Cerimonia di apertura dei XX Giochi olimpici invernali

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1leftarrow blue.svgVoce principale: XX Giochi olimpici invernali.

La coreografia dei cinque cerchi durante la cerimonia di apertura

La cerimonia di apertura dei XX Giochi Olimpici Invernali si è tenuta il 10 febbraio 2006, alle 20:00 CET, presso lo Stadio Olimpico di Torino. L’evento è stato seguito da 35,000 persone presenti nello stadio e da un pubblico televisivo di circa 2 miliardi di persone.

È stata realizzata da K-events (oggi Filmmaster Events)[1][2], sotto la direzione artistica di Marco Balich, già autore dello spettacolo di presentazione delle Olimpiadi di Torino alla cerimonia di chiusura della precedente edizione, nel 2002 a Salt Lake City.[3]

La cerimonia ha avuto come tema la cultura e la storia della regione e dell'Italia. Ai momenti protocollari si sono alternati segmenti artistici aventi come protagonisti diverse celebrità italiano dello sport, dello spettacolo e della moda. I Giochi sono stati inaugurati ufficialmente dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

L'ultima esibizione in assoluto del tenore Luciano Pavarotti avvenuta a Torino

Il tema della cerimonia è stato Passion Lives Here. Per l’occasione è stato allestito all’interno dello stadio un palcoscenico di circa 6,000 m2, chiamato “la Piazza”. Al centro della Piazza si trova una struttura circolare (un mosh pit per la precisione) che ha ospitato alcune parti dello spettacolo nella prima parte della cerimonia. Successivamente vi hanno preso posto gli atleti, simbolicamente e fisicamente al centro della cerimonia.

La cerimonia, condotta in inglese, francese (lingue ufficiali del Comitato Internazionale Olimpico) ed italiano, ha visto la partecipazione di 6,100 volontari e circa 240 artisti professionisti. La direzione dell'orchestra, così come la composizione delle musiche, è stata affidata al compositore Michele Centonze.

Programma[modifica | modifica wikitesto]

Il preshow, condotto da Piero Chiambretti, è iniziato alle 19:15

Alle 19:57 un video di omaggio alle precedenti edizioni dei Giochi Olimpici Invernali ha dato inizio al conto alla rovescia, da -30 a 0, accompagnato ad alta voce dal pubblico nello stadio.

Passion Lives Here (20:00 – 20:05 CET)[modifica | modifica wikitesto]

La cerimonia è stata aperta dal ginnasta Juri Chechi, in veste di “sciamano metropolitano”, che ha al risuonare di un gong ha battuto ripetutamente un martello su un'incudine dalle quali uscivano grandi fiammate, per esprimere il carattere industriale della città di Torino. Altre fiamme sono scaturite dal perimetro del palcoscenico e dal tetto dello stadio. Il colore dominante del segmento è stato il rosso.

Hanno fatto il loro ingresso percussionisti, timpanisti, skateboarder e ballerini. Nel frattempo la zona del mosh pit è stata animata da uno spettacolo ispirato ai movimenti del nuoto sincronizzato. Con il ritmo della musica sempre più incalzante i performer si sono radunati al centro del palco in diverse formazioni, prima una spirale e poi un cuore stilizzato.

Sono entrate in scena le sei Scintille di Passione, simboli della cerimonia, pattinatori vestiti di rosso e con in testa un casco dal quale escono lunghe fiammate, espressione di stile, velocità ed energia. I costumi sono stati realizzati da Dainese.[4]

Il Saluto delle Alpi (20:05 – 20:10)[modifica | modifica wikitesto]

L’atmosfera passa dal rosso al bianco, per questo segmento di tributo alle Nazioni che, insieme all’Italia, condividono la catena montuosa delle Alpi. Sette corni delle Alpi rappresentanti Italia, Slovenia, Austria, Svizzera, Francia, Germania e Liechtenstein entrano in scena intonando l’inno Occitano Se Chanta.

