J-Museum

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J-Museum
Juventus Museum 2017 logo (negative).jpg
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàTorino
IndirizzoVia Druento, 153/42
Caratteristiche
TipoStorico-sportivo
CollezioniEquipaggiamento sportivo, materiale artistico e audiovisuale[1]
Periodo storico collezioniEtà contemporanea[1]
Superficie espositiva2 014[2] 
Istituzione2012
FondatoriJuventus Football Club S.p.A.
Apertura2012
DirettorePaolo Garimberti
Sito web

Coordinate: 45°06′35.69″N 7°38′34.82″E / 45.109913°N 7.643006°E45.109913; 7.643006

« Una storia che inizia nel 1897 e si snoda attraverso vittorie e avvenimenti che hanno segnato le epoche culturali di una nazione intera. »

(Torino. Cultura, calcio e cinema, Passioni senza fine, 2012.[3])

Il J-Museum (/ˈdʒeɪ mjuːˈziːəm/), noto per esteso come Juventus Museum, è un museo storico-sportivo multimediale bilingue[4] dedicato alla società calcistica italiana per azioni Juventus Football Club, con sede nell'area nord-occidentale della città di Torino. Fu inaugurato nel 2012 in occasione del 115º anniversario di fondazione istituzionale del club bianconero, uno dei più antichi del Paese oltreché proprietario della struttura.[5]

Uno dei principali e più avanzati musei sportivi a livello mondiale,[6][7][8] nonché l'unico spazio espositivo nel continente eurasiatico – oltre dell'House of European Football sita a Nyon, in Svizzera – in cui sono presenti in modo permanente i trofei delle sei competizioni gestite dall'Unione Europea delle Federazioni Calcistiche (UEFA),[9][10] il J-Museum documenta la storia della Juventus e del calcio cittadino e nazionale, oltreché il proprio ruolo nella storia di Torino e d'Italia[11] assieme agli avvenimenti più significativi accaduti nella Penisola e nel mondo dalla fine del XIX secolo, tramite l'uso di nuove tecnologie,[12] fornendo un quadro sportivo e sociologico attraverso la storia dello sport.[13] La struttura museale annovera anche una collezione di memorabilia, foto, documenti istituzionali ed equipaggiamenti calcistici usati dagli antichi giocatori che militarono nella Juventus, nonché i trofei vinti dalla prima squadra calcistica maschile e femminile della società torinese.[13]

Affiliato dal mese d'ottobre 2012 alla Federazione dei musei del calcio, organizzazione nazionale con lo scopo di promuovere la diffusione della cultura nello sport,[14] e da febbraio 2016 all'International Council of Museums (ICOM);[15] è il primo museo sportivo nel Paese per numero di visitatori (circa 170 000 nel 2016),[16][17] nonché l'unico del suo genere a essere inserito ininterrotamente, dal bimestre successivo, nella classifica annuale dei cento siti d'interesse più visitati a livello nazionale stilata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT),[18][19] affermandosi tra i primi cinquanta in modo pressoché stabile dal dicembre 2013.[20]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Progetto e realizzazione[modifica | modifica wikitesto]

« Un eventuale archivio serio della Juve sarebbe uno straordinario spaccato di storia della FIAT e, quindi, di storia d'Italia. »

(Giovanni De Luna, Il tifo pro e contro l'Italia. Un laboratorio dell'identità nazionale, 2000[21])

Già presente nel primo progetto di acquisizione e ristrutturazione dello stadio delle Alpi presentato dall'allora dirigenza del club a metà degli anni 1990,[22] l'idea di un museo che raccontasse la storia della squadra bianconera fu riproposta nel 2008, nel secondo progetto che portò alla realizzazione dello Juventus Stadium. Nella seconda metà di quell'anno fu costituito un comitato scientifico composto dallo storico torinese Giovanni De Luna, dal professore dell'Università di Torino Paolo Bertinetti, dal collezionista Ermanno Vittorio e dal giornalista sportivo Darwin Pastorin, mentre la realizzazione architettonica dello spazio espositivo venne affidata allo studio Camerana&Partners, in collaborazione con lo Studio Dedalo, sotto il coordinamento dall'architetto Benedetto Camerana.[23] L'intero allestimento multimediale del museo è stato curato dal gruppo imprenditoriale Nussli.[24]

