Commedia musicale

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La commedia musicale è un genere teatrale nato in Italia all'inizio degli anni '50 del XX secolo a partire dal teatro di rivista, assumendo modelli del musical americano.

Gli esordi[modifica | modifica wikitesto]

Il nuovo genere venne ideato negli anni 50 del novecento dalla coppia Pietro Garinei e Sandro Giovannini, autori di fervida creatività che fra il 1946 e il 1953 avevano messo in scena numerose riviste di successo (Ma se ci toccano nel nostro debole, Sogno di una notte di quest'estate, La Bisarca, Gran Baraonda). Dopo avere attentamente studiato sul posto i musical di Broadway, i due cominciarono a progettare e realizzare spettacoli di recitazione e musica basati su paradigmi nuovi. Non intesero copiare dal musical ma prendere dal musical, rimanendo bene attenti al gusto delle platee italiane, assai diverso da quello americano, eppure molto in evoluzione, come lo era, in quegli anni di rapide e profonde trasformazioni, il costume e la cultura nella penisola.[1]

Nacquero così, ravvicinate, tre opere: Attanasio cavallo vanesio, Alvaro piuttosto corsaro, Tobia la candida spia (1952-54), rappresentazioni ritenute oggi le prime commedie musicali italiane in assoluto, anche se gli autori vollero definirle "favole musicali", riservando la denominazione di "commedia musicale" solo ad altre che vennero subito dopo. In queste nuove commedie ci si distaccava già molto dalla rivista: le canzoni erano numerose e non erano stacchi, ma parte di un'unica recitazione, che seguiva un'unica trama generale. Per la prima volta, nei cartelloni non comparve il termine "rivista". E sebbene alcuni storici del teatro considerino queste tre rappresentazioni le prime commedie musicali in assoluto, altri, come Lello Garinei e Marco Giovannini, le definiscono "pre-commedie musicali".[2][3]

Fu con l'opera successiva Giove in doppiopetto che il nascente genere teatrale apparve pienamente definito. La nuova pièce segnò il completamento della trasformazione, avviata due anni prima, del teatro musicale leggero, e gli schemi della rivista venivano definitivamente superati. La recitazione diventava unica, armoniosa pur diversificata nelle differenti forme espressive di dialogo, canto e ballo. La comicità rimaneva il colore di fondo, ma il raccontare prevaleva sul divertire. È proprio per il completarsi di quel processo innovativo che Giove in doppiopetto venne poi da molti considerata la prima vera commedia musicale. Garinei e Giovannini ebbero solo, ancora, una certa esitazione a utilizzare l'espressione commedia musicale, pensando a un pubblico ancora molto attaccato alla rivista (che ancora riscuoteva successo), anche se ai tradizionalisti si affiancavano molti altri spettatori aperti alle novità. Osarono mettere questa nuova dicitura nel cartellone dello spettacolo successivo, La padrona di Raggio di Luna, s'infittì il dibattito rivista/commedia musicale sulla stampa e fra il pubblico, e progressivamente la seconda venne accolta pienamente.[4]

L'affermazione in Italia e nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Giove in Doppiopetto rimase in cartellone per due anni consecutivi, e Garinei e Giovannini iniziarono a presentare due copioni all'anno, con ripetuto successo. Coinvolgevano artisti di grande preparazione maturata negli anni passati nelle riviste e nei varietà: soubrette come Delia Scala, Sandra Mondaini e la già citata Masiero, attori cantanti come Renato Rascel, attori veri e propri come Marcello Mastroianni, Giovanna Ralli, Paola Borboni, Giuliana Lojodice, Alberto Lionello, comici come Walter Chiari, Paolo Panelli, Bice Valori, musicisti come Kramer, Armando Trovajoli, il Quartetto Cetra, Domenico Modugno, fra i migliori talenti del mondo dello spettacolo italiano degli anni cinquanta e sessanta. Riscossero quindi grande successo di pubblico e critica praticamente tutti i loro lavori, da Buonanotte Bettina del 1956 fino ad Aggiungi un posto a tavola del 1974, l'ultimo scritta insieme; continuando poi con Accendiamo la lampada, scritta dal solo Giovannini dopo la scomparsa di Garinei. Le canzoni inserite nelle loro commedie musicali diventarono degli evergreen della musica italiana: ricordiamo Donna (da Un trapezio per Lisistrata'), eseguita dal Quartetto Cetra, Domenica è sempre domenica (da Un paio d'ali), da Aggiungi un posto a tavola (dalla commedia omonima) fino all'immortale Roma nun fa la stupida stasera (da Rugantino) poi incisa da moltissimi artisti in tutto il mondo e la cui fama è diventata universale.

