Juventus Football Club nella cultura di massa

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Juventus Football Club.

« [La Juventus] non è una squadra, è un fenomeno sociale. »

(Gianni Brera, 1987.[1])
A sinistra, francobollo delle poste italiane celebrativo della vittoria della Juventus in Champions League 1995-96; a destra, murale allusivo al club ad Albuquerque, Nuovo Messico (Stati Uniti)

Nel corso degli anni la società calcistica italiana per azioni Juventus Football Club, oltre a imporsi come realtà sportiva nazionale e internazionale, ha acquisito un posto di rilievo in ambito socioculturale.[2] A testimonianza di ciò, diversi studiosi ritengono che la storia societaria s'intrecci con quella di Torino e d'Italia,[3] in virtù di un insieme di fattori quali il legame che dal 1923 unisce la squadra con la dinastia industriale Agnelli, che ha dato origine al sodalizio imprenditoriale più antico e duraturo dello sport italiano[4] e che ha permesso al club di essere da allora gestito da imprenditori provenienti dalla regione settentrionale della Penisola; ciò pur rimanendo estremamente popolare tra le classi lavoratrici a livello nazionale, spesso d'origine meridionale,[5] parziale conseguenza della diffusione delle fabbriche della casa automobilistica FIAT.[3] Le numerose vittorie ottenute dalla squadra in ambito federale e confederale hanno coinciso temporalmente con i principali successi ottenuti dalla nazionale italiana, di cui la Juventus ne è la principale contributrice;[6] ciò, unito all'evoluzione e ulteriore diffusione a livello globale della propria tifoseria, nonché a diverse rivendicazioni anticampanilistiche, l'ha resa un'istituzione nazionale[7] e ha generato molteplici e molto sentiti sentimenti d'antagonismo da parte dei tifosi avversari.[8]

Il virtù del prestigio sportivo presto raggiunto, la Juventus è stata tra le prime squadre a godere in Italia di dirette radiofoniche e televisive dei suoi incontri.[9][10] La sua notorietà gli ha inoltre permesso, a livello internazionale, d'influire seppur indirettamente sulla fondazione e/o identità visiva di numerose squadre sportive (legate in parte all'emigrazione italiana),[11] divenendo contemporaneamente uno strumento d'italianità;[12] il consenso che suscitava, unito all'identità sabauda-industriale della sua città d'origine,[13][14] ha presto elevato i bianconeri a uno dei maggiori simboli rappresentativi di Torino e del Piemonte.[15] L'evoluzione storica della Juventus e la sua popolarità (nonché l'ampia antipatia da parte dei tifosi rivali) sono stati illustrati attraverso diverse analisi artistico e/o accademiche, e utilizzati come sfondo di lungometraggi, canzoni e testi letterari estranei all'ambito strettamente sportivo.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Il primo film in cui la Juventus fu trattata quale argomento cinematografico fu L'inafferrabile 12 (1950), diretto da Mario Mattoli; nella pellicola compaiono giocatori bianconeri di allora quali Giampiero Boniperti e Carlo Parola.[16] Da allora, diversi riferimenti si trovano in Mamma Roma, scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini nel 1962 e proiettata alla XXIII Mostra internazionale di Venezia,[17] in La classe operaia va in paradiso di Elio Petri (1971), film vincitore del Grand Prix al Festival di Cannes 1972,[16] in Vacanze in America di Carlo Vanzina (1984), dove si assiste a una partita tra studenti juventini e romanisti a Zabriskie Point, nella Valle della Morte[18] e in Santa Maradona di Marco Ponti (2001), nel quale due dei protagonisti discutono sull'esito del campionato 1972-73, risolto in favore della Juventus all'ultima giornata, e si trova una scena ambientata allo Stadio delle Alpi durante l'incontro di campionato tra i bianconeri e l'Atalanta.[19]

Diego Abatantuono interpreta l'acceso tifoso juventino Tirzan in Eccezzziunale... veramente (1982)

