Futebol Clube do Porto

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FC Porto
Calcio Football pictogram.svg
FCPORTO.png
Dragões (Draghi), Azuis e Brancos (i Biancoblù)
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Bianco e Blu a Strisce.png blu, bianco
Simboli Drago
Dati societari
Città Porto
Nazione Portogallo Portogallo
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Portugal.svg FPF
Campionato Primeira Liga
Fondazione 1893
Presidente Portogallo Pinto da Costa
Allenatore carica vacante
Stadio Estádio do Dragão
(52.000 posti)
Sito web www.fcporto.pt
Palmarès
Star*.svgStar*.svg Portuguese shield.svgPortuguese shield.svgPortuguese shield.svgPortuguese shield.svgPortuguese shield.svgPortuguese shield.svgPortuguese shield.svg Coppacampioni.pngCoppacampioni.png Coppauefa.pngCoppauefa.png Supercoppaeuropea.png
Primeira Liga 27
Trofei nazionali 16 Coppe di Portogallo
20 Supercoppe di Portogallo
Trofei internazionali 2 Coppe dei Campioni/Champions League
2 Coppe UEFA/Europa League
1 Supercoppe UEFA
2 Coppe Intercontinentali
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Futebol Clube do Porto, abbreviato in FC Porto, è una società polisportiva portoghese di Porto, nota soprattutto per la sua sezione calcistica, che in Italia è conosciuta più semplicemente come Porto. Fu fondata a Porto il 28 settembre 1893 da António Nicolau de Almeida e milita nella massima divisione del campionato portoghese, di cui è la seconda squadra più titolata dietro al Benfica. Il club è quotato all'Euronext[1].

La squadra gioca le partite casalinghe nell'Estádio do Dragão dal 2003, dopo che per 51 anni aveva giocato nell'Estádio das Antas. Insieme allo Sporting Lisbona e al Benfica, il Porto fa parte del novero dei "grandi" club portoghesi.

In ambito nazionale ha vinto 67 trofei (seconda squadra più titolata, dopo il Benfica) e in ambito internazionale, dove risulta la squadra portoghese più titolata, 7 trofei. Si è aggiudicato 27 titoli di Primeira Liga (di cui 5 consecutivi dal 1994-1995 al 1998-1999, un record per il Portogallo), 4 titoli di Campeonato de Portugal e 20 Supercoppe del Portogallo (record). È inoltre la sola squadra portoghese ad essere riuscita a vincere il campionato di massima divisione senza subire sconfitte, record conseguito nel 2010-2011 e nel 2012-2013. Nel 2010-2011 ha anche stabilito la maggiore differenza di punti con la seconda classificata nella storia del campionato portoghese da quando sono assegnati tre punti per una partita vinta (21 punti di distacco).

In ambito internazionale è la squadra portoghese più titolata, avendo conquistato 2 Coppe dei Campioni/Champions League (1986-1987 e 2003-2004), 2 Coppe UEFA/Europa League (2002-2003 e 2010-2011), una Supercoppa Europea (1987) e 2 Coppe Intercontinentali (1987 e 2004). Dopo il Liverpool nel 1976-1977, è stata la prima squadra a vincere la Champions League nella stagione successiva alla stagione della vittoria della Coppa UEFA.

È l'unico club portoghese ad aver vinto la Coppa UEFA/Europa League, la Supercoppa UEFA e la Coppa Intercontinentale e ad aver vinto titolo nazionale, coppa nazionale e una coppa europea (nel 2002-2003 e nel 2010-2011).

I tifosi e i giocatori del Porto sono spesso soprannominati dragões (draghi), anche se è diffuso il nomignolo Andrades, dopo che una famiglia con questo cognome sponsorizzò il club per alcuni anni. Dagli anni ottanta, però, questo soprannome sembra aver acquisito una connotazione dispregiativa. Il rivale per eccellenza della squadra è il Benfica di Lisbona, con cui gioca il match detto O Clássico; ha un rapporto di rivalità anche nei confronti del Boavista, altra squadra con sede a Porto, tuttavia la differenza di categoria affermatasi negli ultimi anni ha fatto scemare le ostilità.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Primo trentennio (1893-1921)[modifica | modifica wikitesto]

António Nicolau de Almeida, fondatore del club

Il club fu fondato con il nome di Foot-Ball Club do Porto il 28 settembre 1893 da António Nicolau de Almeida, commerciante di vini e appassionato sportivo, che rimase affascinato dal football durante i suoi viaggi in Inghilterra[2]. Giocò le sue prime partite contro altri club portoghesi, tra cui una contro il Foot-Ball Club Lisbonense il 2 marzo 1894, alla presenza del re Carlo I e della regina Amelia d'Orléans, che si recò a Porto per assistere la partita e consegnare un trofeo alla squadra vincente[2].

A causa di pressioni familiari, l'interesse di Almeida verso il club si spense e il Porto rimase abbandonato fino a quando José Monteiro da Costa, completati gli studi in Inghilterra, tornò a Porto e risollevò il club. Egli decise, di concerto con alcuni soci, di ripristinare la pratica del calcio in città e il 2 agosto 1906 il club risorse ufficialmente, con la nomina di Monteiro da Costa a presidente. Il calcio era lo sport principale del sodalizio, ma sorsero anche squadre di ginnastica, sollevamento pesi, wrestling, atletica e nuoto[3]. Poco dopo il Porto prese in locazione il suo primo stadio e nominò allenatore il francese Adolphe Cassaigne, che sarebbe rimasto al Porto sino al 1925.

Il 15 dicembre 1907 il Porto giocò la sua prima partita contro una squadra estera, il club spagnolo del Real Fortuna. Nel mese successivo disputò la sua prima partita all'estero, andando a giocare in casa del Real Fortuna. Nel 1912 vinse la prima edizione della Taça José Monteiro da Costa, aggiudicandosi così il suo primo titolo, e collaborò con il Leixões per fondare la federazione calcistica del Portogallo, che cominciò ad organizzare il campionato regionale l'anno dopo[4]. Il Porto concluse la sua prima stagione al secondo posto dietro i concittadini del Boavista e nella stagione seguente vinse il suo primo campionato regionale. Alla fine della stagione 1920-1921 il Porto aveva vinto sei campionati regionali in sette anni e tre Taça José Monteiro da Costa consecutive (dal 1914 al 1916).

I primi titoli nazionali (1921-1948)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1921-1922 si tenne la prima edizione del Campeonato de Portugal, torneo antesignano della Coppa del Portogallo. Era un torneo a turni di eliminazione diretta che metteva in palio il titolo di campione del Portogallo. Dopo aver vinto il suo quarto titolo regionale consecutivo, il Porto sconfisse lo Sporting e si aggiudicò la prima edizione del Campeonato de Portugal, divenendo il primo campione nazionale della storia del Portogallo. Vinse poi solo tre (1925, 1932, 1937) delle successive sedici edizioni del campionato nazionale, malgrado continuasse a essere la squadra egemone del campionato regionale. Nel 1933-1934 il club fu escluso dal Campeonato de Portugal dalla federcalcio nazionale dopo essersi rifiutato di concedere i giocatori a squadre regionali di Lisbona[5].

