Fabrizio Corona

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Fabrizio Corona nel 2009

Fabrizio Maria Corona (Catania, 29 marzo 1974) è un personaggio televisivo e imprenditore italiano. Ex partner e amministratore di Corona's, un'agenzia fotografica di Milano, è stato una delle figure centrali dell'indagine-scandalo "Vallettopoli" della Procura di Potenza sulle estorsioni ai danni di diversi personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport. Coinvolto anche in altri procedimenti giudiziari, il 18 gennaio 2015 è stato condannato dalla Cassazione a scontare 13 anni e 2 mesi di reclusione[1][2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Fabrizio Corona nasce in una famiglia di giornalisti: i genitori sono Vittorio e Gabriella Previtera, affermati nel mondo del giornalismo e vicini a Indro Montanelli, mentre lo zio Puccio era giornalista parlamentare. Fabrizio ha anche due fratelli, Francesco e Federico.[3] Quest'ultimo è anch'egli giornalista. Ha dichiarato di essersi comprato la patente con i soldi vinti al Casinò di Cannes.[4] Il padre gli procura un contratto a Milan Channel.[4] Non ha svolto il servizio militare.

Attività imprenditoriali[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1998 incontra Lele Mora, agente dei VIP, e inizia a collaborare con lui. Capisce che il mondo che ruota attorno all'agenzia di Mora è l'ideale per il gossip.

Nel 2001 a Milano fonda quindi la Corona's, agenzia fotografica che fallirà il 9 dicembre 2008.[4]

Diventa sempre più chiacchierato e popolare, tanto che viene soprannominato "Re dei Paparazzi", nonostante non abbia mai scattato una foto, come dichiarerà più volte nel corso degli anni.[5]

Dopo aver acquisito ulteriore notorietà a seguito del suo coinvolgimento in procedimenti giudiziari, Corona ha pubblicato due libri autobiografici: Vita pericolosa di un fotoreporter randagio, diffuso come allegato dal quotidiano Libero nel gennaio 2007,[6] e La mia Prigione, pubblicato dalla Cairo Publishing sempre nel 2007. Nel 2010, sempre per l'editore Cairo, pubblicherà poi un giallo dal titolo Chi ha ucciso Norma Jean?, che ha come protagonista un "paparazzo" che indaga sull'assassinio di una sua vecchia fiamma.

Nell'aprile 2007 Corona fonda la Fenice srl, società che realizza eventi nel campo della pubblicità, dell'arte e della moda.[4][7] Ha inoltre lanciato una linea di abbigliamento chiamata "106 Collection" ispirata al numero della cella a San Vittore in cui era stato recluso,[8] un bar-ristorante (Fabrizio Corona Ristobar) a Nardò (Lecce)[9] e un negozio di parrucchieri (Corona's Vip Parrucchieri) in centro a Bologna.[10]

Il 13 novembre 2008 fonda la Toy Boy (società che opera nel campo dell'abbigliamento) di cui detiene il 100 % delle azioni e che viene amministrata dall'amico-collaboratore Marco Bonato.[4][7] Nella primavera del 2011 fonda e inizia a dirigere il settimanale scandalistico Corona's star[11] che nel giro di pochi numeri diventa mensile e poi chiude.[4]

Nel frattempo entra in affari con la famiglia Carvalho, imprenditori portoghesi che nel gennaio del 2013 lo ospiteranno durante la sua latitanza, cura il sito Socialchannel.it (magazine di gossip e attualità al quale lavorano 34 persone), crea Lover (rivista di gossip mensile di cui è editore), cura contenuti ed editing grafico dei settimanali Eva e Vip,[12] e partecipa al videoclip della canzone del dj Steve Forest Belen, dedicata alla showgirl Belén Rodríguez, sua ex compagna.[4]

Ha inoltre fondato VoceLibera, giornale per i detenuti[13], e insieme al fratello, ha scritto anche il libro Mea Culpa. Durante la detenzione ha inoltre messo in vendita magliette con la scritta "To be free" destinando parte del ricavato a sostegno dei carcerati[14]

Attività come personaggio televisivo, attore e cantante[modifica | modifica wikitesto]

Corona è noto anche per le sue attività come personaggio televisivo, attore e cantante. Nel 2009 è stato tra i partecipanti al reality show di Canale 5 La fattoria, da cui venne eliminato nel corso della terza puntata, con il 56% dei voti. Alcuni giorni dopo suscita polemiche[15] un servizio di Striscia la notizia, secondo cui Corona fosse già a conoscenza del momento esatto in cui sarebbe uscito dal reality[16].