I 13 milioni di abitanti delle zone montuose vengono rappresentati e omaggiati da danzatori a ritmo di valzer, statue di mucche e di alberi e gruppi folcloristici alpini. Entrano in scena 3 coppie di ballerini vestiti con abiti pezzati, accompagnati dal suono dei campanacci forniti al pubblico nell’audience kit

A concludere il segmento, sulle note dell’ouverture della Gazza Ladra di Rossini, entrano in scena 50 danzatrici con enormi palloni bianchi in testa, a simboleggiare i fiocchi di neve. Intanto nel mosh-pit viene rappresentato un fiocco di neve con delle torce elettriche.

Italia (20:10 – 20:16)[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso del tricolore, Ingresso delle autorità, Inno nazionale

Sulle note del tema di Amarcord di Nino Rota, il palco si illumina con i colori del tricolore italiano, bianco, rosso e verde, ed entrano in scena 24 atleti italiani. Dietro di loro fa il suo ingresso la modella torinese Carla Bruni, in abito disegnato da Giorgio Armani, portando con sé la bandiera italiana.

Viene annunciato l’ingresso nella tribuna autorità del Presidente del Comitato Internazionale Olimpico, Jacques Rogge, e del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.[5]

Carla Bruni ha consegnato la bandiera ad un drappello dell’Arma dei Carabinieri, corpo di polizia fondato a Torino nel 1814, per l’alzabandiera, sulle note del Canto degli Italiani, inno nazionale composto da Goffredo Mameli. L’inno è stato cantato, nella sua prima parte, da Eleonora Benetti, una bambina di 9 anni vestita del tricolore, seguita poi da un coro comprendente sportivi italiani e allievi ufficiali della Guardia di Finanza.

Torino Città Olimpica (20:16 – 20:22)[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio si tinge di rosso e oro e fanno il loro ingresso, sbucando dal mosh-pit, 413 performer vestiti di bianco e con una torcia sulla testa. Lo scopo del segmento è rappresentare l’entusiasmo della città nella preparazione dei Giochi.

Prima si dispongono a rettangolo, poi a formare i numeri romani XX, ad indicare la ventesima edizione dei Giochi Olimpici Invernali, illuminando le torce sulla loro testa. Sotto la guida del coreografo americano Doug Jack si sono disposti a formare una coreografia di massa di un saltatore di sci. Stavolta i loro vestiti ricordano quelli dei cinque cerchi olimpici.

Concluso il “salto” vengono sparati coriandoli bianchi verso il pubblico, a simboleggiare la neve.

Spirito Olimpico (20:22 – 20:29)[modifica | modifica wikitesto]

Fanno nuovamente il loro ingresso le Scintille di Passione, introducendo il nuovo segmento dedicato allo sport ed ai valori dell’Olimpismo.

Alcuni acrobati danno il via ad una coreografia ancorati a tre grossi anelli metallici che salgono e scendo lungo delle colonne. Sul finire della musica gli acrobati si sganciano dagli anelli, mentre altri due si sollevano per andare a formare il simbolo dei cinque cerchi olimpici. L’intera struttura viene illuminata dai fuochi d’artificio e dai colori della bandiera olimpica: azzurro, bianco (in luogo del nero), rosso, giallo e verde.[6]

Eroi del nostro tempo (20:29 – 21:30)[modifica | modifica wikitesto]

Parata degli atleti

La struttura a cinque cerchi formata nel segmento precedente ha costituito un portale per l’ingresso degli atleti nello stadio.

Come da Protocollo Olimpico[7] la parata è stata aperta dalla Grecia, patria della tradizione olimpica, seguita dalle altre Nazioni in ordine alfabetico. La sfilata è stata chiusa dall’Italia, in qualità di Paese ospitante. Le 80 delegazioni, precedute da un portabandiera e da una porta-cartello in abito Moschino, sono state annunciate prima in italiano, poi inglese e francese. Per l’Italia la modella porta-cartello è stata Edelfa Chiara Masciotta, Miss Italia 2005, nativa di Torino.

