Hamburger Sport-Verein

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Amburgo SV
Calcio Football pictogram.svg
HSV-Logo.svg
HSV, Bundesliga-Dino, Rothosen, Hanseaten, Urgestein (Veterano)
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Azzurro con Rombi bianco nero e bianco.png bianco-blu-nero
Dati societari
Città Coat of arms of Hamburg.svg Amburgo
Paese Germania Germania
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Germany.svg DFB
Campionato Bundesliga
Fondazione 1887
Presidente Germania Bernd Hoffmann
Allenatore Germania Bruno Labbadia
Stadio Imtech Arena
(57 000 posti)
Sito web www.hsv.de
Palmarès
Meisterschale.pngMeisterschale.pngMeisterschale.pngMeisterschale.pngMeisterschale.pngMeisterschale.png Coppagermania.pngCoppagermania.pngCoppagermania.png Coppacampioni.png Coppacoppe.png UEFA - Intertoto.svgUEFA - Intertoto.svg
Titoli di Germania 6
Trofei nazionali 3 Coppe di Germania
2 Coppe di Lega tedesche
Trofei internazionali 1 Coppe dei Campioni/Champions League
1 Coppe delle Coppe
2 Coppe Intertoto
Si invita a seguire il modello di voce

L'Hamburger Sport-Verein, o HSV, noto in italiano più semplicemente come Amburgo[1], è una società polisportiva tedesca con sede ad Amburgo; fondata nel 1887 risulta anche essere la più antica della nazione.

La sua sezione calcistica gioca le partite casalinghe nell'Imtech Arena, ed è anche l'unica ad aver preso parte a tutte le edizioni della Bundesliga, a cominciare dalla prima del 1963-1964.

Tra le squadre più prestigiose nel panorama calcistico nazionale vanta sei titoli nazionali, tre Coppe nazionali e due Coppe di Lega tedesche. A livello internazionale ha invece conquistato una Coppa dei Campioni, una Coppa delle Coppe e due Coppe Intertoto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli albori[modifica | modifica wikitesto]

È il 29 settembre 1887 quando due società sportive di Amburgo, il Der Hohenfelder Sportclub e il Wandsbek-Marienthaler Sportclub, si uniscono per formare lo Sports Club Germania. Questo sodalizio, dedito inizialmente solo all'atletica comincia ad interessarsi al calcio a partire dal 1891. La squadra inizia presto ad ottenere successi a livello locale, e nel 1900 diventa anche uno dei membri fondatori della Federazione calcistica tedesca.

L'Hamburger Sport-Verein nasce invece il 2 giugno 1919, quando al Germania si uniscono altri due club cittadini, l'Hamburger FC e l'FC Falke. La nuova società, nota in Italia semplicemente come Amburgo, assume come data di fondazione quella del Germania, e adotta anche i suoi stessi colori sociali: il blu, il nero e il bianco.

Gli anni venti e i primi successi[modifica | modifica wikitesto]

Norimberga - Amburgo 2-0, finale del campionato 1923-1924

L'Amburgo comincia a vincere con una certa regolarità il campionato della Germania settentrionale, evento che garantisce agli anseatici l'accesso alla fase nazionale. Qui la squadra raggiunge la finale al secondo tentativo, nella stagione 1921-1922; questo anche grazie anche ai gol di Otto Harder, spesso capocannoniere in carriera nonché uno dei migliori calciatori ad aver mai indossato la maglia del club[2]. Però la sfida, che viene disputata contro il Norimberga vincitore delle ultime due edizioni, termina sul 2-2 anche dopo i tempi supplementari. È quindi necessario rigiocare la partita, ma durante la ripetizione gli avversari rimangono in soli sette uomini; l'arbitro deve sospendere da regolamento la gara, che si trova sul punteggio di 1-1. In un primo momento la Federazione assegna il titolo all'Amburgo, ma in seguito una serie di ricorsi fanno ritornare l'organismo sui suoi passi, tanto che alla fine il campionato 1922 si conclude senza alcun vincitore[3].

L'Amburgo non deve comunque attendere molto per festeggiare il suo primo successo: l'anno successivo, infatti, raggiunge nuovamente la finale, che questa volta si conclude con la vittoria per 3-0 sull'Union Oberschöneweide. Il secondo titolo arriva invece cinque anni dopo, nella stagione 1927-1928, quando ad essere sconfitto per 5-2 nell'ultimo atto è l'Hertha Berlino. Un'altra finale era stata raggiunta anche nel campionato 1923-1924, e si era sempre disputata contro il Norimberga; questa volta gli avversari avevano però vinto per 2-0.

Gli anni in Gauliga e in Oberliga[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1933 nella Germania nazista viene creata la Gauliga, campionato anch'esso composto da molti gironi regionali. Questo non è un periodo di grandi successi per l'Amburgo, che raggiunge al massimo la semifinale nazionale nella stagione 1937-1938 e in quella successiva. Il club ottiene tuttavia successi a livello locale, conquistando la Gauliga Nordmark nel 1937, nel 1938, nel 1939 e nel 1941; un successivo frazionamento del gruppo porta il club a giocare nella Gauliga Hamburg, che gli anseatici vincono nel 1945.

