Valentino Rossi

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Valentino Rossi
Valentino Rossi 2010 Qatar.jpg
Rossi nel 2010
Nazionalità Italia Italia
Motociclismo IlmorX3-003.png
Carriera
Carriera nel Motomondiale
Esordio 1996 in classe 125
Scuderie 1996-1999 Aprilia
2000-2003 Honda
2004-2010 Yamaha
2011-2012 Ducati
2013- Yamaha
Mondiali vinti 9
Gare disputate 337
Gare vinte 114
Podi 215
Punti ottenuti 5521
Pole position 63
Giri veloci 95
Carriera nel mondiale Rally
Esordio 2002
Rally disputati 3
 

Valentino Rossi (Urbino, 16 febbraio 1979) è un pilota motociclistico italiano.

Tra i piloti più titolati del motociclismo in virtù dei nove titoli conquistati, è l'unico pilota nella storia del Motomondiale ad aver vinto il mondiale in quattro classi differenti: 125 (1), 250 (1), 500 (1) e MotoGP (6). Detiene inoltre il primato del numero di Gran Premi disputati consecutivamente nel mondiale di velocità, con 228 presenze.[1] È proprietario dello SKY Racing Team VR46.[2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Stefania Palma e di Graziano Rossi, a sua volta pilota motociclistico a cavallo degli anni 1970 e 1980, nasce a Urbino per poi crescere nel paese di Tavullia, in provincia di Pesaro. Grazie alla passione motociclistica del padre, Valentino vive fin dal suo primo anno di vita a contatto con i motori:

«Andavamo sul piazzale della Berloni, legavo con una corda la sua macchinina dietro al mio motorino e lo trainavo mentre faceva i traversi e il controsterzo». Quanti anni aveva? «Forse manco due, me lo ricordo perché a due anni e mezzo ha avuto in regalo un motorino con le rotelle. Che ha tolto quasi subito». (il padre Graziano in un'intervista del febbraio 2015[3])

Fin da bambino usa sempre il numero 46, anche nelle annate in cui ha la possibilità di sfoggiare l'1 di campione in carica; è lo stesso numero precedentemente utilizzato nel Motomondiale dal padre e successivamente da un pilota giapponese di cui era molto appassionato.[4]

Dopo il divorzio, i suoi genitori hanno avuto altri due figli, nati entrambi nel 1997: il fratellastro da parte di madre Luca Marini, nato il 10 agosto, anch'egli pilota di moto[5] (nel Motomondiale dalla stagione 2016), e la sorellastra da parte paterna, Clara Rossi, nata a novembre.[6] Dal 2012 al 2016 è stato sentimentalmente legato alla modella Linda Morselli.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Motociclismo[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

A Tavullia, Valentino Rossi prende confidenza con i motori fin da piccolo, grazie al padre Graziano che corse nel motomondiale tra gli anni 1970 e 1980, e mostra subito il suo talento. Comincia con i go kart prendendo la licenza con un anno di anticipo, a soli 9 anni,[3] ma passa presto alle più economiche minimoto, che al tempo non avevano ancora avuto lo sviluppo odierno, e prende la prima licenza come pilota del Moto Club Cattolica, sodalizio pioniere delle gare di minimoto. Fa le sue prime esperienze e gare presso la pista Motorpark a Cattolica, la prima omologata FMI.

A 13 anni prova per la prima volta la Aprilia Futura 125 ed esordisce nel campionato Sport Production nel 1993 in sella alla Cagiva Mito 125, gestita da Claudio Lusuardi. Nel 1994 partecipa contemporaneamente ai campionati Sport Production e GP italiani, riuscendo a vincere il campionato delle derivate di serie e a fare esperienza sui prototipi da GP. L'anno successivo vince il campionato italiano della classe 125 e si classifica terzo nell'europeo della stessa categoria.

Dall'esordio in classe 125 nel 1996, al Gran Premio del Mugello del 2010, Rossi non ha mai saltato una gara.

Classe 125[modifica | modifica wikitesto]

Le Aprilia RS 125 R (a sinistra) e RSV 250 (a destra) con le quali Rossi ha vinto i mondiali 125 (1997) e 250 (1999)

La stagione 1996 del motomondiale sancisce l'esordio nel campionato del mondo di Valentino Rossi. Dopo alcune prestazioni di rilievo, ottiene la sua prima vittoria nel Gran Premio della Repubblica Ceca, a Brno,[7] conquistando anche la sua prima pole position; ottiene inoltre un terzo posto in Austria e conclude la stagione al 9º posto con 111 punti.

Nel 1997 passa dal team AGV al Team ufficiale Nastro Azzurro Aprilia e ottiene il suo primo titolo mondiale in sella alla RS 125 con 321 punti iridati.[8] Nel corso della stagione ottiene undici vittorie (Malesia, Spagna, Italia, Francia, Olanda, Imola, Germania, Brasile, Gran Bretagna, Catalogna e Indonesia), un secondo posto in Austria, un terzo posto in Repubblica Ceca e quattro pole position (Malesia, Paesi Bassi, Imola e Germania). A questo punto Rossi passa alla 250.

Classe 250[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 1998 corre nella classe 250.[9] Trascorre il primo anno all'interno del team Nastro Azzurro; il cambio di cilindrata segna anche il passaggio dalla squadra di Mauro Noccioli a quella di Rossano Brazzi. L'anno non comincia bene, cadendo nelle prime due gare della stagione, nonostante ciò conclude la stagione al 2º posto con 201 punti, 23 in meno di Capirossi; nel corso della stagione ottiene cinque vittorie (Olanda, Imola, Catalogna, Australia e Argentina), tre secondi posti (Spagna, Italia e Francia) e un terzo posto in Germania.

Nel 1999, unico pilota del team ufficiale Aprilia Grand Prix Racing, si laurea campione del mondo della 250 con 309 punti;[9] ottiene nove vittorie (Spagna, Italia, Catalogna, Gran Bretagna, Germania, Repubblica Ceca, Australia, Sudafrica e Brasile), due secondi posti (Olanda e Imola), un terzo posto in Argentina e cinque pole position (Malesia, Francia, Paesi Bassi, Germania e Argentina).[10]

Classe 500 e MotoGP[modifica | modifica wikitesto]

Honda (2000-2003)[modifica | modifica wikitesto]
La Honda NSR500 con cui Rossi ha vinto titolo mondiale nella classe regina nel 2001

Il 2000 è l'anno del passaggio alla classe 500 e del cambio di scuderia.[11] Firma infatti un contratto con la Honda e convince la casa giapponese ad avere l'assistenza di Jeremy Burgess, esperto Capo tecnico precedentemente al servizio di Mick Doohan e libero dopo il ritiro di quest'ultimo l'anno prima. Anche lo sponsor principale, Nastro Azzurro, lo segue nella nuova avventura, supportandolo con lo staff Mkt e pr., che lo aveva seguito dall'anno della vittoria del primo campionato mondiale in 125. Nella stagione di esordio, vince due GP (Gran Bretagna e Brasile) ed è vicecampione del mondo con 209 punti, dietro a Kenny Roberts Junior; oltre alle due vittorie, ottiene tre secondi posti (Germania, Repubblica Ceca e Pacifico) e cinque terzi posti (Spagna, Francia, Catalogna, Portogallo e Australia).

Nel 2001, ultima stagione prima della sostituzione di questa classe con la MotoGP, vince il terzo titolo iridato; ottiene undici vittorie (Giappone, Sudafrica, Spagna, Catalogna, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Portogallo, Pacifico, Australia, Malesia e Brasile),[9] un secondo posto in Olanda, un terzo posto in Francia, quattro pole position (Sudafrica, Spagna, Italia e Catalogna) e 325 punti iridati. Sempre nel 2001, si cimenta nella prova più importante del Mondiale Endurance per le case giapponesi, la 8 Ore di Suzuka, imponendosi assieme all'allora compagno di marca (e pilota ufficiale Superbike) Colin Edwards.[12]

Valentino Rossi sulla Honda RC211V durante una gara

Il Motomondiale 2002 fu il primo della nuova classe MotoGP, caratterizzata dai nuovi motori a quattro tempi da 990 cm³. Rossi, alla guida della nuova RC211V a cinque cilindri, ottiene 11 vittorie (Giappone, Spagna, Francia, Italia, Catalogna, Paesi Bassi, Gran Bretagna, Germania, Portogallo, Brasile e Australia), quattro secondi posti (Sudafrica, Pacifico, Malesia e Comunità Valenciana), sette pole position (Giappone, Sudafrica, Spagna, Francia, Italia, Paesi Bassi e Gran Bretagna) e 355 punti iridati, che gli consentono di vincere il quarto titolo mondiale.

