Garinei e Giovannini

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Gorni Kramer tra Garinei e Giovannini (1958)

Garinei e Giovannini è il nome di una coppia di commediografi e registi teatrali italiani, Pietro Garinei (Trieste, 1º febbraio 1919Roma, 9 maggio 2006) e Sandro Giovannini (Roma, 10 luglio 1915Roma, 26 aprile 1977), fondatori di quel genere di spettacolo che va sotto il nome di commedia musicale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La rivista[modifica | modifica wikitesto]

Pietro, laureato in farmacia e Sandro, laureato in giurisprudenza, si conobbero nelle redazioni del Corriere dello Sport e della Gazzetta dello Sport, a cui collaboravano entrambi. Insieme fondarono il Cantachiaro, settimanale umoristico che uscì a Roma nel 1944 (vi collaborarono, fra gli altri, Corrado Alvaro ed Enrico Mattei). Ma ancora prima di dedicarsi al giornalismo ciascuno aveva iniziato, in piccolo, a preparare spettacoli: Garinei ideando, per gli studenti, rivistine di carnevale che andavano in scena al teatro Valle, col fratello Enzo come primo attore, e Giovannini mettendo in piedi spettacoli d'intrattenimento per le truppe italiane in Albania.

Conosciuto l'impresario teatrale Remigio Paone, i due decisero di portare la propria satira nel palcoscenico. Così, con la collaborazione di De Tuddo e Franco Monicelli, misero in scena la rivista Cantachiaro numero 1 (1944) con Anna Magnani, Enrico Viarisio, Marisa Merlini, Ave Ninchi. Nello spettacolo compariva la musica jazz - appena sdoganata, essendo stata proibita dal regime fascista - di Piero Piccioni. La satira era pungente, si ridicolizzava un po' tutti, soffermandosi non poco sulle grandi figure politiche del momento, di qualsiasi parte. Non si intendeva lanciare alcun messaggio ma solo far ridere le platee, anche se, in quegli anni di forti scontri sociali e ideologici, per gli autori non fu facile.

Dato il successo ottenuto, in diciotto mesi scrissero quindi ben sei spettacoli, poi proseguirono senza sosta, mostrando l'esuberanza della loro vena creativa. Uscirono così, fra le altre, Soffia sò (gennaio 1945, con Enrico Viarisio e un giovane Alberto Sordi), Cantachiaro n. 2 (maggio 1945, con la Magnani, la Ninchi, Gino Cervi, Aroldo Tieri e un debuttante Raimondo Vianello), Cantachiaro n. 3 (con Ernesto Calindri che imitava De Gasperi senza che la DC protestasse), Si stava meglio domani (1946, con Osiris, Gianni Agus, Harry Feist), C'era una volta il mondo (1947, con Totò, Mario Castellani, Elena Giusti, Peppino De Martino, Isa Barzizza, Adriana Serra, Herry Feist).

Motivati dai successi ottenuti decisero di orientarsi verso la rivista a grande spettacolo, realizzazioni sfarzose (e costose: ci si avvicinava ai 5 milioni), ritagliate intorno alla figura della soubrette-diva che ancheggia sulla passerella e cambia decine di abiti vistosi e luccicanti nella stessa rappresentazione: Domani è sempre domenica (1947), e il kolossal Al Grand Hotel (1948, con Wanda Osiris, Gianni Agus, Giuseppe Porelli e Dolores Palumbo), Sono le 10 e tutto va bene (1949, con la Magnani e Viarisio), Il diavolo custode (1950, con la Osiris, Viarisio, Dolores Palumbo e Gianni Agus), Gran Baraonda (1952, con la Osiris, Sordi ed il Quartetto Cetra), Made in Italy (1953, con Macario e la Osiris).

Era una continua rincorsa del kolossal, e la megalomania dei produttori aveva spesso il sopravvento sull'aspetto artistico. Si cercava la grandiosità decorativa. Remigio Paone faceva collocare sul palcoscenico e in vari punti del teatro il proprio logo, con le iniziali inserite in uno stemma in stile principesco. In un caso fece realizzare per la scena un bar in duralluminio che poi durante gli intervalli doveva funzionare realmente per il pubblico (ma furono 10 milioni sprecati perché il palcoscenico non poteva reggerne il peso). Gli addobbi non erano di carta ma di vera stoffa, i programmi di sala, venduti a quattrocento lire quando un quotidiano ne costava venticinque, erano in tricromia e carta patinata pesante, con sopracoperta in stoffa. Allo sfarzo esteriore corrispondeva un'attenzione al valore del copione, sempre da parte del produttore, limitato. Garinei e Giovannini videro presto questa incongruenza e cominciarono a pensare a qualcosa di diverso.[1]

La commedia musicale[modifica | modifica wikitesto]

Il 1952 per i due fu l'anno della svolta. Fiutando i cambiamenti di gusto del pubblico, decisero di gettare le basi per un genere nuovo, la commedia musicale, in parte ispirandosi al modello americano, in parte prendendo spunti dalla rivista.

