Pietro Garinei

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Pietro Garinei

Pietro Garinei (Trieste, 25 febbraio 1919Roma, 9 maggio 2006) è stato un commediografo, regista teatrale e attore italiano.

In quasi tutta la sua carriera è stato affiancato dall'amico e collega Sandro Giovannini, noti come la ditta Garinei e Giovannini, insieme hanno scritto spettacoli, canzoni per i più noti cantanti dell'epoca. Garinei, insieme a Giovannini, è stato uno dei primi autori a portare il musical in Italia, rendendo questo genere sempre più popolare.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

«Non gioco all’Enalotto, al Superenalotto, al Totocalcio perché penso di aver già avuto la mia dose di fortuna. È inutile che la rincorra: la ruberei agli altri.»

Pietro Garinei nasce a Trieste, dove il padre giornalista era inviato di guerra nel 1919 per Il Secolo, la madre invece era di Udine, ma la famiglia si trasferisce a Roma 39 giorni dopo la sua nascita.

«Non so se sia vero ma mio papà mi raccontava sempre che ero stato il primo italiano nato a Trieste e battezzato a San Giusto dopo la Grande guerra. Fra l'altro il mio padrino fu Rino Alessi, che poi sarebbe diventato proprietario e direttore del "Piccolo", molto amico di papà...»

La famiglia Garinei era inoltre proprietaria di una storica farmacia romana in piazza san Silvestro, in attività dal 1595, e c'era bisogno di un membro della famiglia Garinei laureato in scienze farmaceutiche per rinnovare la licenza comunale dell'attività. Dunque Pietro si laurea in farmacia, e inizia a lavorare nell'azienda di famiglia, in questo breve periodo conoscerà Gabriella Turco, anche lei di origine triestina, che in seguito diventerà la moglie del commediografo e che lavorava come segretaria in un ufficio poco distante. Sempre nella stessa area c'era il Cinema Galleria, dove Garinei passava tutte le sue serate dopo la fine del suo turno, poi la farmacia rimaneva aperta per tutta la notte e diventava un vero e proprio luogo di ritrovo per amici, artisti, letterati e scrittori... che passavano a bere un bicchierino dei liquori speciali a base di rabarbaro e china preparati dal fratello di Pietro Garinei. Tra i frequentatori abituali troviamo grandi nomi del cinema e del panorama culturale italiano come Ennio Flaiano, Age e Scarpelli. Proprio questi contatti furono decisivi per la carriera dello scrittore e commediografo.[2]

Successivamente però, con l'entrata del fratello nella farmacia di famiglia, Pietro intraprende un diverso percorso professionale e inizia a lavorare come giornalista sportivo prima della Gazzetta dello Sport e in questo periodo incontra Sandro Giovannini, che lavorava per il Corriere dello Sport.

«Nella tribuna stampa dello Stadio Flaminio conobbi Sandro Giovannini. Lui lavorava per il Corriere dello Sport, io per la Gazzetta. Fra i giornali c'era una grande rivalità, noi diventammo amici. Avevamo due amori in comune: la Roma e il teatro»

Era fratello dell'attore e doppiatore Enzo Garinei.

Il sodalizio Garinei & Giovannini[modifica | modifica wikitesto]

Insieme fondarono nel 1944 il giornale umoristico Cantachiaro e da quel giorno si formò un lungo sodalizio artistico noto come Garinei e Giovannini. In diciotto mesi, in tempo di guerra, scrissero sei riviste. Importante la collaborazione con la radiofonia Rai, dal 1949 al 1951 con la rivista La Bisarca, successivamente portata in teatro e al cinema.

«Ma lo spettacolo era la nostra vera passione. Scrivemmo un testo, "Sono le sette e tutto va bene", che non fu mai rappresentato. C'era la guerra, e le sette era l'ora del coprifuoco. Finita la guerra rifondammo "Cantachiaro", un giornale satirico che era stato soppresso dai fascisti. E poi ne facemmo una rivista teatrale, con lo stesso titolo: debuttò il primo settembre del '44, al Teatro Quattro Fontane. C'erano Anna Magnani, Marisa Merlini, Olga Villi...»

L'esordio a teatro è nel 1949 con lo spettacolo Soffia, so, interpretato da Anna Magnani, che fu accolto abbastanza bene. Ma è nel 1952 che arriva il grande successo con quelle che verranno poi definite le favole musicali di Garinei e Giovannini, canzoni scritte per Renato Rascel con la peculiarità di avere una spiccata vocazione narrativa con testi e musiche volte a raccontare una storia, tra le più famose: Alvaro piuttosto corsaro, Tobia candida spia, Attanasio cavallo vanesio.

Nel 1954 va in scena per la prima volta la commedia musicale Giove in doppiopetto, considerato il primo vero musical italiano,[3] scritto per il grande attore di varietà Carlo Dapporto.[4]

«Eravamo stanchi della rivista, sapevamo che in America era nata la musical comedy, cioè la commedia musicale, ed eravamo impazienti di andarla a vedere. Con Sandro (Giovannini ndr) facemmo una scommessa, su chi per primo sarebbe riuscito ad avere il visto e a volare oltreoceano. Vinsi io, sbarcai a New York e la sera stessa andai a vedere "Guys and dolls" a Broadway. Il giorno dopo gli telefonai e gli dissi: Sandro, dobbiamo cambiare tutto... Avevo capito che c'era un altro modo di fare uno spettacolo musicale. E che era molto più accattivante, agile, divertente, adatto al grande pubblico»

Nel 1956 Buonanotte Bettina viene tradotto e rappresentato all'estero, conoscendo un enorme successo anche sulla scena internazionale. Il successo prosegue con "Rinaldo in campo" che avrà come protagonista Domenico Modugno, autore anche delle musiche dello spettacolo e all'apice della sua carriera grazie al singolo Volare (Nel blu dipinto di blu). L'apice del successo del fortunato duo sarà Rugantino (1962) con Aldo Fabrizi nel ruolo di Mastro Titta, che conosce il grande successo con Nino Manfredi e Lea Massari, sostituita in seguito da Ornella Vanoni nell'edizione New Yorkese dello spettacolo nel 1964.