Corona è inoltre tra i protagonisti del film-documentario di Erik Gandini Videocracy - Basta apparire (2009), dove appare frontalmente nudo in una scena e si reputa una sorta di Robin Hood moderno che "prende ai ricchi, ma per dare a se stesso". Ha partecipato poi alle riprese del remake del celebre Scarface con Al Pacino, da cui in seguito è stato cacciato.[17] Nello stesso anno ha inoltre pubblicato con il cantante rap Kalief, due canzoni: Corona non perdona e Pazzesco.

Corona ha inoltre interpretato in Squadra antimafia - Palermo oggi il ruolo di Ivo Principe detto il Catanese, ex pugile e killer assoldato dei boss mafiosi in Sicilia, apparendo negli episodi quattro e otto della seconda stagione e negli episodi nove e dieci della terza stagione.

Nel 2012 ha condotto il programma Libertà di parola - La fabbrica delle opinioni su Canale Italia.[18] Nel 2015 è protagonista di Metamorfosi, documentario i scritto e diretto da Jacopo Giacomini e Roberto Gentili che racconta l'ultimo periodo della sua vita prima del coinvolgimento in inchieste giudiziarie.[19][20]

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Fabrizio Corona è stato oggetto di diversi procedimenti giudiziari, per i quali è stato arrestato e condannato diverse volte. Inoltre, nei suoi confronti sono state elevate, dal 2007 al 2009, numerose sanzioni amministrative a causa di eccessi di velocità, di guida senza casco, senza patente o con il foglio rosa ma senza guidatore esperto accanto[21][22][23][24][25], alcuni processi non hanno avuto luogo per remissioni delle querela e sono state pronunciate, in primo grado o in appello, sentenze di condanna e successivamente di assoluzione in grado definitivo.

Nel 2015 le sue vicende processuali sono state inserite anche nel singolo Un uomo migliore di Niccolò Morriconi[26], successivamente affermatosi col nome d'arte di Ultimo.

Inchiesta Vallettopoli (2007)[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 marzo 2007 Corona venne arrestato con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata all'estorsione,[27] nell'ambito dell'inchiesta potentina "Vallettopoli", condotta dal PM Henry John Woodcock e successivamente trasferita a Milano. È stato in prigione 77 giorni[28], divisi fra il carcere di Potenza (33 giorni) e il Carcere di San Vittore (cella n.106) a Milano. Il 29 maggio dello stesso anno gli vennero poi concessi gli arresti domiciliari[29]. Il 29 febbraio 2008 viene quindi rinviato a giudizio, mentre Lele Mora viene prosciolto dalle accuse.[30]

Filone di Milano (2009-2011)[modifica | modifica wikitesto]

L'inchiesta della Procura di Potenza portò anche ad un filone di indagine relativo a presunte estorsioni e tentate estorsioni ai danni di alcuni VIP, tra cui il manager Lapo Elkann ed i calciatori Alberto Gilardino[31] ed Adriano[32]. Il 27 ottobre 2009 il PM di Milano Frank Di Maio chiese quindi di condannare Corona a 7 anni e 2 mesi di reclusione[33]. Il 10 dicembre seguente la quinta sezione penale del Tribunale di Milano condannò Corona a 3 anni e 8 mesi di reclusione.[34]

Il 2 dicembre 2010 la condanna venne poi ridotta in appello a 1 anno e 5 mesi per tentata estorsione ai danni dei calciatori Francesco Coco e Adriano[32]. Corona fece ricorso contro la sentenza in Cassazione, dove il 21 ottobre 2011 venne confermata la sentenza, che diventò quindi definitiva[35].

