Adriano Celentano
| Adriano Celentano | |
|---|---|
| Nazionalità | |
| Genere | Rock and roll[1] Pop rock |
| Periodo di attività musicale | 1956 – in attività |
| Etichetta | Music, Jolly, Clan Celentano |
| Album pubblicati | 73 |
| Studio | 39 |
| Live | 2 |
| Raccolte | 216 |
| Sito ufficiale | |
Adriano Celentano (Milano, 6 gennaio 1938) è un cantante, showman, attore, regista, sceneggiatore, compositore, conduttore televisivo, umorista, comico, produttore discografico italiano.
Soprannominato il Molleggiato per il suo peculiare stile di ballo giovanile,[2] è considerato uno dei maggiori esponenti della musica leggera italiana.[3][4]
Attivo nello spettacolo dal 1956, ha spesso collaborato alla composizione dei propri brani, lasciando talvolta che altri ne firmassero la proprietà intellettuale.[5] Tra i suoi successi più noti figurano 24mila baci, Prisencolinensinainciusol e Il ragazzo della via Gluck, quest'ultima celebre per la sua denuncia socio-ambientalista.[6] Altri album di grande successo includono Io non so parlar d'amore, Esco di rado e parlo ancora meno e Mina Celentano.
In Italia, dal 1960 al 2025, ha pubblicato 73 album tra studio, live e raccolte, raggiungendo la vetta delle classifiche italiane in sei decenni consecutivi con dieci differenti album. Ha partecipato cinque volte al Festival di Sanremo, vincendolo nel 1970 con Chi non lavora non fa l'amore insieme a Claudia Mori.[7]
Celentano ha riscosso successo anche all'estero, in paesi quali Francia, Unione Sovietica, Germania Occidentale, Stati Uniti, Cina, Sud America, Grecia e Austria.[8]
Attivo anche nel cinema con 43 film interpretati e quattro diretti, e in televisione, ha condotto programmi e spettacoli di successo alla Rai, tra cui Fantastico, gli one-man show Francamente me ne infischio, 125 milioni di caz..te e Rockpolitik, spesso accompagnati da critiche e polemiche.[9][10]
È riconosciuto come uno dei primi artisti italiani ad aver introdotto il rock and roll statunitense nel panorama musicale nazionale e a riflettere nei propri lavori i mutamenti dei costumi e della società.[11][12]
Biografia
Gioventù

Adriano Celentano trascorre l'infanzia e l'adolescenza nel quartiere milanese Greco, in via Cristoforo Gluck 14.[13] I genitori, Leontino Celentano (1890-1951) e Giuditta Giuva (1896-1973), sono originari di Foggia e si trasferiscono dapprima in Piemonte e successivamente in Lombardia alla ricerca di migliori condizioni di lavoro.[14]
È il quinto di una famiglia numerosa: è fratello minore di Rosa (1917–2003, madre di Gino Santercole), di Alessandro (1920–2009, padre di Alessandra Celentano) e di Maria (1923–2012). Il nome Adriano gli viene dato in memoria della quarta sorella, Adriana, morta di leucemia all'età di nove anni.[15]
Dopo aver completato la scuola elementare, abbandona precocemente gli studi e svolge diversi lavori manuali, apprendendo infine il mestiere di orologiaio presso un negozio della città.[16][17] La passione per l'orologeria rimane viva anche in età adulta, come praticata attività nel tempo libero.[18]
L'interesse per la musica è presente fin dall'infanzia: alcuni zii, nelle sere d'estate, suonano il mandolino sui marciapiedi di via Gluck. All'età di quindici anni Adriano inizia a suonare la chitarra, avvicinandosi progressivamente alla musica che segnerà l'avvio della sua carriera artistica.[19]
Gli anni Cinquanta
Gli esordi

Da adolescente comincia a interessarsi alla musica, in particolare al rock and roll, che scopre quando nel 1955 un amico, Nanni Introini (che ha conosciuto tramite Miki Del Prete, a sua volta conosciuto al Santa Tecla) gli regala un 45 giri che il padre gli ha portato dagli Stati Uniti con il brano Rock Around the Clock di Bill Haley[20], che spinge Celentano a decidere di voler diventare un cantante di rock'n'roll. Con quattro suoi amici forma un gruppo, i Rock Boys, composto dai tre fratelli Ratti, Franco alla chitarra, Marco[21] al basso, Giancarlo[22] alla batteria, e da Ico Cerutti (torinese trasferitosi da poco a Milano con la famiglia) alla seconda chitarra. Con questa formazione, dopo aver preparato alcuni brani di rock and roll americano, a cui Celentano, non sapendo l'inglese, cambia le parole,[23] il gruppo esordisce nel 1956 all' Àncora, locale di Milano e poco tempo dopo inizia a esibirsi nel noto club Santa Tecla, nonché in altri teatri dell'hinterland milanese. In un'intervista del 1959 Celentano ricorderà di aver cominciato la propria carriera di cantante imitando i rocker americani: "Allora il rock'n'roll era una novità e se qualcuno lo cantava aveva successo anche se lo cantava male. Io imitavo Bill Haley per scherzare con gli amici, in una sala da ballo in viale Zara. Avevo l'impostazione, ma per il resto ero tutto squadrato. Ma intanto la voce si spargeva, che io cantavo il rock'n'roll…".[24]
Alla fine del 1956 il gruppo conosce al Teatro Smeraldo di Milano un complesso di rock'n'roll proveniente da Roma, formato dei tre giovani fratelli Ciacci. Il cui frontman è il secondogenito Antonio Ciacci, futuro Little Tony,[25] mentre Alberto è il bassista e il più giovane Enrico il virtuoso chitarrista. A distanza di poco più di quattro anni Celentano ritroverà Antonio, divenuto nel frattempo Little Tony, e con lui dividerà il secondo posto al Festival di Sanremo del 1961 con il brano 24 mila baci.[26] Intanto si aggiunge ai Rock Boys il pianista Enzo Jannacci, proveniente dai Rocky Mountains (backing band di Tony Dallara), presentato a Celentano dal sassofonista Pino Sacchetti. In questi suoi primi spettacoli, Celentano intervalla le sue canzoni con spezzoni di cabaret (imitando Jerry Lewis spalleggiato dall'amico Tony Renis nei panni di Dean Martin[27][28]); spesso, poi, si mette a ballare ancheggiando con un fisico snodatissimo. In una delle sue serate conosce anche Alberto Longoni, ballerino professionista, meglio noto con i nomi d'arte di Jack La Cayenne e Torquato il Molleggiato.

Nel 1957 il ballerino campione del mondo Bruno Dossena organizza a Milano il "Primo Festival del Rock and Roll e Danze Jazz", evento destinato a proseguire negli anni successivi a Genova (1958), San Severino Marche (1959), Ancona (1960), Roma (1961), Verona (1962), Bologna (1963) e infine a Firenze (1964). La prima edizione si tiene il 18 maggio 1957 al Palazzo del Ghiaccio di Milano e vi prendono parte, oltre a Celentano accompagnato dai Rock Boys, gruppi come il Duo Corsaro,[29] la Swing Parade e la Original Lambro Jazz Band (all'epoca notissima all'Arethusa e in altri noti locali milanesi).[30][31][32][33] Il Festival è altresì affiancato dal "Trofeo Oransoda", una competizione per coppie di ballerini dilettanti di rock and roll supportati dai tre suddetti complessi di musicisti: tra questi ultimi l'unico guidato da un cantante è quello appunto di Celentano, invitato dallo stesso Dossena che lo ha ascoltato al Santa Tecla e lo ritiene l'unico vero interprete rock dell'ambiente milanese.[31][32][34]

Poco prima dell'inizio della manifestazione Jack La Cayenne alias Torquato il Molleggiato esce dal Palazzo del Ghiaccio per una pausa-caffè, ma è impossibilitato a rientrarvi poiché nel frattempo la polizia ne blocca gli ingressi a causa della folla incontenibile; Celentano, che canta dei brani in un personalissimo inglese e balla in modo simile a quello di La Cayenne, diviene così per tutti quanti Il Molleggiato: perciò La Cayenne stesso decide di non adoperare più quello pseudonimo.[32][35] Il successo è tale che il giorno seguente i quotidiani esprimono entusiastici commenti sia per il giovane Celentano sia per il gruppo acrobatico Dossena's Rock Ballett. L'articolo di giornale intitolato "Palazzo del Ghiaccio devastato dal nuovo divo del rock'n'roll" apparso su La Notte del 19 maggio 1957 riferisce dei tafferugli avvenuti al Festival, motivo del ritardo di due ore per l'inizio della manifestazione, mentre al contrario sul Corriere della Sera Giorgio Bocca scrive parole dure contro la nuova moda giovanile importata dagli USA.[31][32][33][34]
A seguito di quella esibizione hanno origine alcune leggende metropolitane, tra le quali:
- tra i Rock Boys c'era anche al sax Luigi Tenco, il quale però all'epoca viveva ancora a Genova,[31][32] dove suonava nel Modern Jazz Group di Mario De Sanctis[36] e soltanto nel 1958 si sarebbe trasferito a Milano, dove avrebbe conosciuto Giorgio Gaber e formato il gruppo de I Cavalieri;
- anche Giorgio Gaber si era esibito suonando nel gruppo di Celentano; in realtà Gaber in quel periodo era chitarrista per Ghigo Agosti e solo in seguito sarebbe entrato a far parte dei Rock Boys;[31][32][37]
- Celentano si era aggiudicato il Festival del 1957: al contrario, la manifestazione costituiva solo un'esibizione di coppie/gruppi di ballerini professionisti (come la squadra nazionale francese di be-bop, i Colombet detti anche "I Re del Cha Cha Cha" e il citato Dossena's Rock Ballett) e conferiva un trofeo solo per le coppie di danzatori dilettanti, mentre - come detto - le orchestre erano giusto ospiti di supporto. Al proposito, va aggiunto che i trofei offerti ai dilettanti dalla nota bevanda Oransoda sono purtroppo andati perduti nel trambusto generale, poiché, proprio come capitato a La Cayenne, gran parte della giuria era rimasta chiusa fuori dal palazzetto a causa dell'intervento della polizia.[32][33]
Poco dopo il Festival, Ico Cerutti[31][32] abbandona i Rock Boys per dedicarsi al jazz (entra infatti nell'orchestra di Franco Cerri con Renato Sellani, e ritornerà in contatto con Celentano anni dopo, quando si dedicherà alla carriera di cantante solista), lasciando il posto a Gino Santercole. Medesima decisone viene presa anche da Giancarlo Ratti, anche lui passato al jazz, mentre suo fratello Franco (il chitarrista) si ritira dall'attività musicale; i due saranno quindi sostituiti dal batterista Flavio Carraresi (fiorentino, anche lui di formazione jazz) e da Gaber, presentato ai Rock Boys dall'amico Jannacci.
I primi 45 giri e la nascita de I Ribelli
Sempre nel 1957 il già citato Miki Del Prete (figlio di Mario Del Prete, calciatore del Bari) si trasferisce dalle originarie Puglie in Lombardia quando il padre viene ceduto al Como; amico di Dossena e ballerino di rock'n'roll, organizza due settimane di ingaggio per Celentano nell'estate di quell'anno: una al Morgana di Sanremo e una al Muretto di Alassio, dove Adriano e i Rock Boys cantano accettando come compenso due settimane di villeggiatura. Del Prete diventa cosi non solo amico del cantante, ma anche un suo prezioso collaboratore e autore di diverse sue canzoni. E proprio grazie a Del Prete, arriva in quell'anno la prima apparizione televisiva di Celentano: Miki, infatti, ha iscritto se stesso e la sua partner Mary come ballerini alla trasmissione televisiva Voci e volti della fortuna condotto da Enzo Tortora e Silvio Noto, e altrettanto ha fatto con Celentano e i Rock Boys come cantanti, cosicché tutti quanti vengono convocati per la puntata dell' 8 ottobre, dove per l'occasione il gruppo di Adriano cambia il nome in Complesso Grattacielo[38].

