterie criminali locali.[2]

Consigliere provinciale PSI e FI (1990-1999)[modifica | modifica sorgente]

Nel 1990 si candida nelle liste del Partito Socialista Italiano, diventando consigliere provinciale a Napoli.

Nel 1994, dopo lo scioglimento del Partito Socialista, passa a Forza Italia. Nel 1995 viene rieletto consigliere provinciale.[3]

Deputato ed eurodeputato di Forza Italia e PDL (dal 1996)[modifica | modifica sorgente]

Alle elezioni politiche del 1996 viene eletto per la prima volta deputato.[4] Nel maggio del 1997 diviene coordinatore provinciale di Napoli per il suo partito, carica che ricoprirà fino al 2002.

Nel frattempo, viene eletto deputato al Parlamento Europeo alle europee del 1999, a seguito delle quali si dimette da parlamentare italiano.[5] Lascia il Parlamento Europeo due anni dopo per ripresentarsi alle elezioni.

Viene rieletto deputato alle elezioni politiche italiane del 2001, nel collegio di Arzano in quota maggioritaria, collegato alla lista civetta Abolizione scorporo.[6] Non ha presentato nessun disegno di legge come primo firmatario durante la legislatura, ma ha sottoscritto varie proposte di legge tra cui quelle per l'istituzione delle province di Nola, Sulmona e Aversa[7].

Alle elezioni politiche italiane del 2006 è stato ricandidato nelle liste di Forza Italia e rieletto alla Camera.[1] Non ha presentato nessun disegno di legge come primo firmatario durante la legislatura[8].

Alle elezioni politiche italiane del 2008 è stato ricandidato nelle liste del Popolo delle Libertà e rieletto alla Camera. Membro del Consiglio Direttivo del PdL alla Camera.[9] Ha presentato una sola proposta di legge per l'istituzione degli ordini e albi professionali delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione.[10]

Presidente della provincia di Napoli (2009-2012)[modifica | modifica sorgente]

È stato eletto Presidente della Provincia nel turno elettorale del 2009 (elezioni del 6 e 7 giugno), raccogliendo il 58,3% dei voti in rappresentanza di una coalizione di centrodestra. È sostenuto, in Consiglio provinciale, da una maggioranza costituita da PDL, MPA, Nuovo Psi, Popolari Udeur, Alleanza di Centro, Italiani nel Mondo, Centro per la Libertà - Noi Consumatori, e Lista Cesaro. Il mandato amministrativo scade nel 2014.

Nell'ambito della sua presidenza, ha nominato il suo autista, Armando Cascio, assessore al Bilancio e Risorse Strategiche[11] e Giovanna Del Giudice, ex assistente del TG4 di Emilio Fede, assessore alle Pari Opportunità[12].

Il 9 ottobre 2012 il Consiglio provinciale di Napoli vota una mozione di incompatibilità nei confronti di Cesaro per il suo doppio incarico di Presidente della Provincia e di parlamentare, in netto contrasto con la legge vigente. Il testo viene approvato dal consiglio con 26 voti favorevoli e 12 contrari. Dopo l'approvazione, Cesaro rassegna le dimissioni e nomina vicepresidente l'assessore ai trasporti Antonio Pentangelo.

Le dimissioni consentono a Luigi Cesaro di ricandidarsi al parlamento per le elezioni politiche del 2013 senza incorrere in alcun intoppo di carattere normativo. Con la mozione promossa e votata dalla maggioranza di centrodestra, Cesaro viene dichiarato decaduto (e non sfiduciato), e ciò comporta il mancato scioglimento sia della giunta che del consiglio provinciale, ed evita il commissariamento dell'ente, che continuerà la consiliatura fino al 31 dicembre 2013. L'ente di piazza Matteotti sarà guidato da Antonio Pentangelo, nominato presidente della provincia di Napoli[13].

Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce a Forza Italia[14][15].

