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Tokyo

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Tokyo
Metropoli
東京都
Tōkyō-to
Tokyo – Stemma Tokyo – Bandiera
Tokyo – Veduta
Localizzazione
Stato Giappone Giappone
Regione Kantō
Amministrazione
Capoluogo Shinjuku
Governatore Yuriko Koike (indipendente)
Data di istituzione 1943
Territorio
Coordinate
del capoluogo
35°41′22.22″N 139°41′30.12″E / 35.689506°N 139.6917°E35.689506; 139.6917 (Tokyo)Coordinate: 35°41′22.22″N 139°41′30.12″E / 35.689506°N 139.6917°E35.689506; 139.6917 (Tokyo)
Superficie 2 187,66 km²
Abitanti 15 185 502 (2014)
Densità 6 941,44 ab./km²
Sottoprefetture 3
Distretti 1
Municipalità 62
Altre informazioni
Fuso orario UTC+9
ISO 3166-2 JP-13
Nome abitanti edochiani[1]
Cartografia

Tokyo – Localizzazione

Sito istituzionale
Simboli di Tokyo
Uccello gabbiano comune Chroicocephalus ridibundus
Albero Ginkgo biloba
Fiore fiore di ciliegio (Prunus serrulata)

Tokyo (東京 Tōkyō?, letteralmente "capitale orientale", trovandosi a est della precedente capitale Kyoto) è la capitale del Giappone, situata nella regione del Kantō, sull'isola di Honshū.

Sebbene venga spesso definita una città, secondo l'ordinamento amministrativo giapponese è una metropoli ( to?): l'odierna area metropolitana di Tokyo (東京都 Tōkyō-to?) è frutto della fusione, avvenuta nel 1943, tra la prefettura di Tokyo (東京府 Tōkyō-fu?) e il suo capoluogo, la città di Tokyo (東京市 Tōkyō-shi?).[2] A seguito di tale fusione i due enti sono stati soppressi e con il nome Tōkyō si indica oggi una delle quarantasette prefetture del Giappone, in quanto si tratta in realtà di un'ampia area su cui si trovano svariate città indipendenti fusesi insieme in un'unica conurbazione. Poiché di fatto il governo giapponese e l'imperatore del Giappone risiedono nel quartiere di Chiyoda, Tokyo è comunemente indicata come capitale della nazione.

L'area più popolata, quella che si affaccia a est sulla baia di Tokyo, corrisponde a quella dell'estinta città ed è stata divisa in ventitré quartieri speciali (特別区 tokubetsuku?). La parte a ovest, chiamata area di Tama (多摩地域 Tama chiiki?), è suddivisa in ventisei città ( shi?) e un distretto comprendente tre cittadine ( chō oppure machi?) e un villaggio ( mura o anche son?). Fanno inoltre parte della divisione amministrativa di Tokyo l'arcipelago delle Izu e le lontane isole Ogasawara, che si estendono nell'oceano Pacifico.[3]

Con una popolazione di circa quindici milioni, pari al 12% degli abitanti del Giappone, è la più popolosa e la più densamente abitata tra le prefetture del Paese, nonché la seconda capitale al mondo per popolazione dopo Pechino.[4] L'espansione urbanistica del dopoguerra ha creato una megalopoli, chiamata "Grande Area di Tokyo", che si espande per circa 13 500 k e comprende anche buona parte delle vicine prefetture di Chiba, Kanagawa e Saitama. Tale immenso agglomerato urbano è di fatto con quasi trentacinque milioni di abitanti, il più grande del mondo in termini di popolazione.[5]

Nella zona dei quartieri speciali hanno sede le istituzioni più importanti del Paese. Nel quartiere di Chiyoda si trovano la sede del parlamento nazionale e del governo giapponese, nonché la residenza dell'imperatore, il palazzo imperiale di Tokyo. Il governo metropolitano è affidato ad un'assemblea eletta che sceglie il governatore, e ha sede nel quartiere di Shinjuku.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La città dal satellite: delle diverse chiazze verdi al centro la maggiore è quella del palazzo imperiale; a sud il fiume Tama separa Tokyo dalla prefettura di Kanagawa

Tokyo si trova alle coordinate geografiche 35°41′N 139°36′E / 35.683333°N 139.6°E35.683333; 139.6, circa alla stessa latitudine di Los Angeles e Teheran, ed è la capitale più orientale dell'Asia. Confina con la baia di Tokyo e la prefettura di Chiba a est, di Yamanashi a ovest, di Kanagawa a sud e di Saitama a nord.