Nel dopoguerra l'Amburgo diventa la prima squadra tedesca ad andare in tour negli Stati Uniti dopo la fine della seconda guerra mondiale; intanto però la città anseatica diventa parte della neonata Germania Ovest, dove il campionato viene naturalmente riorganizzato. Il club viene inserito nell'Oberliga Nord, una delle cinque massime divisioni nazionali del periodo; qui conquista tutte le edizioni del torneo tranne due, quella del 1949 e quella del 1954. Proprio in quest'ultimo anno la nazionale tedesca, di cui fanno parte anche Fritz Laband e anche Josef Posipal, diventa campione del mondo in Svizzera. Di questo Mondiale rimane celebre la finale, passata alla storia come miracolo di Berna, e Posipal è uno dei giocatori che scendono in campo in questo incontro.

Intanto nel 1953 l'Amburgo aveva iniziato a giocare al Volksparkstadion; probabilmente però l'avvenimento più importante dell'anno era stato il debutto in prima squadra del sedicenne Uwe Seeler. Costui, soprannominato Uns Uwe, il nostro Uwe[4], è infatti considerato uno dei migliori centravanti di tutti i tempi[5]. In questo periodo l'Amburgo raggiunge per la prima volta la finale della DFB-Pokal nell'edizione 1955-1956, anche se è sconfitto dal Karlsruhe. Nelle due stagioni successive il club raggiunge altrettante finali, questa volta nel campionato nazionale; anche qui è però battuto, prima dal Borussia Dortmund, poi dallo Schalke 04.

Gli anseatici tornano a vincere una finale del campionato nazionale dopo trentadue anni, nella stagione 1959-1960: questa volta ad essere sconfitto è il Colonia, col risultato di per 3-2. I tedeschi vengono poi eliminati dal Barcellona nella semifinale nella successiva Coppa dei Campioni, ma gli spagnoli hanno la meglio solo dopo tre incontri. Nel 1963 viene conquistata invece la prima DFB-Pokal: ad essere battuto nell'ultimo atto è il Borussia Dortmund, col punteggio di 3-0.

L'ingresso in Bundesliga e la prima finale europea[modifica | modifica wikitesto]

L'Amburgo partecipa così alla Coppa delle Coppe 1963-1964, dove sconfigge il Barcellona negli ottavi ma viene fermato nei quarti. Intanto però ad inizio stagione era cambiata la formula del massimo campionato tedesco: d'ora in avanti le migliori squadre nazionali avrebbero giocato tutte insieme in un unico girone all'italiana, la Bundesliga. A questa prima edizione avevano poi preso parte sedici squadre provenienti dalle cinque Oberligen, e naturalmente i successi nella Nord erano stati sufficienti all'Amburgo per garantirsi un posto nella neonata competizione. Qui però, anche se Seeler diventa subito capocannoniere, la squadra fatica ad ottenere risultati soddisfacenti, scivolando anzi presto nella metà inferiore della graduatoria dopo l'iniziale sesto posto del 1964.

Milan - Amburgo 2-0, finale della Coppa delle Coppe 1967-1968

Comunque, nonostante i risultati non esaltanti in campionato, gli anseatici raggiungono nel 1967 la finale della DFB-Pokal, dove vengono però battuti 4-0 dal Bayern Monaco. Partecipano comunque ugualmente alla Coppa delle Coppe 1967-1968: i bavaresi hanno infatti appena vinto il trofeo continentale, e vi accedono quindi di diritto. E proprio in questa manifestazione l'Amburgo raggiunge per la prima volta una finale europea, che si disputa il 23 maggio 1968 a Rotterdam. L'avversario è il Milan di Nereo Rocco, che alla fine riesce a conquistare il trofeo grazie alla doppietta realizzata da Kurt Hamrin.

L'Amburgo, nel quale si distingue anche Willi Schulz[6], ottiene migliori risultati in Bundesliga a partire dalla stagione successiva, fino ad arrivare al quinto posto del campionato 1970-1971. Questo piazzamento permette al club di partecipare alla prima edizione della Coppa UEFA, anche se viene qui eliminato al primo turno. Alla fine di questa stagione si assiste però al ritiro di Uwe Seeler, che lascia il calcio dopo aver sempre e solo militato nell'Amburgo; con questa maglia ha segnato 404 gol in 476 gare di campionato[7] ed è stato più volte capocannoniere, inoltre ha conquistato per ben tre volte il premio di calciatore tedesco dell'anno.

