Galleria San Federico

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Galleria San Federico
Galleria San Federico - Torino.jpg
L'interno della Galleria San Federico a Torino.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegionePiemonte Piemonte
LocalitàTorino
IndirizzoVia Roma
Via Santa Teresa
Via Antonio Bertola
Coordinate45°04′08.4″N 7°40′57.72″E / 45.069°N 7.6827°E45.069; 7.6827Coordinate: 45°04′08.4″N 7°40′57.72″E / 45.069°N 7.6827°E45.069; 7.6827
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1932
Inaugurazione1933
UsoGalleria commerciale
Realizzazione
ArchitettoFederico Canova, Eugenio Corte
IngegnereVittorio Bonadè Bottino, Giovanni Canova
AppaltatoreComune di Torino
CostruttoreImpresa Garbarino

La Galleria San Federico è un edificio commerciale del centro storico di Torino. Realizzato negli anni Trenta, ospita al suo interno numerosi locali commerciali, uffici e uno storico cinema.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1931, su proposta del podestà Thaon di Revel, avanzò l'ipotesi della ristrutturazione della precedente Galleria Natta (poi Geisser[1]) presente nell'Isolato San Federico, creando una nuova area commerciale coperta che andasse ad aggiungersi alle già esistenti Galleria Subalpina e Galleria Umberto I. Il progetto fu dunque inserito nel contesto dell'imponente ristrutturazione di via Roma e degli isolati circostanti avvenuta tra il 1931 e il 1937; nel 1932 venne avviato il cantiere su progetto dell'architetto Federico Canova e dell'ingegnere Vittorio Bonadè Bottino, che si occupò anche della contestuale realizzazione del vicino Hotel Principi di Piemonte. Il progetto si contraddistinse subito per i suoi connotati di modernità e prestigio rispetto alla precedente struttura, prevedendo ampi spazi per negozi, la realizzazione di magazzini e autorimesse sotterranee e, inoltre, numerosi locali per uffici e un nuovo cinematografo, in sostituzione del vecchio Cinema Meridiana. I lavori si caratterizzarono per il loro ritmo serrato e terminato nel 1933, ad appena un anno dall'apertura del cantiere. Ad occupare i primi uffici fu la sede storica del quotidiano La Stampa e, nel 1934, venne inaugurato anche il grande Cinema Rex.[2] In seguito stabilì qui la sua sede anche la compagnia assicurativa SAI. Da allora la Galleria San Federico è prestigiosa sede di negozi, gioiellerie, studi professionali, ospitando anche la sede sociale della società calcistica Juventus dal 1965 al 1985.[3] Sempre nel corso degli anni duemila, la galleria è stata sottoposta a restauri che hanno anche compreso la totale ristrutturazione dello storico Cinema Lux.

Caratteristiche progettuali[modifica | modifica wikitesto]

Interno Galleria San Federico

La Galleria San Federico è un tipico esempio di edificio "cielo-terra" in stile eclettico, presente nelle maggiori città italiane ed europee. La sua impostazione, con planimetria a "T", consente tre vie d'accesso dalle circostanti via Bertola, via Roma e via Santa Teresa. Essa si sviluppa per sei piani, di cui quattro fuori terra, più il relativo ammezzato e il sottotetto. La copertura è caratterizzata da una volta ellittica a botte, sormontata da cupole in corrispondenza dei tre accessi e dalla grande cupola centrale che sovrasta lo scalone d'accesso dell'attuale Cinema Lux.
Al piano stradale trovano sede numerosi locali commerciali, mentre nel mezzanino e i piani superiori ospitano uffici di rappresentanza e studi professionali. Una rampa d'accesso posta in via Bertola conduce ai due piani sotterranei adibiti ad autorimessa e area magazzino.

Il Cinema Lux[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso del Cinema Lux visto dall'imbocco della Galleria

Progettato dall'architetto Eugenio Corte e dall'ingegner Giovanni Canova, fu inaugurato il 31 marzo del 1934 come Cinema Rex e, con i suoi 1.573 posti,[4] fu il più grande e moderno cinematografico di Torino.
Rinominato Dux nel 1942, assunse l'attuale nome Lux nel 1945, quando venne rilevato dalla G.I.A.C.[5].
Dopo oltre settant'anni di servizio pressoché ininterrotto, nel 2004 è stato oggetto di un'attenta, ma radicale ristrutturazione, che ha visto la realizzazione di tre sale cinematografiche e di un'area ristorante.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

All'interno della galleria vennero girate alcune scene del celebre thriller Profondo rosso di Dario Argento, nonché la scena finale di Giallo, del medesimo regista.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La “Torino noir” vista e narrata da Milo Julini
  2. ^ Questo il primo nome dello storico cinema. Durante il fascismo verrà rinominato Dux e, dal 1945, Lux.
  3. ^ Juventus Museum e City Tour, in Juventus Special, Juventus Football Club S.p.A, maggio 2017.
  4. ^ 800 posti in platea e 700 in galleria.
  5. ^ Fino ad allora fu gestito dal'ENIC (Ente Nazionale Italiano Cinematografi)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Agostino Magnaghi, Mariolina Monge, Luciano Re, Guida all'architettura moderna di Torino, Lindau, Torino 1995

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]