Presentarono così, nel 1952, Attanasio cavallo vanesio, Come interprete principale avevano scelto Renato Rascel, che era comparso ballando il tip tap nel loro varietà Sogno di una notte di questa estate. Fu la prima opera di una trilogia, che proseguiva con Alvaro piuttosto corsaro (1953) e Tobia la candida spia (1954). Le tre opere sono oggi considerate le prime commedie musicali italiane in assoluto (altri invece, come Lello Garinei e Marco Giovannini, le definiscono pre-commedie musicali). Tuttavia gli autori le vollero definire col termine, da loro coniato, favola musicale, passando alla denominazione commedia musicale solo in opere successive.

Fu Giove in doppiopetto (1954) a costituire la messa a punto del nuovo genere teatrale. La fase di trasformazione del teatro musicale leggero era completa e il paradigma della rivista abbandonato.

«Ad una abilità drammaturgica indubbia, che sapeva architettare le trame più complicate e sbrogliare i dialoghi sul filo di una brillante leggerezza ora comica ora patetica, essi seppero aggiungere un dosaggio astuto e insieme delicato degli altri elementi dello spettacolo: la musica, le variazioni coreografiche, il dinamismo delle scenografie.»

(Corriere della Sera, 27 aprile 1977)

G&G la definirono con l'espressione avventura musicale, mentre lanciarono il termine commedia musicale solo nel cartellone dello spettacolo successivo, La padrona di Raggio di Luna.

Da allora in avanti non smisero mai di produrre nuovi copioni e di dirigerne la rappresentazione, restando nell'ambito del genere da loro creato, però introducendo sempre elementi di novità. La coppia scrisse ben quarantanove rappresentazioni ed allestì ottantacinque tournée portate in oltre venti nazioni.[2][3][4] Nel 1960 ottennero la direzione del Teatro Sistina di Roma, che condussero insieme fino alla scomparsa di Giovannini nel 1977, poi portata avanti dal solo Garinei fino al 2006, quando anch'egli morì.

Assieme a loro hanno lavorato grandi interpreti del teatro leggero nazionale, come Totò, Macario, Carlo Dapporto, Alberto Sordi, Nino Manfredi, Aldo Fabrizi e Marcello Mastroianni, ma anche grandi nomi del teatro di prosa, come Enrico Maria Salerno e Alberto Lionello. Con loro ha collaborato intensamente il musicista e compositore Gorni Kramer, che si può considerare il terzo uomo della ditta. Tra gli altri compositori che hanno affiancato la coppia, si ricordano Armando Trovajoli, Domenico Modugno e Renato Rascel.

Renato Rascel con Giovanna Ralli nella commedia musicale Un paio d'ali di Garinei e Giovannini (1957)

Significativa anche la loro attività televisiva; dopo la trasmissione d'esordio Duecento al secondo (1955) il successo fu raggiunto con la fortunata trasmissione Il Musichiere, presentata da Mario Riva (1957-1960).

Dopo la morte di Giovannini, Garinei continuò, come prima, a svolgere un'intensa attività, mettendo in scena numerosi spettacoli di successo (tra gli altri: Taxi a due piazze, 1984; Se il tempo fosse un gambero, 1986; I sette re di Roma, 1989). Però, da solo, non volle più scrivere copioni.[5]

Garinei e Giovannini lavoravano in modo così frenetico che spesso facevano firmare il contratto agli attori quando questi avevano potuto leggere solo metà del copione, essendo il resto ancora da scrivere. E spesso, anche se la seconda parte era già interamente scritta, la tenevano nel cassetto mentre si svolgevano le prove della parte iniziale; avevano così la possibilità, verificando in vivo quanto e come gli attori principali entravano nel personaggio, di rimaneggiare il resto, per ritagliare più accuratamente le parti sull'indole recitativa degli interpreti. Questa particolarità del modo di lavorare dei due commediografi venne descritta da Delia Scala - l'attrice che più di altri diventò artisticamente un tutt'uno con i due - quando dichiarò: "Gli spettacoli di G&G sono come i vestiti di Valentino: con le pinces giuste, ti si adattano addosso e ti valorizzano".[6]

Spettacoli[modifica | modifica wikitesto]

Spettacoli scritti da Garinei e Giovannini[modifica | modifica wikitesto]

Rivista[modifica | modifica wikitesto]

"Favole musicali"[modifica | modifica wikitesto]

"Avventure musicali"[modifica | modifica wikitesto]

Commedie musicali[modifica | modifica wikitesto]

Spettacoli prodotti e diretti da Garinei e Giovannini[modifica | modifica wikitesto]

