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Sassuolo

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Sassuolo
comune
Sassuolo – Stemma Sassuolo – Bandiera
Sassuolo – Veduta
Vista del Palazzo Ducale
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Modena-Stemma.png Modena
Amministrazione
Sindaco Claudio Pistoni (PD) dal 9-6-2014
Territorio
Coordinate 44°33′06″N 10°47′08″E / 44.551667°N 10.785556°E44.551667; 10.785556 (Sassuolo)Coordinate: 44°33′06″N 10°47′08″E / 44.551667°N 10.785556°E44.551667; 10.785556 (Sassuolo)
Altitudine 121 m s.l.m.
Superficie 38,4 km²
Abitanti 40 780[2] (31-3-2016)
Densità 1 061,98 ab./km²
Frazioni Montegibbio, Salvarola Terme, San Michele dei Mucchietti
Comuni confinanti Casalgrande (RE), Castellarano (RE), Fiorano Modenese, Formigine, Prignano sulla Secchia, Serramazzoni
Altre informazioni
Cod. postale 41049
Prefisso 0536
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 036040
Cod. catastale I462
Targa MO
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti sassolesi
Patrono san Giorgio
Giorno festivo 23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sassuolo
Sassuolo
Sassuolo – Mappa
Posizione del comune di Sassuolo all'interno della provincia di Modena
Sito istituzionale

Sassuolo (Sasôl in dialetto modenese[3]) è un comune italiano di 40 780 abitanti[1] della provincia di Modena in Emilia-Romagna.

Situato al confine con la provincia di Reggio nell'Emilia, il paese è noto principalmente per la produzione della ceramica e della piastrella, settori che rendono Sassuolo uno dei maggiori centri industriali dell'intera regione. Si stima che l'80% delle piastrelle italiane siano prodotte nel distretto ceramico di Sassuolo, e che circa i tre quarti della produzione siano destinati al mercato estero, con un fatturato complessivo di oltre 4 miliardi di euro.[4][5]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

« Calanchi di Sassuolo
fluidi
come lave uscite da vulcani,
pinnacoli di mota
eretti come guglie
di un tempio lunare,
lavine tra cui stagnano le acque
e lamentano le rane
il disfacimento della natura,...[6]. »
(Mario Montanari, Esperienze Europee, pagina 137)

Il territorio di Sassuolo, in parte pianeggiante e in parte collinare, è situato nella media valle del fiume Secchia, sulla sua destra idrografica. I rilievi caratteristici della zona sono i calanchi, costituiti da argille scagliose a giacitura caotica, la cui formazione è provocata dall'erosione del terreno. La diversa composizione delle rocce dei calanchi permette alla vegetazione di crescere ugualmente lungo i suoi pendii, mentre invece i calanchi del comune confinante di Fiorano Modenese, risalenti al Pliocene, sono spogli e dirupati.[7][8]

La presenza del calanco costituisce uno dei motivi principali per cui lo sviluppo economico e industriale nel dopoguerra è stato così forte. L'argilla è infatti la fonte di reddito principale di Sassuolo, poiché agevola la produzione della ceramica.[7][8]

Sassuolo, situato a circa 16 km a sud-ovest di Modena, è il capoluogo dell'Unione dei comuni del Distretto ceramico, un ente locale costituito anche dai comuni di Fiorano Modenese, Formigine, Frassinoro, Maranello, Montefiorino, Palagano e Prignano sulla Secchia.[9]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

San Michele dei Mucchietti in inverno.

Il clima di Sassuolo è prevalentemente mite e temperato, con una piovosità significativa durante tutto l'anno.[11]

Mese Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 5,4 8,2 12,5 16,9 21,8 26,0 29,0 28,3 24,2 18,3 11,9 6,4 6,7 17,1 27,8 18,1 17,4
T. mediaC) 2,3 4,4 8,2 12,2 16,6 20,5 23,1 22,6 19,1 13,9 8,6 3,5 3,4 12,3 22,1 13,9 12,9
T. min. mediaC) −0,8 0,7 3,9 7,5 11,4 15,1 17,3 17,0 14,1 9,6 5,3 0,6 0,2 7,6 16,5 9,7 8,5
Precipitazioni (mm) 61 59 69 80 71 61 44 60 71 93 101 77 197 220 165 265 847

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Non si sa di preciso da dove derivi il toponimo di Sassuolo. In merito esistono diverse ipotesi, ma solo due sono considerate le più autorevoli dagli storici: secondo la prima, il nome ebbe origine dal petrolio che fin dai tempi antichi abbondava naturalmente nella zona, chiamato all'epoca "olio di sasso", mentre la seconda ipotesi fa derivare il nome dal latino Saxolum, che significa "luogo sassoso".[12]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La signoria dei Della Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo di Sassuolo viene citato per la prima volta in un atto notarile del 980, ma dai numerosi reperti archeologici di epoca romana rinvenuti nella zona di Montegibbio si deduce che abbia un'origine molto più antica.[13] Nel 1039, Sassuolo entrò a far parte dei domini di Bonifacio di Canossa, passati poi nel 1076 alla figlia Matilde. Alla morte di quest'ultima, il borgo riuscì ad ottenere l'indipendenza sia da Modena che dai nuovi sovrani di Toscana, divenendo libero comune.[12] Nel 1178 i sassolesi strinsero un patto di alleanza con il comune di Modena, poi rinnovato nel 1187.[14]

In un documento datato 14 aprile 1191, viene riportato che il nobile Cacciaguerra, già signore di Magreta, titolo che aveva ereditato dal defunto padre biologico, prestò giuramento assieme al fratello Guido e divenne signore di Sassuolo. Cacciaguerra e Guido sono citati come figli di una certa Agnese e del marito Ugo da Montemagno, un potente nobile modenese, ma in realtà erano appunto figli del compianto signore di Magreta, primo marito di Agnese. Ciò proverebbe, sempre secondo le fonti a disposizione, che i signori di Magreta e quelli di Sassuolo appartenevano alla stessa casata.[14]

Ritratto di Borso d'Este, dipinto di Baldassarre d'Este. Borso fece trasformare l'antica rocca in una vera e propria residenza signorile di villeggiatura.[12]

Nello stesso documento, fu citato per la prima volta il cognome Della Rosa, attribuito per ragioni sconosciute a Guido ma non a Cacciaguerra. Da Guido Della Rosa, padre di Manfredo e Tommaso, derivò la discendenza che governò il borgo fino al 1373, anno in cui un certo Manfredino Della Rosa fu sconfitto dagli Estensi di Ferrara, Modena e Reggio, e Sassuolo passò sotto il dominio di questi ultimi, nonostante un altro membro della famiglia Della Rosa, Francesco, avesse tentato invano, nel 1393, di recuperare il feudo della propria famiglia.[15]

Il primo dominio degli Estensi[modifica | modifica wikitesto]

Sotto il dominio degli Estensi, iniziato con il governo di Alberto V d'Este, i cittadini sassolesi persero la loro indipendenza da Modena e furono costretti a pagare nuove tasse, mentre invece furono dispensati dal pagamento dei dazi. Alberto V morì nel 1393 e fu succeduto dal figlioletto Niccolò III, che all'epoca aveva solo dieci anni. Una volta divenuto adulto, nel 1432 affidò il governo di Sassuolo e dei territori circostanti al suo ministro Jacopo Giglioli, che però cadde in povertà nel 1434 e fu succeduto fino alla fine del secolo da una lunga schiera di podestà,[16] che agirono per conto dei marchesi Leonello (1441-1450), Borso (1450-1471) ed Ercole I d'Este (1471-1499), tutti e tre figli di Niccolò. Infine, nel 1499, Sassuolo fu ceduta da Ercole I, divenuto duca di Ferrara, al signore di Carpi Giberto II Pio.[12]

La signoria dei Pio[modifica | modifica wikitesto]

Un affresco di M. Baranzono nel castello di Spezzano, raffigurante la rocca di Sassuolo nel 1586.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Signoria di Sassuolo.