Per quanto riguarda i film di argomento più legato al calcio e al tifo, sul versante della satira di costume figura Il presidente del Borgorosso Football Club di Luigi Filippo D'Amico (1970), in cui il personaggio eponimo, interpretato da Alberto Sordi, ingaggia l'ex juventino Omar Sívori, presente nel film nella parte di sé stesso;[20] nei primi anni 1980, in Eccezzziunale... veramente del citato Vanzina (1982), Diego Abatantuono rappresenta, nei tre episodi di cui si compone il film, rispettivamente un tifoso milanista, uno interista e uno juventino;[21] stesso ruolo interpretò nel sequel, un quarto di secolo più tardi, in Eccezzziunale... veramente - Capitolo secondo... me (2006), ancora di Vanzina;[22] e nel film cult L'allenatore nel pallone (1984), mentre che in Tifosi di Neri Parenti (1999) il riferito attore interpretò un ultrà juventino.[23] Infine, sul fronte dell'analisi del disagio sociale e del tifo come valvola di sfogo dell'aggressività, figura il film Ultrà di Ricky Tognazzi (1990), che parla delle vicende di un capotifoso della Roma (interpretato da Claudio Amendola) e del gruppo organizzato da lui guidato che si reca in trasferta a Torino, dove ingaggia violenti scontri con i Drughi, frangia di ultras bianconeri.[24]

Al trentennio di storia bianconera che va dagli anni 1980 agli anni 2010, nonché al suo legame con la famiglia Agnelli, è dedicato il documentario indipendente Bianconeri. Juventus Story di Marco e Mauro La Villa (2016).[25]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Nella serie britannica Dream Team, nel nono episodio dell'ottava stagione, Coupe De Foudre ("Amore a prima vista", 2004), la squadra torinese viene riferita come quella che tenta di ingaggiare Tommy Valentine, uno dei protagonisti, nonché membro della società inglese fittizia «Harchester United», sulla quale si basa la trama, cedendo in cambio il tesserato Carlos Valdéz, ma la trattativa saltò dopo la sconfitta dell'Harchester contro il Paris Saint-Germain in Champions League.[26]

Nel 2018 la Juventus diventa la prima squadra calcistica al mondo a essere protagonista di una docu-serie on demand a essa dedicata,[27] il docu-reality First Team: Juventus, distribuita da Netflix e incentrata sul privato di alcuni membri della rosa e staff tecnico del club durante la stagione 2017-18.[28]

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

La poesia-tributo Madama Juve, scritta in piemontese dallo scrittore e giornalista Giovanni Arpino, fu inclusa nel libro Opere (1992), antologia curata dai poeti Giorgio Bàrberi Squarotti e Massimo Romano.[29] Tale poesia, insieme ad altri omaggi alla Juventus composti da Arpino, è stata tradotta in italiano dal critico letterario torinese Bruno Quaranta e pubblicata nella sua opera Stile e stiletto (1997).[30] Sempre a opera di Arpino sono altri riferimenti alla Juventus, citati in Racconti di vent'anni (1974)[31] e in Opere scelte (2005), antologia letteraria, narrativa e giornalistica a cura dell'italianista veneziano Rolando Damiani.[32] Ancora in ambito letterario la Juventus è stata menzionata in diversi romanzi di Mario Soldati, come in Le due città (1964),[33] America primo amore (1935),[34] Un prato di papaveri. Diario 1947-1964 (1973)[35] e Lo specchio inclinato. Diario 1965-1971 (1975);[36] assume un ruolo protagonico nel giallo Hanno rapito la Juve, opera prima del giornalista Carlo Moriondo e pubblicato in diciannove puntate sul quotidiano La Stampa durante l'estate del 1973,[37] il cui racconta l'odisea subita dai bianconeri allora allenati da Čestmír Vycpálek nei giorni precedenti all'incontro decisivo che sarebbe stato disputato al Yankee Stadium di New York contro l’Atlético Asunción[37] e fa da sfondo, come punto di riferimento della vita del protagonista, nel romanzo di Aldo Nove Puerto Plata Market (1997);[38] in La tregua, romanzo scritto da Primo Levi vincitore del Premio Campiello nel 1963[39] e in alcuni saggi del giornalista Aldo Cazzullo, tra le quali I ragazzi di via Po, pubblicato nel 1997, in cui il club è parte del contesto storico-culturale della società torinese degli anni 1950[40] e Il mistero di Torino – scritto con la collaborazione del giornalista sassolese Vittorio Messori nel 2003, nel quale la Juventus viene descritta come una delle icone della città sabauda.[41] In quell'anno, i giornalisti Mario e Andrea Parodi hanno citato la Juventus allenata da Giovanni Trapattoni campione d'Italia nel 1977 e 1978 all'interno del contesto storico e sociale della crisi politico-istituzionale dell'Italia di quegli anni, nel loro libro In bianco e nero.[42]