La parata è stata accompagnata da una selezione di successi pop degli anni ’70 e ’80, italiani ed internazionali. Gli atleti hanno preso posto nel mosh-pit, a simboleggiare la loro centralità nella cerimonia.

Per la prima volta nella storia dei Giochi Olimpici Invernali Corea del Nord e Corea del Sud hanno sfilato sotto la dicitura “Corea”, portando la bandiera di unificazione coreana. Era già successo nelle edizioni estive di Sydney 2000 e Atene 2004. Le due Coree hanno nuovamente sfilato insieme durante la cerimonia di apertura di Pyongchang 2018, in Corea del Sud.[8]. In entrambi i casi le due Nazioni hanno poi gareggiato separatamente.

Passione Italiana: Dal Rinascimento al Barocco (21:30 – 21:47)[modifica | modifica wikitesto]

Entra in scena Giorgio Albertazzi, accompagnato da un enorme libro, ed interpreta il Canto di Ulisse (Inferno XXVI) della Divina Commedia di Dante Alighieri. Il passaggio dal Medioevo al Rinascimento è segnato da un’esibizione degli Sbandieratori.[9]

Viene allestito sul palco un “giardino all’italiana” che anticipa l’ingresso del Principe della cerimonia, interpretato da Adriano Giannini, accompagnato dalla sua Corte. La scena è accompagnata dai meravigliosi e ricchi costumi creati dal premio Oscar Gabriella Pescucci.

Entrano sul palco 10 crinoline alte 4 metri, carri con scene arcimboldesche e tavoli con maestosi banchetti rinascimentali, dando vita ad uno spettacolo in cui vanno in scena la bellezza e l’arte: passioni italiane che hanno generato una lunga storia di maestri e capolavori.

La modella ceca Eva Herzigová ha personificato La nascita di Venere, opera di Sandro Botticelli, uscendo da un’enorme conchiglia marina. La scena è stata accompagnata da una danza aerea di Zefiro e Aura.

Due enormi sfere volanti, rappresentati il Sole e la Luna, hanno concluso il segmento insieme ai fuochi d’artificio, segnando il passaggio al Barocco.

Dal Futurismo al Futuro (21:47 – 21:57)[modifica | modifica wikitesto]

L’Eroe Futurista, interpretato dal ballerino Roberto Bolle in un costume deperiano, entra in scena per omaggiare l’ultima avanguardia italiana. Viene portata sul palco una riproduzione dorata della scultura Forme Uniche nella Continuità dello Spazio di Umberto Boccioni, che coinvolge il ballerino in una coreografia.[10]

Mentre l’Eroe si spoglia del suo abito per rivelare una tuta bianca con una riproduzione dell’apparato circolatorio, fanno il loro ingresso sei grandi strutture-ballerine, ognuna contenente 11 danzatrici. Il ritmo della musica techno accompagna la scena. La coreografia è stata curata da Enzo Cosimi con le musiche del DJ Richie Hawtin.[11]

Le sei strutture si dispongono intorno all’Eroe Futurista e ne escono alcune danzatrici che lo accompagnano nella coreografia.

Un esercito di ballerini anticipa l’ingresso sul palco dei cinque Carri della Velocità, simili a delle motociclette, per omaggiare la cultura futurista dei motori e della velocità.

Pit-Stop (21:57 – 21:59)[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio si tinge di rosso e dal lift del palco fa il suo ingresso una Ferrari da Formula 1 guidata dal pilota collaudatore Luca Badoer. Dopo un “pit-stop” in cui sono stati montati sulla monoposto il musetto e gli pneumatici con il logo “Torino 2006”, la macchina ha sgommato in testacoda, omaggiando l’Italia dei motori.[12]

Il segmento si conclude con fuochi d’artificio rossi che illuminano lo stadio.