La capitale è situata nella regione del Kanto, sull'isola di Honshu. L'area dei quartieri speciali, la più popolata, si affaccia sulla baia di Tokyo, dove sfociano i tre fiumi che bagnano la capitale, il Tama, l'Edo e il Sumida. L'agglomerato urbano ha continuato a espandersi sulla pianura di Kanto, la più estesa del Paese, arrivando a inglobare molte città e villaggi. La maggior parte dell'area metropolitana è composta da numerosi nuclei territoriali sviluppatosi di solito intorno a una stazione ferroviaria, che fanno di Tokyo un vastissimo assembramento di distretti urbani, ognuno avente un proprio centro. Si sono quindi sviluppati molteplici poli di intrattenimento e di attrazione sociale, culturale e commerciale.

Il lato a ovest dei quartieri speciali, l'area di Tama, è situata in un conoide di deiezione chiamato terrazzo di Musashino. Si tratta di un terrazzo fluviale che degrada dolcemente verso est. In questa zona, negli ultimi decenni, c'è stata una sensibile espansione di strutture dedicate all'istruzione universitaria, all'industria e alla ricerca, con il conseguente aumento della popolazione e della relativa edilizia residenziale.

La parte occidentale dell'area di Tama si innalza verso le montagne e comprende la cresta montuosa di Ishione, che si estende verso le catene dei monti Okuchichibu e Okutama. Nel punto in cui i tre rilievi si incontrano sorge il monte Kumotori, la cima più elevata di Tokyo con i suoi 2 017 m, che demarca il confine con le prefetture di Saitama e di Yamanashi.

Questa zona, ricca di laghi, fiumi e aree verdi, gode di una minore concentrazione urbanistica e ciò ha portato il governo metropolitano a intraprendere nell'area diversi piani di sviluppo. L'impatto ambientale che tale sviluppo comporta ha sollevato diverse preoccupazioni e critiche.[3] Il territorio comprende una parte dei parchi naturali di Chichibu Tama Kai e Fuji-Hakone-Izu e la totalità dei parchi di Meiji no Mori Takao, Akikawa Kyūryō, Hamura Kusabana Kyūryō, Sayama, Takao Jinba, Takiyama e Tama Kyūryō.

La zona insulare che ricade sotto la giurisdizione metropolitana è composta dagli arcipelaghi delle Izu e delle Ogasawara e da altre isole, che dalla baia di Tokyo si estendono nell'oceano Pacifico. L'isola più lontana, Minami Torishima, dista circa 1 850 km da Tokyo.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Tokyo gode di un clima temperato, con un'umidità relativa del 63%. Circa il 45% dei giorni dell'anno sono piovosi, un 40% nuvolosi, il 10% giornate serene e nel resto dei giorni nevica. La temperatura media invernale è di 5 °C e in estate 27 °C. La temperatura media annuale è di 14,7 °C. Le precipitazioni avvengono solitamente sotto forma di pioggia e raggiungono i 152 cm all'anno. La piovosità massima è stata registrata in un solo giorno nel 2003, con 171 mm. La media di ore soleggiate ogni anno è di 1894.

Dati meteo[6][7][8] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 9,6 10,4 13,6 19,0 22,9 25,5 29,2 30,8 26,9 21,5 16,3 11,9 10,6 18,5 28,5 21,6 19,8
T. mediaC) 5,2 5,7 8,7 13,9 18,2 21,4 25,0 26,4 22,8 17,5 12,1 7,6 6,2 13,6 24,3 17,5 15,4
T. min. mediaC) 0,9 1,7 4,4 9,4 14,0 18,0 21,8 23,0 19,7 14,2 8,3 3,5 2,0 9,3 20,9 14,1 11,6
Precipitazioni (mm) 52,3 56,1 117,5 124,5 137,8 167,7 153,5 168,2 209,9 197,8 92,5 51,0 159,4 379,8 489,4 500,2 1 528,8
Giorni di pioggia 5 6 11 11 11 13 12 9 12 11 8 5 16 33 34 31 114
Nevicate (cm) 5 5 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 10 1 0 0 11
Giorni di neve 2,8 3,7 2,2 0,2 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,8 7,3 2,4 0,0 0,0 9,7
Umidità relativa media (%) 52 53 56 62 69 75 77 73 75 68 65 56 53,7 62,3 75 69,3 65,1

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La fondazione di Edo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Edo.