Fumetti[modifica | modifica wikitesto]

La rovesciata di Carlo Parola in Fiorentina-Juventus del 15 gennaio 1950, divenuta un'icona della Panini dal 1965

La Juventus viene citata diverse volte nel corso della trama del manga giapponese Captain Tsubasa – riferita con il nome di «Juvenile» nella versione in lingua italiana e come «F.C. Piemonte», se non con quello originale, nella versione in lingua giapponese nonché internazionale – e nei rispettive sequel correlate, pubblicate in diversi mezzi di comunicazione, quale l'anime Captain Tsubasa Road to 2002 (2001), il manga omonimo e il videogioco Captain Tsubasa V: Hasha no shōgō campione come la squadra in cui milita durante la prima fase della carriera da professionista l'antagonista principale della serie, Kojirō Hyūga e, nel videogioco citato, anche di Ken Wakashimazu. Nel corso della trama delle citate pubblicazioni, inoltre, compaiono alcuni personaggi ispirati a giocatori reali tesserati dalla società torinese che giocano per la squadra bianconera come il centrocampista Willem Arminius, ispirato a Edgar Davids, il regista e capitano della squadra Gustaph, a Zinédine Zidane, e il centravanti Theodul, a David Trezeguet o quelli del passato come Salvatore Gentile, ispirato al campione del mondo 1982 Claudio Gentile.[43][44]

Altri fumetti nei quali la squadra torinese viene trattata sono Theo Calì (1973), primo fumetto prodotto in Italia in cui il protagonista era un calciatore[45] opera del giornalista Italo Cucci e Paolo Morisi scritta con un stile preso dal fotoromanzo, edita dalla Fotometalgrafica Emiliana e incentrata su un giocatore della Juventus presieduta allora da Giampiero Boniperti divenuto in una sorta d'antieroe,[46] e Juve Ultrà (1991), distribuito da Italian Press Milano, su un gruppo di membri del tifo organizzato.[47][48]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Oltre agli storici inni societari, vi sono altre canzoni scritte in omaggio alla squadra come Il cielo è bianconero, Vecchia Signora, Juve facci sognare, Magica Juve e Juve dai facci un gol, tutte a opera del compositore Francesco De Felice.[49] Tra quelle composte dagli artisti più noti, figurano Juvecentus, opera di Pierangelo Bertoli nel 1997, in occasione del centesimo anniversario della fondazione del club,[50] Juventus e Forza Juve, dal compositore torinese Domenico Seren Gay e presenti negli album Juventus/Maria (1962) e Forza Juve/Gioanin Pet Pet Sigàla (1968), rispettivamente;[51] mentre che, In senso ironico, l’attore comico Checco Zalone compose il brano intitolato I juventini, scritto dopo lo scandalo del calcio italiano del 2006 e che vedrà pubblicata una versione inedita supplementare nel 2007.[52]

In Inghilterra i tifosi del Notts County sono soliti intonare il loro coro da stadio It's just like watching Juve (È proprio come guardare la Juve), in riferimento alla comunanza cromatica delle uniformi dei due club, ogni volta che la loro squadra realizza una grande prestazione.[53][54]

Eventi culturali[modifica | modifica wikitesto]

In virtù a distinguersi quali uno degli elementi che rappresentano la propria città e regione d'origine a livello internazionale assieme al cioccolato gianduja, alla Sindone e la casa automobolistica FIAT,[15] a divenire dagli anni 1930 un strumento anticampanilistico, d'italianità e, a partire del secondo dopoguerra, anche un simbolo di una rinnovata identità nazionale[55] oltreché all'intrecciamento continuo che la storia del club ha con quella dell'azionista di riferimento e, più in generale, con quella del Paese,[3][12] la Juventus è stato soggetta di analisi e/o riferimenti accademici in ambito storico, sociale e culturale. Tra gli eventi culturali aventi come oggetto il club bianconero figurano la mostra fotografica La Grande Torino – Fotografie e storie tra il 1930 e il 1961, realizzata dalla Biblioteca Nazionale Universitaria nel dicembre 1988, dove ci si riferisce alla squadra del Primo Quinquennio quale «protagonista di primo piano per l'ideologia del fascismo che inneggia alla forza, al coraggio e alla vittoria, base per ogni attività sportiva»,[56] il convegno multimediale All'inferno e ritorno. Viaggio nella passione juventina, curato dallo storico Giovanni De Luna e il direttore eventi e attività culturali Marco Pautasso in collaborazione con la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura e il Teatro Stabile di Torino (TST) per la regia dei registi Guido Chiesa e Daniele Gaglianone e presentatosi alla XX Fiera Internazionale del Libro dal 10 al 14 maggio 2007[57] oltreché l'esposizione Juventus. 110 anni a opera di arte, organizzata in occasione del centodecimo anniversario della fondazione della società[58] e tenutasi a Palazzo Bricherasio a cura della fondazione omonima, essendo presentata al pubblico sette mesi più tardi. Curata dal critico d'arte Luca Beatrice, l'esposizione illustrò lo sviluppo della storia, dei personaggi e dei successi della Juventus e il suo rapporto con la città di Torino attraverso un'analisi artistica e culturale sul calcio:[58]

