Piazza d'armi (Torino)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Piazza d'Armi
Localizzazione
StatoItalia Italia
CittàTorino Torino
CircoscrizioneCircoscrizione 2.png Circoscrizione 2
QuartiereSanta Rita
Codice postale10136 (Lato corso IV novembre), 10134 (Lati corso Sebastopoli, corso Lepanto e corso Galileo Ferraris)
Informazioni generali
Tipopiazza
Collegamenti
Luoghi d'interesse
Mappa

Coordinate: 45°02′46.32″N 7°39′11.7″E / 45.0462°N 7.65325°E45.0462; 7.65325

Piazza d'Armi a Torino è stata una delle piazze destinate, nella storia della città sabauda, ai raduni delle truppe e alle loro parate. Nel corso della sua storia, la capitale sabauda ha sempre avuto l'esigenza di disporre di grandi spazi per radunare l'esercito, necessità immancabile per tutte le città durante i secoli passati. Essa ha cambiato più volte la sua ubicazione nel corso dei secoli per l'espansione urbanistica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La città medievale e quella di antico regime non fu mai dotata di uno spazio monofunzionale destinato alle esercitazioni e alle manovre militari.Sebbene aree di questo tipo fossero diffusamente utilizzate (si pensi alle cittadelle quattrocentesche o ai «campi di marte» diffusi sin dal primo Cinquecento), Torino, sino all’epoca napoleonica, non risulta però esserne dotata. Nei secoli XVII e XVIII, invece, si preferì “militarizzare” la città stessa, assegnando funzioni logistiche per l’esercito alle piazze che andavano prendendo forma entro le aree di ampliamento urbano, le quali assunsero così, assai spesso, un connotato polifunzionale. Appartennero a questa categoria di spazi pubblici non solo l’area di rispetto che precedeva la cittadella – formalizzatosi, anche attraverso demolizioni, all’atto stesso della sua costruzione a partire dal 1564 –, ma anche la piazza del castello, la piazza reale (oggi San Carlo) sull’asse della contrada nuova (1646) e la piazza Susina (oggi Savoia) alle spalle dei Quartieri Militari juvarriani (1729). E, nel contesto della progettazione della città sei-settecentesca, assumeva dunque un’importanza prioritaria anche garantire il collegamento organico tra questi spazi e i sistemi deputati alla difesa, cittadella e capisaldi del fronte bastionato in primis.[1]

XIX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Di nuova piazza d'armi si può parlare a partire dal 1817, quando a svolgere questa funzione fu adibita la zona a sud-ovest della città, nell'area oggi compresa tra le attuali direttrici di corso Giacomo Matteotti, via Alessandro Volta e la sua continuazione, via Giovanni Camerana, via Assietta e corso Galileo Ferraris (un'altra piazza d'armi, ora di San Secondo). Nel 1850, sotto la spinta dell'aumento demografico, la piazza d'armi di San Secondo venne dismessa e il terreno lottizzato ed edificato. Per qualche anno fu adibita a tale funzione la zona compresa tra gli attuali corsi Matteotti, re Umberto, Stati Uniti e Vinzaglio, finché nel 1872 la nuova piazza d'armi divenne la zona compresa tra gli attuali corsi Galileo Ferraris, Peschiera (ora Luigi Einaudi), Castelfidardo e Montevecchio. Questa collocazione esistette fino agli anni 1930.

XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Laghetto di Piazza d'Armi con la Torre Maratona e lo Stadio Olimpico Grande Torino sullo sfondo

A seguito dell'urbanizzazione che portò al completamento del quartiere Crocetta, dello storico Stadium e dell'attuale isola pedonale in corso Duca degli Abruzzi (all'epoca corso Vinzaglio), la piazza d'armi venne nuovamente spostata in una zona periferica dove, negli Anni 1930, sorse il quartiere di Santa Rita. Qui, davanti all'ampia spianata, sorse il nuovo Stadio Municipale (1933-1945), poi Stadio Comunale (1945-2005), in seguito Stadio Olimpico (2005-2016) e oggi altro cambio in Stadio Olimpico Grande Torino. La piazza ha geometria quasi rettangolare (in realtà leggermente trapezoidale), con i lati minori allineati con la direzione del "decumano massimo", cioè est-ovest, e quelli maggiori allineati con il "cardine massimo", cioè direzione est-ovest. Il lati minori sono fiancheggiati a nord, da corso Monte Lungo, ed a sud, da corso Sebastopoli (oggi piazza Grande Torino), mentre a quelli maggiori, a ovest, da corso IV Novembre, e a est, da corso Galileo Ferraris.

