Clan Nuvoletta

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Nuvoletta
Nomi alternativiNuvoletta di marano
Aree di influenzaMarano di Napoli
Infiltrazioni anche in Spagna
Periodoanni 1970 - in attività
BossLorenzo Nuvoletta
Angelo Nuvoletta
SottogruppiNuova Famiglia (estinto)
AlleatiClan Polverino
Clan Orlando
Clan dei Corleonesi (estinto)
Clan Gionta
Clan Mallardo
Clan Licciardi
Clan D'Alessandro
Clan Stabile
RivaliNuova Camorra Organizzata (estinto)
Clan dei Casalesi
Clan Alfieri (estinto)
Clan Galasso (estinto)
Clan Verde
Attivitàestorsione
traffico d'armi
controllo appalti pubblici
traffico di droga

Il clan Nuvoletta è un sodalizio camorristico che prende nome operante nel territorio del comune di Marano di Napoli, provincia a nord della città di Napoli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita ed i sodalizi[modifica | modifica wikitesto]

L'organizzazione nacque verso la metà degli anni 1970, all'inizio del decennio successivo il clan è controllato dai fratelli Nuvoletta, Lorenzo, Ciro ed Angelo. Le principali attività della famiglia sono quella di gestire il contrabbando di sigarette e il traffico di eroina, campo nel quale risultano tra gli spacciatori più importanti d'Europa, sfruttando anche i rapporti con i narcos di cosa nostra siciliana.[1]

Infatti, con l'organizzazione criminale siciliana il clan Nuvoletta ha intrecciato molti rapporti, come testimoniato dal collaboratore di giustizia Gaspare Mutolo, il quale ha raccontato che nel 1973, uscito dal Carcere di Poggioreale, fu trasportato da Saro Riccobono e Angelo Nuvoletta in una proprietà terriera dei Nuvoletta, dove ad attenderlo c'era Salvatore Riina[2]. Altro episodio si ha nel 1974, quando vennero accertati intensi rapporti telefonici tra Luciano Liggio e i Nuvoletta, che gestivano per conto del siciliano una grande tenuta agricola in Campania.[2]

Gli anni '70 e '80: l'omicidio Siani e la guerra con la NCO[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Giancarlo Siani, Nuova Camorra Organizzata e Nuova Famiglia.

Nella seconda metà degli anni settanta, alle famiglie di stampo camorristico della "vecchia generazione" si unisce una nuova forza, che arriverà ad avere, secondo alcune stime, circa 7000 affiliati[2]: è la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo, la quale vuole imporre la sua egemonia su qualsiasi attività e commercio illegale. Si arriva inevitabilmente alla faida tra Nuova Camorra Organizzata e Nuova Famiglia, che scoppia dal 1979, e che totalizza circa 900 omicidi solo fino al 1983.[3] La guerra è combattuta dai cutoliani appunto, e dagli affiliati della Nuova Famiglia, in cui oltre ai clan di Bardellino e quello dei Nuvoletta, sono comprese le famiglie dei Galasso, degli Alfieri e degli Gionta, oltre a quella dei Giuliano.[4] Dopo la vittoria della Nuova Famiglia, si apre una nuova faida: difatti emergono le rivalità tra i Nuvoletta e Bardellino, che affondano le proprie radici nelle amicizie siciliane degli uni e dell'altro: infatti, i maranesi sono alleati della famiglia corleonese, capeggiata da Totò Riina e Bernardo Provenzano, mentre i casalesi sono in combutta con Stefano Bontate e Tommaso Buscetta.[5] Il 23 aprile 1981, con l'assassinio di Bontate, scoppiò la seconda guerra di mafia, che portò irrimediabilmente le sue conseguenze anche in Campania[6]: la domenica mattina del 26 agosto 1984 un commando composto da almeno 14 persone arriva nella città di Torre Annunziata, fulcro del clan Gionta, alleato dei Nuvoletta; compiono una strage, uccidendo 7 affiliati e ferendone altri 7.[7] Prima di questa strage però, Bardellino era riuscito a mettere a segno un altro punto: il 10 giugno 1984 infatti, era riuscito ad uccidere Ciro Nuvoletta[8], fratello del capofamiglia Lorenzo; questo episodio era stato preceduto dall'arresto in Spagna di Antonio Bardellino, che pensava di esser stato tradito da un esponente proprio del clan di Marano.[2] Nel 1985, con l'arresto di Valentino Gionta (boss del clan omonimo) proprio a Marano, Angelo Nuvoletta, nonostante il parere contrario del fratello Lorenzo, ordinò l'esecuzione del cronista del Mattino Giancarlo Siani, che avvenne la sera del 23 settembre 1985. Siani aveva scoperto che Nuvoletta aveva tradito Gionta per mettere fine alla nascente faida con i casalesi, ed aveva scritto in merito un articolo, firmando così la sua condanna a morte. Durante la stagione delle bombe in Italia durante l'offensiva dei Corleonesi allo stato italiano;Riina chiede aiuto ai nuvoletta per aiutarli nella campagna terroristica contro lo stato,ma i nuvoletta si rifiutarono perché erano in ottimi rapporti con le istituzioni e i rapporti si freddarono al punto che nelle feste non c'era più lo scambio di specialità gastronomiche Delle.rispettive regioni tipo arancini e mozzarelle. [9]

Gli anni '90 e la morte di Lorenzo e di Angelo[modifica | modifica wikitesto]

Lorenzo Nuvoletta fu catturato ed incarcerato il 7 dicembre del 1990, dopo 10 anni di latitanza; rilasciato nel '91, nel gennaio successivo fu condannato a 9 anni di carcere per attività di stampo camorristico, morì l'8 aprile 1994[10]. Angelo Nuvoletta è stato arrestato il 17 maggio del 2001, dopo ben 17 anni di latitanza, ed è morto il 21 ottobre 2013 all'ospedale di Parma dove era ricoverato per le sue cattive condizioni di salute.[11]

Cronologia dei boss[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Romano Canosa Storia della criminalità in Italia dal 1946 a oggi Campi del sapere/Feltrinelli, 1995

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]