Valentino Gionta

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Valentino Gionta (Torre Annunziata, 14 gennaio 1953) è un criminale italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

In un primo momento legato al noto boss e contrabbandiere Michele Zaza, diviene poi affiliato a Cosa Nostra e alleato dei Nuvoletta di Marano, referente in Campania della mafia siciliana. Ufficialmente lavora al mercato ittico della sua città natale. Intorno alla metà degli anni Ottanta dopo la sconfitta della NCO di Cutolo fonda un proprio clan e si allea con i clan della Nuova Famiglia. Sono gli anni d'oro del clan Gionta, che controlla il mercato ittico e traffica eroina, quest'ultima attività facilitata dall'egemonia marittima, ma il successo non dura a lungo.

Nel 1984 avviene la Strage di Sant'Alessandro, che decima gli uomini di Gionta. A decidere la carneficina è Antonio Bardellino, preoccupato per l'espansione considerevole del clan di Torre Annunziata; ad eseguire materialmente l'eccidio sono gli uomini di Alfieri. Dopo un anno, nel giugno 1985, Valentino Gionta viene arrestato in una tenuta dei Nuvoletta, suoi storici confederati, a Marano; a tal proposito, due giorni dopo il fatto, un giovane cronista napoletano, Giancarlo Siani, ucciso per quest'affermazione, scrive in un suo articolo per il Mattino di Torre Annunziata che la presa di Gionta non è stata altro che "il prezzo pagato dai Nuvoletta per giungere ad una pace con Bardellino".

Condannato per associazione camorristica (tre volte), traffico di cocaina, corruzione (almeno due appalti di edilizia scolastica e rete fognante del Quadrilatero delle carceri, rione di Torre Annunziata, dove abitava lo stesso Gionta, nell'estate del 1990, valore di 33 miliardi di lire il primo e 11 miliardi 800 milioni il secondo), concorso in estorsione ai danni dei grossisti del mercato ittico di Torre Annunziata (costretti a versare somme variabili tra i 2 e i 15 milioni di lire), duplice omicidio e responsabilità in fatto di voto di scambio (in seguito prosciolto poiché il reato è andato in prescrizione), è detenuto dal 20 febbraio 1991 e non dall'8 giugno 1985, come erroneamente si crede, infatti nel 1989 aveva ottenuto gli arresti domiciliari a Torre Annunziata. Assieme a lui, avevano beneficiato di questo provvedimento un'ottantina di detenuti, tra cui altri presunti camorristi. Pochi giorni dopo, il 10 aprile scorso, venne ucciso a Torre Annunziata Salvatore Annunziato, appartenente al clan dei Limelli che controlla il commercio dei mitili. Un'esecuzione in pieno giorno, due killer a bordo di una moto di potente cilindrata gli arrivano addosso e lo fulminano con una serie di colpi, in strada. Subito dopo, Gionta scompare dal suo alloggio assieme al figlio Aldo (Torre Annunziata, 18 febbraio 1972) 17 anni e verrà arrestato circa un mese e mezzo dopo a Genova il 2 giugno 1989. Nel dicembre 1989 viene rimesso in libertà e verrà arrestato infine un'ultima volta da latitante, il 20 febbraio 1991. Nel carcere di Novara e dal 2007 sottoposto al 41 bis in seguito alla ripresa della faida a Torre Annunziata.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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