Negli anni successivi il Porto divenne una delle società più importanti del Portogallo. Vinse i primi due campionati portoghesi, ufficialmente riconosciuti dalla federazione.

L'anno seguente fu istituito un secondo torneo a carattere nazionale, il Campeonato da Primeira Liga o semplicemente Primeira Liga allo scopo di migliorare la competitività del calcio portoghese. In qualità di campione regionale si qualificò per il nuovo torneo, la cui formula prevedeva un girone all'italiana "tutti contro tutti", come i moderni campionati. Il Porto vinse la prima edizione del campionato portoghese con 10 vittorie in 14 partite. Nel 1938-1939 la Primeira Liga divenne ufficialmente il campionato portoghese e cambiò nome in Campeonato Nacional da Primeira Divisão, semplicemente Primeira Divisão, sostituendo il Campeonato de Portugal, che fu trasformato nella Taça de Portugal, la coppa nazionale.

Il Porto vinse la prima edizione del nuovo campionato e difese con successo il titolo l'anno seguente, seppur in modo sofferto. Non riuscì a conquistare il terzo alloro consecutivo e l'anno dopo, nel 1941-1942, andò vicino alla retrocessione dalla Primeira Divisão. Nel 1946-1947 tornò tra i primi tre posti.

Nel 1948 il Porto batté l'Arsenal, campione d'Inghilterra in carica, per 3-2 in amichevole. I soci regalarono al club un grande trofeo del peso di 250 kg fatto di argento e di legno, l'Arsenal Cup[6].

Digiuno e ritorno al successo (1948-1958)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un'astinenza di 16 anni, nel 1955-1956 il Porto riconquistò il titolo nazionale grazie agli scontri diretti favorevoli nei confronti del Benfica, secondo classificato. Qualche giorno dopo il Porto batté la Torreense e si aggiudicò la sua prima Taça de Portugal, ottenendo il double[7][8].

In qualità di campione portoghese, il Porto esordì nelle coppe europee nella Coppa dei Campioni 1956-1957, dove uscì al turno preliminare contro i campioni spagnoli dell'Athletic Bilbao, vittoriosi sia all'andata che al ritorno[9]. Un anno dopo la squadra si aggiudicò la seconda Taça de Portugal della sua storia battendo per 1-0 in finale il Benfica[8]. Nella finale della stagione seguente le squadre si incrociarono di nuovo, ma stavolta vinse il Benfica, negando ai rivali il secondo double visto che i portesi avevano vinto tre mesi prima il campionato 1958-1959[10].

Ventennio di digiuno (1958-1977)[modifica | modifica wikitesto]

Fino all'inizio degli anni ottanta a questi successi sarebbero seguiti soltanto quattro altri titoli. Poco dopo, infatti, il club entrò nel ventennio più buio della propria storia, riuscendo a vincere solo la Coppa di Portogallo 1967-1968, sotto la guida del tecnico José Maria Pedroto, ex calciatore del club.

In questi anni il Porto fece registrare il peggiore piazzamento di sempre in campionato, il 9° posto del 1969-1970[11], mentre i migliori risultati furono sei secondi posti, di cui quattro consecutivi (dal 1961-1962 al 1964-1965). Nelle coppe europee il Porto ottenne come massimo risultato il terzo turno raggiunto nella prima edizione della Coppa delle Fiere e nella Coppa delle Coppe.

Il 16 dicembre 1973, durante la partita di campionato contro il Vitória Setúbal la squadra fu colpita da una tragedia: il capitano del Porto Pavão, 26 anni, perse i sensi durante la partita e morì poco dopo in ospedale[12].

Nel gennaio 1974 fu presentato il nuovo acquisto Teófilo Cubillas, nazionale peruviano che divenne uno dei giocatori più illustri nella storia del club portoghese, segnando 65 gol in 108 partite[13].

Affermazione internazionale (1977-1988)[modifica | modifica wikitesto]

Con il ritorno dell'allenatore Pedroto, nella stagione 1976-1977 il Porto inaugurò un nuovo capitolo della propria storia. Il nuovo tecnico dapprima ripeté il successo del 1967-1968, vincendo la Coppa di Portogallo 1976-1977, la quarta per il club[14], poi nella stagione seguente riportò a Porto il titolo nazionale, a 19 anni di distanza dall'ultimo successo, di cui Pedroto era stato protagonista in campo[15].

In ambito europeo il Porto raggiunse i quarti di finale della Coppa delle Coppe 1977-1978, eliminando negli ottavi il Manchester Utd prima di essere eliminato dall'Anderlecht, ma nella Coppa dei Campioni 1978-1979 patì la più larga sconfitta della propria storia nelle coppe europee (6-1) nell'andata dei sedicesimi di finale contro l'AEK Atene, non riuscendo poi a ribaltare l'esito della sfida nel ritorno (malgrado una vittoria per 4-1). La stagione 1978-1979 si concluse con un calo di rendimento che fece svanire le ambizioni di vincere il titolo e portò a contrasti tra lo staff tecnico e il presidente Américo de Sá, che si risolsero con le dimissioni di Pedroto e l'arrivo al suo posto di Hermann Stessl[16].

Il periodo a cavallo tra gli anni '70 e la metà degli anni '80 vide il Porto raggiungere per ben sei volte in otto anni la finale di Coppa di Portogallo, da cui uscì vincitore nel 1984 e sconfitto nel 1978, 1980, 1981, 1983 e 1985.

Nel dicembre 1981 il Porto batté il Benfica nell'edizione inaugurale della Supercoppa di Portogallo.

Nel 1982 Pinto da Costa, che nel 1980 si era dimesso da direttore sportivo come gesto di solidarietà nei confronti dell'esonerato Pedroto[17], assunse il controllo del Porto. Nel decennio seguente il Porto smise i panni della terza portoghese, per poi diventare la squadra portoghese più vincente dei decenni a venire.

Nell'aprile 1982 Pedroto tornò sulla panchina della squadra. Il Porto era stato eliminato a marzo dai quarti di finale della Coppa delle Coppe dallo Standard Liegi, poi finalista perdente. Quando Pinto da Costa diventò presidente il Porto era l'unica delle "tre grandi" portoghesi a non aver mai vinto un trofeo europeo, ma la situazione mutò rapidamente. La prima finale europea fu quella contro la Juventus di Michel Platini nella Coppa delle Coppe 1983-1984, ma il Porto, allenato da António Morais, subentrato a Pedroto (dimessosi per motivi di salute), fu sconfitto al St. Jakob Stadium di Basilea (2-1). Quell'anno il Porto vinse coppa (4-1 in finale al Rio Ave) e supercoppa nazionali, ma perse il titolo, che andò al Benfica[18].

