Ugo Fantozzi

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« Il mondo è fatto per la maggior parte da persone che nella vita hanno fallito. Grazie a Fantozzi ho fatto in modo che alcuni neppure si accorgessero di essere nullità. O al limite ho fatto sì che non si sentissero soli. »

(Paolo Villaggio su Fantozzi[1])
Ugo Fantozzi
Paolo Villaggio Fantozzi 2.png
Paolo Villaggio interpreta Ugo Fantozzi in Fantozzi (1975)
Lingua orig. Italiana
Autore Paolo Villaggio
1ª app. in Fantozzi (1971)
Ultima app. in Fantozzi 2000 - La clonazione (1999)
Interpretato da Paolo Villaggio
Sesso Maschile
Luogo di nascita Genova
Data di nascita 17 luglio 1934

Ugo Fantozzi (noto anche come ragionier Ugo Fantozzi o Fantozzi Rag. Ugo[2]) è un personaggio letterario e cinematografico italiano, ideato e interpretato dallo scrittore e attore Paolo Villaggio, le cui storie sono narrate in una fortunata serie di racconti e di film scritti e interpretati dallo stesso Villaggio.

Il primo libro che raccoglie le storie del personaggio, Fantozzi (1971), ha venduto oltre un milione di copie[3] mentre il primo film della serie, Fantozzi (1975), è stato inserito nella lista dei 100 film italiani da salvare[4]; per i quarant'anni dall'esordio del personaggio al cinema, nel 2015, i primi due film sono stati restaurati e nuovamente riproposti nelle sale[5][6]. Il personaggio, nato come raffigurazione dell'uomo inetto e sfortunato vittima della prepotenza, è entrato nell'immaginario collettivo per la sua grottesca attitudine alla sudditanza psicologica verso il potere e come esempio di uomo medio vessato dalla società e alla continua ricerca di un riscatto, «Il prototipo del tapino, ovvero la quintessenza della nullità», come lo definì lo stesso Villaggio. 1934-2017

Genesi del personaggio e caratterizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Ugo Fantozzi (Villaggio) tra la moglie Pina (Liù Bosisio, a sinistra) e la figlia Mariangela (Plinio Fernando, a destra) sul set di Fantozzi (1975) di Luciano Salce.

Genesi del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Fantozzi era il cognome di un impiegato collega di lavoro di Villaggio in un'azienda in cui l'attore aveva lavorato, la Italsider, e che si faceva trascinare nelle iniziative dello stesso Villaggio, e che lui chiamava erroneamente "Selvaggio", situazione che anticipa il ruolo di organizzatore di viaggi che sarà di Giandomenico Fracchia, altro personaggio creato da Villaggio, e del ragionier Filini nei racconti e nei film di Fantozzi. Nei racconti di Villaggio, tra i colleghi del personaggio, sono presenti due personaggi che nei film si fonderanno, grazie a un'intuizione del regista Luciano Salce, nell'unico personaggio di Filini, che avrà il ruolo dell'organizzatore, del massacratore emotivo di ciascun impiegato e di maniaco che crede di intendersi di tutto. Dalle sue esperienze lavorative Villaggio trarrà ispirazione per scrivere alcuni racconti pubblicati su l'Europeo e che verranno raccolti nel libro Fantozzi (1971) che diventerà presto un bestseller vendendo più di un milione di copie[3] e venendo tradotto in molte lingue facendo vincere all'autore genovese, in Unione Sovietica, il premio Gogol nella sezione "migliore opera umoristica".[7] Visto il grande successo del libro si arriva a realizzare una trasposizione cinematografica nella quale il ruolo del protagonista sarà rivestito da Villaggio stesso.

Esordio del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio esordisce nei monologhi di Paolo Villaggio nei quali veniva citato in terza persona. Villaggio esordisce in televisione nel 1968 nella trasmissione Quelli della domenica, nei panni del personaggio, protagonista di sketch nei quali racconta storie umoristiche, con un lessico particolare e caratteristico del personaggio, fondato sull'iperbole.

