Hamburger Sport-Verein

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Amburgo SV
Calcio Football pictogram.svg
HSV-Logo.svg
HSV, Bundesliga-Dino, Rothosen, Hanseaten, Urgestein (Veterano)
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Azzurro con Rombi bianco nero e bianco.png bianco-blu-nero
Dati societari
Città Coat of arms of Hamburg.svg Amburgo
Paese Germania Germania
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Germany.svg DFB
Campionato Bundesliga
Fondazione 1887
Presidente Germania Carl-Edgar Jarchow
Allenatore Germania Bruno Labbadia
Stadio Imtech Arena
(57 000 posti)
Sito web www.hsv.de
Palmarès
Meisterschale.pngMeisterschale.pngMeisterschale.pngMeisterschale.pngMeisterschale.pngMeisterschale.png Coppagermania.pngCoppagermania.pngCoppagermania.png Coppacampioni.png Coppacoppe.png UEFA - Intertoto.svgUEFA - Intertoto.svg
Titoli di Germania 6
Trofei nazionali 3 Coppe di Germania
2 Coppe di Lega tedesche
Trofei internazionali 1 Coppe dei Campioni/Champions League
1 Coppe delle Coppe
2 Coppe Intertoto
Si invita a seguire il modello di voce

L'Hamburger Sport-Verein, meglio noto come Hamburger SV o più semplicemente come HSV, in italiano semplicemente Amburgo[1][2] o anche Amburgo SV[3][4][5][6][2] o SV Amburgo[7], è una società calcistica tedesca con sede ad Amburgo e la più antica del paese. Attualmente milita nella Bundesliga, la massima serie del campionato tedesco. È l'unico club ad aver partecipato a tutte le edizioni dall'istituzione del torneo dalla stagione 1963-1964 (record nazionale).

Tra le squadre più prestigiose nel panorama calcistico tedesco, avendo vinto sei titoli nazionali, 3 Coppe di Germania e una Coppa di Lega tedesca, vanta la conquista di una Coppa dei Campioni (1982-1983), una Coppa delle Coppe (1976-1977) e due Coppe Intertoto (2005 e 2007, quest'ultimo primato confederale condiviso con altri tre club).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli albori[modifica | modifica wikitesto]

È il 29 settembre 1887 quando due società sportive di Amburgo, il Der Hohenfelder Sportclub e il Wandsbek-Marienthaler Sportclub, si uniscono per formare lo Sports Club Germania. Questo sodalizio, dedito inizialmente solo all'atletica, comincia ad interessarsi al calcio a partire dal 1891. La squadra inizia presto ad ottenere successi a livello locale, e nel 1900 diventa anche uno dei membri fondatori della Federazione calcistica tedesca.

L'Hamburger Sport-Verein nasce invece il 2 giugno 1919, quando al Germania si uniscono altri due club cittadini, l'Hamburger FC e l'FC Falke. La nuova società, nota in Italia semplicemente come Amburgo, assume come data di fondazione quella del Germania, e adotta anche i suoi stessi colori sociali: il blu, il nero e il bianco.

Gli anni venti e i primi successi[modifica | modifica wikitesto]

Norimberga - Amburgo 2-0, finale del campionato 1923-1924

L'Amburgo comincia a vincere con una certa regolarità il campionato della Germania settentrionale, evento che garantisce agli anseatici l'accesso alla fase nazionale. Qui la squadra raggiunge la finale al secondo tentativo, nella stagione 1921-1922; questo anche grazie anche ai gol di Otto Harder, spesso capocannoniere in carriera nonché uno dei migliori calciatori ad aver mai indossato la maglia del club[8]. Però la sfida, che viene disputata contro il Norimberga vincitore delle ultime due edizioni, termina sul 2-2 anche dopo i tempi supplementari. È quindi necessario rigiocare la partita, ma durante la ripetizione gli avversari rimangono in soli sette uomini; l'arbitro deve sospendere da regolamento la gara, che si trova sul punteggio di 1-1. In un primo momento la Federazione assegna il titolo all'Amburgo, ma in seguito una serie di ricorsi fanno ritornare l'organismo sui suoi passi, tanto che alla fine il campionato 1922 si conclude senza alcun vincitore[9].