Filone di Roma (2007)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007 il PM Vincenzo Barba formulò richiesta di archiviazione rispetto al filone dell'inchiesta avviata a Potenza e poi trasmessa alla procura di Roma riguardante una presunta estorsione ai danni del calciatore Francesco Totti. Secondo l'accusa, Corona avrebbe prospettato al fratello di Totti e al suo preparatore atletico la possibilità di impedire la pubblicazione di un'intervista rilasciata dalla showgirl Flavia Vento alla vigilia del matrimonio tra lo stesso Totti e Ilary Blasi, in cui vi erano riferimenti ad un presunto flirt tra la Vento e lo stesso. La ricostruzione dei fatti non trovò però riscontro ed il GIP Tommaso Picazio accolse la richiesta di archiviazione[36].

Filone di Torino (2010-2014)[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 marzo 2010 Corona venne condannato in primo grado a 3 anni e 4 mesi di reclusione dal Tribunale di Torino per un presunto ricatto ai danni del calciatore David Trezeguet. Secondo quanto ricostruito da alcuni siti[37], lo sportivo avrebbe contattato l'imputato per acquistare alcune foto in suo possesso, che lo ritraevano all'uscita di una discoteca in compagnia di una ragazza; in cambio della cessione del servizio fotografico, Corona avrebbe chiesto al calciatore 25.000 euro, per i quali avrebbe emesso anche fattura.

Il 16 gennaio 2012 la Corte d'appello di Torino aumentò la condanna a 5 anni nei confronti di Corona, infliggendogli anche l'interdizione permanente dai pubblici uffici e una multa di 1000 euro[38]. Il 18 gennaio 2013 la Cassazione confermò in via definitiva la condanna a 5 anni di reclusione per estorsione aggravata e trattamento illecito di dati personali; lo stesso giorno venne quindi spiccato il mandato d'arresto[39], ma Corona si rese latitante. Dopo sei giorni in cui trovò ospitalità a Cascais presso l'abitazione di alcuni amici si costituì alle forze dell'ordine[40].

Estradato in Italia e condotto nel carcere di Busto Arsizio il 25 gennaio dello stesso anno, gli venne inflitta una condanna in continuazione pari a 7 anni, 10 mesi e 17 giorni comprendente le sentenze già definitive (5 anni per il filone di Torino, 1 anno e 5 mesi per quello di Milano e 1 anno e 6 mesi per il patteggiamento risalente al 2009 per detenzione e spendita di banconote false e detenzione e ricettazione di una pistola). Contestualmente gli viene anche confermata la revoca dell'affidamento in prova che aveva ottenuto per il cumulo di condanne definitive sotto i tre anni[41].

Nell'agosto del 2014 Corona, detenuto nel carcere di Opera scrisse una lettera in cui dichiarò di pentirsi degli errori commessi e di essersi reso latitante in Portogallo, chiedendo contestualmente umanità. In seguito alla diffusione della lettera, letta a In onda su LA7,[42] diversi personaggi pubblici e del mondo dello spettacolo tra i quali Adriano Celentano, Fiorello e Marco Travaglio (collega del padre a La Voce con Indro Montanelli) chiesero al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la concessione della grazia.[43]

Contestualmente, la madre di Corona chiese a più riprese che al figlio, visibilmente depresso e dimagrito, venisse concessa anche solo una grazia parziale di 2 anni e 6 mesi, con l'obiettivo di cancellare il reato ostativo di estorsione a Trezeguet e consentigli quindi l'accesso ad una pena alternativa. L'8 dicembre 2014 fu poi lo stesso Corona, attraverso l'avvocato Ignazio La Russa, a chiedere al Presidente Napolitano la grazia parziale con una lettera venduta in esclusiva ad Oggi per 10.000 euro.[44][45]

Il 22 gennaio 2015 il Tribunale del riesame di Milano prese in considerazione la richiesta di detenzione domiciliare presentata dagli avvocati di Corona, basata su una consulenza psichiatrica secondo la quale quest'ultimo sarebbe affetto da una psicosi (attacchi di panico, crisi d'ansia e depressive) per la quale è stato trasferito in regime di "grande sorveglianza", riservato a chi rischia il suicidio. Una relazione dei medici del carcere di Opera certifica inoltre i suoi problemi psicologici ed afferma che vi è in atto una cura con psicofarmaci. Il sostituto PG Giulio Benedetti espresse parere negativo alla richiesta[46][47][48],

