Pasquale Scotti

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Pasquale Scotti (Casoria, 8 settembre 1958) è un criminale italiano, appartenente alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Pasquale Scotti, detto "Pasqualino 'o collier" per aver regalato un collier alla moglie di Raffaele Cutolo, ma conosciuto anche come "l'ingegnere", è stato uno dei più fedeli alleati del boss di Ottaviano, rappresentandone la cosiddetta batteria o braccio armato. Ha avuto inoltre un ruolo importante nella trattativa per la liberazione dell'assessore della DC Ciro Cirillo, sequestrato il 27 aprile 1981 dalle Brigate Rosse.

Dopo il trasferimento di Cutolo al carcere dell'Asinara, e il maxi-blitz del giugno 1983, Scotti tenta di riorganizzare le file della NCO.

Pasquale Scotti viene arrestato a Caivano il 17 dicembre del 1983 grazie ad un'operazione diretta dall'allora capo della squadra mobile Franco Malvano. È accusato di essere il mandante dell'omicidio di Giovanna Matarazzo detta "Dolly Peach", una ballerina di un night club romano legata sentimentalmente a Vincenzo Casillo.

In realtà, il suo potere deriva da numerosi altri crimini (omicidi, estorsioni, riciclaggio, controllo dello spaccio di stupefacenti). Nel corso della detenzione, sembra decidere di collaborare, rivelando diversi aspetti della NCO, l'organizzazione cui era affiliato. Ma si tratta di una collaborazione fittizia[1]. Scotti evade infatti la notte di Natale del 1984 dall'ospedale civile di Caserta dove era stato ricoverato per una ferita alla mano. Dal 1985 viene ricercato per omicidio ed occultamento di cadavere[2].

Dal 17 gennaio 1990 viene ricercato anche in campo internazionale e fa parte dell'Elenco dei latitanti più pericolosi d'Italia. Durante la latitanza sulla sua sorte erano state formulate nel corso degli anni le ipotesi più disparate: non ci sarebbe stata certezza sul fatto che fosse ancora in vita.

Nel 2005, la terza sezione della corte d'assise di Santa Maria Capua Vetere, ha condannato il boss all'ergastolo.

Luigi Cesaro, deputato del centrodestra, ha ammesso che, nel corso degli anni ottanta, chiese la protezione di Rosetta Cutolo al fine di sottrarsi alle pesanti richieste estorsive del gruppo di Pasquale Scotti[3].

Dopo oltre trent'anni di ricerche ed indagini, viene arrestato il 26 maggio 2015 a Recife, in Brasile, dove viveva con il falso nome di Francesco De Castro Visconti insieme alla moglie brasiliana e ai due figli e aveva molte quote societarie in attività di ristorazione e servizi.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nello Trocchia, Pasquale Scotti, affarista superlatitante - E l’ultimo business sotto la Madonnina, articolo del 24 ottobre 2011, da ilfattoquotidiano.it.
  2. ^ Scheda di Scotti Pasquale
  3. ^ Cesaro, l'ombra della camorra - l’Espresso
  4. ^ "Scotti? È morto negli anni '80". La nuova vita del superlatitante

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Di Fiore, La camorra e le sue storie. La criminalità organizzata a Napoli dalle origini alle ultime guerre, Torino, UTET, 2005.
  • Anonimo, "I misteri della Camorra", Tullio Pironti Editore, 2008.
  • Bruno De Stefano, "Centouno Storie di Camorra che non ti hanno mai raccontato", Newton Compton, 2010

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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