Il successore di Pedroto, l'allievo Artur Jorge, guidò il Porto alla vittoria della Primeira Divisão, la prima dopo sei anni, nel 1984-1985, annata in cui il Porto fu sconfitto dal Benfica nella finale di Coppa del Portogallo. Fernando Gomes vinse nuovamente la Scarpa d'oro come migliore goleador dei campionati europei, ripetendo il successo del 1983[19]. Jorge riuscì a conquistare il titolo portoghese anche nel 1985-1986, qualificando così la squadra per la Coppa dei Campioni.

La squadra iniziò il cammino nella Coppa dei Campioni 1986-1987 stabilendo la propria vittoria più larga nella storia del torneo, sconfiggendo per 9-0 i maltesi del Rabat Ajax, poi battuti di misura anche nella partita di ritorno. La compagine di Jorge eliminò poi Vítkovice, Brøndby e Dinamo Kiev, approdando per la prima volta in finale. La sfida mise di fronte Porto e Bayern Monaco, con i tedeschi favoriti dai pronostici anche a causa delle numerose assenze tra i portoghesi (su tutte quella del bomber Fernando Gomes, autore sin lì di 5 gol in coppa e costretto a rinunciare alla finale perché si ruppe una gamba qualche giorno prima della partita). Il Porto, capitanato dal difensore João Pinto (vista l'assenza di Gomes), passò in svantaggio nel primo tempo, ma nel giro di tre minuti, dal 77° all'80° minuto di gioco, segnò con Rabah Madjer (pregevole gol di tacco) e con il subentrato Juary, servito da Madjer. Vincendo per 2-1, la squadra di Jorge si laureò campione d'Europa per la prima volta nella propria storia, riportando il trofeo in Portogallo dopo 25 anni.

Tri, Tetra, Penta (1988-2001)[modifica | modifica wikitesto]

I 15 anni che seguirono videro il Porto viaggiare su livelli tutto sommato mediocri in campo europeo: la squadra entrò spesso tra le migliori 16 della Coppa dei Campioni, ma senza andare oltre.

Nella stagione 1987-1988 il Porto del nuovo tecnico Tomislav Ivić vinse la Supercoppa europea contro l'Ajax e la Coppa Intercontinentale contro il Peñarol, diventando la prima squadra portoghese capace di aggiudicarsi le due coppe. A suggello di un'annata memorabile, vinse anche la Coppa di Portogallo e il campionato, esteso a 20 squadre, con il record di gol segnati (88) e il record di punti di distacco sulla seconda (15 punti)[20].

Jardel, al Porto dal 1996 al 2000, si impose come uno dei migliori realizzatori d'Europa. Vinse la Scarpa d'oro nel 1998-1999

Il 1988-1989 fu avaro di soddisfazioni. Pesarono gli infortuni di Madjer e Gomes, all'ultima stagione con il Porto dopo 15 anni di militanza ininterrotta nel club, chiusa con un bilancio di 352 gol segnati in 455 partite. Il rientrante Artur Jorge condusse la squadra alla vittoria del campionato 1989-1990 e alla vittoria della Coppa di Portogallo e della Supercoppa di Portogallo nel 1991. Il successore di Jorge, Carlos Alberto Silva, guidò il Porto a due sofferti successi consecutivi in campionato (1991-1992 e 1992-1993) e qualificò il Porto per la Champions League.

Nella stagione 1993-1994 il Porto del rientrante Ivić vinse la Supercoppa di Portogallo, si piazzò secondo in campionato e raggiunse la semifinale della UEFA Champions League. La sfida, in gara unica, terminò con una pesante sconfitta al Camp Nou contro il Barcellona di Johann Cruyff. Nel corso della stagione sulla panchina della squadra era subentrato l'inglese Bobby Robson, che nel 1994-1995 riportò il titolo nazionale a Porto. La stagione 1994-1995 fu segnata dalla tragica morte, in un incidente d'auto, del 26enne centrocampista Rui Filipe, che aveva segnato il primo gol del Porto in campionato e aveva contribuito alla vittoria della Supercoppa di Portogallo del 1994.

I problemi di salute di Robson si fecero più gravi, cosicché l'inglese non poté guidare la squadra nelle prime partite della stagione 1995-1996. Il tecnico tornò in sella verso la fine della stagione e si aggiudicò il titolo nazionale, ottenuto con 11 punti di vantaggio sul Benfica. L'attaccante Domingos Paciência fu il miglior marcatore del campionato, dopo essersi laureato vice-capocannoniere nell'annata precedente.

Nell'estate 1996 Robson passò al Barcellona e il suo posto fu preso da António Oliveira, che guidò il Porto al terzo titolo portoghese consecutivo (fatto mai accaduto prima nella storia del club) con un margine di 13 punti sulla seconda, lo Sporting. Il Porto vinse anche l'ottava Supercoppa di Portogallo travolgendo per 5-0 il Benfica all'Estádio da Luz. La coppia di attaccanti brasiliani Artur-Jardel si rivelò molto prolifica, con il secondo che si laureò capocannoniere del campionato. In Champions League il Porto fece suo il girone senza subire sconfitte (5 vittorie e un pareggio in 6 partite) e battendo anche il Milan a San Siro (3-2, ribaltando la situazione con due gol nell'ultimo quarto d'ora di partita), ma fu eliminato dal Manchester Utd ai quarti di finale (4-0 e 0-0).

Nel 1997-1998 il Porto si aggiudicò la Primeira Liga per la quarta volta consecutiva (la Tetra), eguagliando il risultato dello Sporting, capace di un'impresa identica negli anni '50. Sconfiggendo lo Sporting Braga nella finale della Taça de Portugal centrò anche il double.

Fernando Santos, che prese il posto di Oliveira per la stagione 1998-1999, condusse il club ad uno storico quinto titolo consecutivo (la Penta), stabilendo un nuovo record per il calcio portoghese. Jardel, con 36 gol, si aggiudicò la Scarpa d'oro come miglior marcatore dei campionati europei. Nel 1999-2000 la squadra arrivò seconda in Liga dietro allo Sporting, ma vinse la decima Coppa di Portogallo, la seconda consecutiva.

La nomina ad allenatore di Octávio Machado per riportare il Porto alla conquista del titolo parve portare i suoi frutti, dato che la stagione 2000-2001 iniziò con la vittoria della Supertaça contro il Boavista, ma in campionato la squadra si piazzò terza, peggior piazzamento in 20 anni.

