Marrakech Express

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Marrakech Express
Marrakech express.png
Ponchia, Paolino, Cedro e Marco nel deserto
Paese di produzione Italia
Anno 1989
Durata 107 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia, avventura
Regia Gabriele Salvatores
Soggetto Umberto Contarello, Carlo Mazzacurati, Enzo Monteleone
Sceneggiatura Umberto Contarello, Carlo Mazzacurati, Enzo Monteleone
Produttore Gianni Minervini
Fotografia Italo Petriccione
Montaggio Nino Baragli
Musiche Roberto Ciotti
Scenografia Gabriele Serra
Interpreti e personaggi

Marrakech Express è il terzo film diretto da Gabriele Salvatores. La sceneggiatura è giunta finalista al Premio Solinas 1987.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Milano, fine anni ottanta: Marco, un giovane ingegnere, riceve la visita di Teresa, una sconosciuta che si presenta come la fidanzata di Rudy, un suo compagno di università che non vede da tempo, e che gli chiede in prestito 30 milioni di lire. È l'unico modo per salvare dalla galera Rudy, che rischia 20 anni di reclusione per detenzione di hashish a Marrakech, in Marocco. I soldi servono per corrompere un giudice, ma Marco, che non dispone di quella somma, decide di radunare i vecchi amici della comitiva dell'università: Maurizio Ponchia, Paolino e Cedro. Nonostante i molti dubbi e le perplessità, gli amici alla fine decidono tutti di partire alla volta del Marocco con la somma necessaria a salvare Rudy. Comincia così l'avventuroso viaggio alla volta di Marrakech, a bordo della fuoristrada Mercedes messa a disposizione da Ponchia, il quale lavora in una rivendita di auto usate. Fra molti imprevisti e rocambolesche disavventure, il gruppo riesce a giungere a destinazione, ma i quattro scoprono che i soldi non servivano per il rilascio dell'amico dal carcere (la storia dell'arresto per droga era inventata), bensì per comprare una trivella che sarebbe servita a trovare acqua in un'oasi del deserto, dove poi si sarebbero coltivate delle piantagioni di arance.

Tuttavia il lungo viaggio, l'esperienza vissuta, la riunione dopo molti anni dell'antico gruppo di amici, non passeranno senza conseguenze sui protagonisti e sui loro rapporti. Paolino e Cedro, che da anni non si rivolgevano parola per questioni di gelosia (Paolino ha sposato la ex di Cedro), ritroveranno l'amicizia; Ponchia, commerciante di auto proiettato solo sul suo arrivismo affaristico, all'inizio della vicenda ostenta un forte individualismo e sembra il più scettico e caustico nei confronti degli altri amici e dell'impresa progettata, ma si ritroverà alla fine a essere il più attaccato al gruppo e il più entusiasta della ritrovata amicizia; viceversa Marco, l'entusiastico organizzatore del viaggio, che all'inizio addirittura fatica per convincere gli altri a seguirlo, si riscopre invece il più deluso dalla sorpresa finale, rendendosi conto che dopo tanti anni tutti loro sono ormai irrimediabilmente cambiati, e che non sarà più possibile rivivere la stessa amicizia degli anni giovanili.

Commento[modifica | modifica wikitesto]

Insieme a Mediterraneo, Turné e Puerto Escondido, forma la cosiddetta "tetralogia della fuga" di Salvatores, film nei quali domina il tema della fuga da una realtà che non si comprende o non si vuole accettare e della quale è inutile un proprio tentativo di cambiamento, oltre ai temi ricorrenti della nostalgia del gruppo e del viaggio, inteso come privo di una predefinita destinazione.

Basato su un'ottima sceneggiatura (finalista del Premio Solinas) di Carlo Mazzacurati, Umberto Contarello ed Enzo Monteleone, il successo di Marrakech Express si deve anche al fatto che vi si è riconosciuta una intera generazione: il film infatti, al di là dei toni di una commedia ironica e a tratti scanzonata, resta una emblematica fotografia del crinale sul quale si è trovata la generazione dei trenta-quarantenni di allora, che sembrano interrogarsi sul percorso della loro vita, in bilico fra le spinte alternative di pochi anni prima e una esistenza ormai scivolata nei canoni consumistico-borghesi degli anni ottanta e novanta, fra un'idea individualista dei rapporti umani e la nostalgia per un'amicizia cameratesca che in qualche modo viene ritrovata.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora è basata su brani del chitarrista blues italiano Roberto Ciotti. I brani scelti, come No More Blue (tema principale del film), sottolineano l'atmosfera "on the road" della vicenda. Nel film inoltre sono state inserite vecchie canzoni italiane, come La leva calcistica della classe '68 di Francesco De Gregori, o L'anno che verrà di Lucio Dalla, funzionali per evocare l'epoca in cui i protagonisti vivevano la loro amicizia giovanile.

Riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Il film ha molti elementi in comune con Il grande freddo (The Big Chill, 1983), come ad esempio la riunione degli amici dopo molto tempo, Chloe, la fidanzata dell'amico che non c'è (con la quale Michael tenta ogni approccio, proprio come fa Maurizio-Diego Abatantuono), anche un "proto-accenno" alla famosa partita sulla spiaggia (quando tutti giocano a football americano e fra loro c'è anche Chloe).
« Giacomo: Ce la giochiamo a pallone: Italia-Marocco, si arriva ai 10.
Giovanni: Ma sei scemo?
Giacomo: Ma scusa, non l'hai visto Marrakech Express? »

La differenza sta nel fatto che nella scena originaria i protagonisti vincono, nell'imitazione vengono battuti 10-3.

  • In una scena uno dei protagonisti (più precisamente Cedro) afferma di essersi ritirato in solitudine su una montagna, per scrivere della sua vita, dopo aver letto Angeli di desolazione di Kerouac; ma, da parte sua, con scarsi risultati.
  • Alcuni elementi caratterizzanti lo schema del film si ritrovano anche in Fandango (1985), di Kevin Reynolds, con Kevin Costner. Il viaggio: insieme verso un obiettivo comune, verso una meta sì geografica, ma soprattutto simbolica, di purificazione, di rafforzamento di un'amicizia: amicizia nata sui banchi di studio, e adesso minata, in entrambi i film, da un amore condiviso e malvolentieri sopito. Incomprensioni antiche, risolte strada facendo. Il deserto, l'avventura, la disavventura, il traguardo. Il pretesto surreale diventa plausibile e magico. Due film molto diversi tra loro, che però val la pena mettere a confronto.
  • Mentre si trovano nel deserto di Almeria, in Spagna, durante una sosta forzata alla ricerca di benzina per l'auto rimasta a secco, i protagonisti si ritrovano fra le scenografie del villaggio fittizio utilizzato da Sergio Leone per girare alcuni suoi film western.

Location[modifica | modifica wikitesto]

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