Caratteristiche del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio è un'iperbole vivente, un eccesso, in cui l'umanità del personaggio è sopraffatta dalle immani disgrazie da cui viene investito e a cui non reagisce minimamente. La mediocrità con la quale viene descritto il personaggio, che con il tempo diventa l'emblema dell'uomo sopraffatto, sfocia inevitabilmente in una rappresentazione delle sue volgarità, intese come essenza animale: rutti, turpiloquio, atteggiamenti negativi (come il servilismo), che lo rendono comico e allo stesso tempo tragico. Un'altra caratteristica è quella di doversi sottomettere a tutti e di scusarsi continuamente. Il comune denominatore di tutte le vicende vissute da Fantozzi è la totale inerzia innanzi al destino, l'impossibilità di poter controvertere la sorte avversa.[senza fonte]

Secondo il critico Riccardo Esposito, il personaggio rappresenta l'archetipo dell'italiano medio degli anni settanta, medio-borghese dallo stile di vita semplice (niente laurea, lavoro da impiegato, casa in equo canone) con le ansie e le "perversioni" di un'intera classe di lavoratori: probabilmente in tutti gli uffici è esistita una seduttrice un po' doppiogiochista come la signorina Silvani, un capo esigente o un collega arrivista, molti sono andati in giro su una vecchia utilitaria come la Bianchina di Fantozzi, ma soprattutto tutti abbiamo almeno una volta pensato di essere perseguitati dalla sfortuna.

La sua famiglia, unico rifugio dalle angherie di una società che non lo riconosce come membro effettivo se non per sfruttarlo, è composta da una moglie insignificante e bruttina che non lo ama ma al massimo lo stima e lo compatisce e prova per lui sentimenti di sufficienza, e da una figlia ottusa e dall'aspetto scimmiesco e orripilante.

Il solerte travet Fantozzi, nonostante le vessazioni, frequenta i colleghi della Megaditta anche al di fuori dell'orario di lavoro: va con loro in settimana bianca (a metà maggio), festeggia il Capodanno con loro partecipando a un veglione allestito in uno squallido seminterrato nel quale un direttore d'orchestra imbroglione fa portare avanti gli orologi e anticipa il festeggiamento per poter andare a suonare in due veglioni, si reca con loro in viaggi itineranti in camper improvvisati, in improbabili gare ciclistiche, in partite di calcio su fangosi campi di periferia o in patetiche partite a tennis, come quella alle sei del mattino di una domenica dal carattere tardo-autunnale con il ragionier Filini, con il quale ha anche un'avventura da maldestri campeggiatori sul lago. Ampiamente degno di menzione, tra i colleghi della "Megaditta", è sicuramente il Geometra Calboni (inizialmente interpretato da Giuseppe Anatrelli), arrivista e ruffiano verso i superiori, nonché impenitente donnaiolo del gruppo. A Calboni si deve il nomignolo "puccettone" rifilato al povero ragionier Fantozzi.

Una caratteristica ricorrente della "maschera" Fantozzi (come dichiarato dallo stesso Villaggio) è il suo copricapo, tipico "spagnolin" blu genovese, che il ragioniere porta sulla testa diversamente a seconda dello stato d'animo: appiattito sulla testa nei momenti peggiori o spostato di lato nei momenti in cui si sente fiero e senza paura, come prima della notte d'amore con la signorina Silvani in Fantozzi in Paradiso. Fantozzi lo indossa spesso anche in casa e in altre situazioni dove appare fuori luogo, come in occasione di visite mediche o prima di un intervento in sala operatoria. Fantozzi addirittura si reincarna in un bambino indossando già il suo copricapo al momento della nascita[8].

Paolo Villaggio, intervistato da Fabrizio Falzone per TV2000 nel 2015, parla dell'attualità di Fantozzi negli anni della crisi economica:

« Il Fantozzi degli anni del boom, dove erano tutti ricchi e l'Italia era il quarto paese industrializzato del pianeta, era un'eccezione: faceva ridere. Adesso, sinceramente, l'Italia è diventata un paese, beh, piuttosto povero, diciamoci la verità. C'è gente che non lavora, c'è gente che fino a 40 anni vive in casa della nonna, quindi direi che Fantozzi non fa più tanto ridere, ma può essere amato in quanto ti libera dal timore di essere isolato in quel tipo di incapacità ad essere competitivi. Ti rendi conto che Fantozzi lo sono diventati il 99% degli italiani. »

(Paolo Villaggio)

Il personaggio ha una sua data di nascita, il 1934, anche se Villaggio, nel primo romanzo narra che ha oltre 400 anni e di lavorare nella Megaditta da ben 92. Successivamente nel libro Fantozzi contro tutti il personaggio ammette di avere 103 anni, e così accade per le altre storie del ragioniere in cui si esagera sulla sua longevità senza mai dare un preciso numero degli anni che ha. Nel 1993, nel film Fantozzi in paradiso, il personaggio muore per poi resuscitare provvisoriamente nel successivo Fantozzi - Il ritorno (1996); tornerà definitivamente sulla Terra in Fantozzi 2000 - La clonazione mediante la ricostruzione fisica grazie a una ciocca di capelli fornita dalla moglie Pina.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo film, Fantozzi, esce nel 1975 tratto dai primi due libri del personaggio e diretto da Luciano Salce. Nei decenni seguenti sopravvive la leggenda secondo cui, inizialmente, Villaggio si era deciso a interpretare il personaggio da lui stesso creato solo dopo i rifiuti di colleghi al tempo già affermati (a differenza dell'attore genovese, all'epoca ancora poco noto in ambito cinematografico), quali Ugo Tognazzi e l'allora emergente Renato Pozzetto; una versione dei fatti a lungo avallata in prima persona dallo stesso Villaggio, ma infine da lui smentita e motivata con il mero intento di aumentare l'interesse attorno al progetto e al suo interprete principale.[9] Il film ha un grande successo, tanto da dar vita a una delle saghe più longeve del cinema italiano: seguiranno infatti altri nove episodi: il secondo diretto ancora da Salce, dal terzo al nono da Neri Parenti e l'ultimo, Fantozzi 2000 - La clonazione, da Domenico Saverni.