Il 26 gennaio dello stesso anno il Tribunale di sorveglianza dispose un'ulteriore perizia psichiatrica per Corona[49], i cui risultati vennero depositati il 10 aprile dello stesso anno da Costanzo Gala, primario dell'ospedale San Paolo di Milano.[50]

Spendita di banconote false (2008)[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 febbraio 2008 Corona pagò in due bar dell'aeroporto di Fiumicino con due banconote da 100 euro risultate false. I carabinieri dell'aeroporto e del comando antifalsificazione monetaria accertarono che le banconote facevano parte di una partita già nota alle forze dell'ordine[51]. Il 3 marzo dello stesso anno venne poi arrestato dopo essere stato fermato insieme ad altre due persone dalla Polizia Stradale di Orvieto lungo l'autostrada dopo aver tentato di pagare in un autogrill usando banconote false e un tentativo di disfarsi di alcune di esse risultate false[52]. In seguito all'arresto fu eseguita anche una perquisizione nella sua casa milanese, dove furono rinvenute altre banconote false e una pistola di piccolo calibro.[53][54]

Il 5 marzo seguente Corona patteggiò quindi ad Orvieto una pena di 1 anno e 6 mesi di reclusione per detenzione e spendita di denaro falso e gli vennero revocati gli arresti[55]. Il 12 ottobre 2009 venne condannato a Fiumicino a 4 mesi di carcere e 300 euro di multa (convertiti in una sanzione di 4.560 euro) per detenzione e spendita di banconote false e detenzione e ricettazione di una pistola; quest'ultima condanna va quindi in continuazione con la pena patteggiata a Orvieto.[56]

Bancarotta fraudolenta e frode fiscale (2008-2015)[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 dicembre 2008, a seguito di un'istanza di fallimento presentata dalla Mondadori Pubblicità per una fattura di 45.000 euro non pagata, la società Corona's SRL venne dichiarata fallita dal Tribunale di Milano; conseguentemente il 24 marzo 2009 Corona venne iscritto nel registro degli indagati con le ipotesi di bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale.[57]

Il 29 luglio 2010 gli venne notificato l'avviso di chiusura delle indagini preliminari, in cui gli fu contestata, insieme ad altre 7 persone, un'evasione fiscale di 17 milioni di euro, frutto di una serie di false fatture emesse da un imprenditore genovese che, grazie ad alcuni prestanome, avrebbe consentito a vari imprenditori (tra cui Corona) di ridurre il reddito imponibile delle proprie società ed abbassare l'ammontare delle imposte dovute al Fisco.[58][59]

Il 17 dicembre seguente venne chiesto il rinvio a giudizio di Corona ed il 28 gennaio 2011 il suo difensore chiese che il processo fosse celebrato con rito abbreviato; il 28 aprile seguente Corona fu quindi condannato a 4 anni di carcere[60][61].

Il 7 giugno 2012 la Corte d'assise d'appello di Milano confermò la condanna nei confronti di Corona, riducendo la pena a 3 anni e 10 mesi.[62] Il 10 aprile 2013 la Corte di Cassazione si pronunciò confermando la condanna in appello, che venne resa quindi definitiva[63] ed andò a sommarsi alle precedenti condanne rese definitive.

Il 28 gennaio 2015 i giudici della Prima sezione penale della Corte di cassazione di Roma accolsero il ricorso del PM di Milano contro lo sconto di pena applicato dal GIP della stessa città nel febbraio 2014. A seguito del provvedimento, fu disposto l'annullamento dell'ordinanza limitatamente alla continuazione per i reati di corruzione (1 anno e 2 mesi) e di bancarotta e frode fiscale (3 anni e 10 mesi) pertanto Corona fu condannato a scontare una pena complessiva di 13 anni e 2 mesi (anziché 9 anni e 8 mesi) ed al pagamento delle spese processuali.[1][64]

Corruzione (2007-2015)[modifica | modifica wikitesto]

Durante la permanenza nel carcere di San Vittore per l'inchiesta Vallettopoli Corona corruppe con 4.000 € un agente della Polizia Penitenziaria per farsi consegnare tramite il proprio legale una macchina fotografica usa e getta attraverso cui si ritrasse in un servizio all'interno del penitenziario, che venne pubblicato su alcune riviste di gossip e gli fruttò circa 20.000 euro. Per questa vicenda l'8 marzo 2010 venne condannato con rito abbreviato a 1 anno e otto mesi per corruzione; la pena tenne conto anche del risarcimento spontaneo di 8.000 euro al ministero della Giustizia[65].