Essendo Giberto Pio gravemente malato (si ferì in guerra contro le truppe di Cesare Borgia), l'investitura fu ricevuta dal di lui figlio, Alessandro, che all'epoca aveva solo dodici anni. Giberto morì il 26 settembre 1500 e la reggenza di Sassuolo fu assunta dalla moglie Eleonora Bentivoglio, figlia del signore di Bologna Giovanni II Bentivoglio e di Ginevra Sforza. Nel 1503, la vedova Pio ottenne dal duca Alfonso I d'Este il permesso di organizzare a Sassuolo delle fiere libere dai dazi, le cosiddette Fiere d'Ottobre, che si svolgono tutt'oggi.[17]

Nel 1505 Alessandro Pio, ormai adulto, cominciò a governare al posto della madre. La sua reggenza fu però caratterizzata dalle terribili lotte tra il Papato e gli Estensi, a causa delle quali fu costretto a cedere brevemente al comune di Modena il feudo sassolese, per poi recuperarlo successivamente. Alessandro Pio si occupò poi di ampliare il paese a livello urbanistico, facendo costruire l'odierna piazza Garibaldi con l'annessa torre dell'orologio. Morto prematuramente nel 1517 (secondo altre fonti nel 1518[15]), il governo fu ripreso dalla madre Eleonora in nome di Giberto III, suo nipote. Quest'ultimo, salito al potere in un periodo di pace, si occupò principalmente della restaurazione e dell'abbellimento del castello dei Pio, fatto costruire nel secolo precedente da Borso d'Este. Rimasto senza prole maschile, gli successe il cugino Ercole, che si occupò di rinnovare la legislazione sassolese promulgando, nel 1561, i cosiddetti "Statuti di Ercole Pio", con l'intento di affermare definitivamente l'indipendenza dalla Signoria da Modena.[12]

Ultimo signore di Sassuolo fu Marco III Pio di Savoia, figlio di Ercole, inizialmente sotto la reggenza dello zio Enea, essendo troppo piccolo per governare. Marco era solito contrapporsi alla supremazia degli Estensi di Modena e desiderava che la sua Signoria fosse considerata al pari delle altre, perciò prese parte ad alcuni conflitti sia in Italia che in Europa, come quello delle Fiandre. L'ambiziosità del Pio fu però mal vista dagli Estensi, i quali, secondo alcuni storici, ne avrebbero ordinato l'uccisione. Il 10 novembre, mentre si trovava a Modena, subì un grave attentato, morendo diciassette giorni dopo senza alcun erede maschile. Sassuolo quindi, nonostante la contrarietà dello zio di Marco, Enea, passò nuovamente sotto il controllo degli Estensi.[12]

Il secondo dominio degli Estensi[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto in armatura del duca Francesco III d'Este.
Ritratto di Francesco I d'Este, dipinto di Diego Velázquez, 1638. L'opera è attualmente conservata alla Galleria Estense di Modena.

Con il ritorno degli Estensi, furono concessi nuovi privilegi ai cittadini, come la possibilità di emigrare e l'esenzione da alcuni dazi. Sassuolo inoltre fu scelta come sede di villeggiatura, e già dal settembre 1609, durante il governo di Cesare d'Este, la moglie e i figli del duca andarono a vivere nella cinquecentesca Palazzina della Casina per beneficiare dell'aria salubre che si respirava. Il duca Francesco I d'Este, che governò dal 1629 al 1658, volle invece esaltare lo splendore di Sassuolo incaricando l'architetto Bartolomeo Avanzini di trasformare il castello dei Pio in un vero e proprio palazzo. Gli affreschi furono commissionati al pittore francese Jean Boulanger e le tele ad artisti quali il Guercino e Salvator Rosa. I successori di Francesco I contribuirono ulteriormente all'abbellimento del Palazzo Ducale e del paese intero, specialmente Francesco III (1737-1780), che si occupò anche della costruzione della via Vandelli, utilizzata come collegamento con la Toscana e poi sostituita dalla via Giardini.[18]

Le occupazioni straniere[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del XVIII secolo, più precisamente il 14 novembre 1796, Sassuolo fu occupata dalle truppe di Napoleone Bonaparte e attraversò un periodo di grande crisi economica, provocata dalle frequenti lotte interne tra filofrancesi e antifrancesi. Nel 1814, sconfitto Napoleone, il ducato di Modena, con Sassuolo, tornò per l'ennesima volta agli Estensi. Il nuovo duca Francesco IV tentò di restaurare l'equilibrio politico del periodo prenapoleonico, ma incontrò l'opposizione dei sassolesi, che desideravano l'Unità d'Italia. Il suo successore, Francesco V, abdicò l'11 giugno 1859, ponendo fine per sempre al dominio degli Estensi su Sassuolo. Ne seguì la distrettuazione del territorio, con Sassuolo che fu definitivamente divisa da Fiorano, in precedenza sua frazione e ora comune autonomo.[19]

L'Unità d'Italia e le guerre mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Foto d'epoca della via principale di San Michele dei Mucchietti.

