Enrico Montesano

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Enrico Montesano
Piedipiatti.jpg
Montesano nel film Piedipiatti (1991)
Nazionalità Italia Italia
Genere Musica leggera
Periodo di attività 1966 – in attività
Etichetta It, Cinevox, Easy Records
Album pubblicati 4
Studio 4
Sito web
Enrico Montesano

Eurodeputato
Legislature IV
Gruppo
parlamentare
Gruppo del Partito del Socialismo Europeo
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico della Sinistra
Professione attore, cantante
David di Donatello David di Donatello alla carriera 1977 David Speciale
David di Donatello David di Donatello alla carriera 1980 David Speciale
David di Donatello David di Donatello per il miglior regista esordiente 1986
David di Donatello David di Donatello alla carriera 1991 Premio Alitalia

Enrico Montesano (Roma, 7 giugno 1945) è un attore cinematografico, attore teatrale e cantante italiano.

Interprete versatile, ha spaziato nella sua carriera dal teatro alla televisione al cinema. Debutta nel 1966 a teatro con Humor nero, e al cinema in Io non protesto, io amo di Ferdinando Baldi. Dagli anni settanta esordisce anche in televisione in programmi di successo, fino a vincere nel 1977 la Rosa d'oro di Montreaux con il varietà Quantunque io[1].

L'anno successivo è protagonista della commedia musicale Rugantino, vincendo un David di Donatello Speciale, premio che si aggiudica nuovamente nel 1980 per i suoi successi al cinema. Successivamente dirige e interpreta il film A me mi piace, ricevendo il David di Donatello e il Nastro d'Argento come miglior regista esordiente. Al cinema recita in successi commerciali come Il conte Tacchia, I due carabinieri e Grandi magazzini, mentre in televisione conduce con Anna Oxa l'edizione 1988 del varietà Fantastico abbinato alla Lotteria Italia, rivelatasi quella di miglior successo del programma.

Attivo dal 2004 anche come cantante e scrittore, oltre che nell'impegno vegano, nel 2011 gli è stato conferito il Premio Le Muse per il suo contributo al teatro.[2] Ha avuto anche esperienze in campo politico come eurodeputato.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli Inizi[modifica | modifica wikitesto]

Proviene da una famiglia di teatro: il bisnonno Michele Montesano con il fratello Achille Montesano crearono a Roma una compagnia di operette, mentre il nonno Enrico fu un noto direttore d'orchestra della capitale; da ciò comincia subito a interessarsi al mondo della recitazione. Montesano debutta a teatro nel 1966 nello spettacolo Humor nero, al fianco di Vittorio Metz nel piccolo Teatro Goldoni, come imitatore. Nella stagione successiva (1967/1968), con la collaborazione di Leone Mancini, inizia la sua attività di cabaret al Puff noto cabaret della capitale.

Il debutto in televisione porta la firma di Castellano e Pipolo e si intitola Che domenica amici, varietà che va in onda nel 1968 per la regia di Vito Molinari condotto da Raffaele Pisu. L'attività teatrale prosegue parallelamente a quella televisiva, con la stagione de Il Bagaglino, ospite fisso insieme a Gabriella Ferri nello spettacolo Tiette la cica, verso la fine degli anni sessanta. È proprio qui che inizia un sodalizio artistico con la Ferri, che lo porterà nel 1970 ad essere uno dei conduttori del programma musicale Senza Rete e nello stesso anno in gara a Un disco per l'estate, mentre nel 1971 torna a teatro con Homo Cras.

Sempre nel 1968 debutta anche in radio col programma Gran varietà, al quale seguirà il più personale Felice allegria, nel quale interpreta uno dei suoi personaggi più apprezzati, quello del timido e impacciato omonimo del titolo del programma. Due anni dopo è conduttore di una puntata di Senza Rete.

Nel 1972 incide anche il suo primo 45 giri Fortuna sì, Fortuna no grazie a Guido e Maurizio De Angelis, che riscuote discreto successo, seguito poi dal più fortunato A me tu piaci te della Cinevox; tuttavia l'esperienza canora ma rimarrà comunque un'attività marginale della sua lunga carriera.

Il successo[modifica | modifica wikitesto]

Da sinistra: Mario Carotenuto, Gigi Proietti, Francesco De Rosa e Montesano nel cult movie[3] Febbre da cavallo (1976) di Steno.

Da lì in poi la sua carriera si sviluppa tra il piccolo schermo e il teatro, mentre al cinema non conosce ostacoli. Debutta sul grande schermo nel 1967 partecipando ai film Stasera mi butto, Io non protesto, io amo e Nel sole (qui doppiato da Angelo Nicotra), collaborando più volte fino ai primi anni settanta con registi come Sergio Corbucci, Ruggero Deodato e Aldo Grimaldi. Da segnalare in particolare la partecipazione nel 1968 a Zum Zum Zum - La canzone che mi passa per la testa dei Corbucci, anche se sarà più rilevante quella a I quattro del pater noster con Paolo Villaggio e Oreste Lionello.