L'ingresso del J-Museum nel 2014

Con un investimento complessivo di quindici milioni di euro per la sua realizzazione, l'edificio destinato a ospitare il museo fu edificato tra l'autunno del 2011 e la primavera del 2012, venendo poi inaugurato il 16 maggio di quell'anno dal presidente della Juventus Andrea Agnelli, il quale nominò nell'occasione presidente della struttura il giornalista levantese Paolo Garimberti.[23] Inserito sia nel tour dello Stadium che nel circuito museale cittadino e regionale,[23] fu aperto al pubblico per la prima volta il giorno successivo[25] ricevendo elogi da varie autorità quali il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, e l'assessore regionale alla cultura, Michele Coppola,[26] e, nei giorni successivi, dalle principali autorità della cultura torinese.[27]

Attività[modifica | modifica wikitesto]

In virtù dell'incremento nel numero di visitatori al J-Museum durante i suoi primi sei mesi d'attività, l'istituzione aderì il 1º ottobre 2012 alla Federazione Musei del Calcio nonché iscritta nel 2013 all'Abbonamento Musei Torino Piemonte.[28][29] Ancora in questo senso, fu siglata in seguito un'alleanza strategica finalizzata alla valorizzazione della cultura e dell'arte nella regione Piemonte con il Museo nazionale del Cinema e la Reggia di Venaria,[30] «una perfetta dimostrazione di come la cultura "alta" e "bassa" possano intrecciarsi», secondo le parole dell'artista Ugo Nespolo.[31]

Una veduta della sala trofei nel 2013

Tra il maggio e l'ottobre del 2013 il museo ospitò la sua prima mostra temporanea, Il Lunedì si parlava di calcio. Agnelli-Juventus: 90 anni di passione bianconera, esposizione di carattere storico-culturale in occasione dei novant'anni del sodalizio instaurato tra la Juventus e la dinastia industriale degli Agnelli. La mostra espose documentazione inedita, testimonianze e memorabilia di rilievo, presentata dal curatore Lodovico Passerin d'Entrèves, quale il Pallone d'oro conferito dalla rivista francese France Football a Michel Platini nel 1983, da lui già donato all'imprenditore torinese Gianni Agnelli.[32] Tre anni più tardi, l'esposizione L'arte di vincere. Trentaquattro opere per trentaquattro scudetti, curata dal critico d'arte Luca Beatrice, propose un parallelismo tra calcio e arte attraverso l'esposizione di opere, tra le altre, di Mario Schifano, Carlo Carrà, Marisa Mori, Carol Rama e Massimo Kaufmann; divenne l'unica correlata con l'argomento sportivo, inserita nella lista annuale delle mostre artistico-culturali più visitate a livello nazionale con oltre 30 000 presenze tra maggio e novembre di quell'anno.[33]

Dal dicembre 2013 il J-Museum offre al pubblico un insieme di attività didattiche e iniziative correlate con la cultura in Italia,[34] ospitando quattro mesi più tardi l'esposizione Invasione di campo. L'arte entra in gioco, curata dalla Galleria d'arte moderna e contemporanea di Torino (GAM), che racconta le emozioni e le suggestioni che scaturiscono dall'esperienza calcistica e sportiva.[35]

Il 5 ottobre 2015 è stata inaugurata la mostra permanente J-Sport – I campioni tifano Juventus, dedicata agli atleti extracalcistici che hanno in comune il proprio sostegno per la Juventus,[36] mentre due mesi più tardi è stata aperta al pubblico una sala multimediale dedicata alla prima squadra bianconera,[37] attraverso la quale la superficie museale è stata ampliata dagli iniziali 1 500  a 2 014 .[2]

Compatibilità ambientale[modifica | modifica wikitesto]