A seguito dell'Unità d'Italia, Sassuolo attraversò un periodo di grande sviluppo urbanistico e aumento demografico. La giunta comunale liberal-conservatrice, che governò il paese tra il 1860 ed il 1902, ordinò la realizzazione del ponte Sassuolo-Veggia sul fiume Secchia (1872) e di una strada che collegasse il paese con la frazione collinare di Montegibbio (1863). In più, furono costruite le ferrovie Sassuolo-Modena e Sassuolo-Reggio Emilia, inaugurate rispettivamente nel 1883 e nel 1892. Con la giunta democratica, invece, Sassuolo e la frazione di San Michele dei Mucchietti beneficiarono di nuovi servizi pubblici, come la luce elettrica, la linea telefonica (1908), l'asilo infantile, il palazzo delle scuole (1909) e quello delle Poste.[19]

Dal 1914, in concomitanza con l'inizio della Grande Guerra, si susseguirono giunte di cattolici e socialisti (1920-21) fino ad arrivare alla salita al potere del fascismo nel 1923. Con la caduta del regime di Benito Mussolini nel 1943, aumentò la presenza di antifascisti in territorio sassolese, e furono istituiti i primi nuclei partigiani, che operarono principalmente in montagna a partire dal novembre dello stesso anno. Personalità di spicco della Resistenza sassolese furono il comunista Ottavio Tassi e i fratelli Giuseppe e Norma Barbolini. Nel 1945, furono bombardati dagli Alleati il quartiere di Borgo Venezia e il ponte sul Secchia. Sassuolo fu infine liberata il 23 aprile 1945 dalla Força Expedicionária Brasileira dell'esercito brasiliano.[19]

La strage partigiana[modifica | modifica wikitesto]

Nei giorni successivi alla liberazione, presumibilmente fra il 24 aprile ed il 1º maggio, i partigiani comunisti provenienti dai comuni di Casalgrande, Fiorano, Castellarano e Magreta sterminarono nel cortile del Palazzo Ducale un intero Reparto della Divisione San Marco, composto da una cinquantina di soldati che si erano precedentemente arresi agli Alleati. La strage, occultata per diversi anni, fu riportata alla luce da un soldato dell'esercito brasiliano, Agostino José Rodríguez, che la raccontò nel suo libro Terceiro batalhao (in italiano "Terzo battaglione"), edito nel 1985. Anche il parroco della chiesa di San Giorgio, Don Zelindo Pellati, assistette alla carneficina, ma preferì non divulgarla. Nel 1998, durante lavori di restauro, furono poi rinvenuti gli scheletri delle vittime, compresi alcuni bambini, che erano stati sepolti in una fossa comune.[20][21]

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Sassuolo-Stemma.png
Sassuolo-Gonfalone.png

I simboli del comune sono: lo stemma, che risulta blasonato come:

« Di rosso ai tre monti d’argento, su piano d’acqua ondoso, con due narcisi sporgenti e volti in fuori fra il monte mediano più alto e i due laterali. Lo scudo è sormontato da una corona nobiliare d’oro gemmata; il tutto fregiato intorno, con fascia a nastro in basso, portante il motto EX MURICE GEMMAE[22] »

e il gonfalone civico:

« Drappo di azzurro…[23] »

Non risulta esserci una formale concessione da parte dello Stato.[24]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Croce di guerra al valor militare (recto).svg
Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro[25]»
— 16 gennaio 1995

Sassuolo è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, essendo stata insignita della croce di guerra al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.[26]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Giorgio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Giorgio (Sassuolo).
Facciata della chiesa di San Giorgio e la Guglia.
Facciata della chiesa di San Giorgio.

La chiesa di San Giorgio, situata in piazza Martiri Partigiani, è il principale luogo di culto della città. La sua data di fondazione è sconosciuta: alcune fonti la collocano nel 1318[27], altre nel 1374.[28] Intitolata a San Giorgio alla fine del XIV secolo, ricevette il titolo di chiesa parrocchiale nel 1375 e di collegiata nel 1629, mentre nel 1624, grazie alla bolla di Papa Urbano VIII, fu separata definitivamente dalla pieve di Castellarano, dalla quale dipendeva. Nel 1755 l'architetto veneziano Pietro Bezzi fu incaricato di costruire una nuova chiesa basandosi sugli standard dell'architettura emiliana dell'epoca, ma nel 1757 fu sostituito da Domenico Lucenti e Giovanni Battista Massari, i quali apportarono diverse modifiche al progetto originale. Il nuovo edificio, aperto al pubblico nel 1762 e consacrato nel 1881, è quello visibile oggigiorno.[28][29] Degna di nota è la pala del Boulanger (Madonna col Bambino in gloria e i santi Giorgio, Aurelia, Francesco, Ruffino, Domenico e Antonio da Padova[28]), realizzata tra il 1646 e il 1649 e restaurata nel 1984.[29]

Di fronte alla chiesa di San Giorgio è collocata la cosiddetta "Guglia": fu l'ambizioso Marco III Pio di Savoia a farla erigere nel 1591 con l'iscrizione Marcus Pius de Sabaudia Princeps Saxoli, per sottolineare la sua ferma opposizione alla supremazia degli Estensi, rappresentata con la Ghirlandina di Modena.[29]

Chiesa di San Francesco in Rocca[modifica | modifica wikitesto]

Facciata della chiesa di San Francesco in Rocca.
L'altare dorato con la Madonna del Pellegrino.

L'attuale chiesa di San Francesco in Rocca fu costruita negli anni 1650-53 su disegno di Bartolomeo Avanzini. Eretta accanto al Palazzo Ducale, aveva la funzione di cappella della famiglia d'Este: era infatti collegata al palazzo principale da un passaggio segreto, che i duchi di Modena percorrevano per andare ad assistere alla messa. La chiesa fu affrescata dal francese Jean Boulanger, lo stesso che si occupò delle decorazioni del Palazzo Ducale, mentre la pala d'altare (Estasi di San Francesco, 1654) è opera del pittore fiammingo Michele Desubleo.[29][30]

Nella cappella di destra è custodita una reliquia originaria della Turchia, il Santissimo Crocifisso, chiamato comunemente "Sacro Tronco", esposto una sola volta all'anno durante la processione del giovedì santo.[31] Il crocifisso, già in Italia dal 1450, fu portato a Sassuolo nel 1587 da Marco III Pio, lo stesso che l'anno successivo fondò la Confraternita del SS Crocifisso, presente tutt'oggi.[31] Nella parete opposta a quella del Sacro Tronco è invece presente un altare dorato con incastrato al suo interno un frammento di affresco risalente al XV secolo, la cosiddetta Madonna del Pellegrino.[29][30]

San Francesco in Rocca ha in realtà origini molto più antiche: una prima chiesa, edificata sul lato opposto della piazza, fu costruita nel XIV secolo per volere di Francesco II Della Rosa, mentre nel XVI secolo Enea Pio, zio di Marco III, ne fece edificare una nuova sul medesimo sito.[29][30]

Chiesa di San Giuseppe[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Giuseppe, costruita nel 1640 grazie ai finanziamenti di Costanzo Teggia, sorge sulle ceneri di un precedente oratorio, risalente al XV secolo e utilizzato dai membri della famiglia Pio come luogo di sepoltura. La chiesa fu abitata prima dai padri Serviti di Bologna, giunti nel XVI secolo su invito di Eleonora Bentivoglio vedova Pio, poi dai frati minori conventuali, cacciati nel 1796 con l'arrivo a Sassuolo delle truppe napoleoniche. Oggi l'edificio, di proprietà del comune di Sassuolo, è la sede di una scuola paritaria.[29][32]

La pala d'altare (San Giuseppe in gloria fra san Costanzo Vescovo e san Filippo Benizzi, 1640[29] o 1645[32]), commissionata da Costanzo Teggia, è opera del veronese Antonio Giarola. Da citare è anche la Madonna del Merlo, dipinta nel 1452 da Raffaele Calori su uno dei merli dell'antica rocca di Sassuolo e attualmente conservata nei pressi del presbiterio.[12]

Cimitero monumentale di San Prospero[modifica | modifica wikitesto]

Entrata principale del cimitero monumentale di San Prospero.