Del Prete inoltre è amico di Elio Borroni, che lavora all' ufficio stampa della casa discografica Music (di proprietà di Walter Guertler) e grazie a Borroni nel maggio 1958 riesce a procurare ad Adriano un provino in presenza del maestro Ezio Leoni, che viene brillantemente superato dal Molleggiato [39]; il provino si tiene alle Officine Zanibelli - lo studio di registrazione della Music - in corso Lodi a Milano e Celentano presenta in inglese quattro brani rock'n'roll americani: Rip it up, Jailhouse rock, Tutti Frutti e Blueberry hill, incise in quella occasione e pubblicate in seguito su due 45 giri, Rip It Up/Jailhouse Rock e Blueberry Hill/Tutti frutti, e in un EP[40]. Rip it up/Jailhouse Rock vende circa millecinquecento copie sull'onda del successo al Festival dell'anno prima, ma i brani seguenti, ripresi da successi di Elvis Presley, non vanno molto bene. Gurtler allora, temendo di aver mal riposto le proprie speranze, decide di dirottare il cantante alla Jolly, sua nuova etichetta[41], e di consentirgli di incidere anche brani in italiano, i primi dei quali - Buonasera signorina[42] e La febbre dell' hoola hop - vengono inseriti come lati B di brani ancora in inglese. Con la collaborazione del suddetto Ezio Leoni - arrangiatore, direttore artistico e responsabile del repertorio della Jolly - Celentano riscuote i suoi primi successi, in particolare con I love you baby, segnalato come il più venduto della Jolly dai rappresentanti di quest'ultima alla rivista Musica e Dischi nel novembre 1958[43]. Nel gennaio del 1959 viene pubblicata Ciao ti dirò,[44] la canzone con cui Celentano ha partecipato due anni prima al Festival del Rock'n'Roll italiano; il disco che però riscuote maggior successo tra queste sue prime incisioni è Il ribelle, in assoluto il primo brano scritto da Celentano (per la musica, in collaborazione con Leoni).
Il successo de Il ribelle sarà, però, principalmente dovuto nell'autunno 1959 all'effetto-traino dell'immediatamente successivo 45 giri di Adriano, vale a dire l'epocale Il tuo bacio è come un rock[45] (su testo del duo Piero Vivarelli-Lucio Fulci e musica di Celentano[46] ed Ezio Leoni, curatore anche dell'arrangiamento). Con questo brano il 13 luglio 1959 Celentano vince anche il Festival Adriatico della Canzone di Ancona, che si svolge all'aperto nell'arena della Fiera Internazionale della Pesca.[47]
Umberto Simonetta racconta così quella sera d'estate del 1959:[48] «È in pieno svolgimento una delle tante kermesse canore di questo invidiabile paese. Walter Guertler, che ha convinto il recalcitrante Adriano a partecipare, attende tremulo tra le quinte, ma già pregusta l'esplosione. La TV trasmette lo spettacolo in ripresa diretta. Adriano, arrivato in città con la sua Alfa Romeo Giulietta Sprint carica di amici, è calmissimo. Alle 22 e 50 precise oltre dieci milioni di telespettatori vengono colti dal più irrefrenabile degli entusiasmi per lo scatenato giovanotto che prende a chitarrate “Il tuo bacio è come un rock”. Adriano stravince il festival e ottiene anche il secondo posto. Più tardi, con l'amabile sfrontatezza del trionfatore, dirà che, se avesse potuto cantare tre canzoni anziché due, avrebbe ottenuto anche il terzo. (…) In una settimana “Il tuo bacio è come un rock” tocca le trecentomila copie. Da caso milanese, il giovanotto diventa caso nazionale, il suo volto di mansueto gorilla è entrato di prepotenza nei bar e nei tinelli di tutta la penisola, il suo cognome è già familiare. Da quel fatidico tredici luglio Adriano comincia a ricevere cinquecento lettere al giorno, che poi aumenteranno. Alla fine del 1959, Federico Fellini lo chiama perché interpreti se stesso ne "La dolce vita"».
All'esibizione di Adriano del 1959 ad Ancona è presente anche Pippo Baudo, il quale una sessantina d'anni più tardi ricorderà:[49]
A sua volta, Mario Luzzatto Fegiz annota sul Corriere della Sera che Il tuo bacio è come un rock rappresenta "la scossa, il brivido, l'esplosione. Sono sessanta travolgenti secondi in stile fumetto con parole come knock out, shock, swing, ring".[24][45] A quanto pare, la canzone ai suoi esordi trova anche un ostacolo: l'iniziale esclusione dalle selezioni del Festival anconetano da parte del maestro Gianni Ferrio, che la giudica una "canzone squadrata": stando al "Dizionario della Canzone Italiana",[24][50] la spiegazione di tale giudizio starebbe nel fatto che l'autore del testo, Piero Vivarelli, avrebbe adattato la metrica di un brano inizialmente intitolato Torna a Capri mon amour in modo da consentire a Celentano di farne un'interpretazione ricca di suoi movimenti "molleggiati".[24] In realtà il dato di fatto dice che non solo il brano vince quel Festival, ma vende ben 300 000 copie nella sua prima settimana sul mercato (come riportato da Musica e dischi di quell'anno) e nello spazio di breve tempo raggiunge la vetta delle classifiche settimanali italiane dei singoli, primo di una lunga serie del cantante, restandone poi nella top-ten fino a inizio di gennaio 1960[51].
Il lato B del suddetto disco, I ragazzi del juke-box, ricalca a sua volta il titolo di un film di quell'anno (un vero e proprio musicarello ante litteram), cui Celentano partecipa insieme a Fred Buscaglione, Batty Curtis, Tony Dallara, e i cui soggetto/sceneggiatura sono degli stessi autori del testo di quella canzone, e cioè Piero Vivarelli, Vittorio Vighi e Lucio Fulci, che è anche il regista del film stesso. Si tratta della seconda pellicola che vede Adriano nei panni di cantante, dopo il suo esordio ne I frenetici del 1956, dove ha interpretato la sigla dei titoli iniziali nella versione distribuita in Italia. Per questo brano nel gruppo di Adriano suona la chitarra ritmica per l'ultima volta Giorgio Gaber, il quale, sia per la sua attività da solista sia per quella in duo con Enzo Jannacci,[52] decide di abbandonare i Rock Boys, seguìto poi dal batterista Flavio Carraresi tanto quanto dai due fratelli Ratti.
Sempre nel 1959 si ha la prima collaborazione tra Celentano e Mina, la quale incide il 45 giri Vorrei sapere perché, un rock'n'roll musicato per lei da Celentano e Leoni su testo di Piero Vivarelli e Lucio Fulci.

Nel settembre del 1959 a Salsomaggiore Terme nel Dancing La Guantara Adriano si esibisce facendosi accompagnare per la prima volta dal non ancora quattordicenne Gianni Dall'Aglio, sorprendente batterista del gruppo mantovano Original Quartet, presenza fissa di quel locale. Entusiasta, Adriano chiede al padre del ragazzino il permesso perché faccia parte di un nuovo complesso che intende creare a breve. È così che il giovanissimo Gianni, lo stesso Adriano e il chitarrista Gino Santercole (nipote di Celentano) si incontrano al Santa Tecla per provare il repertorio del Molleggiato. Il trio si esibisce quindi in alcune serate di quel mese, tra le quali una a Foggia (raggiunta in treno con gli strumenti dentro la cuccetta), una verso metà mese a Milano al Parco Ravizza Festival del quotidiano "L' Avanti" in cui Celentano propone il suo nuovo singolo Teddy girl (su musica di Ezio Leoni e testo di Luciano Beretta, prezioso collaboratore di Adriano negli anni successivi) e infine un'altra il 22 settembre in provincia di Cremona, a Rivarolo del Re, dove un incidente automobilistico costringe il cantante a un forzato riposo di un mese.
Nel dicembre 1959, Adriano, accompagnato dai suoi ragazzi (il pianista Nando De Luca, Gino Santercole, Gianni Dall'Aglio e il bassista mantovano Livio Pasolini), inizia una tournée in tutta Italia. Tornato a Milano nei primi mesi del 1960, inserisce nel suo gruppo il sassofonista Pino Sacchetti e da quel momento il complesso prende il nome de I Ribelli. Più avanti il gruppo si amplierà ulteriormente finché nel 1961 sarà composto da Natale Massara al sassofono, Detto Mariano al pianoforte, Giannino Zinzone al basso elettrico oltre a Gianni Dall'Aglio batteria, Gino Santercole chitarra elettrica; a inizio 1962, subito dopo la nascita dell'etichetta Clan, a costoro si aggiungerà il genovese Giorgio Benacchio, anch'egli alla chitarra elettrica.
Gli anni Sessanta
Altri successi e il servizio militare
Adriano inizia il nuovo decennio in modo decisamente lusinghiero: a febbraio 1960 compare, infatti, nell'epocale film di Federico Fellini La dolce vita (girato fra primavera ed estate 1959) nel ruolo di se stesso mentre interpreta una sua canzone in un locale romano.[53] Un mese più tardi, nel marzo 1960, dopo due anni di contratto Guertler decide di pubblicargli il primo 33 giri, Adriano Celentano con Giulio Libano e la sua orchestra, definito come "album in studio" ma in realtà una raccolta di brani già pubblicati su 45 giri e con due soli inediti, Personality e Il mondo gira, usciti contemporaneamente anche su singolo. Come facilmente prevedibile, l'album si rivela un successo e, primo fra i long-playing del Molleggiato, raggiunge la vetta delle corrispettive classifiche settimanali italiane nel luglio e nell'agosto di quell'anno.[54] Dello stesso periodo è anche un altro 45 giri dai buoni riscontri, questa volta inciso in coppia con la cantante Anita Traversi, contenente le canzoni Piccola e Ritorna lo shimmy. Sempre nel 1960 arriva il grande successo del singolo Impazzivo per te che, nonostante non superi il secondo posto come posizione massima nelle classifiche di vendita italiane (è infatti l'estate della famosa hit Scandalo al sole di Percy Faith, tratta dall'omonimo film), resta in top-ten per cinque mesi.[55]
A inizio gennaio 1961 viene pubblicato Furore, il secondo album di Celentano contienente due inediti stampati su 45 giri solo più tardi, quando l'artista abbandonerà la Jolly (si tratta di Serafino campanaro, noto anche per la successiva interpretazione di Mina, e Hei Stella, inciso anche da I Due Corsari). Poche settimane dopo l'uscita del nuovo LP, Adriano parte per il servizio militare: dopo aver effettuato il CAR a Casale Monferrato, viene mandato a Torino,[56] dove stringe amicizia con un commilitone, il giovane tastierista Detto Mariano, che coinvolgerà, una volta terminata la naja, nella sua attività musicale.

A febbraio del 1961 Celentano partecipa al Festival di Sanremo: è ancora militare e gli viene firmata una dispensa speciale dal ministro della difesa, Giulio Andreotti. Al Festival in coppia con Little Tony presenta 24 mila baci (scritta dal duo Vivarelli/Fulci su musica di Ezio Leoni e dello stesso Celentano); qui il Molleggiato, ancheggiando da par suo, scandalizza il pubblico in sala voltandogli le spalle e girandosi solo dopo il cambio di tempo dell'orchestra. La canzone, sulle ali di questa performance si piazza al secondo posto in finale dietro a Al di là della coppia Luciano Tajoli/Betty Curtis, ma balza quasi subito al primo posto nelle classifiche dei singoli e vi resta per più di un mese, oltrepassando in totale il mezzo milione di copie.[57]
Altro successo di quell'anno è Nata per me presentata in autunno a Canzonissima 1961, edizione in cui si classifica al secondo posto; con questo brano Celentano si allontana dal rock per accostarsi a un filone più melodico e il pubblico lo premia: la canzone, infatti, raggiunge la prima posizione in classifica per 14 settimane. Qualche mese prima, a maggio, gli è stato assegnato anche il premio La Stella d'Oro (insieme a Claudio Villa): un riconoscimento che purtroppo non ha potuto ritirare, perché proprio in quell'occasione, essendo ancora in servizio militare di leva, è rimasto consegnato in caserma per aver violato il regolamento con una precedente "libera uscita arbitraria".
L'attività cinematografica continua come regista con il film Super rapina a Milano[58] del 1964, in cui recitano anche molti membri del suo entourage, noto come il Clan; partecipa poi ad altre produzioni come attore, principalmente film musicali, nel 1969 recita come protagonista nel film Serafino di Pietro Germi; il film narra la storia di un ragazzo di campagna e dei suoi problemi con un'eredità e con l'ambientamento alla modernità, tematica sempre cara a Celentano fin dai suoi esordi come cantante; la critica non accoglie particolarmente bene il film, ma il pubblico premia la pellicola con un grande incasso, rendendolo uno dei maggiori successi italiani di quell'anno.
Il Clan Celentano
C'era una volta il "Clan" è il titolo di una canzone di Gaber del 1968, dove il cantautore descrive, in maniera ironica, la fine ingloriosa, tra avvocati e citazioni in tribunale, dell'esperienza del Clan, una delle idee di Celentano che, passando poi dalla fase progettuale alla messa in pratica, si sono rivelate difficili da realizzare. Il Clan Celentano nasceva dall'esigenza di liberarsi dalle imposizioni che la Jolly faceva al cantante, da un lato continuando a pubblicare 45 giri, a volte riciclando le stesse canzoni (nel 1962, ad esempio, stampano nuovamente 24000 baci con sul retro Il tuo bacio è come un rock) o impedendogli di usare i musicisti con cui suonava abitualmente dal vivo nei dischi; confrontandosi con Ricky Gianco (che vive problemi analoghi alla Ricordi) e con altri amici come Memo Dittongo, Beretta e Del Prete, decise di creare una propria etichetta discografica, che coinvolga i suoi amici musicisti e che scopra anche nuovi talenti, ispirandosi in una certa misura al Rat Pack di Frank Sinatra. Il 1º maggio 1962 viene pubblicata "Stai lontana da me" (musica di Bacharach, testo di Mogol), canzone con cui nasce ufficialmente il Clan Celentano, e con cui Celentano partecipa al Cantagiro; in questa manifestazione, pur in testa, si ritira a causa di un presunto incidente al piede e salta alcune tappe ma, nonostante ciò, vince ugualmente, e la vittoria contribuisce al successo del 45 giri (disco tris che contiene anche Sei rimasta sola e Amami baciami), che arriva prima in classifica per 12 settimane dal 16 giugno e vende un milione e trecentomila copie.[59]

Il Clan è molto più di una casa discografica: è una sorta di comune artistica in cui Celentano, che in quel periodo vende centinaia di migliaia di copie per ogni 45 giri, riunisce parenti (come il nipote Gino Santercole e la fidanzata dell'epoca Milena Cantù) e vecchi amici come Ricky Gianco, Miki Del Prete, Luciano Beretta, i Ribelli, Detto Mariano. Contemporaneamente si dedica alla ricerca di nuovi talenti: ricontatta il vecchio amico e compagno nei Rock Boys, Ico Cerutti, che incide alcuni 45 giri, chiama il suo amico conosciuto durante il servizio militare, Detto Mariano, come arrangiatore ufficiale, e mette sotto contratto giovani sconosciuti come Don Backy, Pilade, Natale Massara, Ugolino; spesso questi artisti vengono fatti incidere con pseudonimi.[60]
La Jolly non accetta però la decisione di Celentano e lo denuncia per inadempienze contrattuali chiedendogli un risarcimento di 495 milioni di lire, poiché il contratto sarebbe scaduto il 30 aprile del 1962, e continuando a pubblicare 45 giri con canzoni che l'artista aveva registrato ma che erano rimaste inedite, facendo così concorrenza alle pubblicazioni del Clan; ad esempio pochi giorni prima di Stai lontana da me venne pubblicato "Veleno" un 45 giri con etichetta Caramba (lo stesso nome che Celentano voleva dare alla sua casa discografica) seguito da Si è spento il Sole[61] che riscuote un buon successo arrivando in prima posizione, tra Pregherò e Il tangaccio, che arriva in prima posizione il 1º giugno 1963, la Jolly diffonde nei negozi A New Orleans e stampa e distribuisce un LP che raccoglieva alcuni 45 giri e qualche inedito.
La causa con la Jolly terminerà solo nel marzo del 1965, con la vittoria di Celentano che verrà quindi assolto dall'accusa e non dovrà pagare alcuna penale. L'esperienza del Clan dura però appena sei anni, uccisa dagli atteggiamenti dispotici del leader, da infiniti problemi contrattuali e anche dalle ambizioni di successo personale dei singoli artisti; in alcuni casi come Ricky Gianco o i Ribelli il distacco è indolore, mentre in altri si accompagna a vicende giudiziarie come il caso di Don Backy; dopo la separazione con Don Backy il Clan incomincerà a ridurre la sua attività di lancio di nuovi cantanti, fino a distribuire, nell'ultimo periodo, solamente le produzioni di Celentano e di Claudia Mori.
Da cantante a predicatore
Anche durante il periodo del Clan i successi continuano: nel 1962 vince il Cantagiro con "Stai lontana da me", seguita dall'incisione di Pregherò (versione italiana di Stand by Me di Ben E. King, ma stranamente firmata da Gianco e Don Backy) che arriva in prima posizione per cinque settimane: è il suo primo testo che affronta tematiche religiose, che presto diventeranno una consuetudine (nel giro di tre anni incide Ciao ragazzi e Chi era lui). Nello stesso anno, in ottobre, Celentano suona per una settimana intera all'Olympia di Parigi: si reca nella capitale francese con I Ribelli in treno, per la sua nota paura di volare (che nel 1964 gli farà rifiutare la proposta di un tour negli Stati Uniti fattagli da Frank Sinatra per lanciare un 45 giri con Il tangaccio e Sabato triste); torna nuovamente all'Olympia nel maggio dell'anno successivo. Il 1963 è l'anno di Grazie, prego, scusi e di Sabato triste che arriva prima per cinque settimane, il 1964 invece di Il problema più importante e il 1965 di Sono un simpatico, tutte canzoni diventate dei classici.