Nell'anno successivo vince nuovamente il titolo con 357 punti,[9] nove vittorie (Giappone, Spagna, Italia, Repubblica Ceca, Portogallo, Brasile, Malesia, Australia e Comunità Valenciana), cinque secondi posti (Sudafrica, Francia, Catalogna, Germania e Pacifico), due terzi posti (Olanda e Gran Bretagna) e nove pole position (Giappone, Francia, Italia, Catalogna, Repubblica Ceca, Brasile, Malesia, Australia e Comunità Valenciana). In questa stagione ha concluso tutte le gare sul podio. Nel Gran Premio d'Australia a Phillip Island, dopo aver ricevuto 10 secondi di penalizzazione, a causa di un sorpasso effettuato su Melandri con bandiere gialle esposte, per la caduta del pilota Ducati Troy Bayliss, riesce a dominare la gara e conclude con 15 secondi di vantaggio, annullando la penalizzazione.[13]

Yamaha (2004-2005)[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2004 Rossi passa dalla Honda alla Yamaha,[9] firmando un contratto di 12 milioni all'anno, più altri 3 milioni derivanti dagli sponsor.[14] Viene seguito da quasi tutti gli elementi chiave della vecchia squadra, come il capotecnico australiano Jeremy Burgess, con lui sin dalla prima stagione in Honda nel 2000.

Rossi in sella alla Yamaha YZR-M1 nel GP di Gran Bretagna 2005

Rossi vince il Motomondiale 2004 con 304 punti iridati, a dodici anni di distanza dall'ultima vittoria di un pilota Yamaha, lo statunitense Wayne Rainey.[15] Nel corso della stagione ottiene nove vittorie (Sudafrica, Italia, Catalogna, Paesi Bassi, Gran Bretagna, Portogallo, Malesia, Australia e Comunità Valenciana), due secondi posti (Repubblica Ceca e Giappone) e cinque pole position (Sudafrica, Spagna, Paesi Bassi, Gran Bretagna e Malesia). In questa stagione il suo compagno di squadra è stato Carlos Checa.

Anche nel 2005 Rossi vince la competizione con 367 punti,[9] divenendo campione del mondo con quattro gare di anticipo, a Sepang, il 25 settembre. Conquista 11 vittorie su 17 gare (Spagna, Cina, Francia, Italia, Catalogna, Paesi Bassi, Gran Bretagna, Germania, Repubblica Ceca, Qatar e Australia), 16 podi complessivi (tre secondi posti (Portogallo, Malesia e Turchia) e due terzi posti (Laguna Seca e Comunità Valenciana). In questa stagione ha corso in coppia con Colin Edwards, che sarà suo compagno di squadra anche nei due anni successivi.

La crisi di risultati (2006-2007)[modifica | modifica wikitesto]
Rossi durante il GP d'Australia 2006

Il 2 agosto 2006, Rossi firma il rinnovo contrattuale con la Yamaha. La stagione non ha inizio nel migliore dei modi, infatti alla prima gara, sul circuito di Jerez, cade al primo giro e rimontando chiude al 14º posto.[16]. In Cina è costretto a ritirarsi per dei problemi alla gomma posteriore,[17] mentre in Francia a causa della rottura del motore.[18] Ottiene comunque 5 vittorie (Qatar, Italia, Catalogna, Germania e Malesia). Nella stagione si classifica al secondo posto con 247 punti. Nell'ultima gara perde il primo posto in classifica, ottenuto all'Estoril, non riuscendo ad andare oltre il tredicesimo posto,[19] e venendo definitivamente superato dal nuovo campione del Mondo Nicky Hayden, arrivato terzo, violando l'imbattibilità quinquennale di Rossi.

Nel 2007 comincia la stagione con un secondo posto al Gran Premio del Qatar, dietro a Casey Stoner. Al Gran Premio di Spagna torna alla vittoria precedendo il compagno di squadra Colin Edwards. Torna a vincere al Mugello, dove vince per la sesta volta consecutiva e raggiungendo 60 vittorie in MotoGP, ed eguaglia il record di podio nella classe regina (95) detenuto finora da Mick Doohan.[20] A fine stagione si classifica al terzo posto finale, dietro al nuovo campione del mondo della Ducati, Stoner, e al pilota della Honda Pedrosa. Vince quattro gran premi, nell'ordine: Jerez, Mugello, Assen e Estoril (dove dedica la vittoria a Colin McRae, scomparso il giorno precedente); arriva secondo a Losail, Shanghai, Montmeló e ottiene un altro podio a Phillip Island arrivando terzo; ottiene inoltre dei piazzamenti di minor rilievo a Istanbul (decimo posto) e a Le Mans (sesta posizione). Nelle qualifiche dell'ultimo GP a Valencia Rossi, a causa di una caduta, si procura un trauma multiplo alla mano destra.[21] L'aiuto della clinica mobile gli consente di partecipare comunque alla gara, dalla quale però si ritira per un guasto elettronico. Durante quest'ultimo fine settimana avverrà la comunicazione ufficiale del suo passaggio alle gomme giapponesi Bridgestone, dopo diversi anni con le Michelin.

La rivincita, la riconferma e l'infortunio (2008-2010)[modifica | modifica wikitesto]
Valentino Rossi festeggia la centesima vittoria in carriera ad Assen nel 2009

Nel 2008 è ancora in sella alla Yamaha e il suo compagno di squadra diventa Jorge Lorenzo, campione del mondo in carica della classe 250, che sostituisce Colin Edwards; i due piloti non usufruiscono dello stesso fornitore di pneumatici, Rossi utilizza le Bridgestone mentre Lorenzo ha a disposizione le Michelin, e inoltre il box della scuderia nipponica viene "diviso a metà", nel tentativo di evitare il passaggio di dati tecnici fra i team dei due piloti.[22][23] Nelle prime tre gare, Stoner, Pedrosa e il debuttante compagno di squadra Lorenzo si alternano sul gradino più alto del podio. Successivamente Rossi riconquista la prima posizione in classifica mondiale con tre vittorie consecutive nei gran premi di Cina, Francia e Italia. Nel Gran Premio di Francia, a Le Mans, raggiunge le 90 vittorie in carriera, al pari di Angel Nieto. A partire dal Gran Premio degli USA di Laguna Seca, Rossi conquista una serie di vittorie: Brno, Misano Adriatico, Indianapolis e Motegi. Il 22 giugno 2008 Valentino corre a Donington Park il suo 200º Gran Premio, giungendo secondo alle spalle di Casey Stoner; sullo stesso circuito, nel 2002, Rossi aveva raggiunto il traguardo dei 100 GP e, curiosamente, la vittoria numero 46. Ad Indianapolis, dove il 14 settembre del 2008 le moto gareggiano per la prima volta, Rossi conquista la vittoria che gli consente di superare, con 69 vittorie tra 500 e MotoGP, il record assoluto detenuto in precedenza da Giacomo Agostini. A Motegi, con tre gare di anticipo rispetto alla fine del campionato, torna a laurearsi campione del mondo, arrivando a 8 titoli iridati: 1 in 125, 1 in 250 e 6 tra 500 e MotoGP.[24] Ottiene un'ulteriore vittoria a Sepang. Tra i dati statistici, da segnalare i 373 punti in campionato e 7 ulteriori piazzamenti sul podio: i secondi posti in Spagna, Catalogna, Gran Bretagna, Germania e Australia, e i terzi posti in Portogallo e a Valencia; ottiene anche due pole positions (Mugello e Indianapolis).

Rossi festeggia la vittoria del Gran Premio del Qatar 2010

La stagione 2009 inizia con due secondi posti, in Qatar (dietro a Stoner) e in Giappone (gara in cui parte dalla pole ma giunge alle spalle di Lorenzo), e la vittoria in Spagna a Jerez. Nella quinta gara, a Le Mans, giunge sedicesimo al traguardo, fuori dalla zona punti; ritorna sul podio ottenendo un terzo posto al Mugello (Gran Premio del quale aveva vinto le precedenti sette edizioni) e ottiene la vittoria in Catalogna, dopo una gara combattuta con Lorenzo e un sorpasso all'ultima curva. Il 27 giugno 2009, in occasione del Gran Premio d'Olanda ad Assen, Rossi raggiunge la sua centesima vittoria in carriera e la festeggiata con l'ostensione, al termine della gara, di uno striscione recante le foto di tutte le vittorie da lui ottenute sino ad allora.[25] A Laguna Seca arriva secondo, alle spalle di Pedrosa e davanti a Lorenzo e Stoner,[26] mentre in Germania conquista la pole sul bagnato e la vittoria in gara dopo un duello col compagno di squadra. Nel Gran Premio di Gran Bretagna, dopo aver ottenuto la pole position, conclude la gara al quinto posto, dopo esser stato vittima di una caduta mentre si trovava in testa.