Secondo molti critici, i migliori di questi film restano i primi due, entrambi diretti da Luciano Salce, seguiti dal terzo, dal quarto e dall'ottavo episodio, questi ultimi girati da Neri Parenti. L'elevata qualità di queste opere, coronate entrambe dal successo, non è da attribuire solo al valore simbolico e sociale che rappresentano, ma anche e soprattutto alla qualità della tecnica umoristica ivi presente. Specialmente nei primi capitoli, infatti, il canovaccio si avvale di un'incredibile varietà stilistica nell'esercizio della comicità: dall'umorismo verbale, rappresentato dalle aberranti coniugazioni temporali ("vadi, Contessa"), dai titoli parodistici e denigratori ("Rag. Gran. Figl. di. Putt.") e dalle mistificazioni dei termini (come il significato di "prostata" e "kibbutz"), raffigurazioni delle ipocrisie spesso insite in certi ambienti, che Villaggio aveva imparato a conoscere, frequentati da figure teoricamente istruite ma in realtà ugualmente barbare e ignoranti. Non mancano inoltre le iperboli lessicali (i "92 minuti di applausi", i "pomodorini a 18000 gradi", da Il secondo tragico Fantozzi) e i sarcasmi ("a quel punto Fantozzi ebbe un leggerissimo sospetto. In pratica, s'incazzò come una bestia!!!", da Fantozzi subisce ancora); si ricorre poi alla comicità grafica, per l'epoca innovativa come gli effetti delle ustioni date dagli asciugamani roventi della moglie, gli uragani e le valanghe come effetto di memorabili rutti, più qualche mad run sketch,in un campionario che si potrebbe definire ispiratore di esponenti che arriveranno solo qualche anno dopo, come le produzioni dei fratelli Jerry e David Zucker.[senza fonte] C'è anche la classica comicità di natura fisica, che vede il corpo di Fantozzi soggetto alle peggiori umiliazioni possibili: malmenato dai bulli, sparato con un cannone dall'ispettore del lavoro, impalato sulla bici senza sellino (In sella... alla bersagliera!), affogato con la faccia nella torta di panna o nella polenta, usato come parafulmine[10]; ci sono poi escursioni nella parodia e nella satira, come nell'episodio della corazzata Kotiomkin (di cui gli impiegati riproducono le scene più importanti) o in quello delle elezioni politiche, dove si utilizza prima la retorica, doppiando i discorsi dei candidati al parlamento, e poi la simbologia (la cabina elettorale come vespasiano).

Fra gli attori divenuti popolarissimi per aver partecipato alla serie ci sono Milena Vukotic e Liù Bosisio nella parte della moglie Pina, Anna Mazzamauro in quella della signorina Silvani, Gigi Reder nei panni del ragionier Filini, e Plinio Fernando opportunamente truccato per interpretare la mostruosa figlia di Fantozzi, Mariangela. Fernando collaborò con la compagnia di Villaggio fino ai primi anni 1990 circa. Un possibile precedente letterario di Fantozzi è il Monsù Travet (signor Travet) protagonista de Le miserie di Monsù Travet (1863), del giornalista e scrittore piemontese Vittorio Bersezio.

Dal 1980 in poi Paolo Villaggio firmerà un contratto con il regista Neri Parenti per continuare a girare altri film su Fantozzi. Villaggio lavorerà con il regista e il cast di sceneggiatori Leo Benvenuti, Piero De Bernardi, Alessandro Bencivenni e Domenico Saverni dal 1980 fino al 1996, Fantozzi - Il ritorno. Durante questi sedici anni Villaggio non interpreterà solo il personaggio di Fantozzi nei film dedicati a lui ma anche altre macchiette comiche molto simili al personaggio originale in pellicole come Scuola di ladri (1986) e Le comiche (1990). La serie si conclude nel 1999 con Fantozzi 2000 - La clonazione, regia di Domenico Saverni.

