Società Italiana degli Autori ed Editori

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Società Italiana degli Autori ed Editori
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SIAE sede centrale Roma.jpg
Sede centrale a Roma EUR
Stato Italia Italia
Servizio Corresponsione diritti d'autore
Tipo Ente pubblico economico
Ruolo tutela giuridica ed economica delle opere dell'ingegno[1]
Dipendenti 1 265[2]
Sede/QG Roma (Viale della Letteratura, 30)
Soprannome SIAE
Motto Dalla parte di chi crea
Anniversari 23 aprile 1882
Sito web
Presidente
Presidente Filippo Sugar
Direttore generale Gaetano Blandini[3]

La Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE) è un ente pubblico economico a base associativa, preposto alla protezione e all'esercizio dell'intermediazione del diritto d'autore in Italia, in forma di società di gestione collettiva senza scopo di lucro.

Dalla costituzione, avvenuta nel 1882, ha assunto nel corso del tempo diverse denominazioni: SIA (Società Italiana degli Autori[4]) dal 1882 al 1926, SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) dal 1926 al 1942, EIDA (Ente Italiano per il Diritto d'Autore) e, infine, di nuovo l'attuale (dal 1945).

Svolge inoltre funzioni connesse con la protezione delle opere dell'ingegno e può assumere, per conto dello Stato, di enti pubblici o privati, servizio di accertamento e riscossione di tasse, contributi e altri diritti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Società Italiana degli Autori nacque a Milano alle ore 16 del 23 aprile 1882 nella sala dell'Orologio di Palazzo Marino[5]. Qui si erano riuniti il giorno precedente alcuni esponenti della cultura, dello spettacolo, dell'editoria e delle arti italiane per discutere un disegno unitario di tutela del diritto d'autore. In 181, tra cultori di scienze, lettere ed arti, aderirono al sodalizio, e con l'approvazione del primo statuto nacque la SIA, la Società Italiana degli Autori per la tutela della proprietà letteraria e artistica.

Contesti e premesse[modifica | modifica wikitesto]

Nell'Ottocento crebbe in Europa la necessità degli autori di garanzie a protezione delle loro opere. Il tema, inizialmente, suscitò attenzione soprattutto in Francia, dove già operava la Société des auteurs et compositeurs dramatiques (SACD), fondata nel 1777 da Beaumarchais. Victor Hugo condusse una battaglia per vedere riconosciuti i diritti degli autori, divenendo nel 1838, con Balzac, Dumas e George Sand, uno dei fondatori della Société des gens de lettres (SGDL)[6]. Se in Francia Balzac lamentava che "per il difficile prodotto dell'intelligenza, il diritto comune è sospeso in Europa"[7], secondo Enrico Rosmini "la teoria di una vera proprietà assoluta e perpetua a favore degli autori non ebbe mai in Italia molti seguaci"[8]; nasceva una sorta di manualistica di settore per il teatro, in cui si rappresentava maggiormente il melodramma[9], che analizzava tutti gli aspetti delle professioni teatrali, senza mai citare gli autori e i loro diritti[10]; tuttavia la materia cominciava ad essere oggetto di alcune legislazioni interne e delle prime convenzioni internazionali, fra le quali quella del 22 maggio 1840 fra l'imperatore d'Austria e il re di Sardegna[11][12]. Nel 1865 fu emanata la prima legge italiana sul diritto d'autore, la n. 2337/1865[13], poi emendata dieci anni dopo dalla n. 2652/1875[14] e rimasta in vigore sino al 1925[15]. Riassume il Rosmini che, con la nuova legge, "chi intende valersi dei diritti d'autore garantiti dalla legge deve presentare al Prefetto della provincia, insieme alla dichiarazione di riservarsi questi diritti, due esemplari dell'opera che pubblica"[8][16].

Nel 1878, nell'imminenza dell'Esposizione Universale, Hugo volle con intensità che la SGDL, insieme al centenario di Voltaire, contribuisse con enfasi al Congresso letterario internazionale, previsto fra le celebrazioni e di cui sarebbe stato presidente; il riconoscimento del diritto di proprietà letteraria sarebbe stato non l'unico, ma comunque il primo argomento all'ordine del giorno[17]. Fra gli italiani che parteciparono al Congresso, ci furono Edmondo De Amicis, Tullo Massarani, Edoardo Sonzogno e Giuseppe Garibaldi[17][18]. Il Congresso produsse in forma di risoluzione diversi principi fra i quali il riconoscimento del diritto d'autore non [più] come concessione della legge, ma come una delle forme della proprietà[17]. Contemporaneamente Hugo partecipava alla fondazione della Association Littéraire et Artistique Internationale (ALAI)[19].

In quel periodo c'erano autori, anche di fama, che vivevano una vecchiaia di ristrettezze e proprio in occasione del II Congresso Drammatico del 24 febbraio 1878[20] Alamanno Morelli si fece interprete dei fautori di un intervento previdenziale rammentando che "in Francia e nell'Inghilterra si viene in soccorso agli artisti vecchi"; in questo clima, dunque, e in questa sede si sviluppò l'idea di un ente italiano che potesse difendere i diritti degli autori italiani, e dal II Congresso Drammatico scaturì una Commissione incaricata di studiare la costituzione di una Società di Autori[21]. La Commissione, presieduta dal drammaturgo Paolo Ferrari, si avvaleva di presenze politiche (i senatori Tullo Massarani, Felice Mangili e Francesco Brioschi), di giuristi (Stefano Interdonato ed Enrico Rosmini), di artisti (il pittore Domenico Induno, lo scultore Gerolamo Oldofredi-Tadini, il musicista Antonio Bazzini), oltre ai letterati Luigi Capranica, Giulio Carcano, Damiano Muoni e Francesco Foucault di Daugnon e agli accademici Vigilio Inama, Cesare Cantù e Giovanni Schiaparelli[22]. Ancora più ristretto era il Comitato che nel 1881 aveva avuto l'incarico definitivo di provvedere alla costituzione della Società: sotto la presidenza di Cesare Cantù, avevano lavorato alla bozza dello Statuto una quarantina di personaggi, tra cui i drammaturghi Leopoldo Pullé e Paolo Ferrari, Giuseppe Pietro Edoardo Sacchi e l'editore Filippo Bernardoni. Nel frattempo, il ministro di Grazia e Giustizia Giuseppe Zanardelli (poi socio egli stesso) emanava una circolare ai Procuratori per richiamare l'attenzione dei magistrati sulla opportunità di procedere d'iniziativa, anche prima di ricevere querele di parte, per assicurare efficace tutela alla proprietà letteraria: "si muovono da ogni parte continui e vivi reclami per le molte e svariate contraffazioni che vanno ripetendosi con frequenza sempre maggiore, e che attestano come la proprietà letteraria non sia ancora presso di noi tenuta in quel rispetto al quale ha incontestabile diritto"[23].

Fondazione[modifica | modifica wikitesto]

La neocostituita SIA ebbe in Cesare Cantù il presidente onorario e nel letterato-pittore Tullo Massarani il primo presidente effettivo. La Società era infatti amministrata da un Consiglio, composto da un Presidente effettivo e venti Consiglieri eletti fra i Soci. Nel Consiglio i musicisti erano rappresentati da Giuseppe Verdi, gli scrittori da Edmondo De Amicis e Giosuè Carducci, i drammaturghi da Paolo Ferrari, i giornalisti e letterati da Leone Fortis, tutti affiancati dalla competenza dei giuristi Luigi Gallavresi e Napoleone Perelli. Aderirono in molti al sodalizio: tra i soci fondatori ci sono Arrigo e Camillo Boito, Ermanno Loescher, Cesare Lombroso, Terenzio Mamiani, Edoardo Sonzogno, Antonio Stoppani, Giovanni Verga e tre ministri dell'epoca (Domenico Berti, Pasquale Stanislao Mancini e Giuseppe Zanardelli). La sede era dislocata in due stanze a Palazzo Pullè, a Milano, in via Brera 19. Si legge nell'art. 2 dello Statuto che "La Società ha per iscopo 1) la difesa mutua dei diritti d'autore spettanti ai soci; b) l'appoggio morale e materiale ai soci".