Nel 1966, a distanza di cinque anni, Celentano decide di tornare al Festival di Sanremo. La sua canzone, Il ragazzo della via Gluck, presentata in coppia con il Trio del Clan (composto da Pilade, Cerutti e Santercole), si classifica agli ultimi posti, non riuscendo a qualificarsi per la serata finale: avrà però un importante successo di vendite, diventando (insieme con Azzurro) una delle sue canzoni più note, anche per il testo di Del Prete e Beretta, che racconta molti particolari dell'infanzia e dell'adolescenza di Celentano, e affrontando per la prima volta il tema dell'ecologia e della speculazione edilizia, che da qui in avanti diventerà una delle tematiche ricorrenti del cantante. Celentano in realtà avrebbe dovuto partecipare al Festival con un'altra canzone, Nessuno mi può giudicare, di cui ha registrato anche il provino[62] ma, non convinto del risultato, ha quindi optato per Il ragazzo della via Gluck. A questa stessa canzone, qualche mese dopo, l'amico Gaber darà ad Adriano una "risposta" in un suo brano il cui protagonista cerca casa per andarvi ad abitare con la sua sposa e non la trova, perché grazie al nuovo piano verde il Comune della città stessa sta abbattendo tutte gli edifici per creare al loro posto dei prati (è questa appunto La risposta al ragazzo della via Gluck di Gaber).
Il ragazzo della via Gluck suscita anche l'interesse di Pier Paolo Pasolini che progetta di trarre un film dal racconto della canzone con Celentano protagonista, per sviluppare l'aspetto della contemporanea civiltà urbana che sta distruggendo la cultura contadina. Il regista e Celentano si incontrano spesso; il progetto però non andrà in porto. Mondo in mi 7ª, brano di pochi mesi più tardi, continua questo filone a metà tra protesta e predica: scagliandosi contro i cosiddetti "mali del secolo". Celentano ha qui l'idea di abbinare al testo di Mogol, Beretta e Del Prete una melodia basata su un solo accordo, appunto il mi 7ª. Nel frattempo entra nel Clan come autore un giovane avvocato astigiano, Paolo Conte, che esordisce nel 1966 con la canzone inserita come retro de Il ragazzo della via Gluck, intitolata Chi era Lui (il cui testo di Mogol e Del Prete parla di Gesù); Conte scriverà poi (in collaborazione con il maestro Michele Virano) le musiche dei due successi di Celentano degli anni successivi: il primo è La coppia più bella del mondo del 1967, dove il testo di Beretta e Del Prete elogia il matrimonio e la vita di coppia con gli ormai consueti toni predicatori (che si attirano le accuse di antidivorzismo), mentre la musica si trasforma da un'introduzione lenta a un valzer da balera. Il secondo brano, del 1968, è Azzurro che arriva primo in classifica per quattro settimane con musiche di Conte e testi di Pallavicini.[63]
Il 45 giri che la contiene è uno dei rari casi in cui anche la canzone sul lato B è famosissima: si tratta di Una carezza in un pugno, una musica scritta da Santercole per lo zio insieme con Nando de Luca, con un testo di Beretta e Del Prete noto anche per un clamoroso errore grammaticale (Ma non vorrei che tu/ a mezzanotte e tre/ stai già pensando a un altro uomo...). Il 1969 è anche l'anno di Storia d'amore, scritta insieme con Nando de Luca. Il tono da predicatore ritorna in Tre passi avanti, Torno sui miei passi e, soprattutto, in Chi non lavora non fa l'amore (prima classificata al Festival di Sanremo 1970) che, pur portandolo costantemente in testa alle classifiche, lo rendono insopportabile da parte del pubblico dei giovanissimi (sono gli anni della contestazione giovanile): i giornali giovanili di quel periodo, come Ciao amici o Big, lo bollano come reazionario e sorpassato. In particolare la canzone presentata al Festival viene vista come un inno al crumiraggio anche se, analizzando nella coda della canzone il protagonista si rivolge al "signor padrone" facendogli presente il disagio che si vive in famiglia a causa dei problemi salariali. Celentano però non si cura delle polemiche e ai successi in ambito musicale incomincia ad affiancare quelli in ambito cinematografico.

Gli anni Settanta
Prisencolinensinainciusol e il continuo successo tra Italia ed estero
In ambito musicale, i primi anni settanta vedono Adriano quasi costantemente in classifica con brani come Viola (che anni dopo verrà interpretata in duetto con Ivano Fossati), Sotto le lenzuola (ultima canzone con la quale partecipa al Festival di Sanremo nel 1971), ed Er più, scritta da Carlo Rustichelli. Il 1972 è l'anno di un nuovo successo ecologista, Un albero di trenta piani, in cui Celentano attacca la speculazione edilizia e l'inquinamento, prendendosela in particolare, nel finale della canzone, con il grattacielo Pirelli di Milano (che ha, appunto, trenta piani); tradotta in spagnolo con il titolo Un arbòl de 30 pisos (sul retro vi è Ready teddy) ottiene molto successo anche sul mercato iberico e latinoamericano.

La canzone è contenuta in un LP, I mali del secolo, dove ogni traccia affronta un problema sociale (dalla droga alla crisi della famiglia); al disco collabora come corista Giuni Russo. Ma è con Prisencolinensinainciusol, pubblicato il 3 novembre del 1972, uno stranissimo brano in lingua "celentanesca", cantato con suoni sconclusionati pseudo-inglesi che conquista un primato mondiale: la canzone, infatti (considerata da Celentano il primo rap italiano, il seme del rap, come ha definito la canzone in un rifacimento del 1994), entra in classifica negli Stati Uniti (al settantesimo posto) prima che in Italia,[64] cosa più unica che rara per un cantante italiano.
Celentano motiva il testo della canzone sostenendo che «avendo appena inciso un album di canzoni che volevano dire qualcosa, avevo voglia di fare qualcosa che non volesse dire nulla».[65] In Italia il successo non arriva subito, ci vorrà del tempo, quando la canzone diventerà sigla del programma radiofonico Gran varietà riscontrerà un enorme successo anche in Italia.
Nel 1995, i fratelli Visnadi, all'epoca compositori e produttori di musica house, remixano su commissione il brano in diverse versioni. Una di esse viene pubblicata qualche anno più tardi anche nella raccolta "Unicamente Celentano" e Adriano la esegue da Fabio Fazio su Rai 3 a Che tempo che fa. Prisencolinensinainciusol è stata reinterpretata da Celentano in una puntata del programma Francamente me ne infischio in coppia con Manu Chao e Piero Pelù. Il pezzo è stato reinterpretato anche dalla cantante e attrice Tosca nel suo album in diverse lingue Il suono della voce.
Nel 1973 annuncia la sua partecipazione al Festival di Sanremo, con il brano L'unica chance ma all'ultimo momento accusa una gastrite e si ritira con un telegramma che spedisce agli organizzatori aggiungendo che forse a fargli venire la gastrite è stato il modo in cui sono stati trattati alcuni cantanti popolari esclusi dalla gara e conclude scusandosi se questo festival sarà più pallido del solito per la mancanza della sua presenza. Il brano riscuote meno successo di altri, al contrario del 45 giri del 1974, Bellissima.
Torna alle tematiche sociali nel 1976 con Svalutation, analisi della situazione italiana dell'epoca (sono gli anni dell'inflazione e della nascita del terrorismo) a tempo di rock: la canzone è stata reinterpretata da Celentano in coppia con Piero Pelù durante una puntata di Francamente me ne infischio. Il 1977 è l'anno del ritorno ai concerti, dopo sei anni, per sette date negli stadi (primo in Italia a usarli a tale scopo), di cui una, quella allo stadio Manuzzi di Cesena, viene registrata per un disco dal vivo che esce solo due anni dopo (Me, live!): tra i musicisti che lo accompagnano si ricordano Gianni Dall'Aglio alla batteria e Alberto Radius alle chitarre.
Dopo altri successi, Ti avrò nel 1978 e Soli nel 1979, con l'occasione dell'uscita del disco dal vivo effettua nuovamente un tour negli stadi (45 000 persone al Comunale di Torino, 65 000 al San Paolo di Napoli e 50 000 allo stadio di Rimini). Alla fine del decennio però, come Mina, anche Celentano decide di chiudere con i concerti: fino al 1994 (anno del tour europeo) non effettuerà più tournée.
Don't Play That Song (You Lied) (1979) ha venduto 983 000 copie in Francia: è il più grande successo di Celentano in questo Paese.[66] Il suo secondo più grande successo è Chi non lavora non fa l'amore (1970) con 750 000 copie vendute,[67] mentre Svalutation del 1976 arrivò a 348 000 copie vendute.[68]
Celentano regista: Yuppi du e Geppo il folle

A quel punto Celentano è lanciato anche come attore ma non prende parte a un gran numero di produzioni e fino al 1978 girerà al massimo due film all'anno (in alcuni non avendo il ruolo del protagonista). Durante questo periodo lavora con registi affermati come Dario Argento (in Le cinque giornate) o Alberto Lattuada (in Bianco, rosso e...) e attori come Anthony Quinn (in Bluff - Storia di truffe e di imbroglioni), a conferma della sua crescente abilità di attore. Nel 1974 Celentano dirige, scrive, sceneggia, interpreta e produce Yuppi du; anche in questo caso la canzone che prende il titolo dal film, scritta dal solo Celentano, è un successo.
L'attività come attore prosegue fino al 1978 quando dirige il suo terzo film Geppo il folle, un musical in cui interpreta un cantante di successo che, pur non conoscendo l'inglese, ha un sogno: quello di incontrare Barbra Streisand. Ma soprattutto ha inizio la proficua collaborazione nel campo della commedia con la coppia di registi Castellano e Pipolo girando Zio Adolfo in arte Führer, che riscuote un buon successo commerciale; con gli stessi registi girerà anche Mani di velluto ottenendo un successo di pubblico elevatissimo, che verrà ripetuto anche con Il bisbetico domato (1980).
Gli anni Ottanta
Gli anni d'oro tra cinema e televisione
Nel 1980 rilascia a Roberto Gervaso un'intervista per il libro La mosca al naso - Interviste famose, in cui dichiara di aver trovato la fede all'età di vent'anni, di battersi per l'ambiente e per Cristo, di essere un cattolico praticante e di immaginare il paradiso come un posto pieno di animali parlanti.[69] Quest'ultima affermazione va letta in sintonia con la sua sensibilità animalista, dato che è vegetariano.[70] Gli venne offerta la possibilità di cantare L'italiano al Festival di Sanremo dallo stesso autore, ma rifiutò di farlo aprendo di fatto la strada al successo di Toto Cutugno.[71]
Nel 1980 recita nel secondo episodio del film Qua la mano e nella La locandiera di Paolo Cavara al fianco della moglie; nel 1981 riprende la collaborazione con Castellano e Pipolo girando Asso con Edwige Fenech e Innamorato pazzo nuovamente con la Muti (con la quale, si diceva, avrebbe avuto una breve relazione), con ottimi incassi. Nel 1982 gira Grand Hotel Excelsior sempre di Castellano e Pipolo e nel 1983 Segni particolari: bellissimo, film campioni d'incassi. Sempre nel 1982 Celentano gira con Pasquale Festa Campanile il film Bingo Bongo e successivamente di nuovo con Sergio Corbucci Sing Sing, dov'è protagonista del secondo episodio. Nel 1985 è la volta invece di Lui è peggio di me di Enrico Oldoini, nel quale recita di nuovo al fianco di Renato Pozzetto e che risulterà il suo ultimo grande successo commerciale.

Nel 1982 pubblica un libro autobiografico con la collaborazione di Ludovica Ripa di Meana: "Il paradiso è un cavallo bianco che non suda mai".
Continua a incidere regolarmente pur essendo sempre più impegnato con il cinema con film di successo come Bingo Bongo, Il bisbetico domato, Asso. Incide due album di cover ("I miei americani..." e "I miei americani 2") in cui ripropone in versione italiana canzoni americane; i due album riscuotono un buon successo con circa mezzo milione di copie vendute ciascuno. Il 1985 è l'anno del suo film più discusso e sua ultima regia: Joan Lui - Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì. Celentano realizza la sua pellicola spendendo cifre molto alte (circa 20 miliardi di lire), e il film si rivela un quasi fallimento ai botteghini italiani (incasserà circa 7 miliardi di lire),[senza fonte] seguito da una battaglia legale tra l'autore e i produttori. Dopo lo sfruttamento arbitrario delle sale cinematografiche, Celentano rimontò il film portandolo alla durata di 125 min (originariamente erano 163). Verrà trasmesso anche in TV e distribuito in VHS. In Germania e in Russia, invece, il film riscuote un notevole successo al punto che viene invitato a Mosca a ritirare un premio e a fare un concerto nella capitale russa. Dopo Joan Lui, Celentano girerà ancora alcuni film per doveri contrattuali come Il burbero, che riscontra un discreto successo. Farà ritorno nelle sale solo nel 1992 per interpretare il film Jackpot.