Analogamente al percorso già intrapreso con lo Stadium, il sistema elettrico del J-Museum sfrutta in modo intensivo l'acqua piovana e l'energia solare grazie a dei dispositivi di inseguimento solare. Il sistema multimediale, invece, annovera sistemi di lampade e schermi a LED e player museali allo stato solido per l'immagazzinamento dei dati su sistemi di Solid State Disk (SDD), assieme ad altre soluzioni a basso consumo energetico in base ai criteri di ecocompatibilità dettati dal protocollo di Kyōto.[38]

Inoltre, l'intero sistema hardware e software che monitora l'attività degli apparati multimediali del museo è stato implementato in modo da generare delle macchine virtuali che permettessero la gestione completa di tutte le funzionalità anche in remoto: dalla modifica delle sequenze d'illuminazione fino alla sostituzione dei materiali multimediali in esecuzione sugli schermi.[38]

J-Lounge[modifica | modifica wikitesto]

Dal 7 marzo al 16 aprile 2014 è stata inaugurata un'esposizione temporale – la prima fuori dall'Italia – del materiale esposto nel J-Museum, includendo alcuni trofei vinti dalla prima squadra bianconera, nella sede del FIAT Caffè di Tōkyō, in Giappone. Inoltre è stato aperto un punto d’incontro di simpatizzanti juventini nella regione dell'Asia Pacifica, provvisto di collegamenti multimediali con lo Juventus Stadium e lo Juventus Center di Vinovo, denominato J-Lounge.[39] Il ricavato è stato consegnato alla Japan Blind Football Association (JFBA), la principale associazione giapponese di calcio paralimpico.[40]

Struttura espositiva[modifica | modifica wikitesto]

Le maglie di Scirea e Del Piero, parte della raccolta dedicata ai calciatori con oltre 300 presenze in bianconero.

Il museo occupa un'area totale di 2 014 [2] divisi in due piani e due aree.[41] Il primo piano è suddiviso in otto sale, di cui una dedicata a mostre temporanee,[42] un'altra designata a ospitare attività didattiche e culturali,[11] e le rimanenti sei dedicate al percorso espositivo, includendo un planisfero che indica tutti gli scenari in cui la squadra si è presentato dal 1900:[43]

Collezioni[modifica | modifica wikitesto]

Memorabilia bianconera all'ingresso del museo, tra cui il quadro Il portiere di Enrico Paulucci.

Tra gli oltre 400 oggetti d'eccezione in mostra permanente al museo[1] ci sono la panchina sopra cui fu fondato il club nell'autunno del 1897, pubblicazioni societarie – la più antica risale al 1903 –, documenti che attestano la fondazione e primo quindicennio di storia del club scritti da Enrico Canfari,[1] alcuni quadri dei pittori e antichi portieri juventini Luigi Durante ed Enrico Paulucci, il testo e la partitura manoscritta del primo inno societario scritto dal poeta torinese Corrado Corradini nel 1915, il contratto dell'acquisto di Giampiero Boniperti stipulato nel 1946 e le scarpe che usò nell’incontro valito per l’ultima giornata del campionato 1960-61 – l’ultima disputata in carriera –, maglie e abbigliamento da allenamento autografate da giocatori di rilievo quali Omar Sívori e John Charles,[49] la maglia indossata da Fabio Capello nella stagione 1969-70,[50][51] fasce autografate di storici capitani della squadra bianconera quali Roberto Baggio e Alessandro Del Piero, le scarpe di gioco di Michel Platini, la maglia di Beniamino Vignola sfoggiata nella finale di Coppa delle Coppe 1983-84 contro il Porto,[1] il biglietto della finale di ritorno della Coppa UEFA 1992-93 contro il Borussia Dortmund,[50][51] la casacca di Fabrizio Ravanelli indossata nella finale di Champions League 1995-96 contro l'Ajax, gli schemi tattici e gli appunti di Marcello Lippi disegnati sul bloc-notes nonché la maglia di Del Piero usata nella finale di Coppa Intercontinentale 1996 contro il River Plate disputatasi nel novembre di quell'anno,[1] i premi al calciatore europeo dell'anno consegnati a Sívori (1961) e Pavel Nedvěd (2003),[1] il pallone dell'incontro disputato nella penultima giornata del campionato vinto senza sconfitte nel 2012 contro il Cagliari, versioni originali della Coppa Campioni d'Italia e il trofeo della coppa nazionale, nonché premi individuali vinti da calciatori tuttora in attività quali il portiere Gianluigi Buffon e repliche di tutti i principali trofei vinti dalla prima squadra.[52]