Potevano essere ammessi alla Società "tutti gli scrittori ed autori di opere scientifiche, letterarie ed artistiche, italiani o residenti in Italia; e quindi uomini di lettere, pittori, scultori, musicisti, ingegneri, architetti, ecc.; gli editori, i capi-comici, tutti coloro che giustifichino d'essere in possesso di diritti d'autore; ed in genere tutti i cultori delle scienze, delle lettere e delle arti che facciano adesione allo Statuto della Società"[24]. La quota di adesione era di lire 10, il contributo annuo di lire 20[24]. Le domande di ammissione in qualità di socio, indirizzate al Consiglio, erano firmate dal candidato e controfirmate da due membri della Società, i quali ne assumevano la presentazione[25]. Negli anni successivi si aggiunsero ai fondatori nomi come Antonio Fogazzaro, Giacomo Puccini, Sabatino Lopez, Tito Ricordi, Pietro Mascagni. Tra i soci più attivi della SIA, c'erano anche nomi noti dell'editoria libraria e musicale, da Giulio Ricordi (consigliere dal 1889) a Emilio Treves (primo vicepresidente della SIA), da Ermanno Loescher ad Ulrico Hoepli ed Edoardo Sonzogno.

Il primo quadriennio di vita della SIA vide i soci fondatori impegnati a radicare il sodalizio nei rapporti nazionali e internazionali. La pubblicazione di Atti e Notizie permise alla Società di farsi conoscere all'estero[26], con un crescente numero di accordi bilaterali stipulati con omologhe realtà straniere.

Il 18 maggio 1882 entrò in vigore la legge n. 756 che rese procedibili d'ufficio le azioni penali previste dalla legislazione vigente in materia di diritto d'autore e inasprì le pene pecuniarie in caso di rappresentazioni o esecuzioni abusive o nel caso che le opere venissero presentate al pubblico con "aggiunte, riduzioni o varianti".

Il riconoscimento del carattere mutualistico dell'Ente si ebbe (a seguito della riforma della regolamentazione sugli enti morali[27]) nel 1891, con il Regio Decreto del primo febbraio 1891, proprio a ridosso della Convenzione di Berna[28], che si pose a tutela della opere letterarie ed artistiche ispirandosi al pensiero di Hugo, da poco scomparso, secondo cui i Paesi civili devono tutelare i loro autori al modo più uniforme possibile. Nel 1887 fu creato il primo nucleo di agenti controllori con l’ausilio dell’editore di musica Giulio Ricordi, che mise a disposizione un certo numero di suoi rappresentanti.

Gli anni di Praga[modifica | modifica wikitesto]

il 28 giugno 1896 fu nominato Direttore Generale della SIA Marco Praga, commediografo e critico teatrale, che rimase in carica fino al 1911 per poi tornare come Presidente nel primo Dopoguerra. Fu lui ad organizzare una rete territoriale, per garantire una sempre più capillare tutela degli autori[29].

Parallelamente, nel 1903 istituì il Mutuo Soccorso per sostenere i soci in difficoltà e, nello stesso anno, avviò una politica di intervento per rafforzare la presenza di SIA nel mondo della produzione artistica italiana; in quei contesti infatti erano ancora di grave portata il malcontento e il disagio degli autori, i cui diritti non venivano riconosciuti dagli impresari. Ad esempio nel teatro, questa criticità era tale che ancora molti anni dopo, secondo una definizione che ne diede Eduardo De Filippo "la voce «diritto d’autore» o non si calcolava o si escludeva dalla trattativa"[30].

Lo sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Le successive vicende della SIAE possono essere così riassunte:

  • La società ottiene nel 1921 dallo stato il servizio di accertamento e riscossione delle imposte sugli spettacoli teatrali, poi esteso a spettacoli di tipo diverso, successivamente rinnovata fino al 1999, anno in cui tale imposta viene abolita.
  • Tra il 1896 e il 1929, la società si trasforma pian piano in organizzazione che opera espressamente in campo economico, prefigurando il suo ruolo di intermediazione tra autori ed esecutori. Infatti nel 1926/1927 trasferisce la sua sede a Roma, diventa Società Italiana degli Autori ed Editori, entra nella Confederazione internazionale delle Società di Autori e Compositori (CISAC).
  • 1942: diventa ente pubblico e prende il nome di Ente Italiano per il Diritto d'Autore (EIDA) (ma solo fino al 1945, poi torna alla denominazione SIAE).
  • Nel 1999, il decreto legislativo n. 419 la definisce ente pubblico a base associativa.
  • Nel 2008, la legge n.2 del 9 la definisce ente pubblico economico a base associativa.

La SIAE è sottoposta alla vigilanza congiunta del Consiglio dei ministri e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Turismo, sentito il Ministero delle Finanze per le materie di propria competenza come previsto dalla legge n.2/2008.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

La SIAE svolge attività di corresponsione ad autori ed editori dei diritti loro spettanti, riscossi presso chi ne utilizza le opere. Oltre alla riscossione dei diritti, SIAE svolge, da statuto e per effetto di norme specifiche, attività di promozione culturale e di incentivazione alla produzione di nuove opere, nonché azioni di solidarietà e di conservazione del patrimonio artistico.

La Società fornisce inoltre servizi per enti terzi, ad esempio di natura fiscale, e agisce anche d’iniziativa su materie connesse ai suoi compiti d’istituto, come per esempio nel caso del c.d. “secondary ticketing” (bagarinaggio)[31].

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

La SIAE opera per mezzo di Divisioni distinte per settori specialistici (musica, cinema, etc) e con una rete territoriale, anch’essa organizzata in una Divisione, oltre che con diversi altri organi a complemento del servizio.

La Rete territoriale si articola a sua volta in 10 Sedi (Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia); a queste fanno capo le Filiali e le agenzie mandatarie, diffuse su tutto il territorio nazionale.

Queste ultime gestiscono le attività di sportello e assicurano la vigilanza e il controllo nei settori dello spettacolo e dell'intrattenimento. Le agenzie sottoscrivono uno specifico contratto di mandato, agiscono autonomamente e ricevono compenso da provvigioni sugli incassi e spettanze per gli altri servizi conferiti.

Governance[modifica | modifica wikitesto]

Gli Organi decisori sono l’Assemblea, il Consiglio di Sorveglianza, il Consiglio di Gestione e il Collegio dei Revisori.

Principali dirigenti ed esponenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso del tempo si sono avvicendati ai vertici di SIAE diversi personaggi di rilievo; oltre ai presidenti onorari Cesare Cantù (1882-1895) e Gabriele D’Annunzio (1920-1938), sono stati presidenti del Consiglio di Gestione, fra gli altri:

Anche quando oggetto di commissariamento, i nomi al vertice riguardavano figure della cultura italiana, come Gian Luigi Rondi (2011-2013).

Natura e ruolo giuridico[modifica | modifica wikitesto]

Siae è preposta a vigilare e ad agire per il rispetto dei diritti d'autore di natura patrimoniale dei suoi associati e mandanti; opera a questo fine in particolare rilasciando le licenze e le autorizzazioni di utilizzo delle opere e riscuotendone i connessi proventi, che ripartisce fra gli aventi diritto. Dato il titolo di legittimazione espressamente conferita dall'autore, alcuni studiosi[32] individuano in questo ruolo la qualità di fiduciaria dei titolari di diritti su "beni infungibili" come le opere dell'ingegno.

In quanto intermediario, comunque, Siae è l'unico soggetto autorizzato a svolgere quest'attività in Italia per effetto della Legge sul diritto d'autore, che all'art. 180 ne costituisce espressa esclusiva[33].

La legge preserva però la facoltà dell'autore di agire direttamente, senza cioè intermediari, per il rispetto dei suoi diritti[34]. Ove tuttavia l'autore che abbia maturato diritti in paesi stranieri non abbia provveduto a riscuoterli entro un anno dal momento della loro esigibilità, la norma conferisce alla Siae titolo per esercitare quei diritti per conto dell'autore o dei suoi eventuali eredi[35], al fine di lasciarli a disposizione degli aventi diritto per un periodo di successivi tre anni e in caso di mancanza di interesse dei medesimi, versarli alla Confederazione nazionale professionisti ed artisti che li utilizzerà a fini di assistenza alle categorie degli autori, scrittori e musicisti[36].

