Fausto Leali

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Fausto Leali
Fausto Leali insieme ad Anna Oxa nel 1989, anno in cui vinsero Sanremo
Fausto Leali insieme ad Anna Oxa nel 1989, anno in cui vinsero Sanremo
Nazionalità Italia Italia
Genere Musica leggera
Rhythm and blues
Beat
Soul
Periodo di attività 1960 – in attività
Etichetta Nuova Enigmistica Tascabile, The Red Record, Music, Jolly, Ri-Fi, Philips Records, CBS, CGD, Ciao Records, Itaca, DDD, Dischi Ricordi, RTI Music, Sony, Universo
Album pubblicati 24
Studio 18
Live 1
Raccolte 5
Sito web
Premio Festival di Sanremo 1989 Categoria Campioni

Fausto Leali (Nuvolento, 29 ottobre 1944) è un cantante italiano contraddistinto da una vocalità caratteristica che gli ha fruttato l'appellativo di negro bianco[1].

Tra i suoi più grandi successi si distinguono A chi (1967), Deborah (1968), Angeli negri (1968), Io camminerò (1976), Io amo (1987), Mi manchi (1988) e Ti lascerò (1989).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Fausto Leali nasce a Nuvolento, in provincia di Brescia, il 29 ottobre del 1944.

Il suo primo maestro di chitarra è Tullio Romano, componente dei Los Marcellos Ferial.

A 14 anni avviene il suo primo ingaggio come professionista nell'orchestra di Max Corradini. A 16 anni entra nell'orchestra del fisarmonicista jazz Wolmer Beltrami.

Nel 1961 incide il suo primo 45 giri, con lo pseudonimo Fausto Denis. Nello stesso anno scrive ed incide la canzone Amarti così. In seguito, nascerà il sodalizio con la band "I Novelty". Incide diversi dischi, tra i quali le due cover dei Beatles Please Please Me e Lei ti Ama ("She Loves You").

Inizia quindi a dedicarsi alla musica nera, in particolare al soul, che ben si addice alle caratteristiche della sua voce.

Il successo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1967 arriva il suo primo vero successo con A chi, versione italiana della canzone statunitense "Hurt", tradotta da Mogol (canzone pubblicata per la prima volta da Roy Hamilton nel novembre del 1954, che la fece diventare una hit da 8° posto della Billboard R&B e, successivamente la canzone venne rilanciata nel 1960 sempre negli Usa dalla cantante Timi Yuro e che anni dopo verrà reincisa anche da Francesco De Gregori). Il brano si aggiudica la prima posizione della classifica italiana, posizione che manterrà per quattro settimane[2], ed entra nella Top Ten (9° posto) in Austria, conquistando così 4 dischi d'oro per aver venduto oltre 4.000.000 di copie nel mondo[3]. Con questa canzone, Leali si classifica primo alla Mostra internazionale di musica leggera di Venezia del 1967.

Nello stesso anno partecipa per la prima volta a Un disco per l'estate con Senza di te, che in seguito verrà incisa anche da Ornella Vanoni.

L'anno successivo sposa la cantante Milena Cantù, già "ragazza del Clan Celentano" (con cui si è fidanzato dopo aver lasciato Mirella Gervasio[4]), dalla quale avrà due figlie, Deborah e Samantha.

Fausto Leali canta A chi nel 1967

Reduce dal grande successo di A chi partecipa al Festival di Sanremo 1968 interpretando Deborah, pezzo composto da Vito Pallavicini, Paolo e Giorgio Conte, Pino Massara, uscendone 4º classificato. Il 45 giri, distribuito in seguito alla manifestazione, venderà 600 000 copie[3]. La canzone viene anche replicata da un artista di fama internazionale, Wilson Pickett. Questo duetto segnerà l'inizio di una profonda amicizia tra Leali e Pickett, che farà anche da padrino alla sua primogenita Deborah, chiamata proprio come la protagonista della canzone omonima.

Poco dopo incide Angeli negri (cover di "Angelitos Negros", brano di Pedro Infante del 1948, dal film omonimo, di cui i versi sono del poeta e politico Venezuelano Andrés Eloy Blanco, già interpretato da Antonio Machin, cantante iberocubano e ripreso poi da Marino Barreto jr nel 1959), che ripete il successo di A chi, raggiungendo la posizione numero 4 in hit parade[5]. Angeli negri è anche la traccia d'apertura dell'album Il negro bianco, che comprende anche Senza di te, Deborah e Senza luce, versione italiana del singolo di Procol Harum "A Whiter Shade of Pale", già cantato con successo dai Dik Dik pochi mesi prima. Sempre nel 1968, è fra gli interpreti di Canzonissima con Angeli negri e Chiudo gli occhi e conto fino a sei.

Nel 1969 torna a Sanremo con il brano Un'ora fa, abbinato a Tony Del Monaco. Riesce a riconfermarsi quarto alla manifestazione, e si guadagna la sesta posizione nella classifica italiana dei singoli. Nei mesi successivi è in gara a Un disco per l'estate con Tu non meritavi una canzone.