Il camposanto monumentale di San Prospero, costruito dall'architetto Giovanni Lotti sul sito in cui erano state seppellite le vittime della peste del 1630, iniziò ad essere utilizzato per le sepolture nel 1801. Fu poi sottoposto diverse volte a dei lavori di ingrandimento fino al raggiungimento, nel 1924, delle attuali dimensioni. Il cimitero ha una forma "a campana" ed è attraversato da un lungo viale centrale, in fondo al quale è ubicata una piccola chiesetta, con al suo interno un'immagine della Beata Vergine delle Lacrime. La chiesa inizialmente era una semplice cappella, poi nel 1660 fu trasformata dal parroco G. Battista Paltrinieri nell'edificio attualmente visitabile. Il campanile, più recente, risale invece al 1858.[29][33]

Chiesa di Sant'Anna con l'annessa torre campanaria.

Caratteristiche del cimitero sono le tombe di famiglia in ceramica sassolese, tra le quali spiccano il monumento funebre della famiglia Strucchi, con il busto in gesso di Margherita Mundatori in Strucchi, quello dei Rubbiani, realizzato dal fiorentino Carlo Casaltoli nel 1891, e quello dei Marazzi, con il busto del giovane Eusebio, opera del 1933 del sassolese Fernando Prampolini. Il camposanto, fuori uso dal 1982, è stato sostituito per le sepolture dal Cimitero Nuovo Urbano.[33][34]

Altre chiese[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Madonna di Sotto, risalente al lontano 1287, al suo interno è conservata la Madonna del Macero;[29]
  • Chiesa di Sant'Anna, costruita nel 1610, adibita inizialmente a ospizio per i pellegrini, poi a ospedale ed infine a caserma. Attualmente è la sede di un asilo infantile e di una scuola per l'infanzia;[29]
  • Chiesa di Santa Chiara, edificata a partire dal 1613 e benedetta dal vescovo di Reggio nel 1629, fu utilizzata inizialmente come monastero e poi dal 1798 come ospedale per gli infermi. La facciata è situata in via Menotti.[29]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Ducale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzo ducale (Sassuolo).
Facciata del Palazzo Ducale.
Il Camerino del Genio, affrescato da Jean Boulanger.

Merita d'essere menzionato il sontuoso Palazzo Ducale recentemente restaurato, residenza estiva dei duchi di Modena, edificato su disegno di Bartolomeo Avanzini nel 1634, sul sito del castello dei Pio: al fasto della facciata corrisponde negli interni una ricchissima pittura murale, composta da trompe l'oeil e fregi in tipico stile barocco, opera in gran parte dell'artista francese Jean Boulanger (si vedano le spettacolari Sala della Fortuna, Camera dell'Amore, Camera delle Virtù estensi, Camera del Genio, oltre alla galleria e al salone delle Guardie, quest'ultimo affrescato dai celebri Angelo Michelangelo Colonna e Agostino Mitelli).[35] Degna di nota è anche la decoratissima Galleria di Bacco (1650-51[36]), con opere di Gian Giacomo Monti e Baldassarre Bianchi e gli affreschi del Boulanger raffiguranti la vita del dio romano del vino, presenti su tutte le pareti e anche sulla volta.[37] All'ingresso sono poste lateralmente due statue raffiguranti Galatea e Nettuno, mentre una terza statua, la Divinità marina con delfino, è situata in una grande nicchia nel cortile interno. Tutte e tre le statue furono scolpite da Antonio Raggi su disegno di Gian Lorenzo Bernini.[38] Nel grande Parco annesso alla residenza si trova poi la cosiddetta Peschiera Ducale (chiamata dai sassolesi “Il fontanazzo”), una piscina circondata da finte rovine che suggeriscono l'idea di un'antica città sommersa, e il viale prospettico che porta al Casino del Belvedere, dove si trovano le tempere raffiguranti dodici Ville di delizia degli Estensi.

Terme della Salvarola[modifica | modifica wikitesto]

Le sorgenti termali della Salvarola, situate nell'omonima frazione, sono tra le più importanti in Italia. Note sin dall'età romana e frequentate dalla stessa Matilde di Canossa, furono adibite a sorgenti termali solo nel 1884, anno in cui l'avvocato Luigi Rognoni vi fece costruire il primo albergo; già nel secolo precedente, il dott. Gaetano Moreali aveva provato a riutilizzare le sorgenti per i suoi benefici curativi, ma con scarsi risultati. Le terme furono chiuse durante le due guerre mondiali di inizio secolo, ma furono nuovamente operative nel 1958.[39] La facciata in stile liberty delle terme, dell'architetto modenese Pietro Carani, risale al 1910.[40] Le terme attualmente dispongono di quattro tipi di vasche: Salso-Bromo-Iodica, Solfureo-Salso-Bicarbonato-Alcalino-Terrosa, Solfureo-Bicarbonato-Magnesiaca e Solfureo-Bicarbonato-Alcalino-Terrosa.[41]

Ville antiche e teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzina della Casiglia, costruita nel 1560[42] per volere di Ercole Pio e successivamente modificata dall'architetto Pietro Bezzi negli anni 1749-50, durante il governo di Francesco III d'Este. Dal settembre 1992 è la sede di Confindustria Ceramica;[42][43]
  • Teatro Carani, inaugurato il 25 dicembre 1930, fu costruito su disegno di Zeno Carani grazie ai finanziamenti dei cugini sassolesi Eugenio e Mario Carani. Utilizzato per concerti, spettacoli teatrali e rappresentazioni cinematografiche, è inagibile dall'ottobre 2014 a causa del crollo di un controsoffitto;[44][45]
  • Villa Giacobazzi, risalente al XVII secolo, fu prima di proprietà dell'avvocato Giovanni Andrea Moriali e poi della nobile famiglia Giacobazzi. Attualmente è la sede della Biblioteca per Ragazzi "Leontine", chiamata così in onore della contessa Leontine Giacobazzi, che ereditò la villa dal padre Antonio alla fine dell'Ottocento.[43][46]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Il mastio del castello di Montegibbio.
Portale d'ingresso del castello di Montegibbio.

