Camillo Pilotto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Camillo Pilotto nel 1940

Camillo Pilotto (Roma, 6 febbraio 1888Roma, 27 maggio 1963) è stato un attore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu uno dei più importanti caratteristi sul palcoscenico della prima metà del Novecento. Figlio d'arte - suo padre Libero Pilotto era attore e autore teatrale, sua madre Antonietta Moro era attrice - debuttò sulle scene teatrali nella compagnia di Ermete Novelli nel 1903, a soli 15 anni, e apparve nelle compagnie più famose fino alla fine degli anni cinquanta. Rimarchevole il personaggio di Cotrone da lui interpretato nel secondo dopoguerra ne I giganti della montagna di Pirandello - autore al quale fu personalmente legato e per il quale recitò nella compagnia da lui diretta - per la regia di Strehler[1].

Il suo esordio sul grande schermo avvenne durante il periodo muto, nel film Il sopravvissuto (1916), diretto da Augusto Genina, e per un decennio comparve in un buon numero di pellicole. Con l'avvento del sonoro divenne uno degli esponenti più in vista del cinema dei telefoni bianchi e anche nel dopoguerra prese parte a numerosissimi film, talvolta nel ruolo di protagonista.

Comparve nel primo film sonoro italiano, La canzone dell'amore (1930), diretto da Gennaro Righelli, ma i ruoli più interessanti li ottenne come valido caratterista nei film Il Passatore (1947) di Duilio Coletti e Penne nere (1952) di Oreste Biancoli.

Insieme all'attività cinematografica (oltre 100 film interpretati) negli ultimi anni fece alcune presenze in televisione, dove comparve in diversi sceneggiati di successo, tra i quali Piccolo mondo antico (1957) di Silverio Blasi, Canne al vento (1958) di Mario Landi, Il mulino del Po (1963) di Sandro Bolchi e Le anime morte (1963) di Edmo Fenoglio, l'ultima sua apparizione assoluta mandata in onda postuma.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Camillo Pilotto e Luisa Ferida in Tutta la vita in una notte

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Fu doppiato a sua volta da:

Prosa radiofonica Rai[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ È morto a Roma Camillo Pilotto, A.L. su l'Unità, 28 maggio 1963

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lucio Ridenti, Rivedremo alla TV il volto di Pilotto, Radiocorriere TV, n. 25, 1963, p. 16

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN44208499 · ISNI (EN0000 0000 5937 1675 · SBN IT\ICCU\RAVV\089839 · LCCN (ENnr97043399 · GND (DE1061396266 · BNF (FRcb14216151w (data) · BNE (ESXX1285736 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-nr97043399