In televisione, intuendo la forte pressione mediatica che si stava sviluppando attorno alla sua immagine, ormai consolidata anche all'estero, segue in parte la scelta di Mina e comincia a diradare le sue apparizioni e dopo un periodo di assenza, torna in TV come ospite nel 1983 a Domenica in con la moglie; sarà poi frequente ospite in diverse edizioni di Fantastico arrivando poi a condurlo nel 1987. Il programma è accompagnato dall'uscita dell'album La pubblica ottusità. Tra una frecciata e l'altra, le famigerate "pause" e gli inviti al pubblico a "spegnere il televisore" spazza via tutti i record di audience. In una puntata Celentano invitò i telespettatori a spegnere il televisore per 5 minuti, e la sua richiesta fu accolta da otto milioni di persone[senza fonte]. Un ulteriore episodio si ebbe quando Celentano, come provocazione alle battaglie di ascolto di quel periodo, chiese ai telespettatori di sintonizzarsi per almeno un minuto su Canale 5 (che in quel momento stava trasmettendo il film Anche gli angeli mangiano fagioli). Oltre a Celentano parteciparono Heather Parisi, Marisa Laurito, Massimo Boldi e Maurizio Micheli.
Gli anni Novanta
Tra nuovi progetti discografici, l'ultima tournée europea e l'album con Mina
Nel 1991 torna con un album intitolato Il re degli ignoranti insieme all'omonimo libro. L'album riscuote un ottimo successo con circa mezzo milione di copie vendute; per promuovere il lavoro, conduce in prima serata il 5 novembre, in diretta su Rai 1, lo show Adriano Celentano a Notte Rock,[72] ovvero una puntata speciale dell'omonimo programma. In questo spettacolo si alternano l'esecuzione delle nuove canzoni alle domande postegli da Enzo Biagi e dal pubblico in studio, con le partecipazioni di Angie Everhart e Vincenzo Mollica; per realizzare la trasmissione accetta di non percepire alcun compenso.[72] L'album diventerà un altro popolare nomignolo di Celentano. Nel 1992 è in TV con Svalutation, il primo show da protagonista a quattro anni di distanza da Fantastico, andato in onda in due puntate (12 e 19 dicembre[73]) su Rai 3 e condotto assieme a Bruno Gambarotta; il programma ottiene cinque milioni di spettatori diventando uno dei programmi più visti della storia della terza rete Rai.[74] Tra gli ospiti c'è anche il cantautore genovese Francesco Baccini, che aveva inserito la canzone Adriano Celentano nel suo album Nomi e cognomi: nel testo Baccini ne critica i suoi atteggiamenti ritenuti da santone, invitandolo a limitarsi a fare il cantante. Celentano lo invita nella sua trasmissione televisiva in nome della libertà di espressione. Il 23 dicembre esce nelle sale Jackpot, che sarà il suo ultimo film, in quanto risulterà un flop memorabile, criticato persino da lui stesso.[75] Qui è costretto a recitare in presa diretta e in lingua inglese un film tra fantascienza ed ecologismo che la critica accoglie molto male, definendolo uno dei peggiori film del cinema italiano, e che si rivela un flop commerciale visti i miseri incassi[76] (105 milioni di lire incassati a Natale a fronte di una spesa per il film di 18 miliardi). Sarà lo stesso Adriano ad ammettere, in un intervento sul Corriere della Sera, che il film ha tanti difetti e che i critici, una volta tanto, hanno avuto davvero ragione. Sarà l'ultimo film girato da Celentano.
Nel 1994 pubblica un nuovo album, Quel punto. Il testo dell'omonima canzone è oggetto di critiche per via del tema trattato (femminilità in pericolo a causa dei transessuali). L'album viene ritirato dal mercato per problemi di copyright dopo poche settimane per la presenza di una versione alternativa del brano Uh...Uh... L'album verrà immesso nuovamente sul mercato con la versione originale della canzone simile a quella pubblicata nel 1982. Il 1994 è soprattutto l'anno del suo ritorno ai concerti per un tour italiano ed europeo dove viene sempre registrato il tutto esaurito; si comincia dalla Favorita di Palermo il 29 settembre,[77] poi a Cava de' Tirreni il 1º ottobre,[77] il 4 ottobre allo Stadio San Nicola di Bari,[77] il 7 al Palaeur di Roma, il 10 al Palasport di Firenze,[77] il 13 a quello di Bologna, il 15 a Treviso,[77] il 18 al Palastampa di Torino;[77] a novembre il tour è dedicato all'estero, con concerti a Colonia, Bruxelles, Dortmund,[77] Berlino,[77] Zurigo,[77] Mannheim,[77] Stoccarda[77] e Monaco.[77] L'ultima tappa del tour si tiene al Forum di Assago (Milano) del 18 novembre e viene trasmessa in diretta da Rai 1 alle 20:40[78] e seguita da 7 216 000 spettatori (il tour segna un record di circa 500 000 biglietti venduti).[79] A tutt'oggi è il suo ultimo tour. Il 27 settembre 1995 Celentano effettua un concerto a Lourdes. Nello stesso anno produce l'album Arrivano gli uomini, con tanto di videoclip mandato in onda su Rai Uno: il disco non supera le 150 000 copie vendute nonostante il battage pubblicitario.[80] Sempre nello stesso anno diventa testimonial delle Ferrovie dello Stato in una serie di spot e per Canale 5 partecipa come ospite a una puntata di Super '96 con Ambra Angiolini. Nel 1997 si esibisce davanti a papa Giovanni Paolo II in occasione del concerto per il Meeting Eucaristico di Bologna, rispolverando per l'occasione anche dei suoi vecchi brani come Pregherò, Disse, e Ciao ragazzi.

Nel 1998, mentre prepara il suo ritorno in televisione, pubblica un album con Mina, che risulta un successo con 1 600 000 copie vendute.[81] È di quest'anno l'inizio della collaborazione - che dura ancor oggi - con Andrea Scrosati e Umberto Chiaramonte nella comunicazione del Clan e di Celentano. L'anno dopo, con Mogol, Gianni Bella e con la partecipazione di Fio Zanotti, realizza l'altrettanto fortunato Io non so parlar d'amore (oltre 2 000 000 di copie) che è considerato da alcuni l'album della "rinascita" artistica. L'album contiene canzoni come Gelosia, L'emozione non ha voce, L'arcobaleno scritta da Mogol su musiche di Gianni Bella e dedicata a Lucio Battisti e Senza amore del giovane Carlo Mazzoni che diventano ben presto veri tormentoni e trasportano questo album per tantissimo tempo ai vertici della hit parade italiana.
Ritorna in televisione nel 1999 con uno show su Rai 1 in 4 puntate, Francamente me ne infischio affiancato da Francesca Neri.[82] Lo show è spesso interrotto da filmati scioccanti preparati dallo stesso che parlano di tematiche forti e scomode. Il programma verrà premiato con la Rosa d'Argento al festival "La Rose d'Or de Montreux". Gli ascolti sono alti, con punte di oltre 13 000 000 di spettatori.[83] Nel 1997, Celentano e la Rai avevano trovato un accordo per mandare in onda uno show intitolato Il conduttore ma che poi si arenò per problemi contrattuali tra le due parti.
Gli anni Duemila
Nel 2000 pubblica l'album Esco di rado e parlo ancora meno, altro grande successo (1 800 000 copie),[84] con canzoni scritte da Ivano Fossati e dallo stesso Celentano. Il singolo di lancio è Per averti, grande successo radiofonico mentre la canzone Tir sarà la sigla di chiusura dello show 125 milioni di caz..te, dell'anno seguente. Nel team degli autori è presente anche Miky Del Prete e i monologhi di Celentano spaziano dalle critiche a Bruno Vespa, Maurizio Costanzo e Fabio Fazio alla legge del "silenzio-assenso" in merito alla donazione degli organi.[85]
Nel 2002 pubblica l'album Per sempre, terzo album consecutivo con gli autori Mogol e Bella e che arriverà a vendere quasi un milione di copie. Vengono estratti tre singoli (Confessa, Mi fa male e Per sempre) che restano in classifica per molto tempo; per promuovere l'album è ospite nel programma di Rai 1 Uno di noi, condotto da Gianni Morandi.
Il 6 marzo 2004 Celentano viene ospitato al Festival di Sanremo di Tony Renis, in cui si esibisce un monologo sulla commistione tra politica e televisione per poi esibirsi in una versione riarrangiata di Rip It Up.
Nel 2004 pubblica il nuovo album C'è sempre un motivo, sempre con canzoni di Mogol e Gianni Bella e con un inedito di Fabrizio De André e un duetto in lingua creola con Cesária Évora, esponente di spicco della musica di Capo Verde che ripropone Il ragazzo della via Gluck con testo e arrangiamenti tipicamente capoverdiani. È un album particolare in cui Celentano si esibisce in canzoni molto diverse tra loro che toccano più generi musicali, dal melodico al rock per arrivare al jazz.
Ritorna a condurre un programma televisivo il 20 ottobre 2005 quando esordisce su Rai 1 Rockpolitik. Come d'abitudine pretende dalla Rai "carta bianca" sui testi e sull'intero progetto e dopo varie vicissitudini e interventi legali, il programma prende il via dopo l'autosospensione provvisoria del direttore di rete Fabrizio Del Noce. Lo show segna un grande successo in termini di ascolto con una media del 46% nelle 4 puntate,[86] ed è il programma più visto della stagione 2005-2006. Il picco massimo in termini di ascoltatori si è avuto con Roberto Benigni nella 2ª puntata con oltre 16 milioni di persone, nel pezzo della "lettera a Silvio Berlusconi" che si rifà al famoso sketch di Totò e Peppino nel film Totò, Peppino e la... malafemmina. Altrettanto fortunato il duetto con Eros Ramazzotti nell'interpretazione de Il ragazzo della via Gluck con quasi il 70% di ascolto.[87] Ci furono anche altri ospiti come Michele Santoro, Gérard Depardieu, Valentino Rossi, Franco Battiato, Riccardo Cocciante, Patti Smith, Luciano Ligabue e Loredana Bertè, nonché gli Eurythmics e Carlos Santana. Il 20 novembre 2006 esce un libro omonimo scritto da Celentano e da Mariuccia Ciotta che racconta la storia del programma.
Nel 2006, l'Università degli Studi di Foggia decide di conferirgli una laurea honoris causa in Lettere e Filosofia, la quale venne gentilmente declinata con la motivazione che, con il conferimento di tale titolo, sarebbe stato "costretto a migliorare e non voglio prendermi troppo sul serio. Sono e resto sempre il Re degli Ignoranti”.[88]
Viene pubblicata una raccolta antologica che raggiunge un discreto successo di pubblico piazzandosi al terzo posto della classifica FIMI nella prima settimana per poi rimanere per quasi tre mesi nella top ten italiana. Secondo la rivista Rolling Stone, la raccolta ha venduto 500 000 copie. Il 2 dicembre 2006, Adriano è ospitato su Rai Tre nel salottino di Fabio Fazio, Che tempo che fa per un'intervista, e anche questa volta è un gran successo di ascolti: la terza rete Rai totalizza 6 200 000 di contatti (come riportato nei dati Auditel, riportati nei quotidiani dei giorni successivi).
Il 23 novembre 2007 pubblica Dormi amore, la situazione non è buona, un album che porta in copertina un suo ritratto da pugile disegnato da Wainer Vaccari e sempre con molti pezzi del duo Mogol e Gianni Bella oltre ad altri autori come Jovanotti, Neffa, Tricarico, Vincenzo Cerami e Carmen Consoli e un brano inedito di Domenico Modugno risalente al 1974, Ragazzo del sud. Tutti i quotidiani commentano positivamente questa nuova opera e il disco vince quattro dischi di platino vendendo 400 000 copie in un mese e mezzo, così come comunicato da Musica e dischi.
Il 26 novembre 2007, su Rai 1, Celentano torna in diretta con uno spettacolo in prima serata dal titolo La situazione di mia sorella non è buona, dove per "sorella" intende il pianeta Terra (citando san Francesco d'Assisi della poesia del Cantico delle Creature (1215); e dove realizza una sorta di film in diretta TV cantando dal vivo alcuni stralci delle nuove canzoni dell'album), a suo parere "la trasmissione più difficile da fare" della sua carriera. Tra gli ospiti ci sono stati Fabio Fazio, Carmen Consoli, Milena Gabanelli, Gianni Bella, Mogol, Laura Chiatti, Tricarico e altri.
Il programma è stato visto da 9 200 000 telespettatori con il 33% di ascolto, con picchi di 11 milioni di spettatori e del 39,07% di share. Per festeggiare i suoi settant'anni e i cinque decenni di attività, la Rai ha organizzato per sabato 5 gennaio 2008 uno speciale, in onda sulla rete ammiraglia, dal titolo "Buon Compleanno Adriano". La trasmissione, pur dedicata esclusivamente alla riproposizione di spezzoni di trasmissioni passate del "Molleggiato", ha fatto registrare il 28,65% di ascolto.