Castello di Montegibbio[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Montegibbio, eretto nel lontano 920, fu inizialmente utilizzato dai canonici del Duomo di Parma per difendersi dagli attacchi degli ungari, poi entrò a far parte dei possedimenti di Bonifacio di Canossa e della figlia Matilde, e infine passò ai signori Della Rosa di Sassuolo. Distrutto nel 1325 dal ghibellino mantovano Francesco Bonaccolsi, fu ricostruito l'anno successivo quando i Della Rosa, con l'aiuto del guelfo Versuzio Lando, si riappropriarono del feudo. Ceduto agli Estensi nel 1375 e ai Pio di Savoia nel 1499, fu distrutto nel 1501 a causa di un terremoto e rimase abbandonato per oltre un secolo. Nel 1636, con la cessione di Montegibbio ai nobili Boschetti di Modena, fu ricostruito. Passò poi al marchese Ottavio Spolverini di Verona nel 1696, al nobile Luigi Canonici di Ferrara nel 1767, alla famiglia Nanni nei primi dell'Ottocento e infine, nel 1851, ai Borsari di Finale Emilia, che lo ristrutturarono. Oggi è di proprietà del comune di Sassuolo.[47][48]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Garibaldi
Piazza Martiri Partigiani
Piazzale Porrino
  • Piazza Garibaldi, chiamata dai sassolesi Piazza Piccola, iniziò ad essere costruita nel 1517[49] da Alessandro Pio. Simboli della piazza sono la Torre Civica o dell'Orologio, chiamata dai sassolesi Campanone, opera del 1676 di Antonio Loraghi, e il Monumento ai Caduti, costruito nel 1921 da Giuseppe Graziosi in ricordo dei caduti della prima guerra mondiale.[50][51] A fianco del Campanone fu posata, nel 1902, una lapide in ricordo del passaggio a Sassuolo di Giuseppe Garibaldi, avvenuto il 2 novembre 1859, prima dell'inizio della spedizione dei Mille;[52] La piazza era chiamata anche Piazza dei Cristiani, della Torre o dell'Orologio[49].
  • Piazza Martiri Partigiani, chiamata dai sassolesi Piazza Grande e, in passato, Piazza del Bestiame, risale anch'essa al Cinquecento, ma la sua fisionomia è stata spesso modificata nel corso dei secoli. Si affacciano su tale piazza la Chiesa di San Giorgio e la Guglia di Marco Pio.[50] Nella prima metà del XX secolo si chiamava ufficialmente Piazza Vittorio Emanuele II;[53]
  • Piazzale Della Rosa, chiamato così a partire dal 1872 in onore dei signori Della Rosa, è quello su cui si affacciano il Palazzo Ducale e la chiesa di San Francesco in Rocca. In passato era chiamato Piazzale di San Francesco;[50]
  • Piazzale Porrino, risalente alla fine dell'Ottocento, è quello su cui si affaccia la chiesa di Sant'Anna. La fontana presente nel piazzale, ripristinata nel 2001, era utilizzata nel passato dai militari per abbeverare i loro cavalli;[50]
  • Piazzale Roverella, così denominato nel 1872 in memoria di Lucrezia Roverella vedova Pio, madre di Ercole e nonna di Marco III, descritta come una donna pia e molto religiosa.[50]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[54]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 1º gennaio 2016 risiedevano nel comune di Sassuolo 5 599 cittadini stranieri, ovvero il 13,7% della popolazione, provenienti da 83 diverse nazioni.

Di seguito sono riportati i dieci gruppi nazionali più consistenti:[55]

  1. Marocco Marocco: 1 822
  2. Albania Albania: 791
  3. Ghana Ghana: 563
  4. Romania Romania: 473
  5. Ucraina Ucraina: 326
  6. Tunisia Tunisia: 256
  7. Cina Cina: 224
  8. Polonia Polonia: 187
  9. Moldavia Moldavia: 164
  10. Filippine Filippine: 124

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Sassuolo, così come nel resto d'Italia, la religione più professata è il cattolicesimo. Sono presenti otto parrocchie (sette appartenenti alla zona pastorale di Sassuolo ed una, la parrocchia di San Michele, a quella di Prignano), comprese nella diocesi di Reggio Emilia-Guastalla.[56] In minoranza ma comunque numerose sono le comunità di musulmani, Testimoni di Geova ed evangelici.[57]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Falò della Vecchiona il giorno di Capodanno del 2017.
  • Festa di San Giorgio - La festa del patrono di Sassuolo, che si svolge il giorno 23 aprile. Mentre oggi la ricorrenza si celebra in maniera più semplice, in passato veniva allestita una vera e propria fiera.[58]
  • Processione del Sacro Tronco - Si svolge il giovedì santo, giorno in cui il Santissimo Crocifisso conservato nella chiesa di San Francesco in Rocca viene esposto al pubblico e trasportato per tutto il centro storico durante la processione serale. Nel corso della giornata vengono anche preparati e venduti i tradizionali tiramolla.[58]
  • Festa di Sant'Eufemia - Si svolge nel mese di giugno presso la chiesa di Madonna di Sotto. Sant'Eufemia è la patrona di Irsina, paese della provincia di Matera che ha dato i natali a circa 4500 immigrati sassolesi.[59]
  • Falò dell'anno vecchio - La notte di Capodanno, viene allestito in piazza Garibaldi un albero con in cima un fantoccio di paglia raffigurante una vecchia (la cosiddetta Vecchiona), il quale viene dato alle fiamme con l'arrivo della mezzanotte.[60]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio del comune di Sassuolo sono presenti undici scuole elementari, di cui una parificata, tre scuole medie e cinque scuole superiori, tutte situate in città, ad eccezione della scuola primaria Don Gnocchi, che si trova nella frazione di San Michele.[61]

Sassuolo dispone di una biblioteca comunale, intitolata allo storico sassolese Natale Cionini e istituita nel 1857 su richiesta di Luigi Cavoli, il quale ottenne l'appoggio del sindaco Luigi Dallari. Dal 1986, la biblioteca è sita nella Paggeria di via Rocca, di fronte al Palazzo Ducale, mentre la sezione per ragazzi, denominata "Leontine", è stata trasferita nel 2013 nei locali di Villa Giacobazzi.[46][62]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Il sassolino prodotto dalle distillerie Caselli e Stampa.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina modenese.

Il sassolino, liquore all'anice la cui origine risale al 1804, è opera di alcuni droghieri svizzeri provenienti dal Cantone dei Grigioni che si trasferirono a Sassuolo e fondarono la distilleria Bazzingher, ora Stampa. Quest'ultima, assieme alla distilleria Caselli del 1860, produce ancora oggi il sassolino.[63] La distilleria Roteglia, nata nel 1848, produce invece il nocino, altro liquore tipico del territorio.[64]

Il tiramolla, zucchero caramellato tipico delle feste pasquali, è esclusivamente sassolese. La sua preparazione viene mostrata al pubblico una sola volta all'anno, il giovedì santo, durante la processione del Santissimo Crocifisso.[64]

Come nel resto del modenese, tipici della zona sono il gnocco fritto, le crescentine (o tigelle), la "stria" (una tipica focaccia), il bensone (al busilaun), i tortellini, lo zampone, il parmigiano reggiano e il cotechino. Nonostante sia una specialità reggiana, è molto popolare a Sassuolo anche l'erbazzone.[64]

