Sonzogno (editore)

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Sonzogno
Stato Italia Italia
Fondazione 1804 a Milano
Fondata da Giambattista Sonzogno, Edoardo Sonzogno
Sede principale Venezia, Marittima Fabbricato 205
Gruppo Marsilio Editori
Settore Editoria
Sito web www.sonzognoeditori.it

La Sonzogno è una casa editrice italiana, oggi attiva nei settori della narrativa e della saggistica di largo consumo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

XIX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Il primo libro stampato nella tipografia Sonzogno (1804).

Nel 1804 Giovan Battista Sonzogno (1760-1822), titolare di una tipografia, iniziò l'attività editoriale; dal 1807 iniziò la pubblicazione in serie del Giornale Bibliografico Universale (1807-1811)[1]. I due figli, Francesco e Lorenzo, anch'essi tipografi, continuarono l'attività paterna separatamente: Francesco proseguì la stampa del Giornale Bibliografico Universale, mentre Lorenzo si dedicò ai classici: nel 1818 pubblicò la Collana degli storici greci volgarizzati. Nel 1827 iniziò la Biblioteca economica (in 60 volumi).

Lorenzo sposò Teresa Crespi, proveniente da una famiglia di facoltosi industriali milanesi. Dal 1839 cessò di stampare libri. Il loro terzo figlio Edoardo (1836-1920), dotato di spiccate capacità manageriali, conferì un nuovo impulso all'attività paterna trasformando la tipografia in una vera e propria impresa editoriale. Nel 1861 fondò la casa editrice vera e propria. Avendo ambizioni nettamente industriali, ma anche più marcatamente letterarie dei suoi antenati (il nonno Giambattista e lo zio Francesco), riuscì a sviluppare una moderna impresa che trattò tutti i generi editoriali: giornali, libri, musica e cataloghi d'arte.

Gli anni d'oro della Sonzogno si estesero dal 1866 fino alla prima metà del XX secolo. Alla stampa di libri si aggiunsero la pubblicazione di quotidiani e periodici e l'editoria musicale (Casa Musicale Sonzogno, avviata nel 1874 in concorrenza con la "Ricordi")[2]. Lo stabilimento produttivo impiegava circa 200 operai, 10 macchine e tre torchi tipografici, tre macchine e quattro torchi litografici.

Catalogo collane (1861-1897)
  • Biblioteca legale (dal 1865)
  • Biblioteca classica economica
  • Biblioteca romantica illustrata (dal 1866)
  • Biblioteca romantica economica
  • I processi celebri illustrati
  • Biblioteca del popolo (dal 1874)
  • Biblioteca illustrata di educazione
  • Biblioteca universale antica e moderna (dal 1882)
Portafoglio riviste

Nel 1881 la Sonzogno pubblicava otto riviste:

  • Lo Spirito folletto (dal 1861)
  • L'Illustrazione Universale (dal gennaio 1864)
  • La Novità-Corriere delle donne (periodico femminile, dal giugno 1864)[3]
  • L'Emporio pittoresco (giornale illustrato, da settembre 1864)[4]. Nel 1867 ingloberà L'Illustrazione Universale
  • Il tesoro delle famiglie (dal dicembre 1865)
  • Giornale dei sarti
  • Giornale illustrato dei viaggi
  • Il Romanziere illustrato (dal 1865)
  • Il Romanziere del popolo

La "perla" della produzione giornalistica della Sonzogno fu il quotidiano Il Secolo. Fondato nel 1866, tre anni dopo fu affidato alla guida esperta di Ernesto Teodoro Moneta. Il successo del quotidiano spinse l'editore ad investire in nuovi macchinari: Sonzogno acquistò, primo in Italia, una macchina "a carta perpetua"[5] che era in grado di fornire 250 esemplari al minuto. Il Secolo, stampato in 24.000 copie, divenne in pochi anni il quotidiano più venduto del Nord Italia. Gli alti ricavi permisero di comprare nel 1874 la concorrente Gazzetta di Milano, che l'anno seguente verrà assorbita nel Secolo. Nel 1875 Sonzogno cominciò a gestire in proprio la pubblicità sul Secolo: fu il primo quotidiano italiano a prendere questa iniziativa.