Parole e Simboli (21:59 – 22:22)[modifica | modifica wikitesto]

Discorsi ufficiali, Apertura dei Giochi, Bandiera ed Inno olimpico, Giuramenti

Hanno preso la parola le autorità, parlando dal centro del mosh-pit; dapprima il presidente del TOROC (il comitato organizzatore), Valentino Castellani che ha affermato: "Torino è fiera di diventare la città di tutti, la vostra città, la vostra casa". È stato poi il turno del Presidente del Comitato Internazionale Olimpico, Jacques Rogge che, parlando anche in italiano, ha ringraziato i volontari: "Rendete i Giochi quella magia che tutti noi desideriamo, non solo con i vostri risultati, ma soprattutto attraverso il vostro comportamento" e ha usato l'italiano per invitare il capo dello Stato italiano a dichiarare aperti i Giochi: "Adesso ho l'onore di chiedere al Presidente della Repubblica Italiana di voler dichiarare aperti i XX Giochi Olimpici Invernali di Torino! Grazie, Torino! Grazie, Italia!"

Alle 22:10 CET il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha dichiarato aperti i Giochi con la tradizionale formula di rito:

Dichiaro aperta a Torino la celebrazione dei 20esimi Giochi Olimpici Invernali”.

Sulle note della Marcia Trionfale dell’Aida ha fatto il suo ingresso la Bandiera Olimpica, portata per l’occasione da otto donne, note a livello internazionale per il loro impegno a favore della pace o per i loro successi sportivi. Le otto donne, diverse per origine, cultura e impegno, sono state scelte in rappresentanza di tutte le donne del mondo come simbolo di pace, tolleranza e dialogo tra i popoli.[13]

La bandiera è stata consegnata ad un drappello degli Alpini composto da dodici soldati per l’alzabandiera, accompagnato da una versione strumentale dell'inno olimpico.

Claudio Baglioni ha diretto l’esecuzione di Va’, inno ufficiale dei Giochi, mentre le bandiere delle Nazioni partecipanti sono state fatte sfilare sul palco.

Il giuramento degli atleti è stato recitato dallo sciatore italiano Giorgio Rocca, e quello dei giudici da Fabio Bianchetti, pattinaggio. A sorreggere la bandiera olimpica su cui hanno giurato, l'ex sciatrice alpina Giuliana Minuzzo, che aveva prestato il giuramento degli atleti a Cortina d'Ampezzo 1956, prima donna nella storia dei Giochi olimpici ad avere tale onore.

Pace (22:22 – 22:31)[modifica | modifica wikitesto]

Il braciere olimpico di Torino 2006, disegnato come la torcia da Pininfarina, è il più alto della storia (57 m)

È stata issata sul palco una rete su cui 28 acrobati vestiti di bianco hanno eseguito una coreografia aerea. Alla fine gli acrobati si sono radunati a formare una colomba, simbolo universale di pace.

Yōko Ono, vedova dell'ex-Beatles John Lennon, ha letto un appello per la pace[14], seguito dall'esecuzione di Imagine, la più celebre canzone di Lennon, cantata da Peter Gabriel, leader storico dei Genesis.[15]

Accendi la Passione (22:31 – 22:38)[modifica | modifica wikitesto]

La torcia olimpica, disegnata da Pininfarina[16], ha fatto il suo ingresso nello stadio, portata dallo sciatore 5-volte campione olimpico Alberto Tomba, che l’ha ceduta ai quattro componenti della staffetta italiana 4x10 di sci di fondo che vinsero la medaglia d'oro ai Giochi di Lillehammer 1994, Maurilio De Zolt, Marco Albarello, Giorgio Vanzetta, Silvio Fauner. La torcia è poi passata allo sciatore piemontese Piero Gros, oro nello slalom a Innsbruck 1976, che l'ha ceduta a sua volta a Deborah Compagnoni (vincitrice di 3 ori nel '92, '94, '98), che infine l'ha consegnata all'ultimo tedoforo, Stefania Belmondo, l'atleta italiana che ha vinto il maggior numero di medaglie olimpiche (10), che ha avuto l'onore di accendere il braciere olimpico, anch'esso disegnato da Pininfarina.[17]