La stessa legge autorizza, all'art. 181, la Siae a svolgere altre attività collegate alla protezione delle opere dell'ingegno e a svolgere servizi di accertamento e di riscossione di tasse, contributi e altri diritti per conto dello Stato o di enti pubblici o privati[37].

Il Presidente della SIAE partecipa di diritto al Comitato consultivo permanente per il diritto d'autore.

Ente pubblico economico[modifica | modifica wikitesto]

Queste norme si trovano nel titolo V della legge, riguardante "Enti di diritto pubblico per la protezione e l'esercizio dei diritti di autore"; per la legge 9 gennaio 2008, n. 2, la Siae, in origine un'associazione di diritto privato, è oggi "ente pubblico economico a base associativa". Il riconoscimento della natura di persona giuridica di diritto pubblico era stato però esplicitato già molto tempo prima, in particolare con sentenze della Cassazione penale del 1932 e 1933, nonché con la sentenza n. 192/1937; veniva allora ravvisato il perseguimento di finalità superindividuali e il soggiacimento a controlli pubblici[38]. La legge del 1941 operò questo riconoscimento anche imponendo la nuova denominazione di Ente Italiano per il Diritto d'Autore.

In seguito, altre sentenze confermarono questa qualità nel 1954[39] e nel 1966[38], nel 1995 si riconobbe la legittimazione della Siae a costituirsi parte civile in processi penali per violazione del diritto d'autore (e a sollecitare l'azione penale), sinché nel 1997 sempre la Suprema Corte sancì che è ente pubblico economico in quanto "esercita con funzione lucrativa un'attività gestoria retribuita nel campo della intermediazione dei servizi, curando l'interesse generale alla tutela della proprietà intellettuale, considerata patrimonio culturale del Paese"[40].

Esclusiva e monopolio[modifica | modifica wikitesto]

La natura dell'esclusiva che la legge ha riservato alla Siae è stata ed è oggetto di interpretazioni giurisprudenziali che hanno riguardato l'eventuale riconoscibilità in essa di un carattere di monopolio, nella specie un monopolio legale (ope legis); la condizione, secondo Guido Scorza[41] nell'Unione Europea trova un analogo solo in Repubblica Ceca[42]. Nel 2006 uno studio commissionato dall'Unione Europea riconosceva una situazione di monopolio de iure anche in Austria, Belgio, Danimarca, Ungheria, Paesi Bassi e Lettonia. Nel 2007 Paul Torremans registrava che di solito le società di collecting europee esistono in regime di monopolio, che può essere stabilito per legge oppure realizzato di fatto e in seguito recepito tramite specifiche regolamentazioni[43]. Nel 2014 Giovanni Maria Riccio e Giorgio Giannone Codiglione attestavano la sussistenza di un monopolio legale in Austria, così come quella di diversi monopoli naturali in tutta Europa [44]. Secondo uno studio dell'Istituto Bruno Leoni, il monopolio costa alla cultura italiana 13,5 milioni di euro l'anno a causa dell'inefficienza della SIAE rispetto agli equivalenti enti di paesi esteri che non prevedono un simile monopolio, come il Regno Unito e nel 2015, i costi imposti agli iscritti erano ancora superiori alla media europea.[45][46]. Fra gli altri studi in argomento anche Aurelio Mirone dà atto che normalmente le società di gestione collettiva, anche in Europa, si trovano in situazione di monopolio; per questo autore la presenza di più società di collecting comporta un aumento dei costi di transazione dell'intero sistema. [47]

Alcuni enti, come la FIMI, hanno chiesto che venisse modificato l'articolo 180 in favore di un mercato più concorrenziale.

Attenuazione dell'esclusiva[modifica | modifica wikitesto]

Il Parlamento europeo nel febbraio 2014 ha approvato la Direttiva cosiddetta Barnier - dal nome del suo promotore Michel Barnier, commissario Ue al mercato interno - che regolamenta il diritto d'autore sottolineando che i creativi possono affidare la tutela dei propri diritti alla Società di gestione collettiva di diritti d'autore che preferiscono all'interno dell'Unione europea mirando all'introduzione di sistemi di licenza su base multi-territoriale. La Direttiva Barnier [48] recita: "i servizi di gestione collettiva di diritti d'autore e di diritti connessi dovrebbero consentire a un titolare dei diritti di poter scegliere liberamente l'organismo di gestione collettiva cui affidare la gestione dei suoi diritti, sia che si tratti di diritti di comunicazione al pubblico o di riproduzione, o di categorie di diritti legati a forme di sfruttamento quali la trasmissione radiotelevisiva, la riproduzione in sala o la riproduzione destinata alla distribuzione online, a condizione che l'organismo di gestione collettiva che il titolare dei diritti desidera scegliere già gestisca tali diritti o categorie di diritti".

Il promotore della direttiva ha spiegato che questa norma rafforza e migliora in generale la governance e la trasparenza delle società di gestione collettiva dando ai titolari dei diritti la possibilità d'essere anche più coinvolti nel processo decisionale. Il Presidente dell'Authority della Concorrenza - Giovanni Pitruzzella - ha sottolineato che "la direttiva non impone il pluralismo, ma lo presuppone: è la filosofia di fondo secondo cui il titolare dei diritti deve avere liberta' di scelta sia sulle opere da fare gestire sia sull'estensione geografica din tale gestione. Proprio questa liberta' di scelta porta all'apertura dei mercati e da' agli autori la facolta' di varcare i confini nazionali e affidare a societa' con estere la gestione dei diritti d'autore".

Legge delega al Governo per il recepimento della direttiva Barnier[modifica | modifica wikitesto]

Nella seduta del 28 luglio 2016 il Senato della Repubblica Italiana ha approvato il testo definitivo del disegno di legge intitolato “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2015” ([49]) al cui interno, all’art. 20, sono indicati i principi e i criteri per l’attuazione della direttiva 2014/26/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sulla gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multiterritoriali per i diritti su opere musicali per l’uso online nel mercato interno.

L'introduzione delle norme comunitarie ha fatto sì che il principio, prima assoluto, dell'esclusiva nell'intermediazione, resti ora molto attenuato. Permane il divieto di costituire nuove organizzazioni di intermediazione, ma ora l'autore, oltre la soluzione di autotutelare il proprio diritto, può liberamente iscriversi ad associazioni di autori degli altri 26 paesi dell'Unione.

Vigilanza[modifica | modifica wikitesto]

La SIAE, insieme all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, al fine di prevenire ed accertare le violazioni del diritto d'autore, vigila:

  • sull'attività di pubblico spettacolo (L.248/2000)
  • sull'attività di riproduzione e duplicazione con qualsiasi procedimento e su qualsiasi supporto delle opere tutelate, compresa qualsiasi diffusione radiotelevisiva
  • sulla proiezione nelle sale cinematografiche delle opere tutelate e sui diritti connessi
  • sulla distribuzione, vendita, noleggio, emissione e utilizzazione in qualsiasi forma dei supporti contenenti riproduzioni di opere tutelate
  • sui centri di riproduzione pubblici o privati che usano per proprio conto, o rendono disponibili a terzi, apparecchi per fotocopia, xerocopia o analoghi sistemi.

Servizi per gli autori e gli editori[modifica | modifica wikitesto]

Iscrizione[modifica | modifica wikitesto]

Un autore può affidare la tutela delle sue opere alla SIAE tramite un rapporto che può essere di associazione o di mandato. Agli associati è attribuito il diritto di candidarsi e di votare per l'elezione degli Organi Sociali della società, e quindi del Consiglio di Gestione e del Consiglio di Vigilanza; devono inoltre pagare un corrispettivo annuo, a differenza dei mandanti (che si possono iscrivere alle Sezioni Musica, DOR e Lirica, Cinema e Olaf, come chiunque altro) che devono rinnovare la tutela delle proprie opere ogni quattro anni.

Gli autori, editori, concessionari che non hanno la cittadinanza di un Paese dell'Unione Europea possono far tutelare le loro opere alla SIAE, ma non possono associarsi: sono obbligati a stabilire un mandato. I minori di 31 anni possono iscriversi gratuitamente fino al 31 dicembre dell'anno di compimento di quell'età.