Nel piccolo villaggio di Edo, il nome precedente di Tokyo, un signore feudale locale, il daimyo Ota Dokan, costruì nel 1457 il castello di Edo (江戸城 Edo-jō?).

Verso la fine del XVI secolo Tokugawa Ieyasu, uno degli artefici della riunificazione del paese, divenuto il daimyo delle otto province del Kanto, iniziò a edificare la città di Edo, che divenne il centro più importante del territorio da lui controllato. Nel 1603 l'imperatore lo investì del titolo di shogun, titolo ereditario che rappresentava la massima carica militare, con il quale Ieyasu assunse il controllo del Giappone (l'imperatore veniva in pratica esautorato del potere), dando inizio allo shogunato e all'era Tokugawa, detta anche periodo Edo. Trasferì a Edo la sua sede trasformandola nella capitale de facto del Paese, mentre Kyoto restò la capitale ufficiale e la sede dell'imperatore.

Con la fine delle secolari guerre civili giapponesi iniziò un periodo di grande stabilità. Edo divenne la più grande città del Giappone e sviluppò una struttura urbanistica molto rigida, suddivisa in tre categorie: i quartieri popolari, quelli dei templi e quelli degli aristocratici (riservati ai daimyo).[9] Fu instaurato il sistema del sankin kotai, secondo il quale tutti i daimyo dovevano possedere dei palazzi a Tokyo. Di solito un daimyo aveva tre residenze: una per sé e la propria famiglia e due per il suo seguito. La moglie e il primogenito dovevano abitare a Edo. Ogni daimyo doveva soggiornare a Edo per un periodo, ogni due anni. Questa politica rese assoluto il controllo dello shogun sui feudatari e contribuì a incrementare la popolazione della capitale. Con il moltiplicarsi degli immigrati a Tokyo venne coniato il termine "Edokko" (figlio di Edo), in uso ancora oggi, per distinguere i nativi dai nuovi arrivati.

La popolazione aumentò rapidamente e nel 1720 Edo diventò la più grande città del mondo, con un milione di abitanti;[10] sarebbe rimasta tale sino al XIX secolo, quando venne superata da Londra.

Dal XIX al XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: rinnovamento Meiji e grande terremoto del Kantō.
La muraglia difensiva del Castello di Edo

Nel 1867, con la fine dello shogunato, fu restaurato il potere della casa imperiale. Il sovrano Meiji trasferì la capitale da Kyoto a Edo, a cui venne messo il nome Tokyo (capitale orientale). Nel 1868 anche l'imperatore si spostò a Tōkyō e dal 1869 si stabilì nel castello dove in precedenza risiedeva lo shogun, nell'attuale quartiere di Chiyoda. Con il grande rinnovamento che seguì la restaurazione Meiji la città si ingrandì sempre più divenendo il maggior centro politico, economico e culturale del Giappone. La prefettura fu suddivisa in distretti.

Nel 1923 un terribile terremoto costò la vita a 70 000 abitanti di Tokyo, causando gravi distruzioni. La città fu riedificata con notevoli trasformazioni.

Tokyo in epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: incursione aerea su Tokyo e bombardamento di Tokyo nella seconda guerra mondiale.
Zojyo-ji, Tokyo Tower

Nella seconda guerra mondiale Tokyo subì gravi bombardamenti, il più intenso fu quello del 10 marzo 1945 che ebbe un effetto paragonabile a quello delle bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki. Vaste aree della città vennero rase al suolo. Al giorno d'oggi non rimangono praticamente tracce visibili di tali devastazioni.

Dopo la guerra Tokyo venne ricostruita con un sistema ferroviario e metropolitano all'avanguardia, che venne esibito al mondo quando la capitale ospitò le Olimpiadi del 1964. Gli anni settanta portarono un nuovo sviluppo edilizio e la popolazione crebbe fino a undici milioni di abitanti e nel 1978 venne inaugurato l'aeroporto internazionale Narita, la cui costruzione scatenò grandi proteste tra gli ambientalisti. Negli anni ottanta il prezzo dei terreni raggiunse prezzi esorbitanti e in molti si arricchirono rapidamente, ma nel decennio successivo scoppiò una grave crisi economica e molte compagnie, banche e proprietari fallirono a causa del crollo del prezzo dei terreni. Ne seguì una recessione che rese gli anni novanta la cosiddetta "decade perduta" del Giappone e che tuttora continua.

