L'illustrazione italiana

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L'illustrazione italiana
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Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità settimanale
Genere stampa nazionale
Formato 37 x 27 cm
Fondatore Emilio Treves
Fondazione 14 dicembre 1873[1]
Chiusura 1962
Sede Milano
 

L'illustrazione italiana è stata una rivista settimanale italiana con sede a Milano, pubblicata ininterrottamente dal 1873 al 1962 per un totale di quasi 5 000 numeri. Insieme a La Domenica del Corriere e a La Tribuna illustrata è stato il settimanale illustrato preferito dagli italiani nel periodo che va dalla fine Ottocento all'avvento della televisione.[2] Nel 1981 è stata ripresa la pubblicazione sotto vari editori. Attualmente viene pubblicata a cadenza irregolare.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Un numero del settimanale (1879).

Fondata a Milano con la testata «Nuova illustrazione universale»[4], fu edita dalla casa editrice Fratelli Treves, fondata da Emilio Treves, il quale fu anche il primo direttore della rivista. Tra i redattori si annovera Eugenio Torelli Viollier, che fonderà nel 1876 il Corriere della Sera.

Circa due anni dopo la fondazione, il 1º novembre 1875, la rivista viene rinominata L'illustrazione italiana (riprendendo la testata che Camillo Cima aveva lanciato nel 1863) e comincia ad avere un'ampia diffusione negli ambienti della medio-alta borghesia, grazie alla qualità degli articoli e soprattutto delle illustrazioni, spesso affidate ad artisti di primo piano come Achille Beltrame, Pietro Scoppetta, Luigi Bompard, Giuseppe Cosenza ed Ettore Ximenes (il quale svolgeva anche le funzioni di vicedirettore).

Oltre che all'opera di artisti di grido, il pregio delle fonti iconografiche era dovuto anche alla scelta di utilizzare per la stampa incisioni in legno invece che litografie, che consentivano di ottenere un'altissima resa a partire dai bozzetti di base. Tale qualità fu mantenuta poi nel tempo anche in seguito all'avvento della fotografia, tecnica che vide rappresentati sulle pagine dell'Illustrazione alcuni tra i migliori fotogiornalisti nazionali.

Arturo Toscanini su L'illustrazione italiana, 23 dicembre 1928 (Anno LV).

Per quanto riguarda la scrittura dei testi, il periodico si avvalse della collaborazione, in qualità di articolisti, di alcuni dei nomi più importanti della letteratura italiana, fra cui ricordiamo Giosuè Carducci, Grazia Deledda e Luigi Pirandello (premi Nobel per la letteratura), lo scrittore verista Giovanni Verga, il poeta Gabriele D'Annunzio, il critico letterario e favolista Luigi Capuana ed Edmondo De Amicis, autore del celeberrimo romanzo "Cuore", capolavoro della letteratura per ragazzi.

Accanto alla normale periodicità, L'illustrazione pubblicava anche dei numeri "speciali" a colori anch'essi di elevata qualità. Realizzati in occasione delle festività di fine d'anno, richiamavano, in qualità di autori, nomi come Matilde Serao e Ada Negri, mentre la parte iconografica veniva affidata a pittori come Eduardo Dalbono, Giulio Aristide Sartorio, Francesco Paolo Michetti, Arnaldo Ferraguti e Gioele Ferraguti.

La grande fortuna dell'Illustrazione Italiana durò fino alla morte di Emilio Treves (1916), dopo la quale, pur avendo ancora tra i propri collaboratori scrittori del calibro di Eugenio Montale, Elio Vittorini, Salvatore Quasimodo, Riccardo Bacchelli, Italo Pietra, Niccolò Giani e Sergio Solmi, la rivista cominciò a mostrare i segni di un lento declino.

La promulgazione delle leggi razziali fasciste accelerò il processo in atto: nel 1939 la Treves dovette cedere l'azienda alla Garzanti. Verso la metà del 1942, in seguito agli eventi della seconda guerra mondiale, L'illustrazione rallentò le sue uscite, fino ad essere trasformata in mensile nel 1951 e chiusa definitivamente nel 1962.

L'editore Guanda riprese la testata alla fine del 1981 e la ripubblicò con periodicità bimestrale. Il tentativo non incontrò sufficiente fortuna e la rivista fu chiusa nel 1996.

Nel 2011 l'editore "My Way Media" ha iniziato a proporre dei numeri monografici della testata, come riedizioni commentate di pagine anastatiche, a cadenza bimestrale.

Direttori[modifica | modifica wikitesto]

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Direttori artistici[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Col nome di Nuova Illustrazione Universale.
  2. ^ Luigi Mascheroni, «L’'Illustrazione» ci riapre gli occhi, su il Giornale, 8 ottobre 2011. URL consultato il 24 maggio 2016.
  3. ^ L'illustrazione italiana, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 24 maggio 2016.
  4. ^ L'editore Sonzogno aveva pubblicato l'«Illustrazione Universale», che visse dal 1864 al 1867.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paola Pallottino, Storia dell'illustrazione italiana. Libri e periodici a figure dal XV al XX secolo. Zanichelli, 1988. ISBN 8808057860

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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