Celentano riappare in pubblico sabato 8 marzo 2008 per festeggiare il centenario dell'Inter, squadra di cui è tifoso. Allo stadio Giuseppe Meazza di Milano il "Molleggiato" entra in campo a fine partita con tanto di chitarra in mano e sciarpa al collo e si esibisce cantando "Il ragazzo della via Gluck", modificata nell'ultima parte del testo con invettive politiche. Finita l'esibizione aspetta in ginocchio il presidente interista Massimo Moratti e con quest'ultimo intona alcune strofe di "Sei rimasta sola".
Celentano torna così ad esibirsi dal vivo dopo ben 14 anni. Il 24 ottobre 2008 Celentano lancia sul web un nuovo singolo, dal titolo "Sognando Chernobyl", attraverso un video-clip della durata di circa 2 minuti e mezzo. In realtà, si tratta dell'anticipazione di una suite di oltre dieci minuti, in cui Adriano lancia un messaggio ai potenti del mondo contro quei fenomeni che distruggono il pianeta. "Sognando Chernobyl", è il primo di due singoli inediti, presenti nel nuovo "best-of" di Celentano, uscito il 28 novembre 2008.
A fine 2008 è uscito prima della vigilia di Natale il disco di Celentano L'animale. La compilation è formata da due CD: uno con le canzoni d'amore e uno con quelle 'contro'. Entrambi i CD contengono 14 tracce vecchie e nuove. Nel primo si trova l'inedito La cura, canzone di Battiato che Celentano ripropone cantata da lui. Ci sono vecchi classici come Storia d'amore e pochi inediti. Il secondo invece ha più novità: si parte dalla canzone Sognando Chernobyl a Il ragazzo della via Gluck. C'è anche un remix di Prisencolinensinainciusol rivisitato e più moderno, ma con lo stesso ritmo e testo.
Gli anni Duemiladieci
Il ritorno alle scene e il nuovo album
Celentano torna a farsi sentire in vista dei referendum abrogativi del 2011, quando, dalle colonne del Corriere della Sera, lancia un appello a votare sì, sostenendo la sua contrarietà al ritorno dell'energia nucleare in Italia;[89] inizia inoltre ad intervenire, in collegamento, alla trasmissione Annozero di Michele Santoro e, in una puntata, esprime il suo sostegno a Giuliano Pisapia, candidato sindaco di Milano per le elezioni amministrative.
A settembre giunge la notizia dell'imminente uscita del nuovo album di inediti del Molleggiato, a distanza di quattro anni da "Dormi amore, la situazione non è buona". L'album, intitolato "Facciamo finta che sia vero", esce il 29 novembre; anticipato dalla diffusione in radio del singolo "Non ti accorgevi di me" e dall'apertura su Facebook della pagina dedicata al Molleggiato.
Dal 2 dicembre viene trasmesso dalle radio il secondo singolo "Non so più cosa fare", brano cantato a quattro voci da Celentano, Franco Battiato, Jovanotti e il leader dei Negramaro Giuliano Sangiorgi. L'album vince il triplo Disco di Platino e risulta l'11º più venduto del 2011. Il 3 dicembre, in occasione di un concerto di beneficenza organizzato da Beppe Grillo per gli alluvionati di Genova, Celentano torna a esibirsi in pubblico al PalaCep di Genova, cantando "Il ragazzo della via Gluck".
Festival di Sanremo 2012

Il 13 dicembre viene divulgata la notizia, da parte del direttore artistico (poi dimissionario) Gianmarco Mazzi, della partecipazione certa di Celentano alla sessantaduesima edizione del Festival di Sanremo, in qualità di ospite.[90] A causa delle molte polemiche suscitate dal suo alto compenso,[91] si dichiara che esso sarà devoluto, interamente, in beneficenza.[92][93] Adriano Celentano torna così al Festival dopo 8 anni. Nella prima puntata di Sanremo 2012 (14 febbraio), in un suo intervento assieme a Gianni Morandi a Pupo e a Rocco Papaleo, Celentano parla di religione e di politica. In particolare parla dell'"obbligo" di preti e frati di parlare del Paradiso, e attacca i giornali cattolici Avvenire e Famiglia Cristiana, affermando che questi "andrebbero chiusi, si occupano di politica, anziché parlare di Dio e dei suoi progetti".[94]
Critica anche la bocciatura del referendum sulla legge elettorale il 24 gennaio 2012[95] e il critico televisivo Aldo Grasso, dandogli del "deficiente".[96] Contesta anche la politica dell'Unione europea citando le condizioni imposte dai governi tedesco e francese alla Grecia per risolvere la crisi economica attraversata da quest'ultima (acquisto di armi in cambio di aiuti monetari).[97] Celentano propone anche due canzoni: una tratta dal suo ultimo album, il title track Facciamo finta che sia vero e una vecchia, Il forestiero (del 1971) con Aldo Tagliapietra al sitar.
A causa delle sue dichiarazioni, riceve forti attacchi dai mass media. Famiglia Cristiana lo chiama "un piccolo attivista dell'ipocrisia, un finto esegeta della morale cristiana"; giustifica il suo articolo sull'"ingaggio faraonico" del Molleggiato, e critica i modi in cui ha scelto di donare il suddetto ingaggio in beneficenza.[98] Il direttore di Avvenire replica che Celentano "se l'è presa con i preti e con i frati... con Avvenire e Famiglia Cristiana... perché abbiamo scritto che con quel che costa lui alla Rai per una serata si potevano non chiudere le sedi giornalistiche Rai nel Sud del mondo", criticando anch'egli i modi in cui Celentano devolverà il suo ingaggio, "tradotto poi in beneficenza a suon di tromba"[98] nonostante le forti polemiche che portarono all'annuncio sulla beneficenza.[92] L'Agenzia d'informazione cattolica S.I.R. parla di "parole insensate, cioè impensate" e afferma che Celentano non conosce o non comprende il ruolo laico dei media cattolici.[98]
La serata finale del 18 febbraio sarà ricordata anche per le contestazioni a Celentano. Claudia Mori, nel lasciare l'Ariston, si è avvicinata a Verro, che era in prima fila in platea, gli ha stretto la mano e detto "Complimenti per la buffonata che avete organizzato".[99] Il suo monologo si apre con la critica al modo in cui i media hanno "estrapolato frasi dal contesto" e "cambiato il modo dei verbi" (in riferimento all'articolo dell'Avvenire dove si legge "vanno chiusi" invece di "andrebbero chiusi"), riaffermando che lui non ha mai parlato di voler chiudere o censurare quei giornali.[100] Chiarisce che la sua intenzione era quella di "parlare del significato della vita, della morte, ma soprattutto per quello che viene dopo... della fortuna... di essere nati" e di "fantasticare su come e dove sarà il Paradiso, che riceverà chi ha vissuto santamente".[100] Insiste sulla necessità di "cercare in qualunque modo" Dio. Citando l'evangelista Giovanni, afferma che anche se "nessuno ha mai visto Dio" (Gv 1,18[101], 1G 4,12[102]), cercare di "capirne, se anche lontanamente, i tratti del Suo volto" sarà interessante "per conoscerci".[100]
Insiste che "su questi temi" dovrebbero basarsi i giornali da lui menzionati, "ma loro parlano della politica del mondo". Parla del Gesù "politico"[103] che "apriva il Suo cuore ai bisognosi" e parla anche di un Giuda Iscariota "politico"[104] che "voleva sfruttare la potenza del Figlio di Dio per i suoi fini consumistici e per la sua sete di potere". Conclude dicendo che "la vita di Gesù dev'essere un metro infallibile" e che dev'essere supportata da "una presenza quotidiana... che faccia rivivere la presenza di Gesù".[105] Durante il suo intervento Celentano canta anche due canzoni tratte dal suo ultimo album Facciamo finta che sia vero, La cumbia di chi cambia da solo e Ti penso e cambia il mondo con Gianni Morandi, e conclude con uno scambio di battute assieme a un Morandi commosso ed emozionato che, alla sua uscita, dichiara: "Adriano ama tutti. Adriano non odia nessuno."[106] Sarà il loro duetto a segnare il picco d'ascolti della kermesse canora, con oltre 18 milioni di spettatori.
Il ritorno al live e il debutto a Mediaset: Rock Economy

Adriano Celentano è tornato dal vivo dopo 18 anni all'Arena di Verona con due concerti evento, l'8 e il 9 ottobre 2012. L'evento si chiama Rock Economy ed è stato trasmesso in diretta sulla rete di Mediaset Canale 5 (Celentano fece inizialmente la proposta alla sua storica azienda, la Rai, ma questa rifiutò affermando di non voler affrontare i costi di produzione per la diretta televisiva, rifiutando anche la proposta del cantante di non pretendere denaro da parte dell'azienda per le sue due esibizioni all'Arena di Verona[107]). Anche sul costo dei biglietti Celentano ha spiazzato tutti mettendo in vendita oltre 6 000 biglietti per le due serate al prezzo simbolico di 1 euro. Lo spettacolo è stato prodotto dalla moglie Claudia Mori per il Clan Celentano, mentre l'organizzatore generale è stato Gianmarco Mazzi, già direttore artistico del Festival di Sanremo 2012. Rispetto ai suoi precedenti spettacoli televisivi, questa volta Celentano ha deciso di dedicare più tempo alle sue canzoni, e quindi alla musica, rispetto ai suoi monologhi, che comunque non sono mancati a ogni sua presenza, e hanno riguardato soprattutto la crisi e l'economia e il modo in cui, secondo Adriano, il paese può tornare a splendere come un tempo. Gli ospiti della prima puntata sono stati l'amico Gianni Morandi, l'economista francese Jean-Paul Fitoussi e i giornalisti Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. La prima puntata dello show-evento ha avuto un boom di ascolti, con la prima parte seguita da 9 257 000 telespettatori e il 29,82% di share; la seconda parte seguita da 9 159 000 e il 30,87%; la terza parte dove mostra le prove del concerto da 8 509 000 e il 34,49%, con una media di 8 910 000 spettatori e il 31,83%.

La seconda puntata dello show, con ospite Gianni Morandi che ha ricordato Lucio Dalla interpretando la splendida Caruso, ha superato la prima ottenendo una media di 9 112 000 telespettatori e il 32,82% di share. La prima parte è stata seguita da 9 338 000 e il 30,74%; la seconda parte da 9 124 000 e il 32,70% e infine la terza parte da 8 653 000 e il 38,54% di share. Nel dicembre 2012, il Clan Celentano, in collaborazione con la Universal Music, ha pubblicato un doppio CD e un DVD delle due serate evento, intitolati Adriano Live. Il DVD, un mix delle due serate ridotti a 110 minuti di durata, montato dallo stesso Celentano, è stato il più venduto nel 2013.
Nel febbraio 2013 decide di sostenere l'amico Beppe Grillo del Movimento 5 Stelle in vista delle Elezioni politiche in Italia del 2013 con l'inedito Ti fai del male che è un invito a votare e a scrivere una nuova storia per l'Italia. Si parla del papa, di tempi confusi, della terra degli scandali, del condono tombale, dell'ambiente, della violenza sulle donne, del federalismo e della crisi economica.[108] In un'intervista a Il Fatto Quotidiano conferma l'intenzione di votare M5S alle Elezioni politiche in Italia del 2013 e Umberto Ambrosoli alle elezioni regionali in Lombardia dello stesso anno.[109] Per le elezioni del Presidente della repubblica, nel mese di aprile 2013, interviene sul proprio blog e con una telefonata in diretta durante la trasmissione Servizio pubblico per sostenere la candidatura di Stefano Rodotà, nome proposto dai 5 Stelle per la carica di Capo dello Stato.
Il 1º novembre 2013 esce il singolo Io non ricordo (da quel giorno tu) che anticipa ...Adriano, raccolta che contiene quattro cd con i suoi maggiori successi. Il 9 dicembre torna su Canale 5 con uno speciale, ricco di contenuti inediti e parti di backstage, Rock Economy. Si tratta di un collage delle due serate-evento del 2012, trasmesse in un'unica puntata, montato dallo stesso Celentano. Il programma ha nuovamente vinto la serata con 5 294 000 spettatori e il 20,3% di share; la prima parte ha ottenuto 5 583 000 spettatori e il 18,72% di share, la seconda ha ottenuto 5 427 000 spettatori e il 19,63%, la terza parte ha ottenuto 4 871 000 spettatori e il 21,56% di share.[110]
Il 17 gennaio 2014 esce il singolo Mai nella vita, scritto da Riccardo Cocciante. Il 2 ottobre 2014, in un'intervista concessa a Vincenzo Mollica per il TG1, ha rivelato di aver chiesto, in una lettera inviata al presidente della repubblica Giorgio Napolitano, la grazia per Fabrizio Corona.[111] Nel novembre 2014 in occasione dei sessant'anni di Fiorella Mannoia, duetta con lei un suo vecchio successo Un bimbo sul leone.[112] Il 17 novembre 2014, il quotidiano Il Fatto Quotidiano pubblica una classifica che riporta le vendite dei maggiori cantanti italiani in tutto il mondo che vede Celentano secondo con 150 milioni di dischi nell'arco di ben 57 anni di carriera. Il 13 dicembre 2014, torna nuovamente su Canale 5 con Rock Economy, con contenuti inediti e parti ancora di backstage.
Il nuovo disco con Mina: Le migliori
Nel mese di marzo 2015 cominciano a circolare indiscrezioni su una nuova collaborazione artistica tra Celentano e Mina:[113] il 20 ottobre 2015 viene confermato che sta incidendo un nuovo disco di brani inediti con la cantante, la cui uscita è prevista per la primavera del 2016. A distanza di 18 anni dal grande successo di Mina Celentano i due cantanti tornano quindi a lavorare insieme. Secondo quanto rivelato dal Corriere della Sera, le registrazioni sarebbero cominciate all'inizio dell'estate 2015, e si sarebbero svolte nello studio di Celentano a Galbiate e in quello di Mina a Lugano.[114]