Partecipazione[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il comma 2 dell'articolo 11 dello Statuto Siae, ogni associato ha il diritto ad esprimere, durante le deliberazioni assembleari, almeno un voto, più un voto per ogni euro di diritti d'autore percepiti in qualità di associato.[50][51][52]

Sempre da Statuto gli associati partecipano con un numero minimo di autori ed editori espressamente previsto al Consiglio di Sorveglianza, e sono rappresentati nelle previste forme in seno a cinque commissioni consultive che si esprimono sui criteri di ripartizione, sulle misure dei compensi per l'utilizzo delle opere e altre funzioni istruttorie e consultive.

Uso di pseudonimo e nome d'arte[modifica | modifica wikitesto]

Gli autori associati hanno la facoltà di registrare le proprie opere con uno pseudonimo o un nome d'arte. Non c'è vera e propria differenza pratica tra i due termini, però, per la SIAE, lo pseudonimo è semplicemente un nome alternativo al proprio nome di battesimo, mentre il nome d'arte è un nome con il quale l'artista è conosciuto dai media e dai propri fan. Tutelare le opere con un nome d'arte è più economico rispetto ad uno pseudonimo, però bisogna presentare documentazione (articoli di giornale, siti web, dischi, locandine) che attesti che si è realmente conosciuti con quel nome d'arte.

Tutela di opere musicali[modifica | modifica wikitesto]

Per proteggere un'opera musicale tramite l'intermediazione della SIAE è necessario, come per le altre opere d'ingegno, che l'autore sia iscritto presso la SIAE.

Per depositare un brano musicale, è necessario presentare il bollettino di dichiarazione [53] con allegato uno spartito dell'opera completo della parte letteraria e almeno della linea melodica della parte musicale. Se l'opera non è trascrivibile (come nel caso della musica elettronica o, in casi eccezionali, di opere di musica sinfonica o da camera[54]) è sufficiente depositare una registrazione. Sia sullo spartito che nel bollettino devono essere presenti i nominativi di tutti gli autori con la specifica indicazione del loro rispettivo apporto creativo.

La rete internazionale di Società di Autori in rapporti con la SIAE permette la tutela di opere protette anche al di fuori dell'Italia. Le Società incassano i proventi secondo le loro tariffe, ne deducono la loro provvigione e trasmettono il resto alla SIAE, che provvede a ripartire presso gli aventi diritto (autori, esecutori, produttori discografici ecc.) quanto resta.

Deposito delle opere[modifica | modifica wikitesto]

La SIAE gestisce per conto dei rispettivi detentori i diritti di utilizzazione economica (o patrimoniali).

Per depositare le opere l'autore deve presentare alla SIAE una domanda con la richiesta di deposito, firmata da tutti gli autori, e una copia inedita della stessa. Per gli iscritti il deposito di opere è gratuito. Per le opere non riproducibili su carta la firma dovrà essere apposta anche sul supporto contenente l'opera. Inoltre, occorre presentare la ricevuta di pagamento dell'importo di deposito.

Il deposito non è obbligatorio in quanto il diritto d'autore, per la convenzione di Berna, sussiste sin dalla creazione dell'opera e quindi possono essere usati altri mezzi per la dimostrazione della titolarità dei diritti. Secondo l'articolo 180 bis l'unico caso di obbligatorietà della sottoscrizione è per gli enti che ritrasmettono opere via cavo (una tecnologia scarsamente utilizzata in Italia). Non è quindi compresa la radiodiffusione, sia essa fonica o televisiva.

Produzione di fonogrammi[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista del diritto d'autore, le case discografiche sono utilizzatori di opere musicali a scopo commerciale, mediante la loro incisione, riproduzione e messa in commercio. Dato il ruolo della SIAE in quanto intermediario, il produttore discografico (a cui spettano i diritti di natura economica secondo l'articolo 72 della Legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di "Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio.") è tenuto a versare ad essa le royalties che spettano ad autori ed editori delle opere riprodotto, e ad applicare il contrassegno SIAE.

Nel caso in cui la stessa azienda si occupi sia di produzione discografica sia di edizioni musicali, essa da una parte dovrà versare le royalties come si è descritto sopra, dall'altra sarà beneficiaria di parte di quelle royalties in quanto associata alla SIAE (l'editore è proprietario dell'opera secondo quanto stipulato nei contratti con gli autori, ed è quindi uno dei titolari dei diritti).

Borderò[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Borderò.
Borderò verde della SIAE

Per "borderò" o "bordereau" si intende la lista dei brani eseguiti o riprodotti nel corso di un evento. In Italia i borderò ("programma musicale") sono gestiti dalla SIAE[55][56][57][58].

Da luglio 2016 è online il servizio mioBorderò[59] con cui gli autori possono compilare online il proprio borderò senza documenti cartacei.[60]

Siae e Creative Commons[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Creative Commons.

Secondo l'art. 27 del Regolamento Generale della società, è vietato all'associato di rilasciare direttamente permessi di utilizzazione, anche se a titolo gratuito, ossia rilasciare opere e/o altro materiale sotto differente licenza (ad esempio Creative Commons), salvo autorizzazione da parte di SIAE stessa.[61][62]

Il 23 dicembre 2008 fu annunciato quindi un Gruppo di Lavoro Giuridico misto, composto sia da esponenti della SIAE, sia da rappresentanti del gruppo Creative Commons Italia.[63] Lo scopo di tale gruppo era quello di dare la possibilità agli autori di scegliere di rilasciare le proprie opere con licenze libere, mantenendo gli usi commerciali, affidando alla SIAE la distribuzione e la raccolta dei relativi ricavi, ma SIAE chiuse l'iniziativa con un nulla di fatto.[62]

Per gli artisti sarà possibile rilasciare un'opera sotto licenza Creative Commons "non commercial" al fine di tutelarla e di distribuirla e sarà loro concesso, al tempo stesso, di ammettere per essa alcuni usi commerciali i cui ricavati saranno raccolti e redistribuiti da Buma/Stemra, la corrispondente nederlandese della SIAE.

Servizi per terzi[modifica | modifica wikitesto]

Equo compenso e copia privata[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Equo compenso in Italia e copia privata.

La SIAE acquisisce un equo compenso relativo alla copia privata[64]) sui dispositivi di memorizzazione venduti in Italia, ad esempio musicassette, VHS, CD, DVD, HD DVD, Blu ray, masterizzatori, hard disk, pendrive, schede di memoria, personal computer, decoder, lettori MP3, telefoni cellulari, ecc. poiché viene assunto a priori che vi si registrerà una copia privata di materiale protetto dai diritti d'autore, indipendentemente dal fatto che poi ciò realmente accada.

Siae ripartisce il provento fra le collecting societies (ad esempio SCF, PMI, Itsright, Audiocoop, e altri), che fungono anch'esse da intermediarie e che a loro volta ripartiscono i proventi agli aventi diritto[65].

L'ammontare complessivo degli introiti da contributo per la copia privata viene stimato, da Confindustria e Assinform, in 300 000 000 euro all'anno[66][67][68]. A fronte di ciò, la SIAE dichiara che tuttavia non può essere pienamente soddisfatta dei livelli di compenso che il decreto oggi fissa, non ritenendolo ancora pienamente "equo"[69].

Imposta sui pubblici spettacoli[modifica | modifica wikitesto]

Per molto tempo la Siae ha percepito per conto dello Stato l'imposta sui pubblici spettacoli[70], e il Ministero delle Finanze ne utilizzò la capillare rete territoriale per raggiungere più efficacemente parti del territorio sino ad allora sotto insufficiente controllo.