In quel periodo la stampa sportiva annuncia erroneamente[27] che il 19 luglio 2009, sul circuito del Sachsenring, Valentino Rossi avesse eguagliato il record assoluto di Giacomo Agostini, conquistando il podio numero 159 della sua carriera. Tale equivoco scaturì dal mancato computo dei risultati ottenuti dal campione bergamasco nella Formula 750 che, dal 1977 al 1979, era compresa nelle classi del Motomondiale. Su 190 Gran Premi disputati, Agostini ha conquistato 162 podi e 123 vittorie. Rossi conquisterà poi il 163º podio, alla 223ª gara disputata, arrivando 3º nel Gran Premio motociclistico della Malesia 2009.

Rossi nel 2010 ai box di Le Mans, intento a compiere i suoi rituali gesti scaramantici prima di salire a bordo della moto

In Repubblica Ceca ottiene pole e vittoria davanti a Pedrosa, con i due principali rivali per la lotta iridata fuori causa (Lorenzo infatti è caduto, mentre Stoner non ha preso parte a questa e alle successive due gare a causa di problemi fisici). Nel Gran Premio di Indianapolis invece cade, mentre Lorenzo conquista la vittoria; la settimana successiva, nel Gran Premio di San Marino, Rossi fa pole position e vince, precedendo i rivali diretti per il titolo Lorenzo e Pedrosa. Nel Gran Premio del Portogallo ottiene il quarto posto, alle spalle di Lorenzo, Stoner (appena rientrato dall'infortunio) e Pedrosa. A Phillip Island Rossi giunge secondo, dietro a Stoner, mentre Lorenzo cade nelle prime fasi della gara; la sua giornata viene tuttavia condizionata da un lutto familiare: infatti era da poche ore a conoscenza del suicidio del secondo marito di sua madre.[28] Il cospicuo vantaggio guadagnato sul secondo in classifica Jorge Lorenzo, consente a Valentino Rossi di laurearsi per la nona volta campione del mondo nella gara successiva, caratterizzata dal maltempo, durante il Gran Premio della Malesia:[29] Rossi conclude al terzo posto, dopo esser partito dalla pole, dietro a Stoner e Pedrosa, ma davanti a Lorenzo. Il 25 ottobre 2009, dopo la conquista del suo nono titolo mondiale, Rossi ha eguagliato Carlo Ubbiali e Mike Hailwood, conseguendo un numero di titoli mondiali inferiore solo a quelli vinti da Giacomo Agostini e Angel Nieto. La stagione si conclude con la piazza d'onore alle spalle di Pedrosa nel Gran Premio della Comunità Valenciana, davanti al compagno di squadra.

La stagione 2010 inizia con una vittoria in Qatar, davanti al compagno di team Jorge Lorenzo e ad Andrea Dovizioso (team ufficiale HRC), vittoria favorita anche dalla caduta di Stoner, che sino ad allora era al comando della gara. In Spagna si classifica terzo, mentre in Francia arriva secondo dopo essere partito dalla pole position. Tuttavia il 5 giugno, durante le prove del Gran Premio d'Italia presso il circuito del Mugello, Valentino cade a causa di un high side, riportando la frattura scomposta ed esposta di tibia e perone, infortunio per il quale subisce un intervento chirurgico presso il CTO di Firenze. Nonostante si prospettino lunghi tempi di recupero (la prognosi iniziale era di almeno due mesi)[30], Rossi torna in sella alla moto, sebbene ancora claudicante e costretto all'utilizzo delle stampelle, a poco più di un mese dall'infortunio.[31][32], che non gli consente di prender parte a quattro Gran Premi, vinti da Pedrosa (Italia) e Lorenzo (Gran Bretagna, Olanda e Catalogna). Durante l'assenza è stato sostituito dal collaudatore giapponese Wataru Yoshikawa. Il ritorno alle competizioni avviene al Gran Premio di Germania, che si disputa il 18 luglio presso il circuito del Sachsenring, dopo aver ricevuto l'autorizzazione a correre da parte dei medici del circuito.[33]

Rossi precede Jorge Lorenzo durante una fase della gara nel Gran Premio di Francia 2010

E proprio in Germania Rossi ottiene un quarto posto, dopo un'accesa lotta con Stoner, negli ultimi giri della gara, per il gradino più basso del podio; quindi la settimana successiva, nel Gran Premio degli Stati Uniti, riesce a ottenere un altro terzo posto. Al termine della pausa estiva, Rossi ottiene il quinto posto nel Gran Premio della Repubblica Ceca ed il quarto ad Indianapolis. A Misano, invece, conquista il terzo posto al termine di una gara funestata dall'annuncio della morte del centauro giapponese Shoya Tomizawa a seguito dei gravi traumi riportati in un incidente nella gara di Moto 2, svoltasi immediatamente prima della MotoGP.

Nel nuovo Gran Premio d'Aragona, disputato in sostituzione della prova ungherese, giunge sesto.[34] Nella gara successiva, il Gran Premio del Giappone a Motegi, Rossi, dopo un duello serrato con Lorenzo, riesce a salire sul gradino più basso del podio, mentre la settimana successiva in Malesia, torna a vincere, precedendo sul traguardo Dovizioso e Lorenzo, laureatosi matematicamente campione del mondo.[35] È terzo in Australia una settimana dopo, mentre in Portogallo occupa la piazza d'onore. Conclude il motomondiale 2010 e la sua esperienza con la Yamaha conquistando il gradino più basso del podio al Gran Premio della Comunità Valenciana,[36] piazzamento che gli vale il terzo posto nella classifica iridata dopo Lorenzo e Pedrosa e immediatamente davanti a Stoner.[37]

Ducati (2011-2012)[modifica | modifica wikitesto]
Rossi in sella alla Ducati Desmosedici durante i test pre-stagionali in Malesia

Nel dopo-gara del GP della Repubblica Ceca 2010 è stato dato l'attesissimo annuncio ufficiale del passaggio del centauro di Tavullia dalla Yamaha alla Ducati per le stagioni 2011 e 2012.[38] Durante tale biennio però, di gran lunga il più buio della sua carriera, non ottiene alcuna vittoria, collezionando quattro ritiri e soli tre podi. Secondo dichiarazioni successive a questo deludente periodo, il problema era legato al mezzo, che non permetteva di essere guidato in un modo che fosse all'altezza delle altre motogp, facendo infatti imbattere spesso i piloti in improvvise chiusure dell'avantreno, con conseguenti cadute talvolta particolarmente rischiose. Per Rossi, così come per il compagno di squadra Nicky Hayden, la Desmosedici risulta difficile da gestire, soprattutto relativamente alla ruota anteriore, e costringe i piloti a seguire linee molto larghe in curva, facendo così perdere terreno e tempo prezioso in termini di gara. Nonostante il discusso rinnovo del telaio apportato per la stagione 2012 (che mette da parte uno dei tratti distintivi del marchio bolognese), durante il biennio la guida difficoltosa della Ducati Desmosedici non subisce importanti miglioramenti, a causa anche degli impedimenti da parte del gruppo dirigente e tecnico, che mantenendo costantemente un noto approccio rigido, non accoglie le richieste dei piloti.[39][40]

La prima stagione inizia con un settimo posto in Qatar,[41] mentre in Francia a Le Mans Rossi ottiene il suo primo podio con la Ducati, giungendo terzo al traguardo alle spalle di Stoner e Dovizioso[42], mentre in Giappone cade e si ritira, subendo una frattura parziale al quinto dito della mano.[43] Stessa cosa succede in Australia, cadendo a 15 giri dal termine.

Rossi esce dai box Ducati in sella alla Desmosedici, durante dei test all'Estoril nell'aprile 2011

Il 23 ottobre 2011, durante il 2º giro del Gran Premio della Malesia, rimane coinvolto con Colin Edwards nell'incidente che porta alla morte Marco Simoncelli, suo abituale compagno di allenamento oltre che rivale in pista; dopo l'incidente la gara verrà prima sospesa, poi annullata.[44][45] Il drammatico incidente colpisce particolarmente Rossi, il quale aveva instaurato un profondo legame di amicizia con "il Sic". Due settimane dopo, nell'ultimo appuntamento del Motomondiale 2011, il Gran Premio della Comunità Valenciana, finisce la gara anticipatamente a causa di un contatto con Álvaro Bautista, pilota Suzuki, che ne causa la caduta durante il primo giro. Termina la stagione al 7º posto con 139 punti, per la prima volta mai vincitore di un Gran Premio in una singola stagione.