Gli anni d'oro di Mourinho (2001-2004)[modifica | modifica wikitesto]

José Mourinho riportò la Coppa dei Campioni/Champions League a Porto a diciassette anni di distanza dall'ultima vittoria in finale

Nel 2001-2002 il Porto fu eliminato dalla Coppa di Portogallo quattro giorni dopo aver perso in trasferta in campionato e Machado fu eliminato dopo 36 giornate di Primeira Liga. Al suo posto arrivò José Mourinho, ex tecnico dell'União de Leiria, che dichiarò subito che il Porto avrebbe vinto il campionato l'anno seguente. Nel 2002 la squadra si piazzò terza in Liga, qualificandosi per la Coppa UEFA. Decisivo fu il contributo del sudafricano Benni McCarthy, arrivato in prestito dal Celta Vigo nel mese di gennaio e autore di 12 gol in 11 partite, prima di tornare al Celta alla fine della stagione.

Nel 2002-2003, grazie all'apporto di ottimi giocatori come Vítor Baía, Deco, Ricardo Carvalho, Costinha, Maniche, Paulo Ferreira, Hélder Postiga, Pedro Emanuel, Nuno Valente, Derlei e Jorge Costa (rientrato dopo il prestito semestrale al Charlton) e alla sapiente guida di Mourinho, il Porto vinse il campionato con 86 punti (record) e 11 punti di vantaggio sul Benfica. Il Porto fu protagonista anche in Coppa UEFA, torneo che vinse battendo in finale a Siviglia il Celtic per 3-2 dopo i tempi supplementari. Mourinho guidò poi la squadra ad uno storico treble vincendo anche la Coppa di Portogallo.

Chiamato ad una sfida più impegnativa, il Porto aprì la stagione 2003-2004 con la conquista della sua tredicesima Supercoppa di Portogallo (1-0 contro l'União de Leiria), trionfo cui fece seguito la sconfitta contro il Milan nella partita che assegnava la Supercoppa europea allo Stadio Louis II di Montecarlo. In campionato la squadra di Mourinho terminò al primo posto, conquistando così il suo 19° titolo nazionale, grazie anche ai 20 gol in 23 partite del cannoniere Benni McCarthy, tornato al Porto dopo un anno deludente a Vigo per sostituire Hélder Postiga, ceduto al Tottenham.

In ambito europeo, nonostante un inizio poco favorevole in Champions League, pari esterno contro il Partizan (1-1) e sconfitta interna per 1-3 contro il Real Madrid, il Porto non perse più un match nel girone di qualificazione, in cui si piazzò secondo con un bilancio di 3 vittorie, 2 pareggi e una sconfitta. Si qualificò così per gli ottavi di finale, dove, dopo la vittoria per 2-1 ottenuta in casa all'andata, eliminò il Manchester United con un pareggio all'Old Trafford, segnando il decisivo gol dell'1-1 nei minuti di recupero. Ai quarti ebbe la meglio sul Lione (2-0 in casa e 2-2 allo Stade de Gerland) e in semifinale sul Deportivo La Coruña (0-0 in casa e 1-0 al Riazor). In finale la squadra di Mourinho sconfisse per 3-0 all'Arena AufSchalke il Monaco di Deschamps, altra sorpresa della manifestazione, diventando, grazie al secondo trionfo in Champions League, la squadra portoghese con più coppe europee vinte. La sconfitta per 2-1 contro il Benfica nella finale della Coppa di Portogallo, disputatasi dieci giorni prima della finale contro il Monaco, impedì al Porto di conquistare il triplete.

Alcuni giorni dopo il trionfo di Gelsenkirchen José Mourinho lasciò il Porto per diventare l'allenatore del Chelsea.

Delneri, Peseiro e Adriaanse (2004-2006)[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2004-2005 ci furono altri cambi in panchina. In estate fu ingaggiato l'allenatore italiano Luigi Delneri, che fu esonerato ancor prima dall'inizio del campionato. Al suo posto fu chiamato Victor Fernandez, che perse contro il Valencia nella partita valida per l'assegnazione della Supercoppa europea 2004 e fu esonerato per far posto a José Peseiro. Il 12 dicembre 2004 il Porto conquistò l'ultima Coppa Intercontinentale della storia (il trofeo fu sostituito dalla Coppa del Mondo per club nel 2005) sconfiggendo per 8-7 dopo i rigori i colombiani dell'Once Caldas a Yokohama. Per il club di Porto si trattò del secondo successo nell'Intercontinentale dopo quello del 1987. Dopo aver occupato per quasi tutta la stagione il terzo posto nella Superliga la squadra si piazzò infine seconda alle spalle del Benfica. In Champions League fu eliminata dall'Inter agli ottavi di finale.

Jesualdo Ferreira allenò il Porto dal 2006 al 2010

Nella stagione 2005-2006 il Porto ingaggiò come allenatore l'olandese Co Adriaanse, reduce da un'ottima stagione con l'AZ Alkmaar. La squadra vinse il campionato portoghese, ma in Champions League fu estromessa nella fase a gironi.

Era Jesualdo Ferreira (2006-2010)[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio della stagione 2006-2007, a seguito degli scarsi risultati della squadra nella fase di pre-campionato, Co Adriaanse si dimise e al suo posto fu assunto Jesualdo Ferreira. In seguito il club fu coinvolto in uno scandalo di corruzione detto Apito Dourado ("Fischietto d'oro"), risalente alla stagione 2003-2004. Il presidente del club di Porto, insieme ad altre figure di spicco del calcio portoghese tra cui il presidente della federcalcio, fu accusato di alterare i risultati delle partite offrendo agli arbitri denaro in cambio di direzioni di gara favorevoli. Il pubblico ministero, però, assolse il presidente del Porto perché gli esperti, visionando la partita incriminata, non riscontrarono alcuna prova di un operato compiacente e perché il match indagato era di scarsa importanza. Nell'ultima giornata del campionato 2006-2007 il Porto riuscì comunque a conquistare il suo ventiduesimo titolo nazionale.

Nella stagione 2007-2008 il Porto dominò il campionato portoghese, laureandosi campione con cinque giornate di anticipo, quando la distanza dalla seconda in classifica era di ben 18 punti e stabilendo il record di gol fatti e il minimo di reti subite. Jesualdo Ferreira diventò il primo tecnico di nazionalità portoghese a vincere tre titoli di Superliga consecutivi.

Il successo del Porto non fu compromesso dalla minaccia di una penalizzazione dovuta allo scandalo sopraccitato, minaccia profilatasi dopo l'apertura di un'inchiesta da parte della Commissione disciplinare della Lega portoghese. Alla società di Porto fu contestato il reato di tentata corruzione, con l'eventualità di una penalizzazione di 6 punti in classifica[21]. La penalizzazione di 6 punti fu comminata al club il 9 maggio 2008[22] e il club vinse il titolo con 14 punti di vantaggio sullo Sporting Lisbona secondo.

In seguito al coinvolgimento del Porto nello scandalo l'UEFA, il 4 giugno 2008, dapprima estromise il Porto dall'edizione successiva della Champions League[23], per poi riammetterlo momentaneamente in attesa della decisione del Comitato di Controllo e Disciplina[24], che confermò poi la riammissione.