L'Amburgo non deve comunque attendere molto per festeggiare il suo primo successo: l'anno successivo, infatti, raggiunge nuovamente la finale, che questa volta si conclude con la vittoria per 3-0 sull'Union Oberschöneweide. Il secondo titolo arriva invece cinque anni dopo, nella stagione 1927-1928, quando ad essere sconfitto per 5-2 nell'ultimo atto è l'Hertha Berlino. Un'altra finale era stata raggiunta anche nel campionato 1923-1924, e si era sempre disputata contro il Norimberga; questa volta gli avversari avevano però vinto per 2-0.

Gli anni in Gauliga e in Oberliga[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1933 nella Germania nazista viene creata la Gauliga, campionato anch'esso composto da molti gironi regionali. Questo non è un periodo di grandi successi per l'Amburgo, che raggiunge al massimo la semifinale nazionale nella stagione 1937-1938 e in quella successiva. Il club ottiene tuttavia successi a livello locale, conquistando la Gauliga Nordmark nel 1937, nel 1938, nel 1939 e nel 1941; un successivo frazionamento del gruppo porta il club a giocare nella Gauliga Hamburg, che gli anseatici vincono nel 1945.

Nel dopoguerra la città di Amburgo diventa parte della Germania Ovest, e il campionato viene nuovamente riorganizzato. Il club viene inserito nell'Oberliga Nord, una delle cinque massime divisioni nazionali del periodo; qui conquista tutte le edizioni del torneo tranne due, quella del 1949 e quella del 1954. Proprio in quest'ultimo anno la nazionale tedesca, di cui fanno parte anche Fritz Laband e anche Josef Posipal, diventa campione del mondo in Svizzera. Di questo Mondiale rimane celebre la finale, passata alla storia come miracolo di Berna, e Posipal è uno dei giocatori che scendono in campo in questo incontro.

Intanto nel 1953 l'Amburgo aveva iniziato a giocare al Volksparkstadion, ma probabilmente l'avvenimento più importante dell'anno era stato il debutto in prima squadra del sedicenne Uwe Seeler. Costui, soprannominato Uns Uwe, il nostro Uwe[10], è infatti considerato uno dei migliori centravanti di tutti i tempi[11]. In questo periodo l'Amburgo raggiunge per la prima volta la finale della DFB-Pokal nell'edizione 1955-1956, anche se è sconfitto dal Karlsruhe. Nelle due stagioni successive il club raggiunge altrettante finali, questa volta nel campionato nazionale; anche qui è però battuto, prima dal Borussia Dortmund, poi dallo Schalke 04.

Gli anseatici tornano a vincere una finale del campionato nazionale dopo trentadue anni, nella stagione 1959-1960: questa volta ad essere sconfitto è il Colonia, col risultato di per 3-2. I tedeschi vengono poi eliminati dal Barcellona nella semifinale nella successiva Coppa dei Campioni, ma gli spagnoli hanno la meglio solo dopo tre incontri. Nel 1963 viene conquistata invece la prima Coppa di Germania: ad essere battuto nell'ultimo atto è il Borussia Dortmund, col punteggio di 3-0.

L'ingresso in Bundesliga e la prima finale europea[modifica | modifica wikitesto]

L'Amburgo partecipa così alla Coppa delle Coppe 1963-1964, dove sconfigge il Barcellona negli ottavi ma viene eliminato nei quarti. Intanto però ad inizio stagione era cambiata la formula del massimo campionato tedesco: d'ora in avanti le migliori squadre nazionali avrebbero giocato tutte insieme in un unico girone all'italiana, la Bundesliga. A questa prima edizione avevano poi preso parte sedici squadre provenienti dalle cinque Oberligen, e naturalmente i successi nella Nord erano stati sufficienti per garantire all'Amburgo un posto nella neonata competizione. Qui però, anche se Seeler diventa subito capocannoniere, la squadra fatica ad ottenere risultati soddisfacenti, e anzi scivola presto nella metà inferiore della graduatoria dopo l'iniziale sesto posto del 1964.

Milan - Amburgo 2-0, finale della Coppa delle Coppe 1967-1968

Comunque, nonostante i risultati non esaltanti in campionato, gli anseatici raggiungono nel 1967 la finale della DFB-Pokal. Qui vengono battuti 4-0 dal Bayern Monaco, ma partecipano ugualmente alla Coppa delle Coppe 1967-1968; questo perché i bavaresi hanno appena vinto il trofeo continentale. E proprio in questa manifestazione l'Amburgo raggiunge per la prima volta una finale europea, che si disputa il 23 maggio 1968 a Rotterdam contro il Milan di Nereo Rocco; alla fine è però la squadra italiana a conquistare il trofeo, grazie alla doppietta di Kurt Hamrin.