Il 26 marzo 2012 la Corte d'Appello di Milano confermò la colpevolezza di Corona, riducendone però la condanna ad 1 anno, 2 mesi e 5 giorni.[66] Il 4 giugno 2013 la Corte di Cassazione emise quindi un provvedimento nel quale convalidò la condanna, che divenne quindi definitiva[67].

Anche in questo caso, il 28 gennaio 2015 la Corte di cassazione di Roma annullò lo sconto di pena applicato dal GIP di Milano a Corona il 10 febbraio 2014, facendo salire il computo della pena totale a 13 anni e 2 mesi (anziché 9 anni e 8 mesi), oltre al pagamento delle spese processuali.[1][64]

Il 18 giugno seguente il giudice di sorveglianza Giovanna De Rosa, dopo un'udienza a porte chiuse con i legali di Corona emise un provvedimento di scarcerazione nei confronti di Corona, prevedendo la sospensione della pena per motivi di salute e concedendogli l'affidamento in prova ai servizi sociali presso la comunità Exodus di Don Mazzi. Appena uscito dal penitenziario raggiunse quindi la comunità di Lonate Pozzolo per scontare la pena residua di 5 anni (grazie ai 150 giorni di sconto per ciascun anno di pena e al periodo trascorso in carcere prima della condanna).[68][69][70][71]

Il 27 ottobre 2015 il tribunale di sorveglianza milanese gli permise di lasciare la comunità di Don Mazzi per svolgere l’affidamento in prova ai servizi sociali sul territorio.[72]

Caso Simona Ventura (2010-2011)[modifica | modifica wikitesto]

Il 31 maggio 2010 il PM di Milano, Giancarla Serafini, chiese il rinvio a giudizio per diffamazione di Corona a seguito della pubblicazione di una sua lettera, aperta a Simona Ventura, sul settimanale Chi del 26 agosto 2009, in cui lo stesso citava episodi afferenti ai 12 anni di frequentazione in comune con Lele Mora. Per i legali della showgirl, tali affermazioni avrebbero avuto un intento chiaramente intimidatorio e diffamatorio. Il 20 settembre dello stesso anno il GUP Nicola Clivio accolse la richiesta del PM rinviando a giudizio Corona; contestualmente la Ventura si costituì parte civile.

Nel corso del dibattimento Corona affermò che intendeva dire che poteva raccontare un lato del carattere della Ventura che non era noto pubblicamente, ma con questo non intendeva riferirsi a materiale fotografico o video in cui compariva la showgirl; il 23 maggio 2011 Corona venne poi assolto in primo grado.[73]

Caso Baratto (2010-2011)[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 novembre 2012 il Tribunale di Milano condannò Corona a 9 mesi di reclusione in primo grado per aver incassato 10.000 euro dalla giornalista ligure Beatrice Baratto in cambio di collaborazioni giornalistiche e ospitate in televisione, salvo poi non mantenere l'accordo preso nel 2010. Il giudice stabilì inoltre che Corona dovesse restituire quanto indebitamente incassato.[74]

Caso Castaldo (2011-2013)[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate del 2011 l'imprenditore Giuseppe Castaldo depositò contro Corona una querela al Tribunale di Milano per il reato di truffa contrattuale; l'imprenditore avrebbe versato 6.000 euro alla Fenice srl per la promozione del suo marchio di abbigliamento sportivo ("Vintage golf") con la rassicurazione che la showgirl Sara Tommasi sarebbe stata testimonial, ma Corona non avrebbe poi rispettato il contratto. Come giustificazione per il mancato coinvolgimento della Tommasi, gli venne detto che a seguito del coinvolgimento di quest'ultima nell'inchiesta sulle serate ad Arcore con l'allora premier Silvio Berlusconi non era stato possibile utilizzarla.[75]