Gli anni d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver vinto la Ligapokal ed aver fatto esordire in prima squadra il giovane Manfred Kaltz, nel 1973 l'Amburgo assume Kuno Klötzer come allenatore. Nella prima stagione con il nuovo tecnico gli anseatici non riescono ad ottenere risultati brillanti in Bundesliga, però raggiungono la finale della DFB-Pokal. Qui vengono battuti dall'Eintracht Francoforte, ma grazie a questo traguardo partecipano alla Coppa UEFA 1974-1975. In questa competizione i tedeschi arrivano fino ai quarti dove sono eliminati dalla Juventus, e poco dopo raggiungono anche un buon quarto posto in campionato. Un ulteriore miglioramento si ha comunque l'anno seguente: l'Amburgo arriva infatti alla semifinale della Coppa UEFA dove è sconfitto dal Bruges, mentre in patria ottiene sia il secondo posto in Bundesliga che la seconda DFB-Pokal; questo trofeo viene conquistato in seguito alla vittoria contro il Kaiserslautern nell'ultimo atto.

Manfred Kaltz (a sinistra) insieme a Gilbert Van Binst dell'Anderlecht prima della finale della Coppa delle Coppe 1976-1977

L'Amburgo, al quale si è appena unito anche Felix Magath, partecipa così alla Coppa delle Coppe 1976-1977. Qui arriva piuttosto facilmente in semifinale, dove sconfigge invece con qualche difficoltà l'Atletico Madrid, ed accede così alla seconda finale europea. Questa si svolge l'11 maggio 1977 ad Amsterdam contro i campioni in carica dell'Anderlecht, che possono contare sui pilastri olandesi Arie Haan e Rob Rensenbrink, e sono inoltre favoriti dai pronostici[8]. Ad ogni modo i belgi sono battuti disputando una gara tatticamente accorta, mentre i gol, che arrivano nei minuti finali, portano le firme di Georg Volkert, su calcio di rigore, e di Magath.

Klötzer lascia dopo il trofeo europeo, ma nella stagione successiva si registra l'importante acquisto di Kevin Keegan. Il giocatore ha appena conquistato la Coppa dei Campioni col Liverpool, perciò sono proprio gli inglesi ad affrontare l'Amburgo nella Supercoppa UEFA; il doppio confronto termina però nettamente a favore dei Reds.

Per la stagione 1978-1979 vengono ingaggiati l'allenatore Branko Zebec e il giovane talento Horst Hrubesch, mentre a fine anno solare Keegan vince il primo Pallone d'oro. Intanto in campionato l'Amburgo, dopo aver inseguito a lungo il Kaiserslautern, conquista finalmente il primo titolo in Bundesliga, il quarto in totale[9], e partecipa in seguito alla Coppa dei Campioni 1979-1980. Qui i tedeschi eliminano il Real Madrid in semifinale sconfiggendolo per 5-1 nel ritorno in Germania prima di giungere alla finale, che si disputa proprio a Madrid. Ad attenderli nella capitale spagnola trovano i campioni in carica del Nottingham Forest, che passano in vantaggio al diciannovesimo con John Neilson Robertson e conquistano poi la coppa grazie ad una difesa impeccabile e ad un rapido contropiede[10]. Intanto in campionato gli anseatici si sono classificati al secondo posto, mentre Keegan ha vinto il secondo Pallone d'oro; questa è però anche la sua ultima stagione nel club. Nel 1980 viene ingaggiato Franz Beckenbauer, giocatore di fama mondiale anche se giunto ormai a fine carriera; Zebec lascia la panchina in dicembre, comunque la squadra ottiene un altro secondo posto in Bundesliga.

Atene, 25 maggio 1983: i giocatori dell'Amburgo in festa dopo la conquista della Coppa dei Campioni 1982-1983

Nel 1981 l'Amburgo ingaggia Ernst Happel, allenatore dal passato importante, e vince subito il quinto titolo: la squadra guida la classifica dalla ventiduesima giornata[11] alla fine, e Hrubesch è anche capocannoniere. Gli anseatici raggiungono anche un'altra finale europea, la prima in Coppa UEFA, ma nel doppio confronto vengono battuti nettamente dall'IFK Göteborg di Sven-Göran Eriksson. I tedeschi si riscattano comunque nella stagione successiva, quando partecipano alla Coppa dei Campioni: qui eliminano la temibile Dinamo Kiev di Oleg Blochin nei quarti, grazie soprattutto alla tripletta di Lars Bastrup in Unione Sovietica, mentre, dopo aver sconfitto in semifinale la Real Sociedad con un gol di Thomas von Heesen a pochi minuti dai supplementari, giungono per il secondo anno di fila in una finale continentale. Questa si gioca il 25 maggio 1983 ad Atene contro la Juventus di Giovanni Trapattoni, che, nonostante venga data per favorita dai pronostici[12], viene battuta da un gol di Magath realizzato dopo soli otto minuti: il giocatore, una volta arrivato al limite dell'area avversaria vede Dino Zoff fuori dei pali e lo batte con un pallonetto. Intanto in campionato la squadra era arrivata in testa a pari punti col Werder Brema, ma aveva conquistato il titolo grazie alla miglior differenza reti.