A pochi anni dal proprio esordio, la commedia musicale italiana era richiesta e acclamata all'estero. Già Buonanotte Bettina venne tradotta in inglese e, col titolo When in Rome nel dicembre 1959, rappresentata con successo al Teatro Adelphi di Londra.

Nel 1961 uno dei più grandi trionfi di Garinei e Giovannini, Rinaldo in campo, procurò loro grande fama anche fuori dall'Italia. Lo spettacolo, nato per celebrare i cent'anni dell'Unità nazionale e debuttato al teatro Alfieri di Torino il 12 settembre 1961, è entrato nella storia del teatro italiano. Racconta le vicende del brigante siciliano Rinaldo Dragonera, una sorta di Robin Hood che ruba ai ricchi per aiutare i diseredati, di cui si innamora Angelica (interpretata da Delia Scala), una nobildonna siciliana che sostiene la causa di Garibaldi, e che alla fine lo convincerà ad unirsi ai garibaldini per liberare la Sicilia dai Borboni. Il braccio destro di Rinaldo, Chiericuzzu, è interpretato da Paolo Panelli che, pur essendo un comico, dà una grandissima prova di attore anche drammatico nel momento della morte del suo personaggio. Le musiche erano scritte da Domenico Modugno, che interpretava Rinaldo: e fu grazie al cantautore pugliese, notissimo negli Stati Uniti dopo il successo di Nel blu dipinto di blu, che Garinei e Giovannini poterono fare arrivare come coreografo Herbert Ross, che aveva lavorato con Fred Astaire ed allestito molti musical a Broadway; le scene e i costumi erano sempre di Giulio Coltellacci, loro collaboratore abituale. Rinaldo in campo diventò[5]", registrando incassi mai raggiunti in questo campo. Il successo italiano portò la commedia in tutto il mondo: in Francia fu rappresentata per settimane al Théâtre des Nations di Parigi, e venne tradotta e allestita in Unione Sovietica e in altri paesi.[6].

Usi diversi del termine commedia musicale[modifica | modifica wikitesto]

Spesso l'espressione "commedia musicale" è usata con un significato assai diverso e generico, intendendo qualunque rappresentazione con recitazione abbinata a musica e canto, con la sola esclusione del melodramma classico. Lo si può quindi incontrare, ad esempio, riferito a rappresentazioni come l'Orfeo di Monteverdi, o all'operetta ottocentesca, oppure, nel sec XX, come sinonimo di musical (genere ben distinto, pur simile per diversi aspetti).

Differenze fra commedia musicale e musical[modifica | modifica wikitesto]

"Devo dire che non c’è quella considerazione che sarebbe necessaria per permettere alla commedia musicale di essere più rappresentata, per invogliare i produttori a metterne in scena di più. La commedia musicale non è considerata uno spettacolo di primo livello. Anzi, è proprio lo spettacolo di intrattenimento, “leggero”, che è ritenuto di secondaria importanza. Mentre il teatro leggero non è leggero per niente, né per chi lo scrive, né per chi lo produce, ed è pesantissimo per chi lo interpreta."

"La commedia musicale italiana ha sempre fatto un maggior affidamento sull’elemento comico, il protagonista è sempre stato un comico e le storie sono sempre partite da uno spunto che cercava di essere comico. Il musical invece batte strade universali: la strada del dramma, della grande emozione, del grande amore, si affida più al canto e il canto si espande meglio quando racconta un’emozione, mentre con il canto è più difficile esprimersi comicamente."