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica sorgente]

Anni ottanta. I rapporti con elementi della Nuova Camorra Organizzata[modifica | modifica sorgente]

Nel 1984 Luigi Cesaro, detto Giggin' 'a purpetta[16], è stato arrestato nell'ambito di un blitz contro la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo. L'intera vicenda giudiziaria è stata ricostruita in una recente inchiesta di Claudio Pappaianni pubblicata sul settimanale l'Espresso.[16] Cesaro fu condannato nel 1985 dal Tribunale di Napoli a 5 anni di reclusione, per aver stretto amicizia con tutti i grossi esponenti dell'organizzazione mafiosa, fornendo - come affermavano vari pentiti del sodalizio criminale - mezzi, abitazioni per favorire la latitanza di alcuni membri, e dazioni di danaro.[16][17] Il verdetto fu ribaltato in sede d'appello nell'aprile 1986, quando Cesaro venne assolto per insufficienza di prove; decisione confermata dalla Corte di Cassazione (presieduta dal giudice Corrado Carnevale, detto l'ammazza-sentenze) per non aver commesso il fatto.[17] Ma, come ha raccontato Pappaianni nella sua inchiesta, nonostante Cesaro sia stato scagionato dalle accuse, gli stessi giudici che lo hanno assolto hanno stigmatizzato il preoccupante quadro probatorio a suo carico. Era stato lo stesso Cesaro, infatti, a confermare in aula i suoi rapporti stretti con i vertici della NCO - incluso don Raffaele Cutolo - quando ha raccontato di una "raccomandazione" chiesta a Rosetta Cutolo, sorella del boss, per far cessare le richieste estorsive di Pasquale Scotti[18], personaggio tuttora ricercato ed inserito nell'elenco dei latitanti più pericolosi d'Italia.

In una intercettazione ambientale del 2011 nel carcere di Terni, Raffaele Cutolo parla a sua nipote di Cesaro in questi termini: “Questo, ora, è importantissimo. Io non ci ho mandato mai nessuno, ma è stato il mio avvocato e mi deve tanto. Faceva il mio autista, figurati”. Il boss raccomandava a una sua nipote di mandare il fratello, con sua sorella Rosetta Cutolo, da Cesaro per ottenere lavoro.[19]

Anni novanta[modifica | modifica sorgente]

Nel 1991, a seguito dello scioglimento del Comune di Sant'Antimo per infiltrazioni di stampo camorristico, si accertarono coinvolgimenti del Cesaro, unitamente ai fratelli Aniello e Raffaele.[20]

In una informativa dei Carabinieri dei ROS di Napoli (n. 0258456/1 del 27 ottobre 1991) si legge che “Cesaro Luigi, nato a Sant’Antimo, avvocato non praticante, assessore alla provincia di Napoli eletto nelle liste del Psi, (…) risulta non essere di cattiva condotta morale e civile (…) In pubblico gode di stima e considerazione. È solito associarsi a pregiudicati di spicco della malavita organizzata operante a Sant’Antimo e dintorni”.[21]

L'on. Cesaro è indagato dalla Procura della Repubblica di Napoli per violazione delle norme bancarie (art.137 testo unico bancario) in quanto secondo gli inquirenti avrebbe favorito un'impresa accompagnando l'on. Nicola Cosentino presso gli uffici Unicredit di Roma per fare pressioni sui funzionari bancari ai fini di una concessione di un prestito (peraltro garantito da una Fidejussione falsa) alla società commerciale che doveva partecipare alla costruzione di un centro commerciale a Villa di Briano, quest'inchiesta è scattata nel dicembre 2011 e ha comportato numerosi arresti contro esponenti del Clan dei Casalesi (anche se Cesaro non è ora indagato per Camorra)[22].

Anni duemila: coinvolgimento nella crisi dei rifiuti in Campania[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Crisi dei rifiuti in Campania.