  • La voce dei Padroni (1966), con Alighiero Noschese
  • La strana coppia (1966), con Renato Rascel e Walter Chiari
  • L'alba, il giorno e la notte (1966), con Paolo Panelli e Bice Valori
  • Lo sai che non ti sento quando scorre l'acqua (1968), con Gino Bramieri e Lia Zoppelli
  • Promesse... promesse... (1970), con Johnny Dorelli e Catherine Spaak
  • Giochi da ragazzi (1970), con Paolo Stoppa ed Enrico Maria Salerno
  • Cielo, mio marito (1973), con Gino Bramieri, Ombretta Colli, Marisa Merlini e Stefano Satta Flores
  • Ragazzi irresistibili (1974), con Nino Taranto ed Aldo Fabrizi
  • FeliciBumTà (1975), con Gino Bramieri
  • Fra un anno alla stessa ora (1976), con Enrico Maria Salerno e Giovanna Ralli
  • Assurdamente vostri (1976)

Spettacoli prodotti dal marchio Garinei e Giovannini[modifica | modifica wikitesto]

  • Anche i bancari hanno un'anima (1977), con Gino Bramieri
  • Felici e contenti (1979)
  • Accendiamo la lampada (1979), con Johnny Dorelli, Gloria Guida
  • Bravo! (1981) con Enrico Montesano
  • Pardon, Monsieur Moliére (1983), con Gino Bramieri
  • Taxi a due piazze (1984), con Johnny Dorelli
  • Sono momentaneamente a Broadway (1985), con Gino Bramieri
  • Se devi dire una bugia dilla grossa (1986)
  • Se il tempo fosse un gambero (1986), con Enrico Montesano
  • C'è un uomo in mezzo al mare (1987)
  • Cercasi tenore (1989), con Enrico Montesano
  • I sette re di Roma (1989), con Gigi Proietti
  • Gli attori lo fanno sempre (1989)
  • Niente sesso, siamo inglesi (1990)
  • Una bottiglia piena di ricordi (1992)
  • Malgrado tutto, beati voi (1992)
  • Bobby sa tutto (1995)
  • Riuscire a farvi ridere (1996), con Gino Bramieri
  • L'uomo che inventò la televisione (1997) con Pippo Baudo
  • ..E menomale che c'è Maria (1999), con Enrico Montesano

Altri spettacoli[modifica | modifica wikitesto]

Varietà radiofonici RAI[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Morando Morandini, Sessappiglio. Gli anni d'oro del teatro di rivista, Il Formichiere, 1978, pp. 12-13.
  2. ^ Lello Garinei e Marco Giovannini, Quarant'anni di teatro musicale all'italiana, 1985, pp. 93, 101, 107, 121.
  3. ^ Pietro Garinei e la commedia musicale italiana, su Non solo Mozart, 9 maggio 2009. URL consultato il 12 ottobre 2019.
  4. ^ commèdia musicale - Sapere.it, su www.sapere.it. URL consultato il 12 ottobre 2019.
  5. ^ Felice Cappa e Piero Gelli (a cura di), Dizionario dello spettacolo del '900, Baldini & Castoldi, 1998.
  6. ^ Lello Garinei e Marco Giovannini, Quarant'anni di teatro musicale all'italiana, Rizzoli, 1985.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mariagabriella Cambiaghi (a cura di), Il teatro di Garinei e Giovannini, Bulzoni 1999
  • Lello Garinei - Marco Giovannini, Quarant'anni di teatro musicale all'italiana, Rizzoli 1985
  • Pietro Garinei,Tutto G&G – Il meglio della commedia musicale, Gremese 1996
  • Felice Liperi, I padri di Rugantino, Rai Libri 2001
  • Gino Castaldo (a cura di), Dizionario della canzone italiana, editore Armando Curcio (1990); alla voce Commedia musicale, di Antonio Virgilio Savona e Michele Luciano Straniero, pag. 422
  • Sandro Cappelletto, Musical alla Garinei. Con il compianto Giovannini ha inventato la via italiana alla commedia musicale, ne Il Giornale della Musica -Anno V n. 35, E.D.T. e Allemandi & C. Editori Associati1989
  • Pretini, Giancarlo, Spettacolo Leggero: dal Music-Hall, al Varieta, alla Rivista, al Musical, Trapezio, 1996
  • Davide Bellucci, Guida al Musical Theatre, Prove Aperte - YouCanPrint, 2018
  • Francesco Mottola, Il teatro di Varietà. Dalle Belle Epoqué agli anni Sessanta ad oltre in Italia, Paolo Perrone Burali d'Arezzo, Nuove edizioni culturali 1995
  • Mario Quargnolo, Dal tramonto dell‘operetta al tramonto della rivista. Mezzo secolo di fasti e miserie del varietà e dell’avanspettacolo, Milano, Pan 1980
  • Morando Morandini, Sessappiglio. Gli anni d'oro del teatro di rivista, Il Formichiere 1978
  • Rita Cirio - Pietro Favari, Sentimental. ll teatro di rivista italiano, Bompiani, 1974

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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