Georges Lautner

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Georges Lautner al Festival di Cannes 2010

Georges Lautner (Nizza, 24 gennaio 1926Parigi, 22 novembre 2013) è stato un regista, sceneggiatore, scrittore e scenografo francese figlio dell'attrice Renée Saint-Cyr.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio dell'aviatore Léopold Lautner e dell'attrice Renée Saint-Cyr, Georges Lautner nasce a Nizza il 24 gennaio del 1926. Nel 1933 si trasferisce a Parigi, per via del mestiere di sua madre, che dopo diverse esperienze in teatro debutta sul grande schermo con un ruolo da protagonista nella prima versione sonora di Le due orfanelle (1932) di Maurice Tourneur. Nel 1938 il padre di Georges muore a causa di un incidente aereo. Durante la Seconda guerra mondiale Lautner si iscrive al Liceo Janson de Sailly a Parigi. A fine guerra, sempre a Parigi, Lautner, dopo aver ottenuto una laurea in scienze politiche, volge lo sguardo al mondo del cinema, svolgendo lavori saltuari.

Il suo debutto cinematografico risale al 1945 come scenografo nel film La Route du Bagne di Léon Mathot. Nel 1947 è costretto ad abbandonare Parigi e quindi il cinema, per andare a svolgere il servizio militare in Austria, dove tuttavia ha modo di partecipare a dei corsi per proiezionisti. Al suo ritorno in patria, Lautner diventa secondo assistente alla regia di Sacha Guitry per Le trésor de Cantenac. Negli anni cinquanta continua a lavorare su vari set, svolgendo ruoli di aiuto-regista e scenografo, ma comincia anche ad ottenere piccole parti come attore non protagonista in pellicole come Capitaine Ardant (1951) di André Zwoboda. Nel 1958, il direttore di produzione Maurice Juven gli propone di realizzare il film La Vie en Rose, girato soltanto in un mese, ma il primo lungometraggio di Lautner è un piccolo fiasco commerciale. Lautner viene contattato nuovamente da Juven, il quale gli affida, fiducioso nel giovane regista, la realizzazione di un nuovo film: Marche ou crève (1959), un adattamento del romanzo omonimo di Jack Murray. Grazie ad una certa destrezza con la macchina da presa e ad una buona collaborazione da parte di tutta la troupe sul set, Lautner ottiene il suo primo vero successo.

Il successo del film gli permette di realizzare Arrêtez les tambours (1961) con Bernard Blier e Henri Virlojeux. Ma è sempre nel 1961 che Lautner diviene noto al grande pubblico con il film Le Monocle noir, adattato da un romanzo del Colonnello Rémy, pseudonimo di Gilbert Renault. Con questo thriller-poliziesco, interpretato da Paul Meurisse nel ruolo di "Monocle", un agente segreto francese, il regista ottiene un ottimo successo commerciale, tanto da continuare la propria produzione l'anno successivo con Le Septième Juré, un dramma-psicologico, interpretato sempre da Bernard Blier. Nel 1963 il produttore Alain Poiré gli offre la possibilità di realizzare Les Tontons flingueurs, film interpretato da Lino Ventura (in sostituzione di Jean Gabin, in seguito di un piccolo disaccordo con Lautner), Bernard Blier e Francesco Bianco, scritto assieme a Michel Audiard. La pellicola ottiene un buon successo e diviene un classico del cinema d'oltralpe, grazie alle sue sfumature comiche.

Nel 1968 Lautner dirige La fredda alba del commissario Joss (Le Pacha), ottenendo questa volta come protagonista Jean Gabin che, compreso a pieno lo stile ricco ed innovativo del regista (caratterizzato da brevi pause, ripetuti primi piani e da un uso vasto di campi lunghissimi), reciterà molto bene, tanto da venir candidato ad una serie di premi in festival francesi.

Gli anni settanta sono molto prolifici per Lautner, che ha modo di dirigere film di buon successo come Il était une fois un flic, Quelques messieurs trop tranquilles, La Valise, Esecutore oltre la legge, Infedelmente tua e Morte di una carogna con Alain Delon. Dopo i lavori precedenti, Lautner offre l'opportunità di recitare in suoi film a Jean-Paul Belmondo, che recita in Poliziotto o canaglia (1979), Il piccione di piazza San Marco (1980) e Joss il professionista (1981), quest'ultimo uno dei più grandi successi del cinema francese.

Con Matrimonio con vizietto (Il vizietto III) (1985) conclude inoltre la celebre trilogia avviata da Édouard Molinaro con Il vizietto (1978) e Il vizietto II (1980). Negli anni novanta, perso il successo degli anni precedenti con L'Inconnu dans la maison, sempre con Belmondo protagonista, Lautner si dedica principalmente alla regia di serie televisive.

Nel 2005 pubblica una sua breve auto-biografia intitolata On aura tout vu.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

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