La preparazione della paella durante le Fiere d'Ottobre del 2006.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Fiere d'Ottobre - Si tengono da oltre cinquecento anni tutte le domeniche del mese d'ottobre e coinvolgono commercianti, protagonisti della cultura e del volontariato. Tali domeniche hanno un loro nome proprio: la prima è la féra di Curiàus (fiera dei curiosi), la seconda féra dal Bèli Dann (fiera delle belle donne), la terza féra di Resdàur (fiera dei capifamiglia), la quarta féra di Sdàs (fiera dei setacci, nel senso di "sciocchi") e la quinta, quando c'è, féra di Stumpài (fiera dei tappi, nel suo significato di "persone di bassa statura").[65][66]
  • Giovedì sotto le Stelle - Si svolgono ogni giovedì del mese di luglio. Si tratta di particolari serate in cui i negozi e alcuni monumenti, compreso il Palazzo Ducale, rimangono aperti fino a tarda sera e i cittadini si riversano festanti nel centro storico, assistendo a spettacoli ed eventi musicali.[67]
  • Festivalfilosofia - Kermesse culturale organizzata a Sassuolo, Modena e Carpi, si svolge in un fine settimana di metà settembre. La fiera ha avuto come ospiti i più importanti filosofi, sociologi e antropologi contemporanei, quali Zygmunt Bauman, Henri Atlan, Umberto Galimberti, Cvetan Todorov, Emanuele Severino, James Hillman, Remo Bodei, Silvia Vegetti Finzi, Enzo Bianchi.[68]
  • Ozu Film Festival - Festival internazionale dedicato al cortometraggio, si svolge nel mese di novembre. La kermesse, nata nel 1993, è intitolata a Yasujiro Ozu, maestro del cinema giapponese, ed è giunta, nel 2014, alla ventiduesima edizione.[69]

Persone legate a Sassuolo[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Persone legate a Sassuolo
Nek, nome d'arte di Filippo Neviani.

XVI secolo[modifica | modifica wikitesto]

XVII secolo[modifica | modifica wikitesto]

XIX secolo[modifica | modifica wikitesto]

XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Via Ciro Menotti, risalente alla fine del XVII secolo, in origine era chiamata contrada Case Nuove.[70]
Veduta di Piazza Martiri Partigiani con il palazzo ospitante la banca sullo sfondo. L'edificio è recente, e sostituisce il settecentesco palazzo d'Espagnac, acquistato nel 1881 dal conte Charles Honoré D'Amarzit De Sahuguet D'Espagnac e abbattuto negli anni sessanta del Novecento.[50] Ciò testimonia quanto sia cambiato l'aspetto di Sassuolo nel corso dei secoli, con l'abbattimento di alcuni edifici antichi.

Escludendo l'atto notarile del 980, Sassuolo viene citata con il titolo di castello a partire dal XII secolo. Nel 1284 i signori Della Rosa si occuparono dell'ampliamento del borgo con la costruzione di una solida cinta di mura con annesso fossato; dal 1425 nacquero poi altri due centri abitati al di fuori delle mura. Di questa originale struttura medievale non è rimasto assolutamente niente, mentre è ancora riconoscibile l'assetto rinascimentale voluto dai Pio, con l'attuale Piazza Garibaldi e la Piazza del Mercato del 1555 (ora Martiri Partigiani), usata come punto di incontro dei due borghi con il Palazzo e la chiesa di San Giorgio. Le principali vie di comunicazione urbane erano rappresentate dall'attuale Via Cavallotti, creatasi dall'unione dei due borghi (chiamati Inferiore e Superiore), la parallela strada dello Spirito Santo (l'attuale via Fenuzzi), e via Clelia, via Ghiarona e via de' Lei, che congiungevano le due contrade principali. Va infine citata anche la strada collegante Sassuolo al paese di Fiorano, chiamata semplicemente "strada del portone di Fiorano".[70]

La città fu poi ampliata anche nei secoli successivi, con la costruzione di nuovi edifici, piazze e assi viari (nell'Ottocento si arrivò a sette piazze e 19 strade principali), del cimitero di San Prospero e l'abbattimento di alcuni portici. Per l'ampliamento vero e proprio bisognerà però aspettare il Novecento, quando nacquero nuovi quartieri residenziali e furono risanati quelli vecchi. Furono inoltre inaugurati la Piazza del Littorio (attuale Piazza della Libertà), il campo sportivo (1929) e l'importante viale XX Settembre, e per risolvere il problema del traffico fu approvato, nel 1936, il piano regolatore di Sassuolo dell'ingegnere modenese Dante Colli, ideatore della circonvallazione che ancora oggi circonda il centro abitato.[70]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Campanile della chiesa di San Michele.

San Michele dei Mucchietti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: San Michele dei Mucchietti.

Nota semplicemente come San Michele, conta 1.614 abitanti ed è situata a 6,53 chilometri da Sassuolo.[71] In origine, secondo un documento dell'anno 888, il territorio corrispondeva ad alcuni appezzamenti di terra venduti da una certa Donna Berta di Piacenza a tre fratelli "di villa Mocletolo" (primo nome della località[72]). Nel corso dei secoli San Michele fu soggetta al controllo di diversi signori: i primi furono i conti di Castellarano, seguiti dai Gonzaga, i Rodeglia, il comune di Reggio e i Duchi d'Este. Infine, il 1° gennaio 1816 divenne frazione comunale di Sassuolo.[73] A San Michele sono presenti una chiesa parrocchiale, con la pala d'altare raffigurante San Michele Arcangelo, il cimitero locale, e la Tenuta Vandelli (in precedenza Azienda Agricola Vandelli), l'unica azienda vinicola del territorio, attiva dagli anni 1960.[74]

Montegibbio[modifica | modifica wikitesto]

Cimitero di Montegibbio.

La frazione di Montegibbio, anch'essa distante circa sei chilometri dal capoluogo comunale,[75], è nota principalmente per la presenza dell'omonimo castello, risalente al lontano 920. Quest'ultimo è circondato da un parco di modeste dimensioni, intitolato il 27 settembre 2002 al senatore Giuseppe Medici, originario proprio di Sassuolo. Nel parco è presente un busto che lo raffigura, scoperto dall'onorevole Pier Ferdinando Casini. Al castello di Montegibbio è anche presente l'acetaia comunale, inaugurata il 31 maggio 2003.[76] Sui versanti di Montegibbio sono presenti boschi di erica arborea e di pinus sylvestris, di antica origine. La vasta fauna comprende invece animali come il riccio, la talpa, il toporagno, la crocidura, la volpe, la faina, la donnola, il tasso, lo scoiattolo, il ghiro, il moscardino, la lepre, il daino, il capriolo, il cinghiale, il rospo comune, la rana verde, varie specie di lucertola e persino la vipera comune. Anche gli uccelli sono molto numerosi: sono presenti il picchio, la cinciallegra, la poiana, il gheppio, lo sparviere e l'albanella minore, nonché rapaci notturni come la civetta, l'allocco, il barbagianni, il gufo comune e l'assiolo.[77]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato e industria[modifica | modifica wikitesto]

Camino settecentesco del Palazzo Ducale, rivestito con piastrelle prodotte da Marca Corona.

