Fracchia contro Dracula

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Fracchia contro Dracula
Franky, il mostro di Frankenstein; il conte Dracula; e Giandomenico Fracchia in una scena del film
Titolo originaleFracchia contro Dracula
Lingua originaleitaliano, rumeno
Paese di produzioneItalia
Anno1985
Durata88 min
Generecomico, fantastico
RegiaNeri Parenti
SoggettoNeri Parenti, Franco Marotta, Laura Toscano e Paolo Villaggio
SceneggiaturaNeri Parenti, Franco Marotta, Laura Toscano e Paolo Villaggio
ProduttoreBruno Altissimi e Claudio Saraceni
Casa di produzioneTitanus
Distribuzione in italianoTitanus
ScenografiaGiovanni Licheri
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Fracchia contro Dracula è un film italiano del 1985 diretto da Neri Parenti.

È la seconda delle tragicomiche avventure dell'impacciato geometra Giandomenico Fracchia, libera parodia del romanzo di Bram Stoker sul conte Dracula. Da segnalare la presenza di un personaggio della serie di Fantozzi, ossia il ragionier Filini.

Il film, pur essendo diretto dallo stesso regista e interpretato dallo stesso attore, non è un sequel di Fracchia la belva umana, perché in effetti il personaggio di Fracchia muore nel film appena citato.

Degna di nota, per una produzione del genere, la presenza di Luciano Tovoli alla fotografia e Bruno Zambrini alla colonna sonora.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Dracula e Fracchia

Giandomenico Fracchia è un venditore immobiliare sfortunato sull'orlo del licenziamento: infatti se non venderà a un cliente almeno una casa sarà licenziato in tronco. Questo dilemma lavorativo, aggiunto alla difficile intesa sessuale con la sua fidanzata, causano nell'uomo un forte stress emotivo. Un giorno Fracchia troverà nel ragioniere Arturo Filini l'acquirente perfetto per salvarsi il posto di lavoro, anche se questi è un uomo avaro che vuole spendere poco per un immobile per un week end. Fracchia è costretto ad accettarlo dato che il capo dell'agenzia immobiliare non vuole sapere giustifiche a riguardo, ma è solo intento a licenziare Fracchia in caso di un mancato affare. Così Fracchia gli andrà a vendere un castello enorme in Transilvania, dimora di un certo Conte Vlad, e decidono il giorno successivo di partire per vedere la dimora, Fracchia gli farà credere che la Transilvania è una zona non molto distante da dove vivono per evitare che la conoscenza della lontananza del luogo faccia saltare l'affare.

Il giorno successivo i due partono per la Transilvania, ma per riposare si fermano per strada e alloggiano una notte in una locanda transilvana dove a quanto sembra il nome di Vlad suscita un enorme terrore tra la popolazione se nominato. Contattano un notaio, che gli sconsiglia l'acquisto del castello, dato che è occupato, ma più che questo lascia intendere che il conte Vlad è una presenza tetra. Fracchia si è reso conto di ciò, ma ne tace con Filini per evitare il salto dell'acquisto. Nel frattempo, la sera stessa al castello in vendita, il Conte Vlad, alias Dracula, e sua sorella Oniria, due vampiri (le cause della paura dei paesani), si alzano dalle loro bare e volano tramutati in pipistrelli in cerca di sangue in paese, e mentre Oniria uccide l'ammazza-vampiri Kaspar, Dracula uccide Catarina, la cameriera della locanda dove Filini e Fracchia hanno pernottato, sotto gli occhi dello stesso Giandomenico che avendo frainteso pensa che la ragazza abbia preferito fare l'amore con il misterioso amante invece che con lui.

Il giorno successivo i due sfortunati uomini si dirigono all'oscura dimora del conte vampiro e vengono accolti dentro dal maggiordomo di costui, un cieco con lo sguardo sinistro, e qui fanno conoscenza di Boris, il servitore gobbo, e dei due sovrani, Dracula e la contessa Oniria, che li ospitano per la notte. Al castello giunge anche l'incantevole Luna, sorella del defunto Kaspar, in cerca di vendetta per la morte del fratello, che viene sfortunatamente catturata da Boris e chiusa in gabbia, mentre Oniria finisce per innamorarsi di Fracchia poiché vergine, ma Dracula è contrario alla relazione perché la sorella è promessa in sposa a Franky, il mostro di Frankenstein, che raggiunge anche lui il castello in qualità di avvocato del conte.