Nel 1971 partecipa a due trasmissioni di successo, Teatro 10 e Canzonissima nelle quali dimostra le sue qualità di imitatore e intrattenitore, inscenando anche diversi sketch con i conduttori Mina e Corrado. In Rai è attivo negli anni settanta nello special Io non centro, successo seguito dai fortunati Dove sta Zazà e Mazzabubù in coppia con Gabriella Ferri e nei quali i due sperimentano il cabaret sul piccolo schermo, esperimento che riscuote un buon riscontro di pubblico. Come attore ottiene i primi ruoli di rilievo con Boccaccio e Il prode Anselmo e il suo scudiero diretti da Bruno Corbucci, e poi con Amore vuol dir gelosia di cui è anche sceneggiatore. Importante è anche la collaborazione con Steno nel film Il terrore con gli occhi storti, interpretato assieme a Alighiero Noschese, regista col quale collaborerà in altri importanti film successivi.

Si inserisce, anche se in forma marginale, nel filone della commedia sexy all'italiana apparendo in pellicole come La signora è stata violentata!, 40 gradi all'ombra del lenzuolo, Spogliamoci così, senza pudor.... Il 1974 è l'anno del ritorno a teatro, dopo un periodo di pausa, con la trasposizione di C'eravamo tanto amati, e anche quello dell'incisione del suo primo 33 giri Tabaret, sempre a cura della Cinevox, successo replicato con i successivi Dudu e Cocò e Tabaret Vol.2. Con Rugantino del 1978 Montesano archivia uno dei suoi successi teatrali più importanti.

Nel 1977 vince un David di Donatello Speciale e nello stesso anno torna in televisione sulla Rete 2 col varietà Quantunque io, di cui è mattatore assoluto, sfornando i suoi personaggi più famosi e le sue imitazioni più famose. Grazie al programma, del quale è coautore dei testi insieme con Ferruccio Fantone, Montesano fa vincere a lui ed alla neonata seconda rete il premio internazionale per la televisione la Rosa d'oro di Montreaux. Gli anni settanta sono caratterizzati dal punto di vista recitativo da pellicole come Tutto suo padre, L'Italia s'è rotta, Febbre da cavallo e Il marito in collegio.[3]

Tra il 1979 e il 1980 i ruoli di Aragosta a colazione diretto da Giorgio Capitani, de Il ladrone e di Qua la mano, diretti da Pasquale Festa Campanile gli fruttano un premio speciale ai David di Donatello 1980. Nel 1978 Garinei e Giovannini lo chiamano per interpretare il ruolo di Rugantino insieme al Alida Chelli, Aldo Fabrizi e Bice Valori, affidandogli l'anno successivo anche il musical Bravo!, del quale è coautore. Il successo teatrale gli frutta nel 1980 la Maschera dell'Istituto del Dramma Italiano. È del 1982 il ruolo de Il conte Tacchia di Sergio Corbucci accanto a Vittorio Gassman e Paolo Panelli, una delle sue interpretazioni più apprezzate, che Montesano riprenderà anche in alcune apparizioni successive, seguito dalla commedia Grand Hotel Excelsior, dei registi Castellano e Pipolo.

Nel 1984 collabora con Steno e Gigi Proietti, coi quali aveva già lavorato in Febbre da cavallo, nel film Mi faccia causa e l'anno successivo, grazie al film A me mi piace, vince un David di Donatello e il Nastro d'argento come miglior regista esordiente. Nel 1985 è protagonista in I due carabinieri, accanto a Carlo Verdone, film che diviene campione d'incasso e vincitore del Biglietto d'oro AGIS.[4] L'anno successivo guida il variosissimo cast de I grandi magazzini, diretto nuovamente da Castellano e Pipolo, una delle commedie cult degli anni '80. A seguire arrivano due film importanti, prima la collaborazione con Mario Monicelli ne I picari e poi quella con Maurizio Ponzi ne Il volpone, insieme a Paolo Villaggio.

Montesano tiene a battesimo l'esordio cinematografico della ventiquattrenne Sabrina Ferilli ne Il volpone (1988) di Maurizio Ponzi.

In televisione ottiene il successo più grande nel 1988 conducendo la nona edizione del varietà del sabato sera Fantastico accanto ad Anna Oxa; considerata la migliore dal punto di vista coreografico, l'edizione di quell'anno detiene il record di audience (12 milioni di spettatori di media, con punte di oltre 14) e di vendita di biglietti della Lotteria Italia[5]. Recita poi con Renato Pozzetto in Noi uomini duri. Nonostante il successo raggiunto, Montesano continua a dedicarsi al teatro interpretando titoli impegnati e ottenendo risultati importanti, come nel caso di Non mi lasciate solo.