Pietro Garinei, Sandro Giovannini[7]

La commedia musicale mantiene sempre una vena ironica e comica; eventi drammatici mancano; con rare eccezioni (l'episodio della morte di Chiericuzzo nel Rinaldo in campo, o la parte finale di Rugantino, che sorprese e lasciò sconcertato il pubblico, che però alla fine applaudì fragorosamente). Diversamente il musical si basa su trame più impegnate, racconta qualunque tipo di storia, allegra o triste, ma generalmente molto seria e spesso anche tragica. Nella commedia musicale, molto più che nel musical, i personaggi sono uomini di tutti i giorni e non grandi eroi, e la collocazione storica è il presente, il richiamo è la quotidianità e gli intrecci sono situazioni che potrebbero capitare a tutti.

Inoltre gli artisti della commedia musicale provengono generalmente dal mondo del teatro, quelli del musical sono più spesso ancorati alla televisione o, a partire dagli anni '70 del novecento, alla sfera pop o rock. Similmente, la prima si rappresenta preferibilmente in teatri, il secondo spesso in sedi e con organizzazione generale somigliante agli eventi pop. Le musiche utilizzate sono differenti. Sebbene vi contribuiscano sia grandi compositori, sia esponenti della musica leggera, nella commedia le canzoni sono sempre orecchiabili, e l pubblico se ne impossessa rapidamente e le fa proprie, nel musical sono più elaborate, e richiedono maggiori doti vocali. Sostanzialmente il musical, anche quando viene rappresentato nei più diversi paesi, risponde a canoni forgiati dai gusti dello spettatore americano. E allo stesso modo la commedia musicale, che pure è stata portata nel mondo, risente fortemente dell'impronta italiana.[8][9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lello Garinei e Marco Giovannini, Quarant'anni di teatro musicale all'italiana, Rizzoli, 1985, pp. 93,101,107.
  2. ^ Lello Garinei e Marco Giovannini, Quarant'anni di teatro musicale all'italiana, Rizzoli, 1985, pp. 121.
  3. ^ Davide Bellucci, Guida al musical theatre, Youcanprint, 2001.
  4. ^ Radiocorriere TV, su www.radiocorriere.teche.rai.it. URL consultato il 4 ottobre 2019.
  5. ^ Maurizio Ternavasio, La leggenda di mister volare. Domenico Modugno, editore Giunti, 2004, pag. 94
  6. ^ La grande commedia musicale di Garinei e Giovannini - Rinaldo in campo, di Maurizio Porro, Fratelli Fabbri Editori, 2007
  7. ^ Pietro Garinei e la commedia musicale italiana, su Non solo Mozart, 9 maggio 2009. URL consultato il 5 ottobre 2019.
  8. ^ commèdia musicale - Sapere.it, su www.sapere.it. URL consultato il 5 ottobre 2019.
  9. ^ MUSICAL in "Enciclopedia del Cinema", su www.treccani.it. URL consultato il 5 ottobre 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lello Garinei - Marco Giovannini, Quarant'anni di teatro musicale all'italiana, Rizzoli 1985
  • Pietro Garinei,Tutto G&G – Il meglio della commedia musicale, Gremese 1996
  • Mariagabriella Cambiaghi (a cura di), Il teatro di Garinei e Giovannini, Bulzoni 1999
  • Felice Liperi, I padri di Rugantino, Rai Libri 2001
  • Morando Morandini, Sessappiglio. Gli anni d'oro del teatro di rivista, Il Formichiere 1978
  • Gino Castaldo (a cura di), Dizionario della canzone italiana, editore Armando Curcio (1990); alla voce Commedia musicale, di Antonio Virgilio Savona e Michele Luciano Straniero, pag. 422
  • Sandro Cappelletto, Musical alla Garinei. Con il compianto Giovannini ha inventato la via italiana alla commedia musicale, ne Il Giornale della Musica -Anno V n.35, E.D.T. e Allemandi & C. Editori Associati1989

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]