Enrico Montesano

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Enrico Montesano
Enrico Montesano nel film Piedipiatti
Enrico Montesano nel film Piedipiatti
Nazionalità Italia Italia
Genere Musica leggera
Periodo di attività 1966 – in attività
Etichetta It, Cinevox, Easy Records
Album pubblicati 4
Studio 4
Sito web
Enrico Montesano
Monogramma del Parlamento Europeo
Unione europea
Parlamento europeo
Luogo nascita Roma
Data nascita 1945
Professione attore, cantante
Partito Partito Democratico della Sinistra
Legislatura IV
Gruppo Gruppo del Partito del Socialismo Europeo
David di Donatello David di Donatello per il miglior regista esordiente 1986

Enrico Montesano (Roma, 7 giugno 1945) è un attore cinematografico, attore teatrale e cantante italiano.

Attore versatile ed esuberante, ha spaziato nella sua carriera con enorme disinvoltura dal teatro alla televisione al cinema. Considerato uno dei più grandi attori teatrali dalla metà degli anni settanta, ha vinto 3 David di Donatello, 1 Nastro d'Argento, mentre nel 1977 ha vinto la Rosa d'oro di Montreaux con il varietà Quantunque io[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Montesano tiene a battesimo l'esordio cinematografico della ventiquattrenne Sabrina Ferilli in Il volpone (1988) di Maurizio Ponzi

Inizi[modifica | modifica wikitesto]

Proviene da una famiglia di teatro: il bisnonno Michele Montesano con il fratello Achille Montesano crearono a Roma una compagnia di operette, mentre il nonno Enrico fu un noto direttore d'orchestra della capitale. Montesano debutta a teatro nel 1966 nello spettacolo Humor nero, al fianco di Vittorio Metz nel piccolo Teatro Goldoni, come imitatore. Nella stagione successiva (1967/1968), con la collaborazione di Leone Mancini, inizia la sua attività di cabaret al Puff noto cabaret della capitale.

Il debutto in televisione porta la firma di Castellano e Pipolo e si intitola Che domenica amici, varietà che va in onda nel 1968 per la regia di Vito Molinari condotto da Raffaele Pisu. L’attività teatrale prosegue invece con la stagione de Il Bagaglino, ospite fisso insieme a Gabriella Ferri nello spettacolo Tiette la cica, verso la fine degli anni sessanta. È proprio qui che inizia un sodalizio artistico con la Ferri, che lo porterà nel 1970 ad essere uno dei conduttori del programma musicale Senza Rete e nello stesso anno in gara a Un disco per l'estate, mentre nel 1971 torna a teatro con Homo Cras.

Nel 1968 debutta anche in radio col programma Felice allegria, nel quale interpreta uno dei suoi personaggi più apprezzati. Nel 1972 incide anche il suo primo 45 giri Fortuna sì, Fortuna no grazie a Guido e Maurizio De Angelis, che riscuote discreto successo, ma rimarrà comunque un'attività marginale della sua lunga carriera.

Successo[modifica | modifica wikitesto]

Da lì in poi la sua carriera si sviluppa tra il piccolo schermo e il teatro, mentre al cinema non conosce ostacoli. Debutta sul grande schermo nel 1967 partecipando ai film Stasera mi butto, Io non protesto, io amo e Nel sole (qui doppiato da Angelo Nicotra), collaborando più volte fino ai primi anni settanta con registi come Sergio Corbucci, Ruggero Donato e Aldo Grimanldi. Nel 1971 partecipa a due trasmissioni di successo, Teatro 10 e Canzonissima nelle quali dimostra le sue qualità di imitatore. In Rai è attivo negli anni settanta nello special Io non centro, successo seguito dai fortunati Dove sta Zazà e Mazzabubù in coppia con Gabriella Ferri e nei quali i due sperimentano il cabaret sul piccolo schermo.

Al cinema dopo i primi successi come La signora è stata violentata! (1973), Amore vuol dire gelosia (1974) e Remo e Romolo (1975), nel 1976 arriva la consacrazione con Febbre da cavallo di Steno, dove interpreta lo scommettitore Armando Pellicci detto 'Er Pomata', e recita al fianco di artisti come Gigi Proietti, Catherine Spaak, Mario Carotenuto e Adolfo Celi. Collaborerà con Steno in altre due pellicole, L'italia s'è rotta e Tre tigri contro tre tigri. Nel 1977 vince un David di Donatello Speciale e nello stesso anno torna in televisione col varietà Quantunque io, di cui è mattatore assoluto, sfornando i suoi personaggi più famosi. Grazie al programma, del quale è coautore dei testi insieme con Ferruccio Fantone, Montesano fa vincere a lui ed alla neonata Rai 2 il premio internazionale per la televisione la Rosa d'oro di Montreaux.