Bollino SIAE[modifica | modifica wikitesto]

Bollino SIAE

Ai sensi dell'articolo 181 bis della Legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di "Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio.", uno speciale contrassegno, comunemente denominato bollino SIAE, dovrebbe essere apposto su ogni supporto contenente programmi per elaboratore o multimediali, nonché su ogni supporto (CD, cassette audio e video, CD Rom, DVD, ecc.) contenente suoni, voci o immagini in movimento che reca la fissazione di opere o di parti di opere protette dalla legge sul diritto d'autore.[71]

Sono escluse dall'ambito di applicazione del contrassegno le categorie di supporti contenenti programmi per elaboratore:

  • accessoriamente distribuiti nell'ambito della vendita di contratti di licenza d'uso multipli sulla base di accordi preventivamente conclusi con la SIAE;
  • distribuiti gratuitamente con il consenso del titolare dei diritti;
  • distribuiti mediante scaricamento diretto (download) e conseguente installazione sul personal computer dell'utente attraverso server o siti Internet se detti programmi non vengano registrati a scopo di profitto in supporti diversi dall'elaboratore personale dell'utente, salva la copia privata (back-up);
  • distribuiti esclusivamente al fine di far funzionare o per gestire specifiche periferiche o interfacce (driver) oppure destinate all'aggiornamento del sistema o alla risoluzione di conflitti software ed hardware se derivanti da software già installato;
  • destinati esclusivamente al funzionamento di apparati o sistemi di telecomunicazione quali modem o terminali, sistemi GPRS (General Pocket Radio Service) o inclusi in apparati audio/video e destinati al funzionamento degli stessi o inclusi in apparati radiomobili cellulari, se con i medesimi confezionati e distribuiti in quanto destinati esclusivamente al funzionamento degli stessi;
  • inclusi in apparati di produzione industriale, di governo di sistemi di trasporto e mobilità, di impianti di movimentazione e trasporto merci o in apparati destinati al controllo oppure alla programmazione del funzionamento di elettrodomestici, se con i medesimi confezionati e distribuiti in quanto destinati esclusivamente al funzionamento degli stessi;
  • inclusi in apparati di analisi biologica o chimica oppure di gestione di apparati di tipo medico, o sanitario, di misurazione ed analisi se con i medesimi prodotti e distribuiti in quanto destinati esclusivamente al funzionamento degli stessi;
  • destinati esclusivamente alla funzione di ausilio o supporto per le persone disabili ai sensi della Legge 5 febbraio 1992, n. 104;
  • aventi carattere di sistema operativo, applicazione o distribuzione di servizi informatici (server) destinati ad essere preinstallati su di un elaboratore elettronico e distribuiti all'utente finale insieme ad esso.[71]

Il prezzo di ogni singolo contrassegno è di 3.65 centesimi di Euro (distribuzione normale) o 1.81 centesimi di Euro (distribuzione gratuita o abbinata a pubblicazioni in vendita senza maggiorazione del prezzo usuale).

Dal punto di vista tecnico, il bollino è difficilmente riproducibile (è un ologramma con particolari non rilevabili a occhio nudo), difficilmente rimovibile (se rimosso diventa inutilizzabile) e riporta le seguenti indicazioni:

  • il titolo dell'opera;
  • il nome del produttore;
  • il tipo di supporto
  • il tipo di commercializzazione consentita;
  • la numerazione generale progressiva;
  • la numerazione progressiva relativa a quell'opera.

Giurisprudenza e normativa[modifica | modifica wikitesto]

A seguito della Sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea[72] e di alcune Sentenze della Corte di Cassazione[73], è stato decretato che non costituisce reato la semplice assenza del contrassegno SIAE sui supporti contenenti opere dell'ingegno[74] come esplicitamente riportato sul sito della stessa SIAE, in cui viene anche spiegato più in dettaglio che per ciò che concerne il contrassegno, la stessa Corte [di Cassazione] ha applicato, nella sua massima estensione, il principio proposto dalla Corte di Giustizia Europea, secondo cui il bollino SIAE è qualificabile come regola tecnica. Questa regola, non essendo stata comunicata in via amministrativa dallo Stato Italiano all'Unione Europea, non è rilevante penalmente nei confronti dei privati, che non appongono il contrassegno sui supporti[74].

Nel 2008, con una decisione del Tribunale di Cesena, non solo è stato assolto un imprenditore a cui era stata contestata la commercializzazione in Italia di Cd-Rom privi del bollino[75], ma addirittura un editore italiano ha ottenuto dal Tribunale di Roma un decreto ingiuntivo per 1,2 milioni di euro a carico della SIAE quale rimborso per quanto versato tra il 2004 e il 2008 per acquistare i bollini da porre sui supporti che diffondeva in allegato alle proprie riviste cartacee[76].

Successivamente, il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana 23 febbraio 2009, n. 31, in materia di "Regolamento di disciplina del contrassegno da apporre sui supporti, ai sensi dell'articolo 181-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633." ha riportato in vigore il bollino SIAE. Tale decreto presenta molti punti controversi, infatti l'entrata in vigore del DPCM innescherebbe una serie di problematiche di ordine strettamente pratico, che potrebbero costringere all'illegalità una serie di attori del mercato. Ci sono aziende che, sulla base del pronunciamento europeo e sulla base della sentenza con cui la Cassazione nella primavera del 2008 ha stabilito la non opponibilità della vidimazione, hanno richiesto e ottenuto dalla SIAE di operare senza apporre ai supporti il contrassegno. IL DPCM ha efficacia retroattiva e non prevede alcun periodo di transizione che consenta a questi attori di adeguarsi al nuovo quadro normativo. Questi soggetti dovrebbero fare richiesta alla SIAE per ottenere i contrassegni, dovrebbero attendere una manciata di giorni (tra i 10 e i 40) per ottenerli, dovrebbero provvedere ad apporli. Nel frattempo si troverebbero a violare la legge.[77] Nel 2013 le norme italiane relative alla bollinatura sono state opinate dalla Corte di Giustizia riguardo al profilo di compatibilità con la normativa comunitaria[78]

Altre attività[modifica | modifica wikitesto]

In base all'articolo 181 del 1941, la società può esercitare altri compiti connessi alle opere d'ingegno e assumere per conto dello Stato o di enti pubblici o privati servizi di accertamento e di percezione di tasse, contributi e diritti.

La SIAE, di intesa con il Ministero per i beni e le attività culturali, promuove studi e iniziative volti ad incentivare la creatività di giovani autori italiani e ad agevolare la fruizione pubblica a fini didattici ed educativi delle opere dell'ingegno diffuse attraverso reti telematiche.[79]

La SIAE:

  • Provvede, in base a convenzioni stipulate con la pubblica amministrazione, alla riscossione dei diritti erariali sugli spettacoli, sui trattenimenti pubblici, sulle scommesse e sui concorsi pronostici.[80] L'Agenzia delle entrate versa circa 30 milioni di euro l'anno nelle casse SIAE a causa di questo.[2]
  • Diritto demaniale per talune forme di utilizzazione delle opere adatte al pubblico spettacolo o musicali e per la pubblicazione di opere letterarie, quando siano cedute a pubblico dominio, speciale compenso degli autori per il caso di apparecchi radioricevente, percentuale dovuta agli autori dopo la loro morte per gli aventi diritto sull'aumento di valore delle opere di arti figurative.[81] Ricade in questa categoria la tassa sui biglietti per accedere agli eventi sportivi dilettantistici (es. per vedere la squadra di calcio del proprio paese).
  • Contrassegna gli esemplari delle opere a stampa, salvo che l'autore preferisca contrassegnarle personalmente con la propria firma.
  • Contrassegna musicassette, videocassette, o altri supporti utilizzati per la distribuzione.
  • Riscuote e ripartisce i diritti dovuti da chi produce o importa nastri o supporti analoghi di registrazione audio e video.
  • Amministra con poteri di rappresentanza la comunione ereditaria imposta relativamente ai diritti di utilizzazione delle opere d'ingegno.
  • Su richiesta degli interessati segue la registrazione delle opere presso il Copyright Office di Washington.[82]

Aspetti economici e finanziari[modifica | modifica wikitesto]

Come la generalità degli Enti di collecting, anche la SIAE ha le sue attività finanziarie caratterizzate dall'assenza di scopo di lucro[83] e dalla c.d. inversione del ciclo produttivo (per la quale i ricavi precedono i costi), due elementi con importanti effetti sul bilancio e sulle sue modalità di redazione; nel 2000 la Guida UNESCO per le società di collecting[84] descriveva un generico bilancio per questo genere di enti nel quale sottolineava la differenza rispetto ai bilanci delle società commerciali, evidenziando ad esempio come nel passivo i debiti siano "principalmente i diritti da ripartire"[84]. Secondo il rendiconto di gestione SIAE relativo al 2016, in quell'esercizio le somme destinate alla ripartizione hanno rappresentato il 67,4% dei debiti complessivi e il 54,4% del totale delle passività[85].