L'Amburgo, nel quale si distingue anche Willi Schulz[12], ottiene migliori risultati in Bundesliga a partire dalla stagione successiva, fino ad arrivare al quinto posto del campionato 1970-1971. Questo piazzamento permette al club di partecipare alla prima edizione della Coppa UEFA, anche se viene qui eliminato al primo turno. Alla fine di questa stagione si assiste però al ritiro di Uwe Seeler, che lascia il calcio dopo aver sempre e solo militato nell'Amburgo; con questa maglia ha segnato 404 gol in 476 gare di campionato[13] ed è stato più volte capocannoniere, inoltre ha conquistato per ben tre volte il premio di calciatore tedesco dell'anno.

Gli anni d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver vinto la Ligapokal ed aver fatto esordire in prima squadra il giovane Manfred Kaltz, nel 1973 l'Amburgo assume Kuno Klötzer come allenatore. Nella prima stagione con il nuovo tecnico gli anseatici non riescono ad ottenere risultati brillanti in Bundesliga, però raggiungono la finale della DFB-Pokal. Qui vengono battuti dall'Eintracht Francoforte, ma grazie a questo traguardo partecipano alla Coppa UEFA 1974-1975. In questa competizione i tedeschi arrivano fino ai quarti dove sono eliminati dalla Juventus, e poco dopo raggiungono anche un buon quarto posto in campionato. Un ulteriore miglioramento si ha comunque l'anno seguente: l'Amburgo arriva infatti alla semifinale della Coppa UEFA dove è sconfitto dal Bruges, mentre in patria ottengono sia il secondo posto in Bundesliga che la seconda DFB-Pokal; questo trofeo viene conquistato in seguito alla vittoria contro il Kaiserslautern nell'ultimo atto.

Manfred Kaltz (a sinistra) insieme a Gilbert Van Binst dell'Anderlecht prima della finale della Coppa delle Coppe 1976-1977

L'Amburgo, al quale si è appena unito anche Felix Magath, partecipa così alla Coppa delle Coppe 1976-1977. Qui arriva piuttosto facilmente in semifinale, dove sconfigge invece con qualche difficoltà l'Atletico Madrid. La seconda finale europea del club si svolge l'11 maggio 1977 ad Amsterdam contro i campioni in carica dell'Anderlecht, che possono contare sui pilastri olandesi Arie Haan e Rob Rensenbrink, e sono inoltre favoriti dai pronostici[14]. I belgi sono però battuti dall'Amburgo, che disputa una gara tatticamente accorta e vince l'incontro nei minuti finali grazie alle reti di Georg Volkert, su calcio di rigore, e di Magath.

Klötzer lascia dopo il trofeo europeo, ma nella stagione successiva si registra l'importante acquisto di Kevin Keegan. Il giocatore ha appena conquistato la Coppa dei Campioni col Liverpool, perciò sono proprio gli inglesi ad affrontare l'Amburgo nella Supercoppa UEFA; il doppio confronto termina però nettamente a favore dei Reds.

Per la stagione 1978-1979 vengono ingaggiati l'allenatore Branko Zebec e il giovane talento Horst Hrubesch, mentre a fine anno solare Keegan vince il primo Pallone d'oro. Intanto in campionato l'Amburgo, dopo aver inseguito a lungo il Kaiserslautern, conquista finalmente il primo titolo in Bundesliga, il quarto in totale[15], e partecipa in seguito alla Coppa dei Campioni 1979-1980. Qui i tedeschi eliminano il Real Madrid in semifinale sconfiggendolo per 5-1 nel ritorno in Germania prima di giungere alla finale, che si disputa proprio a Madrid. Ad attenderli nella capitale spagnola trovano i campioni in carica del Nottingham Forest, che passano in vantaggio al diciannovesimo con John Neilson Robertson e conquistano poi la coppa grazie ad una difesa impeccabile e ad un rapido contropiede[16]. Intanto in campionato gli anseatici si sono classificati al secondo posto, mentre Keegan ha vinto il secondo Pallone d'oro; questa è però anche la sua ultima stagione nel club. Nel 1980 viene ingaggiato Franz Beckenbauer, giocatore di fama mondiale anche se giunto ormai a fine carriera; Zebec lascia la panchina in dicembre, comunque la squadra ottiene un altro secondo posto in Bundesliga.