Il 20 marzo 1995 vi fu un gravissimo attentato alla metropolitana della città, compiuto da una setta di fanatici che impiegarono il gas nervino: morirono dodici persone mentre migliaia furono i feriti, che ancora oggi risentono degli effetti del gas.

Tokyo contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Shinjuku: grattacieli

Tokyo è una città in continua evoluzione, dove vengono realizzati piani per lo sviluppo e il rinnovamento urbano. I progetti recenti includono grandi opere che includono l'Ebisu Garden Place, la Tennozu Isle, lo Shiodome, le Roppongi Hills, Shinagawa (divenuta stazione per i treni ad alta velocità shinkansen) e la stazione di Tokyo (sul lato di Marunouchi). I progetti di recupero della terra dal mare vanno avanti da secoli. Il principale è quello realizzato nell'area di Odaiba, divenuta un grande centro per il commercio e l'intrattenimento. Nel 2012 è stata inaugurata la Tokyo Sky Tree, che con i suoi 634 metri di altezza detiene il record di seconda struttura artificiale più alta del mondo, dopo il Burj Khalifa. Questo enorme progresso urbanistico le è valso un importante primato: oggi Tokyo è infatti considerata la capitale mondiale dello sviluppo tecnologico.[11]

Piano decennale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 il governo metropolitano ha avviato un piano decennale di rinnovamento che, oltre a promuovere lo sviluppo delle infrastrutture urbane, si propone di accrescere il livello di certi settori quali l'ambiente, la sicurezza, l'assistenza, la cultura, il turismo, l'industria e lo sport. Tale piano si articola sui seguenti punti:[12]

  • il completamento di tre raccordi anulari e altre arterie stradali, atte a decongestionare il pesante traffico della Grande Area di Tokyo;
  • promuovere lo sviluppo urbano in armonia con le esigenze dei cittadini di una migliore qualità di vita;
  • abbellire Tokyo e renderla più sicura, in particolare riducendo il rischio sismico.

L'amministrazione ha indicato nella tecnologia, in un nuovo tipo di sviluppo delle risorse umane e nella cooperazione con altri Paesi asiatici, gli strumenti da utilizzare per ottenere quanto pianificato.[13] Il programma esecutivo varato nel 2010 per raggiungere gli scopi del piano decennale, ha individuato diverse iniziative pratiche da adottare, tra queste l'aumento delle aree destinate al verde pubblico, la riduzione dell'inquinamento, l'installazione di dispositivi antisismici in edifici pubblici e privati, lo sviluppo dell'edilizia assistenziale in favore di anziani e famiglie non abbienti con figli.[14]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

La superficie totale della metropoli è di circa 2 188 k. Nel 2009 la popolazione era di quasi tredici milioni di abitanti, che fanno di Tokyo la più popolata tra le prefetture del Giappone.[4]

Il crescente fenomeno di inurbamento che ha investito Tokyo negli ultimi decenni nel 2009 ha portato la popolazione dei quartieri speciali a superare gli 8,2 milioni di abitanti;[4] ne è derivato un grande sviluppo dell'edilizia, del sistema di trasporto pubblico (con numerose linee ferroviarie e metropolitane) e della rete stradale. Il sempre più congestionato traffico e il crescente affollamento ha scatenato un dibattito sull'opportunità di trasferire altrove la capitale.

Malgrado sorga su un territorio ad alto rischio sismico Tokyo continua a ingrandirsi, con nuovi abitanti provenienti da ogni angolo del Giappone e dall'estero. Si è formata una comunità multietnica di stranieri che, a tutto il 1º ottobre del 2009, contava su 417 000 residenti.[4] L'area di Tama, che si estende per 1 169,49 km² nella parte ovest della metropoli, nel 2009 contava su un totale di 4,16 milioni di abitanti[4] concentrati soprattutto a est. La parte occidentale di Tama si trova invece in territorio montuoso e meno popolato. La popolazione della zona insulare di Tokyo è in continuo calo e nel 2009 contava su 28 000 abitanti distribuiti su 406 km², per una densità di 68 ab./km².[4]

Nei ventitré quartieri speciali vivono oltre otto milioni di abitanti e di giorno la popolazione aumenta fino a 10,5 milioni, con i lavoratori e gli studenti pendolari provenienti dalle prefetture vicine. I residenti dei tre quartieri centrali di Chiyoda, Chūō e Minato sono 300 000, ma durante il giorno la zona è abitualmente frequentata da due milioni tra pendolari e locali. A Tokyo è presente la più grande concentrazione di quartier generali delle multinazionali, istituzioni finanziarie, università, scuole, musei, teatri, negozi e luoghi di divertimento del Paese.