L’accensione è stata “indiretta”, in quanto la Belmondo ha poggiato la fiamma su un archetto posto al centro del palco, dando il via alla complessa sequenza di fuochi d’artificio e scintille che ha portato la fiamma in cima al braciere, alto 57 metri (il più alto nella storia dei Giochi).

Fortissimo (22:38 – 22:44)[modifica | modifica wikitesto]

Il palco viene trasformato in un teatro lirico, con tanto di sipario, su cui si esibisce il tenore Luciano Pavarotti nella celebre romanza del Nessun Dorma, tratta dalla Turandot di Giacomo Puccini. L’esibizione è seguita da uno spettacolo pirotecnico, a conclusione della cerimonia.[18]

Quella della cerimonia di apertura è stata l’ultima esibizione dal vivo del tenore modenese, che sarebbe scomparso poco più di un anno dopo, il 6 settembre 2007.

Un'altra foto del braciere olimpico

Delegazioni[modifica | modifica wikitesto]


Ordine Paese Codice Portabandiera Disciplina Atleti Note
1 Grecia Grecia GRE Eleftherios Fafalis Sci di fondo 5
2 Albania Albania ALB Erjon Tola Sci alpino 1 Paese alla prima partecipazione ai Giochi invernali
3 Algeria Algeria ALG Christelle Laura Douibi Sci alpino 2 Paese alla prima partecipazione ai Giochi invernali
4 Andorra Andorra AND Alex Antor Sci alpino 3
5 Argentina Argentina ARG Maria Belen Simari Birkner Sci alpino 9
6 Armenia Armenia ARM Vazgen Azroyan Pattinaggio di figura 5
7 Australia Australia AUS Alisa Camplin Freestyle 40 Prima donna medagliata ai Giochi olimpici invernali per il Paese
8 Austria Austria AUT Renate Götschl Sci alpino 85
9 Azerbaigian Azerbaigian AZE Igor Lukanin Pattinaggio di figura 2
10 Belgio Belgio BEL Kevin Van Der Perren Pattinaggio di figura 4
11 Bermuda Bermuda BER Patrick Singleton Skeleton 1
12 Bielorussia Bielorussia BLR Alexandre Popov Biathlon 28 Allenatore
13 Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina BIH Aleksandra Vasiljević Biathlon 6
14 Brasile Brasile BRA Isabel Clark Snowboard 10
15 Bulgaria Bulgaria BUL Ekaterina Dafovska Biathlon 21
16 Canada Canada CAN Danielle Goyette Hockey sul ghiaccio 196 Paese organizzatore dei XXI Giochi olimpici invernali
17 Rep. Ceca Rep. Ceca CZE Martina Sáblíková Pattinaggio di velocità 85
18 Cile Cile CHI Daniela Anguita Sci alpino 9
19 Cina Cina CHN Yang Yang Short track 78 Prima portabandiera donna per la Cina ai Giochi olimpici
20 Cipro Cipro CYP Theodoros Christodoulou Sci alpino 1
21 Corea unificata Corea PRK Jong-In Han (Corea del Nord) Pattinaggio di figura 6 Le due Coree hanno sfilato assieme sotto la

semplice denominazione di "Corea"