Atene, 25 maggio 1983: i giocatori dell'Amburgo in festa dopo la conquista della Coppa dei Campioni 1982-1983

Nel 1981 l'Amburgo ingaggia Ernst Happel, allenatore dal passato importante, e vince subito il quinto titolo: la squadra guida la classifica dalla ventiduesima giornata[17] alla fine, e Hrubesch è anche capocannoniere. Gli anseatici raggiungono anche un'altra finale europea, la prima in Coppa UEFA, ma nel doppio confronto vengono battuti nettamente dall'IFK Göteborg di Sven-Göran Eriksson. I tedeschi si riscattano comunque nella stagione successiva, quando partecipano alla Coppa dei Campioni: qui eliminano la temibile Dinamo Kiev di Oleg Blochin nei quarti, grazie soprattutto alla tripletta di Lars Bastrup in Unione Sovietica, mentre, dopo aver sconfitto in semifinale la Real Sociedad con un gol di Thomas von Heesen a pochi minuti dai supplementari, giungono per il secondo anno di fila in una finale continentale. Questa si gioca il 25 maggio 1983 ad Atene contro la Juventus di Giovanni Trapattoni, che, nonostante venga data per favorita dai pronostici[18], viene battuta da un gol di Magath realizzato dopo soli otto minuti: il giocatore, una volta arrivato al limite dell'area avversaria vede Dino Zoff fuori dei pali e lo batte con un pallonetto. Intanto in campionato la squadra era arrivata in testa a pari punti col Werder Brema, ma aveva conquistato il titolo grazie alla miglior differenza reti.

L'Amburgo nella stagione 1983-1984 partecipa sia alla Supercoppa UEFA che alla Coppa Intercontinentale, ma viene battuto rispettivamente dall'Aberdeen di Alex Ferguson e dal Grêmio. In campionato la squadra batte lo Stoccarda nell'ultima giornata lo aggancia in testa, ma finisce seconda; questo stesso piazzamento raggiunto anche nella campionato 1986-1987, quando viene conquistata la terza coppa di Germania; a questo punto Happel lascia il club.

Anni Duemila[modifica | modifica wikitesto]

Alla vigilia della stagione 1999-2000 lo storico Volkparkstadion fu rimpiazzato dall'AOL Arena, che ha ospitato alcune partite dei Mondiali di Germania 2006.

Il 21 agosto 2004 l'Amburgo fu vittima di una vera e propria truffa in Coppa di Germania. Opposto al primo turno ai dilettanti dell'SC Paderborn 07, l'Amburgo conduceva con il punteggio di 2-0 quando l'arbitro Robert Hoyzer prima espulse il belga Emil Mpenza, poi concesse 2 calci di rigore inesistenti al Paderborn, che alla fine vinse per 4-2. La polizia tedesca scoprì in seguito un accordo tra un'organizzazione di scommesse clandestine croata e l'arbitro, che era stato corrotto per falsare il risultato del match di coppa. Hoyzer fu radiato, arrestato e condannato a due anni e cinque mesi di carcere.

Nel 2004-2005 l'Amburgo si aggiudicò la Coppa Intertoto superando in finale il Valencia (1-0 e 0-0). Nel 2005-2006 giunse 3° in Bundesliga, dopo un lunghissimo testa a testa per la conquista del titolo, perso a vantaggio del Bayern Monaco. Grazie all'acquisto di giovani talentuosi, tra i quali Rafael Van der Vaart, l'allenatore Thomas Doll, già bandiera del club come calciatore, seppe guidare la squadra alla qualificazione in Champions League.