Grande Area di Tokyo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Grande Area di Tokyo.

La Grande Area di Tokyo comprende, oltre al territorio di campagna, buona parte delle prefetture di Chiba, Kanagawa e Saitama. Si estende su una superficie di 13 555 km² ed è abitata da circa trentacinque milioni di abitanti, che rappresentano il 28% della popolazione del Paese.[3]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Università[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Università Imperiale di Tokyo, Tokyo Institute of Technology, Università delle Arti di Tokyo, Università di Waseda, Università Keio, Università Meiji, Tokyo Fuji University e Università delle Nazioni Unite.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Tokyo di notte vista dalla Tokyo Tower
Area dei pinguini reali all'Ueno Zoo

Tokyo è sede di molti musei:

Altri musei sono la biblioteca della Dieta Nazionale del Giappone, archivio dello Stato e museo d'arte moderna, situata vicino al palazzo imperiale nel quartiere speciale di Chiyoda; l'Edo-Tōkyō Museum nel quartiere di Sumida, vicino al fiume Sumida; e il Museo di arte Nezu a Aoyama.

Teatri e altri luoghi per concerti[modifica | modifica wikitesto]

Tokyo ha molti teatri dove vengono rappresentati sia spettacoli contemporanei che le forme tradizionali di teatro giapponese, come il e il Kabuki. Tali strutture vengono utilizzate anche per concerti di orchestre sinfoniche, che eseguono musica occidentale o anche musica tradizionale giapponese. Tokyo ospita anche concerti di musica pop e rock di artisti giapponesi e occidentali sia in club di piccole dimensioni, sia in strutture appositamente dedicate come il famoso e capiente palazzo dello sport del Nippon Budokan.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Vista del Ponte dell'Arcobaleno e panorama di Tokyo di notte

Tokyo propone molti luoghi interessanti per i turisti provenienti da tutto il mondo sia in ambito culturale, sia sportivo ed è sede di molti eventi culturali dalle molte sfumature. Nell'arco dell'anno la città ospita innumerevoli festival, eventi mondani e sfilate di moda. A Tokyo sono presenti molti templi, teatri, musei e si organizzano concerti di importanza internazionale.

Matsuri[modifica | modifica wikitesto]

Di grande richiamo sono i matsuri, i tradizionali festival shintoisti. I tre più importanti, ai quali presenziano migliaia di spettatori, sono:

  • il Sannō matsuri, che si svolge ogni 15 giugno al santuario di Hie, nel quartiere speciale di Chiyoda;
  • il Sanja matsuri, che si tiene durante il terzo fine settimana di maggio al santuario di Asakusa, nell'omonimo circondario di Asakusa, che fa parte del quartiere speciale di Taitō;
  • il Kanda matsuri, che si tiene nel santuario di Kanda, situato a Chiyoda, ogni due anni nel fine settimana più vicino al 15 di maggio. Il festival si caratterizza per le sfilate di sacri palanchini riccamente decorati, chiamati mikoshi (神輿 o 御輿?), e di carri allegorici circondati da una fitta folla.

Fuochi artificiali[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno nell'ultimo sabato di luglio si svolge lungo il fiume Sumida un grande spettacolo pirotecnico che ha oltre un milione di spettatori.

Hanami[modifica | modifica wikitesto]

In primavera, in tutto il Giappone, milioni di persone si muovono per ammirare i fiori dei ciliegi giapponesi ( sakura?), una tradizione chiamata hanami (花見? letteralmente hana, cioè "fiori", mentre mi significa "vedere"). Secondo quest'usanza si organizza un picnic sotto tali alberi. A questo proposito gli abitanti di Tokyo si riuniscono nei vari parchi cittadini, tra i quali il parco di Ueno, il parco Inokashira e il Shinjuku Gyoen.