« A Torino, invece, si respira Juventus un po' dovunque: la panchina di corso Re Umberto, il Liceo d'Azeglio, le varie sedi (Galleria San Federico, piazza Crimea e ora corso Galileo Ferraris), gli stadi (da Piazza d'Armi al Comunale, dal Campo Combi al Delle Alpi che in molti cominciamo a rimpiangere), e poi le strade, i quartieri, da Mirafiori alla collina, da San Paolo alla Crocetta, c'è tanta Juve nella storia della capitale sabauda, un percorso che attraversa, decennio dopo decennio, l'arte e la cultura del Novecento. »

(Juventus. 110 anni a opera di arte, 2007.[59])

Ulteriormente, nel maggio 2013 fu inaugurata la mostra Passioni bianconere, evento organizzato dalla Biblioteca Universale Rizzoli (BUR) e tenutasi al Salone del Libro che raccontò il legame tra il club torinese e alcuni scrittori locali,[60] mentre nell'aprile 2017 un dibattito sul legame che collega la squadra torinese e il tifo calcistico fu organizzato dall'Istituto italiano di cultura di La Valletta.[61] Infine, una tavola rotonda condotta, tra altri, dai giornalisti Darwin Pastorin e Antonio Barillà, è stata presentata 7 mesi più tardi nella Biblioteca civica centrale di Torino sui 120 anni di storia del club, in cui hanno discusso il suo rapporto con la letteratura, il ruolo del giornalismo nei confronti della squadra e un racconto sui diversi scenari dove essa ha disputato i suoi incontri sportivi casalinghi.[62]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gianni Brera, Partito bianconero, in la Repubblica, 31 ottobre 1987.
  2. ^ Gian Paolo Ormezzano, Juventus, 90 anni di gioventù, in La Stampa, 1º novembre 1987, p. 27.
  3. ^ a b c (EN) Juventus & Roma, a duel of north & south, in Fédération Internationale de Football Association, 4 ottobre 2014.
  4. ^ Roberto Beccantini, AGNELLI; Edoardo, Giovanni, Umberto, in Enciclopedia dello sport, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2002.
  5. ^ Osella, 8 min 40 s e sqq.
  6. ^ (ES) José López Carreño, Los Campeones de los Mundiales y la influencia de sus jugadores, in Cuadernos de Fútbol, nº 58, Centro de Investigaciones de Historia y Estadística del Fútbol Español, ottobre 2014, ISSN 1989-6379 (WC · ACNP).
  7. ^ McKay, 24 min 35 s e sqq.
  8. ^ Patrick Hazard, David Gould, Three Confrontations and a Coda: Juventus of Turin and Italy, pp. 200-201; 203-207
  9. ^ Vito Maggio, Nicolò Carosio. Una storica "voce" per due città (PDF), in La Casana, nº 1, Banca Carige S.p.A., 2001, p. 61.
  10. ^ Pino Frisoli, La TV per Sport, Pescara, Tracce, 2007, p. 16, ISBN 88-7433-392-7.
  11. ^ Parrish, Nauright, p. 142
  12. ^ a b Filmato audio Giovanni De Luna, 100 secondi: Nasce la Juventus, RAI Storia, a 0:01:13.
  13. ^ Osella, 1 min 10 s
  14. ^ Osella, 3 min 11 s