L'Amburgo nella stagione 1983-1984 partecipa senza Hrubesch sia alla Supercoppa UEFA che alla Coppa Intercontinentale, ma viene battuto rispettivamente dall'Aberdeen di Alex Ferguson e dal Grêmio. In campionato la squadra batte lo Stoccarda nell'ultima giornata lo aggancia in testa, ma finisce seconda; questo stesso piazzamento raggiunto anche nella campionato 1986-1987, quando viene conquistata la terza DFB-Pokal dopo aver sconfitto in finale lo Stuttgarter Kickers; a questo punto Happel lascia il club.

Storia recente[modifica | modifica wikitesto]

In questo periodo Manfred Kaltz lascia la squadra, diventando nel tempo il secondo giocatore per numero di presenze in Bundesliga nonché il miglior rigorista, mentre Felix Magath si era ritirato poco prima. L'Amburgo ottiene ora dei piazzamenti a ridosso della zona UEFA, manifestazione alla quale partecipa nell'edizione 1989-1990; è qui eliminato dalla Juventus nei quarti. Nello stesso tempo, però, il club comincia a manifestare dei problemi di natura economica, ai quali viene posto rimedio con la vendita di Thomas Doll alla Lazio[13], che avviene nel 1991. Sul campo, comunque, la squadra accusa un calo di rendimento negli anni a seguire, classificandosi costantemente nella metà inferiore della graduatoria. Un miglioramento si ha però dall'ottobre del 1995, quando Uwe Seeler diventa presidente del club e Magath viene assunto come allenatore: l'Amburgo riesce infatti a qualificarsi alla Coppa UEFA dopo quattro anni. Nel campionato successivo la squadra viene tuttavia coinvolta nella lotta per non retrocedere, e la stagione viene terminata dal tecnico della formazione riserve.

Nel 1997 e per i successivi quattro anni è Frank Pagelsdorf a guidare la squadra. In questo periodo l'Amburgo diventa l'unica squadra ad aver partecipato a tutte le edizione della Bundesliga, evento che si verifica al termine del campionato 1997-1998 con la retrocessione del Colonia. Sul campo comunque gli anseatici si piazzano costantemente a metà classifica, ottenendo quindi un miglioramento rispetto alla media degli ultimi anni, ma raggiungono un buon terzo posto nel campionato 1999-2000. Questo risultato, il migliore da molto tempo, garantisce la prima partecipazione alla Champions League ai tedeschi, che fanno il loro esordio giocando in casa contro la Juventus, in un incontro che finisce 4-4; particolare è il gol del momentaneo 3-3 per padroni di casa, che viene segnato su calcio di rigore dal portiere Hans-Jörg Butt[14]. L'Amburgo ottiene l'unica vittoria nella manifestazione a Torino, terminando ultimo nel girone a pari punti con i bianconeri. Prosegue però grazie alla miglior classifica avulsa in Coppa UEFA, ma è subito eliminato dalla Roma. La stagione, invece, la prima disputata nella moderna Imtech Arena, si conclude con il tredicesimo posto in Bundesliga, ma i ventidue gol segnati da Sergej Barbarez lo laureano capocannoniere.

Un nuovo trofeo viene conquistato nel 2003, la DFB-Ligapokal; invece, nella DFB-Pokal 2004-2005 la squadra, allenata da Thomas Doll, è vittima di una truffa: opposta nel primo turno al Paderborn viene battuta per 4-2. Si scoprirà però in seguito che il risultato era stato pilotato grazie alla complicità dell'arbitro, Robert Hoyzer, che sarà arrestato e radiato. Le indagini faranno invece emergere un ampio scandalo, a meno di un anno dall'inizio dei Mondiali in Germania.

L'Amburgo contro il Borussia Dortmund nel gennaio 2010

La stagione 2005-2006 si apre con la vittoria di un trofeo internazionale, la Coppa Intertoto, e si conclude con un altro terzo posto in Bundesliga. Gli anseatici finiscono tuttavia ultimi nel girone di Champions League, e in campionato arrivano anche ad occupare l'ultima posizione in classifica[15]. A questo punto Doll viene sostituito da Huub Stevens, che conduce l'Amburgo al settimo posto finale; arrivano in seguito un'altra affermazione in Coppa Intertoto e un quarto posto in Bundesliga. Nelle due successive stagioni la squadra cambia tre allenatori, ma raggiunge in entrambi i casi una semifinale europea, prima nella Coppa UEFA 2008-2009, poi nell'UEFA Europa League 2009-2010. A negare l'accesso all'ultima partita sono nel primo caso i connazionali del Werder Brema, nel secondo gli inglesi del Fulham.