Inizia il 2012 con il decimo piazzamento in Qatar, in Francia conclude una gara completamente bagnata con la seconda posizione, superando Casey Stoner all'ultimo giro ed ottenendo il primo podio della stagione, che dedicherà all'amico pilota recentemente scomparso. Nella gara di Assen taglia il traguardo in tredicesima posizione per un problema alla gomma, che lo costringe ad effettuare un pit stop. A Laguna Seca si ritira a seguito di una caduta al penultimo giro e il 10 agosto 2012, con un comunicato sul suo sito ufficiale, la Ducati annuncia la fine del rapporto con Rossi al termine dell'anno; poco dopo la Yamaha comunica di aver trovato un accordo col pilota italiano per le stagioni 2013 e 2014. Nel Gran Premio di San Marino Rossi arriva secondo sul podio, e termina la stagione al 6º posto con 163 punti. Durante il biennio è comunque il pilota Ducati che ottiene i migliori risultati. Verso la fine del campionato rilascia un'intervista sui due anni con l'azienda di Borgo Panigale, definendoli come un errore in quanto scarni di risultati,[46] e confermando quindi di chiudere l'esperienza con la rossa.

Il ritorno in Yamaha (dal 2013)[modifica | modifica wikitesto]
Rossi nella scia di Marc Márquez durante il weekend di Silverstone 2013

Dopo l'incolore biennio in Ducati, per la stagione 2013 Rossi decide di tornare in Yamaha, dove va nuovamente a far coppia con lo spagnolo Lorenzo, campione in carica. Al debutto stagionale, il 7 aprile in Qatar, Rossi ottiene il secondo posto proprio dietro al compagno di squadra, e davanti all'esordiente Márquez. Dopo un sesto posto in Texas e un quarto a Jerez, ha una battuta d'arresto in Francia dove chiude dodicesimo, a causa di una caduta mentre lottava per il podio, e al Mugello, in cui esce di gara ancora per una caduta, durante il primo giro, per via di un contatto con Bautista. Ritorna tra i primi in Catalogna classificandosi quarto dietro Lorenzo, Pedrosa e Márquez. La prima e unica vittoria della stagione matura ad Assen – circuito storicamente favorevole a Rossi –, che consegue l'ottavo successo della sua carriera sul tracciato olandese imponendosi su Márquez e Crutchlow.[47] Nei successivi appuntamenti al Sachsenring e a Laguna Seca si mantiene sul podio, in entrambe le occasioni sul terzo gradino. Con la prova di Indianapolis ha invece inizio una sequenza di quattro quarti posti consecutivi, proseguita poi a Brno e Silverstone, e chiusa a Misano. Nel finale di stagione, torna a salire sul podio in Aragona e in Australia, risultati intervallati ancora da un quarta piazza a Sepang e da un sesto posto a Motegi. Rossi conclude la stagione 2013 cogliendo l'ennesimo quarto posto a Valencia: è questa anche la posizione finale con cui il pesarese termina il campionato piloti, a 237 punti in classifica; il piazzamento rispecchia l'andamento globale della stagione, con Rossi spesso lontano dalla lotta al vertice ad opera del trio spagnolo Lorenzo-Márquez-Pedrosa.[48]

Rossi sul circuito Bugatti nel 2014

Nella gara d'esordio del 2014 giunge secondo in Qatar, dietro al campione del mondo Márquez, mentre nei successivi due appuntamenti in Texas e in Argentina conclude rispettivamente ottavo e quarto. Infila poi una serie di quattro podi consecutivi che permettono al pilota di issarsi al secondo posto della classifica generale; in Italia, con un terzo posto, taglia il traguardo dei 300 Gran Premi in carriera.[49] A luglio 2014 annuncia nel frattempo di aver rinnovato l'accordo con la Yamaha per altri due anni. A Indianapolis giunge terzo, piazzamento poi replicato a Brno – arrivando, per la prima volta in stagione, davanti all'iridato in carica Márquez – e Silverstone. Torna al successo, dopo un anno, trionfando a Misano davanti al compagno di squadra e a Pedrosa.[50] In Giappone giunge terzo. Vince in Australia, dopo nove anni dal suo ultimo successo su questo tracciato, piazzandosi davanti a Jorge Lorenzo e Bradley Smith nel suo duecentocinquantesimo Gran Premio nella classe regina.[51] In Malesia giunge secondo. Conquista la pole position a Valencia dopo oltre quattro anni dalla sua precedente, chiude la gara al secondo posto così come il campionato, con 295 punti.[52]

La stagione 2015 si apre col successo nel Gran Premio del Qatar al termine di una gara che ha visto giungere a podio altri due italiani, Dovizioso e Iannone:[53] un risultato che non capitava dal Gran premio del Giappone del 2006 quando Rossi arrivò secondo dietro a Capirossi e davanti a Melandri. Nel Gran Premio delle Americhe giunge terzo,[54] ottenendo il suo primo podio in carriera su quel tracciato. Nel Gran Premio d'Argentina, dopo una rimonta dall'ottava casella della griglia, trionfa avendo la meglio su Márquez dopo un serrato duello nei giri conclusivi, conquistando la vittoria n. 110 in carriera.[55] Si conferma sul podio giungendo, nelle quattro successive prove, secondo in Francia[56] e Catalogna, e terzo in Spagna – festeggiando nell'occasione il podio n. 200 in carriera[57]– e Italia.[58] Torna al successo in Olanda conquistando pole position e gara, davanti a Márquez e Lorenzo.[59] In Germania, a Indianapolis e in Repubblica Ceca giunge terzo. Il podio in Germania gli permette di raggiungere un nuovo primato, infatti detiene il record per il più lungo intervallo di tempo trascorso tra il primo e l'ultimo podio fatto durante un Gran Premio del Mondiale con 18 anni e 342 giorni, superando Angel Nieto (con 18 anni e 328 giorni) detentore del primato dal 1986.[60]

Rossi saluta il pubblico sulla griglia di partenza, prima del via al Gran Premio di Catalogna 2015

Torna alla vittoria in Gran Bretagna, davanti agli altri due piloti italiani Petrucci e Dovizioso:[61] coglie nell'occasione la sua prima affermazione a Silverstone, che porta a 23 i circuiti della MotoGP dove il pesarese ha trionfato almeno una volta in carriera.[62] Chiudendo quinto a Misano, per la prima volta in stagione non sale sul podio, interrompendo in questo modo una striscia positiva che durava da sedici gare.[63] Ad Aragona torna sul podio giungendo terzo,[64] un piazzamento che contribuisce a dare alla Yamaha il titolo mondiale destinato alle squadre, successo che mancava al team giapponese dal 2010.[65] In Giappone giunge secondo, dietro Pedrosa,[66] mentre a Phillip Island chiude a ridosso del podio, quarto, dietro al vincitore Márquez, Lorenzo e Iannone, disputando nell'occasione il suo 328º gran premio nel Motomondiale, condividendo quindi, in tal modo, il record appartenuto fino ad allora a Loris Capirossi.[67]

In Malesia giunge terzo dietro Pedrosa e Lorenzo, ma dopo essere stato protagonista di un serrato e aggressivo duello con Márquez, al termine del quale quest'ultimo cade, in un contatto sospetto con l'italiano: a fine gara, la Direzione decide una sanzione di 3 punti sulla patente pilota di Rossi, il quale è di conseguenza costretto, nella gara conclusiva di Valencia, a partire dall'ultima posizione, benché con ancora sette punti di vantaggio su Lorenzo[68]. Questa penalizzazione compromette fortemente la possibilità di Rossi di vincere il titolo mondiale nell'ultimo appuntamento della stagione a Valencia: qui, partendo dal fondo in 26ª posizione, riesce a recuperarne ventidue e a tagliare il traguardo al quarto posto, tuttavia la contemporanea vittoria di Lorenzo lo porta comunque a concludere il campionato in seconda posizione, a cinque punti dal rivale spagnolo.[69][70]

