Luigi Giuliano

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Luigi Giuliano (Napoli, 3 novembre 1949[1]) è un ex mafioso e collaboratore di giustizia italiano.

È stato un noto boss del quartiere Forcella a Napoli; veniva soprannominato Lovegino, 'O Rre e "il boss dagli occhi di ghiaccio"[2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

"Io mi vesto per non sentirmi morto. Vedete la mia eleganza? La mattina mi alzo, ma sono morto e allora mi vesto, e più ci tengo a vestirmi bene e meno morto mi sento." Luigi Giuliano durante l'intervista del 1992 a Mixer[3]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte della famiglia Giuliano di Forcella, il cui capostipite, Pio Vittorio Giuliano, padre dei fratelli Luigi, Salvatore, Raffaele, Guglielmo, Erminia, Anna, Silvana, e Nunzio Giuliano (dissociato) era un noto contrabbandiere.

La carriera criminale[modifica | modifica wikitesto]

Luigi Giuliano sostituì il padre Pio Vittorio alla guida della famiglia verso la metà degli anni settanta. Lo chiamavano Lovigino, una storpiatura di "Luigi" e di "love", come lo chiamano gli americani nel dopoguerra, ancora stanziati tra la marina e i vicoli del centro.

A 14 anni il futuro capo, insieme a Giuseppe Misso (futuro capoclan della Sanità), ruba l'auto di uno statunitense. Poco prima, al padre Pio Vittorio era stata sequestrata una nave piena di sigarette di contrabbando. Ma nel furto di Lovigino, Pio Vittorio trova il giusto conforto, in quanto nell'auto viene rinvenuto un ingente quantitativo di denaro, che Lovegino dona al padre per compensare al danno subito dal sequestro.

Gli anni 2000 ed il pentimento[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre 2002 decise poi di diventare collaboratore di giustizia. "Voglio cambiare vita, per questo ho deciso di pentirmi", disse il 17 settembre di quell'anno nell'aula-bunker durante un processo che lo vedeva fra gli imputati per associazione a delinquere di stampo camorristico.

Giuliano ha raccontato segreti, storie vecchie di camorra e nuovi dettagli da cui hanno preso vita diversi filoni di indagine, alcuni dei quali ancora in corso. Ha raccontato di poliziotti e giudici corrotti, case d'asta truccate, tribunali compiacenti; ha fatto diverse dichiarazioni (che hanno coinvolto anche l'ex-amico Giuseppe Misso) sull'omicidio del banchiere Roberto Calvi, trovato impiccato sotto il Ponte dei Frati Neri sul Tamigi, a Londra.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Riportato nel seguente documento: http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/170859.pdf
  2. ^ Il boss pentito: "I killer di Falcone e Borsellino? Adesso fanno i confidenti della polizia", in ilGiornale.it. URL consultato il 04 ottobre 2017 (archiviato dall'url originale il 5 aprile 2014).
  3. ^ "Luigi Giuliano Il re di Forcella" intervista del 1992 a Mixer, youtube.com.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Di Fiore, Potere camorrista, Alfredo Guida Editore, Napoli, 1993; ISBN 88-7188-084-6
  • Cronache di Napoli
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