Serie di film con il personaggio[modifica | modifica wikitesto]

  1. Fantozzi, regia di Luciano Salce (1975)
  2. Il secondo tragico Fantozzi, regia di Luciano Salce (1976)
  3. Fantozzi contro tutti, regia di Neri Parenti e Paolo Villaggio (1980)
  4. Fantozzi subisce ancora, regia di Neri Parenti (1983)
  5. Superfantozzi, regia di Neri Parenti (1986)
  6. Fantozzi va in pensione, regia di Neri Parenti (1988)
  7. Fantozzi alla riscossa, regia di Neri Parenti (1990)
  8. Fantozzi in paradiso, regia di Neri Parenti (1993)
  9. Fantozzi - Il ritorno, regia di Neri Parenti (1996)
  10. Fantozzi 2000 - La clonazione, regia di Domenico Saverni (1999)

Impatto culturale[modifica | modifica wikitesto]

Ugo Fantozzi (Villaggio) e il Ragionier Filini (Gigi Reder) in Fantozzi (1975)

I film di Fantozzi, sia pur con una profonda ironia, hanno anticipato le tematiche del mobbing nelle grandi aziende, hanno fatto entrare nel bagaglio lessicale dell'italiano medio espressioni quali "Com'è umano, Lei!", oltre all'aggettivo "fantozziano", registrato in tutti i dizionari italiani[11] e all'espressione "alla Fantozzi", locuzioni sorte per indicare esperienze, atteggiamenti o situazioni permeate dall'aria tragicomica propria del personaggio.

Stessa sorte è toccata curiosamente anche all'eterno collega Filini[12] (Gigi Reder), nei film solerte organizzatore di gite del dopolavoro aziendale; "organizzazione Filini" è un'espressione comune per indicare eventi malriusciti o pieni di contrattempi che normalmente sarebbero stati ampiamente prevedibili.

Villaggio, nel descrivere Fantozzi e il suo mondo, compie un'acuta e aspra critica della classe dirigente e del suo infantilismo. Nelle figure di Cobram (che per la gara ciclistica arriva su una Fiat 2800 come Mussolini), come del megadirettore galattico, della contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare, del direttore "liberal" appassionato del cinema sovietico degli anni 1930 e di tutti gli altri potenti presenti nei libri del grande comico genovese sono riconoscibilissimi i tipici comportamenti di chi per censo, per fortuna o per abilità ricopre posizioni di potere e di privilegio. La sicumera, l'inutile sadismo nei confronti dei sottoposti, la falsa magnanimità e liberalità risaltano con nettezza e precisione nel contrasto con i tentativi di dignità servile del ragionier Fantozzi. Mirabile, in tal senso, è la descrizione della consegna dei pacchi natalizi dono ai figli degli impiegati da parte del vertice strategico della megaditta.

Varianti del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Villaggio interpreta Giandomenico Fracchia in Quelli della domenica (1976)
Villaggio e Renato Pozzetto nel film Le comiche (1990) di Neri Parenti; anche in questa pellicola Villaggio, per il suo personaggio, usa molte delle sfaccettature classiche di Fantozzi.

Contemporaneamente a Fantozzi, Villaggio aveva creato il personaggio di Giandomenico Fracchia nella trasmissione Quelli della domenica e al quale venne dedicata una propria serie televisiva: Sogni Proibiti di uno di noi (1975) e che in seguito apparirà in due film, Fracchia la belva umana e Fracchia contro Dracula, e riproposto in televisione in alcune trasmissioni del 1986. A differenza di Fantozzi, Fracchia non è sposato e nella sua interpretazione sono ricorrenti elementi come la poltrona-sacco, nella quale sprofonda sempre, e il Dottor Orimbelli, il superiore che lo sottomette.

Nel primo libro di Fantozzi, compariva un personaggio chiamato Fracchia, sfortunato e inetto come lui e al quale poi l'autore, nelle opere successive, cambierà identità facendogli assumere tutte le tipiche caratteristiche di Filini, già apparso in Fantozzi e nel secondo tragico Fantozzi. Un personaggio secondario di nome Filini già compariva nel primo libro di Fantozzi ma non aveva nulla a che fare con il personaggio che sarebbe divenuto successivamente.

Fracchia si incontra per la prima volta con il suo sosia, la Belva Umana, in Fracchia la belva umana (1981) di Neri Parenti.

