Il toro

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando Il toro, album di Ivano Fossati del 1994, vedi Il toro (colonna sonora).
Il toro
Paese di produzioneItalia, Ungheria
Anno1994
Durata105 min
Generedrammatico, avventura
RegiaCarlo Mazzacurati
SoggettoUmberto Contarello, Carlo Mazzacurati, Sandro Petraglia, Stefano Rulli
SceneggiaturaUmberto Contarello, Carlo Mazzacurati, Sandro Petraglia, Stefano Rulli
ProduttoreMario e Vittorio Cecchi Gori
FotografiaAlessandro Pesci
MontaggioMirco Garrone
MusicheIvano Fossati
ScenografiaLeonardo Scarpa
CostumiLina Nerli Taviani
Interpreti e personaggi

Il toro è un film di Carlo Mazzacurati del 1994 presentato al Festival di Venezia 1994.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Franco è un dipendente di un'azienda agricola regionale dove si allevano bovini, da tempo in crisi e che sta licenziando parte del personale. Anche lui riceve la lettera di licenziamento. A causa di uno scarica-barile tra l'azienda e un suo vecchio datore di lavoro non riesce a ottenere gran parte della liquidazione che gli spetta e nessuno vuole dargli informazioni.

Esasperato e indebitato (è separato e con una figlia piccola a cui deve comprare un costoso apparecchio per i denti) una notte entra di nascosto negli uffici dell'azienda per consultare la sua documentazione e sapere chi lo deve pagare. Sentendo dei rumori, cerca di nascondersi e si imbatte in Corinto, un toro da monta capace di produrre ogni anno sperma per oltre un miliardo di lire.

Così Franco decide di rubare il toro per autorisarcirsi del danno subito, con l'intenzione di portarlo in Ungheria da un suo conoscente, Szandor, che gestisce tramite una cooperativa il più grande allevamento d'Europa. Chiede aiuto al suo migliore amico, Loris, che inizialmente scettico, accetta poi di aiutarlo accompagnandolo con il suo vecchio camion telonato.

Fin dall'inizio il viaggio non si presenta facile; alla frontiera contano sull'aiuto di un loro amico in comune, Emilio che però proprio quella sera non è al lavoro. Così approfittano di un allevatore serbo che, costretto dalla mancanza di documentazione a tornare indietro con il suo carico di bestiame, accetta di caricare il toro su uno dei suoi vagoni e portarlo in una sperduta stazione della Ex-Jugoslavia.

Qui scoprono che il toro è stato venduto al capostazione che ha intenzione di macellarlo per dare da mangiare alle centinaia di profughi di guerra che da mesi stazionano in un treno fermo alla stazione. Così i due, approfittando di una lite tra profughi che distrae il capostazione, rubano il toro e scappano verso il confine Ungherese.

A un certo punto il vecchio camion si ferma a causa di un problema all'albero di trasmissione e sono costretti a passare la notte ospiti di una famiglia di contadini formata da un anziano, sua nuora e il nipotino. Il marito di lei sta combattendo in guerra.

Arrivati alla frontiera ungherese vengono fermati a causa della mancanza del certificato sanitario e fanno la conoscenza di un commerciante Italiano, Renzo Tantini che ha un'azienda di import-export situata sul Lago Balaton. Grazie all'aiuto di un giovanotto locale riescono a bypassare la frontiera e a raggiungere l'allevamento del loro amico Szandor, che però non è più a capo della cooperativa, che a causa del crollo del Comunismo e dell'apertura delle frontiere è stata acquistata da un ricco imprenditore Inglese, Mr. Ross. Quest'ultimo sembra molto interessato all'acquisto del toro, ma a un passo dall'affare viene a sapere che il toro è stato rubato e quindi rinuncia.

Franco e Loris decidono di tentare l'ultima carta, quella di contattare Tantini e sperare che abbia sufficienti contatti per piazzare il toro. Così i due lo vanno a cercare in piena notte e lo rintracciandolo in un night club del Lago Balaton in compagnia di escort e di due loschi individui a cui propone l'affare, ma viene solo sbeffeggiato e deriso al punto di sfiorare una violenta rissa.

Quindi i due si ritrovano a vagare senza meta per l'Ungheria, con l'oramai ingombrante toro di cui non sanno che fare, senza conoscere nessuno a cui piazzarlo. Anche il solido rapporto di amicizia tra i due sembra traballare a causa delle sempre maggiori difficoltà.

La situazione sembra precipitare quando Corinto comincia a stare male a causa di un'infezione a una zampa; Franco, esasperato, vorrebbe addirittura abbandonarlo in mezzo alla strada; si separa dall'amico e se ne va a piedi. Arrivati nella Pianura ungherese Franco viene raggiunto da un uomo su un ciclomotore che lo accompagna presso un allevamento dove Loris ha portato il toro. Corinto viene curato e i due pensano di lasciarlo a loro e di tornare a casa, ma Corinto è un toro troppo famoso nell'ambiente e gli allevatori lo riconoscono. A questo punto Franco e Loris temono che vogliano chiamare la polizia e denunciarli, invece propongono di comprare il toro in cambio di 300 vitelli riuscendo finalmente a piazzare il toro in cambio di un enorme valore rappresentato dai futuri profitti degli animali.

Franco e Loris ritrovano la loro vecchia amicizia e dopo aver caricato i vitelli su un treno tornano in Italia per cominciare una nuova vita.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film, per le riprese in Italia, è stato girato per la maggior parte a Belluno, a Capranica e nei Cinecittà Studios di Roma per gli effetti speciali. Per quanto riguarda l'estero la scena della stazione ferroviaria dell'ex Jugoslavia è stata girata Klanjec, nell'attuale Croazia; in Ungheria, dove la produzione si è soffermata per alcuni mesi, sono state girate scene al confine tra la Serbia e l'Ungheria, sul Lago Balaton, nella cittadina balneare di Siófok in riva all'omonimo lago magiaro e nella pianura ungherese.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Per la colonna sonora il regista Carlo Mazzacurati si è affidato al cantante Ivano Fossati, il quale ha inciso per l'occasione un Album chiamato proprio come il nome del film.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

  • Il film parte da un'idea forte, originale, carica di potenziale metaforico (...) ma il racconto si rivela poi debole e sfrangiato. Commento del dizionario Morandini che assegna al film due stelle e mezzo su cinque di giudizio.[1]
  • Mazzacurati conferma i buoni risultati di Un'altra vita con questa commedia dolce-amara. Commento del dizionario Farinotti che assegna al film tre stelle su cinque di giudizio[2]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Commento de Il Morandini su Mymovies.it
  2. ^ Pino Farinotti, Il Farinotti 2009, Newton Compton Editori 2008 - pag 2021

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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