Il decennio successivo è caratterizzato da risultati contrastanti: in un periodo di frequenti avvicendamenti in panchina si hanno un ottavo posto nel 2011 e un quindicesimo posto l'anno seguente, a cui segue però la settima piazza nel 2013, in una stagione caratterizzata da vittorie contro squadre importanti. Un peggioramento si ha invece nelle due stagioni successive, quando per la prima volta la permanenza del club in Bundesliga viene messa seriamente in pericolo: in entrambi i casi, infatti, l'Amburgo si classifica sedicesimo, e deve quindi disputare uno spareggio contro la terza classificata in Zweite Bundesliga. Gli anseatici si assicurano comunque la permanenza nel massimo campionato tedesco sconfiggendo prima il Greuther Fürth, poi il Karlsruhe.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria dell'Amburgo SV
  • 29 settembre 1887 Nasce lo Sports Club Germania
  • 1919 nasce l' Hamburger Sports-Verein

  • 1920-21 · 1º nel campionato della Germania settentrionale. Eliminato nei quarti.
  • 1921-22 · 1º nel campionato della Germania settentrionale. Finalista con il Norimberga, ma il titolo non viene assegnato.
  • 1922-23 · 1º nel campionato della Germania settentrionale. Sconfigge 3-0 in finale l'Union Oberschöneweide GermaniaMeisterschale.png Campione di Germania (1º titolo).
  • 1923-24 · 1º nel campionato della Germania settentrionale. Sconfitto 2-0 dal Norimberga nella finale nazionale.
  • 1924-25 · 1º nel campionato della Germania settentrionale. Eliminato negli ottavi.
  • 1925-26 · 2º nel campionato della Germania settentrionale. Eliminato in semifinale.
  • 1926-27 · 2º nel campionato della Germania settentrionale. Eliminato nei quarti.
  • 1927-28 · 1º nel campionato della Germania settentrionale. Sconfigge 5-2 l'Hertha Berlini in finale. GermaniaMeisterschale.png Campione di Germania (2º titolo).
  • 1928-29 · 1º nel campionato della Germania settentrionale. Eliminato nei quarti.
  • 1929-30 · 4º nel campionato della Germania settentrionale.

  • 1930-31 · 1º nel campionato della Germania settentrionale. Eliminato in semifinale.
  • 1931-32 · 1º nel campionato della Germania settentrionale. Eliminato nei quarti.
  • 1932-33 · 1º nel campionato della Germania settentrionale. Eliminato negli ottavi.
  • 1933-34 · 2º in Gauliga Nordmark
  • 1934-35 · 2º in Gauliga Nordmark
  • 1935-36 · 3º in Gauliga Nordmark
  • 1936-37 · 1º in Gauliga Nordmark. Eliminato in semifinale.
  • 1937-38 · 1º in Gauliga Nordmark. Eliminato in semifinale.
  • 1938-39 · 1º in Gauliga Nordmark. Eliminato in semifinale.
  • 1939-40 · 2º in Gauliga Nordmark

  • 1940-41 · 1º in Gauliga Nordmark. Eliminato nella fase a gruppi.
  • 1941-42 · 2º in Gauliga Nordmark
  • 1942-43 · 2º in Gauliga Hamburg
  • 1943-44 · 2º in Gauliga Hamburg
  • 1944-45 · 1º in Gauliga Hamburg
  • 1945-46
  • 1946-47
  • 1947-48 · 1º in Oberliga Nord. Eliminato nei quarti di finale.
  • 1948-49 · 2º in Oberliga Nord. Eliminato nei quarti di finale.
  • 1949-50 · 1º in Oberliga Nord. Eliminato nei quarti di finale.

  • 1950-51 · 1º in Oberliga Nord. Eliminato nella fase a gruppi.
  • 1951-52 · 1º in Oberliga Nord. Eliminato nella fase a gruppi.
  • 1952-53 · 1º in Oberliga Nord. Eliminato nella fase a gruppi.
  • 1953-54 · 11º in Oberliga Nord.
  • 1954-55 · 1º in Oberliga Nord. Eliminato nella fase a gruppi.
  • 1955-56 · 1º in Oberliga Nord. Eliminato nella fase a gruppi.
  • 1956-57 · 1º in Oberliga Nord. Battuto 4-1 dal Borussia Dortmund nella finale nazionale.
  • 1957-58 · 1º in Oberliga Nord. Battuto 3-0 dallo Schalke 04 nella finale nazionale.
  • 1958-59 · 1º in Oberliga Nord. Eliminato nella fase a gruppi.
  • 1959-60 · 1º in Oberliga Nord. Battuto 3-2 il Colonia nella finale nazionale. Meisterschale.png Campione di Germania (3º titolo).






Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Imtech Arena.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Altre sezioni della polisportiva[modifica | modifica wikitesto]

Essendo l'Amburgo è una società polisportiva esistono quindi, oltre al calcio, altre sezioni; queste comprendono anche[16]:

L'Amburgo ha anche una squadra riserve di calcio, che nella stagione 2015-2016 milita in Regionalliga Nord, una delle quarte divisioni del calcio tedesco, e una sezione femminile.

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Allenatori dello Hamburger S.V.

Di seguito la lista degli allenatori dell'Amburgo dal 1963 ad oggi[17].