L'Amburgo contro il Borussia Dortmund nel gennaio 2010

Nella stagione 2006-2007, però, l'Amburgo ha disatteso le aspettative. In Champions League è stato eliminato dopo la prima fase, finendo ultimo nel proprio raggruppamento, con il magro bilancio di una vittoria in sei partite disputate. In campionato è stato coinvolto subito nella lotta per non retrocedere e ha occupato per buona parte dell'annata il 18º e ultimo posto della graduatoria. Il 1º febbraio 2007 Thomas Doll è stato esonerato e al suo posto è stato assunto Huub Stevens (contratto fino al 30 giugno 2008), allenatore olandese che ha vinto la Coppa UEFA 1996-1997 con lo Schalke 04. L'arrivo di Stevens ha permesso alla squadra di risollevarsi. In poche settimane si è infatti lasciata alle spalle la zona retrocessione grazie a importanti e sorprendenti vittorie, come quella in casa della seconda in classifica Werder Brema (0-2), quella a Gelsenkirchen in casa della capolista Schalke 04 (0-2) e, a due giornate dalla fine, quella in trasferta (1-2) contro il Bayern Monaco. Alla fine la stagione si è conclusa con un settimo posto in graduatoria, piazzamento che ha permesso all'Amburgo l'accesso alla Coppa Intertoto, poi vinta. Il campionato 2007-2008 vede l'Amburgo conquistare il quarto posto finale, con Stevens che lascia la panchina a fine stagione.Nel 2008-2009 fu eliminato nelle semifinali di Europa League dai connazionali del Werder Brema, mentre in campionato ottiene il quinto posto

Dalla stagione 2009-2010 alla 2012-2013[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2009-2010 la squadra amburghese ha chiuso il campionato al settimo posto mancando la qualificazione in Europa ed ha partecipato alla prima edizione della UEFA Europa League,uscendo nelle semifinali contro il Fulham, con la finale giocatasi proprio ad Amburgo. Nel 2010-2011 chiude all'ottavo posto lontano 10 punti dalla zona europa. Nella stagione successiva è protagonista di un campionato fallimentare che ha visto l'Amburgo salvarsi nel campionato maggiore alla penultima giornata.

Nella stagione 2012-2013 il campionato è stato abbastanza positivo, che vede l'Amburgo piazzarsi 7° in classifica, ma manca la qualificazione in Europa League poiché lo Stoccarda (arrivato 12°in classifica) ha raggiunto la finale di Coppa di Germania. Durante il campionato ha avuto successi importanti (2 col Borussia Dortmund, 3-2 ad Amburgo e 4-1 a Dortmund, 3-1 allo Schalke 04) ma è stato anche vittima di un pesantissima sconfitta per 9-2 da parte della capolista Bayern Monaco.

Stagione 2013/2014[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 2013-2014 è stata una delle più travagliate per il club anseatico. I risultati altalenanti hanno segnato inizialmente il campionato dell'Hsv: all'esordio un pirotecnico 3-3 in casa dello Schalke 04 seguito da 2 sconfitte contro Hoffenheim ed Herta Berlino fino ad arrivare al primo successo in campionato conseguito in casa contro il neo promosso Eintracht Braunschweig. Fino alla pausa invernale i risultati non furono all'altezza del blasone e della storia del club, coinvolgendo l'Amburgo nella lotta per non retrocedere. Gli scarsi risultati porteranno all'esonero del tecnico Bert van Marwijk sostituito da Mirko Slomka ,reduce da una buona esperienza sulla panchina dell'Hannover. L'esordio è più che promettente dato che l'Amburgo riesce ad imporsi per 3-0 contro il Borussia Dortmund. Nelle partite successive la squadra non riesce a ripetere prestazioni simili e,per questo, gli anseatici rimangono perennemente coinvolti nella lotta per non retrocedere in seconda divisone.A fine stagione l'Hsv si piazza davanti a Norimberga e Braunschweig,ottenendo l'accesso ai play out da disputare contro il Greuther Furth. L'andata si gioca ad Amburgo ma,nonostante il fattore campo,la partita termina 0-0. Al ritorno un gol del solito Lasogga (l'esplosione dell'attaccante tedesco sarà l'unica nota lieta della stagione) porta in vantaggio l'Amburgo che,successivamente,subirà il pareggio dalla squadra di casa. La partita termina 1-1 e l'HSV rimane in Bundesliga (come accade ininterrottamente dal 1963) nonostante una stagione drammatica.

