Kamikazen - Ultima notte a Milano
| Kamikazen - Ultima notte a Milano | |
|---|---|
| Lingua originale | italiano |
| Paese di produzione | Italia |
| Anno | 1987 |
| Durata | 98 min |
| Genere | commedia |
| Regia | Gabriele Salvatores |
| Soggetto | dal dramma teatrale Comedians di Trevor Griffiths[1] |
| Sceneggiatura | Gabriele Salvatores, Enzo Monteleone |
| Produttore | Maurizio Totti, Sandro Parenzo |
| Casa di produzione | Colorado Film Production |
| Fotografia | Fernando Ciangola |
| Montaggio | Sergio Montanari |
| Musiche | Fred Bongusto |
| Costumi | Daniela Verdenelli |
| Interpreti e personaggi | |
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Kamikazen - Ultima notte a Milano è un film del 1987 diretto da Gabriele Salvatores.
Si tratta d'una libera trasposizione del dramma Comedians dell'inglese Trevor Griffiths, già portato in scena dallo stesso Salvatores - coadiuvato dal duo Gino e Michele per quanto ne riguardano traduzione ed adattamento - in uno spettacolo del Teatro dell'Elfo nel 1985.
Trama
[modifica | modifica wikitesto]Milano, 22 luglio 1987. Sei comici dilettanti e disperati vengono chiamati dal loro agente ludopatico per una serata: dovendo infatti ripagare un'ingente somma spesa a debito per una puntata alle corse dei cavalli (non andata a buon fine), il manager Corallo convince i suoi assistiti a sborsare una quota di 100.000 lire a testa per esibirsi al Bounty Club, uno squallido e malfamato locale di spogliarelli della città, dietro la falsa premessa che sarà presente tra il pubblico un responsabile di Drive in, celeberrimo varietà televisivo dell'epoca, in cerca di nuovi talenti da lanciare nel programma; i sei avranno dunque 24 ore per preparare i propri numeri. Una volta gabbati i sei comici, Corallo s'accorda poi Colombo, titolare del locale, per farsi pagare la medesima cifra per ognuno dei suoi protetti, i quali in realtà non sarebbero altro che riempitivi dei numeri delle ballerine.
Da qui in poi viene dunque rappresentata la giornata, prima della fatidica sera al Bounty, d'ognuno dei sei comici: Vincenzo Amato, che si divide tra una moglie napoletana grassa e depressa ed un'amante, frequentata perlopiù in fugaci incontri amorosi tra le cassette di frutta del mercato generale dove lavora, che lo preme affinché faccia qualcosa per sistemare la sua doppia vita ed ufficializzare il loro rapporto; il duo di Gino e Achille che, litigando praticamente su tutto e tutti, gestiscono una modesta trattoria fintanto che non avranno modo di sfondare e si fanno pian piano rabbonire da tal Santino, un fantomatico agente di spettacolo internazionale che, malgrado millanti rapporti di lavoro con Woody Allen ed altre figure hollywoodiane (tanto da esibirne a riprova un'agendina), cena spesso e volentieri a sbafo nel ristorante dei due; il napoletano Nicola Minichino il quale, d'alcuni anni ormai che langue in solitudine nel capoluogo lombardo nella speranza di sfondare nel mondo dello spettacolo, medita sul fatto di ritornare nella città natìa qualora non dovesse riuscire ed intreccia frattanto una certa intesa con la trascurata moglie di Vincenzo; Antonio Pesci gestisce una sala giochi e sogna la celebrità, volendo pure staccarsi dal giro di favori e dipendenze con una banda criminale con la quale è indebitato; ed infine Walter Zappa, un caustico e confusionario fattorino un po' punk, impiegato alla stazione Centrale, che passa il suo tempo tra la fidanzata Marta, che gli rinfaccia spesso la sua immaturità nella vita e nel lavoro, le chiacchiere e le gare sui muletti elettrici con i colleghi (specie col pseudomistico Davide, contro il quale perde sempre), la sala giochi di Pesci e l'amico ingenuo e romantico Bruno, col quale rischierà pure di guastare l'amicizia a causa d'una sua fugace tresca imbastita inconsapevolmente con una donna di cui l'amico è invaghito (e che per di più si scoprirà poi essere una prostituta che agisce sotto falsi nomi).
