Renato Simoni

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Renato Simoni

Renato Simoni, noto anche con gli pseudonimi di Turno e Il nobiluomo Vidal (Verona, 5 settembre 1875Milano, 5 luglio 1952) è stato un critico teatrale, giornalista, commediografo, poeta, librettista, regista e sceneggiatore italiano; assieme a Giuseppe Adami è autore del libretto della Turandot.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio dell’avvocato liberale Augusto Simoni e di Livia Capetti, casalinga, era nipote di Ugo Capetti, critico teatrale e musicale del periodico veronese L'Adige; aveva inoltre due sorelle: Maria e Fulvia[1][2][3].

Simoni, rimasto orfano di padre all'età di quattro anni, ben presto si dette da fare per aiutare la madre e le sorelle, impartendo lezioni private di latino. Le difficoltà economiche della famiglia, aggravate dopo la scomparsa dello zio Ugo Capetti, lo costrinsero a interrompere gli studi liceali. A diciannove anni iniziò a scrivere articoli, prima su L'Adige, in seguito sul quotidiano cittadino L'Arena, occupandosi spesso di eventi artistici con la qualifica di "redattore artistico"[1][3].

Nel gennaio 1899 si trasferì a Milano in cerca di fortuna, divenendo critico teatrale presso il giornale Il Tempo. A partire dal 1903 divenne autore teatrale di successo con commedie da lui scritte, fra cui La vedova e Congedo. Il 7 marzo del 1903, giorno seguente al successo della prima rappresentazione della sua prima commedia La vedova, su pressioni di Giuseppe Giacosa ed Eugenio Balzan venne assunto come critico teatrale al Corriere della Sera, con il ragguardevole stipendio di 330 lire al mese. Nel suo nuovo incarico venne inizialmente affiancato al critico "titolare" Giovanni Pozza. Nel 1905 sua sorella Fulvia morì in seguito a una grave malattia[1][3].

Simoni, divenuto ben presto molto apprezzato dal pubblico, divenne inoltre collaboratore fisso de La Lettura, mensile illustrato del Corriere diretto da Giacosa, del Corriere dei Piccoli, del settimanale L'Illustrazione Italiana, e del già "suo" periodico veronese L'Arena. Con lo pseudonimo di Turno, pubblicava sulle varie testate numerose poesie[1][3][4][5].

Nel 1906, alla morte di Giacosa, Simoni assunse la direzione de La Lettura, mantenuta fino al 1923.

Nel maggio 1909 segnalò al direttore del Corriere Luigi Albertini un giovane giornalista e commediografo veronese suo collaboratore e amico ai tempi de L'Arena, che diverrà un'altra amatissima colonna del giornale milanese: Arnaldo Fraccaroli[6].

A Radio Monteceneri Romano Calò, Lucio Ridenti, Renato Simoni, Andreina Pagnani e Marcello Giorda durante una trasmissione in lingua italiana, nel 1950

Simoni in seguito, senza abbandonare l'attività di critico teatrale, ricoprì durante la Prima guerra mondiale la carica di direttore del giornale di trincea della Terza Armata La Tradotta, termine che era usato per denotare i lunghi convogli ferroviari che trasportavano i militari.

Smise presto di scrivere commedie per dedicarsi molto alla regia teatrale; spesso in collaborazione con Guido Salvini, portò in scena svariati classici del teatro[7].

Dal 1920 al 1924 collaborò con il librettista Giuseppe Adami alla stesura del libretto della Turandot di Giacomo Puccini.

Durante gli anni trenta si avvicinò al regime fascista; nel 1939 fu accolto nell'Accademia d'Italia. Dopo la Liberazione fu escluso dalla redazione del Corriere della Sera. Poté far ritorno in via Solferino grazie alla mediazione di Mario Borsa. Nel 1951 assunse la presidenza del Circolo della Stampa.

Scapolo e senza figli, si spense il pomeriggio del 5 luglio del 1952, un sabato molto afoso, vittima di un collasso cardiaco[1]. Riposa nella Cripta del Famedio del Cimitero Monumentale di Milano.

Lasciò per volontà testamentaria la propria biblioteca personale di circa 54.000 volumi alla biblioteca del Museo teatrale alla Scala, volendo e ottenendo che venisse poi intitolata alla madre Livia[8].

Verona gli ha dedicato una grande piazza nei pressi della stazione ferroviaria.

Premio “Renato Simoni”[modifica | modifica wikitesto]

A Verona è stato istituito dal 1958 il "Premio Teatrale Renato Simoni per la Fedeltà al Teatro di Prosa" dedicato agli attori.

Elenco completo degli attori premiati:

Opere per il teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • La vedova, commedia del 1903[1]
  • Carlo Gozzi, commedia del 1903
  • Tramonto, commedia del 1906
  • Congedo, commedia del 1910

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Renato Simoni fu attivo anche nel cinema come sceneggiatore e regista.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Luciano Simonelli, RENATO SIMONI: Ciò che importa è vivere da galantuomo, Simonelli Editore, 04 ottobre 2013, ISBN 9788876479564. URL consultato l'11 ottobre 2017.
  2. ^ Claudio Gallo e Giuseppe Bonomi, Emilio Salgari, La macchina dei sogni, Bur, 17 maggio 2012, ISBN 9788858628027. URL consultato l'11 ottobre 2017.
  3. ^ a b c d Adela Gjata, Il grande eclettico - Renato Simoni nel teatro italiano del primo Novecento (PDF), su fupress.com.
  4. ^ SIMONI, Renato in "Enciclopedia Italiana", su www.treccani.it-IT. URL consultato l'11 ottobre 2017.
  5. ^ La Madonnina blu - I testi della tradizione di Filastrocche.it, in I testi della tradizione di Filastrocche.it, 25 gennaio 2006. URL consultato l'11 ottobre 2017.
  6. ^ Arnaldo Fraccaroli ("Fraka"). Un giornalista sulle strade del mondo (di Patrizia Pedrazzini) | Ordine dei Giornalisti, su www.odg.mi.it. URL consultato il 13 ottobre 2017.
  7. ^ Renato Simoni - Teatro Stabile del Veneto, in Teatro Stabile del Veneto. URL consultato l'11 ottobre 2017.
  8. ^ La biblioteca Livia Simoni - Teatro alla Scala, su www.teatroallascala.org. URL consultato l'11 ottobre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Il dizionario dei registi, di Pino Farinotti, SugarCo, Milano, 1993
  • Bruno Pischedda (a cura di), La critica letteraria e il «Corriere della Sera», Fondazione Corriere della Sera, 2011, Vol. I.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Direttore de La Lettura Successore
Giuseppe Giacosa 1906 - 1923 Mario Ferrigni
Controllo di autoritàVIAF: (EN120698287 · ISNI: (EN0000 0001 0939 7241 · SBN: IT\ICCU\CFIV\032085 · LCCN: (ENn82101521 · BNF: (FRcb13336768q (data)