Palasport Olimpico

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Palasport Olimpico
PalaIsozaki, PalaAlpitour
PalaOlimpico esterno 01.JPG
Facciata del palazzo
Informazioni
StatoItalia Italia
UbicazioneC.so Sebastopoli 123
Torino
Inizio lavori2003
Inaugurazione2005
StrutturaArena coperta a pianta rettangolare
Costo87 000 000
Area totale34 000
ProprietarioComune di Torino
GestoreParcolimpico Srl
ProgettoArata Isozaki (edificio),
Pier Paolo Maggiora (esterni), Marco Brizio (edificio)
Prog. strutturaleGiuseppe Amaro
CostruttoreVitali Spa
Torno Internationale Spa
Capienza
Posti a sedereHockey su ghiaccio: 14 350
Pallacanestro: 16 600[1]
Mappa di localizzazione

Coordinate: 45°02′30″N 7°39′08″E / 45.041667°N 7.652222°E45.041667; 7.652222

Il Palasport Olimpico, noto anche come PalaAlpitour per esigenze commerciali o PalaIsozaki per via del suo ideatore, è un impianto polifunzionale coperto di Torino; sorge in Corso Sebastopoli, adiacente allo Stadio Olimpico Grande Torino, e fu costruito tra il 2003 e il 2005[2] in vista dei Giochi olimpici invernali del 2006, del cui torneo di hockey su ghiaccio fu sede. Capace di 14 350 posti a sedere, è la più capiente struttura coperta d'Italia a uso sportivo; realizzata dall'architetto giapponese Arata Isozaki, ebbe un costo di realizzazione di circa 87 milioni di euro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La progettazione dell'edificio è stata oggetto di un concorso internazionale, vinto da un gruppo guidato dall'architetto Arata Isozaki, composto dallo studio Arata Isozaki & Associates di Tokyo che ne ha diretto la progettazione, ARCHA S.P.A. di Torino, Arup Italia s.r.l. di Milano, ing. Giuseppe Amaro, arch. Marco Brizio. Il progetto definitivo porta la firma congiunta dell'arch. Arata Isozaki e dell'arch. Pier Paolo Maggiora e fa parte del più vasto complesso denominato Comparto centrale olimpico composto dal palasport Olimpico, dal palazzo del Nuoto e dal parco di piazza d'Armi.

L'avveniristico edificio si presenta come un rigoroso parallelepipedo cartesiano rivestito di acciaio inox e vetro, con una base di 183 per 100 metri. Si sviluppa su quattro livelli, due interrati (fino a 7,5 metri sotto terra) e due all'aperto (fino a 12 metri d'altezza). La lunghezza complessiva dell'impianto è di circa 200 metri.

La struttura, progettata per essere una vera e propria "fabbrica degli avvenimenti", utilizzando le parole del suo architetto, è completamente flessibile e modulabile nella sua struttura interna: nella disposizione delle tribune mobili (grazie ad un moderno sistema di gradinate mobili e retrattili e alla possibilità di movimentazione di un impalcato temporaneo), nell'acustica e nell'impiantistica.

21 febbraio 2006: riscaldamento al Palaolimpico prima di USA vs Russia.

È stato inaugurato il 13 dicembre 2005 con il nome di PalaOlimpico durante un incontro amichevole di hockey su ghiaccio tra le nazionali di Italia e Canada. Fra il 10 e il 26 febbraio 2006 è stato il campo principale delle gare di hockey ghiaccio delle Olimpiadi invernali di Torino 2006, ospitando le principali gare della prima fase a gironi e poi tutte quelle delle fasi finali del torneo maschile e di quello femminile.

La nascita di Parcolimpico[modifica | modifica wikitesto]

Al termine delle Olimpiadi invernali, la Regione, il Coni, il Comune e la Provincia costituirono Fondazione 20 marzo 2006 che, a sua volta diede vita ad una società di scopo denominata Parcolimpico, finalizzata alla gestione e alla manutenzione dei siti olimpici, mantenendone separata la proprietà.

Originariamente nata per ospitare l’Hockey sul ghiaccio, sport che in Italia non ha mai avuto un forte seguito, la struttura si ritrovò quasi da subito senza una vera ragione di riutilizzo. Anche perché altri sport potenzialmente ospitabili come pallavolo e pallacanestro si appoggiano da tempo al più piccolo Palaruffini.

24 aprile 2007: Elisa in concerto

Così il 23 aprile 2006 ospita il primo evento musicale: Volumi all'Idrogeno. Cinque ore di musica live che hanno visto alternarsi sul palco band della scena musicale torinese come Subsonica, Africa Unite e Marlene Kuntz. [3]

A settembre ospita il primo vero concerto che vede protagonisti i Pearl Jam, seguito a ottobre da quello di Bruce Springsteen. Ma durante i primi anni gli eventi sono sporadici, se non per qualche tappa di tour di artisti italiani. Gli incassi derivanti dagli eventi non riescono a coprire le spese di gestione troppo esose che interessano anche gli impianti di Cesana e Pragelato, che condizionano in negativo i bilanci annuali. [4]

Gestione Live Nation[modifica | modifica wikitesto]

Si decide nel 2009 di indire una gara d'appalto diretta a privati per rilevare il 70 per cento della società operativa.[5] L'appalto, che comprende in primis la concessione trentennale del Palaolimpico e del Palavela, viene aggiudicato dalla Get Live 2, costituita da Set Up (società torinese che organizza eventi e concerti) e dal colosso Live Nation.[6][7] che se ne accollarono quindi la responsabilità amministrativa.