Negli anni novanta dirige e interpreta le due stagioni della serie Pazza famiglia andata in onda su Rai Uno, mentre al cinema recita al fianco di Renato Pozzetto nelle pellicole Piedipiatti e Anche i commercialisti hanno un'anima, risultati tuttavia meno fortunati rispetto alla prima collaborazione. Nel 1997 ha condotto il remake dello storico varietà Fantastico fino alla quinta puntata, quando, a causa dei bassi ascolti, ha lasciato la trasmissione, ed è stato sostituito da Giancarlo Magalli. In televisione ha anche partecipato nel 1999 alla serie Mediaset L'ispettore Giusti nei panni di un ispettore di polizia. Ottiene poi il record di incassi a teatro nella stagione 1999/2000 con lo spettacolo E menomale che c'è Maria!, replicando il successo con Malgrado tutto beati voi.[6]

Inizialmente escluso dal progetto, nel 2002 torna a interpretare 'Er Pomata' in Febbre da cavallo - La mandrakata sequel del celebre cult di Steno, diretto dal figlio Carlo Vanzina. Nel 2004 è mattatore assoluto dello show del sabato sera di Rai Uno con lo spettacolo Trash - Niente è come sembra, tratto da un suo omonimo show teatrale di successo, andato in onda il 24 ed il 31 gennaio con ospiti: Tiziano Ferro, Renato Pozzetto, Nancy Brilli, Nino D'Angelo, Mino Reitano, Gabriella Ferri, Maria Grazia Cucinotta, Richard Galliano e Luciano Gaucci. Il varietà ottiene importanti risultati d'ascolto con più di 6 milioni di telespettatori.

Nel 2005 torna in televisione con il film-tv Il mondo è meraviglioso, mentre nel 2009 è nel cast di Ex e nel 2010 di Tutto l'amore del mondo per la regia di Fausto Brizzi. Nel 2013 torna in teatro con il suo spettacolo C'è qualche cosa in te, riproposto in più occasioni a causa del successo ottenuto. Lo spettacolo è stato trasmesso anche in tv su Rai 1 il 21 agosto 2015. Dal 2016 fa parte della giuria del programma di Rai 1 Tale e Quale Show condotto da Carlo Conti, e affiancato nello stesso ruolo da Loretta Goggi e Claudio Amendola.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Dalla relazione con Marina Spadafora ha avuto un figlio. Successivamente si è sposato con Tamara Moltrasio dalla quale ha avuto tre figli. Nel 1992 ha sposato Teresa Trisorio da cui ha avuto due figli[7].

Impegno politico[modifica | modifica wikitesto]

Di idee socialiste libertarie, Montesano dalle elezioni politiche del 1976 fino ai primi anni Novanta ha fatto propaganda per il PSI, poi è stato consigliere comunale del PDS a Roma (1993-1995) ed eurodeputato (1994-1996) nel Gruppo socialista europeo[8], carica dalla quale si è dimesso prima di maturare il vitalizio. Dopo un periodo di vicinanza al centrodestra, appoggiando Alleanza Nazionale prima e il Popolo delle Libertà poi, nel 2009 ha aderito al Movimento Libertario[9] e il 10 ottobre 2013 affermò di aver votato per il Movimento 5 Stelle alle precedenti elezioni politiche[10].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Montesano è impegnato nell'attivismo vegano.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Enrico Montesano (secondo da destra) con il resto del cast di Io non vedo, tu non parli, lui non sente (1971)
Enrico Montesano e Barbara Bouchet in 40 gradi all'ombra del lenzuolo (1976)

Teatrografìa[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Fiction[modifica | modifica wikitesto]

Programmi radiofonici RAI[modifica | modifica wikitesto]

  • Gran Varietà 1968
  • Montesano per quattro, ovvero come mi sono divertito oh come mi sono divertito!, con Enrico Montesano, programma a cura di Ferruccio Fantoni 1977

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

33 giri[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enrico Montesano canta Trovajoli
  2. ^ [1]
  3. ^ a b "Febbre da cavallo", 40 anni fa usciva al cinema la commedia cult, su tgcom24.mediaset.it, 17 maggio 2016.
  4. ^ Scheda film - I due carabinieri - Banca Dati - Libero Cinema
  5. ^ Aldo Grasso, Enciclopedia della Televisione, Garzanti, Milano, 1996
  6. ^ Enrico Montesano
  7. ^ Interviste Romane - Enrico Montesano
  8. ^ Enrico Montesano, su Parlamento Europeo. URL consultato il 23 giugno 2016.
  9. ^ E Montesano canta il rap dei libertari!
  10. ^ M5S, Montesano: L'ho votato e lo rifarei
  11. ^ Enrico Montesano... un laziale doc

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Jelardi, Queer tv, omosessualità e trasgressione nella televisione italiana, Croce, Roma 2007 - prefazione di Carlo Freccero.
  • Andrea Jelardi, Giuseppe Farruggio In scena en travesti, Il travestitismo nello spettacolo italiano, Croce, Roma 2009, con divagazioni di Vittoria Ottolenghi

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN87054688 · LCCN: (ENn2003018080 · SBN: IT\ICCU\CFIV\216105 · ISNI: (EN0000 0000 7824 0080