Le dimensioni dell'azienda si ampliarono ulteriormente: negli anni ottanta lo stabilimento produttivo impiegava 500 operai e forniva giornalmente 60 quintali di carta. Sonzogno decise di ricapitalizzare la casa editrice ricorrendo per la prima volta al mercato. Nel 1895 fondò una società per azioni in accomandita semplice con un capitale di 1.500.000 di lire diviso in 1500 azioni[6]. La raccolta di adesioni ebbe successo poiché 183 accomandanti acquisirono quote.

XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Nel giro di quattro anni (1909 e 1913) Edoardo Sonzogno ridusse la propria attività fino a ritirarsi a vita privata. Nel 1909 cedette il quotidiano Il Secolo; nel 1913 lasciò a Riccardo (1871-1915, figlio del fratello Alberto) il settore tipografico e librario e a Lorenzo (1877-1920, figlio dello zio Francesco) la casa editrice musicale[7]. Riccardo gestì il settore librario insieme con Alberto Matarelli (1875-1958), figlio del noto disegnatore satirico Adolfo Matarelli, già collaboratore dello Spirito folletto[8]. La produzione editoriale del marchio fu incentrata su narrativa e saggistica di largo consumo, mostrandosi sensibile alle tendenze e ai gusti prevalenti nella società ma anche attenta alla qualità. Dal 1904 al 1928 pubblicò a Milano il mensile Varietas.[9]

Nel 1915 morì prematuramente Riccardo Sonzogno. L'attività fu continuata dal socio Alberto Matarelli, che nel 1919 rilevò la proprietà del settore librario e fondò la «Casa Editrice Sonzogno di Alberto Matarelli» con sede in via Pasquirolo.

Negli anni dal 1924 al 1929 Sonzogno fu editrice de Le Cento Città d'Italia illustrate, famosa collana di 300 monografie illustrate con fotografie di tutti i luoghi e monumenti notevoli italiani, monumentale repertorio fotografico dell'Italia dell'epoca. Altra popolare collana dal 1924 al 1936 è Il Romanzo d'Avventure, diretta da Guglielmo Stocco.

Nell'agosto 1943 macchinari e archivio vennero distrutti dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale[6].

Nel 1980 la Sonzogno entra a far parte del gruppo editoriale Fabbri, che nel 1990 è confluito a sua volta in RCS MediaGroup[10].

Oggi[modifica | modifica wikitesto]

La produzione della casa editrice è ancora oggi indirizzata all'offerta di largo consumo. Nell'ambito della narrativa, Sonzogno spazia dalle saghe di ampio respiro ai thriller, dai romanzi femminili tradizionali o di genere rosa alle commedie sentimentali brillanti. Tra gli autori di maggior richiamo Carol Bolt, Helen Fielding (autrice del Diario di Bridget Jones), Fannie Flagg, Cecilia Ahern, Kathleen E. Woodiwiss, Rosemary Rogerse e l'ormai classica Liala[11].

Dal 2010 Marsilio ha rilevato il marchio "Sonzogno" e il suo catalogo. Il nuovo direttore editoriale della Sonzogno è Patricia Chendi, proveniente dalla Sperling & Kupfer[12].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sonzogno, lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 17/01/2016.
  2. ^ Progetto Sonzogno. Introduzione storica (1800-1900) a cura di Silvia Valisa.
  3. ^ Pubblicato fino al 1943, è stato il più longevo giornale di moda italiano.
  4. ^ Fu diretto fino al 1868 da Eugenio Torelli Viollier.
  5. ^ Storia Letteraria d'Italia. Il Novecento, tomo 1, a cura di G. Luti, Padova. Piccin Nuova Libraria, 1993, p.58.
  6. ^ a b Sonzogno, salonelibro.it. URL consultato il 17/01/2016.
  7. ^ Maurizio Padoan, Affetti musicali: studi in onore di Sergio Martinotti, Vita e Pensiero, 2005, p. 346.
  8. ^ Casa editrice Sonzogno, letteraturadimenticata.it. URL consultato il 17/01/2016.
  9. ^ Vedi articolo da badigit su comune.bologna.it.
  10. ^ Sonzogno, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 17/01/2016.
  11. ^ Già nel 1939 Sonzogno si propose di pubblicare le opere di Liala, fino a quel momento autrice della Arnoldo Mondadori Editore. Il veto dell'altra autrice "rosa" Mura impedì una felice conclusione dell'operazione.
  12. ^ Marsilio rileva Sonzogno: novità editoriali in rosa, onewoman.it. URL consultato il 29 marzo 2012.

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