L’entrata in scena del nuovo soggetto di maggioranza, che successivamente ha portato la sua quota di partecipazione al 90 per cento, ha dato una nuova chiave di utilizzo all’arena destinandola ad ospitare principalmente concerti e spettacoli. Nel giro di pochi anni Live Nation ha portato sotto la Mole artisti di fama internazionale del calibro di U2, Depeche Mode, Muse, Red Hot Chili Peppers, Bob Dylan, Green Day, Lady Gaga, Shakira, Madonna, Rihanna, Ed Sheeran e Ariana Grande.

L’intento del management è quello di non limitarsi ad organizzare semplici concerti, ma fare in modo di realizzare grandi eventi che siano di forte richiamo a livello nazionale e che facciano così da traino per un aumento considerevole del turismo a beneficio della città di Torino. In tal senso i riscontri sono stati così positivi tanto da far registrare nei giorni dei concerti una forte presenza di turisti che hanno portato un indicativo aumento di prenotazioni nelle strutture alberghiere.[8] Una relazione della Camera di commercio ha stimato in circa 13 milioni i vantaggi per il territorio derivante dal concerto dei Coldplay del 2012 tenuto allo Stadio Olimpico.[9] Proprio in virtù di questa sinergia concerti/turismo, nel luglio 2014 Parcolimpico ha stipulato un nuovo accordo di sponsorizzazione con Alpitour, società leader nel settore viaggi, che ha investito 1,1 milioni per legare il suo nome alla struttura e per promuovere Torino come polo di attrazione del turismo legato all’entertainment nazionale ed europeo.[9]

Nel 2015, a distanza di 10 anni dall’inaugurazione, il Pala Alpitour conquista un importantissimo primato: con l’aumento di capienza del parterre fino a 4000 persone, è diventata ufficialmente l’arena indoor più grande d’Italia, con una capienza complessiva di 15.657 persone nel caso di palco centrale e di 13.347 persone con il palco laterale. [10]

Spettacoli ed eventi sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Il PalaOlimpico allestito per Top Gear Live nel luglio 2014

Oltre ai concerti il Palaolimpico ha avuto modo di ospitare negli anni anche spettacoli e musical di successo come Notre Dame de Paris, Romeo e Giulietta, il Cirque du Soleil, e saltuariamente eventi sportivi tra i quali il wrestling della WWE nel 2011 e nel 2014, lo spettacolo automobilistico Top Gear Live nel 2014, il Preolimpico 2016 della Nazionale di basket e Oktagon nel 2016 e nel 2017.

Dal 2 al 7 ottobre 2018 ospiterà le fasi finali del campionato mondiale di pallavolo maschile.[11]


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Euroleague Final Four bound for Turin, Italy in 2011!
  2. ^ Il nuovo Palasport di Torino, in Arketipo magazine, 16 gennaio 2008. URL consultato il 7 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 7 luglio 2015).
  3. ^ Christian Amadeo, Volumi all'Idrogeno - Torino, Palaisozaki, su rockit.it. URL consultato il 6 novembre 2017.
  4. ^ Andrea Giambartolomei, Il caso Torino 2006: molti debiti e pochi vantaggi per la città, in il Fatto Quotidiano, 23 settembre 2016. URL consultato il 6 novembre 2017.
  5. ^ Marco Ferrando, Gara a due per gli impianti di Torino 2006, in ilsole24ore.com, 9 giugno 2009. URL consultato il 6 novembre 2017.
  6. ^ Alberto Gaino, Impianti olimpici, gli occhi della procura sull'appalto, in La Stampa, 21 ottobre 2010. URL consultato il 29 ottobre 2017.
  7. ^ Raphael Zanotti, Impianti olimpici, tre indagati. Falsata la gara per la gestione, in La Stampa, 11 marzo 2011. URL consultato il 29 ottobre 2017.
  8. ^ Federica Cicerale, Live Nation e la Torino on stage, su mole24.it, 21 giugno 2012. URL consultato il 6 novembre 2017.
  9. ^ a b Maurizio Tropeano, Il PalaOlimpico cambia nome, in LaStampa.it, 8 luglio 2014. URL consultato il 6 novembre 2017.
  10. ^ palaalpitour.it, http://www.palaalpitour.it/chi-siamo/. URL consultato il 6 novembre 2017.
  11. ^ Roberto Condio, Volley, le finali mondiali 2018 dal 2 al 7 ottobre a Torino, in La Stampa, 19 gennaio 2017. URL consultato il 3 dicembre 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]