Clan Omobono-Scarpa

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Omobono-Scarpa
Area di origineCastellammare di Stabia
Aree di influenzaCastellammare di Stabia
Periodo1990 - in attività
BossMichele Omobono
Massimo Scarpa
AlleatiClan Gionta
RivaliClan D'Alessandro
Attivitàestorsione
spaccio di droga
traffico di droga
omicidio

Il clan Omobono-Scarpa è un sodalizio camorristico operante a sud-est della città metropolitana di Napoli, precisamente nell'area del comune di Castellammare di Stabia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'orgine risale alla metà degli anni '90, quando Michele Omobono, detto O' marsigliese, e Massimo Scarpa, alias O'napulitano, (cugino materno del boss della camorra Valentino Gionta) decisero di fondare un clan per imporsi contro i clan avversari e primeggiare sul loro territorio.Fu stretto così un patto con gli altri ex cutoliani i Fontana, meglio conosciuti come i ‘Fasano’ di via Brin, della zona del Centro Antico, fondando uno spietato cartello criminale che aveva come scopo principale quello di eliminare i D'Alessandro da Castellammare.[1][2] Dopo aver composto il clan da numerosi affilliati della Nuova Camorra Organizzata,tra i quali Raffaele Martinelli,Giovanni Savarese e Raffaele Carolei, I boss del clan Omobono-Scarpa innescarono una sanguinosa guerra senza esclusioni di colpi. Dichiarano guerra alla cosca del quartiere Scanzano ordinando l'omicidio di due pezzi da novanta del clan, tra cui Giuseppe Verdoliva e Antonio Martone. Martone fu raggiunto nell'area portuale stabiese da due sicari che lo crivellarono di colpi. A distanza di qualche settimane anche Verdoliva fu vittima della sanguinosa faida di camorra, l'uomo fu ucciso poco prima dell'ingresso alla Fincantieri, indotto nel quale lavorava da alcuni anni. Gli scissionisti programmarono le loro vittime per colpire sul tallone d'Achille la famiglia di Michele D’Alessandro: Verdoliva era infatti un suo strettissimo collaboratore mentre Martone era il fratello di lady camorra Teresa Martone.Il clan non ha mai avuto intenzione di fermarsi,il denaro sporco continuava ad aumentare grazie alle numerose attività illecite,tra cui il traffico di droga, di armi e le estorsioni, che si svolgevano nelle strade di Castellammare.Il clan D'Alessandro risponde ordinando l'omicidio di uno dei ras del clan, Marcello Scarpa (fratello di Massimo Scarpa),avvenuto in stile Chicago anni 30 in un bar a Torre Annunziata.La terribile faida fu fermata da indagini e arresti. Dopo anni di dichiarazioni dei vari pentiti tra cui Luciano Fontana e il Pasquale Rapicano, arrestarono Omobono e Scarpa.La loro sentenza ha chiuso, salvo sviluppi clamorosi, uno dei periodi più bui della storia criminale stabiese, con una delle più sanguinose faide degli anni duemila.[3][4][5]

La Direzione Investigativa Antimafia ha dichiarato che il clan continua a gestire le attività di malaffare anche con gli spietati boss in reclusione da quasi un ventennio, che aspettano un ritorno nelle strade di Castellammare di Stabia.

Fatti recenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Uccisero il cognato del boss, carcere a vita per gli scissionisti, su www.ilmattino.it. URL consultato il 26 aprile 2020.
  2. ^ Castellammare - Volevano avvelenare il pentito Luciano Fontana, su StabiaChannel.it. URL consultato il 26 aprile 2020.
  3. ^ Castellammare. Guerra al clan D'Alessandro, alla sbarra i ras degli Scarpa, su Metropolisweb, 24 gennaio 2018. URL consultato il 26 aprile 2020.
  4. ^ La Redazione, Fine pena mai per gli ex affiliati NCO protagonisti della faida contro i D’Alessandro, su Stabia News. URL consultato il 26 aprile 2020.
  5. ^ Camorra. Castellammare, uccisero boss dei D'Alessandro: ergastolo per Scarpa e Omobono, su OnlineMagazine.it, 22 marzo 2018. URL consultato il 26 aprile 2020.
  6. ^ I. G. V. News, Castellammare, relazione Antimafia: camorra pericolosa ma clan ridimensionati, su Il Gazzettino vesuviano | IGV, 21 gennaio 2020. URL consultato il 26 aprile 2020.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]