Non essendovi scopo di lucro[86], il bilancio delle collecting non svolge la funzione di individuare il risultato distribuibile agli azionisti, come nelle società commerciali[87]. A proposito dell'inversione del ciclo produttivo, e parlando propriamente, più che di ricavi e costi[87], di entrate e uscite, nel bilancio SIAE le prime sono costituite dalla raccolta del diritto d'autore e le seconde dalla ripartizione agli aventi diritto; poiché la raccolta precede necessariamente la ripartizione, in ciò si esplica la detta inversione, che si concretizza in una fisiologica cospicua liquidità[85] suscettibile di produrre proventi finanziari mediante impiego delle somme in attesa di ripartizione[88].

Risultato finanziario[modifica | modifica wikitesto]

Il conto operativo è da anni in perdita, di 27 milioni di euro nel solo 2013 e 26 nel 2014[2]; il risultato di esercizio è stato positivo (di 1 e 3,5 milioni rispettivamente) grazie a operazioni finanziarie.[89] Il bilancio SIAE riporta debiti per oltre 900 milioni di euro che non ha distribuito ai detentori dei diritti come da suo oggetto sociale.[89]

Quanto al diritto d'autore e copia privata, SIAE nel 2013 ha riscosso 589 milioni di euro (p. 33), di cui liquidati 464 (p. 145); ma ha imposto agli associati 101 milioni in quote sociali e provvigioni (p. 61), consumando in costi un totale di 183 milioni (p. 63)[89] pari al 39 % degli ammontare liquidati.

Critiche e controversie sulla gestione[modifica | modifica wikitesto]

I risultati finanziari della SIAE sono stati oggetto di discussione. La SIAE è, secondo Sergio Rizzo e altri, in profondo dissesto a causa dell'elevato costo del personale, del fondo pensioni e del suo patrimonio immobiliare;[90] alcune testate musicali preferiscono sottolineare invece il risultato finanziario positivo.[91].

Squilibri di ripartizione e di diritto[modifica | modifica wikitesto]

  • Secondo Giorgio Assumma, presidente SIAE dal 2005 al 2010, nel 2009 circa il 50-60% degli artisti iscritti alla SIAE alla fine dell'anno percepiva in ripartizione dei diritti meno di quanto versava all'ente per la quota di iscrizione[92][93][94].

Interventi dell'Autorità garante della concorrenza[modifica | modifica wikitesto]

L'Autorità garante della concorrenza e del mercato è intervenuta per approfondire aspetti controversi. Su richiesta dell'associazione locali da ballo l'autorità ha aperto una istruttoria basata sulla base dell'ipotesi che gli oneri imposti dalla SIAE siano molto più ingenti di quelli delle corrispondenti istituzioni estere.

Proposta di abolizione[modifica | modifica wikitesto]

I radicali propongono da sempre l'abolizione del monopolio SIAE e in merito hanno presentato numerose proposte di legge.[95][96]

Episodi riguardanti eventi non lucrativi[modifica | modifica wikitesto]

La SIAE può esigere il compenso anche per eventi di natura non lucrativa. Vi sono stati vari casi emblematici che hanno sollevato molte critiche:

  • Richiesta di pagamento ad un'associazione che aveva improvvisato una piccola festa con dei bambini di Chernobyl che avevano cantato una canzone popolare bielorussa per ringraziare le famiglie del Progetto accoglienza di Chernobyl che li avevano ospitati in Italia.[97]
  • Richiesta di pagamento al Circolo Pensionati ed Anziani di Predazzo per aver cantato alcune canzoni della tradizione locale durante la tradizionale festa degli ultranovantenni del paese.[98]
  • Richiesta di pagamento all'associazione Tu con noi di Monza per la musica utilizzata durante la festa di capodanno organizzata per dei ragazzi disabili.[99][100]
  • Richieste di pagamento per il noleggio dello spartito dell'inno nazionale della Repubblica Italiana.[101][102]
  • Richiesta di pagamento forfettario per l'attività di fotocopiatura nelle biblioteche universitarie.[103][104]
  • La pretesa della SIAE di richiedere compensi per diritto d'autore anche per le attività didattiche è stata oggetto di un'interrogazione[105] al Governo da parte del senatore Mauro Bulgarelli, che ha anche proposto di valutare l'opportunità di estendere anche in Italia il concetto del fair use.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Statuto SIAE 1995, articolo 2.
  2. ^ a b c Rendiconto di gestione al 31 dicembre 2014.
  3. ^ cv Gaetano Blandini (PDF), siae.it.
  4. ^ Nome completo: Società Italiana degli Autori per la tutela della proprietà letteraria e artistica
  5. ^ Roberto Olla, Il diritto d'autore
  6. ^ La fondazione della SGDL fu seguita in Belgio nel 1847 da quella della Société des gens de lettres belges(si veda Société des gens de lettres belges, Premier anniversaire de la fondation de la société. Séance publique du 12 novembre 1848. Compte-rendu - resoconto della seduta pubblica del 12 novembre 1848, ed. Deltombe, Bruxelles, 1848), poi dalla francese Société des auteurs, compositeurs et éditeurs de musique (Sacem), del 1851
  7. ^ Honoré de Balzac, Lettre adressée aux écrivains du XIXe siècle, del 1 novembre 1834, in Jan Baetens, Le combat du droit d'auteur: anthologie historique, suivie d'un entretien avec Alain Berenboom, Les Impressions Nouvelles, 2001 - ISBN 2906131326 - ISSN 1625-0966
  8. ^ a b Enrico Rosmini, Compendio popolare del nuovo Codice civile del regno d'Italia, Editori della Biblioteca Utile, Milano, 1866
  9. ^ Alessandro Acquarone, Pratica ed etica del management teatrale. Per una ridefinizione dell'organizzazione ed economia dello spettacolo, FrancoAngeli - ISBN 8856818582
  10. ^ Uno dei testi più famosi secondo l'Acquarone (cit.) è Giovanni Valle, Trattato Di Procedura Teatrale O Sia Cenni Teorico-Pratici Sulle Aziende Che S'Intraprendono Pe' Teatri, Bologna, 1836, e appunto non cita mai nemmeno incidentalmente il diritto d'autore.
  11. ^ Nicola Stolfi, La Proprietà intellettuale, Volume 1, Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino 1915
  12. ^ La norma al primo articolo recitava: Le opere o produzioni dell'ingegno o dell'arte pubblicate negli stati rispettivi, costituiscono una proprietà che appartiene a quelli che ne sono gli autori per goderne o disporne durante tutta la loro vita; eglino soli, o i loro aventi-causa, hanno diritto di autorizzarne la pubblicazione.
    Si veda Convenzione 22 maggio 1840 seguita tra Sua Maestà il re di Sardegna e l'Imperatore d'Austria a favore della proprietà e contro la contraffazione delle opere scientifiche, letterarie e artistiche
  13. ^ Legge 25 giugno 1865 n. 2337 sui diritti spettanti agli autori delle opere dell'ingegno
  14. ^ Legge 10 agosto 1875, n. 2652
  15. ^ Dopo essere stata modificata dalla legge 18 maggio 1882, n. 756, e dal Regio Decreto 19 settembre 1882, n. 1012, la legge del 1865 fu espressamente abrogata dal Regio Decreto legge 7 novembre 1925, n. 1950, convertito in legge con la legge 18 marzo 1926, n. 562
  16. ^ Due esemplari per opera in più volumi o in volume unico con incisioni; tre esemplari se volume unico e tre copie (realizzate con fotografia o altro processo) se l'opera si compone di meno di tre fogli. Si veda Rosmini, cit.
  17. ^ a b c Édouard Montagne, Histoire de la Société des gens de lettres, Primento, 2015 - ISBN 2335038346
  18. ^ Garibaldi, "uomo di lettere" in quanto collaboratore della rivista Revue des deux mondes, era stato pochi anni prima pubblicamente sostenuto da Hugo durante la polemica sulla sua eleggibilità a deputato francese. Si vedano i resoconti parlamentari in Assemblée nationale, resoconto seduta del 8 marzo 1871 a Bordeaux
  19. ^ ALAI, presentazione
  20. ^ Il primo si era tenuto nel 1876, il terzo fu nel 1881.
  21. ^ Nicola Stolfi, La Proprietà intellettuale, Volume 2, Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino 1915
  22. ^ Leone Fortis, L'arte alle Esposizioni Riunite di Milano, Ristampa anastatica ed. Lampi di stampa, 2003 - ISBN 8848801978
  23. ^ Citata in Gazzetta Musicale di Milano, XXXVII/2, 8 gennaio 1882, e in Bollettino Società Italiana degli Autori, anno I n. 1. Testo su WikiSource.
  24. ^ a b In Gazzetta musicale di Milano, XXXVII/19, 7 maggio 1882
  25. ^ Ad esempio Luigi Pirandello fu presentato il 1º gennaio del 1911 da Nino Martoglio e Lucio D'Ambra; Pietro Mascagni fu presentato da Marco Praga e Giannino Antona Traversi; Giannino Antona Traversi presentò anche, insieme a Emilio Treves, Edmondo De Amicis, mentre Marco Praga fu con Carlo Bertolazzi presentatore di Gabriele D'Annunzio il 17 marzo 1902
  26. ^ Ove la SIA era rappresentata da un piccolo "corpo diplomatico" composto di nobili, alti funzionari, e anche consoli e ambasciatori
  27. ^ Con il R.D. ...
  28. ^ Stipulata il 9 settembre 1886
  29. ^ Paola Daniela Giovannelli, La società teatrale in Italia fra Otto e Novecento, Bulzoni, 1984, vol. 1, p. 82-83
  30. ^ Eduardo De Filippo raccontò molti anni dopo: "[...] all’inizio della mia carriera di attore - autore, dovetti ricorrere ad avvilenti sotterfugi [...]. Se in quell’epoca mi fossi intestardito a far valere il mio diritto di scrittore, l’impresario di turno mi avrebbe, senza alcuna pietà, ridotto il compenso dovutomi come attore; in parole povere, questo potente grassatore [...] mi faceva i conti addosso, sostenendo che la mia paga di attore doveva comprendere anche il compenso dovuto all’autore". Fonte: Eduardo De Filippo, "Tricot, Molise e la Siae", in AA.VV. " SIAE 1882/1972", II edizione, settembre 1972
  31. ^ Si intende con questa locuzione l’attività di rivendita speculativa, effettuata in buona parte online, dei biglietti di eventi di spettacolo, soprattutto di concerti. Nel 2016 SIAE ha richiesto e ottenuto l’adeguamento delle normative applicabili alla bigliettazione; si veda per esempio Francesco Prisco, Secondary ticketing, ecco l’emendamento del governo: multe fino a 180mila euro per i bagarini 2.0
  32. ^ Ad esempio, Lucia Marchi, La proprietà intellettuale in Rete, in AA.VV., (a cura di) Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Accademie & Biblioteche d'Italia, 1-2/2014, Gangemi Editore - ISBN 8849279795
  33. ^ Legge 22 aprile 1941, n. 633, comma I: "L'attività di intermediario, comunque attuata, sotto ogni forma diretta o indiretta di intervento, mediazione, mandato, rappresentanza ed anche di cessione per l'esercizio dei diritti di rappresentazione, di esecuzione, di recitazione, di radiodiffusione ivi compresa la comunicazione al pubblico via satellite e di riproduzione meccanica e cinematografica di opere tutelate, è riservata in via esclusiva alla Società italiana degli autori ed editori (SIAE)."
  34. ^ Id., c. III.
  35. ^ Id., c. V.
  36. ^ Id., c. VI.
  37. ^ Id., art. 181.
  38. ^ a b In proposito, si veda Giovanni Maria Riccio, Copyright collecting societies e regole di concorrenza: Un'indagine comparatistica, in Comparazione e diritto civile, Volume 19, Giappichelli Editore, 2015 - ISBN 8892153447
  39. ^ Cassazione civile, Sezioni unite, sentenza 22 ottobre 1954, n, 3991.
  40. ^ Cassazione civile, Sezioni unite, sentenza 19 marzo 1997, n. 2431
  41. ^ Membro del CDA di Soundreef - fonte.
  42. ^ Guido Scorza, La Siae al Parlamento: il monopolio è il futuro, parola di monopolista, ilfattoquotidiano.it, 8 febbraio 2016.
  43. ^ Paul Torremans, Copyright Law: A Handbook of Contemporary Research, Research Handbooks in Intellectual Property, Cheltenham, Edward Elgar Publishing, 2007, p. 263, ISBN 978-1-84542-487-9.
  44. ^ https://journals.muni.cz/mujlt/article/view/2637/2201
  45. ^ Diego Menegon, L'intermediazione dei diritti d'autore: Perché il monopolio è costoso e inefficiente (PDF), in IBL Briefing Paper, Istituto Bruno Leoni, 19 luglio 2010.
  46. ^ Diego Menegon, Monopolio Siae, il mercato fa bene a artisti e..Siae, leoniblog.it, 7 giugno 2016.
  47. ^ AIDA 2005 e AIDA 2001 come citato in Luigi Carlo Ubertazzi, AIDA. Annali italiani del diritto d'autore, 2012, Giuffrè editore, 2013 - ISBN 881418397X
  48. ^ [http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32014L0026 2014/26/UE]
  49. ^ DDL 2345
  50. ^ Il Sole 24 Ore, La Siae alla prova governance, di Andrea Biondi, 14 febbraio 2013
  51. ^ Nuovo statuto Siae, il diritto d'autore è dei ricchi, su Il Fatto Quotidiano. URL consultato il 13 gennaio 2016.
  52. ^ Natale Antonio Rossi - copresidente della Federazione Unitaria Italiana Scrittori, Un voto a persona più un voto per ogni euro: gli autori italiani scelgono così gli organi sociali che li rappresentano?, scrittoritaliani.com. URL consultato il 13 febbraio 2016.
  53. ^ Depositare un'opera
  54. ^ Come dettagliato dall'art. 33 comma 4 del Regolamento Generale SIAE
  55. ^ Un parlamentare scrive alla Siae, stefanoquintarelli.tumblr.com.
  56. ^ Laura Chimenti, Lineamenti del nuovo diritto d'autore, Giuffrè Editore, 2006, p. 349.
    «"La ratio infatti è individuabile nella necessità di incontrovertibile fissazione su un documento cartaceo del programmato di uno spettacolo musicale (...)"».
  57. ^ Comunicato stampa - Esenti da pagamento SIAE i repertori di pubblico dominio e la musica tradizionale, Associazione Nazionale Comuni Italiani, 29 agosto 2006. (archiviato il 24 aprile 2014).
  58. ^ Lettera Direzione Generale SIAE - Esenti da pagamento SIAE i repertori di pubblico dominio e la musica tradizionale, Associazione Nazionale Comuni Italiani, 29 agosto 2006. (archiviato il 4 novembre 2013).
  59. ^ Siae, MioBorderò, siae.it.
  60. ^ Rivoluzione digitale per SIAE: arriva finalmente il borderò online, rockit.it. URL consultato il 24 giugno 2016.
  61. ^ Regolamento generale della SIAE, PDF creato il 17 maggio 2013.
  62. ^ a b Simone Aliprandi, SIAE e Creative Commons, in SIAE: funzionamento e malfunzionamenti.
  63. ^ http://www.siae.it/documents/Siae_VivaVerdi2009n2.pdf?41866
  64. ^ Decreto ministeriale 20 giugno 2014, in materia di "Determinazione del compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e di videogrammi ai sensi dell'art. 71-septies della legge 22 aprile 1941, n. 633."
  65. ^ Jarach-Pojaghi Manuale del diritto d'autore Mursia p. 93 nota 34
  66. ^ Tassa su pc e telefonini per dare soldi alla SIAE da la Repubblica
  67. ^ Equo compenso. Equo? da L'espresso
  68. ^ Equo compenso?
  69. ^ Firmato il decreto per il compenso di copia privata
  70. ^ Daniele Balducci, Spettacoli e fisco, Edizioni FAG Srl, 2007 - ISBN 8882336301
  71. ^ a b Contrassegno supporti, Società italiana degli autori ed editori. URL consultato il 3 febbraio 2013.
  72. ^ La bocciatura dei bollini SIAE
  73. ^ Il bollino SIAE? Non più un obbligo
  74. ^ a b SIAE: l'abusiva riproduzione è sempre reato
  75. ^ Bollini, SIAE nuovamente battuta in Italia
  76. ^ SIAE, partono i rimborsi per bollini non dovuti
  77. ^ Bollini SIAE, un ritorno impugnato
  78. ^ Bollino SIAE illegittimo eppure si continua a pagare
  79. ^ Legge 9 gennaio 2008, n. 2, Disposizioni concernenti la Società italiana degli autori ed editori.
  80. ^ http://www.fiscooggi.it/attualita/articolo/agenzia-siae-accordo-antievasione-almeno-20000-gli-accessi-annui
  81. ^ Legge 22 aprile 1941, n. 633, articolo 180, in materia di "Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio."
  82. ^ La sezione OLAF, Società italiana degli autori ed editori. URL consultato il 3 febbraio 2013.
  83. ^ Identificabile nella definizione formale di perseguimento di finalità sociali di pubblica utilità mediante utilizzo di risorse economiche di natura privata; in proposito, si veda Marco Grumo, Bilancio e misurazione della performance delle organizzazioni non profit: principi e strumenti, in Quaderni / Scuola di alta formazione, Ed. Fondazione dei dottori commercialisti, 2007, et al. Di norma gli enti operanti senza scopo di lucro agiscono nei settori culturale, di ricerca, di studio, assistenziale, sanitario, ambientale e in genere con peculiarità proprie e distintive rispetto alle società oggetto dell'economia aziendale; in proposito si veda Paola Cella, Bilancio e contabilità Enti non profit, Maggioli Ed., 2012 - ISBN 8838775729
  84. ^ a b Paula Schepens, Guide sur la gestion collective des droits d'auteur, UNESCO, 2000
  85. ^ a b SIAE, Rendiconto di gestione 2016
  86. ^ L'assenza di scopo di lucro, carattere di SIAE sin dalla prima costituzione della SIA, è considerata da UNESCO uno dei fattori di differenziazione delle società di collecting nel loro insieme, e in particolare dalle società commerciali; nel citato studio del 2000 si legge: «Une société d'auteurs n'est pas une société commerciale ni une entreprise économique comme les autres. Elle ne vit pas pour elle-même. Elle ne fait pas de bénéfice. Elle existe au seul profit des auteurs qui la composent. Les auteurs en sont les propriétaires. Par l'acte d'adhésion ils acquièrent une part d'actionnaire.»
  87. ^ a b Agenzia per le Onlus, Atto di indirizzo ex D.C.P.M. 21 marzo 2001, n. 139, "Linee guida e schemi per la redazione dei bilanci di esercizio degli Enti no profit", in cui si legge: «Infatti gli enti non profit non orientano i propri comportamenti gestionali secondo le logiche del mercato capitalistico, ed anche quando ciò avvenisse, lo fanno strumentalmente rispetto ad altri fini. Pertanto, il risultato del confronto fra impiego e destinazione dei fattori produttivi (costi di gestione) da un lato, ed i ricavi (che si possono definire tali solo se si formano nello scambio) ed i proventi (contribuzioni, lasciti, donazioni ecc.) dall'altro, non assume il significato economico di sintesi tipico dell'impresa.».
  88. ^ La c.d. Direttiva Barnier prevede (definizione "i", spese di gestione) che tali entrate possano derivare "dall'investimento dei proventi dei diritti al fine di coprire i costi di gestione dei diritti d'autore o dei diritti connessi ai diritti d'autore".
  89. ^ a b c Rendiconto di gestione al 31 dicembre 2013.
  90. ^ Sergio Rizzo, La grande famiglia dei dipendenti SIAE. Quattro su dieci legati da "parentela", corriere.it, 26 giugno 2012.
  91. ^ Rockol.com, √ SIAE: i conti sono in ordine, il 2014 è stato un anno positivo, rockol.it, 2015-09. URL consultato il 27 giugno 2016.
  92. ^ Sprechi di Stato: il caso SIAE da il Fatto Quotidiano del 30 luglio 2010.
  93. ^ Altroconsumo, Intervista a Giorgio Assumma Presidente della Siae (Testo integrale dell'intervista), 23 aprile 2009.
  94. ^ Nel 2017 questo dato era sceso al 43%; si veda in proposito AGI, Chi ha ragione tra Siae e Soundreef su 11 questioni ancora molto dibattute, di Paolo Fiore, 26 luglio 2017
  95. ^ Liberalizzazioni. Consenso bipartisan per abolizione monopolio SIAE. Presto emendamento vincolante per asta frequenze | Dalle associazioni | Radicali italiani
  96. ^ Intervista al senatore Marco Perduca: "Maturi i tempi per l'abolizione del monopolio SIAE" | Dalle associazioni | Radicali italiani
  97. ^ Paolo Russo, Blitz della SIAE alla festa. Multati i bimbi di Chernobyl, in la Repubblica, 3 settembre 2006.
  98. ^ M. F., La SIAE batte cassa per i canti alla festa degli ultranovantenni, in l'Adige, 29 ottobre 2009. (archiviato il 9 novembre 2013).
  99. ^ Sarah Valtolina, Monza, il buon anno della Siae: multa in oratorio alla festa dei disabili, in il Cittadino, 14 gennaio 2016. (archiviato il 19 marzo 2016).
  100. ^ Gabriele Cereda, La Siae multa la festa per i disabili all'oratorio. Hanno suonato musica senza pagare le tasse, in la Repubblica, 16 gennaio 2016.
  101. ^ Interrogazioni con richiesta di risposta scritta dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca nella seduta n. 367 del 28 aprile 2010 del Senato della Repubblica
  102. ^ L'Italia chiamò: liberate l'inno dalla SIAE da Sky TG24 del 5 maggio 2010
  103. ^ La tassa sulle fotocopie e il diritto allo studio da il Fatto Quotidiano del 22 settembre 2011
  104. ^ Testo dell'accordo e documenti integrativi (contenenti date e dati), da Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
  105. ^ Testo integrale dell'interrogazione parlamentare; l'interrogazione verte sulla proposta di fair use e sulla proposta di sollevare i docenti dall'obbligo del rispetto del diritto d'autore, 7 febbraio 2007

