Milena Cantù

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Milena Cantù
Milena Cantù61.jpg
Milena Cantù nel 1961
Nazionalità Italia Italia
Genere Beat
Pop
Periodo di attività musicale 1964-1968 come cantante; 1968 - 1996 come compositrice
Etichetta Clan Celentano, Ri-Fi

Anna Milena Cantù, nota come Milena Cantù (Milano, 6 aprile 1943), è una cantante e compositrice italiana che è stata attiva essenzialmente negli anni sessanta all'epoca della musica beat[1].

È ricordata per essere stata la ragazza del Clan durante la sua collaborazione, all'epoca dell'esordio nel mondo della musica leggera, con il gruppo artistico costituito dal supermolleggiato Adriano Celentano, col quale è stata fidanzata nei primi anni sessanta.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il lancio: la Ragazza del Clan[modifica | modifica wikitesto]

Adriano Celentano e i Ribelli si mobilitarono per il lancio de la Ragazza del Clan

Commessa in una profumeria, conosce Adriano Celentano nel 1958, esordio nel 1964 incidendo con il Clan Celentano Eh!, già (lasciami entrare), cover del brano del 1963 He is the boy lanciato da Little Eva; il testo racconta di una donna che viene lasciata dal proprio uomo che non le perdona un presunto tradimento.

Per lanciare Milena Cantù, artista costruita "a tavolino", il Clan Celentano organizzò un particolare battage pubblicitario e la partecipazione a diverse trasmissioni televisive (fra cui Adriano Clan), circondando di mistero la figura della nuova artista che viene ripresa in controluce dietro a un vetro[2].

Nel brano affidato a i Ribelli Chi sarà la ragazza del Clan? veniva preannunciato il clima di mistero:

« E chi mai sarà la ragazza del Clan? / tutti i ragazzi si domandano. / Di lei si sa la voce che ha / e a noi piace quando canta "Eh!, già..." / È gettonata in tutti quanti i juke-box

però nessuno ci sa dire chi è; / ma prima o poi si saprà la verità: / per scoprirla 007 ci vorrà [...] »

Solo alla fine dell'anno venne resa nota la sua vera identità, e dopo altri tre 45 giri pubblicati con lo pseudonimo (di cui uno in coppia con Don Backy), incise il primo disco con il suo vero nome, Bang bang/Che importa a me. Sul lato A vi era una delle tante cover del successo di Sonny & Cher (incisa anche nello stesso periodo dall'Equipe 84, da I Corvi e da Dalida, tra gli altri), sul retro presentava una delle prime canzoni scritte dal duo Mogol e Lucio Battisti, Che importa a me, che l'autore non inciderà.

La rottura con il Clan[modifica | modifica wikitesto]

La Cantù, che dal 1964 non era più fidanzata con Celentano con cui il rapporto era incominciato nel 1958 (il cantante aveva conosciuto e poi sposato Claudia Mori durante il fidanzamento[3]), dopo un altro 45 giri che presenta al Cantagiro 1967, il brano di Don Backy L'ombra, decide di cambiare casa discografica.

Dopo la rottura con il Clan (dovuto forse a motivi di gelosia professionale con lo stesso Celentano; le cronache ricordano un litigio allo stadio Luigi Ferraris di Genova durante una tappa del Cantagiro 1967 fra il molleggiato e il fratello della cantante, Eugenio[4]), passò nel 1968 a incidere dischi per la Ri-Fi di Giovanni Battista Ansoldi, incominciando una collaborazione professionale con Fausto Leali, che proprio quell'anno divenne suo marito e dal quale avrà la figlia Deborah (i due divorzieranno poi nel 1983).

Per la Ri-Fi pubblicò la canzone Conoscevo un re, che nel testo racconta proprio le sue vicissitudini con Celentano (il "re" a cui allude il titolo); il disco però non riscosse successo.

Autrice di testi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo qualche anno di allontanamento dalle scene, con lo pseudonimo di Mamared[2] ha cominciato poi dal 1972 un'attività di autrice di canzoni per album di altri cantanti: L'uomo e il cane (per Leali al Festival di Sanremo), Amore dolce, amore amaro (album del 1975 di Leali), Leapoli (1977, ancora per Leali), L'ultima volta (per Mina) Dan Dan (1983, per Loredana Bertè, album Lorinedita). Sempre per Berté ha collaborato ai cori del disco del 1977 TIR. Dopo un periodo di assenza dalle scene musicali, nel 1996 ha composto il brano Estasi per Viola Valentino, mentre nel 2003 è stata intervistata in televisione da Pippo Baudo all'interno della trasmissione Novecento[2].

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

  • 1964: Danny Boy/Eh!, già... (lasciami entrare) (Clan ACC 24008; Milena Cantù sul lato B, mentre il lato A è cantato da Natale Massara accreditato come Natale Befanino)
  • 1964: Eh!, già... (lasciami entrare)/Ogni sera al tram (Clan ACC 24014)
  • 1965: Strana/Un mondo di bene/Il treno (Clan ACC 24023)
  • 1965: Ma tu chi sei/Strana (Clan ACC 24031)
  • 1966: Due treccioline con l'elastico (disco Clan, come La ragazza del Clan, con Don Backy)
  • 1966: Bang Bang/Che importa a me (Clan ACC 24038)
  • 1967: L'ombra/La farfalla (Clan, cover di Elusive Butterfly di Bob Lind)
  • 1968: Conoscevo un re/Un minuto e non di più (Rifi RFN-NP 16276)
  • 1999: Bang Bang (Clan, picture disc)

EP pubblicati all'estero[modifica | modifica wikitesto]

  • 1964: Eh!, già... (lasciami entrare)/Ogni sera al tram/Mama che caldo/Io che giro il mondo (Vergara, con Milena Cantù, Adriano Celentano, I Ribelli, Don Backy & i Fuggiaschi; pubblicato in Spagna)
  • 1964: ''Il problema più importante/È inutile davvero/Eh!, già/Ogni sera al tram (Clan DVEP 95 138; i primi due brani sono cantati da Adriano Celentano; pubblicato in Francia)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Approfondimento biografico
  2. ^ a b c Vedi: Lavocedelledonne.it
  3. ^ Secondo alcuni, il lancio della Cantù come cantante da parte di Celentano era un modo per farsi perdonare il repentino abbandono, Vedi: Hitparadeitalia.it
  4. ^ Vedi: Galleriadellacanzone.com

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, ed. Curcio, 1990; alla voce Cantù Milena, di Roberto Ruggeri, pagg. 269-270

Video[modifica | modifica wikitesto]