Festival di Sanremo 1956

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Festival di Sanremo 1956
Francaraimondi.gif
Franca Raimondi, vincitrice del Festival
EdizioneVI
Periodo8-10 marzo
SedeCasinò di Sanremo
Direttore artisticoGiulio Razzi
PresentatoreFausto Tommei e Maria Teresa Ruta
Emittente TVNazionale
Emittente radioSecondo programma
Partecipanti6
Brani in gara20
VincitoreFranca Raimondi
SecondoTonina Torrielli
TerzoLuciana Gonzales
Cronologia
Festival di Sanremo 1955Festival di Sanremo 1957

Il sesto Festival di Sanremo si svolse al Salone delle feste del Casinò di Sanremo dall'8 al 10 marzo 1956 dalle ore 22, e fu condotto da Fausto Tommei affiancato da Maria Teresa Ruta, alla sua seconda conduzione consecutiva. In TV venne trasmesso dalle 22:45 le prime due serate e alle 22 la serata finale.

La canzone vincitrice di questa edizione fu Aprite le finestre, cantata dalla debuttante Franca Raimondi.

Partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Interprete Ultime partecipazioni al Festival
Clara Vincenzi Esordiente
Franca Raimondi Esordiente
Gianni Marzocchi Esordiente
Luciana Gonzales Esordiente
Tonina Torrielli Esordiente
Ugo Molinari Esordiente

Classifica, canzoni e cantanti[modifica | modifica wikitesto]

Posizione Interprete Canzone Autori Voti ricevuti
Franca Raimondi Aprite le finestre Pinchi e V. Panzuti 171
Tonina Torrielli Amami se vuoi M. Panzeri e V. Mascheroni 163
Luciana Gonzales La vita è un paradiso di bugie D. Calcagno e N. Oliviero 153
Tonina Torrielli Il cantico del cielo A. Testa e C. A. Rossi 92
Ugo Molinari La colpa fu Gippi, L. Beretta e E. Sciorilli 88
Tonina Torrielli Il bosco innamorato G. C. Testoni e G. Kramer 77
Ugo Molinari Albero caduto G. Fiorelli e M. Ruccione 76
Gianni Marzocchi Musetto (La più bella sei tu) D. Modugno 41
Ugo Molinari Nota per nota G. Viezzoli 24
10º Ugo Molinari Due teste sul cuscino G. C. Testoni e F. Rendine 20
NF Gianni Marzocchi e Clara Vincenzi Anima gemella G. C. Testoni e C. A. Rossi
Luciana Gonzales È bello Danpa e D. Vignali
Gianni Marzocchi Ho detto al sole R. Morbelli e Falco
Franca Raimondi Il trenino del destino B. Cherubini, M. Schisa e M. Trama
Clara Vincenzi Il trenino di latta verde M. Gigante, L. L. Martelli e Neri
Gianni Marzocchi e Franca Raimondi Lucia e Tobia M. Panzeri e G. D'Anzi
Clara Vincenzi Lui e lei S. Simoni, Faccenna e M. Casini
Luciana Gonzales Parole e musica N. Rastelli e Silvestri
Tonina Torrielli Qualcosa è rimasto Pinchi e Spaggiari
Franca Raimondi e Clara Vincenzi Sogni d'or A. Costanzo e P. Maschio

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Quell'anno gli organizzatori decisero di far cantare i brani a cantanti debuttanti, per fare in modo che il festival tornasse ad essere un "concorso di canzoni" e non una gara fra interpreti.

Fra 6 646 candidati attraverso un concorso nazionale furono selezionati 6 cantanti: Luciana Gonzales, Gianni Marzocchi, Ugo Molinari, Franca Raimondi, Tonina Torrielli e Clara Vincenzi[1].

Contrariamente alle tre edizioni immediatamente precedenti, ogni canzone veniva eseguita una sola volta.

Tra le voci nuove l'unica che ottenne un certo successo fu Tonina Torrielli, soprannominata la caramellaia di Novi, dato che aveva svolto l'attività di operaia in quel settore. La Torrielli si classificò al secondo posto con Amami se vuoi, e, fatto senza precedenti, le fu concesso il bis. Il dirigente della Rai Fulvio Palmieri giustificò questa eccezione col fatto che la cantante era sotto contratto con la Cetra, di proprietà della Rai, e che quindi la Rai stessa aveva tutto l'interesse a lanciarla sul mercato.[2] Anche le canzoni presentate, ad eccezione di Musetto, che vantò in seguito una pregevole versione del Quartetto Cetra, passarono presto nel dimenticatoio e quindi le scelte compiute per questa edizione non si rivelarono azzeccate.[3]
Il 1956 fu l'anno di esordio dell'Eurovision Song Contest, al quale parteciparono, per l'Italia, le prime due classificate (Franca Raimondi e Tonina Torrielli), con i brani da loro presentati a Sanremo.[2]

Per ovviare alle polemiche scaturite dalla decisione di escludere gli artisti già noti al pubblico, fu organizzata una quarta serata fuori concorso durante la quale si esibirono Nilla Pizzi, Achille Togliani, Teddy Reno, Carla Boni, Gino Latilla, Claudio Villa, Katyna Ranieri, Giorgio Consolini, Tullio Pane, Franco Ricci, Nuccia Bongiovanni e Bruno Pallesi, accompagnati dall'orchestra di Cinico Angelini.[1]

Fu realizzato inoltre un documentario, curato dalla troupe di Domenico Paolella, intitolato Sanremo canta, che raccontava anche i retroscena con le immagini realizzate dietro le quinte del Festival.[1]

Si rivide in questa occasione il contestatore soprannominato "Il Vendicatore di Vercelli" (al secolo Serafino Dabbene), già manifestatosi due anni prima che gettò improvvisamente dei volantini in sala per protesta contro l'esclusione di un suo brano "dedicato ai conigli e ai gatti", prima di essere immediatamente allontanato dalla sala e tratto in arresto.[4]

Regolamento[modifica | modifica wikitesto]

Festival di Sanremo
I cantanti al Festival
Luciana Gonzales con il maestro Gian Stellari al Festival
Gianni Marzocchi al Festival
Ugo Molinari al Festival

Vengono presentate 10 canzoni per sera, per i primi due giorni. Al termine di ogni serata i giurati votano e decidono quali sono le 5 canzoni che hanno accesso alla finale e quali vengono eliminate. Durante la terza sera ha luogo la finale. Per quest'anno viene sospesa la "doppia esecuzione" dei brani.

Orchestra[modifica | modifica wikitesto]

Orchestra Arcobaleno diretta dal maestro Gian Stellari.

Ripete i motivi l'orchestra del maestro George Melachrino.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Borgna, pp. 46-48.
  2. ^ a b Eddy Anselmi, Il Festival di Sanremo, Ed. DeAgostini, 2020.
  3. ^ Paolo Ruggieri, Canzoni Italiane, Fabbri Editori, 1994, Vol.4, pag.67
  4. ^ Marcello Giannotti, L'Enciclopedia di Sanremo 1951-2006, Tutto il festival dalla A alla Z, 2007, Gremese Editore

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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