Fracchia invece, quando veniva interpretato da Villaggio negli anni sessanta in Quelli della domenica, era inizialmente diverso da Fantozzi, in quanto è talmente vigliacco e inferiore che quasi quasi si sente a suo agio nel provare queste atroci sofferenze psicologiche; è un inetto e si fa mettere i piedi sopra la testa da qualunque individuo, non solo dai suoi superiori, e inoltre ha un modo di parlare estremamente confuso tanto che per la sua insicurezza risponde con monosillabi, balbettii e fonemi sconnessi, gesticolando scoordinatamente con le mani, cercando di spiegare la sua risposta all'interlocutore. Una tipica espressione che Fracchia usa nei confronti dei suoi interlocutori è "Com'è umano lei!". Nei primi due film di Fantozzi il personaggio appare più sicuro di sé anche se dal film Fantozzi contro tutti (1980) in poi avverrà una fusione tra i due personaggi di Fracchia e Fantozzi nel quale il secondo è estremamente sfortunato e molto insicuro di sé stesso.

Visto il grande successo del personaggio, Villaggio lo ha riproposto in molti altri ruoli comici, creando una maschera riconoscibile in contesti diversi. Personaggi con caratteristiche tipiche di Fantozzi sono nei film I pompieri e Missione eroica - I pompieri 2, dove Villaggio è Paolo Casalotti, il protagonista del quale il comandante spesso sbaglia il cognome o nel film Ho vinto la lotteria di capodanno, nel quale Villaggio è Paolo Ciottoli ma anche Paolo Coniglio, protagonista del film Sogni mostruosamente proibiti e Sergio Colombo dei film Io no spik inglish e Banzai; tratti di Fantozzi sono anche in A tu per tu, dove Villaggio è Gino Sciaccaluga, tassista vittima di un terribile raggiro e anche il personaggio di Arturo De Fanti nel film Rag. Arturo De Fanti, bancario precario.

Serie di film con il personaggio di Fracchia[modifica | modifica wikitesto]

  1. Fracchia la belva umana, regia di Neri Parenti (1981)
  2. Fracchia contro Dracula, regia di Neri Parenti (1985)

Episodi più famosi e gag ricorrenti[modifica | modifica wikitesto]

Quando il personaggio è in compagnia di donne affascinanti o quando guarda spettacoli erotici o anche soltanto davanti alle richieste della signorina Silvani camuffate da avance, Fantozzi manifesta il suo stato di eccitazione facendo uscire la sua lingua da un lato della bocca. In quelle gag dove lo vedono in dieta forzata, o in quelle scene dove poter mangiare per lui è in quel momento impossibile, proibito, o sconsigliato, Fantozzi assume movenze e gestualità divenute icone del suo personaggio.

La Corazzata Kotiomkin[modifica | modifica wikitesto]

Tutti gli impiegati della Megaditta a vedere La corazzata Kotiomkin nel film Il secondo tragico Fantozzi (1976) di Luciano Salce

Una famosa battuta sul celebre film La corazzata Potëmkin (che nel film Il secondo tragico Fantozzi del 1976 assume il titolo fittizio di La corazzata Kotiomkin, perché non furono concessi i diritti dell'originale), che, dopo l'ennesima visione "forzata" al cineforum della Megaditta, viene giudicata da Fantozzi "una cagata pazzesca", ha assunto il significato generale, nella cultura popolare, di rifiuto della cultura imposta dall'alto.[senza fonte]

Mauro Vestri interpreta il Professor Guidobaldo Riccardelli, fanatico cinefilo del film La corazzata Kotiomkin

Con questa frase (Per me la corazzata Kotiomkin è una cagata pazzesca), diventata oggetto di culto, ci fu uno dei rari momenti di rivalsa del personaggio, in cui, grazie a quest'atto di coraggio, libera dalla "schiavitù" del cineforum tantissimi colleghi che erano costretti a stare lì per colpa del loro capo appassionato di cinema russo, il prof. Riccardelli, mentre in televisione c'era una partita dell'Italia, prendendo possesso della sala proiezioni. Le parole di Fantozzi sono, come peraltro i "novantadue minuti di applausi" tributati all'esternazione dai suoi colleghi, un atto di rivalsa dell'uomo medio nei confronti di una sedicente élite culturale e dei suoi atteggiamenti forzatamente intellettuali e snobistici. Come racconta Paolo Villaggio, durante un cineforum a cui partecipò a Genova, la scena della scalinata venne proiettata per errore dopo appena dieci minuti dall'inizio del film. Il responsabile del cineforum dichiarò: "Questo è il più bel film di tutti i tempi!". Subito dopo il proiezionista rivelò di aver proiettato il film al contrario. Il responsabile rispose: "Bene, allora lo riguardiamo dall'inizio". In un'altra occasione, durante la presentazione del suo film a Mosca, ripeté la celebre frase suscitando un boato di approvazione nel pubblico.[13][14]