Nel 1970 è ancora a Sanremo, dove propone la canzone Hippy, scritta a quattro mani con Luciano Beretta. Leali sarà autore anche dei successivi brani che porterà al festival ligure: L'uomo e il cane, nel 1972, e La bandiera del sole, nel 1973.

Nel 1971 partecipa al Festivalbar con il brano America. Il singolo comprende anche una canzone scritta dallo stesso Fausto intitolata Si chiama Maria, con la quale gareggia a Un disco per l'estate 1970, e che in seguito Giorgio Moroder inciderà con il titolo I'm free now. Il 7 settembre del 1971 partecipa al "Palermo pop festival", dividendo il palco con artisti di rilievo della scena rock mondiale come Bill Wyman's Tucky Buzzard e Black Sabbath.

Nel 1974 è di nuovo a Un disco per l'estate con Solo lei, canzone incisa anche da Mina.

Dalla collaborazione con Mogol (iniziata con l'adattamento in italiano di A chi nel 1967), autore dei testi, nasce nel 1975 il progetto dell'album Amore dolce, amore amaro, amore mio, uscito per l'etichetta CBS. In questo anno ha fatto parte della Nazionale italiana cantanti, capitanata da Mogol.

Nel 1976 torna in classifica[6] col singolo Io camminerò, scritto da Umberto Tozzi e Giancarlo Bigazzi, che diventa la traccia d'apertura dell'omonimo album. La canzone verrà pubblicata anche in spagnolo col titolo, "Yo caminaré".

Nel 1977 arrangia e interpreta, in maniera personale, un classico della canzone napoletana, Vierno, che propone al Festivalbar e inserisce nel 33 giri Leapoli, uscito per l'etichetta CGD.

Nel 1980 gli viene proposta nuovamente una canzone napoletana, Malafemmena, scritta dal grande Totò. Fausto accetta e ne incide una versione che sarà la sigla di una serie televisiva dedicata proprio alla memoria del principe della risata.

Nel 1986 Fausto torna in auge grazie all'invito di Mina di duettare con lei nel brano Via di qua, che si aggiudicherà l'ottavo posto in hit parade[7] e diverrà la sigla televisiva del programma Trent'anni della nostra storia, in onda il sabato sera su Rai 1.

Il ritorno a Sanremo nel 1987 e la vittoria nel 1989[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1987 Fausto ritorna al Festival di Sanremo cantando il brano Io amo, scritto e prodotto da Toto Cutugno, con la collaborazione di Franco Fasano e dello stesso Leali. Il brano si classifica al 4º posto nella serata finale, vende oltre 400.000 copie conquistando 2 dischi di platino e il secondo gradino del podio nella chart dei singoli italiani[8]. Di spicco anche il brano inciso sul lato B del singolo, Notte d'amore, eseguito in duetto con Loredana Bertè e scritto a quattro mani con Toto Cutugno. Entrambi i pezzi sono gli unici inediti della raccolta di successo[9] Io amo e gli altri successi, uscita per la CBS, che include alcuni dei maggiori successi del cantante bresciano (in versione originale) come A chi, Deborah, Angeli negri, Un'ora fa e Io camminerò.

L'anno dopo è di nuovo sul palco dell'Ariston con Mi manchi, firmata da Franco Fasano e da Fabrizio Berlincioni, che dopo qualche anno verrà anche reinterpretata da Andrea Bocelli. Mi manchi si piazza sesta nella classifica italiana[10] e viene accolta nell'album di inediti Non c'è neanche il coro. Nel medesimo anno nasce il suo terzo figlio, Francesco Faustino, avuto dalla sua seconda compagna italo-canadese Claudia.

Fausto Leali partecipa al Festival di Sanremo 1989, vincendo con il brano Ti lascerò cantato in coppia con Anna Oxa, che si colloca terzo nelle charts italiane[11] e viene incluso nel LP Leali. Inoltre, i due proporranno insieme all'Eurovision Song Contest la canzone Avrei voluto.

Fausto Leali in concerto negli anni duemila

Risale sul palco della città dei fiori tre anni più tardi con Perché, composta da Aleandro Baldi e Giancarlo Bigazzi; mentre nel 1994 presenta al Festival italiano, organizzato da Mediaset, Niente di te, risultando terzo, e riporta la sua versione di Malafemmena a Viva Napoli, uscendone vittorioso.

Sempre nel 1994 registra per la Dischi Ricordi l'album Anima nuda, pubblicato anche in lingua spagnola col titolo "Alma desnuda", scritto interamente dall'artista. Nel 1996 firma il contratto con la RTI Music e incide un disco di sole cover, dal titolo Non solo blues, realizzato interamente a New York con una band R&B di grande prestigio, certificato disco d'oro[3].