Appropriazione indebita (2011-2013)[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º febbraio 2013 Corona venne rinviato a giudizio dal Tribunale di Bolzano per l'ipotesi di appropriazione indebita in quanto, nell'agosto 2011, avrebbe riconsegnato una Audi A8 presa a noleggio, dal valore di 80.000 euro, con un ritardo di 15 giorni sulla data pattuita per la riconsegna e con 25 multe. Il processo, nel quale Corona risultava debitore di 5.800 euro nei confronti dell'amministratore dell'autonoleggio[76][77], venne fissato per il 30 aprile 2013[78], ma fu poi rinviato al 18 giugno dello stesso anno.

Successivamente le parti raggiunsero un accordo per il ritiro della denuncia in seguito al pagamento di 7.300 euro come risarcimento ed il giudice, Cristina Ebner, dispose pertanto il non luogo a procedere nei confronti di Corona per intervenuta remissione di querela.[79][80]

Violazione di domicilio (2011-2014)[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 febbraio 2011 Corona si introdusse nell'abitazione di Concetta Serrano, madre della giovane Sarah Scazzi uccisa nel 2010 ad Avetrana. Per tale vicenda fu querelato dalla Serrano e venne quindi rinviato a giudizio l'11 marzo 2013. L'inizio del processo, inizialmente fissato per il 2 luglio fu poi rinviato al 17 dicembre per un vizio di forma. Corona poi si scusò, chiarendo che non aveva alcuna intenzione di spaventare la madre della giovane e che il suo obiettivo era quello di realizzare un'intervista esclusiva per alcuni settimanali.[81]

Nel dicembre 2014, in seguito ad un risarcimento pagato da Corona, la Serrano ritirò la querela e l'udienza preliminare del 17 dicembre fu quindi cancellata.[82]

Oltraggio a magistrato in udienza e falsa testimonianza (2013)[modifica | modifica wikitesto]

Il 5 marzo 2013 Corona, dopo essere stato convocato per 2 volte dal tribunale nei mesi precedenti senza essersi presentato, depose come testimone in un processo su presunte fatture false ed episodi di peculato legati a spettacoli organizzati al casinò di Campione d'Italia; durante l'udienza cambiò versione rispetto ai motivi che portarono alla mancata esibizione delle showgirl Nina Morić e Alessia Fabiani al Casinò ed ebbe un lungo alterco con il PM Mariano Fadda. Al termine del diverbio il PM chiese al tribunale la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica per le ipotesi di oltraggio al magistrato in udienza e falsa testimonianza.[83][84]

Controversie con Barbara d'Urso (2013-2015)[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 2013 la conduttrice Barbara d'Urso chiese 100.000 euro di risarcimento a Corona in quanto nel dicembre 2009 quest'ultimo, intervenuto telefonicamente nel corso di una puntata di Pomeriggio Cinque dove era ospite la giornalista Beatrice Baratto che riferiva di averlo querelato per truffa, ebbe un battibecco con la stessa conduttrice. Nel corso della trasmissione Corona dichiarò inoltre che la D'Urso avrebbe mandato in onda il figlio senza autorizzazione e sfruttando le sue vicende giudiziarie per interessi personali; contestualmente chiese polemicamente notizia della denuncia della Baratto[85][86].

Nel gennaio 2013 la D'Urso a Domenica Live, alla presenza del fotografo Maurizio Sorge in studio, affermò di avere in corso una causa con Corona in quanto quest'ultimo avrebbe pubblicato in prima pagina una foto del proprio figlio intento a fumare una sigaretta sostenendo che stesse invece fumando uno spinello[87].

In seguito, Corona scrisse dal carcere una lettera di scuse a Barbara D'Urso, letta dalla stessa conduttrice a Domenica Live il 18 gennaio 2015 alla presenza della madre dello stesso.[88] Il 25 gennaio seguente a Domenica Live la D'Urso promise di andare a trovare Corona in carcere ma tre giorni dopo, in seguito alla sentenza della Corte di cassazione che annullava lo sconto di pena a Corona, alla conduttrice venne chiesto di non parlare più della vicenda.