L'espressione colorita di Fantozzi, e l'intero episodio del film con Paolo Villaggio, hanno contribuito a rendere La corazzata Potëmkin un esempio di come viene visto popolarmente il cosiddetto cinema impegnato: lento, lungo e insopportabile ai più. In realtà, se non altro per ciò che riguarda la durata, il luogo comune è infondato.[15] L'opera di Ėjzenštejn, infatti, dura poco più di 70 minuti, contro le 3 ore ("18 bobine!") di cui parla il film di Luciano Salce. Si tenga conto che per Villaggio, come da lui stesso dichiarato, 18 è il "numero dell'esagerazione", usato spesso per indicare una quantità sovrumana, come i "18.000 megasuoni" della sirena di uno yacht o i "18.000 gradi" del "pomodorino da guarnizione", oppure ancora come durante l'inizio del primo film, quando la moglie Pina annuncia di non avere più sue notizie da 18 giorni. Senza dimenticare la cabina-letto in treno del Duca Conte Semenzara, ne "Il secondo tragico Fantozzi", anch'essa la numero 18. Infine, le scene che si vedono proiettate ne Il secondo tragico Fantozzi non sono tratte da La corazzata Potëmkin. A ben leggere i titoli di testa si tratta de La corazzata Kotiomkin, di tale Serghei M. Einstein. Non avendo ottenuto i diritti per riprodurre parti dell'opera originale, tutte le scene del capolavoro visibili nel film furono girate ex novo dal regista Salce.

Infatuazione per la signorina Silvani[modifica | modifica wikitesto]

Ugo Fantozzi e la Signorina Silvani ne Il secondo tragico Fantozzi

Fantozzi, a causa della sua famiglia disastrata composta dalla signora Pina, sciatta casalinga che non lo soddisfa per niente, e dalla figlia Mariangela, decisamente più simile a una scimmia che a una ragazzina[senza fonte], si spinge nel corteggiare una sua collega, la signorina Silvani. Sia nei romanzi che nei film cerca di corteggiarla ma lei lo rifiuta sempre con calcolata cortesia. Le poche volte in cui lei accetta gli inviti di Fantozzi, si hanno sempre epiloghi tragici e lei è solo interessata a usarlo mentre lo tradisce con il geometra Calboni. Tuttavia Fantozzi riprenderà sempre a corteggiarla. L'ultima volta in cui Fantozzi e la Silvani si ritrovano insieme è nel film Fantozzi 2000 - La clonazione in cui ella, credendo che Fantozzi abbia vinto al SuperEnalotto, subito si finge perdutamente innamorata di lui e lo spinge ad affittare addirittura un castello. I due per un breve periodo alloggeranno nella nuova lussuosissima dimora. Quando poi la Silvani scopre che i numeri vincenti non sono in realtà stati giocati ella tornerà a snobbarlo come sempre.

La storpiatura del nome[modifica | modifica wikitesto]

Un tormentone dei film del personaggio è la frequente storpiatura del suo cognome da parte di colleghi e dirigenti. Si tratta dell'ennesima umiliazione inflitta al ragioniere. Successivamente l'abitudine di storpiare il cognome del personaggio per renderlo ridicolo e inferiore viene presa quasi da ogni singolo individuo che Fantozzi incontra. La storpiatura consiste nel cambiare alcune lettere e sillabe del cognome "Fantozzi" per ottenere una parola come "Fantocci", oppure "Bambocci", "Scagnozzi", "Capocci", "Bacherozzi" e addirittura "Mortacci" nella scena in cui è un giudice popolare e "Pupazzi" (quest'ultima versione appare anche incisa sull'orologio in similoro che il ragioniere riceve al pensionamento). Capita, infine, che sia lo stesso Fantozzi ad appiopparsi dei nomignoli, ad esempio durante un giro di presentazioni assieme alla Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare nel primo film, in cui Fantozzi, chiaramente ubriaco, si presenta col nome di "Zanfossi". Anche nei libri di Villaggio molti suoi interlocutori storpiano il suo cognome.

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

Fumetti[modifica | modifica wikitesto]

