Carlo Alighiero

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Carlo Alighiero, nome d'arte di Carlo Animali (Ostra, 2 febbraio 1927), è un attore, doppiatore, regista ed autore teatrale italiano.

Ha svolto attività teatrale, cinematografica e televisiva. La sua voce rimane tuttora nella memoria del grande pubblico televisivo come magistrale voce narrante dello storico sceneggiato L'Odissea.

È sposato con l'attrice e doppiatrice Elena Cotta, dalla quale ha avuto due figlie.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver frequentato l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, si è iscritto all'Università Bocconi e successivamente ha frequentato l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica a Roma, dove ha avuto per insegnanti, fra gli altri, Orazio Costa Giovangigli, Wanda Capodaglio, Sergio Tofano, Vittorio Gassmann e Silvio d'Amico.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1953 al 1964 ha fatto parte delle seguenti compagnie teatrali: Teatro Stabile di Padova, Compagnia Vittorio Gassmann con Anna Proclemer, Compagnia dei Giovani (Giorgio De Lullo-Rossella Falk-Tino Buazzelli-Romolo Valli-Anna Maria Guarnieri), Teatro Stabile di Trieste, Teatro Convegno (franco Volpi), Teatro Stabile di Bari, ( con Salvo Randone) r. Nel 1970 ha formato una compagnia propria ( compagnia Elena Cotta- Carlo Alighiero con Elsa Vazzoler trasformata poi tre anni dopo in Cooperativa gruppo A.T.A. (Attori-tecnici-autori) con cui ha interpretato i maggiori classici del teatro. Nel 1985 la cooperativa ha rilevato la partecipazione di maggioranza relativa nella nascita del Teatro Manzoni di Roma, inaugurato a gennaio 1986 con la rappresentazione di Arlecchino servitore di due padroni, con la regia dello stesso Alighiero.

Attore e regista[modifica | modifica wikitesto]

  • Cari bugiardi
  • Ninà
  • Non ti conosco più
  • Puccini e la luna
  • Una donna... nella mente
  • Il giardino degli aranci[1]

Regista e adattatore[modifica | modifica wikitesto]

  • Amleto di Bacchelli
  • Due dozzine di rose scarlatte
  • Sesso e gelosia
  • La forza dell'abitudine

Autore e regista[modifica | modifica wikitesto]

Come autore teatrale ha scritto Puccini e la luna, dedicato a Giacomo Puccini e alla sua Turandot di cui ha curato e interpretato la messinscena[2]. Fra gli altri suoi lavori come autore si segnalano:

Nel 2010 al Teatro Manzoni di Roma è stato autore, attore e regista della sceneggiata romana "Attico con vista...vendesi", con Fabrizio Frizzi e Rita Forte e musiche di Enzo De Rosa.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

È apparso fin dal suo inizio, quando il titolo era Giallo club, nella serie Tenente Sheridan (nella parte del sergente Steve Howard), in due episodi de Le inchieste del commissario Maigret (La vecchia signora di Bayeux, del 1966 e Maigret sotto inchiesta, del 1968), nella serie televisiva degli anni settanta Qui squadra mobile (nei panni del procuratore Lancia). Ha poi interpretato alcuni sceneggiati, fra cui Una tragedia americana (1962), Lawrence d'Arabia (1969), E le stelle stanno a guardare (1971), Napoleone a Sant'Elena (1973) e fiction come Buio nella valle (1984) e Doppio segreto (1998).

Altri lavori di fiction o prosa televisiva:[3]:

  • Ross (1969, il bey turco)
  • La brava gente (1969, un gangster)
  • In prima pagina (1969, il redattore capo)
  • Detective story (1970, il medico disonesto)
  • Storie della camorra (1978)

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Di formazione teatrale, Alighiero ha interpretato diverse pellicole di genere, spaghetti western e b-movie polizieschi di produzione italiana. Al debutto, nel 1955 recitò nel ruolo di Guildenstern a fianco di Memo Benassi e Vittorio Gassman in una versione cinematografica di Amleto, da Shakespeare.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

In televisione, nello sceneggiato L'Odissea, oltre che voce narrante, ha dato la voce (solo in alcune scene) a Roy Purcell come Alcynoo; ha doppiato inoltre episodi delle serie televisive Le nuove avventure di Guglielmo Tell, Spectreman, Ai confini della realtà, Turbo e A cuore aperto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Repubblica — 17 novembre 2001 pagina 12
  2. ^ Vedi: Teatroteatro.it
  3. ^ Fonte: Grasso A. (a cura di), Enciclopedia della televisione, Garzanti, 2008

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN90307512 · SBN: IT\ICCU\RAVV\308835