La data di uscita è l'11 novembre 2016 dal titolo Le migliori.[115] L'album viene pubblicizzato con il primo estratto del 21 ottobre Amami amami e in anteprima televisiva il 12 dicembre 2016 con uno speciale in onda su Rai 1, con audio inediti tra i due cantanti durante la preparazione dell'album, videoclip di alcuni dei brani e la partecipazione di Paolo Conte, Fedez e J-Ax, Roberto Bolle, Carlo Verdone, Geppi Cucciari e Mika. Lo speciale ottiene 5 443 000 spettatori e il 19,07% di share;[116] verrà poi replicato il 6 gennaio 2017, giorno del 79º compleanno di Adriano, in una versione rimontata con 15 minuti inediti.
In breve l'album supera le 100 000 copie vendute e, nonostante uscito a inizio novembre, risulta il più venduto del 2016.[117] Il 27 febbraio 2017 la FIMI certifica Le migliori con 5 dischi di platino, con circa 250 000 copie vendute, superando diversi fenomeni del momento mentre attraverso la pagina Facebook uscirà 10 novembre 2017 il nuovo singolo dal titolo Eva, che anticipa la pubblicazione il 1º dicembre 2017 del nuovo album dal titolo Tutte le Migliori che racchiude i più grandi successi dei due, sia da solisti che in coppia, inglobando oltre a Le migliori anche il precedente Mina Celentano.[118] In occasione dell'uscita del cofanetto, il 2 dicembre 2017 va in onda su Rai 1 lo speciale Mina Celentano - Fratelli d'Italia curato da Vincenzo Mollica con il TG1 che ripercorre la carriera del duo concludendosi con un video speciale montato dallo stesso Celentano.[119]
In occasione degli 80 anni del cantante i palinsesti della televisione italiana mutano la loro programmazione: Rete 4 propone nel primo pomeriggio il suo film Asso, mentre Rai 1 trasmette una puntata speciale del programma Techetechetè dal titolo "Adriano 80 voglia di te" con spezzoni di alcune tra le più celebri apparizioni del molleggiato. In prima serata Canale 5 ritrasmette lo speciale Rock Economy dei due concerti live all'Arena di Verona.
Il 7 aprile 2015 viene intervistato nella trasmissione di Rai 3 Ballarò,[120] mentre il 9 giugno 2015 dedica un video messaggio con immagini inedite a Gianni Bella andato in onda a Una serata... Bella per te, Gianni!, concerto-evento condotto dalla figlia Rosita su Rete 4.[121]
Il ritorno in TV: Adrian
Il 1º luglio 2015, nell'ambito della presentazione dei palinsesti televisivi per la stagione 2015–2016, Pier Silvio Berlusconi annuncia il ritorno di Celentano in televisione col cartoon Adrian, che sarà scritto, diretto, curato e montato dallo stesso cantante per Mediaset.[122] Il progetto, costato decine di milioni di euro che ha coinvolto più di 1 000 animatori sparsi in tre continenti (Asia, Africa ed Europa),[123] è rimasto in fase di gestazione per circa 10 anni (annunciato nel 2009 e inizialmente destinato a Sky, è stato più volte rinviato a causa dei disaccordi contrattuali e della travagliata lavorazione, a cui ha fatto seguito anche una battaglia legale tra il Clan Celentano e Mondo TV, primo produttore del cartoon),[124] e si avvale di collaborazioni artistiche di primo piano come Nicola Piovani per le musiche, Vincenzo Cerami per la supervisione dei testi, Milo Manara per i disegni e gli allievi della scuola Holden di Alessandro Baricco.
Adrian è approdato sugli schermi di Canale 5 a 4 anni di distanza dall'annuncio, ovvero il 21 gennaio 2019, seguito poi il 25 gennaio dall'uscita dell'omonimo doppio cd con le musiche originali del cartoon, su distribuzione Clan/Universal Music Italia.[125][126] Ogni puntata è preceduta da uno show in diretta dal Teatro Camploy di Verona.[127][128] La serie debutta come da previsione, registrando alla prima puntata uno share del 21,92% nella porzione dedicata allo spettacolo teatrale, del 19,08% in quella dedicata alla serie animata.[129] Ciononostante, lo spettacolo termina con un'ora di anticipo, destando scalpore tra pubblico e mass media, costringendo ad una modifica imprevista lo stesso palinsesto di Canale 5.[130] Durante la prima puntata, compaiono sul palcoscenico di Verona gli attori Nino Frassica, Francesco Scali e Natalino Balasso.[131] La messa in onda delle prime 4 puntate secondo questo formato è avvenuta tra il 21 gennaio e il 4 febbraio 2019; la serie è in seguito sospesa, ufficialmente a causa di un malanno sofferto da Celentano e secondo vari commentatori anche a causa di un grave insuccesso di ascolti. Viene ripresa dal 7 novembre al 5 dicembre 2019, con il cartoon preceduto da uno show dal vivo di 60 minuti, condotto dallo stesso Celentano con vari ospiti (Biagio Antonacci, Luciano Ligabue, Gianni Morandi, Maria De Filippi); neanche in questo caso, però, gli ascolti riescono a raggiungere almeno il 16%.
Gli anni Duemilaventi
L'ultimo capitolo MinaCelentano (The complete Recordings) e l'inedito Niente è andato perso
Il 26 novembre 2021, in occasione dei quasi 25 anni di collaborazione insieme, torna ancora una volta a duettare con Mina nell'inedito Niente è andato perso, contenuto nel cofanetto MinaCelentano - The Complete Recordings, che comprende tutti i duetti dal 1998 fino al 2017 (doppio CD e vinile) e che inoltre chiuderà il loro cerchio di vita artistica che ha percorso un'importante fase della musica italiana.[132]
Vita privata
Nel 1958, in una profumeria di Milano, Celentano conosce Milena Cantù, che lavorava lì come commessa, con la quale incomincia una relazione.[133] Sarà lei ad affiancare Adriano nella fondazione nel 1961 della Clan Celentano Srl, la casa discografica di proprietà del cantante e per la quale la Cantù incise alcuni brani a partire dal 1964.[134]

Sul set di Uno strano tipo nel 1963, Celentano incontra Claudia Mori, allora attrice poco conosciuta; nonostante sia ancora legato sentimentalmente alla Cantù, si sposa con la Mori in gran segreto il 14 luglio 1964 nella chiesa di San Francesco a Grosseto, interrompendo solo successivamente la relazione con la Cantù.[135] Dal matrimonio nascono tre figli: Rosita (1965), Giacomo (1966) e Rosalinda (1968). Celentano è inoltre zio biologico, oltre che di Gino Santercole, anche della ballerina, coreografa e insegnante di danza Alessandra Celentano (presenza fissa dal 2003 al talent show Amici di Maria De Filippi), figlia di suo fratello Alessandro. All'inizio degli anni Ottanta, il matrimonio tra Celentano e la Mori conosce un periodo di crisi: per qualche anno i due vivono separati ed è di questo periodo la voce di una presunta relazione con Ornella Muti, con la quale Celentano aveva girato Il bisbetico domato e Innamorato pazzo. Nel luglio 2014 la Muti ha confermato la relazione con Celentano sulle pagine de Il Fatto Quotidiano.[136]
La Mori e Celentano continuano a vivere separati fino al 1985, quando è lo stesso artista a volere la moglie nel cast del suo film Joan Lui - Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì; durante la produzione dello stesso la crisi termina definitivamente; la Mori, a distanza di anni, rivelerà di non aver mai preso in considerazione il divorzio durante la crisi.[137]
Dal 1991 Claudia Mori è amministratrice delegata della Clan Celentano. Tra i suoi successi discografici: Non succederà più, La coppia più bella del mondo (duetto con il marito), che arriva prima in classifica per sei settimane, Buonasera dottore, Il principe, Chiudi la porta. La Mori parteciperà a numerosi film del marito, e dal 1994 si dedicherà completamente all'amministrazione della Clan Celentano, succedendo al fratello di Adriano, Alessandro Celentano.
Nel 2004 Adriano diventa nonno per la prima volta, con la nascita di Samuele Celentano, figlio del suo secondogenito Giacomo e di sua moglie Katia.[138]
Procedimenti giudiziari
Monologo contro la caccia
In una puntata di Fantastico 1987, durante la campagna referendaria per i referendum abrogativi del 1987, uno dei quali riguardante la disciplina delle attività venatorie, dà vita ad un lungo monologo contro la caccia nel corso del quale si definisce "figlio della foca". Dopo aver mostrato un filmato di Greenpeace che documentava la cruenta uccisione di cuccioli di foche da parte dei cacciatori per il mercato delle pellicce, invitò gli elettori a scrivere sulle schede elettorali la frase "La caccia è contro l'amore", ignorando che questo atto avrebbe causato l'annullamento delle schede stesse. La frase incriminata, vergata di pugno dallo stesso Adriano su una lavagna portata al centro del palco, fu causa di polemiche anche a causa di un grossolano errore di ortografia: Celentano, infatti, scrisse "La caccia e contro l'amore" (con la e senza accento) e continuò poi il monologo senza mai accorgersi dell'errore.
Per questo fatto, Adriano Celentano sarà processato dalla Corte di Assise a Roma nel febbraio 1988[139] e nuovamente a giugno dello stesso anno, ma viene assolto a gennaio 1989.[140]
Questa vicenda giudiziaria non sembra tuttavia aver penalizzato moralmente Adriano, il quale ha considerato ironicamente che essa sia stata solamente un gioco democratico da parte dei giudici.[141]
Contenzioso contro Aldo Grasso
Durante un suo monologo al Festival di Sanremo del 2012, Celentano definì il giornalista e critico televisivo Aldo Grasso "un deficiente che scrive idiozie sul Corriere della Sera". Per questo motivo, il "Molleggiato" venne condannato dal Tribunale di Milano nel settembre 2015 a pagare 30.000 euro di danni, più le spese legali, per risarcire Grasso.[142]
Successo
Dall'inizio della sua carriera al 2022, Celentano ha venduto circa 150 milioni di copie dei suoi album, risultando il cantante italiano con più dischi venduti dopo Mina.[143][144] Secondo le certificazioni FIMI l'album più venduto del cantante risulta essere Mina Celentano, in coppia con Mina, con circa 2 200 000 copie vendute,[145] seguito da Io non so parlar d'amore con 2 000 000 di copie,[146] e da Esco di rado e parlo ancora meno con 1 800 000 copie;[147] questi album occupano rispettivamente il 2º, 3º e 5º posto della classifica degli album più venduti di sempre in Italia, facendo risultare Celentano l'artista più proficuo in classifica, e al 14º posto nella lista dei cantanti più proficui della storia.[148][149] Inoltre il singolo Azzurro si trova al 3º posto nella hit parade dei brani più venduti di sempre;[150] inoltre nel 2007 un sondaggio su scala mondiale ha eletto Azzurro, scritta da Paolo Conte e incisa per primo da Celentano, la canzone italiana più cantata al mondo, con circa il 12% delle preferenze, superando Nel blu dipinto di blu.[151] Nel 1970 vinse il Festival di Sanremo con la canzone Chi non lavora non fa l'amore, cantata in coppia con la moglie Claudia Mori.
Fino al 1979 tutti i concerti che Celentano tenne nei vari stadi italiani ed europei registrarono sempre alte affluenze, con un record di presenze di circa 80 000 spettatori nel 1973;[senza fonte] verso fine anni settanta decise di non esibirsi più dal vivo, tornando poi sui suoi passi nel 1994 realizzando un'altrettanto fortunata tournée in tutta Europa.[79] A parte una breve apparizione nel 2008 per il centenario dell'Inter, il ritorno vero e proprio dal vivo avviene nel 2012 con due concerti all'Arena di Verona trasmessi su Canale 5, che fanno registrare una media di oltre 9 milioni di spettatori, divenendo uno dei programmi Mediaset più visti del decennio.[152][153]
Come attore cinematografico nel 1980 fu protagonista di un film, Il bisbetico domato, che fu il primo a superare il tetto dei 25 miliardi di incasso, mentre nel 1999 vinse la prestigiosa Rosa d'oro a Montreux per il varietà Francamente me ne infischio;[83] nel 2005 il programma da lui condotto, Rockpolitik, attirò molta attenzione da parte dei media italiani (11 pagine su Libero, 6 su La Repubblica), oltre a registrare alti picchi d'ascolto arrivando quasi al 50% di share.[154]
Influenza culturale

