Cimitero Flaminio

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Coordinate: 42°00′51.57″N 12°29′40.05″E / 42.014324°N 12.494459°E42.014324; 12.494459

Cimitero Flaminio
Primaporta pianta 1040397.JPG
Pianta del cimitero
Tipo civile
Confessione religiosa cattolica, protestante, ortodossa, ebraica, islamica
Stato attuale in uso
Ubicazione
Stato Italia Italia
Città Roma
Costruzione
Data apertura 1941
Area 140 ettari
Mappa di localizzazione

Il Cimitero Flaminio (noto anche come Cimitero di Prima Porta) si trova nella periferia nord di Roma, posto fra la Flaminia (in direzione Terni) e la Tiberina, a ridosso della stazione di Montebello della ferrovia Roma-Civitacastellana-Viterbo prima della stazione di Sacrofano, in direzione di Viterbo.

Con i suoi 140 ettari di estensione,[1] è il cimitero più grande d'Italia. È percorso da 37 km di strade interne, sulle quali si circola con automezzi e autobus.

Le sepolture sono prevalentemente a tumulazione, molte delle quali disposte in palazzine o costruzioni che per la forma vengono dette "semicircolari". Ci sono alcuni reparti distinti per le diverse confessioni religiose. Sono presenti numerosi campi comuni ed un impianto crematorio. Nonostante lo stile sia alquanto moderno, è considerato capolavoro di architettura cimiteriale contemporanea. Vi sono sepolti molti celebri personaggi della cultura, dell'arte, dello spettacolo, dello sport e della politica italiana dell'ultimo secolo.

Nel cimitero è edificata una chiesa, intitolata a San Michele arcangelo al Flaminio, luogo sussidiario di culto della parrocchia dei Santi Urbano e Lorenzo a Prima Porta.

Il cimitero nacque su un progetto dell'architetto Elena Luzzatto.[2]

Personaggi famosi sepolti al Cimitero Flaminio[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di san Michele arcangelo

Collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovia Roma-Viterbo.svg
 È raggiungibile dalla stazione Montebello (Roma).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Da Cimiteri Capitolini, consultato il 4 maggio 2012
  2. ^ Las revolucionarias : literatura e insumisión feminina, a cura di Estela González de Sande, Sevilla, Arcibel, 2009, pp. 440-441. ISBN 9788496980723

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