Tuttavia, la nuova piazza d'armi fu scarsamente utilizzata a questo scopo e le consuete adunate militari del periodo fascista vennero svolte in ubicazioni più centrali del capoluogo piemontese, come piazza Vittorio Veneto, piazza Carlo Alberto e l'attuale piazza Galimberti, all'epoca popolarmente denominata piazza Balilla.

Incontri sportivi ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

In Piazza d'Armi, nei primi anni del Novecento, la Juventus (dal 1897 al 1899 in gare non ufficiali; poi, dal 1900 al 1902, nel 1904 e nel 1907, in gare ufficiali) e il Torino (dal 1910 al 1913) disputarono le loro partite casalinghe.

Prima partita Juventus (Campionato Italiano di Football 1900)

Torino
11 marzo 1900, ore 15:30 CET
Eliminatoria Piemonte - 2ª giornata
Juventus0 – 1
referto
FC TorinesePiazza d'Armi
Arbitro: Regno Unito Adolf Jourdan

Ultima partita (casalinga) Juventus (Prima Categoria 1907)

Torino
3 febbraio 1907[2], ore 15:10 CET[3]
Eliminatorie regionali Piemonte - Ritorno
Juventus Nero e Bianco (Strisce).png1 – 4
referto
Flag maroon HEX-7B1C20.svg TorinoPiazza d'Armi
Arbitro: Inghilterra James Spensley

Prima partita (casalinga) Torino (Prima Categoria 1909-1910)

Torino
6 febbraio 1910, ore 15:15 CET
9ª giornata
Torino2 – 4
referto
Pro VercelliPiazza d'Armi
Arbitro:  Meazza (Milano)

Ultima partita Torino (Ultimo incontro ufficiale) (Prima Categoria 1912-1913)

Torino
23 febbraio 1913
10ª giornata
Torino11 – 1
referto
PiemontePiazza d'Armi
Arbitro:  Scamoni (Torino)

Dalla piazza al parco[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente Piazza d'Armi è diventato solo un toponimo a retaggio della propria storia e nome popolare, in quanto la zona in cui sorgeva è stata adibita a parco: a partire dagli Anni 1960 è stata denominata parco Cavalieri di Vittorio Veneto. In essa sorse per breve tempo anche un eliporto, per cui l'area divenne nota come parco dell'Eliporto fino alla fine degli anni settanta, quando assunse il nome di parco Cavalieri di Vittorio Veneto, titolo che conserva tuttora.
Per molti anni il suo quadrilatero (2 152 metri il perimetro della cancellata) è stato il luogo di allenamento di numerosi atleti mezzofondisti e podisti.

XXI secolo[modifica | modifica wikitesto]

Facciata del Palasport Olimpico

Dal 2005 quest'area è stata profondamente trasformata in occasione dei XX Giochi Olimpici invernali svoltisi tra il 10 e il 26 febbraio 2006, vedendo la sua completa ristrutturazione, la riorganizzazione del parco e rendendo pedonale il viale d'accesso all'attuale Stadio Olimpico della città piemontese, cioè un tratto di corso Sebastopoli, che è stato sede delle Cerimonia di apertura dei XX Giochi olimpici invernali e della Cerimonia di chiusura dei XX Giochi olimpici invernali, nonché al Palasport Olimpico. La sua forma rettangolare (con esclusione dell'area dello Stadio), ha il lato minore lungo 400 metri e il lato maggiore lungo 755 metri.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ MuseoTorino,Comune di Torino,Direzione Musei,Assessorato alla Cultura e al 150° dell’Unità d’Italia, Piazze d’armi - MuseoTorino, su www.museotorino.it. URL consultato il 25 settembre 2018.
  2. ^ Originariamente previsto per il 27 gennaio, l'incontro fu rinviato per neve.
  3. ^ Torino-Juventus 4-1, su juworld.net.