Celentano è fra gli artisti italiani più imitati[155] da altri cantanti come Gianni Morandi agli inizi della sua carriera[156] e Toto Cutugno, che per tutta la sua carriera si è proposto sostanzialmente come un Celentano neomelodico, o da attori comici che ne hanno parodiato lo stile[157][158] come ad esempio Teo Teocoli[159] che ne ha ripreso le movenze, la gestualità e la dialettica riportandone la caricatura in diverse trasmissioni; tra i due nacque anche un'amicizia, tanto che Teocoli fu ospite ad alcune trasmissioni di Celentano come Francamente me ne infischio e Rockpolitik;[160] anche altri comici come Max Tortora e David Pratelli, nell'ambito del programma sportivo di Rai 2 Quelli che il calcio hanno imitato a più riprese la sua figura[157] e nel 2016 Checco Zalone ne ha ripreso lo stile musicale e il modo di cantare per la canzone La Prima Repubblica, colonna sonora del suo film Quo vado?, ricevendo l'apprezzamento dello stesso Adriano.[161] Gli A Toys Orchestra, gruppo pop-rock italiano, lo citano nel titolo di una canzone contenuta nel loro album Midnight Talks.[162] Una tribute band ha realizzato una serie di concerti in Italia e all'estero per un tour noto come Il re degli ignoranti, nei quali vengono rifatte sue canzoni imitandone lo stile.[163]
La canzone Prisencolinensinainciusol, secondo varie fonti è uno dei primi rap della storia, tesi alimentata dal successo riscosso nel 2009 anche negli Stati Uniti d'America e in Canada decretandone una seconda giovinezza[164]. Fu inoltre il primo a scrivere nel 1966 una canzone basata su un solo accordo, Mondo in mi 7a.[165]
Discografia
Filmografia
Attore
- I ragazzi del juke-box, regia di Lucio Fulci (1959)
- Dai Johnny dai! (Go, Johnny, Go!), regia di Paul Landres e Piero Vivarelli (1959)
- Juke box - Urli d'amore, regia di Mauro Morassi (1959)
- Urlatori alla sbarra, regia di Lucio Fulci (1960)
- La dolce vita, regia di Federico Fellini (1960) – cameo
- Sanremo - La grande sfida, regia di Piero Vivarelli (1960)
- Balliamo insieme il twist (Hey, Let's Twist), regia di Greg Garrison (1961)
- Io bacio... tu baci, regia di Piero Vivarelli (1961)
- Il monaco di Monza, regia di Sergio Corbucci (1963)
- Uno strano tipo, regia di Lucio Fulci (1963)
- Super rapina a Milano, regia di Adriano Celentano (1964)
- I malamondo, regia di Paolo Cavara (1964)
- Per un pugno di canzoni, regia di José Luis Merino (1966)
- Serafino, regia di Pietro Germi (1968)
- La più bella coppia del mondo, regia di Camillo Mastrocinque (1968)
- Er più - Storia d'amore e di coltello, regia di Sergio Corbucci (1971)
- Bianco, rosso e..., regia di Alberto Lattuada (1972)
- Le cinque giornate, regia di Dario Argento (1973)
- L'emigrante, regia di Pasquale Festa Campanile (1973)
- Rugantino, regia di Pasquale Festa Campanile (1973)
- Yuppi du, regia di Adriano Celentano (1975)
- Di che segno sei?, regia di Sergio Corbucci, episodio Aria (1975)
- Bluff - Storia di truffe e di imbroglioni, regia di Sergio Corbucci (1976)
- Culastrisce nobile veneziano, regia di Flavio Mogherini (1976)
- L'altra metà del cielo, regia di Franco Rossi (1977)
- Ecco noi per esempio..., regia di Sergio Corbucci (1977)
- Zio Adolfo in arte Führer, regia di Castellano e Pipolo (1978)
- Geppo il folle, regia di Adriano Celentano (1978)
- Mani di velluto, regia di Castellano e Pipolo (1979)
- Sabato, domenica e venerdì, regia di Castellano e Pipolo, episodio Venerdì (1979)
- Il bisbetico domato, regia di Castellano e Pipolo (1980)
- La locandiera, regia di Paolo Cavara (1980)
- Qua la mano, regia di Pasquale Festa Campanile, episodio Il prete ballerino (1980)
- Asso, regia di Castellano e Pipolo (1981)
- Innamorato pazzo, regia di Castellano e Pipolo (1981)
- Grand Hotel Excelsior, regia di Castellano e Pipolo (1982)
- Bingo Bongo, regia di Pasquale Festa Campanile (1982)
- Segni particolari: bellissimo, regia di Castellano e Pipolo (1983)
- Sing Sing, regia di Sergio Corbucci (1983)
- Lui è peggio di me, regia di Enrico Oldoini (1985)
- Joan Lui - Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì, regia di Adriano Celentano (1985)
- Il burbero, regia di Castellano e Pipolo (1986)
- Jackpot, regia di Mario Orfini (1992)
Regista
- Super rapina a Milano (1964)
- Yuppi du (1975)
- Geppo il folle (1978)
- Joan Lui - Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì (1985)
- Adrian – serie TV d'animazione (2019)
Soggettista
- Geppo il folle, regia di Adriano Celentano (1978)
- Joan Lui - Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì, regia di Adriano Celentano (1985)
- Adrian, regia di Adriano Celentano (2019)
Sceneggiatore
- Yuppi du, regia di Adriano Celentano (1975)
- Geppo il folle, regia di Adriano Celentano (1978)
- Joan Lui - Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì, regia di Adriano Celentano (1985)
- Jackpot, regia di Mario Orfini (1992)
- Adrian, regia di Adriano Celentano (2019)
Colonne sonore
- Il tempo si è fermato, regia di Ermanno Olmi (1959)
- Dai Johnny dai! (Go, Johnny, Go!), regia di Paul Landres e Piero Vivarelli (1959)
- La ragazza che sapeva troppo, regia di Mario Bava (1963)
- Yuppi du, regia di Adriano Celentano (1975)
- Geppo il folle, regia di Adriano Celentano (1978)
- Joan Lui - Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì, regia di Adriano Celentano (1985)
- Adrian, regia di Adriano Celentano (2019)
Montatore
- Yuppi du, regia di Adriano Celentano (1975)
- Geppo il folle, regia di Adriano Celentano (1978)
- Joan Lui - Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì, regia di Adriano Celentano (1985)
- Adrian, regia di Adriano Celentano (2019)
Doppiatore
- Adrian, regia di Adriano Celentano (2019)
Doppiatori italiani
- Gino Bramieri in Il monaco di Monza
- Gino La Monica in Asso (Varesino, Dio)
Programmi TV
- Alla ribalta: Adriano Clan (Programma Nazionale, 1964-1965)
- Senza Fine (Programma Nazionale, 1965)
- 110 e lode (Programma Nazionale, 1967)
- Stasera Adriano Celentano (Programma Nazionale, 1969)
- C'è Celentano (Programma Nazionale, 1972)
- Arriva il "celebre..." (Rete 1, 1977)
- Paura di un trionfo (Rete 3, 1979)
- Fantastico (Rai 1, 1987-1988)
- Svalutation (Rai 3, 1992)
- Arrivano gli uomini (Rai 1, 1996)
- Francamente me ne infischio (Rai 1, 1999)
- 125 milioni di caz..te (Rai 1, 2001)
- Rockpolitik (Rai 1, 2005)
- La situazione di mia sorella non è buona (Rai 1, 2007)
- Rock Economy (Canale 5, 2012)
- Aspettando Adrian (Canale 5, 2019)
- Adrian Live - Questa è la storia... (Canale 5, 2019)
Adriano Celentano partecipò anche alla rubrica pubblicitaria televisiva Carosello su Rai 1: nel 1961 curando la musica degli sketch sulle caramelle Kubic della Elah; nel 1964 pubblicizzando la camomilla Bonomelli, nel 1969 con Gino Santercole e Miki Del Prete la birra Splügen Brau (in questa serie Celentano curò anche la musica), nel 1970 e 1971, da solo, ancora la Splügen Brau.
Libri
- Adriano Celentano e Ludovica Ripa di Meana, Il Paradiso è un cavallo bianco che non suda mai, Milano, Sperling & Kupfer, 1982, ISBN 8820002213.
- Adriano Celentano, Il re degli ignoranti, Milano, A. Mondadori, 1991, ISBN 8804351152.
- Adriano Celentano e Mariuccia Ciotta, Rockpolitik, Milano, Bompiani, 2006, ISBN 8845257347.
Riconoscimenti
- David di Donatello
- 1976 – Migliore attore per Bluff - Storia di truffe e di imbroglioni
- 1980 – Migliore attore per Mani di velluto
- Nastro d'argento
- Bravo Otto
- 1982 – Candidatura al miglior attore
- Festival di Cannes
- 1975 – Candidatura alla Palma d'oro per Yuppi du
- Globo d'oro
- Grolla d'oro
- 1969 – Miglior attore esordiente per Serafino
- Jupiter Award
- 1983 – Candidatura al miglior attore per Il bisbetico domato
Note
- ↑ (EN) Adriano Celentano, su AllMusic, All Media Network.
- ↑ La leggenda del molleggiato, su ebdomadario.com. URL consultato il 4 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 5 gennaio 2017).
- ↑ andryonline, Celentano-Mina: omaggio a due leggende della canzone, su ACfans, 23 luglio 2015. URL consultato il 30 dicembre 2024.
- ↑ Le migliori di Mina e Celentano, su Il Fatto Quotidiano, 18 novembre 2016. URL consultato il 30 dicembre 2024.
- ↑ "Fino a 15 anni fa ha scritto gran parte delle sue canzoni lasciando che altri le firmassero", Intervista a Claudia Mori, in TV Sorrisi e Canzoni, 26 novembre 2007
- ↑ "Il ragazzo della via Gluck", il capolavoro di Adriano Celentano compie 50 anni, su www.tgcom24.mediaset.it. URL consultato il 30 dicembre 2024.
- ↑ RCS Corriere della Sera, Corriere della Sera - Celentano cambia il finale del Festival, su corriere.it. URL consultato il 24 settembre 2018.
- ↑ Giovanni Currado, Adriano Celentano, su archivioriccardi.it. URL consultato il 24 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2018).
- ↑ Celentano sfiora il 50% di share, su www.repubblica.it. URL consultato il 30 dicembre 2024.
- ↑ Corriere della Sera - «I gay sono rock. Il Papa è hard rock», su corriere.it. URL consultato il 24 settembre 2018.
- ↑ "Dizionario della canzone italiana", a cura di Gino Castaldo, ed. Curcio, 1990, voce Celentano Adriano; Nicola Sisto, p. 338
- ↑ Sergio Cotti, Adriano Celentano 1957/2007 - 50 anni da ribelle, introduzione, Roma, Editori Riuniti, 2007.
- ↑ Via Gluck, la strada simbolo dove Adriano lasciò il cuore, in Milano - La Repubblica. URL consultato il 24 settembre 2018.
- ↑ Antonio Blasotta, Oggi, 6 gennaio 1938: da genitori foggiani nasce Adriano Celentano, in Il Mattino Quotidiano, 6 gennaio 2017. URL consultato il 6 gennaio 2026.
- ↑ Adriano Celentano compie 88 anni. La lingua inventata, l'esibizione “scandalosa” a Sanremo e la storia d'amore con Claudia Mori: «Furono più colpi di fulmine», 6 gennaio 2026. URL consultato il 6 gennaio 2026.
- ↑ Francesco Loiacono, La Milano di Adriano Celentano: il “ragazzo della via Gluck” compie 81 anni, su Fanpage.it, 5 gennaio 2019. URL consultato il 6 gennaio 2026.«Il mio primo mestiere fu l’orologiaio e credo che in questo ci sia stato un po’ del mio destino... Il mestiere di cantante poi mi obbliga ad avere con il tempo molta attenzione.»
- ↑ Gigi Vesigna, Sorprese VIP, in Oggi, 5 giugno 2013, pp. 74-80.
- ↑ Celentano sale sul ring, in l'Espresso, 26 novembre 2007. URL consultato il 24 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 17 novembre 2011).
- ↑ Salvatore Giannella, Quei giorni trascorsi nella via Gluck che ora i milanesi vogliono proteggere nel segno di Adriano Celentano, 80 anni, su Giannella Channel. URL consultato il 6 gennaio 2026.
- ↑
- Miki Del Prete, Il mio amico per la pelle, Milano, Orangle Records, 2024, p. 37.
- ↑ diventerà in seguito un celebre contrabbassista jazz, oltre che musicista con Ivan Della Mea
- ↑ entrerà in seguito nel gruppo di Bruno De Filippi e accompagnerà poi negli anni settanta Giorgio Gaber nei primi spettacoli del teatro canzone
- ↑ Intervista di Franca Angelini, su Sorrisi e Canzoni dell'11 ottobre 1959
- 1 2 3 4 Citazione riportata nella scheda su Il tuo bacio è come un rock del sito web della Galleria della canzone.it
- ↑ Durante lo spettacolo allo Smeraldo Little Tony viene notato da un impresario inglese, Jack Good, che lo convince a partire con i suoi fratelli per l'Inghilterra, dove nascono "Little Tony and His Brothers". Gli spettacoli hanno tale successo da indurre Little Tony a rimanere in Inghilterra per alcuni anni. Nel periodo inglese fu ospite fisso del programma televisivo Wham!. Uno degli autori di Elvis Presley gli scrisse Too Good, che arrivò nella top 20 inglese nel 1959; cfr. Musica a lutto è morto Little Tony, in ANSA, 27 maggio 2013. URL consultato il 28 maggio 2013.
- ↑ La versione di Celentano, presente nel disco 24.000 baci/Aulì-ulè edito dalla casa discografica Jolly, si classificò alla 17ª posizione nella classifica generale dell'anno. Cfr. la scheda relativa nel sito web della Discografia Nazionale della canzone italiana
- ↑ Morto Jerry Lewis, Celentano: «In Italia c'era un tizio che scimmiottava le tue mosse: quello ero io», su corriere.it. URL consultato il 23 novembre 2024.
- ↑ PEOPLE Tony Renis, gli 80 anni di 'Mr Quando quando quando' - See more at: http://www.rainews.it/archivio-rainews/media/Tony-Renis-gli-80-anni-di-Mr-Quando-quando-quando-786ac63a-9973-440d-839b-4b2d32f2202c.html, su rainews.it. URL consultato il 23 novembre 2024.
- ↑ Il Duo Corsaro era costituito da due acrobati che si esibivano in un numero mimico su base musicale, e che nulla hanno a che vedere con il futuro duo I Due Corsari
- ↑ didascalia c/o locandina originale dell'epoca e citazioni sul Corriere della Sera
- 1 2 3 4 5 6 (EN) Buon compleanno Celentano settant'anni a suon di rock - Spettacoli & Cultura - Repubblica.it, su repubblica.it. URL consultato il 2 giugno 2017.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 60 anni con Adriano Celentano – La notte del Palaghiaccio, in ACfans. URL consultato il 2 giugno 2017.
- 1 2 3 Kataweb SpA, XL Repubblica - Dettaglio articolo, su xl.repubblica.it. URL consultato il 2 giugno 2017.
- 1 2 Repubblica.it/spettacoli_e_cultura: Celentano: "Amo ancora il ritmo dell'orologio matto", su repubblica.it. URL consultato il 2 giugno 2017.
- ↑ "Il vero Molleggiato sono io" Parola di Jack La Cayenne, in ilGiornale.it. URL consultato il 2 giugno 2017.
- ↑ Aldo Fegatelli Colonna - Luigi Tenco - edizioni Mondadori, Milano, 2002, pag. 29
- ↑ Anche Gino Santercole, intervistato, conferma ciò: "Nel maggio di quest'anno al palaghiaccio di Milano si tenne il primo Festival del Rock: è stata una cosa esilarante, nessuno si aspettava questo successo strabordante. Un'affluenza di pubblico al di là di ogni cognizione, tutto il quartiere pieno di gente che voleva entrare, tant'è che la polizia si è spaventata e ha chiuso i cancelli. La nostra formazione era composta da Adriano alla voce, me alla chitarra, Jannacci al piano, e altri tre ragazzi, un sassofonista, un bassista e un batterista. Gaber è venuto dopo
- ↑ Miki Del Prete, Il mio amico per la pelle, Milano, Orangle Records, 2024, p. 56.
- ↑ Miki Del Prete, Il mio amico per la pelle, Milano, Orangle Records, 2024, p. 63.
- ↑ Miki Del Prete, Il mio amico per la pelle, Milano, Orangle Records, 2024, p. 69.