Arriva finalmente la serata al Bounty e, per puro caso, tra il pubblico del locale è presente davvero una responsabile di Drive In, Caterina De Lellis. Come previsto, ognuno dei comici si esibisce: soltanto Vincenzo e Pesci la spunteranno, i quali firmano un contratto con De Lellis, mentre gli altri si ritireranno con una delusione in più; Nicola e la moglie di Vincenzo, la quale ha ormai maturato il proposito d'interrompere il rapporto col marito (soprattutto alla luce della considerazione che Vincenzo ha veramente di lei, emersa nel numero incentrato sulla sua vita coniugale e l'aver persino conosciuto, senza essersi fatta riconoscere, l'amante del marito), si mettono insieme e decidono di partire per Napoli, Gino e Achille danno il benservito a Corallo, dopo avergli rinfacciato tutte le sue mancanze nei loro confronti, e si mettono quindi sotto la tutela di Santino (il quale, però, già fa intravedere un'incompetenza ancor maggiore di Corallo) ed infine Walter che, ricongiuntosi con Bruno dopo la contesa amorosa (comunque troncata senza patimenti), s'imbatte per la strada proprio col collega Davide, venuto per assistere al suo numero senza essere però riuscito ad entrare nel locale; i due, quasi d'istinto, improvvisano una gara a piedi, in cui stavolta è Walter a vincere, chiosando mentre supera il traguardo d'essere "il comico più veloce di Milano".
Produzione
[modifica | modifica wikitesto]Cast
[modifica | modifica wikitesto]Nel film vi sono diverse comparse di altri volti noti del cabaret milanese. Appaiono infatti Aldo Baglio e Giovanni Storti, all'epoca semplicemente un duo e in seguito componenti del famoso trio di Aldo, Giovanni e Giacomo (Aldo è uno dei clienti nella scena del ristorante di Bebo Storti, mentre Giovanni è il maresciallo dei Carabinieri che interroga in caserma Paolo Rossi e Laura Ferrari); Gino e Michele appaiono in due momenti separati del film, Michele Mozzati interpreta lo spettatore nel night che dà in prestito un orologio d'oro a Bebo Storti e Renato Sarti per il loro numero di magia, mentre Luigi Vignali è uno degli ascoltatori dell'aneddoto sgurz di David Riondino in Stazione Centrale. Il regista della pellicola Gabriele Salvatores interpreta l'improvvisato cliente di Isabella nel diurno della stazione. Diego Abatantuono compare nella scena iniziale all'ippodromo mentre Raul Cremona e Valerio Staffelli sono due dei mafiosi che offrono la loro "protezione" ad Antonio per la sua sala giochi. Bebo Storti è accreditato nei titoli d'apertura come Alberto Storti, suo vero nome all'anagrafe, mentre Aldo Baglio e Valerio Staffelli non compaiono negli accrediti. Il film fu una rampa di lancio per molti giovani attori che erano agli esordi e diventeranno volti noti negli anni a seguire: oltre a quelli già citati, Claudio Bisio, Silvio Orlando, Antonio Catania e Gigio Alberti.
Colonna sonora
[modifica | modifica wikitesto]Le musiche di Fred Bongusto sono state pubblicate su 33 giri della Dischi Ricordi (SMRL 6381) in una sola edizione e mai più ristampate.
Remake
[modifica | modifica wikitesto]Il film del 2021 Comedians, diretto dallo stesso Salvatores, è di fatto un parziale remake di questo film, essendo una nuova trasposizione del dramma di Trevor Griffiths.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Scheda su imdb, su imdb.com.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Kamikazen - Ultima notte a Milano, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- (EN) Kamikazen - Ultima notte a Milano, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Kamikazen - Ultima notte a Milano, su AllMovie, All Media Network.
- (EN) Kamikazen - Ultima notte a Milano, su Box Office Mojo, IMDb.com.