Nel 1952 introdusse il genere della commedia musicale in Italia con spettacoli di rivista come Attanasio cavallo vanesio, con Renato Rascel nelle vesti di attore, cantante e ballerino, e producendo la prima grande soubrette della scena italiana, Wanda Osiris. Sempre con Giovannini, collezionò numerosi successi, tra cui Un paio d'ali (sempre con Renato Rascel), Un trapezio per Lisistrata, Buonanotte Bettina, Il giorno della tartaruga, Ciao Rudy, Rugantino, Rinaldo in campo, Alleluia brava gente, Aggiungi un posto a tavola, Se il tempo fosse un gambero, nei quali troviamo tra i protagonisti attori del calibro di (solo per citarne alcuni) Walter Chiari, Delia Scala, Nino Manfredi, Lea Massari, Aldo Fabrizi, Paolo Panelli, Bice Valori, Domenico Modugno, Gigi Proietti, Sandra Mondaini, Massimo Ranieri, Johnny Dorelli, Enrico Montesano.

Nel 1974 Aggiungi un posto a tavola conosce un successo senza precedenti sia in Italia che all'estero, e colleziona oltre 30 edizioni in giro per il mondo.[5]

Tra gli attori di teatro classico e di cinema, lavorarono con loro Marcello Mastroianni, Giovanna Ralli, Paola Borboni, Giuliana Lojodice, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Olga Villi, Alberto Lionello, Giulio Scarpati, Angela Luce, Massimo Ghini, Nancy Brilli.

Garinei e Giovannini scrissero i versi di alcune canzoni di successo come Arrivederci Roma e Domenica è sempre domenica, sigla della fortunata trasmissione televisiva "Il Musichiere", ma anche Sentimental di Wanda Osiris.[6]

La coppia Garinei e Giovannini produsse ben quarantanove copioni come autori ed allestì ottantacinque tournée inscenate in oltre venti nazioni.

Garinei è stato un personaggio molto noto e apprezzato a livello popolare, non solo per i suoi spettacoli ed il suo lavoro nel cinema e nella televisione, ma anche per le sue caratteristiche bizzarre e molto "normali", come ad esempio l'amore per il calcio e il tifo sfegatato per la Roma, di cui non saltava le partite nemmeno se c'era una prima. Oppure come il suo andare a messa ogni domenica e sgridare scherzosamente il parroco per le messe troppo lunghe.[7]

Nel 1996 l'allora sindaco di Trieste conferisce a Pietro Garinei il Premio Operetta, in nome del forte legame con la città.

La morte[modifica | modifica wikitesto]

Muore a Roma il 9 maggio 2006 presso l'Ospedale Carlo Forlanini, dove era ricoverato da qualche giorno, all'età di 87 anni; il giorno seguente fu allestita la camera ardente al Campidoglio nella Sala Protomoteca, mentre l'11 maggio vennero celebrati i funerali nella Basilica di Santa Maria del Popolo, al quale presenti tantissimi volti del teatro italiano e alcuni volti noti della politica, e durante la cerimonia religiosa è stato accompagnato dalle note musicali di "Roma nun fa la stupida stasera" suonata da Armando Trovajoli; dopo la cerimonia funebre, il feretro è stato tumulato accanto alla moglie e ai genitori nel Cimitero Monumentale del Verano di Roma.[8][9]

Opere teatrali[modifica | modifica wikitesto]

Renato Rascel con Giovanna Ralli nella commedia musicale Un paio d'ali di Garinei e Giovannini (1957)

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatura e soggetto[modifica | modifica wikitesto]

Varietà radiofonici Rai[modifica | modifica wikitesto]

  • La Bisarca, varietà settimanale 1949 - 1951
  • Papà Cicogna, varietà settimanale 1953

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ E'morto Pietro Garinei- Film.it, su film.it. URL consultato il 31 marzo 2022.
  2. ^ E' morto Pietro Garinei «triestino per caso» e padre della commedia musicale - Il Piccolo, su Archivio - Il Piccolo. URL consultato il 31 marzo 2022.
  3. ^ TEATRO: ADDIO A GARINEI, CON GIOVANNINI FU IL PADRE DEL MUSICAL ITALIANO/ADNKRONOS, su www1.adnkronos.com. URL consultato il 31 marzo 2022.
  4. ^ CARLO DAPPORTO, su sanremostoria.it. URL consultato il 31 marzo 2022.
  5. ^ Sky TG24, 'Aggiungi un posto a tavola' al Nazionale di Milano dal 10 al 27 marzo, su tg24.sky.it. URL consultato il 31 marzo 2022.
  6. ^ Pietro Garinei biografia, su ComingSoon.it. URL consultato il 31 marzo 2022.
  7. ^ Pietro Garinei, su intervisteromane.net. URL consultato il 31 marzo 2022.
  8. ^ L' ultimo saluto a Pietro Garinei un applauso di dieci minuti - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 27 maggio 2021.
  9. ^ Visite culturali, su visite.cimitericapitolini.it. URL consultato il 9 giugno 2021.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN79180457 · ISNI (EN0000 0000 7823 8351 · SBN SBLV064542 · Europeana agent/base/17980 · LCCN (ENn87902331 · GND (DE121475271 · BNE (ESXX1241010 (data) · BNF (FRcb14415834b (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n87902331
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