Goffredo Alessandrini

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Goffredo Alessandrini (Il Cairo, 9 settembre 1904Roma, 16 maggio 1978) è stato un regista e ostacolista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Goffredo Alessandrini
Goffredo Alessandrini 1939.jpg
Goffredo Alessandrini nel 1939
Nazionalità Italia Italia
Atletica leggera Athletics pictogram.svg
Specialità Corsa ad ostacoli
Record
110 ostacoli 17" (1925)
Società IC Bentegodi
Palmarès
Italy looking like the flag.svg Campionati Italiani Assoluti
Oro Bologna 1925 110 ostacoli
 

In gioventù ostacolista, fu nel 1925 campione italiano assoluto dei 110 metri ostacoli con 17" per la società IC Bentegodi di Verona.[1]

Iniziò la sua carriera cinematografica partecipando dal 1927 alla redazione della rivista cinematografo fondata da Alessandro Blasetti, di cui fu poi aiuto regista nei film Sole (1929) e Terra madre (1930). Divenne poi un regista molto apprezzato per le caratteristiche da kolossal, tra cui in particolare, si ricordano Noi vivi ed Addio Kira!, presentati a Venezia nel 1942 come unico film, ma poi distribuiti separatamente a causa della lunghezza di oltre 4 ore.

Fu uno dei primi registi del cosiddetto cinema dei telefoni bianchi, genere cui possono ascriversi due fra i suoi film più popolari: La segretaria privata (1931) e Seconda B (1934).

Fu vicino al regime fascista con film come Cavalleria del 1936, Luciano Serra pilota del 1938 (Coppa Mussolini per il miglior film italiano al Festival di Venezia) e Giarabub del 1942.

Nel 1935 sposò Anna Magnani, con cui ebbe una relazione tormentata e che diresse nel citato Cavalleria e, nel 1952, in Camicie rosse, film che tuttavia Alessandrini non portò a termine e che fu ultimato dall'allora trentenne Francesco Rosi. Pur non avendola mai sposata ebbe due figlie dall'attrice Regina Bianchi.

Nel 1952 tornò in Egitto ma non vi rimase molto a lungo.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Albo d'oro – Campionati italiani assoluti (DOC), su fidalemiliaromagna.it, Comitato FIDAL Emilia-Romagna. URL consultato il 29 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 27 agosto 2014).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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