Nel primo Gran Premio della stagione 2016, in Qatar, giunge quarto, alle spalle di Lorenzo, Dovizioso e Márquez.[71] In Argentina giunge secondo, mentre ad Austin parte dalla prima fila ma brucia la frizione e, nel tentativo di ricucire il distacco dai primi, al secondo giro cade. Si rifà a Jerez, partendo in pole position per la 62ª volta in carriera per poi vincere la gara mantenendo la testa del Gran Premio dal primo all'ultimo giro, conseguendo un hat-trick (pole, giro più veloce e vittoria) che mancava dal Gran Premio di Misano del 2009.[72] In Francia parte dalla settima casella ed è autore di una rimonta fino alla seconda posizione, firmando il giro più veloce della gara.[73] Al Mugello parte di nuovo dalla pole ma dopo otto giri è costretto al ritiro per un guasto al motore.[74] Vince in Catalogna, conquistando la decima vittoria personale sul circuito di Montmelò.[75]

Rivalità[modifica | modifica wikitesto]

« Non ci può essere amicizia tra campioni, al massimo solo rispetto. »
(Giacomo Agostini[76])
Max Biaggi è stato il principale rivale in pista di Rossi: i due piloti italiani hanno dato vita per anni a un'accesa sfida sportiva, che ha catalizzato l'interesse di tifosi e media attorno al Motomondiale

Nel corso della sua ventennale carriera motociclistica Rossi ha avuto modo di imbattersi in due diverse generazioni di piloti, circostanza che l'ha portato a incrociare i manubri con un discreto numero di avversari facendo nascere varie e reciproche rivalità, talvolta semplicemente sul piano sportivo, altre volte spintesi a livello personale. Durante la prima parte della carriera, a cavallo degli anni 1990 e 2000, Valentino si è ritrovato spesso a dar battaglia in pista con i connazionali Loris Capirossi e Max Biaggi, formando un trio di piloti al tempo ai vertici della disciplina: «i tre moschettieri», come li soprannominerà la stampa nazionale,[77] daranno vita a una rivalità che culmina nella stagione 2001, quando il trio monopolizza i primi tre posti della Classe 500, e con Rossi a cogliere il suo primo titolo nella classe regina.[78] Tuttavia, mentre la rivalità con Capirossi si mantiene sempre sul piano della correttezza in gara e della cordialità fuori dai circuiti, quella con Biaggi – l'altro principale pilota italiano dell'epoca – deflagra immediatamente in un acceso dualismo dentro e fuori la pista, finendo per anni al centro dell'attenzione degli appassionati e della stampa specializzata internazionale (che la definisce presto uno «spaghetti duel»), contribuendo non poco a tener viva la popolarità del Motomondiale a cavallo di II e III millennio.[79]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Rivalità Biaggi-Rossi.

La rivalità Biaggi-Rossi – la più importante delle rispettive carriere – è caratterizzata nei primi anni da grande acredine nonché forti scontri, sia verbali attraverso la stampa, sia fisici durante lo svolgimento delle gare, con comportamenti anche piuttosto duri da parte dei due piloti. Un dualismo nato alla vigilia della stagione 1998, in cui la scintilla viene fatta ricondurre a una frase proferita dal pilota romano a Suzuka – «prima di parlare con me, sciacquati la bocca» – e indirizzata al pesarese il quale aveva appena ereditato l'Aprilia 250 guidata negli anni precedenti dal connazionale, e che raggiunge l'apice a Barcellona nel 2001, al termine della gara della Classe 500, quando i due piloti vengono alle mani (coinvolgendo membri dei rispettivi entourage nonché addetti del circuito) nei momenti precedenti la cerimonia del podio;[80] in precedenza, sempre in quel 2001, in Giappone era avvenuto uno degli episodi più famosi nella querelle tra Biaggi e Rossi, quando nel corso della gara dapprima il romano aveva superato il rivale allargando scorrettamente e vistosamente il braccio, facendo rischiare al pesarese una caduta agli oltre 200 all'ora, e pochi giri dopo lo stesso Rossi aveva restituito a Biaggi il sorpasso mostrandogli nell'occasione, in diretta televisiva, il dito medio.[80][81][82] Da qui in avanti, pur continuando a esistere, i dissidi tra i due si affievoliscono sempre più in una sorta di «tregua armata»,[76] anche in coincidenza con l'entrata di Biaggi, di otto anni più anziano, nel crepuscolo della carriera (nonché con il passaggio di questo ultimo nel Mondiale Superbike); dopo il ritiro agonistico del pilota romano, addirittura, entrambi gli ex duellanti si sono lasciati alle spalle gli attriti del passato rendendosi protagonisti di una certa distensione nei rispettivi confronti.[83][84]

Rossi, Casey Stoner e Loris Capirossi nella conferenza stampa post-gara di Phillip Island 2007

Nei primi anni 2000 emerge poi il fugace dualismo con Sete Gibernau, con il quale l'italiano si contende i primi mondiali della neonata Classe MotoGP.[82] Una rivalità nata quasi per caso, tanto che inizialmente i due paiono, se non «amici», comunque in buoni rapporti; questo sin quando lo spagnolo, con le sue sempre più frequenti vittorie nel corso della stagione 2004, comincia a insidiare la leadeship di Rossi fino ad arrivare alle qualifiche del Gran Premio del Qatar, con i due in piena lotta per il titolo, quando una «spiata» dello spagnolo alla direzione gara costringe il pesarese a retrocedere all'ultima fila della griglia, dopo che il clan di questi aveva in precedenza cercato di "gommare" la piazzola di partenza di Rossi dopo una scialba qualifica.[76] Il breve scontro tra i due si chiuderà di fatto all'ultima curva del Gran Premio di Spagna del 2005, gara inaugurale della stagione, in cui Rossi conquista la vittoria grazie a una controversa «spallata»[81] che gli vale il sorpasso sullo spagnolo:[85] l'episodio finisce per essere fatale più a livello psicologico che non fisico a Gibernau, il quale da lì in avanti non vince più una gara né riesce a rimanere ai vertici della categoria,[76][82] chiudendo così un dualismo sportivo mai davvero radicato. Più accesa è invece la contrapposizione tra Rossi e Casey Stoner nella parte centrale del decennio, arrivata a un punto di non ritorno in occasione della gara di Laguna Seca del 2008, anche stavolta per via di un sorpasso del pesarese ai limiti del regolamento,[76] sfruttando la parte esterna della pista (una furbizia che sarà in seguito vietata dai regolamenti):[81] già critico in passato nei confronti delle condotte di gara del rivale, da qui in avanti l'australiano aumenterà ancor più lo scontro mediatico con l'italiano, che prosegue anche dopo il suo ritiro dalle corse.[86]

Rossi e Jorge Lorenzo, rivali nonché compagni di squadra tra gli anni 2000 e 2010

A cavallo degli anni 2000 e 2010 il principale rivale in pista di Rossi diventa per la prima volta un compagno di scuderia, Jorge Lorenzo. All'inizio della loro coabitazione nel team Yamaha, nel 2008, i due piloti non nascondono una reciproca insofferenza – acuita dal ritrovarsi spesso, negli anni seguenti, in lotta spalla a spalla per il titolo mondiale –: una situazione che porterà i vertici di Iwata alla decisione di «alzare un muro di separazione nel box», come se l'italiano e lo spagnolo corressero per due case concorrenti.[76] In pista il dualismo si mantiene invece sui binari di una sostanziale correttezza, come l'anno seguente a Barcellona quando il pesarese, all'ultima staccata, con un'entrata al limite compie ai danni del majorchino un «sorpasso considerato impossibile», rimasto negli annali della disciplina.[81] Nel triennio 2010-2012, dapprima per l'infortunio in cui incappa il pesarese, e poi per il suo passaggio a una poco competitiva Ducati, questo dualismo va a scemare. Con il ritorno di Rossi in Yamaha nel 2013 i rapporti personali tra i due vanno a migliorare, mostrandosi più avvezzi a una collaborazione all'interno dello stesso box,[76][87] seppur continuano a non mancare scaramucce in pista come nel convulso epilogo della stagione 2015.[88]

