Bice Valori

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Bice Valori nel 1973

Maria Bice Valori (Roma, 13 maggio 1927Roma, 17 marzo 1980) è stata un'attrice, comica e conduttrice televisiva italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Bice Valori con il fratello Michele Valori (1973)

Figlia del giornalista toscano Aldo Valori (1882-1965) e sorella anche dell'urbanista Michele Valori (1923-1979), si diplomò all'Accademia nazionale d'arte drammatica di Roma e nella stessa città conseguì successivamente la laurea in Lettere presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". In Accademia la giovanissima attrice conobbe Paolo Panelli, di due anni più grande e con il quale avrebbe instaurato un lungo e proficuo sodalizio sia artistico che affettivo. Dal loro matrimonio del 1952 è nata cinque anni dopo Alessandra Panelli, divenuta anch'essa attrice, oltre che regista e docente.

Dotata di un'istintiva verve, di una personalità spumeggiante e di uno spiccato senso umoristico, caratteristiche sfruttate nel tempo soprattutto in teatro e in televisione, Bice Valori fu impegnata dapprima nella radio: tra il 1949 e il 1951 fece parte del cast della celebre rivista radiofonica La Bisarca di Garinei e Giovannini, come componente della Compagnia del Teatro Comico Musicale di Roma, successivamente anche nella Compagnia di Prosa, sempre di Roma.

Nel 1950 è Maria in La dodicesima notte di William Shakespeare per la regia di Orazio Costa con Giorgio De Lullo, Renzo Giovampietro, Mario Gallina, Camillo Pilotto, Panelli, Salvo Randone, Gualtiero Isnenghi, Francesco Mulè, Nino Manfredi, Gianrico Tedeschi, Rossella Falk ed Anna Proclemer al Castello di San Giusto per il Teatro Verdi (Trieste).

Bice Valori e Gianrico Tedeschi nel 1957

A partire dai primi anni cinquanta l'attrice cominciò a lavorare con successo nel teatro di rivista. Tra i numerosi spettacoli si rocordano Controcorrente (1953), Senza rete (1954) e Oh quante belle figlie madama Doré (1955), quest'ultimo insieme al caro amico Walter Chiari. Il vero successo arrivò però grazie alla televisione e con la partecipazione anche a diversi sceneggiati. Sia da sola che insieme al marito Paolo Panelli, Bice Valori fu protagonista di numerosi lavori televisivi, quasi sempre di genere brillante. Nel 1964 prese parte al celeberrimo sceneggiato RAI Il giornalino di Gian Burrasca sceneggiato e diretto da Lina Wertmüller, ove interpretò la tirannica direttrice del collegio in cui viene mandato il protagonista interpretato da Rita Pavone. Questa sua interpretazione fu molto curiosa poiché l'attrice impersonò una donna di bassissima statura, e dovette perciò recitare sempre in ginocchio. È stata una brillante ed ironica intrattenitrice in famosi varietà anche negli anni seguenti, come Doppia coppia (1969-1970), in cui si segnalava soprattutto per l'esilarante "siparietto" del personaggio della centralinista della RAI, rimasto ancora nella memoria del pubblico, Speciale per noi (1971), insieme a Paolo Panelli, Aldo Fabrizi e Ave Ninchi, e, dopo un'assenza di qualche anno per vari impegni teatrali, Ma che sera (1978), condotto da Raffaella Carrà.

Bice Valori (a destra) nel 1979, assieme al marito Paolo Panelli e al resto del cast della commedia Accendiamo la lampada.

Notevoli e acclamate le sue partecipazioni alle commedie musicali firmate ancora da Garinei e Giovannini, tra cui Rugantino (1962), con Nino Manfredi e Aldo Fabrizi (grandissimo successo, rappresentato anche in America), e le due fortunate produzioni, cui prese parte anche il marito Paolo Panelli, Aggiungi un posto a tavola (1975) e Accendiamo la lampada (1979). Nel 1978 venne nuovamente inserita ne cast di Rugantino e con il medesimo ruolo di Eusebia, sorella del protagonista, interpretato stavolta da Enrico Montesano.

Tante le sue partecipazioni anche al cinema sin dal 1950, tra cui si segnalano in particolare quelle ai film, entrambi di grande successo, La bisbetica domata (1967) di Franco Zeffirelli e soprattutto Il medico della mutua (1968) di Luigi Zampa, ove la Valori interpreta con intelligenza e sottile ironia il ruolo di Amelia, moglie non più giovanissima e insoddisfatta di un medico primario moribondo, e nella quale in varie scene riesce a tenere saldamente testa anche al protagonista Alberto Sordi, notoriamente poco incline a lasciare spazio ad altri attori nei propri film.

Sempre molto amata dal pubblico e rispettata dalla critica, Bice Valori è morta nel 1980, cinque mesi dopo il fratello Michele e a soli 52 anni di età, per le conseguenze di un tumore[1]. Le sue spoglie riposano al cimitero Flaminio a Roma.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • 1975 - Armando Trovajoli Aggiungi un posto a tavola
  • 2004 - AA.VV. Arrivano gli anni '50 con il brano Roma nun fa' la stupida stasera

Doppiatrici[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ È morta Bice Valori: il teatro perde un volto della simpatia, in La Stampa, 18 marzo 1980.
  2. ^ Bice Valori, su toth.be. URL consultato l'8 marzo 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Le teche Rai, la prosa televisiva 1954/2006
  • Il Radiocorriere, fascicoli vari
  • Enrico Lancia e Roberto Poppi, Le Attrici, Gremese Editore, 2003, pag. 360.
  • Aldo Bernardini, Nino Manfredi, Gremese Editore, 1999, da pag. 201 a 208.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN90386813 · ISNI (EN0000 0004 2339 1120 · SBN IT\ICCU\UBOV\775287 · BNF (FRcb17113857d (data) · WorldCat Identities (EN90386813