Nel 2008-2009 il Porto si aggiudicò il titolo portoghese per la quarta stagione consecutiva e con tre giornate di anticipo[25]. In Champions League raggiunse i quarti di finale, dove fu eliminato dai campioni in carica del Manchester United al termine di due partite molto combattute (i portoghesi erano riusciti a pareggiare per 2-2 all'Old Trafford, ma furono sconfitti per 1-0 in casa).

Nel campionato 2009-2010 si classificò terzo, mancando l'accesso in Champions League, ma qualificandosi per l'Europa League. Il Porto mise comunque in bacheca un trofeo, bissando il successo dell'anno precedente nella coppa nazionale.

Il treble con Villas Boas (2010-2011)[modifica | modifica wikitesto]

André Villas Boas, alla guida del Porto nel 2010-2011

Per la stagione 2010-2011 il Porto assunse il tecnico André Villas Boas, già assistente per molti anni di Mourinho. Fu un'annata ricca di soddisfazioni per il club: la stagione si aprì con la conquista della SuperTaça Cândido de Oliveira (la Supercoppa portoghese) con la vittoria per 2-0 sul Benfica; nel campionato nazionale il Porto fu il dominatore incontrastato e chiuse la conquista del titolo (25° della storia) con ben 5 turni d'anticipo il 3 aprile 2011, in seguito alla vittoria fuori casa per 2-1 nello scontro diretto con gli eterni rivali del Benfica. La squadra trionfò anche in Europa League, torneo che vinse battendo nella finale di Dublino, il 18 maggio 2011, i connazionali dello Sporting Braga con il risultato di 1-0. La stagione si concluse con l'ennesimo successo: il 22 maggio 2011 il Porto conquistò la sua ventesima Coppa di Portogallo battendo in finale il Vitória Guimarães per 6-2. Tra i protagonisti dell'ottima annata ci furono João Moutinho, Silvestre Varela e i bomber Radamel Falcao e Hulk.

I titoli nazionali con Pereira (2011-2013)[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2011-2012, dopo il passaggio di Falcao all'Atlético Madrid e del tecnico Villas Boas al Chelsea, la squadra fu affidata a Vítor Pereira, che cominciò la sua avventura conquistando la Supercoppa nazionale battendo per 2-1 il Vitória Guimarães. Le due reti decisive per la squadra di Porto furono segnate dal difensore Rolando. Persa la Supercoppa europea contro il Barcellona (2-0), la squadra fu eliminata anche in Coppa di Portogallo e in Champions League. Retrocessa in Europa League, fu eliminata dal Manchester City ai sedicesimi di finale e vinse poi il titolo portoghese.

Nel campionato 2012-2013 il Porto ridusse le distanze dal Benfica e arrivò alla penultima giornata allo scontro diretto in casa con due punti di svantaggio sui rivali. Vincendo grazie ad un gol messo a segno nei minuti di recupero, passò in testa alla classifica e si confermò campione di Portogallo per la terza volta di fila (la 27ª in totale e la seconda senza subire alcuna sconfitta) in virtù di una vittoria esterna ottenuta all'ultima giornata. In Champions League fu eliminato agli ottavi di finale dal Málaga.

Digiuno di successi (2013-oggi)[modifica | modifica wikitesto]

A Pereira successe Paulo Fonseca, che nel 2013-2014 portò la squadra di Porto alla vittoria della Supertaça, la supercoppa nazionale. In campionato il Porto si issò in vetta alla classifica con cinque punti di margine sulle rivali, ma una serie di risultati deludenti lo fecero precipitare al terzo posto e condussero all'esonero di Fonseca. In Champions League la squadra fu eliminata dopo la fase a gironi. Retrocessa in Europa League, fu eliminata dal Siviglia, poi vincitrice del torneo, ai quarti di finale. Nelle settimane seguenti subì due sconfitte consecutive in semifinale contro il Benfica, in Coppa di Portogallo e in Coppa di Lega, l'ultima delle quali ai rigori sul terreno di casa. In campionato giunse terzo a 13 punti dalla vetta.

Il digiuno di successi proseguì nelle annate a venire. Il Porto di Julen Lopetegui si piazzò secondo nel campionato 2014-2015, ma ottenne risultati negativi in ambito europeo, eguagliando la sconfitta con maggior scarto subita nelle competizioni europee (6-1 contro l'AEK Atene nel 1978) e in Champions League (5-0 contro l'Arsenal nel 2010) perdendo per 6-1 contro il Bayern Monaco nel ritorno dei quarti di finale di Champions League[26][27]. Nel 2015-2016 il Porto di José Peseiro, subentrato nel gennaio 2016 a Lopetegui, si piazzò terzo in campionato a 15 punti dalla capolista e, dopo il terzo posto nel girone di Champions League, uscì ai sedicesimi di finale di Europa League contro il Borussia Dortmund.

Nell'estate 2016 Peseiro fu sostituito da Nuno Espírito Santo, che condusse la squadra al secondo posto in campionato e agli ottavi di finale di Champions League (eliminazione contro la Juventus). Al termine della stagione il tecnico non è stato riconfermato.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Porto
  • 1893: Fondazione del club

  • 1922 - 1° nel Campeonato de Portugal (1º titolo).
  • 1923 - Semifinali nel Campeonato de Portugal.
  • 1924 - Finalista nel Campeonato de Portugal.
  • 1925 - 1° nel Campeonato de Portugal (2º titolo).
  • 1926 - Semifinali nel Campeonato de Portugal.
  • 1927 - 2º turno nel Campeonato de Portugal.
  • 1928 - Ottavi di finale nel Campeonato de Portugal.
  • 1929 - Ottavi di finale nel Campeonato de Portugal.
  • 1930 - 2º turno nel Campeonato de Portugal.

  • 1931 - Finalista nel Campeonato de Portugal.
  • 1932 - Vince il Campeonato de Portugal (3º titolo).
  • 1933 - Semifinali nel Campeonato de Portugal.
  • 1934-35 - 1° nella Primeira Liga Experimental (1º titolo).
Semifinali nel Campeonato de Portugal.
  • 1935-36 - 2° nella Primeira Liga Experimental.
Quarti di finale nel Campeonato de Portugal.
  • 1936-37 - 4° nella Primeira Liga Experimental.
Vince il Campeonato de Portugal (4º titolo).
  • 1937-38 - 2° nella Primeira Liga Experimental.
Quarti di finale nel Campeonato de Portugal.
  • 1938-39 - 1° nella Primeira Divisão (2º titolo).
Semifinali nella Taça de Portugal.
  • 1939-40 - 1° nella Primeira Divisão (3º titolo).
Semifinali nella Taça de Portugal.