La città è famosa a livello internazionale per la produzione delle piastrelle di ceramica; qui e nei comuni limitrofi hanno sede o hanno stabilimenti produttivi e di ricerca i principali produttori di piastrelle, come Marazzi, Ragno, Refin, la linea per la casa di Versace, Daytona, Panariagroup e Marca Corona, la più antica ceramica di Sassuolo risalente al 1741.[78] Nonostante l'apertura dei mercati ai paesi in via di sviluppo, le cui industrie producono ceramiche a basso costo, la fama del distretto ceramico di Sassuolo è notevolmente aumentata negli ultimi anni, e vengono prodotti materiali di qualità sempre più elevata.[4] Le aziende italiane produttrici di piastrelle di ceramica sono rappresentate e assistite da Confindustria Ceramica, che ha sede nella Palazzina della Casiglia di Sassuolo.[42]

Per quanto riguarda l'artigianato, la città è rinomata per i laboratori di oreficeria e di gioielleria.[79]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Veduta di San Michele dei Mucchietti con il Percorso Natura del Secchia sullo sfondo.
Punto di partenza del Percorso Natura del Secchia in via dei Moli.

Nel territorio di Sassuolo sono presenti diversi itinerari che permettono non solo di ammirarne il paesaggio, ma anche la storia, i monumenti e le tradizioni.[80] Uno dei più conosciuti e frequentati è il Percorso Natura del Secchia da Sassuolo a Pescale, sottoposto nel 2002 ad un intervento di riqualificazione che lo ha reso oggi meta di ciclisti, appassionati di jogging e passeggiatori. L'itinerario permette di addentrarsi in tutta tranquillità nella natura che costeggia il fiume Secchia.[81]

Il punto di partenza è fissato in via dei Moli, dal cui parcheggio è consigliato prendere il sentiero in direzione sud attraverso il centro abitato di San Michele dei Mucchietti, fino ad arrivare alla diga di Castellarano, in provincia di Reggio nell'Emilia, da dove è possibile continuare in un altro sentiero in direzione di Ponte Pescale, attraversare la diga e raggiungere il centro storico di Castellarano, oppure proseguire nel percorso principale tenendo la destra e affiancando la sponda reggiana del Secchia. Una recente passerella ciclo-pedonale, inaugurata nel giugno 2010,[82] permette poi di ritornare al punto di partenza, sulla riva modenese del fiume.[81]

Un altro itinerario è la Via dei Vulcani di Fango, percorso comunemente noto come quello delle Salse di Nirano, inaugurato ufficialmente nel 2015, il quale comprende, oltre a Sassuolo, i comuni di Fiorano Modenese, Maranello e Viano.[83][84]

Il fenomeno delle Salse di Nirano, nonostante non sia raro in Italia, essendo presente anche in altre località emiliane e venete, è comunque quello più noto agli storici e agli studiosi, i quali lo studiano con molto interesse sin dall'antichità.[85]

Nel comune di Sassuolo, le Salse sono presenti nella frazione di Montegibbio, più precisamente in località La Campagna, a 275 metri di altitudine. La prima citazione di queste Salse risale all'anno 77, quando Plinio il Vecchio ne parla nel suo Naturalis historia. Altri autori, nei secoli successivi, tennero traccia di tutte le eruzioni provocate dall'attività delle Salse di Montegibbio, l'ultima delle quali avvenne nel 1835.[7]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Sassuolo è attraversata dalla strada provinciale 467 R Nuova Pedemontana, che la collega ai vicini centri abitati di Fiorano Modenese e Maranello e alla provincia di Reggio nell'Emilia, mentre la Strada statale 724, tratto della Tangenziale Nord di Modena, la collega appunto al capoluogo dell'omonima provincia.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale di Sassuolo è raggiunto da due linee ferroviarie, che lo collegano direttamente con Reggio Emilia e Modena: la ferrovia Reggio Emilia-Sassuolo, che effettua capolinea presso la stazione di Sassuolo ACT, e la ferrovia Modena-Sassuolo, con la stazione di Quattroponti e quella di Sassuolo ATCM.

Storia del trein dal cócc[modifica | modifica wikitesto]

Prima dell'elettrificazione della ferrovia Modena-Sassuolo, terminata nel 1928, la gente si spostava utilizzando il treno a gravità, che i sassolesi chiamavano, nel loro dialetto, al trein dal cócc, ovvero "il treno a spinta", poiché giungeva in città grazie alla sola pendenza del territorio e con l'ausilio di un carro pieno di ghiaia, che veniva utilizzato come spinta iniziale. Ciò è riportato in un documento datato 7 febbraio 1926, pubblicato sul settimanale dell'epoca "Corriere dell’Appennino".[86]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 1951 Eugenio Forghieri Partito Socialista Democratico Italiano Sindaco [87]
1951 1970 Umberto Baschieri Partito Socialista Italiano Sindaco [87]
1970 1980 Alcide Vecchi Partito Comunista Italiano Sindaco [87]
1980 1985 Dezio Termanini Partito Comunista Italiano Sindaco [87]
1985 1987 Mauro Meschiari Partito Comunista Italiano Sindaco [87]
9 dicembre 1987 25 marzo 1989 Riccardo Prini Partito Socialista Italiano Sindaco [87][88]
25 marzo 1989 31 luglio 1990 Gian Paolo Salami Partito Comunista Italiano Sindaco [87][88]
31 luglio 1990 29 aprile 1992 Renzo Sola Democrazia Cristiana Sindaco [87][88]
28 giugno 1992 24 aprile 1995 Ferruccio Giovanelli Partito Democratico della Sinistra Sindaco [87][88]
25 aprile 1995 14 giugno 1999 Laura Tosi centro-sinistra Sindaco [87][88]
15 giugno 1999 14 giugno 2004 Laura Tosi Partito Popolare Italiano Sindaco [87][88]
15 giugno 2004 21 giugno 2009 Graziano Pattuzzi centro-sinistra Sindaco [87][88]
23 giugno 2009 28 maggio 2014 Luca Caselli Il Popolo della Libertà Sindaco [87][88]
9 giugno 2014 in carica Claudio Pistoni PD, SEL, lista civica: Pistoni sindaco, lista civica: Usai Sindaco [88]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Sassuolo-Napoli 0-1 del 28 settembre 2014.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'Unione Sportiva Sassuolo Calcio, istituita nel 1920. La squadra milita attualmente in Serie A, dopo aver ottenuto la promozione vincendo il campionato di Serie B 2012-2013.[91] Il 21 maggio 2016, in virtù della sconfitta del Milan nella finale di Coppa Italia 2015-2016 contro la Juventus, accede per la prima volta ai preliminari di una competizione europea, l'Europa League.[92] Il Sassuolo fa parte di un ristretto numero di squadre provenienti da una città non capoluogo di provincia che hanno militato nel massimo campionato italiano ed è la terza in ordine cronologico ad aver partecipato ad una competizione europea[93]. La frazione di San Michele è invece rappresentata dalla squadra Sanmichelese, che milita nel campionato di Eccellenza.[94]