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aliprandi, Capire il copyright - Percorso guidato nel diritto d'autore, PrimaOra, 2007
  • Auteri, Floridia, Mangini, Olivi eri, Ricolfi, Spada, Diritto Industriale - Proprietà intellettuale e concorrenza (ed. Giappichelli, 2005).
  • Bellani Valeria, Le leggi sul diritto di autore, Giuffrè Editore, 2007 ISSN 0012-3420
  • Bellani Valeria, Chimienti Laura, Il diritto di autore nella prassi contrattuale, 2010 ISBN 88-14-15018-4
  • Chimienti Laura, Lineamenti del nuovo diritto d'autore, VII ed- Giuffrè Editore, 2007 ISBN 88-14-12546-5
  • De Robbio Antonella, Diritto d'autore: la proprietà intellettuale tra biblioteche di carta e biblioteche digitali Roma: AIB, Sezione Lazio. 2001. 180 p. ISBN 88-7812-071-5
  • Pascuzzi e Caso, I diritti sulle opere digitali. Copyright statunitense e diritto d'autore italiano (ed. CEDAM, 2002).
  • Terracina David, La tutela penale del diritto d'autore e dei diritti connessi Giappichelli editore ISBN 88-348-6319-4
  • Sirotti Gaudenzi Andrea, Il nuovo diritto d'autore, IX edizione, Maggioli, 2016.
  • Ubertazzi Luigi Carlo (a cura di), Commentario breve alle leggi su proprietà intellettuale e concorrenza Cedam, Padova, 2007.
  • Ubertazzi Luigi Carlo, I diritti d'autore e connessi, Giuffrè, Milano, 2003.
  • Ercolani Stefania "il diritto d'autore e i diritti connessi. La legge n. 633/1941 dopo l'attuazione della direttiva n. 2001/29/CE", Giappichelli, Torino, 2003.
  • Spada, Paolo (a cura di) "Gestione collettiva dell'offerta e della domanda di prodotti culturali", Giuffré, Milano, 2006
  • Jarach Giorgio - Pojaghi Alberto, Manuale del diritto d'autore Mursia editore ISBN 978-88-425-3817-2
  • Simone Aliprandi, Teoria e pratica del copyleft. Guida all'uso delle licenze opencontent, NDA Press/Copyleft-Italia.it, 2006, ISBN 88-89035-14-5.

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