  • 1940-41 - 2° nella Primeira Divisão.
Quarti di finale nella Taça de Portugal.
  • 1941-42 - 4° nella Primeira Divisão.
Ottavi di finale nella Taça de Portugal.
  • 1942-43 - 7° nella Primeira Divisão.
Semifinale nella Taça de Portugal.
  • 1943-44 - 4° nella Primeira Divisão.
Quarti di finale nella Taça de Portugal.
  • 1944-45 - 4° nella Primeira Divisão.
Ottavi di finale nella Taça de Portugal.
  • 1945-46 - 6° nella Primeira Divisão.
Semifinale nella Taça de Portugal.
  • 1946-47 - 3° nella Primeira Divisão.
  • 1947-48 - 5° nella Primeira Divisão.
Ottavi di finale nella Taça de Portugal.
  • 1948-49 - 4° nella Primeira Divisão.
Quarti di finale nella Taça de Portugal.
  • 1949-50 - 5° nella Primeira Divisão.

  • 1950-51 - 2° nella Primeira Divisão.
2º turno nella Taça de Portugal.
  • 1951-52 - 3° nella Primeira Divisão.
Semifinale nella Taça de Portugal.
  • 1952-53 - 4° nella Primeira Divisão.
Finale nella Taça de Portugal.
  • 1953-54 - 2° nella Primeira Divisão.
quarti di finale nella Taça de Portugal.
  • 1954-55 - 4° nella Primeira Divisão.
2º turno nella Taça de Portugal.
  • 1955-56 - 1° nella Primeira Divisão (4º titolo).
Vince la Taça de Portugal (5º titolo).
  • 1956-57 - 2° nella Primeira Divisão.
Quarti di finale nella Taça de Portugal.
  • 1957-58 - 2° nella Primeira Divisão.
Vince la Taça de Portugal (6º titolo).
  • 1958-59 - 1° nella Primeira Divisão (5º titolo).
Finale nella Taça de Portugal.
  • 1959-60 - 4° nella Primeira Divisão.
Semifinale nella Taça de Portugal.
Turno di qualificazione nella Coppa dei Campioni.

  • 1960-61 - 3° nella Primeira Divisão.
Finale nella Taça de Portugal.
  • 1961-62 - 2° nella Primeira Divisão.
3º turno nella Taça de Portugal.
  • 1962-63 - 2° nella Primeira Divisão.
Quarti di finale nella Taça de Portugal.
1º turno nella Coppa delle Fiere.
  • 1963-64 - 2° nella Primeira Divisão.
Finale nella Taça de Portugal.
1º turno nella Coppa delle Fiere.
  • 1964-65 - 2° nella Primeira Divisão.
2º turno nella Taça de Portugal.
2º turno nella Coppa delle Coppe.
  • 1965-66 - 3° nella Primeira Divisão.
Quarti di finale nella Taça de Portugal.
2º turno nella Coppa delle Fiere.
  • 1966-67 - 3° nella Primeira Divisão.
Semifinale nella Taça de Portugal.
1º turno nella Coppa delle Fiere.
  • 1967-68 - 3° nella Primeira Divisão.
Vince la Taça de Portugal (7º titolo).
1º turno nella Coppa delle Fiere.
  • 1968-69 - 2° nella Primeira Divisão.
2º turno nella Taça de Portugal.
2º turno nella Coppa delle Coppe.
  • 1969-70 - 3° nella Primeira Divisão.
1º turno nella Taça de Portugal.
2º turno nella Coppa delle Fiere.

Quarti di finale nella Taça de Portugal.
  • 1971-72 - 5° nella Primeira Divisão.
Semifinale nella Taça de Portugal.
1º turno nella Coppa UEFA.
  • 1972-73 - 3° nella Primeira Divisão.
Quarti di finale nella Taça de Portugal.
Ottavi di finale nella Coppa UEFA.
  • 1973-74 - 4° nella Primeira Divisão.
Quarti di finale nella Taça de Portugal.
  • 1974-75 - 2° nella Primeira Divisão.
3º turno nella Taça de Portugal.
2º turno nella Coppa UEFA.
  • 1975-76 - 4° nella Primeira Divisão.
Quarti di finale nella Taça de Portugal.
Ottavi di finale nella Coppa UEFA.
  • 1976-77 - 3° nella Primeira Divisão.
Vince la Taça de Portugal (8º titolo).
1º turno nella Coppa UEFA.
  • 1977-78 - 1° nella Primeira Divisão (6º titolo).
Finalista nella Taça de Portugal.
Quarti di finale nella Coppa delle Coppe.
  • 1978-79 - 1° nella Primeira Divisão (7º titolo).
1º turno nella Taça de Portugal.
1º turno nella Coppa dei Campioni.
  • 1979-80 - 2° nella Primeira Divisão.
Finalista nella Taça de Portugal.
Finalista di Supercoppa di Portogallo.
2º turno nella Coppa dei Campioni.

  • 1980-81 - 2° nella Primeira Divisão.
Finalista nella Taça de Portugal.
2º turno nella Coppa UEFA.
  • 1981-82 - 3° nella Primeira Divisão.
Finalista nella Taça de Portugal.
Vince la Supercoppa di Portogallo (1º titolo).
Quarti di finale nella Coppa delle Coppe.
  • 1982-83 - 2° nella Primeira Divisão.
Finalista nella Taça de Portugal.
2º turno nella Coppa UEFA.
  • 1983-84 - 2° nella Primeira Divisão.
Vince la Taça de Portugal (9º titolo).
Vince la Supercoppa di Portogallo (2º titolo).
Finalista nella Coppa delle Coppe.
  • 1984-85 - 1° nella Primeira Divisão (8º titolo).
Finalista nella Taça de Portugal.
Vince la Supercoppa di Portogallo (3º titolo).
1º turno nella Coppa delle Coppe.
  • 1985-86 - 1° nella Primeira Divisão (9º titolo).
4º turno nella Taça de Portugal.
Finalista nella Supercoppa di Portogallo.
2º turno nella Coppa dei Campioni.
  • 1986-87 - 2° nella Primeira Divisão.
4º turno nella Taça de Portugal.
Vince la Supercoppa di Portogallo (4º titolo).
Vince la Coppa dei Campioni (1º titolo).
  • 1987-88 - 1° nella Primeira Divisão (10º titolo).
Vince la Taça de Portugal (10º titolo).
Vince la Supercoppa UEFA (1º titolo).
Vince la Coppa Intercontinentale (1º titolo).
2º turno nella Coppa dei Campioni.
  • 1988-89 - 2° nella Primeira Divisão.
Finalista nella Taça de Portugal.
Finalista nella Supercoppa di Portogallo.
2º turno nella Coppa dei Campioni.
  • 1989-90 - 1° nella Primeira Divisão (11º titolo).
Ottavi di finale nella Taça de Portugal.
3º turno nella Coppa UEFA.