  • Il personaggio ha avuto anche l'onore di una parodia su Topolino nel 1988, nella storia La tragica avventura di Paperon de' Paperozzi (testo di Massimo Marconi e disegni di Giorgio Cavazzano), in cui Fantozzi è interpretato nientemeno che da Paperon de' Paperoni: nella storia, il papero più ricco del mondo viene spedito per vendetta (dopo avere iniziato a vedere una videocassetta di un film del vero Fantozzi) in una sorta di mondo parallelo da un impiegato che lui aveva sempre maltrattato. In questo mondo alternativo, Paperone diventa Paperozzi e subisce le stesse angherie del personaggio di Paolo Villaggio, citandone le gag (dall'ustione col caffè bollente mattutino all'incontro col megadirettore ipergalattico): alla fine, però, Paperone si sveglierà e si scoprirà che era stato solo un sogno.
  • A partire dall'aprile del 1993 Fantozzi ebbe perfino una sua serie a fumetti, dedicata ai più piccoli. Fu pubblicata sul Corrierino, scritta da Antonio Orecchia e disegnata da Lola Airaghi: le storie seguivano per lo più lo stesso canovaccio dei film, narrando le disavventure del ragionere in ambito lavorativo e familiare. Tra i protagonisti della serie vi era anche un redivivo geometra Calboni, ormai definitivamente scomparso nella saga cinematografica per via della morte di Giuseppe Anatrelli, suo storico interprete.
  • Altro fumetto ispirato al celebre ragioniere fu Pancozzi: si tratta di una parodia in chiave erotica, risalente agli anni settanta.
  • Verso la fine del 2014 è stata pubblicata la graphic novel Fantozzi Forever. Ideata da Paolo Villaggio e scritta e disegnata da Francesco Schietroma, è ambientata nello stesso anno in cui è stata realizzata, e vede protagonista un Fantozzi ormai vecchio e stanco, alle prese con tutti i problemi e gli usi e costumi della società moderna (come la crisi economica e l'uso dei social networks), e con un nipote disoccupato e fannullone. Assieme a lui i compagni di sempre: la moglie Pina, la signorina Silvani e il ragionier Filini.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il suo segno zodiacale è topo, come fa sapere in Fantozzi alla riscossa, così come anche Fracchia in Fracchia la belva umana.
  • Nonostante la sua strana confidenza con alcune persone che conosce, Fantozzi è abituato a dare esclusivamente del Lei; solo in alcuni punti di alcuni film si permette di dare del tu (es. in Fantozzi subisce ancora), suscita meraviglia o incertezza in lui o in uno dei suoi interlocutori quando il tipico congiuntivo storpiato risulta appunto uguale alla seconda persona singolare dello stesso verbo all'imperativo (ad esempio "batti" durante una partita di tennis).
  • Fantozzi subisce sempre angherie e maltrattamenti da parte dei colleghi di lavoro e dai suoi superiori senza mai reclamare. Tuttavia, in alcuni film assume atteggiamenti di ribellione, come nel film Fantozzi quando, in segno di ribellione per gli sfruttamenti subiti, rompe un vetro della Megaditta con un sasso; o come quando in Il secondo tragico Fantozzi aggredisce il professor Riccardelli e gli distrugge la sua copia personale de La corazzata Kotiomkin, dopo aver guardato il film per l'ennesima volta; o come quando in Fantozzi contro tutti scopre di essere stato tradito dalla moglie e si accanisce per questo con Filini e Calboni.
  • L'ultima apparizione del famoso ragioniere è stata il 3 dicembre 2010 nel programma I migliori anni. Qui il ragioner Fantozzi arriva con la sua Bianchina (stranamente decappottabile) e si esibisce in esilaranti battute con il conduttore Carlo Conti. Con la sua signora Pina riproporranno il tragico dialogo: « Ma allora... vuol dire che... tu mi... mi a...? » (Ugo) « Ugo, io... ti stimo moltissimo » (La decennale risposta di Pina) « A... amare no, eh? » (Ugo)
  • Fantozzi nella saga subisce punizioni corporali al limite dell'inverosimile tra cui si ricordano: frustate a bordo strada per aver bagnato un fantomatico ministro del petrolio arabo ospite di un altrettanto fantomatico politico di maccheronica lingua francese; 39 frustate per aver fatto scappare da un collegio di massima sicurezza il figlio del capo, sentenza eseguita da un carnefice medievale in una camera di tortura nei sotterranei della Megaditta; una sorta di girotondo saltellante subito 2 volte in altrettanti periodi di detenzione in carcere; inginocchiamento sui ceci durante l'ennesima visione della corazzata Kotiomkin; presumibilmente frustate o percosse simili per aver assunto cibo di nascosto durante un periodo di detenzione in una clinica dimagrante; retrocessione in azienda alla mansione di parafulmine; periodi di incatenamento a una gogna; reclusione nel carcere dei piombi a Venezia con privazione della pensione per aver bivaccato in Piazza San Marco; crocifissione durante una manifestazione dei pensionati INPS ma a scopo dimostrativo; 25 frustate proposte da lui stesso per aver intralciato il corteo di una principessa medievale che gli concederà invece la grazia; amputazione accidentale dei genitali nel tentativo di far funzionare una ghigliottina difettosa. Da informazioni indirette, nell'azienda di Fantozzi sono in vigore punizioni quali crocifissione o fustigazione per reati quali ritardo, assenteismo o ribellione. Tali punizioni vengono eseguite in sala mensa al cospetto di colleghi attoniti.