Per ottenere la mano della bella vampira, Giandomenico e Franky si sfidano a tennis e il mostro lo batte grazie al gioco sporco, poiché Dracula lo aveva ricaricato di elettricità (fonte di vita di Franky) con un fulmine. Alla fine, dato che la partita era truccata e quindi non era valida, Oniria rimprovera Dracula per essere stato un imbroglione, quindi Fracchia, Filini, Franky e Dracula si sfidano a poker, dove vince Fracchia e Dracula si lamenta che mai ha perso in vita sua, a tal punto Filini capisce che lui è il famoso Dracula di cui ha sentito parlare. A un certo punto l'alba sorge e interrompe la partita e il conte per proteggersi dal sole si rifugia nella cripta rientrando nella sua bara. Fracchia e Filini tentano di fuggire e nella fuga Filini comunica a Fracchia che, poiché l'aveva portato tra i vampiri, avrebbe fatto un rapporto al suo direttore, poi stesso nella fuga ritrovano Luna in gabbia e grazie a uno dei suoi cavicchi di frassino tentano allora di uccidere Dracula mentre esso dorme infilzandoglielo nel cuore, ma falliscono.

La sera stessa Fracchia viene chiesto in "sposo" da Oniria e in loro onore viene organizzata una festa matrimoniale al castello con ospiti vampiri, zombie e altri mostri amici e parenti sovrannaturali, ma Luna, liberata da Boris dalla sua prigionia in quanto infatuato di lei, si nasconde nella torta nuziale, per poi fuoriuscire e distrarre gli invitati, permettendo a Fracchia e Filini di scappare. Durante la fuga, Giandomenico deve vedersela con Dracula stesso sulla cima della torre e mentre cerca di seminare il nemico, ironicamente Fracchia apre l'ombrello a mo' di paracadute per cercare di raggiungere i suoi amici gettandosi dal torrione. Il Conte si teletrasporta davanti a lui e il puntale dell'ombrello, a quanto pare di frassino, perfora il suo cuore, uccidendolo.

Alla fine si scopre che le disavventure di Giandomenico in Transilvania sono solo un suo incubo e che lui è ancora al cinema con la sua compagna ma, mentre i due fidanzati se ne vanno, un uomo porge l'ombrello a Fracchia che stava per dimenticare lì e mentre viene lasciato solo egli rivolge un ghigno terrificante allo spettatore emettendo una risata satanica, per poi scoprire i suoi canini da vampiro. Il finale, che tinge di rosso sangue lo schermo, vuole far presagire che esso sia proprio Dracula.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola è stata distribuita da Titanus nelle sale cinematografiche italiane il 21 dicembre del 1985.[1][2]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha incassato 412.000.000 di lire[3] e si è classificato al 60º posto tra i primi 100 film di maggior incasso della stagione cinematografica italiana 1985-1986.[4]

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Fénis (Valle d'Aosta) fu utilizzato per le scene in esterni del castello del Conte Vlad.

Le prime scene del film vennero girate presso alcune vie di Roma; per le scene inerenti al castello, la pellicola venne soprattutto ed in buona parte girata in studio. Gli esterni del castello sono stati girati al Castello di Fénis in Valle d'Aosta, mentre per alcuni interni del castello, come i sotterranei, venne sfruttato Palazzo Farnese a Caprarola.

Citazioni interne[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel cinema all'inizio del film Fracchia e la sua ragazza stanno guardando il film Il ritorno dei morti viventi.
  • Quando deve indicare la Transilvania sulla cartina geografica, Fracchia disegna una croce sull'Ungheria, ma la regione si trova in Romania.
  • Alla cerimonia tra gli invitati appare Plinio Fernando, la Mariangela della saga di Fantozzi, qui truccato da vampiro.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Ciak d'oro - 1986[5][6]
Candidatura a migliore attore non protagonista a Gigi Reder

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cinema - Prime Visioni Roma, in L'Unità, n. 290, 1985, p. 20.
  2. ^ Cinema - Prime Visioni Torino, in La Stampa, n. 284, 1985, p. 20.
  3. ^ Roberto Poppi, Dizionario del cinema italiano, Gremese, 1991, p. 265, ISBN 978-88-7742-423-5.
  4. ^ Stagione 1985-86: i 100 film di maggior incasso, su hitparadeitalia.it. URL consultato il 23 maggio 2016.
  5. ^ Enrico Lancia, Ciak d'oro 1986, su books.google.it. URL consultato il 12 aprile 2020.
  6. ^ "Il raggio verde" Ciak d'oro 1986, su ricerca.repubblica.it. URL consultato il 10/09/1986.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Cinema