Gilda (cantante)

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Gilda
Sanremo 1975 Gilda RCS Archive.jpg
Gilda nel 1975 con il premio vinto a Sanremo
NazionalitàItalia Italia
GenerePop
Periodo di attività musicale1969 – in attività
EtichettaExcelsius, Radio Records, Sun, City, Sides
Album pubblicati1
Studio1
Premio Festival di Sanremo 1975 Categoria Big

Gilda, pseudonimo di Rosangela Scalabrino (Masserano, 31 maggio 1950), è una cantante e compositrice italiana attiva principalmente negli anni settanta e vincitrice del Festival di Sanremo 1975 con il brano musicale Ragazza del sud.

Non è da confondersi con la quasi sua contemporanea cantante molisana Gilda Giuliani.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Appena quattordicenne, si esibiva già nella zona del Vercellese[1] (essendo il suo paese natale all'epoca in tale provincia, oggi sotto Biella), tanto da spingere alcuni suoi concittadini, suoi sostenitori, a scrivere a Specchio dei tempi, rubrica di incontro con i lettori della cronaca cittadina della Stampa di Torino[1], per farle avere un'occasione di farsi conoscere fuori dall'ambito locale.
Esordita con lo pseudonimo Gilda, di voce brillante, i testi delle sue canzoni erano spesso improntati sul tema dell' emigrazione interna dall'Italia meridionale, fenomeno caratteristico di quei anni.

Sul finire degli anni sessanta, riuscì gradualmente ad ottenere popolarità fino a Milano, dove fu notata dai collaboratori della casa discografica appena fondata da Mina, che le fece incidere, nel 1969, il 45 giri Nu ferru de calzetta, edito dalla Sun (suddidiaria della PDU). Nei primi anni settanta poi, incise per la City discografica, continuando inoltre a esibirsi nelle piazze della propria regione, e iniziando ad intraprendere gli studi di medicina a Università di Torino[2].

Autrice delle proprie canzoni[3], nel 1974 inviò una sua composizione, Ragazza del sud, alla commissione selezionatrice del 24º Festival di Sanremo, ma con esito negativo[4]. Un anno più tardi, sottopose alla commissione del 25º festival lo stesso brano[4], il quale non solo fu ammesso[5] ma giunse persino alla vittoria finale[6].

Nel 1976 pubblicò il suo primo album, Bolle di sapone, dal titolo della canzone d'apertura del 33 giri, contenente dieci brani, presentato in un apposito speciale televisivo nell'inverno di quell'anno.

Uscito oltre un anno dopo la vittoria sanremese, l'album non incluse Ragazza del sud. Il genere questa volta fu vagamente folk/romagnolo, con incursioni nel gospel, specialmente nel brano Uomo; registrato alla Regson di Milano, fu arrangiato da Mario Mellier, con la partecipazione di Bruno De Filippi all'armonica e Sergio Almangano al violino. Fu quindi pubblicato con copertina a busta chiusa opaca, con un disegno all'aerografo di bolle di sapone sul fronte; nella busta interna erano contenuti nove testi mentre il decimo, quello del brano che dà il titolo al disco, era riportato sul retro copertina insieme a una dedica autografa dell'artista. Datato settembre 1976, con distribuzione Phonogram, tutti i testi e le musiche furono della stessa Gilda.

Gilda incise in seguito altri brani, partecipando ad alcuni eventi musicali, questa volta senza grande successo, andando quindi a ingrossare le fila di quelle che, in linguaggio giornalistico, furono definite «meteore sanremesi»[4]. Preferendo la famiglia alla carriera artistica, si dedicò alla gestione di un albergo a Torino[4][7], città in cui vive dagli anni novanta, ed esibendosi saltuariamente a livello locale per tutto il periodo successivo[4]. Ha partecipato nel 2010 alla trasmissione ''I migliori anni''.

Nel 2013, con altri artisti, contribuì alla realizzazione di un album, Omaggio a Umberto Bindi, realizzato e distribuito da La voce delle donne Asscult, riproponendo il brano Arrivederci.

Nel 2017 eseguì un concerto pubblico nel suo paese natale, Masserano[8].

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

33 giri[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Giorgio Lunt, Anche le figlie dei contadini, se brave, possono diventare celebri, in La Stampa, 12 febbraio 1965, p. 10. URL consultato il 26 marzo 2017.
  2. ^ Emio Donaggio, Vince Gilda, perdiamo noi, in La Stampa, 3 marzo 1975, p. 6. URL consultato il 28 gennaio 2017.
  3. ^ Luciano Curino, Protestano i battuti di Sanremo: hanno fatto i debiti, per niente, in La Stampa, 4 marzo 1975, p. 7. URL consultato il 28 gennaio 2017.
  4. ^ a b c d e Zampa
  5. ^ Canzoni e divi per il Festival, in La Stampa, p. 2. URL consultato il 28 gennaio 2017.
  6. ^ Ennio Donaggio, Vince Gilda, perdiamo noi, in La Stampa, 3 marzo 1975, p. 6. URL consultato il 28 gennaio 2017.
  7. ^ Andrea Maggiolo, Gilda, vincitrice di Sanremo nel 1975, condannata per usura dal tribunale di Torino, in Torino Today, 8 novembre 2011. URL consultato il 26 marzo 2017.
  8. ^ http://www.notiziaoggi.it/pages/gilda-canta-nella-sua-masserano-nel-1975-aveva-vinto-sanremo-17137.html

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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