Nel settembre 2008, il collaboratore di giustizia Gaetano Vassallo indica in Luigi Cesaro "un fiduciario del clan Bidognetti", nell'ambito del maxi-processo per lo scandalo dei rifiuti in Campania,[23] ed afferma inoltre: "Mi spiegarono che Luigi Cesaro doveva iniziare i lavori presso la Texas di Aversa e che in quell'occasione si era quantificata la mazzetta che il Cesaro doveva pagare al clan. Inoltre gli stessi avevano parlato con il Cesaro per la spartizione degli utili e dei capannoni che si dovevano costruire a Lusciano attraverso la ditta del Cesaro sponsorizzata dal clan Bidognetti".[16] In un'intervista rilasciata al quotidiano Il Giornale, Cesaro afferma la sua estraneità ai fatti contestatigli nelle indagini sugli intrecci tra camorra e amministrazioni nell'affare rifiuti.[24]

Anni duemiladieci[modifica | modifica sorgente]

L'11 luglio 2011, Luigi Cesaro è ufficialmente indagato per il suo rapporto con il clan camorristico dei Casalesi[25][26][27]. Angelino Alfano ha apportato una deroga al Regolamento sulle incompatibilità che consente di fatto la candidatura di Luigi Cesaro, attuale presidente della Provincia di Napoli per il Popolo delle Libertà, ma anche coordinatore nel capoluogo campano e parlamentare, al posto di Nicola Cosentino, dimissionario per presunti rapporti con il clan camorristico dei Casalesi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Camera.it, XV Legislatura
  2. ^ Antimo, arrestati consiglieri comunali. La Repubblica. Archivio. 23 marzo 1988
  3. ^ Biografia di Luigi Cesaro, cesaropresidente.it. URL consultato il 09 maggio 2009.
  4. ^ Camera.it, XIII Legislatura
  5. ^ Camera.it, Dimissioni da deputato di Luigi Cesaro, anno 2000
  6. ^ Camera.it, XIV Legislatura
  7. ^ Camera.it, XIV Legislatura, attività parlamentare
  8. ^ Camera.it, XV Legislatura
  9. ^ Camera.it, XVI Legislatura
  10. ^ Camera.it, XVI Legislatura, Attività legislativa
  11. ^ PD Salerno
  12. ^ Corriere del Mezzogiorno
  13. ^ .[1]
  14. ^ Camera dei Deputati: Composizione del gruppo FORZA ITALIA - IL POPOLO DELLA LIBERTA' - BERLUSCONI PRESIDENTE
  15. ^ L’addio al Pdl (in frantumi), rinasce Forza Italia
  16. ^ a b c d Ossia "la polpetta", L'Espresso
  17. ^ a b L'espresso, sentenza Cesaro
  18. ^ Ministero dell'Interno
  19. ^ Servizio Pubblico, il boss Cutolo disse: “Cesaro mi faceva da autista” – Video Il Fatto Quotidiano TV
  20. ^ Comuni sciolti per camorra. Il Mediano. Comuni al setaccio. 1 aprile 2099.
  21. ^ Dal libro La Peste di Tommaso Sodano e Nello Trocchia, ripreso nell'inchiesta dell'Espresso Chi è Cesaro, il boss dei rifiuti del 19 ottobre 2010
  22. ^ la Procura di Napoli chiede l'arresto. Il Sole 24 ORE. Notizie. 6 dicembre 2011.
  23. ^ Il boss disse: Date a Cesaro. Espresso/Repubblica. Dettaglio.
  24. ^ l'intervista Luigi Cesaro. Il Giornale. Interni. 18 novembre 2009.
  25. ^ Camorra ora il PdL trema. Espresso/Repubblica. Dettaglio. 11 luglio 2011.
  26. ^ Camorra, Cesaro sotto inchiesta, Dda indaga sul presidente della Provincia, L'esponente del Pdl: Chiarirò tutto. Il Mattino. Esclusivo. 13 luglio 2011.
  27. ^ Camorra, pm chiedono arresto Cosentino, Indagato presidente Provincia Napoli, Nell'inchiesta anche Luigi Cesaro. Il Messaggero. Politica. 3 gennaio 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Presidente della Provincia di Napoli Successore Provincia di Napoli-Stemma.svg
Riccardo Di Palma 8 giugno 2009 - 9 ottobre 2012 Antonio Pentangelo (ad interim)