  15. ^ a b «C'è un soffio di Parigi nell'eleganti viali alberati di Torino e gl'echi di Vienna nei suoi maestosi caffè d'arte nouveau, Ma non fare errore - questa elegante città frangeata dagli Alpi è del tutto padrona di sé. Gl'innovativi torinesi hanno dato al mondo il suo primo cioccolato duro vendibile, perpetuato uno dei suoi più grandi misteri (la Santa Sindone), ha popolarizzato una vettura molto venduta (la Fiat) e ha ispirato le strisce bianche e nere di una delle squadre di calcio più iconiche del pianeta (la Juventus).» [cit. orig. in lingua inglese: There's a whiff of Paris in Turin's elegant tree-lined boulevards and echoes of Vienna in its stately art nouveau cafes, but make no mistake – this elegant, Alp-fringed city is utterly self-possessed. The innovative Torinese gave the world its first saleable hard chocolate, perpetuated one of its greatest mysteries (the Holy Shroud), popularised a best-selling car (the Fiat) and inspired the black-and-white stripes of one of the planet's most iconic football teams (Juventus).]; cfr. Boneto, Garwood, Hardy et al.Turin
  16. ^ a b Luguori, Smargiasse, p. 226
  17. ^ Pier Paolo Pasolini, Mamma Roma, Milano, Rizzoli, 1962, p. 99.
  18. ^ Luguori, Smargiasse, pp. 115; 227
  19. ^ Santa Maradona: la lista dei dialoghi, su kinematrix.net.
  20. ^ Luguori, Smargiasse, p. 228
  21. ^ Luguori, Smargiasse, pp. 101; 227
  22. ^ (ITEN) Eccezzziunale... veramente – Capitolo secondo... me, Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche, Audiovisive e Multimediali.
  23. ^ Luguori, Smargiasse, pp. 143; 225
  24. ^ Luguori, Smargiasse, pp. 124-125
  25. ^ Filmato audio Daniele Solavaggione, Arriva "Bianconeri - Juventus Story", La Stampa, 30 settembre 2016.
  26. ^ (EN) Coupe De Foudre, su Dream Team Diehard, 12 dicembre 2004.
  27. ^ Netflix lancerà in tutto il mondo nel 2018 Juventus FC una docu-serie di approfondimento sulla squadra bianconera, su media.netflix.com, 10 ottobre 2017.
  28. ^ First Team: Juventus. Da oggi, su Netflix, su juventus.com, 16 febbraio 2018.
  29. ^ (PMSIT) Giovanni Arpino, Giorgio Bàrberi Squarotti, Massimo Romano, Opere, Milano, Rusconi, 1992, p. 630, ISBN 88-18-06084-8.
  30. ^ Bruno Quaranta, Stile e stiletto. La Juventus di Arpino, Arezzo, Limina, 1997, ISBN 88-86713-30-4.
  31. ^ Giovanni Arpino, Racconti di vent'anni, Milano, Mondadori, 1974, p. 183.
  32. ^ Rolando Damiani, Arpino. Opere scelte, Milano, Mondadori, 2005, p. 1683, ISBN 88-04-52643-2.
  33. ^ Mario Soldati, Le due città, Milano, Mondadori, 2006 [1964], ISBN 88-04-56137-8.
  34. ^ Mario Soldati, America primo amore, Milano, Mondadori, 1976 [1935], p. 93.
  35. ^ Mario Soldati, Un prato di papaveri. Diario 1947-1964, Milano, Mondadori, 1973, p. 38.
  36. ^ Mario Soldati, Lo specchio inclinato. Diario 1965-1971, Milano, Mondadori, 1975, pp. 103; 104.
  37. ^ a b Carlo Moriondo, Hanno rapito la Juve, in Stampa Sera, 2 luglio 1973, p. 3.
  38. ^ Aldo Nove, Puerto Plata Market, Torino, Einaudi, 1997, ISBN 88-06-14211-9.
  39. ^ Primo Levi, La tregua, Torino, Einaudi, 1997 [1963], pp. 48-49, ISBN 88-06-14521-5.
  40. ^ Aldo Cazzullo, I ragazzi di via Po, Milano, Mondadori, 1997, pp. 38-39; 112; 169, ISBN 88-04-43075-3.
  41. ^ Vittorio Messori e Aldo Cazzullo, Il Mistero di Torino, Mondadori, 2004, p. 468, ISBN 88-04-52070-1.
  42. ^ Mario Parodi e Andrea Parodi, In bianco e nero: una grande Juve negli anni di piombo, Torino, Bradipolibri, 2003, ISBN 88-88329-33-1.
  43. ^ (EN) New Captain Tsubasa: Road to 2002, episodio 36 e sqq., TV Tokyo, 2002.
  44. ^ (JA) Yoichi Takahashi (testi e disegni); Captain Tsubasa Road to 2002, , Shueisha, Chiyoda, Tokyo, 2001-2004.