Allenatore dal al Vittorie
Germania Martin Wilke 01/07/1962 30/06/1964 1 DFB-Pokal
Germania Georg Gawliczek 01/07/1964 17/04/1966
Germania Josef Schneider 18/04/1966 30/06/1967
Germania Kurt Koch 01/07/1967 30/06/1969
Germania Georg Knöpfle 01/07/1969 30/04/1970
Germania Klaus-Dieter Ochs 01/05/1970 30/06/1973 1 DFL-Ligapokal
Germania Kuno Klötzer 01/07/1973 30/06/1977 1 DFB-Pokal
1 Coppa delle Coppe
Germania Rudi Gutendorf 01/07/1977 27/10/1977
Turchia Özcan Arkoç 28/10/1977 30/06/1978
Jugoslavia Branko Zebec 01/07/1978 18/12/1980 1 Bundesliga
Jugoslavia Aleksandar Ristić 02/01/1981 30/06/1981
Austria Ernst Happel 01/07/1981 30/06/1987 2 Bundesliga
1 Coppa dei Campioni
1 DFB-Pokal
Jugoslavia Josip Skoblar 01/07/1987 09/11/1987
Germania Willi Reimann 11/11/1987 04/01/1990
Germania Gerd-Volker Schock 05/01/1990 10/03/1992
Germania Egon Coordes 12/03/1992 21/09/1992
Germania Benno Möhlmann 01/07/1992 05/10/1995
Germania Felix Magath 06/10/1995 18/05/1997
Germania Ralf Schehr[n 1] 19/05/1997 30/06/1997
Germania Frank Pagelsdorf 01/07/1997 17/09/2001
Austria Kurt Jara 03/10/2001 22/10/2003 1 DFL-Ligapokal
Germania Klaus Toppmöller 23/10/2003 17/10/2004
Germania Thomas Doll 18/10/2004 31/01/2007 1 Coppa Intertoto UEFA
Paesi Bassi Huub Stevens 02/02/2007 30/06/2008 1 Coppa Intertoto UEFA
Paesi Bassi Martin Jol 01/07/2008 30/06/2009
Germania Bruno Labbadia 01/07/2009 25/04/2010
Paesi Bassi Ricardo Moniz[n 1] 26/04/2010 30/06/2010
Germania Armin Veh 01/07/2010 12/03/2011
Germania Michael Oenning 13/03/2011 18/09/2011
Argentina Rodolfo Cardoso[n 1] 19/09/2011 09/10/2011
Danimarca Frank Arnesen[n 1] 10/10/2011 17/10/2011
Germania Thorsten Fink 17/10/2011 16/09/2013
Argentina Rodolfo Cardoso 17/09/2013 24/09/2013
Paesi Bassi Bert van Marwijk 25/09/2013 15/02/2014
Germania Mirko Slomka 17/02/2014 15/09/2014
Germania Joe Zinnbauer 16/09/2014 21/03/2015
Germania Peter Knäbel 22/03/2015 14/04/2015
Germania Bruno Labbadia 15/05/2015
  1. ^ a b c d Allenatore ad interim.

Di seguito viene riportata la lista dei presidenti dell'Amburgo dal 1951 ad oggi[18]:

HSV-Logo.svg
Presidenti
  • Gen 1951 - Nov 1965: Carl-Heinz Mahlmann
  • Gen 1966 - Dic 1968: Carl Mechlen
  • Dic 1968 - Nov 1973: Horst Barrelet
  • Nov 1973 - Giu 1975: Peter Krohn
  • Lug 1975 - Dic 1979: Paul Benthien
  • Dic 1979 - Nov 1987: Wolfgang Klein
  • Nov 1987 - Gen 1990: Ernst Naumann
  • Gen 1990 - Ott 1990: Horst Becker
  • Nov 1990 - Ott 1993: Jürgen Hunke
  • Nov 1993 - Ott 1995: Ronald Wulff
  • Ott 1995 - Giu 1998: Uwe Seeler
  • Giu 1998 - Ott 1998: Werner Hackmann
  • Ott 1998 - Lug 1999: Rolf Mares
  • Nov 1999 - Ott 2002: Werner Hackmann
  • Ott 2002 - Feb 2003: Ronald Wulff
  • Feb 2003 - Mar 2011: Bernd Hoffmann
  • Mar 2011 - Lug 2014: Carl-Edgar Jarchow
  • Lug 2014 - : Dietmar Beiersdorfer

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Calciatori dello Hamburger S.V.

Vincitori di titoli[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti individuali[modifica | modifica wikitesto]

Inghilterra Kevin Keegan: 1978, 1979

Calciatori campioni del mondo[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'elenco dei giocatori che hanno vinto il campionato mondiale di calcio durante il periodo di militanza nell'Amburgo.

Calciatori campioni continentali[modifica | modifica wikitesto]

America centro-settentrionale[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'elenco dei giocatori che hanno vinto la CONCACAF Gold Cup durante il periodo di militanza nell'Amburgo.

Africa[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'elenco dei giocatori che hanno vinto la coppa delle Nazioni Africane durante il periodo di militanza nell'Amburgo.