KOR Bora Lee (Corea del Sud) Pattinaggio di velocità 40
22 Costa Rica Costa Rica CRC Arthur James Barton Sci di fondo 1 Allenatore; Paese alla prima partecipazione ai Giochi invernali
23 Croazia Croazia CRO Janica Kostelić Sci alpino 24
24 Danimarca Danimarca DEN Dorthe Holm Curling 5
25 Estonia Estonia EST Eveli Saue Biathlon 28
26 Etiopia Etiopia ETH Robel Teklemariam Sci di fondo 1
27 Macedonia del Nord Macedonia del Nord MKD Gorgi Markovski Sci alpino 3
28 Finlandia Finlandia FIN Janne Lahtela Freestyle 102
29 Francia Francia FRA Bruno Mingeon Bob 89
30 Georgia Georgia GEO Vakhtang Murvanidze Pattinaggio di figura 3
31 Germania Germania GER Kati Wilhelm Biathlon 164
32 Giappone Giappone JPN Joji Kato Pattinaggio di velocità 112
33 Regno Unito Regno Unito GBR Rhona Martin Curling 40
34 Hong Kong Hong Kong HKG Yueshuang Han Short track 1
35 India India IND Neha Ahuja Sci alpino 4
36 Iran Iran IRI Saveh Shemshaki Shemshaki Sci alpino 2
37 Irlanda Irlanda IRL Kirsten McGarry Sci alpino 4
38 Islanda Islanda ISL Dagny Kristjansdottir Sci alpino 5
39 Isole Vergini americane Isole Vergini americane ISV Anne Abernathy Slittino 1 La concorrente più anziana ai Giochi
40 Israele Israele ISR Galit Chait Pattinaggio di figura 5
41 Kazakistan Kazakistan KAZ Alexandr Koreshkov Hockey sul ghiaccio 56
42 Kenya Kenya KEN Phillip Boit Sci di fondo 1
43 Kirghizistan Kirghizistan KGZ Ivan Borisov Sci alpino 1
44 Lettonia Lettonia LAT Arturs Irbe Hockey sul ghiaccio 58
45 Libano Libano LIB Edmond Keiroue Sci alpino 3
46 Liechtenstein Liechtenstein LIE Jessica Walter Sci alpino 6
47 Lituania Lituania LTU Vida Vencienė Sci di fondo 7 Chief de mission
48 Lussemburgo Lussemburgo LUX Fleur Maxwell Pattinaggio di figura 1
49 Madagascar Madagascar MAD Mathieu Razanakolona Sci alpino 1
50 Moldavia Moldavia MDA Natalia Levtchenkova Biathlon 7
51 Monaco Monaco MON Patrice Servelle Bob 4
52 Mongolia Mongolia MGL Khurel Baatar Khash-Erdene Sci di fondo 2
53 Nepal Nepal NEP Dachhiri Sherpa Sci di fondo 1
54 Norvegia Norvegia NOR Pål Trulsen Curling 81
55 Nuova Zelanda Nuova Zelanda NZL Sean Becker Curling 18
56 Paesi Bassi Paesi Bassi NED Jan Bos Pattinaggio di velocità 35
57 Polonia Polonia POL Jagna Marczulajtis Snowboard 48
58 Portogallo Portogallo POR Danny Silva Sci di fondo 1
59 Romania Romania ROU Chiper Gheorghe Pattinaggio di figura 25
60 Russia Russia RUS Dmitry Dorofeev Pattinaggio di velocità 178
61 San Marino San Marino SMR Marino Cardelli Sci alpino 1
62 Senegal Senegal SEN Leyti Seck Sci alpino 1
63 Serbia e Montenegro Serbia e Montenegro SCG Jelena Lolović Sci alpino 6
64 Slovacchia Slovacchia SVK Walter Marx Slittino 62
65 Slovenia Slovenia SLO Tadeja Brankovič Biathlon 42
66 Spagna Spagna ESP María José Rienda Sci alpino 16
67 Stati Uniti Stati Uniti USA Chris Witty Pattinaggio di velocità 211
68 Sudafrica Sudafrica RSA Alexander Heath Sci alpino 3
69 Svezia Svezia SWE Anja Pärson Sci alpino 112
70 Svizzera Svizzera SUI Philipp Schoch Snowboard 143
71 Tagikistan Tagikistan TJK Andrei Drygin Sci alpino 1
72 Taipei Cinese Taipei Cinese TPE Chih-Hung Ma Slittino 1
73 Thailandia Thailandia THA Prawat Nagvajara Sci di fondo 1
74 Turchia Turchia TUR Tugba Karademir Pattinaggio di figura 6
75 Ucraina Ucraina UKR Natalia Yakushenko Slittino 53
76 Ungheria Ungheria HUN Rozsa Darazs Short track 20
77 Uzbekistan Uzbekistan UZB Kayrat Ermetov Sci alpino 4
78 Venezuela Venezuela VEN Werner Hoeger Slittino 1
79 Italia Italia ITA Carolina Kostner Pattinaggio di figura 184 Paese ospitante