  45. ^ La Juventus a fumetti, in La Stampa, 13 maggio 1978, p. 24.
  46. ^ Gianni Bono e Antonio Farina (a cura di), Theo Calì il barone, su guidafumettoitaliano.com, 25 aprile 2015.
  47. ^ Linari, p. 109
  48. ^ Antonio Farina (a cura di), Juve Ultrà, su guidafumettoitaliano.com, 25 aprile 2015.
  49. ^ Filmato video Inni non ufficiali, su juworld.net, 26 settembre 2008.
  50. ^ Bertoli Fans Club: Partecipazioni – Juvecentus, su Pierangelo Bertoli Fans Club. URL consultato il 26 settembre 2008.
  51. ^ Domenico Seren Gay, Teatro popolare dialettale: indagine-enciclopedia sul teatro piemontese, Priuli & Verlucca, 1977, p. 173.
  52. ^ Pier Luigi Todisco, La Juve, "squadra gloriosi", in La Gazzetta dello Sport, 10 ottobre 2006.
  53. ^ Filmato audio I tifosi del Notts County: «It's just like watching Juve», Tuttosport, 14 ottobre 2011.
  54. ^ Filmato video ts Just Like Watching Juve, su FanChants.
  55. ^ Giovanni Bechelloni, Torino, città delle “sfide”, in La Stampa, 28 abr 1986, p. 2.
  56. ^ Monica Sicca, Torino in fotografía dagli Anni Trenta al '61, in TorinoSette, La Stampa, 16 dicembre 1988 – 23 dicembre 1988, p. 24.
  57. ^ I confini, tema conduttore della Fiera 2007 (PDF), in Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, 16 aprile 2007, p. 6.
  58. ^ a b Beatrice, 2007
  59. ^ Beatrice, «Torino siamo noi», p. 5
  60. ^ Passioni bianconere – grandi ospiti [collegamento interrotto], in Salone Internazionale del Libro di Torino, 16 maggio 2013.
  61. ^ "La Scatola Magica: Juventus, la regina del calcio", in Istituto Italiano di Cultura – La Valletta, 11 aprile 2017.
  62. ^ Il 6 la storia della Juventus raccontata in biblioteca, in La Stampa, 6 novembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Gary Armstrong e Richard Giulianotti, Fear and Loathing in World Football, Oxford, Berg Publishers, 2001, ISBN 1-85973-463-4.
  • (EN) Cristian Bonetto, Duncan Garwood e Paula Hardy et al., Grand Tour of Italy. Road Trips, Londra, Lonely Planet Publishing Co., 2016, ISBN 1-76034-157-6.
  • Pino Frisoli, La TV per Sport, Pescara, Tracce, 2007, ISBN 88-7433-392-7.
  • Guido Luguori e Antonio Smargiasse, Ciak, si gioca! Calcio e tifo nel cinema italiano, Baldini Castoldi Dalai, 2000, ISBN 88-8089-884-1.
  • (EN) Charles Parrish e John Nauright, Soccer Around the World: A Cultural Guide to the World's Favorite Sport, Santa Barbara, California, ABC-CLIO, 2014, ISBN 1-61069-303-5.

Pubblicazioni varie[modifica | modifica wikitesto]

  • Enzo Linari (a cura di), I fumetti e lo sport (PDF), in Collana Toscana Beni Culturali, vol. 11, Regione Toscana, 15 marzo 2008 – 1º giugno 2008.
  • Alberto Osella, Le città del calcio: episodio 5, Torino, ESPN Classic, 26 aprile 2013, a 29 min 02 s.

Risorse informative in rete[modifica | modifica wikitesto]

  • Juventus. 110 anni a opera d'arte (PDF), Palazzo Bricherasio, 18 settembre 2007 (archiviato dall'url originale il 26 settembre 2008).

Videografia[modifica | modifica wikitesto]

Filmato audio(EN) Stuart McKay (a cura di), For Club and Country, in History of Football: The Beautiful Game, nº 7, Londra, Fremantle Enterprises Ltd., 2002 [2001], a 0:52:10.