Ultima, e per certi versi più imprevedile, è la rivalità sorta a metà degli anni 2010 con Marc Márquez. Lo spagnolo, di quattordici anni più giovane rispetto a Rossi, durante l'infanzia aveva proprio nell'italiano il suo mito sportivo: una volta approdato nel Motomondiale, il giovane pilota catalano era stato subito preso in simpatia dal plurititolato Rossi, tanto che nei primi tempi i due non nascondevano la stima reciproca, e più volte il pesarese aveva trovato modo di definire Márquez come il suo «erede» in pista.[89][90] Come già accaduto anni addietro con Gibernau, i rapporti tra l'italiano e lo spagnolo sono andati a guastarsi una volta che i due si sono ritrovati a duellare alla pari, con un conseguente crescendo di scontri sui circuiti nonché verbali, via via sempre più aspri.[76] Una situazione degenerata nel Gran Premio della Malesia del 2015, quando un aggressivo corpo a corpo fra i due si è risolto nella caduta di Márquez: ritenuto colpevole dalla direzione gara, Rossi si è visto così retrocesso all'ultimo posto della griglia per la successiva e ultima gara del campionato a Valencia,[91] vedendo svanire le sue possibilità di conquistare un titolo mondiale andato all'altro rivale Lorenzo;[88] Rossi accuserà poi Márquez di non aver mai provato a sorpassare Lorenzo nell'ultimo appuntamento stagionale, favorendo così volutamente la vittoria del titolo da parte del connazionale.[92]

Rally e Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

Appassionato di automobilismo, Rossi ha gareggiato in una prova del campionato mondiale di rally WRC, nel 2002, a bordo di una Peugeot 206 WRC, in occasione del Rally d'Inghilterra senza però terminare la gara a causa di un'uscita di pista dopo poche curve. Al secondo tentativo di partecipazione ad una prova del mondiale rally WRC, è giunto 11º al Rally della Nuova Zelanda del 2006, a bordo di una Subaru Impreza WRC. Nel dicembre del 2008 ha preso parte all'ultima prova del campionato, ossia il Rally del Galles, riuscendo a concludere la gara 12º su di una Focus RS WRC.

Rossi alla guida di una Ford Fiesta WRC al Monza Rally Show del 2013

Partecipa anche al Monza Rally Show di cui ha vinto l'edizione del 2006 e del 2007 (su Ford Focus RS WRC), del 2012 e del 2015 (su Ford Fiesta WRC);[93] ha anche ottenuto quattro secondi posti nel 2008 (tanto nel rally quanto nel Master Show, alle spalle rispettivamente di Dindo Capello e di Piero Longhi), nel 2011 (nel Master Show, battuto solamente da Sébastien Loeb), nel 2013 (dietro a Daniel Sordo)[94] e nel 2014 (dietro a Robert Kubica[95]). Ha inoltre preso parte al Memorial Bettega del Motor Show di Bologna.

Inoltre, a lungo negli anni 2000 si è parlato della possibilità di un suo passaggio in Formula 1 nelle fila della Scuderia Ferrari, con la quale ha effettuato diversi test sulle piste di Fiorano e del Mugello: Michael Schumacher lo elogiò, dicendo che avrebbe potuto fare tranquillamente il pilota di F1; Rossi nel 2006 sfidò inoltre Fernando Alonso in una gara a somma di tempi in MotoGP, F1 e Rally, sul circuito di Barcellona (l'unico al mondo dove si svolgono tutte e tre le gare), dopo che il pilota spagnolo aveva minimizzato i risultati del pesarese ottenuti nella sessione di prove sulla Ferrari a Valencia[96].

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 agosto 2007 l'Ufficio di Pesaro dell'Agenzia delle Entrate contesta a Rossi compensi non dichiarati per 58.950.311 euro, relativi al periodo 2000-2004; considerando Irpef, Irap e Iva, l'evasione fiscale è pari a 43,7 milioni di euro. Il fisco chiede anche il pagamento delle sanzioni e degli interessi, per un totale complessivo di 112 milioni di euro. Per tutti e cinque gli anni in questione, Rossi aveva presentato una dichiarazione Irpef con un reddito inferiore a quello reale; lo stesso dicasi per l'Irap e l'Iva del 2000, mentre per il quadriennio 2001-2004 non ha presentato alcuna dichiarazione Irap e Iva. Il pilota si è difeso affermando di aver rispettato la legge e di aver pagato tutte le imposte dovute nel Regno Unito, dove risulta residente.

Nel febbraio del 2008 è stata resa nota la notizia che Rossi ha raggiunto un accordo con l'Agenzia delle Entrate patteggiando il pagamento di 19 milioni di euro per il periodo 2000-2004 e 16 milioni per il periodo 2005-2006: trenta milioni legati ai guadagni del periodo e 4,8 milioni legati alla mancata dichiarazione.[97] Per eliminare le sue pendenze anche nei confronti della magistratura, nel maggio del 2009 Rossi chiede alla Procura di Pesaro un patteggiamento a sei mesi di reclusione: sfruttando la condizionale, non sconterà mai tale pena e la condanna non verrà menzionata nel casellario giudiziale.[98]

Rossi nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Il 46, numero sempre usato da Valentino Rossi in carriera (e in precedenza dal padre Graziano), il quale contraddistingue anche varie sue attività extrasportive

Rossi gode di grande popolarità tra gli appassionati di motociclismo e tra i giornalisti per il suo carattere estroverso. Famose sono le sue trovate per festeggiare le vittorie assieme ai membri del fan club, che lo accompagnano nelle gare del mondiale (un gruppetto di amici "storici", ai quali Rossi stesso paga metà del costo della trasferta per seguirlo).

Nel 2002 ha ricevuto delle minacce da un movimento anarchico italo-spagnolo (che in quei giorni aveva inviato pacchi bomba contro importanti obiettivi iberici tra i due paesi) perché "reo" di avere stampato, su moto e tuta, il nome dell'azienda petrolifera Repsol (per la quale aveva girato uno spot in Spagna)[99].

Il 31 maggio 2005 ha ricevuto una laurea magistrale honoris causa in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni. CPO[100] dall'Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo". Alla fine dello stesso anno la Arnoldo Mondadori Editore ha pubblicato Pensa se non ci avessi provato, autobiografia del pilota, scritta con il giornalista Enrico Borghi.

È stato protagonista di due fumetti a lui dedicati: Quarantasei, realizzato da Milo Manara,[101] e Fast 46, disegnato da Astrò;[102] dall'opera di Manara è stato inoltre tratto un omonimo film d'animazione, uno speciale video-fumetto in cui Rossi presta la voce al suo alter ego d'inchiostro.

Valentino Rossi mentre autografa un suo casco personalizzato

Sia nel 2008 sia nel 2009, la squadra calcistica dell'Inter, di cui è noto tifoso, si è complimentata per le sue vittorie iridate attraverso il proprio sito web.[103][104]

Nel marzo del 2010, il Ministro degli Affari Esteri italiano Franco Frattini ha consegnato a Valentino Rossi il primo Winning Italy Award per il suo contributo alla valorizzazione dell'immagine dell'Italia nel mondo.[105][106]

Tra il 2010 e il 2011 il regista Mark Neale dirige il film documentario Fastest - Il più veloce, dedicato alla MotoGp e in particolare al nove volte campione del mondo Valentino Rossi, con la voce narrante dell'attore Ewan McGregor.[107]

Nel videogioco Grand Theft Auto: San Andreas è presente un omaggio a Valentino Rossi: infatti, trovando la moto NRG-500, è presente il numero 46, usato dal pilota nelle gare ufficiali.

Nel 2015 esce un film documentario dedicato alla MotoGP, intitolato Fino all'ultima staccata, diretto nuovamente da Mark Neale e narrato nonché prodotto da Brad Pitt. La pellicola racconta la vita, dentro e fuori la pista, di sei tra i motociclisti più veloci di tutti i tempi, tra i quali Valentino Rossi.[108][109]

Risultati in gara[modifica | modifica wikitesto]

Motomondiale[modifica | modifica wikitesto]