La mostra permanente Fratelli d'Italia espone numerosi oggetti di valore sportivo correlati ai cosiddetti «bianconeri in azzurro»: tra essi il Trophée Victoire ottenuto dalla Nazionale italiana dopo il trionfo nel 1938[1] assieme a una foto recante gli autografi dei membri della rosa vincitrice e dell'allora commissario tecnico Vittorio Pozzo, i calzoncini usati da Gaetano Scirea, oltre che le maglie usate da Paolo Rossi e Marco Tardelli, nella finale della XII Coppa del Mondo disputatasi tra l'Italia e la Germania Ovest nel 1982; la maglia di Alessandro Del Piero usata durante il campionato mondiale del 2006 e una riproduzione della Coppa FIFA conferita nella cerimonia di premiazione, svoltasi dopo la finale tra la Squadra Azzurra e la Francia, celebrata a Berlino il 9 luglio di quell'anno.[52]

Archivio[modifica | modifica wikitesto]

A tutto il 2016 il J-Museum possiede uno schedario multimedia bilingue su cinque tavoli multitouch da 103 pollici, dell’ampiezza di 130x240 cm. e gestito da un unico software partizionato in otto postazioni che consentono l'esposizione – attraverso user-feedback – di video, immagini, musica e schede di tutti i giocatori e allenatori che militarono nella Juventus dalla sua fondazione nel 1897, oltre a una selezione di partite di rilievo.[24][53] L'archivio conta con una selezione di radiocronache sportive dagli anni 1930 a cura di giornalisti come Nicolò Carosio, Alfredo Provenzali, Enrico Ameri e Sandro Ciotti, includendo la trasmissione dell'incontro valevole per la Coppa Intercontinentale 1985 tra la Juventus e l'Argentinos Juniors – ritenuta dalla stampa specializzata quale la migliore edizione nella storia del torneo – a cura di Gianfranco Accio.[54]

Ubicazione e accesso[modifica | modifica wikitesto]

Posto tra la Curva Nord e la Tribuna Est dell'Allianz Stadium, il J-Museum si colloca in via Druento, in prossimità dell'area della Continassa, tra i quartieri Vallette e Barriera di Lanzo (V Circoscrizione di Torino). L'impianto è raggiungibile dalla Stazione di Rigola-Stadio, dall'Autostrada A55[55] e attraverso il percorso della linea C del pullman turistico City Sightseeing Torino.[56][57]

A tutto il giugno 2013 la struttura ha accolto oltre 14 000 visitatori al mese, facendone l'istituzione museale sportiva più frequentata in Italia oltre che uno dei principali luoghi di promozione turistica nella Regione Piemonte.[18][58][59] Ad aprile 2015 il J-Museum fa segnare sia il record di 2 838 ingressi giornalieri, il 4 aprile,[60] sia quello di 21 643 biglietti mensili che portano a oltre 458 000 le visite dalla sua inaugurazione,[61] occupando il quarantaquattresimo posto – il massimo ottenuto da una istituzione museale sportiva – nella classifica annuale dei cento siti d'interesse più visitati nel Paese stilata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) nel mese di dicembre 2014.[62]

A cinque anni dall'apertura la struttura è stata visitata da 828 608 persone e il mese di aprile 2017 ha fatto segnare il nuovo record di visitatori mensili, 25 874.[63][64] A maggio 2018 viene raggiunto il milionesimo visitatore.[65]