Evasione fiscale (2014)[modifica | modifica wikitesto]

L'8 gennaio 2014 la Suprema Corte di Cassazione condannò Fabrizio Corona ad un 1 anno di carcere per evasione fiscale, in quanto avrebbe evaso 488.205 euro relativi al periodo di imposta 2004, dichiarando contestualmente inammissibile il ricorso presentato dai suoi legali. La pena si andò quindi a sommare immediatamente agli altri anni di carcere già Inflittagli.[89]

Il 12 giugno 2014 fu poi assolto dal Tribunale di Milano per insussistenza dei fatti contestati[90][91] nell'ambito del procedimento, iniziato il 6 febbraio dello stesso anno, in cui era accusato di avere evaso il fisco nel biennio 2007/2008 per un complessivi 1,3 milioni di Euro.[92]

Intestazione fittizia di beni (2016-2019)[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 ottobre 2016 la sezione misure di prevenzione del tribunale di Milano sequestrò, accogliendo la richiesta del PM Alessandra Dolci e del procuratore aggiunto Ilda Boccassini, la somma di 1,7 milioni di euro a Fabrizio Corona. La somma sequestrata sulla base della "pericolosità sociale" di Corona, venne rinvenuta in contanti all'interno di un pacchetto nascosto nel controsoffitto di una casa di proprietà di un uomo ritenuto l'amministratore di fatto di una sua società. Il decreto di sequestro preventivo non comportò la revoca del provvedimento di affidamento ai servizi sociali di Corona[93].

Il 10 ottobre dello stesso anno il tribunale revocò quindi l'affidamento in prova ai servizi sociali di Corona, a causa di una presunta intestazione fittizia di beni che sarebbe stata commessa da quest'ultimo durante l'affidamento[94]. Il 7 novembre dello stesso anno il tribunale di Milano gli sequestrò quindi l'abitazione, perché intestata a prestanomi[95].

Il 21 febbraio 2018 il giudice del tribunale di sorveglianza di Milano dispose, nei confronti di Corona, l'affidamento provvisorio e terapeutico in una comunità di Limbiate, consentendogli di dormire nell'abitazione che gli era stata precedentemente sequestrata e dalla quale poté uscire per recarsi nella comunità per seguire il percorso terapeutico e psicologico[96]. Il 15 maggio dello stesso anno il giudice del tribunale di sorveglianza di Milano dispose che Corona poteva tornare a svolgere la sua attività lavorativa, estendendo gli orari in cui era autorizzato a restare fuori dalla propria abitazione e consentendogli l'uso del telefono e dei social network per la promozione delle attività da lui svolte[97].

Il 20 giugno dello stesso anno, nel corso di un’udienza al tribunale di sorveglianza il sostituto PG Antonio Lamanna chiese la revoca dell’affidamento terapeutico e il rientro in carcere di Corona, in quanto, a suo avviso, quest'ultimo avrebbe violato più volte le prescrizioni pubblicando contenuti sui social ed insultando lo stesso magistrato fuori dall'aula dove era in corso il processo per le somme rinvenute nel controsoffitto dell'abitazione di un suo collaboratore; dal canto suo Corona ribadì di essersi attenuto a quanto prescritto dal tribunale[98].

Il 20 marzo 2019 il magistrato di sorveglianza del tribunale di Milano sospese l'affidamento terapeutico di Corona disponendone il ritorno in carcere, che avvenne il 25 dello stesso mese. Gli vennero contestate diverse violazioni, tra cui il non aver comunicato parte dei suoi spostamenti al commissariato di zona, un'intervista a Non è l'Arena in cui si definiva stanco degli obblighi imposti ed, infine, il comportamento assunto durante una puntata de L'isola dei famosi nel corso di un intervento relativo ad un presunto tradimento della moglie di Riccardo Fogli[99]. Il 19 aprile dello stesso anno il tribunale dispose quindi la revoca dell'affidamento in prova di Corona e prevedendo che 5 dei mesi già scontati dallo stesso non venissero ritenuti validi per l'espiazione della pena complessiva[100].