1996 Classe Moto Flag of Malaysia.svg Flag of Indonesia.svg Flag of Japan.svg Flag of Spain.svg Flag of Italy.svg Flag of France.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Germany.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Austria.svg Flag of the Czech Republic.svg Imola-Stemma.png Flag of Catalonia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
125 Aprilia 6 11 11 4 4 Rit Rit 5 Rit 3 1 5 Rit Rit 14 111
1997 Classe Moto Flag of Malaysia.svg Flag of Japan.svg Flag of Spain.svg Flag of Italy.svg Flag of Austria.svg Flag of France.svg Flag of the Netherlands.svg Imola-Stemma.png Flag of Germany.svg Flag of Brazil.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of Catalonia.svg Flag of Indonesia.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
125 Aprilia 1 Rit 1 1 2 1 1 1 1 1 1 3 1 1 6 321
1998 Classe Moto Flag of Japan.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Spain.svg Flag of Italy.svg Flag of France.svg Flag of the Community of Madrid.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of the Czech Republic.svg Imola-Stemma.png Flag of Catalonia.svg Flag of Australia.svg Flag of Argentina.svg Punti Pos.
250 Aprilia Rit Rit 2 2 2 Rit 1 Rit 3 Rit 1 1 1 1 201
1999 Classe Moto Flag of Malaysia.svg Flag of Japan.svg Flag of Spain.svg Flag of France.svg Flag of Italy.svg Flag of Catalonia.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of the Czech Republic.svg Imola-Stemma.png Flag of the Land of Valencia (official).svg Flag of Australia.svg Flag of South Africa.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Punti Pos.
250 Aprilia 5 7 1 Rit 1 1 2 1 1 1 2 8 1 1 1 3 309
2000 Classe Moto Flag of South Africa.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Japan.svg Flag of Spain.svg Flag of France.svg Flag of Italy.svg Flag of Catalonia.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of Portugal.svg Flag of the Land of Valencia (official).svg Flag of Brazil.svg Flag of the Pacific Community.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
500 Honda Rit Rit 11 3 3 12 3 6 1 2 2 3 Rit 1 2 3 209
2001 Classe Moto Flag of Japan.svg Flag of South Africa.svg Flag of Spain.svg Flag of France.svg Flag of Italy.svg Flag of Catalonia.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of Portugal.svg Flag of the Land of Valencia (official).svg Flag of the Pacific Community.svg Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Brazil.svg Punti Pos.
500 Honda 1 1 1 3 Rit 1 2 1 7 1 1 11 1 1 1 1 325
2002 Classe Moto Flag of Japan.svg Flag of South Africa.svg Flag of Spain.svg Flag of France.svg Flag of Italy.svg Flag of Catalonia.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of Portugal.svg Flag of Brazil.svg Flag of the Pacific Community.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Australia.svg Flag of the Land of Valencia (official).svg Punti Pos.
MotoGP Honda 1 2 1 1 1 1 1 1 1 Rit 1 1 2 2 1 2 355
2003 Classe Moto Flag of Japan.svg Flag of South Africa.svg Flag of Spain.svg Flag of France.svg Flag of Italy.svg Flag of Catalonia.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of Portugal.svg Flag of Brazil.svg Flag of the Pacific Community.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Australia.svg Flag of the Land of Valencia (official).svg Punti Pos.
MotoGP Honda 1 2 1 2 1 2 3 3 2 1 1 1 2 1 1 1 357
2004 Classe Moto Flag of South Africa.svg Flag of Spain.svg Flag of France.svg Flag of Italy.svg Flag of Catalonia.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Brazil.svg Flag of Germany.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Flag of Qatar.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Australia.svg Flag of the Land of Valencia (official).svg Punti Pos.
MotoGP Yamaha 1 4 4 1 1 1 Rit 4 1 2 1 2 Rit 1 1 1 304
2005 Classe Moto Flag of Spain.svg Flag of Portugal.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of France.svg Flag of Italy.svg Flag of Catalonia.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of the United States.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of Japan.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Qatar.svg Flag of Australia.svg Flag of Turkey.svg Flag of the Land of Valencia (official).svg Punti Pos.
MotoGP Yamaha 1 2 1 1 1 1 1 3 1 1 1 Rit 2 1 1 2 3 367
2006 Classe Moto Flag of Spain.svg Flag of Qatar.svg Flag of Turkey.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of France.svg Flag of Italy.svg Flag of Catalonia.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of the United States.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Australia.svg Flag of Japan.svg Flag of Portugal.svg Flag of the Land of Valencia (official).svg Punti Pos.
MotoGP Yamaha 14 1 4 Rit Rit 1 1 8 2 1 Rit 2 1 3 2 2 13 247
2007 Classe Moto Flag of Qatar.svg Flag of Spain.svg Flag of Turkey.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of France.svg Flag of Italy.svg Flag of Catalonia.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Germany.svg Flag of the United States.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of San Marino.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of the Land of Valencia (official).svg Punti Pos.
MotoGP Yamaha 2 1 10 2 6 1 2 4 1 Rit 4 7 Rit 1 13 3 5 Rit 241
2008 Classe Moto Flag of Qatar.svg Flag of Spain.svg Flag of Portugal.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of France.svg Flag of Italy.svg Flag of Catalonia.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Germany.svg Flag of the United States.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of San Marino.svg Flag of Indianapolis.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of the Land of Valencia (official).svg Punti Pos.
MotoGP Yamaha 5 2 3 1 1 1 2 2 11 2 1 1 1 1 1 2 1 3 373
2009 Classe Moto Flag of Qatar.svg Flag of Japan.svg Flag of Spain.svg Flag of France.svg Flag of Italy.svg Flag of Catalonia.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of the United States.svg Flag of Germany.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of Indianapolis.svg Flag of San Marino.svg Flag of Portugal.svg Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of the Land of Valencia (official).svg Punti Pos.
MotoGP Yamaha 2 2 1 16 3 1 1 2 1 5 1 Rit 1 4 2 3 2 306
2010 Classe Moto Flag of Qatar.svg Flag of Spain.svg Flag of France.svg Flag of Italy.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Catalonia.svg Flag of Germany.svg Flag of the United States.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of Indianapolis.svg Flag of San Marino.svg Flag of Aragon.svg Flag of Japan.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Australia.svg Flag of Portugal.svg Flag of the Land of Valencia (official).svg Punti Pos.
MotoGP Yamaha 1 3 2 NP Inf Inf Inf 4 3 5 4 3 6 3 1 3 2 3 233
2011 Classe Moto Flag of Qatar.svg Flag of Spain.svg Flag of Portugal.svg Flag of France.svg Flag of Catalonia.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Germany.svg Flag of the United States.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of Indianapolis.svg Flag of San Marino.svg Flag of Aragon.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of the Land of Valencia (official).svg Punti Pos.
MotoGP Ducati 7 5 5 3 5 6 4 6 9 6 6 10 7 10 Rit Rit AN Rit 139
2012 Classe Moto Flag of Qatar.svg Flag of Spain.svg Flag of Portugal.svg Flag of France.svg Flag of Catalonia.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Germany.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Indianapolis.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of San Marino.svg Flag of Aragon.svg Flag of Japan.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Australia.svg Flag of the Land of Valencia (official).svg Punti Pos.
MotoGP Ducati 10 9 7 2 7 9 13 6 5 Rit 7 7 2 8 7 5 7 10 163
2013 Classe Moto Flag of Qatar.svg Flag of Texas.svg Flag of Spain.svg Flag of France.svg Flag of Italy.svg Flag of Catalonia.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Germany.svg Flag of the United States.svg Flag of Indianapolis.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of San Marino.svg Flag of Aragon.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Australia.svg Flag of Japan.svg Flag of the Land of Valencia (official).svg Punti Pos.
MotoGP Yamaha 2 6 4 12 Rit 4 1 3 3 4 4 4 4 3 4 3 6 4 237
2014 Classe Moto Flag of Qatar.svg Flag of Texas.svg Flag of Argentina.svg Flag of Spain.svg Flag of France.svg Flag of Italy.svg Flag of Catalonia.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Germany.svg Flag of Indianapolis.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of San Marino.svg Flag of Aragon.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of the Land of Valencia (official).svg Punti Pos.
MotoGP Yamaha 2 8 4 2 2 3 2 5 4 3 3 3 1 Rit 3 1 2 2 295
2015 Classe Moto Flag of Qatar.svg Flag of Texas.svg Flag of Argentina.svg Flag of Spain.svg Flag of France.svg Flag of Italy.svg Flag of Catalonia.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Germany.svg Flag of Indianapolis.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of San Marino.svg Flag of Aragon.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of the Land of Valencia (official).svg Punti Pos.
MotoGP Yamaha 1 3 1 3 2 3 2 1 3 3 3 1 5 3 2 4 3 4 325
2016 Classe Moto Flag of Qatar.svg Flag of Argentina.svg Flag of Texas.svg Flag of Spain.svg Flag of France.svg Flag of Italy.svg Flag of Catalonia.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of San Marino.svg Flag of Aragon.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of the Land of Valencia (official).svg Punti Pos.
MotoGP Yamaha 4 2 Rit 1 2 Rit 1 Rit 103
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce
Gara non valida Non qual./Non part. Ritirato/Non class. Squalificato "-" Dato non disp.
Fonte dei dati: motogp.com, racingmemo.free.fr, autosport.com, jumpingjack.nl, pilotegpmoto.com.