  • In alcuni episodi Fantozzi viene perseguitato dall'alto dalla Nuvola dell'impiegato, una nuvola che provoca maltempo esclusivamente su di lui durante i suoi viaggi o in circostanze importanti rappresentazione della già citata convinzione dell'italiano medio di essere perseguitato dalla sfortuna.
  • Anche dal punto di vista gastronomico, il personaggio incarna lo stereotipo dell'italiano medio: tradizionalista e poco aperto alle novità pretende e gode di porzioni abbondanti di piatti tipicamente italiani quali spaghetti aglio olio e peperoncino, vermicelli col tonno, frittata di cipolle, birra nazionale, assumendo atteggiamenti maleducati e dozzinali quali indossare solo la canottiera, mangiare sul divano, ruttare, denigrare la cucina o gli spuntini offerti dalla moglie, sfogando la propria frustrazione con urla, pugni sul tavolo e lancio di piatti (il minestrone prima apostrofato come "merda"). Odia ricette nuove od esotiche quali hamburger, cibo giapponese da consumare con le bacchette e sakè, o incorre in disavventure quando è costretto ad assumere tali pietanze o qualora si trovi a tavola durante eventi di gala con persone importanti, dove occorre tenere atteggiamenti adeguati. Non è minimamente in grado di procurarsi il cibo da solo: è infatti disastroso in attività quali la caccia, la pesca o l'agricoltura e quando si è trovato in periodi storici dove queste attività erano necessarie alla sussistenza, ha sempre sofferto per la mancanza di cibo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Panorama, Intervista a Paolo Villaggio: "Sono un vero indifferente e un falso cinico. Ma monogamo"
  2. ^ come si legge sulla porta del suo appartamento nei film che lo vedono protagonista
  3. ^ a b Dizionario dei film, a cura di Paolo Mereghetti
  4. ^ Ecco i cento film italiani da salvare Corriere della Sera, su www.corriere.it. URL consultato il 19 giugno 2017.
  5. ^ Torna il ragioniere. Villaggio: "Oggi tutti gli italiani sono Fantozzi", in Spettacoli - La Repubblica, 22 ottobre 2015. URL consultato il 19 giugno 2017.
  6. ^ Fantozzi compie 40 anni. I film e un'app per ricordare il ragioniere - Macitynet.it, in Macitynet.it, 24 ottobre 2015. URL consultato il 19 giugno 2017.
  7. ^ Paolo Villaggio/MY movies
  8. ^ FANTOZZI VA IN PARADISO - la Repubblica.it, in Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 19 giugno 2017.
  9. ^ Filmato audio Fabio Falzone, Paolo Villaggio si racconta come attore e come persona, su YouTube, Effetto Notte, TV2000, 5 novembre 2015, a 4 min 43 s.
  10. ^ (dai film Fantozzi, Il secondo tragico Fantozzi e Fantozzi contro tutti)
  11. ^ L'aggettivo è attestato in italiano dal 1977: Il Devoto-Oli. Vocabolario della lingua italiana, Le Monnier, al lemma "fantozziano".
  12. ^ Da notare che nel primo episodio, precisamente la partita a biliardo con il megadirettore Catellami, Filini, chiamato a segnare i punti, si presenta quale ragionier Renzo. Nei film successivi si presenterà invece come Silvio. Infine egli nei romanzi di Fantozzi sarà ribattezzato con il nome completo di Renzo Silvio Arturo Filini.
  13. ^ Intervista in occasione dell'uscita del DVD, su Corriere.it.
  14. ^ I 90 anni della «Corazzata Potëmkin» Villaggio: solo noia, non cambio idea, in Corriere della Sera. URL consultato il 19 giugno 2017.
  15. ^ La Corazzata Potemkin pronta a zittire Ugo Fantozzi. URL consultato il 19 giugno 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Saggi sul personaggio di Fantozzi[modifica | modifica wikitesto]

  • Claudio Giunta, Diventare Fantozzi, in Una sterminata domenica. Saggi sul paese che amo, Il Mulino, 2013.
  • David De Filippi, Fantozzi aveva ragione, Aliberti Castelvecchi, 2010.
  • Alberto Pallotta, Mostruosamente... Fantozzi, un mondo a parte, 2006.
  • Fabrizio Buratto, Fantozzi. Una maschera italiana, Lindau, 2003.
  • Alvaro Rissa (alias Walter Lapini), La Fantozziade, in Antologia della letteratura greca e latina, Il Melangolo, Genova 2015, pp. 3-39.

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