Persone legate a Tokyo[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

La distinzione tra l'area dei quartieri speciali, in giallo, e l'area di Tama, in verde

La metropoli di Tokyo si divide in tre aree aventi tipi di amministrazione diversi:

  • quartieri speciali di Tokyo – situati nell'area più popolata, dove sorgeva l'estinta città di Tokyo;
  • area di Tama – situata nell'area ad ovest dei quartieri speciali;
  • area insulare – situata nel Pacifico e formata da due arcipelaghi e altre isole minori.
TokyoMap.svg

Quartieri speciali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: quartieri speciali di Tokyo.
I quartieri speciali di Tokyo

Il 1º ottobre 2009 l'area dei quartieri speciali di Tokyo aveva una popolazione di 8 802 000 abitanti,[4] distribuiti su una superficie di 621 km². Tale territorio è suddiviso in ventitré quartieri speciali, le cui amministrazioni godono di poteri e funzioni simili a quelle delle altre municipalità del Giappone.

Sebbene abbiano un buon grado di autonomia e ognuno di essi abbia un proprio governo e un sindaco locale, i ventitré quartieri devono coordinarsi con il governo metropolitano di Tokyo, l'organo di governo equiparabile a quello delle normali prefetture giapponesi. A carico del governo metropolitano vi sono determinati servizi offerti nell'area dei ventitré quartieri, quali quelli relativi alla gestione delle acque e degli acquedotti, alle fognature ed alla lotta antincendio, che nelle altre municipalità del Paese sono a carico dell'amministrazione comunale.

I quartieri sono quelli di Adachi, Arakawa, Bunkyo, Chiyoda, Chūō, Edogawa, Itabashi, Katsushika, Kita, Kōtō, Meguro, Minato, Nakano, Nerima, Ōta, Setagaya, Shibuya, Shinagawa, Shinjuku, Suginami, Sumida, Toshima e Taitō.

Area di Tama[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Tama (area).

Gli attuali quartieri speciali formavano la città di Tokyo, mentre la parte a ovest della ex prefettura, di cui l'estinta città di Tokyo era il capoluogo, corrisponde all'area di Tama. Tale zona, in cui vivono oltre quattro milioni di abitanti, comprende ventisei città e il montuoso distretto di Nishitama, l'unico distretto del territorio metropolitano, formato dal villaggio di Hinohara e dalle cittadine di Hinode, Mizuho ed Okutama.

Area insulare[modifica | modifica wikitesto]

Sotto la giurisdizione metropolitana ricadono anche diverse isole del Pacifico, la cui superficie totale è di 473 km².

Isole Izu[modifica | modifica wikitesto]
Localizzazione delle isole Izu

L'arcipelago delle Izu si estende a partire dalla baia di Tokyo. Le sue isole maggiori sono Izu Ōshima, Toshima, Niijima, Shikinejima, Kozushima, Miyakejima, Mikurajima, Hachijojima, e Aogashima. Tali isole sono ripartite amministrativamente in tre sottoprefetture:

Isole Ogasawara[modifica | modifica wikitesto]

Il più lontano arcipelago delle Ogasawara comprende le isole di Chichi jima, Nishinoshima, Haha-jima, Kita Iwo Jima, Iwo Jima, e Minami Iwo Jima. La sottoprefettura di Ogasawara, l'unica di questo arcipelago, amministra anche le disabitate isole di Minami Torishima, lontana circa 1.850 km da Tokyo, e di Okino Torishima, il punto più a sud del Giappone.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: borsa di Tokyo.

Tokyo ha un prodotto interno lordo di 1 479 miliardi di dollari,[16] il più alto tra le grandi metropoli mondiali. È considerata una delle città guida dell'economia mondiale, insieme a New York e Londra.[17] La borsa di Tokyo, la sede centrale della Banca del Giappone e le maggiori istituzioni finanziarie del Paese si trovano nel distretto urbano di Nihonbashi, che fa parte del quartiere centrale di Chūō.[18]

Le tasse imposte dal governo metropolitano si basano principalmente sui redditi degli abitanti e sui profitti delle aziende. Altre forme di tassazione locale vengono raccolte dalle municipalità conurbate, mentre nell'area dei quartieri speciali, che pur godono di buoni margini di autonomia amministrativa, tali imposte vengono gestite direttamente dal governo metropolitano. Un'altra fonte di introito per l'amministrazione metropolitana è rappresentata dall'emissione di obbligazioni.[18]