Campionato mondiale Rally[modifica | modifica wikitesto]

2002 Scuderia Vettura Flag of Monaco.svg Flag of Sweden.svg Flag of France.svg Flag of Spain.svg Flag of Cyprus.svg Flag of Argentina.svg Flag of Greece.svg Flag of Kenya.svg Flag of Finland.svg Flag of Germany.svg Flag of Italy.svg Flag of New Zealand.svg Flag of Australia.svg Flag of the United Kingdom.svg Punti Pos.
Michelin Grifone Peugeot 206 WRC Rit 0
2006 Scuderia Vettura Flag of Monaco.svg Flag of Sweden.svg Flag of Mexico.svg Flag of Spain.svg Flag of France.svg Flag of Argentina.svg Flag of Italy.svg Flag of Greece.svg Flag of Germany.svg Flag of Finland.svg Flag of Japan.svg Flag of Cyprus.svg Flag of Turkey.svg Flag of Australia.svg Flag of New Zealand.svg Flag of the United Kingdom.svg Punti Pos.
Subaru Impreza WRC 11 0
2008 Scuderia Vettura Flag of Monaco.svg Flag of Sweden.svg Flag of Mexico.svg Flag of Argentina.svg Flag of Jordan.svg Flag of Italy.svg Flag of Greece.svg Flag of Turkey.svg Flag of Finland.svg Flag of Germany.svg Flag of New Zealand.svg Flag of Spain.svg Flag of France.svg Flag of Japan.svg Flag of the United Kingdom.svg Punti Pos.
Ford Focus RS WRC 12 0
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Ritirato Squalificato Non partito
Fonte dei dati: wrc.com, ewrc-results.com, autosport.com, rallybase.nl.

Statistiche nel Motomondiale[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate al 5 giugno 2016

Per stagione[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Classe Moto Gare Vittorie Podi Pole Giri più
veloci
Punti Posizione
finale
Titoli
1996 125 Aprilia RS 125 R 15 1 2 1 2 111 0
1997 Aprilia RS 125 R 15 11 13 4 7 321 1
1998 250 Aprilia RSW 250 14 5 9 0 3 201 0
1999 Aprilia RSW 250 16 9 12 5 8 309 1
2000 500 Honda NSR500 16 2 10 0 5 209 0
2001 Honda NSR500 16 11 13 4 10 325 1
2002 MotoGP Honda RC211V 16 11 15 7 9 355 1
2003 Honda RC211V 16 9 16 9 12 357 1
2004 Yamaha YZR-M1 16 9 11 5 3 304 1
2005 Yamaha YZR-M1 17 11 16 5 6 367 1
2006 Yamaha YZR-M1 17 5 10 5 4 247 0
2007 Yamaha YZR-M1 18 4 8 4 3 241 0
2008 Yamaha YZR-M1 18 9 16 2 5 373 1
2009 Yamaha YZR-M1 17 6 13 7 6 306 1
2010 Yamaha YZR-M1 14 2 10 1 2 233 0
2011 Ducati Desmosedici GP11 17 0 1 0 1 139 0
2012 Ducati Desmosedici GP12 18 0 2 0 1 163 0
2013 Yamaha YZR-M1 18 1 6 0 1 237 0
2014 Yamaha YZR-M1 18 2 13 1 1 295 0
2015 Yamaha YZR-M1 18 4 15 1 4 325 0
2016 Yamaha YZR-M1 7 2 4 2 2 103
Totale 337 114 215 63 95 5521 9

Per classe[modifica | modifica wikitesto]

Classe Stagioni 1º Gran Premio 1º Podio 1ª Vittoria Gare Vittorie Podi Pole Giri più
veloci
Punti Titoli
125 1996-1997 Malesia 1996 Austria 1996 Rep. Ceca 1996 30 12 15 5 9 432 1
250 1998-1999 Giappone 1998 Spagna 1998 Olanda 1998 30 14 21 5 11 510 1
500 2000-2001 Sudafrica 2000 Spagna 2000 Gran Bretagna 2000 32 13 23 4 15 534 1
MotoGP 2002-2016 Giappone 2002 Giappone 2002 Giappone 2002 245 75 156 49 60 4045 6
Totale 1996-2016 337 114 215 63 95 5521 9

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni caschi utilizzati da Rossi

Altri riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Laureus Spirit of Sport: 2006
Laureus World Comeback of the Year: 2011
Premio speciale di platino per lo sport: 2008
  • Diploma d'Onore: 2008[110]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Valentino Rossi e Enrico Borghi, Pensa se non ci avessi provato - L'autobiografia, Milano, Mondadori, 2005, ISBN 88-04-54738-3.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  11. ^ Rossi passa alla 500, La Repubblica, 8 novembre 1999. URL consultato il 21 aprile 2015.
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  16. ^ Grande Capirex a Jerez, eurosport, 26 marzo 2006. URL consultato il 29 settembre 2015.
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  18. ^ Vince Macio, disfatta Vale, eurosport, 21 maggio 2006. URL consultato il 29 settembre 2015.
  19. ^ Rossi shock: caduta e addio al titolo. Hayden è campione del mondo, repubblica, 29 ottobre 2006. URL consultato il 23 settembre 2015.
  20. ^ Valentino Rossi rimane re del Mugello, ora Stoner è più vicino in classifica, ilsole24ore, 4 giugno 2007. URL consultato il 23 settembre 2015.
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  37. ^ Moto GP - anno 2010, toto13. URL consultato il 28 settembre 2015.
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  56. ^ Le Mans, Lorenzo li mette tutti in riga: 1°
  57. ^ MotoGp Spagna, Rossi: «Non male il 200° podio»
  58. ^ MotoGP, Lorenzo domina al Mugello; Iannone gran
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  83. ^ Biaggi: "Basta attriti con Rossi, ora adulti, e lui ha fatto meglio", su gazzetta.it, 19 aprile 2011.
  84. ^ Biaggi: "Con Vale? Bella rivalità", su sportmediaset.mediaset.it, 12 novembre 2012.
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  86. ^ Riccardo Vetere, Casey Stoner contro Valentino Rossi: «È subdolo, mi ha deluso...», su gqitalia.it, 4 agosto 2014.
  87. ^ Lorenzo: "Nessun muro con Rossi", su sportmediaset.mediaset.it, 18 dicembre 2012.
  88. ^ a b Rossi all'attacco: "Marquez guardaspalle di Lorenzo, hanno fatto il biscottone", su repubblica.it, 8 novembre 2015.
  89. ^ Alessandro Pasini, Marquez, come lui nessuno mai, su corriere.it, 10 novembre 2013. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  90. ^ Mauro Casadio, Rossi-Marquez, passaggio di testimone. Vale: "Il futuro? Decido nel 2014", su gazzetta.it, 11 novembre 2013. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  91. ^ Il sorpasso di cui parlano tutti, su ilpost.it, 26 ottobre 2015.
  92. ^ MotoGP Valencia, Rossi: "Lorenzo e Marquez alleati, un biscottone!", su gazzetta.it, 8 novembre 2015.
  93. ^ Rossi: "Questo Rally Monza ci voleva! Ora vacanza. E a gennaio riparto", gazzetta.it, 29 novembre 2015. URL consultato il 29 novembre 2015.
  94. ^ Monza Rally Show 2013: Dani Sordo trionfa. Valentino Rossi secondo, automoto.it, 24 novembre 2013. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  95. ^ CLASSIFICA DOPO LA PROVA SPECIALE 9 - GRAND PRIX 2 (Km 32,500) (PDF), monzarallyshow.it, 30 novembre 2014. URL consultato il 30 novembre 2014.
  96. ^ Valentino contro Alonso. Ti sfido su tutti i mezzi, repubblica.it, 16 marzo 2006. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  97. ^ Valentino Rossi darà 35 milioni al Fisco, corriere.it, 12 febbraio 2008. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  98. ^ Valentino chiede alla procura il patteggiamento a sei mesi, ilrestodelcarlino.it, 9 maggio 2009. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  99. ^ La trincea spagnola dei nuovi anarchici, repubblica.it, 15 dicembre 2002. URL consultato il 19 ottobre 2014.
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  108. ^ Arriva "Hitting the apex", il film sulla MotoGp, tuttosport, 24 agosto 2015. URL consultato il 12 settembre 2015.
  109. ^ "Fino all’ultima staccata" nelle sale The Space Cinema il 23 e 24 settembre, motoblog, 15 settembre 2015. URL consultato il 17 settembre 2015.
  110. ^ Consegnati i Collari d'Oro e i Diplomi d'Onore agli atleti azzurri, coni.it, 17 dicembre 2008. URL consultato il 19 ottobre 2014.

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