Europa[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'elenco dei giocatori che hanno vinto il campionato europeo di calcio durante il periodo di militanza nell'Amburgo.

Sud America[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'elenco dei giocatori che hanno vinto la Copa América durante il periodo di militanza nell'Amburgo.

Altri riconoscimenti individuali[modifica | modifica wikitesto]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Piazzamenti dell'Amburgo nella Bundesliga dal 1964 al 2007


Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

11 trofei

Competizione Stagioni Secondo posto
Meisterschale.png Campionato tedesco: 6 1922-1923, 1927-1928, 1959-1960, 1978-1979, 1981-1982, 1982-1983 1923/1924, 1943/1944, 1956/1957, 1957/1958, 1975/1976, 1979/1980, 1980/1981, 1983/1984, 1986/1987
Coppagermania.png Coppa di Germania: 3 1962-63, 1975-1976, 1986-1987 1951/1952, 1966/1967, 1973/1974
Ligapokal Deutschland.png Coppa di Lega tedesca: 2 1972-1973, 2003 -
DeustcherSupercupTrophy.png Supercoppa di Germania: - 1987

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

4 trofei

Competizione Stagioni Secondo posto
Copa Intercontinental.svg Coppa Intercontinentale: - 1983
Coppacampioni.png UEFA Champions League: 1 1982-1983 1979-1980
Coppacoppe.png Coppa delle Coppe: 1 (record tedesco) 1976-1977 1967-1968
Coppauefa.png Coppa UEFA: - 1981-1982
Supercoppaeuropea2.png Supercoppa UEFA: - 1977, 1983
Coppa Intertoto.svg Coppa Intertoto: 2[19] (record) 2005, 2007 -

Altre competizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • campionati di calcio della Germania del nord: 10
1921, 1922, 1923, 1924, 1925, 1928, 1929, 1931, 1932, 1933
1937, 1938, 1939, 1941
1945
  • Stadtliga Hamburg: 1
1946
  • Campionati della zona d'occupazione inglese: 2
1947, 1948
1948, 1949, 1950, 1951, 1952, 1953, 1955, 1956, 1957, 1958, 1959, 1960, 1961, 1962, 1963

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati e ai tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Campionati nazionali[modifica | modifica wikitesto]

L'Amburgo, sotto la guida di Ernst Happel, è rimasto imbattuto in campionato dal 16 gennaio 1982 al 29 gennaio 1983, dando vita ad una serie di 36 partite utili consecutive. Questo record ha resistito in Bundesliga sino alla stagione 2013-2014[20], quando è stato battuto dal Bayern Monaco, che lo ha incrementato a 53 partite.

Dalla stagione 1933-1934 alla stagione 2015-2016 compresa, la squadra ha partecipato a:

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Gauliga Nordmark 9 1933-1934 1941-1942 81
Gauliga Hamburg 3 1942-1943 1944-1945
Oberliga Nord 16 1947-1948 1962-1963
Bundesliga 53 1963-1964 2015-2016

Partecipazione alle coppe europee[modifica | modifica wikitesto]

Nelle competizioni europee l'Amburgo ha ottenuto contro i romeni del Brașov la miglior vittoria in assoluto, un 8-0 nei sedicesimi della Coppa UEFA 1974-1975; la peggior sconfitta è avvenuta invece nel ritorno della Supercoppa UEFA 1977, quando il Liverpool si è imposto sul proprio terreno per 6-0[21].

Alla stagione 2015-2016 il club ha ottenuto le seguenti partecipazioni ai tornei internazionali[22]:

Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione
Coppa dei Campioni/UEFA Champions League 6 1960-1961 2006-2007
Coppa delle Coppe 5 1963-1964 1987-1988
Coppa Intercontinentale 1 1983
Supercoppa UEFA 2 1977 1983
Coppa UEFA/UEFA Europa League 16 1971-1972 2009-2010
Coppa Intertoto 5 1997 2007

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Tra i giocatori, Manfred Kaltz è sceso in campo con la maglia del club per 581 volte nella Bundesliga, risultando anche il secondo giocatore con più presenze in assoluto[23]; sempre Kaltz detiene il record dei gol segnati su calcio di rigore nella manifestazione, 53[24].

Per quanto riguarda le competizioni internazionali, Kaltz è il giocatore con più presenze totali, 81, mentre Horst Hrubesch è il miglior marcatore, avendo realizzato 20 reti durante tutta la sua militanza nel club[25].

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Tifosi dell'Amburgo all'interno dell'Imtech Arena.

L'Amburgo ha una rivalità con i concittadini del St. Pauli e con il Werder Brema[26]; con questi ultimi dà vita al Nordderby.