- ↑ Nel 1958 Guertler decise di unificare la Music e l'altra sua azienda discografica, la Celson, sotto la denominazione SAAR (Società Articoli Acustici Riprodotti), con sede a Milano in viale di Porta Vercellina 14, creando due etichette: la Jolly e la Joker
- ↑ Cover di Buona sera, successo di Louis Prima del 1950 con testo originale di Carl Sigman, inciso da Celentano su singolo nel 1958 (vedi Buonasera signorina, su Discografia Nazionale della Canzone Italiana, ICBSA. URL consultato il 4 febbraio 2016.), poi inserito nell'album Azzurro/Una carezza in un pugno del 1968 (Vedi Azzurro, in discografia album, sito ufficiale, Clan Celentano S.r.l. URL consultato il 4 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 21 gennaio 2016). e Azzurro, su Discografia Nazionale della Canzone Italiana, ICBSA. URL consultato il 4 febbraio 2016.
- ↑ "Borsa del Disco", in Musica e Dischi, Novembre 1958.
- ↑ a novembre 1958 la canzone era già stata pubblicata dalla Dischi Ricordi nell'interpretazione di Gaber, e presto seguiranno altre incisioni da parte di Ricky Gianco, Guidone e altri interpreti
- 1 2 Il testo della canzone è leggibile nella scheda su Il tuo bacio è come un rock del sito web della Galleria della canzone.it
- ↑ Secondo una dichiarazione di Piero Vivarelli: "Adriano era un po' una mia personale scoperta. Lo volli nel film I ragazzi del juke-box, di cui avevo scritto la sceneggiatura assieme a Ugo Pirro, Vittorio Vighi e Lucio Fulci che ne era anche il regista. Quando lo chiamammo a Roma, Celentano aveva inciso per Walter Gürtler alcuni dischi di cui si erano vendute ben poche copie - ma era indiscutibilmente un personaggio cui dar credito. Fu proprio per quel film che facemmo insieme Il tuo bacio è come un rock (la cui musica era stata scritta, sia detto per inciso, non da Adriano come molti credono, ma da suo fratello Alessandro). Gurtler, bruciato dai 45 giri precedenti, non voleva fargli incidere il disco e mi toccò supplicarlo in ginocchio. Poi ne vendette oltre trecentomila copie e fu lì che nacque un mito che ancora dura". Citazione riportata nella scheda su Il tuo bacio è come un rock del sito web della Galleria della canzone.it
- ↑ La prima edizione del Festival Adriatico della Canzone di Ancona si svolse nel capoluogo marchigiano nel 1952. Aveva luogo tradizionalmente nel mese di luglio ed aveva la caratteristica di abbinare alla gara canora uno spettacolo, cioè l'esibizione del meglio del repertorio dei cantanti partecipanti, in genere quattro, e di affidare la sintesi dei motivi in gara a Mario Barillari che, assieme a Gorni Kramer e Wolmer Beltrami, era fra i massimi fisarmonicisti italiani. Questo a ricordare che nelle Marche era allora concentrata la gran parte della produzione nazionale di fisarmoniche. L'organizzatore era Gianni Ravera, marchigiano di Chiaravalle, patron di 24 edizioni del festival di Sanremo e ideatore di altre manifestazioni per la ricerca di giovani talenti musicali, come il festival di Castrocaro e la Gondola d'Oro. Con lui collaborava anche l'impresario anconetano Vittorio Sulpizi. L'edizione più sensazionale del Festival Adriatico della Canzone fu quella del 1958 che vide la partecipazione di Domenico Modugno e di Antonio De Marco, che aveva accusato lo stesso Modugno di plagio per "Nel blu dipinto di blu". Quell'anno ben trecento motivi giunsero alla commissione presieduta da William Galassini, che ne selezionò venti, sottoposti al giudizio del pubblico, vinse "Per un filo d'erba", brano tradotto in 18 lingue ed inciso in 68 versioni. Nel 1959 al Festival di Ancona partecipò Adriano Celentano, che vinse con "Il tuo bacio è come un rock". Fu il trionfo del ritmo e dell'urlo anche ad Ancona con il lancio del personaggio Celentano in tutta Italia. Dal 1960 direttore artistico del Festival fu Gianfranco Intra, che curava pure gli arrangiamenti dei brani musicali in gara. Ad esso parteciparono anche numerosi cantautori, fra i quali Edoardo Vianello, Pino Donaggio e Sergio Endrigo che vi presentò la stupenda "La periferia". Cfr. il sito web Storia radio TV Archiviato il 17 agosto 2016 in Internet Archive.
- ↑ nella biografia “Celentano”, Milano, Longanesi, 1966; poi ripubblicata da Baldini & Castoldi
- ↑ cfr. dichiarazione di Pippo Baudo del 18 gennaio 2018 riportata nel sito web del Compleanno Celentano, 80 anni Pippo Baudo: «Benvenuto tra i giovani, hai la voce di un 18enne»Corriere della Sera
- ↑ cfr. Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, ed. Curcio, 1990; poi ristampato da Elleu multimedia
- ↑ Classifiche settimanali singoli 1959, su hitparadeitalia.it. URL consultato il 7 gennaio 2026.
- ↑ (i due hanno incominciato a incidere insieme con lo pseudonimo I Due Corsari)
- ↑ Adriano, con i Campanino, canta Ready teddy
- ↑ Classifica Settimanale Album 1960, su hitparadeitalia.it. URL consultato l'8 gennaio 2026.
- ↑ Classifiche Singoli Settimanali 1960, su hitparadeitalia.it. URL consultato l'8 gennaio 2026.
- ↑ nella caserma Morelli di Popolo di corso Unione Sovietica
- ↑ La canzone è stata poi usata nel primo film di Emir Kusturica Ti ricordi di Dolly Bell?, eseguita svariate volte dal complessino capeggiato da Dino, protagonista della pellicola
- ↑ un film che narra di una banda di rapinatori che a seguito di un furto fuggono vestiti da frati con la quale poi si scontreranno
- ↑ Gianfranco Manfredi, Adriano Celentano, edizioni Lato Side, Milano, 1981, pag. 7
- ↑ Don Backy si chiama in realtà Aldo Caponi, Pilade è Lorenzo Pilat, Ugolino si chiama Guido Lamberti e anche Gianco, che finché incise per la Ricordi, usava il suo vero cognome (Ricky Sanna)
- ↑ brano scritto da Leoni, Beretta e Del Prete con Celentano, poi eseguito in cover con il titolo Se oculta el sol anche dal gruppo musicale spagnolo Los Catinos
- ↑ (pubblicato anzitutto nelle riedizioni digitali de Il ragazzo della via Gluck dalla BMG Ricordi e dalla RTI Music e successivamente incluso solo nella raccolta Il cuore la voce del 2001)
- ↑ Una canzone che ha avuto un'infinità di versioni, tra cui forse la più strana è quella contenuta nel divertente (e censurato) film di Renzo Arbore del 1980, Il pap'occhio, dove un fantomatico coro, la Premiata Fabbrica Il Pernacchio, la esegue a bocca chiusa con svariati pernacchi nei momenti più topici della melodia
- ↑ Come riportano tutti i numerosi volumi scritti su Celentano, tra cui Adriano Celentano 1957/2007 - 50 anni da ribelle di Sergio Cotti, ed. Editori Riuniti 2007 pag. 94, e le classifiche americane
- ↑ Sergio Cotti - "Adriano Celentano 1957/2007 - 50 anni da ribelle" - Editori Riuniti pag. 94
- ↑ InfoDisc: Les 45 T. / Singles les plus vendus en France, su infodisc.fr. URL consultato il 3 agosto 2009 (archiviato dall'url originale il 29 giugno 2015).
- ↑ chi,non, lavora,non,fa,l'amore, adriano, celentano, claudia, mori, canzone, italiana, italian, song, su galleriadellacanzone.it.
- ↑ InfoDisc: Les 45 T. / Singles les plus vendus en France, su infodisc.fr (archiviato dall'url originale il 13 novembre 2008).
- ↑ Roberto Gervaso, La mosca al naso, Interviste famose, Rizzoli Editore, Milano 1980, pp. 26-34.
- ↑ Vedi l'articolo di Giovanna Cavalli Vegetariano un italiano su dieci nel Corriere della sera del 12 febbraio 2009.
- ↑ Anselmi, Eddy, Festival di Sanremo. Almanacco illustrato della canzone italiana, Panini, Modena, 2009, p. 336
- 1 2 pag.20 de L'Unità del 5/11/1991, vd. Archivio Storico Unità Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive..
- ↑ dal sito Rai Teche Copia archiviata, su teche.rai.it. URL consultato il 7 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2013)..
- ↑ Celentano, tutti gli ascolti dal 1987, su ilsecoloxix.it. URL consultato il 4 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 5 gennaio 2017).
- ↑ nel suo sito ufficiale, alla voce "filmografia" questo film non appare
- ↑ Roberto Chiti, Roberto Poppi, Enrico Lancia, Dizionario del cinema italiano, Volume 6, Parte 1, Dizionari Gremese, Gremese, 1991, p. 339, ISBN 88-8440-085-6.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 Celentano: torno in scena per gioco - 19 maggio 1994, su ricerca.repubblica.it.
- ↑ pag.20 del Corriere della Sera del 18/11/1994, vd. Archivio Storico Corriere Archivio Corriere della Sera.
- 1 2 pag.6 de L'Unità 2 del 20/11/1994, vd. Archivio Storico Unità Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive..
- ↑ Celentano si prende gioco di Superpippo, "Corriere della Sera" del 9 maggio 1996, su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 10-10-2009.
- ↑ Sergio Cotti Adriano Celentano 1957/2007 - 50 anni da ribelle, Editori Riuniti, Milano 2007, pag. 219
- ↑ Tra gli autori del programma c'è anche il caro amico Miki Del Prete e tra gli ospiti apparsi in trasmissione ricordiamo: Teo Teocoli, Ligabue, Manu Chao, Compay Segundo, Jovanotti, Piero Pelù, Tom Jones, Joe Cocker, David Bowie, Gianni Morandi, Biagio Antonacci, Nada, Max Pezzali e tanti altri.
- 1 2 Sergio Cotti Adriano Celentano 1957/2007 - 50 anni da ribelle, Editori Riuniti, Milano 2007, pag. 280
- ↑ Sergio Cotti Adriano Celentano 1957/2007 - 50 anni da ribelle, Editori Riuniti, Milano 2007, pag. 236
- ↑ Tra gli ospiti ricordiamo: Enzo Jannacci, Antonio Albanese, Giuliano Ferrara, Dario Fo, Giorgio Gaber (sua ultima apparizione televisiva), Giorgio Panariello, i Lùnapop, Shaggy (con lo sketch su sedia a rotelle: Celentano infatti è ingessato a una gamba a causa di una caduta durante uno sketch con Dario Fo nelle puntate precedenti), Carmen Consoli, Giorgia, Marco Masini, Fiorello.
- ↑ Sergio Cotti Adriano Celentano 1957/2007 - 50 anni da ribelle, Editori Riuniti, Milano 2007, pag. 184
- ↑ Redazione, Celentano, numeri da record: oltre 16 milioni con Benigni, in La Repubblica, 28 ottobre 2005. URL consultato l'11 gennaio 2015.
- ↑ viveur.it, https://web.archive.org/web/20120214072906/http://www.viveur.it/articoli/?id=75 (archiviato dall'url originale il 14 febbraio 2012).
- ↑ "La trappola radioattiva", su corriere.it. URL consultato il 16-03-2011.
- ↑ Sanremo, ci sarà anche Celentano, su corriere.it. URL consultato il 13-12-2011.
- ↑ Firmato contratto tra Celentano e la Rai., su adnkronos.com. URL consultato il 19 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale l'11 gennaio 2015).
- 1 2 Compenso di Adriano Celentano in beneficenza fino all'ultimo euro, su adnkronos.com. URL consultato il 19 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale l'11 gennaio 2015).«"Quanto al compenso del Molleggiato che ha suscitato tante polemiche, Mazzi ha chiarito che il suo cachet "andrà in beneficenza fino all'ultimo euro. E non solo. Le tasse sulla beneficenza le pagherà lui di tasca propria. Quindi si dovrebbe vergognare chi ha gridato allo scandalo"."»
- ↑ Le Novae - Sanremo, Celentano ci sarà. Tutto il compenso in beneficenza[collegamento interrotto]
- ↑ Adriano Celentano contro tutti, la trascrizione integrale, su sorrisi.com (archiviato dall'url originale il 18 febbraio 2012).
- ↑ Legge elettorale, referendum bocciato per il rischio di un vuoto normativo, su diritto24.ilsole24ore.com.
- ↑ sito Archiviato il 27 ottobre 2016 in Internet Archive.] Archiviato il 27 ottobre 2016 in Internet Archive..
- ↑ sito .
- 1 2 3 Sanremo-boom: 14,4 mln e quasi 50%, su grr.rai.it.
- ↑ Sanremo, Morandi: Contestazioni a Celentano sicuramente pilotate, su LaPresse, 19 febbraio 2012. URL consultato il 19 aprile 2021 (archiviato dall'url originale il 4 agosto 2012).«"Le contestazioni a Celentano sono state assolutamente pilotate. Erano quattro persone sparse ai quattro lati della galleria che urlavano nelle pause. Organizzata non so da chi, non ho sospetti. Ma sono convinto fosse tutto pilotato, non avevo mai visto cose del genere."»
- 1 2 3 Torna Celentano, vince Emma, su repubblica.it.
- ↑ Gv 1,18, su La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
- ↑ 1G 4,12, su La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
- ↑ Omelia di Papa Benedetto XVI, su vatican.va.«"Una breve riflessione anche sulla questione centrale del tributo a Cesare. Gesù risponde con un sorprendente realismo politico"»
- ↑ Udienza generale di Papa Benedetto XVI 18 ottobre 2006, su vatican.va.«"Una seconda domanda riguarda il motivo del comportamento di Giuda: perché egli tradì Gesù? La questione è oggetto di varie ipotesi. Alcuni ricorrono al fattore della sua cupidigia di danaro; altri sostengono una spiegazione di ordine messianico: Giuda sarebbe stato deluso nel vedere che Gesù non inseriva nel suo programma la liberazione politico-militare del proprio Paese."»
- ↑ Celentano attacca di nuovo i giornali del Vaticano: “Non devono fare politica, ma parlare di Gesù”, su online-news.it. URL consultato il 19 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale il 25 dicembre 2014).
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- ↑ La versione di Adriano - la Repubblica (PDF), su acfans.it.
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- Sergio Cotti, Le Robe di Adriano, Azzano San Paolo (Bg), Bolis Edizioni, 2022. ISBN 978-88-7827-524-9.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
- Sito ufficiale, su ilmondodiadriano.it.
- Adriano Celentano Official (canale), su YouTube.
- Celentano, Adriano, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- (EN) Adriano Celentano, su Goodreads.
- Adriano Celentano, su Discografia nazionale della canzone italiana, Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi.
- Adriano Celentano, su Last.fm, CBS Interactive.
- (EN) Craig Harris, Adriano Celentano, su AllMusic, All Media Network.
- (EN) Adriano Celentano, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Adriano Celentano, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
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- Adriano Celentano, su CineDataBase, Rivista del cinematografo.
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- (DE, EN) Adriano Celentano, su filmportal.de.
- Blog ufficiale, su ilmondodiadriano.it. URL consultato il 16 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 16 giugno 2012).
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