Loghi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h Juventus Museum e City Tour
  2. ^ a b c Filmato audio J1897 Members' Day, Juventus Football Club S.p.A., 24 maggio 2015, a 0:50:31 (archiviato dall'url originale il 27 maggio 2015).
    «Valorizzazione Comparto Est dello Juventus Stadium».
  3. ^ Torino Passioni senza fine, p. 3
  4. ^ Il materiale espositivo al J-Museum è offerto contemporaneamente in lingua italiana e inglese, cfr. È il giorno di Juventus Museum, in juventus.com, 16 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 19 maggio 2012).
  5. ^ Un museo, una coppa, due Presidenti, in juventus.com, 16 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 12 gennaio 2014).
  6. ^ (ES) Edna Zúñiga, ¡Goooool! Los mejores museos de fútbol del mundo, in El Universal, 17 luglio 2013, p. 12.
  7. ^ (ES) Rocío Guevara, Juventus, divino tesoro, in Marca, 14 maggio 2014.
  8. ^ Osella, 18 min 02 s e sqq.
  9. ^ a b L'House of European Football è un'iniziativa a carattere esclusivamente privato, aperta al pubblico solo in alcuni eventi organizzati dall'UEFA, cfr. (EN) Revamping the House of European Football (PDF), in uefadirect, nº 137, Union des Associations Européennes de Football, aprile 2014, p. 9, OCLC 50514545.
  10. ^ a b (EN) Tracksuits in the Office (PDF), in The Technician, nº 51, Union des Associations Européennes de Football, febbraio 2012, p. 9, OCLC 802664984.
  11. ^ a b Didatour – Annuario turismo scolastico e didattica 2013-2014, p. 39
  12. ^ (ES) El fútbol llena estadios... y museos, in AS, 20 giugno 2012.
  13. ^ a b Guido Vaciago, La galleria delle emozioni, in Tuttosport, 24 aprile 2012.
  14. ^ La Federazione Musei del Calcio raccoglie l'adesione dello Juventus Museum, in Federazione Italiana Giuoco Calcio, 1º ottobre 2012.
  15. ^ Juventus Museum, una stagione da record!, su juventus.com, 2 luglio 2017.
  16. ^ Alessandro Martini, I primi cento musei in Italia nel 2016, in La classifica mondiale dei musei più visitati nel 2016, Il Giornale dell'Arte, nº 374, aprile 2017, p. 28, ISSN 0394-0543 (WC · ACNP).
  17. ^ Equivalenti a oltre 180 000 visite durante la stagione 2016-17, cf. Juventus Museum, una stagione da record!, su juventus.com, 2 luglio 2017.
  18. ^ a b Relazione finanziaria annuale 2013, pp. 19; 67
  19. ^ Alessandro Martini, Javier Pes, Emily Sharpe, Parigi prima nel mondo, Firenze in Italia (in calo), in Il Giornale dell'Arte, nº 331, maggio 2013, p. 21, ISSN 0394-0543 (WC · ACNP).
  20. ^ Il #JMuseum tra i 50 musei più visitati d'Italia, in juventus.com, 13 maggio 2014.
  21. ^ Giovanni De Luna, Il tifo pro e contro l'Italia. Un laboratorio dell'identità nazionale, p. 1491
  22. ^ Enrica Tarchi, Finalmente nostro!, in Hurrà Juventus, 7 [162], Juventus Football Club S.p.A., luglio 2002, pp. 8-12, ISSN 1594-5189 (WC · ACNP).
  23. ^ a b c È il giorno di Juventus Museum, in juventus.com, 16 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 19 maggio 2012).
  24. ^ a b c Nussli Italia realizza gli allestimenti multimediali del Juventus Museum, in Sporteconomy, 18 maggio 2012.
  25. ^ Nasce J Museum, in juventus.com, 23 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2013).
  26. ^ In breve: Museo Juventus, in Regione Piemonte, 9 ottobre 2012 (archiviato dall'url originale il 30 agosto 2013).
  27. ^ J-Museum, 20.000 persone e una visita speciale, in juventus.com, 3 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2014).
  28. ^ FIGC – ReportCalcio 2013, p. 41
  29. ^ Ci sarà anche lo Juventus Museum nella carta del 2013, in Regione Piemonte, 16 ottobre 2012 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2014).
  30. ^ Cultura, calcio e cinema. Passioni senza fine., in La Venaria Reale, 14 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 18 ottobre 2016).