Gli anseatici hanno giocato contro il Werder anche nella semifinale della Coppa UEFA 2008-2009, ma hanno però avuto la peggio: dopo un incoraggiante vittoria per 1-0 a Brema è arrivata infatti una sconfitta 3-2 tra le mura amiche; grazie alla regola dei gol in trasferta è così sfumata per l'HSV la possibilità di disputare la finale della manifestazione nello stadio di casa. Sempre in questa stagione le squadre si sono incontrate anche nella semifinale della DFB-Pokal, ma anche in questo caso ad ad accedere alla finale sono stati i bianco-verdi.

Rosa 2015-2016[modifica | modifica wikitesto]

Rosa aggiornata al 19 luglio 2015

N. Ruolo Giocatore
1 Rep. Ceca P Jaroslav Drobný
2 Germania D Dennis Diekmeier
3 Brasile D Cléber
4 Bosnia ed Erzegovina D Emir Spahić
5 Svizzera D Johan Djourou
6 Germania C Kerem Demirbay
7 Croazia C Ivo Iličević
8 Germania C Lewis Holtby
9 Germania A Sven Schipplock
10 Germania A Pierre-Michel Lasogga
11 Croazia A Ivica Olić
15 Germania P René Adler
16 Lettonia A Artjoms Rudņevs
17 Ungheria C Zoltán Stieber
18 Germania C Matti Steinmann
20 Svezia C Albin Ekdal
N. Ruolo Giocatore 600px Azzurro con Rombi bianco nero e bianco.png
21 Cile C Marcelo Alfonso Díaz
22 Germania D Matthias Ostrzolek
23 Austria A Michael Gregoritsch
24 Giappone D Gōtoku Sakai
25 Francia C Mohamed Gouaida
26 Germania A Philipp Müller
27 Germania C Nicolai Müller
28 Germania C Gideon Jung
31 Germania D Ronny Marcos
33 Turchia A Batuhan Altıntaş
34 Germania C Finn Porath
37 Camerun A Jacques Zoua
38 Svizzera P Andreas Hirzel
39 Germania C Ashton Götz
40 Serbia C Gojko Kacar

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AMBURGO su Eurosport.com. URL consultato il 21 luglio 2015.
  2. ^ (EN) German Soccer Personalities in abseits-soccer.com. URL consultato il 28 giugno 2015.
  3. ^ (EN) (West) Germany - List of Champions in rsssf.com. URL consultato il 28 giugno 2015.
  4. ^ L’ambasciatore: Uwe Seeler in it.uefa.com. URL consultato il 29 giugno 2015.
  5. ^ (EN) Seeler: Germany legend, Hamburg icon in fifa.com. URL consultato il 29 giugno 2015.
  6. ^ L’ambasciatore: Uwe Seeler in it.uefa.com. URL consultato il 7 luglio 2015.
  7. ^ L’ambasciatore: Uwe Seeler in it.uefa.com. URL consultato il 29 giugno 2015.
  8. ^ C’era in Europa: l’Amburgo che fece piangere la Juventus di Platini in mondopallone.it. URL consultato il 9 luglio 2015.
  9. ^ (DE) Hamburger SV in fussballdaten.de. URL consultato il 9 luglio 2015.
  10. ^ 1980 - Nottingham Forest in gazzetta.it. URL consultato il 9 luglio 2015.
  11. ^ (DE) Hamburger SV in fussballdaten.de. URL consultato il 10 luglio 2015.
  12. ^ 1983 - Amburgo in gazzetta.it. URL consultato il 10 luglio 2015.
  13. ^ Com'è lontano Happel. in goldengoal2012.blogspot.it. URL consultato il 30 luglio 2015.
  14. ^ Butt c'ha preso gusto: son già TRE i goal rifilati alla Juve in goal.com. URL consultato il 30 luglio 2015.
  15. ^ (DE) Hamburger SV in fussballdaten.de. URL consultato il 31 luglio 2015.
  16. ^ (EN) Sports at HSV in hsv.de. URL consultato il 5 agosto 2015.
  17. ^ Allenatori » Amburgo in calcio.com. URL consultato il 2 giugno 2015.
  18. ^ (DE) HSV-Präsidenten seit 1919 in fhsv-history.de. URL consultato il 4 agosto 2015.
  19. ^ L'UEFA ha organizzato per la prima volta la Coppa Intertoto nel 1995 secondo la Storia della Coppa Intertoto in uefa.com.
  20. ^ Bundesliga - Un Bayern da record si riprende la vetta in it.eurosport.yahoo.com. URL consultato il 3 giugno 2015.
  21. ^ (EN) Hamburger SV in www.uefa.com. URL consultato il 3 giugno 2015.
  22. ^ (EN) Hamburger SV in www.uefa.com. URL consultato il 3 giugno 2015.
  23. ^ Classifica delle presenze in Bundesliga, dall'archivio RSSSF
  24. ^ Autori di calci di rigore di sempre in calcio.com. URL consultato il 27 aprile 2015.
  25. ^ (EN) Hamburger SV in www.uefa.com. URL consultato il 3 giugno 2015.
  26. ^ (EN) Hamburger SV in abseits-soccer.com. URL consultato il 15 agosto 2015.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN136109448