  • 1990-91 - 2° nella Primeira Divisão.
Vince la Taça de Portugal (11º titolo).
Vince la Supercoppa di Portogallo (5º titolo).
Quarti di finale nella Coppa dei Campioni.
  • 1991-92 - 1° nella Primeira Divisão (12º titolo).
Finalista nella Taça de Portugal.
Vince la Supercoppa di Portogallo (6º titolo).
Quarti di finale nella Coppa delle Coppe.
  • 1992-93 - 1° nella Primeira Divisão (13º titolo).
Ottavi di finale nella Taça de Portugal.
Finalista nella Supercoppa di Portogallo.
Fase a gironi nella Champions League.
  • 1993-94 - 2° nella Primeira Divisão.
Vince la Taça de Portugal (12º titolo).
Vince la Supercoppa di Portogallo (7º titolo).
Semifinale nella Champions League.
  • 1994-95 - 1° nella Primeira Divisão (14º titolo).
Semifinali nella Taça de Portugal.
Vince la Supercoppa di Portogallo (8º titolo).
Quarti di finale nella Coppa delle Coppe.
  • 1995-96 - 1° nella Primeira Divisão (15º titolo).
Semifinali nella Taça de Portugal.
Finalista nella Supercoppa di Portogallo.
Fase a gironi nella Champions League.
  • 1996-97 - 1° nella Primeira Divisão (16º titolo).
Semifinali nella Taça de Portugal.
Vince la Supercoppa di Portogallo (9º titolo).
Quarti di finale nella Champions League.
  • 1997-98 - 1° nella Primeira Divisão (17º titolo).
Semifinali nella Taça de Portugal.
Finalista nella Supercoppa di Portogallo.
Fase a gironi nella Champions League.
  • 1998-99 - 1° nella Primeira Divisão (18º titolo).
Ottavi di finale nella Taça de Portugal.
Vince la Supercoppa di Portogallo (10º titolo).
Fase a gironi nella Champions League.
  • 1999-00 - 2° nella Primeira Liga.
Vince la Taça de Portugal (14º titolo).
Vince la Supercoppa di Portogallo (11º titolo).
Quarti di finale nella Champions League.

  • 2000-01 - 2° nella Primeira Liga.
Vince la Taça de Portugal (15º titolo).
Finalista nella Supercoppa di Portogallo.
Quarti di finale nella Coppa UEFA.
  • 2001-02 - 3° nella Primeira Liga.
Quarti di finale nella Taça de Portugal.
Vince la Supercoppa di Portogallo (12º titolo).
Seconda fase a gironi nella Champions League.
  • 2002-03 - 1° nella Primeira Liga (19º titolo).
Vince la Taça de Portugal (16º titolo).
Vince la Coppa UEFA (1º titolo).
  • 2003-04 - 1° nella Primeira Liga (20º titolo).
Finalista nella Taça de Portugal.
Vince la Supercoppa di Portogallo (13º titolo).
Vince la Champions League (2º titolo).
  • 2004-05 - 2° nella Primeira Liga.
Sedicesimi di finale nella Taça de Portugal.
Vince la Supercoppa di Portogallo (14º titolo).
Vince la Coppa Intercontinentale (2º titolo).
Ottavi di finale nella Champions League.
  • 2005-06 - 1° nella Primeira Liga' (21º titolo).
Vince la Taça de Portugal (22º titolo).
Fase a gironi nella Champions League.
  • 2006-07 - 1° nella Primeira Liga' (22º titolo).
4º turno nella Taça de Portugal.
Vince la Supercoppa di Portogallo (15º titolo).
Ottavi di finale nella Champions League.
  • 2007-08 - 1° nella Primeira Liga' (23º titolo).
Semifinale nella Taça de Portugal.
3º turno nella Taça da Liga.
Finalista nella Supercoppa di Portogallo.
Quarti di finale nella Champions League.
  • 2008-09 - 1° nella Primeira Liga' (24º titolo).
Vince la Taça de Portugal (18º titolo).
Semifinale nella Taça da Liga.
Finalista nella Supercoppa di Portogallo.
Quarti di finale nella Champions League.
  • 2009-10 - 3° nella Primeira Liga.
Vince la Taça de Portugal (19º titolo).
Finalista nella Taça da Liga.
Vince la Supercoppa di Portogallo (16º titolo).
Ottavi di finale nella Champions League.

  • 2010-11 - 1° nella Primeira Liga' (25º titolo).
Vince la Taça de Portugal (20º titolo).
3º turno nella Taça da Liga.
Vince la Supercoppa di Portogallo (17º titolo).
Vince l'Europa League (2º titolo).
4º turno nella Taça de Portugal.
Semifinali nella Taça da Liga.
Vince la Supercoppa di Portogallo (18º titolo).
Fase a gironi della Champions League.
Sedicesimi di finale dell'Europa League.
5º turno nella Taça de Portugal.
Finalista nella Taça da Liga.
Vince la Supercoppa di Portogallo (19º titolo).
Ottavi di finale nella Champions League.
Vince la Supercoppa di Portogallo (20º titolo).
Quarti di finale di Europa League.
Quarti di finale di Champions League.
Fase a gironi nella Champions League.
Sedicesimi di finale di Europa League.
Ottavi di finale nella Champions League.

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori del F.C. Porto
FCPORTO.png
Allenatori

Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori del F.C. Porto

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1934-35, 1938-39, 1939-40, 1955-56, 1958-59, 1977-78, 1978-79, 1984-85, 1985-86, 1987-88, 1989-90, 1991-92, 1992-93, 1994-95, 1995-96, 1996-97, 1997-98, 1998-99, 2002-03, 2003-04, 2005-06, 2006-07, 2007-08, 2008-09, 2010-11, 2011-12, 2012-13
1955-56, 1957-58, 1967-68, 1976-77, 1983-84, 1987-88, 1990-91, 1993-94, 1997-98, 1999-00, 2000-01, 2002-03, 2005-06, 2008-09, 2009-10, 2010-11
1981, 1983, 1984, 1986, 1990, 1991, 1993, 1994, 1996, 1998, 1999, 2001, 2003, 2004, 2006, 2009, 2010, 2011, 2012, 2013

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

1987, 2004
1986-87, 2003-04
2002-03, 2010-11
1987

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Campionato portoghese
secondo posto 1935-1936, 1937-1938, 1940-1941, 1950-1951, 1953-1954, 1956-1957, 1957-1958, 1961-1962, 1962-1963, 1963-1964, 1964-1965, 1974-1975, 1979-1980, 1980-1981, 1982-1983, 1983-1984, 1986-1987, 1988-1989, 1990-1991, 1993-1994, 1999-2000, 2000-2001, 2004-2005, 2014-2015, 2016-2017
  • Coppa di Portogallo
finalista 1924, 1931, 1952-1953, 1958-1959, 1960-1961, 1962-1963, 1977-1978, 1979-1980, 1980-1981, 1982-1983, 1984-1985, 1992-1992, 2003-2004, 2007-2008, 2015-2016
finalista 2009-2010, 2012-2013
  • Supercoppa di Portogallo
finalista 1979 (non ufficiale), 1985, 1988, 1992, 1995, 1997, 2000, 2007, 2008
finalista 1983-1984
  • Supercoppa UEFA
finalista 2003, 2004, 2011