Stagione 2014/2015[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 2014-2015 inizia con buoni propositi,anche per la buona campagna acquisti effettuata dal club. Sempre condotta da Mirko Slomka la squadra può contare su buoni innesti come Nicolai Muller (prelevato dal Magonza), Lewis Holtby (arrivato in prestito dal Tottenham) e Valon Behrami arrivato dal Napoli oltre ad altri acquisti quali: Matthias Ostrzolek, Zoltan Stieber ,il difensore brasiliano Clèber e il giovane Green arrivato in prestito dal Bayern Monaco.

Inoltre sono stati esercitati i diritti di riscatto per Lasogga (preso dall'Herta Berlino) e l'esperto difensore Johan Djourou (riscattato dall'Arsenal). Piccola curiosità,il mercato in entrata dell'Hsv è stato finanziato,quasi in toto,da un azionista del club, Klaus-Michael Kuhne, che ha prestato all'Amburgo 25 milioni di euro.[19] [20] Per quanto concerne il mercato in uscita,oltre ad alcune operazioni minori riguardanti alcuni giovani, sono stati ceduti il centrocampista croato Milan Badelj(venduto alla Fiorentina per 5 milioni di euro), il centrocampista venezuelano Tomàs Rincòn (accasatosi al Genoa dopo la scadenza del suo contratto) e il centrocampista norvegese Per Ciljan Skjelbred, trasferitosi all'Herta Berlino. L'uscita più "dolorosa" è stata quella di Hakan Calhanoglu,giovane promessa classe 1994 del club anseatico,ceduto al Bayer Leverkusen. Purtroppo la stagione inizia come era terminata la precedente,ovvero male. Pareggio all'esordio in trasferta (0-0) contro il neopromosso Colonia,sconfitta per 3-0 in casa contro la matricola Paderborn e sconfitta per 2-0 contro l'Hannover in trasferta. Dopo tre partite con zero gol all'attivo e un punto guadagnato, viene esonerato il tecnico Mirko Slomka sostituito dal tecnico delle giovanili Josef Zinnbauer che,all'esordio,ottiene il suo primo punto pareggiando per 0-0 contro il Bayern Monaco. Dopo questo pareggio la squadra incappa in due sconfitte di misura:1-0 col Borussia Monchengladbach e 2-1 con l'Eintracht Francoforte. Successivamente l'Amburgo espugna,a sorpresa, il campo del Borussia Dortmund per 1-0 (gol vittoria segnato da Lasogga). Nelle giornate successive l'Hsv ottiene un punto contro l'Hoffenheim (1-1 in casa),perde malamente a Berlino con l'Hertha (3-0) e batte 1-0 il Bayer Leverkusen con un gol su rigore del capitano Van der Vaart. In virtù di questi risultati l'Amburgo, dopo dieci giornate, si ritrova a 9 punti. L'andamento altalenante della squadra si conferma nelle partite successive: sconfitta per 2-0 in casa del Wolfsburg,vittoria nel sentitissimo derby col Werder Brema (2-0),sconfitta per 3-1 contro l'Augsburg in trasferta e pareggi per 0-0 con Friburgo e Schalke 04 intervallati dalla sconfitta patita in casa contro lo Stoccarda. Per effetto di questi risultati l'Amburgo arriva alla pausa invernale della Bundesliga con un bottino di 17 punti,ritrovandosi poco sopra la zona retrocessione.

Durante la sessione invernale del calciomercato la squadra anseatica lascia partire il giovane attaccante Valmir Nafiu (Apoel Nicosia) e il centrocampista Tolgay Arslan (Beşiktaş); in entrata si registrano gli arrivi di Marcelo Diaz dal Basilea e il ritorno dell'attaccante croato Ivica Olić,prelevato dal Wolfsburg,il quale aveva già militato nell'HSV dal 2007 al 2009.

Alla ripresa del campionato l'Amburgo perde per 2-0 in casa contro il Colonia ma,nelle due partite successive,arrivano due successi:il primo ottenuto in trasferta contro il Paderborn (0-3) il secondo ottenuto in casa contro l'Hannover (2-1). Dopo questi due successi la squadra arriva a 23 punti allontanandosi momentaneamente dalle zone pericolose della classifica.Il 14 febbraio subisce una pesante sconfitta per 8-0 in casa del Bayern Monaco.