Nel 1997 partecipa alla kermesse sanremese con Non ami che te e pubblica il secondo album di cover Non solo blues 2, registrato negli Stati Uniti, completando il progetto musicale intrapreso l'anno precedente.

Nel 1999 esce il suo primo album dal vivo LealiLive.

All'inizio del 2002 torna all'Ariston con il brano Ora che ho bisogno di te, cantato in coppia con Luisa Corna, e arriva quarto[12].

Nel 2003 si ripresenta al Festival con il pezzo Eri tu, che grazie al successo discografico permetterà a Leali di ottenere il Disco di Platino per aver venduto oltre 130.000 copie in 15 giorni[3].

Attività recenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006, dopo aver partecipato al reality show di Rai 2 Music Farm, pubblica come cantautore l'album Profumo e kerosene, dove sono presenti 10 brani inediti. Dal 2007 partecipa a diverse edizioni dello show Napoli prima e dopo, in onda su Rai 1.

Prende parte al Festival di Sanremo 2009 con il pezzo Una piccola parte di te, accedendo alla finale. La canzone parla del rapporto padre-figlio, ed è stata scritta per lui dalla coppia Berlincioni-Fasano, che già gli avevano regalato diversi successi a Sanremo in passato[13].

Nel 2012 è uno dei concorrenti della prima edizione del talent show di Rai 1 Tale e Quale Show, e rientra nel programma l'autunno seguente nelle puntate del Torneo, nelle quali i concorrenti della prima edizione sfidano quelli della seconda.

Nel 2014, dopo oltre cinquant'anni di carriera e a cinquant'anni esatti dall'uscita del primo 33 giri, viene pubblicato il suo primo libro autobiografico, Notti piene di stelle, scritto con la collaborazione del giornalista musicale Massimo Poggini[14].

Il 14 giugno dello stesso anno sposa a Foggia in seconde nozze la vocalist Germana Schena dopo diversi anni di fidanzamento[15].

Il 22 settembre 2015 è ospite del concerto-evento di Francesco De Gregori "Rimmel 2015", tenutosi all'Arena di Verona[16]; mentre il 13 marzo del 2016 è fra i cantanti invitati da Marcella Bella ad un omaggio a Giulio Rapetti, Una serata... Bella per te, Mogol, trasmesso su Rete 4[17].

Partecipazioni a manifestazioni canore[modifica | modifica wikitesto]

Festival di Sanremo[modifica | modifica wikitesto]

Altre manifestazioni canore[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Fausto Leali.

45 giri e Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scheda biografica su rockol.it
  2. ^ I singoli più venduti del 1967, hitparadeitalia.it
  3. ^ a b c d [htttp://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1981&biografia=Fausto+Leali Fausto Leali. Negrobianco, 29 ottobre 1944], biografieonline.it
  4. ^ Perché amo Fausto, pubblicato su Giovani, n° 37 del 10 settembre 1966, pagg. 82-84
  5. ^ I singoli più venduti del 1968, hitparadeitalia.it
  6. ^ I singoli più venduti del 1976, hitparadeitalia.it
  7. ^ Indice per Interprete: L - Singoli di Leali, Fausto, hitparadeitalia.it
  8. ^ I singoli più venduti del 1987, hitparadeitalia.it
  9. ^ Gli album più venduti del 1987, hitparadeitalia.it
  10. ^ I singoli più venduti del 1988, hitparadeitalia.it
  11. ^ I singoli più venduti del 1989, hitparadeitalia.it
  12. ^ Successo annunciato: il Festival ai Matia Bazar, in Corriere della Sera, 10 marzo 2002, p. 33. URL consultato il 23 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il ).
  13. ^ Mario Luzzatto Fegiz, Le pagelle, in Corriere della Sera, 21 febbraio 2009, p. 53. URL consultato il 1º marzo 2011 (archiviato dall'url originale il ).
  14. ^ Notti piene di stelle, Rizzoli editore
  15. ^ Fausto Leali, terzo matrimonio a giugno: “Sposo Germana, è 30 anni più giovane di me”, oggi.it
  16. ^ ANCHE FAUSTO LEALI TRA GLI OSPITI DI DE GREGORI ALL'ARENA DI VERONA, radioitalia.it
  17. ^ "Una serata Bella" dedicata a Mogol, gazzettadiparma.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fausto Leali, Massimo Poggini, Notti piene di stelle. Gli anni d'oro della canzone italiana tra segreti e nostalgia, Rizzoli Editore, Milano, 2013
  • Eddy Anselmi, Festival di Sanremo. Almanacco illustrato della canzone italiana, edizioni Panini, Modena, alla voce Fausto Leali
  • Enrico Deregibus, Dizionario completo della canzone italiana, Giunti Editore, Firenze, 2006, alla voce Fausto Leali

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN2660775 · SBN: IT\ICCU\UBOV\514880 · ISNI: (EN0000 0000 5515 3486 · GND: (DE134441117 · BNF: (FRcb13938586m (data)