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

Nella pallavolo femminile la squadra Sassuolo Volley ha militato fino alla stagione 2008-2009 in Serie A1. Il club ha poi annunciato il ritiro dall'attività agonistica a causa di problemi economici.[95] La pallavolo maschile era invece rappresentata dalla squadra Pallavolo Virtus Sassuolo, che negli anni settanta e ottanta giocò nel campionato di Serie A1, conquistando la Coppa Italia nella stagione 1980-81. Ora è stata sostituita dalla squadra Volley Sassuolo ASD, che milita nel campionato di Serie B2 Nazionale.[96]

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 maggio 1999, la 12ª tappa del Giro d'Italia 1999 si è conclusa a Sassuolo con la vittoria di Mario Cipollini.[97]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Stadio Enzo Ricci, utilizzato dal Sassuolo Calcio fino alla promozione in Serie B del 27 aprile 2008;
  • PalaPaganelli, arena coperta utilizzata per le partite di pallavolo, situata presso il polo scolastico;
  • Pista di atletica leggera, situata presso il polo scolastico, fu inaugurata nel 2001 ed è di proprietà della società Delta Atletica Sassuolo.[98]

Personalità sportive legate a Sassuolo[modifica | modifica wikitesto]

Eusebio Di Francesco, tecnico del Sassuolo Calcio dal 2012.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat a gennaio 2016, demo.istat.it.
  2. ^ [1]
  3. ^ Nunzia Manicardi, Amori, passioni e segreti di un grande antiquario : la storia vera di Roberto Camellini raccontata tra Sassuolo, l'Italia e il Kenia, Modena, Artioli Editore, 2012, ISBN 9788877921314.
  4. ^ a b Il Territorio di Sassuolo, sassuolo.biz. URL consultato il 21 settembre 2016.
  5. ^ (EN) Sassuolo, the tile valley, italtrade.com. URL consultato il 21 settembre 2016.
  6. ^ Mario Montanari, Esperienze Europee, Bologna, Ediz. Mondo moderno, 1961.
  7. ^ a b c Paola Gemelli, La fascia collinare, sassuolonline.it. URL consultato il 21 settembre 2016.
  8. ^ a b I calanchi, reggioemiliaturismo.provincia.re.it. URL consultato il 21 settembre 2016.
  9. ^ Unione dei comuni del Distretto ceramico, distrettoceramico.mo.it. URL consultato il 21 settembre 2016.
  10. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) (PDF), su Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1º marzo 2011, pp. 151. URL consultato il 22 settembre 2016.
  11. ^ Clima: Sassuolo, it.climate-data.org. URL consultato il 22 settembre 2016.
  12. ^ a b c d e f g Paola Gemelli, Dalle origini ai Pio, sassuolonline.it. URL consultato il 22 settembre 2016.
  13. ^ Paola Gemelli, Sassuolo romana, sassuolonline.it. URL consultato il 22 settembre 2016.
  14. ^ a b Girolamo Tiraboschi, Dizionario topografico-storico degli stati estensi. / Tomo II, M-Z, Tipografia Camerale, 1825.
  15. ^ a b Attilio Zuccagni-Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue isole corredata di un atlante, Volume 8,Parte 2, 1845.
  16. ^ Dott. Carlo Roncaglia, Statistica Generale degli Stati estensi, Modena, Tipografia di Carlo Vincenzi, 1849.
  17. ^ L'origine delle Fiere d'Ottobre a Sassuolo, visitsassuolo.it. URL consultato il 15 ottobre 2016.
  18. ^ Paola Gemelli, Seicento e Settecento, sassuolonline.it. URL consultato il 4 gennaio 2017.
  19. ^ a b c Paola Gemelli, Dall'Ottocento ad oggi, sassuolonline.it. URL consultato il 4 gennaio 2017.
  20. ^ I grandi killer della liberazione: Sassuolo, una strage inedita, imolaoggi.it, 23 novembre 2016. URL consultato il 5 gennaio 2017.
  21. ^ Antonio Giangrande, Il comunista Benito Mussolini, 2016, ISBN 978-1520171692.
  22. ^ Stemma, araldicacivica.it. URL consultato il 5 gennaio 2017.
  23. ^ Gonfalone, araldicacivica.it. URL consultato il 5 gennaio 2017.
  24. ^ Info, araldicacivica.it. URL consultato il 5 gennaio 2017.
  25. ^ ACS - Ufficio araldico - Fascicoli comunali, dati.acs.beniculturali.it.
  26. ^ Anpi Modena – La Storia, anpimodena.it. URL consultato il 6 gennaio 2017.
  27. ^ Jean Boulanger e Vincenzo Vandelli, Giovanni Boulanger, la Pala di Sassuolo, Modena, Ufficio Stampa del Comune di Sassuolo, 1985, p. 31.
  28. ^ a b c La chiesa di San Giorgio, sassuoloturismo.it. URL consultato il 5 gennaio 2017.
  29. ^ a b c d e f g h i j k l Paola Gemelli, Chiese antiche e cimitero monumentale di San Prospero, sassuolonline.it. URL consultato il 5 gennaio 2017.
  30. ^ a b c Chiesa di San Francesco in Rocca, sassuoloturismo.it. URL consultato il 6 gennaio 2017.
  31. ^ a b Sacro Tronco e bancarelle: si celebra il Giovedì Santo, gazzettadimodena.gelocal.it, 24 marzo 2016. URL consultato il 6 gennaio 2017.
  32. ^ a b Chiesa di San Giuseppe, sassuoloturismo.it. URL consultato il 6 gennaio 2017.
  33. ^ a b Il cimitero monumentale di San Prospero, sassuoloturismo.it. URL consultato il 6 gennaio 2017.
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  35. ^ Palazzo Ducale, sassuoloturismo.it. URL consultato il 5 gennaio 2017.
  36. ^ Jean Boulanger, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
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  38. ^ Due gioielli barocchi, i Palazzi Ducali di Modena e Sassuolo, emiliaromagnaturismo.com. URL consultato il 5 gennaio 2017.
  39. ^ Storia delle Terme, sassuolonline.it. URL consultato il 5 aprile 2017.
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  45. ^ Crolla un controsoffitto Evacuato il teatro Carani Teatro inagibile, gazzettadimodena.gelocal.it. URL consultato il 7 gennaio 2017.
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  52. ^ Paola Gemelli, Ti racconto Sassuolo : la storia locale raccontata ai ragazzi, Sassuolo, Incontri Editrice, 2009, p. 54, ISBN 9788889080849.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Filippo Trevisani e Andrea Bacchi, Il Palazzo di Sassuolo : delizia dei duchi d'Este, Parma, Grafiche Step, 2004.
  • Attilio Zuccagni-Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue isole corredata di un atlante, Volume 8,Parte 2, 1845.

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