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Record[modifica | modifica wikitesto]

Tra l'8 gennaio 1994 e il 15 aprile 1996 il Porto non ha mai perso le partite di campionato giocate in casa. Questo record è stato infranto a causa della sconfitta subita contro il Vitória Guimarães per 2-3. La squadra ha mantenuto una lunga imbattibilità casalinga in campionato anche nei periodi tra il 6 aprile del 1997 e il 26 settembre del 1998 (serie interrotta contro il Boavista 0-2), tra il 31 ottobre 1998 e il 13 ottobre 2001 (serie interrotta contro il Belenenses 1-2), tra il 15 settembre 2002 e l'8 novembre 2004 (serie interrotta contro il Boavista 0-1), tra il 29 ottobre del 2005 e il 17 dicembre del 2006 (serie interrotta contro l'Estrela Amadora 0-1), tra il 6 aprile del 2007 e il 20 aprile del 2008 (serie interrotta contro il Nacional 0-3), e dal 15 novembre 2008 al 25 febbraio 2014 (serie interrotta dall'Estoril Praia 0-1).[28]

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Futebol Clube do Porto 2016-2017.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Héctor Herrera, attuale capitano

Rosa e numerazione aggiornate al 20 gennaio 2017[29]

N. Ruolo Giocatore
1 Spagna P Iker Casillas
2 Uruguay D Maxi Pereira
3 Portogallo C Sérgio Oliveira
4 Francia D Willy Boly
5 Spagna D Iván Marcano
6 Portogallo C Rúben Neves
8 Algeria A Yacine Brahimi
9 Belgio A Laurent Depoitre
10 Portogallo A André Silva
12 Portogallo P José Sá
13 Brasile D Alex Telles
16 Messico C Héctor Herrera
N. Ruolo Giocatore
17 Messico A Jesús Corona
18 Portogallo C João Teixeira
19 Portogallo C Diogo Jota
20 Portogallo C André André
21 Messico D Miguel Layún
22 Portogallo C Danilo
24 Portogallo P João Costa
25 Brasile C Otávio
28 Brasile D Felipe
29 Brasile A Tiquinho Soares
30 Spagna C Óliver Torres
33 Nigeria D Chidozie Awaziem

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore: carica vacante
Assistente allenatore: Portogallo Rui Barros
All. dei portieri: Portogallo Rui Barbosa

Polisportiva[modifica | modifica wikitesto]

Il Porto è una società di successo anche in altri sport: le squadre di pallamano e di pallacanestro competono ogni anno per il titolo nazionale e la sezione hockey è tra le migliori in questo sport. Presto sarà completata la nuova arena, che sorgerà vicino allo stadio. Negli anni passati i terreni di gioco non professionistici erano disseminati per le città del Portogallo nord-occidentale (come Gondomar ed Espinho).

Il club possiede alcuni punti vendita chiamati Loja Azul (Store Blu) e disseminati per Porto, tra cui due del fornitore ufficiale, la Nike. Dal 1994 durante il precampionato è organizzata un'iniziativa di merchandising chiamata Portomania, in occasione della quale nasce ogni anno una rivista di 60 pagine completamente a colori intitolata Dragões (Draghi). Si tratta di una delle più vecchie pubblicazioni legate ad un club in Europa, visto che esiste dai primi anni ottanta.

Il Porto ha vinto complessivamente 29 titoli internazionali:

  • 11 nel calcio:
    • 2 Coppe dei Campioni (1987, 2004)
    • 2 Coppa UEFA/Europa League (2003, 2011)
    • 2 Coppe Intercontinentali (1987, 2004)
    • 1 Supercoppa Europea (1987)
    • 1 Coppa Iberica (1935)
    • 1 Coppa dei Campioni sub-14 (1994)
    • 2 Coppe Iberca di calcio di plaga (2008, 2009)
  • 8 nell'hockey:
    • 2 Coppa CERS (1994, 1996)
    • 2 Coppe del Coppes (1982, 1983)
    • 2 Coppe dei Campioni (1986, 1987)
    • 1 Supercoppa (1986)
    • 1 coppe Europea Billard (1998)
  • 10 nell'atletica (Coppa Europea di Atletica)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Euronext: FCP
  2. ^ a b Tovar, pagg. 9-10
  3. ^ Tovar, pag. 11
  4. ^ Tovar, pag. 37
  5. ^ Tovar, pag. 89
  6. ^ Bandeira, pag. 22
  7. ^ Tovar, pagg. 219-222
  8. ^ a b Paulo Claro, Portugal – List of Cup Winners, RSSSF.com, 22 maggio 2014.
  9. ^ Tovar, pag. 224
  10. ^ Tovar, pag. 236
  11. ^ Tovar, pag. 304
  12. ^ Tovar, pag. 330
  13. ^ Tovar, pag. 655
  14. ^ Tovar, pag. 349
  15. ^ Tovar, pag. 355
  16. ^ Tovar, pag. 368, 377
  17. ^ Tovar, pag. 391
  18. ^ Tovar, pag. 398
  19. ^ Tovar, pag. 391, 406
  20. ^ Fino alla stagione 1995-1996 la vittoria valeva 2 punti.
  21. ^ Porto, tris trionfale Ma uno scandalo incombe, La Gazzetta dello Sport, 6 aprile 2008. URL consultato il 7 aprile 2008.
  22. ^ Portogallo, 6 punti in meno per il Porto, corrieredellosport.it, 9 maggio 2008. [collegamento interrotto]
  23. ^ Porto fuori dalla Champions, La Gazzetta dello Sport, 6 giugno 2008. URL consultato il 10 giugno 2008.
  24. ^ Il Porto torna in Champions, La Gazzetta dello Sport, 13 giugno 2008. URL consultato il 17 giugno 2008.
  25. ^ Calcio, Portogallo: Porto campione, Yahoo! Eurosport, 11 maggio 2009. [collegamento interrotto]
  26. ^ (PT) FC Porto iguala a pior derrota europeia da sua história [FC Porto equals worst European defeat in its history], SAPO, 21 aprile 2015. URL consultato il 19 maggio 2015.
  27. ^ (PT) Síntese: FC Porto sofre a sua derrota mais pesada na Champions e é afastado [Porto suffer their biggest defeat in the Champions League and are eliminated], futebol365, 30 luglio 2015. URL consultato il 30 luglio 2015.
  28. ^ FC Porto, Soccerway.com. URL consultato il 23 febbraio 2013.
  29. ^ http://www.fcporto.pt/en/futebol/plantel/Pages/plantel.aspx

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN157265818
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