Negli ultimi decenni si è assistito a fenomeni di degrado sociale dovuti alle varie crisi che hanno investito i Paesi più industrializzati. A Tokyo, come in molte altre parti del Giappone, uno dei riflessi più evidenti di tale crisi è rappresentato dal crescente numero dei disoccupati, dei lavoratori precari e dei senzatetto. Questi ultimi, secondo un'indagine del 2003, erano almeno 6 300.[19]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: trasporti in Giappone.
La torre di controllo dell'aeroporto di Tokyo-Narita

L'area metropolitana di Tokyo è la più popolata del pianeta ed è dotata di un'efficiente e fitta rete di trasporti ferroviari, aerei, stradali e marittimi.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

La metropoli è servita da due aeroporti maggiori:

  • aeroporto di Tokyo-Haneda – sorge nell'area dei quartieri speciali e lungo la baia di Tokyo, specializzato nei voli domestici, viene usato anche per diversi voli internazionali
  • aeroporto di Tokyo-Narita – situato a 57 km a est, è specializzato soprattutto in voli internazionali

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Il lato Marunouchi della stazione di Tokyo

È possibile orientarsi a Tokyo utilizzando le molte linee ferroviarie locali. Una delle principali è la linea Yamanote, che compie un percorso anulare attorno al centro storico metropolitano e muove quattro milioni di passeggeri al giorno. I trasporti ferroviari sono costituiti da molte linee metropolitane e suburbane gestite da diverse compagnie.

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Una fitta rete di strade ed autostrade collega i vari punti della metropoli tra loro e con il resto del Paese. Vi è un sensibile ritardo nell'approntamento di una rete stradale adeguata allo sviluppo urbano dei quartieri speciali.[3] Di particolare interesse è l'aqua-Line Baia di Tokyo, mirabile opera di ingegneria moderna. È la combinazione di un ponte e una galleria sulla baia di Tokyo. La galleria, che con una lunghezza di 5 km rappresenta il più lungo tunnel stradale subalveo del mondo, è seguita da un ponte della lunghezza di 4,4 km. La transizione tra ponte e galleria avviene sull'isola artificiale di Umi hotaru (海ほたる, letteralmente "lucciola di mare").

Trasporti marittimi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: baia di Tokyo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

La sede del governo di Tōkyō

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

A tutto il 2010 Tokyo era gemellata con le seguenti undici città e Stati:[20]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Giochi della XVIII Olimpiade.

Tokyo ha organizzato la XVIII Olimpiade nel 1964 ed era stata scelta dal Comitato olimpico giapponese, il 30 agosto 2006, come città candidata per i Giochi olimpici estivi del 2016, poi assegnati a Rio de Janeiro. La proposta di Tokyo era supportata dall'azienda anglo-americana Weber Shandwick, una società di pubbliche relazioni già vincitrice di quattro corse olimpiche.

Il 7 settembre 2013 alla 125a sessione plenaria del CIO, la capitale giapponese è stata scelta come città ospitante nel 2020 i Giochi della XXXII Olimpiade, sconfiggendo la candidature di Istanbul e Madrid.

La principale squadra di baseball cittadina è quella degli Yomiuri Giants, più volte laureatasi campione del Giappone, che disputa gli incontri casalinghi al moderno Tokyo Dome. Le maggiori compagini calcistiche sono il Football Club Tokyo e il Tokyo Verdy. Tra le altre principali strutture sportive ci sono i palazzi dello sport del Tokyo Metropolitan Gymnasium e del Nippon Budokan, nonché il National Stadium, tutti impianti che ospitarono i giochi olimpici del 1964.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Edochiano, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato l'8 marzo 2016.
  2. ^ (EN) History of Tokyo, sul sito web ufficiale di Tokyo.
  3. ^ a b c d (EN) Geography of Tokyo, sul sito web ufficiale metropolitano.
  4. ^ a b c d e f g (EN) Population of Tokyo, sul sito web ufficiale metropolitano
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Jared Diamond, Collasso: come le società scelgono di morire o vivere, Torino Einaudi, 2005 [ed.italiana; titolo originale Collapse. How Societies Choose to Fail or Succeed]. ISBN 978-88-06-18642-5.
  • Elke Hayashi-Mähner, Tagelöhner und Obdachlose in Tokyo, Iudicium, 2005. ISBN 3-89129-181-7.
  • Wendy Yanagihara, Tokyo de cerca, Barcellona, Ed. Geoplaneta, 2008. ISBN 978-84-08-06965-2.

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