Sabatino Lopez

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« "Mi vuoi bene?" " Da morirne" "Che bugiarda!" "Allora da viverne!" "Né da viverne né da morirne. Da farmi soffrire senza soffrire, ecco! E dell'amore bisogna anche soffrirne, se no, non si ama". »
(Sabatino Lopez, La donna d'altri, 1907)

Sabatino Lopez (Livorno, 10 dicembre 1867Milano, 1951) è stato un drammaturgo e critico letterario italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Appartenente a famiglia ebraica e padre del critico e scrittore Guido Lopez, all'anagrafe è Lopez Nunes. Figlio di Isach e di Elvira Tedeschi, sposa il 22 dicembre 1909 in Pisa Sisa Tabet. Diviene insegnante dell'Accademia di Brera e direttore della Società degli Autori dal 1911 al 1919, e inoltre presidente dell'Università popolare di Milano e del Teatro del Popolo.

La sua attività si svolge espressamente nel settore teatrale, come critico e autore di commedie che riscuotono notevole successo grazie alla loro ambientazione borghese ed a uno stile misurato, con toni tra il verista e il romantico e con tratti di commozione sincera. E' anche autore di romanzi e racconti.[1]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

L'elenco che segue comprende solo alcune tra le oltre cinquanta opere di questo autore.

Drammi[modifica | modifica wikitesto]

  • La morale che corre, 1904
  • Bufere, 1907
  • La buona figliola, 1909
  • La nostra pelle, 1912

Commedie[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario e Maria, 1915
  • Si chiude, 1920
  • Parodi & C., 1925
  • La signora Rosa, 1928
  • Sorrisi e sospiri, 1936

Scritti vari[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Eligio Possenti, Guida al teatro, Prefazione di Renato Simoni, Milano, 1949, pp. 98-100.
  • Paola Daniela Giovanelli, Sabatino Lopez critico di garbo. Cronache drammatiche ne «Il Secolo XIX» (1897-1907), Roma, Bulzoni, 2003, ISBN 9788883198144

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr. Giorgio Bàrberi Squarotti, in Grande dizionario enciclopedico UTET, Torino, 1958, volume 7°, p. 1088; Enrico Maria Fusco, in Scrittori e idee, SEI, 1956, p. 342.


Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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