Personalità presenti[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a molte cariche pubbliche cittadine e nazionali e ai membri del CIO, erano presenti alla cerimonia:

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi non era presente, tuttavia ha presenziato alla cerimonia di chiusura il 26 febbraio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) TURIN 2006 OPENING, su filmmasterevents. URL consultato il 1º maggio 2020.
  2. ^ (EN) TORINO 2006 OLYMPIC CEREMONIES, su Balich Worldwide Shows. URL consultato il 1º maggio 2020.
  3. ^ (EN) TORINO 2006 FLAG HANDOVER, su Balich Worldwide Shows. URL consultato il 1º maggio 2020.
  4. ^ Dainese: scintille di passione, su Motoblog.it, 16 febbraio 2006. URL consultato il 1º maggio 2020.
  5. ^ Intervento del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi alla cerimonia di apertura dei XX Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, su presidenti.quirinale.it.
  6. ^ OLIMPIADI INVERNALI - TORINO 2006, su Kataklo, 7 luglio 2008. URL consultato il 1º maggio 2020.
  7. ^ International Olympic Committee - Factsheet - Opening Ceremony (PDF), su stillmed.olympic.org.
  8. ^ PyeongChang 2018, le due Coree sfilano unite nella cerimonia inaugurale, su La Repubblica, 9 febbraio 2018. URL consultato il 1º maggio 2020.
  9. ^ FISB – Federazione Italiana Sbandieratori – Nazionale, su FISB - Federazione Italiana Sbandieratori. URL consultato il 1º maggio 2020.
  10. ^ Bio, su Roberto Bolle, 8 marzo 2016. URL consultato il 1º maggio 2020.
  11. ^ bio – Compagnia Enzo Cosimi, su enzocosimi.com. URL consultato il 1º maggio 2020.
  12. ^ Silvano Lonardo, Emozione Ferrari alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali, su F1race.it, 10 febbraio 2019. URL consultato il 1º maggio 2020.
  13. ^ TORINO 2006: OTTO DONNE PORTERANNO LA BANDIERA OLIMPICA, su www1.adnkronos.com. URL consultato il 1º maggio 2020.
  14. ^ (EN) Imagine Peace, Yoko Ono: IMAGINE PEACE at the opening ceremony for The 2006 XX Winter Olympic Games, su IMAGINE PEACE. URL consultato il 1º maggio 2020.
  15. ^ Peter Gabriel e Torino, una storia lunga 40 anni, su lastampa.it, 20 novembre 2014. URL consultato il 1º maggio 2020.
  16. ^ OLYMPIC GAMES TORCH, su Pininfarina. URL consultato il 1º maggio 2020.
  17. ^ (EN) Olympic Torch Relay - History, Highlights & Torch Bearers, su International Olympic Committee, 26 settembre 2019. URL consultato il 1º maggio 2020.
  18. ^ Fondazione Luciano Pavarotti, su lucianopavarottifoundation.com.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]