Il 7 dicembre 2019 venne disposto il trasferimento di Corona in un istituto di cura vicino a Monza dove curare alcune patologie psicologiche e finire di scontare la pena, il cui termine è previsto nel marzo 2024. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la decisione del Tribunale di Sorveglianza ha tenuto conto di alcune relazioni dell’équipe del carcere di San Vittore, nelle quali è segnalato un patologico progredire di disturbi della personalità borderline associati a tendenze narcisistiche ed episodi depressivi da parte di Corona, che non reggerebbe il carcere e sarebbe già resistente alle terapie farmacologiche.[101] Al marzo 2020 è agli arresti domiciliari in un residence di via Manzoni a Milano dovendo ancora scontare 4 anni: esce unicamente per raggiungere un istituto dove è in cura.[102] Il 12 giugno la Cassazione gli dà ragione decidendo che non dovrà scontare altri 9 mesi per la revoca dell’affidamento in modo retroattivo.[103]

Caso Wanda Nara-Marcelo Brozović (2019)[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 novembre 2019 viene riportata la notizia che il GUP della quarta sezione del Tribunale di Milano, Ottone De Marchi, ha disposto il rinvio a giudizio di Fabrizio Corona per diffamazione ai danni dei calciatori Marcelo Brozović e Mauro Icardi, nonché della moglie di quest'ultimo Wanda Nara. Secondo l'accusa, attraverso il sito King Corona Magazine veniva ipotizzato un flirt tra Brozović e Wanda Nara, con una separazione di quest'ultima dal marito. Dopo aver effettuato una smentita della notizia, Brozović, Icardi e Nara si sono costituiti parti civili ed è stato disposto il processo a partire dal 12 marzo 2020[104].

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1999 Corona ha sposato la modella Nina Morić, che conobbe nel periodo in cui lavorava per Lele Mora facendo anche da autista alle modelle curate dall’agente[105]. L'8 agosto del 2002 la coppia ha avuto un figlio, Carlos Maria[105]. Nel 2007 la Morić ha chiesto la separazione da Corona[106] e nel 2014 ha annunciato in un'intervista a Verissimo di aver ottenuto dallo stesso anche il divorzio[107].

Nel 2009 Corona iniziò poi una relazione con la showgirl argentina Belén Rodríguez[105]. Nello stesso anno suscitarono polemiche alcune foto realizzate alle Maldive in cui comparvero completamente nudi all'aperto dopo un rapporto sessuale[108] in quanto, secondo le leggi in vigore nello stato, i due avrebbero commesso un oltraggio al pudore e alla religione, rischiando l'espulsione dal paese e 160 frustate[105][108]. Nel 2011 la Rodríguez, in quel momento incinta di Corona, subì una interruzione di gravidanza per stress[109]. Nel 2012 la coppia interruppe poi la relazione[105].

Nel 2010 ebbero un'ampia eco mediatica alcune affermazioni di Lele Mora rilasciate nell'ambito dell'inchiesta sul fallimento della Corona's. Mora infatti, rispondendo a una domanda del PM, affermò di aver avuto una relazione con Corona e di avergli regalato 8 autovetture di lusso ed elargito circa 1 milione e 500 mila euro in contanti per l'acquisto di un appartamento a Milano. Successivamente, in una intervista in televisione, Lele Mora ha ritrattato le precedenti affermazioni, affermando che si era trattato di un "amore platonico"[110].

Dal 2015[111] al 2018[112] Corona fu legato sentimentalmente alla cantante de Le Donatella Silvia Provvedi. Nel 2016 alcune fotografie pubblicate dai giornali in cui era ritratto in compagnia della Provvedi mentre si scambiavano effusioni su di una barca a Capri indussero la procura generale di Milano a chiedere al Tribunale di Sorveglianza se Corona, in quel momento affidato ai servizi sociali, fosse stato autorizzato alla vacanza sull'isola e se avesse rispettato i profili di "continenza" previsti[113].

Altre esperienze[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia
Spettacoli televisivi
Video musicali
  • Un uomo migliore di Niccolò Morriconi con Giancarlo Giannini (2015)
  • E staje male di Marco Calone (2018)
Libri

Note[modifica | modifica wikitesto]

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