Tra il 1979 e il 1980 i ruoli di Aragosta a colazione diretto da Giorgio Capitani, de Il ladrone e di Qua la mano, diretti da Pasquale Festa Campanile gli fruttano un premio speciale ai David di Donatello 1980. Nel 1978 Garinei e Giovannini lo chiamano per interpretare il ruolo di Rugantino insieme al Alida Chelli, Aldo Fabrizi e Bice Valori, affidandogli l'anno successivo anche il musical Bravo!, del quale è coautore. Il successo teatrale gli frutta nel 1980 la Maschera dell’Istituto del Dramma Italiano. Grazie a Febbre da cavallo, la sua carriera cinematografica non conosce ostacoli. È del 1982 il ruolo de Il conte Tacchia di Sergio Corbucci accanto a Vittorio Gassman e Paolo Panelli, una delle sue interpretazioni più apprezzate, seguito dal film Più bello di così si muore, del regista Pasquale Festa Campanile. Nel 1984 collabora nuovamente con Steno e Gigi Proietti in Mi faccia causa e l'anno successivo, grazie al film A me mi piace, vince un David di Donatello e il Nastro d'argento come miglior regista esordiente. Nel 1985 è protagonista in I due carabinieri, accanto a Carlo Verdone. Film che diviene campione d’incasso e vincitore del Biglietto d’oro AGIS[2]. A seguire arriva la collaborazione con Mario Monicelli ne I picari e quella con Maurizio Ponzi ne Il volpone, insieme a Paolo Villaggio. Nel 1988-1989 conduce la nona edizione del varietà del sabato sera Fantastico accanto ad Anna Oxa, edizione che detiene il record di audience (12 milioni di spettatori) e di vendita di biglietti della Lotteria Italia[3].

Negli anni novanta dirige e interpreta le due stagioni della serie Pazza famiglia andata in onda su Rai Uno, mentre al cinema recita al fianco di Renato Pozzetto nelle pellicole Piedipiatti (1991) e Anche i commercialisti hanno un'anima (1994). Nel 1997 ha condotto il remake dello storico varietà Fantastico fino alla quinta puntata, sostituito poi da Giancarlo Magalli. In televisione ha anche partecipato a L'ispettore Giusti (1999), al programma Trash (2003), e al film-TV Il mondo è meraviglioso (2005). Nella stagione 1999/2000 ottiene il record di incassi a teatro con lo spettacolo E menomale che c'è Maria![4]. Nel 2002 torna a interpretare 'Er Pomata', forse il personaggio per il quale è più ricordato, in Febbre da cavallo - La mandrakata sequel del celebre cult di Steno, diretto da Carlo Vanzina e di nuovo al fianco di Gigi Proietti. Nel 2007 interpreta il film Il lupo, mentre nel 2009 è nel cast di Ex e nel 2010 di Tutto l'amore del mondo per la regia di Fausto Brizzi. Nel 2013 torna in teatro con il suo spettacolo C'è qualche cosa in te.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Dalla relazione con Marina Spadafora ha avuto un figlio Mattia. Successivamente si è sposato con Tamara Moltrasio dalla quale ha avuto Lavinia, Oliver e Tommaso. Nel 1992 ha sposato Teresa Trisorio da cui ha avuto due figli: Marco Valerio e Michele Enrico[5].

Di idee socialiste libertarie, Montesano dalle elezioni politiche del 1976 fino ai primi anni Novanta ha fatto propaganda per il PSI, poi è stato consigliere comunale del PDS a Roma (1993-1995) ed eurodeputato (1994-1996) nel Gruppo socialista europeo, carica dalla quale si è dimesso prima di maturare il vitalizio. Nel 2009 ha aderito al Movimento Libertario[6] e il 10 ottobre 2013 affermò di aver votato per il Movimento 5 Stelle alle precedenti elezioni politiche[7].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Teatrografìa[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

33 giri[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enrico Montesano canta Trovajoli
  2. ^ Scheda film - I due carabinieri - Banca Dati - Libero Cinema
  3. ^ Aldo Grasso, Enciclopedia della Televisione, Garzanti, Milano, 1996
  4. ^ [1]
  5. ^ Interviste Romane - Enrico Montesano
  6. ^ E Montesano canta il rap dei libertari!
  7. ^ M5S, Montesano: L'ho votato e lo rifarei
  8. ^ Enrico Montesano... un laziale doc

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Jelardi, Queer tv, omosessualità e trasgressione nella televisione italiana, Croce, Roma 2007 - prefazione di Carlo Freccero.
  • Andrea Jelardi, Giuseppe Farruggio In scena en travesti, Il travestitismo nello spettacolo italiano, Croce, Roma 2009, con divagazioni di Vittoria Ottolenghi

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN87054688 · LCCN: (ENn2003018080 · SBN: IT\ICCU\CFIV\216105 · ISNI: (EN0000 0000 7824 0080