  31. ^ Calcio, cultura e cinema insieme per Torino, in La Stampa, 14 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 27 novembre 2012).
  32. ^ Il Lunedì si parlava di calcio. Agnelli-Juventus: 90 anni di passione bianconera, in Abbonamento Musei Torino Piemonte, maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  33. ^ Classifica che riguarda le rassegne terminate entro il 31 gennaio 2017; cfr. Anna Maria Farinato, Classifica per media di visitatori al giorno: Le mostre italiane, in Per il ventesimo anno la classifica mondiale delle MOSTRE più visitate, Il Giornale dell'Arte, nº 374, aprile 2017, pp. 51; 57, ISSN 0394-0543 (WC · ACNP).
  34. ^ J-Museum, al via i laboratori per le scuole, in juventus.com, 7 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2014).
  35. ^ Invasione di campo. L’arte entra in gioco, in Galleria civica d'arte moderna e contemporanea, 17 aprile 2014.
  36. ^ J-Sport, campioni e tifosi in mostra al Museum, in juventus.com, 4 ottobre 2015 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2015).
  37. ^ a b Una nuova sala al JMuseum, in juventus.com, 15 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il 9 aprile 2016).
  38. ^ a b Inaugurato a Torino lo "Juventus Museum": trionfa la multimedialità[collegamento interrotto], ottobre 2012.
  39. ^ (pron. /ˈdʒeɪ laʊndʒ/), cfr. A Tokyo nasce la Juventus Lounge, in juventus.com, 7 marzo 2014.
  40. ^ Solidarietà senza confini, in juventus.com, 16 aprile 2014.
  41. ^ J-Museum – L'idea ed il progetto
  42. ^ J-Museum – Pianta
  43. ^ a b J-Museum – Il percorso espositivo, p. 1
  44. ^ a b c d J-Museum – The 360º Experience
  45. ^ J-Museum – Il percorso espositivo, p. 2
  46. ^ Aldo Agosti, Juve anni 30. Il successo del pragmatismo, p. 913
  47. ^ J scopre la nuova sala del J Museum, in juventus.com, 15 dicembre 2015, p. 10.
  48. ^ Filmato audio Giuseppe Bottero, Ecco la sala a tre dimensioni del museo Juve, La Stampa, 16 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2014).
  49. ^ Mancini, De Luna, 35 min 31 s e sqq.
  50. ^ a b 120 anni di Juventus: Del Piero a L'Originale LIVE su Sky Sport 1, in SKY Sport 1 HD (SKY Sport), 1º novembre 2017.
  51. ^ a b Filmato audio Buon compleanno Juventus: una storia lunga 120 anni, SKY Sport 1 HD (SKY Sport), 1º novembre 2017.
  52. ^ a b Pastorin, 2012, «Fratelli d'Italia»
  53. ^ Il J è sempre più…tecnologico!, in juventus.com, 19 dicembre 2016.
  54. ^ Pastorin, 2012, «La Juve si racconta»
  55. ^ Allianz Stadium & Juventus Museum – Come arrivare
  56. ^ Emanuela Minucci, «Poca gente al Mao? Portiamolo a Venaria», in La Stampa, 18 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2013).
  57. ^ Linea C: Cosa c'è vicino alle fermate?, City Sightseeing Torino (archiviato dall'url originale il 30 agosto 2014).
  58. ^ Lonely Planet Traveller, p. 84
  59. ^ (EN) Julie Bowman, Top 7 Things to do in Turin Italy, in Pure Travel Adventure Holidays, 29 gennaio 2013.
  60. ^ Un J-Museum da record, in juventus.com, 4 aprile 2015.
  61. ^ Domenica tutti al JMuseum: la mamma non paga!, in juventus.com, 7 maggio 2015.
  62. ^ Mezzo milione al JMuseum, in juventus.com, 3 giugno 2015.
  63. ^ Speciale Juventus Museum e City Tour, su juventus.com.
  64. ^ Aprile da record al J Museum, su juventus.com, 1º maggio 2017.
  65. ^ E' un Museum... da #MY7H: superato il Milione di visitatori!, su juventus.com, 21 maggio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicazioni varie[modifica | modifica wikitesto]

Risorse informative in rete[modifica | modifica wikitesto]

Videografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Informazioni museali[modifica | modifica wikitesto]

Informazioni complementari[modifica | modifica wikitesto]

Vicinanze[modifica | modifica wikitesto]

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]