Dopo un periodo di crisi,culminato con la sconfitta interna maturata il 20/03/15 in casa contro l'Herta (0-1),la società ha deciso di esonerare il tecnico Josef Zinnbauer. Al suo posto viene nominato Peter Knabel che,fino a quel momento,aveva ricoperto il ruolo di direttore tecnico del club anseatico[21][22]. Al momento dell'avvicendamento in panchina l'Amburgo si trova a 25 punti,davanti solamente a Paderborn e Stoccarda.

Dopo due sconfitte,patite rispettivamente contro Bayer Leverkusen e Wolfsburg,Peter Knabel viene mandato nuovamente a ricoprire ruolo di direttore tecnico del club e al suo posto viene chiamato il tecnico Bruno Labbadia[23]che,oltretutto,aveva già allenato l'Amburgo nella stagione 2009/2010.

Al momento dell'ennesimo cambio in panchina la squadra si trova all'ultimo posto in classifica con 25 punti.

Nonostante il neo tecnico riesca a "risvegliare" la squadra e a portarla a 35 punti, l'Amburgo dovrà comunque,per il secondo anno consecutivo,sudarsi la permanenza in Bundesliga fino alla fine. Infatti la squadra si piazza al terzultimo posto (precedendo Friburgo e Paderborn) per cui è costretta per il secondo anno consecutivo a disputare i play-out contro la terza classificata della Zweite Bundesliga, ovvero il Karlsruher SC. Ai play-out, la formazione anseatica ottiene una rocambolesca salvezza: dopo l'1-1 casalingo della gara d'andata, al ritorno espugna Karlsruhe per 2-1 dopo i tempi supplementari, agguantati con un goal su punizione al 91' dopo il provvisorio vantaggio della formazione di casa (a cui sarebbe bastato anche lo 0-0) al 78'.[24]

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria dell'Amburgo SV
  • 29 settembre 1887 Nasce lo Sports Club Germania
  • 1919 nasce l' Hamburger Sports-Verein

  • 1920-21 · 1º nel campionato della Germania settentrionale. Eliminato nei quarti.
  • 1921-22 · 1º nel campionato della Germania settentrionale. Finalista con il Norimberga, ma il titolo non viene assegnato.
  • 1922-23 · 1º nel campionato della Germania settentrionale. Sconfigge 3-0 in finale l'Union Oberschöneweide GermaniaMeisterschale.png Campione di Germania (1º titolo).
  • 1923-24 · 1º nel campionato della Germania settentrionale. Sconfitto 2-0 dal Norimberga nella finale nazionale.
  • 1924-25 · 1º nel campionato della Germania settentrionale. Eliminato negli ottavi.
  • 1925-26 · 2º nel campionato della Germania settentrionale. Eliminato in semifinale.
  • 1926-27 · 2º nel campionato della Germania settentrionale. Eliminato nei quarti.
  • 1927-28 · 1º nel campionato della Germania settentrionale. Sconfigge 5-2 l'Hertha Berlini in finale. GermaniaMeisterschale.png Campione di Germania (2º titolo).
  • 1928-29 · 1º nel campionato della Germania settentrionale. Eliminato nei quarti.
  • 1929-30 · 4º nel campionato della Germania settentrionale.

  • 1930-31 · 1º nel campionato della Germania settentrionale. Eliminato in semifinale.
  • 1931-32 · 1º nel campionato della Germania settentrionale. Eliminato nei quarti.
  • 1932-33 · 1º nel campionato della Germania settentrionale. Eliminato negli ottavi.
  • 1933-34 · 2º in Gauliga Nordmark
  • 1934-35 · 2º in Gauliga Nordmark
  • 1935-36 · 3º in Gauliga Nordmark
  • 1936-37 · 1º in Gauliga Nordmark. Eliminato in semifinale.
  • 1937-38 · 1º in Gauliga Nordmark. Eliminato in semifinale.
  • 1938-39 · 1º in Gauliga Nordmark. Eliminato in semifinale.
  • 1939-40 · 2º in Gauliga Nordmark

  • 1940-41 · 1º in Gauliga Nordmark. Eliminato nella fase a gruppi.
  • 1941-42 · 2º in Gauliga Nordmark
  • 1942-43 · 2º in Gauliga Hamburg
  • 1943-44 · 2º in Gauliga Hamburg
  • 1944-45 · 1º in Gauliga Hamburg
  • 1945-46
  • 1946-47
  • 1947-48 · 1º in Oberliga Nord. Eliminato nei quarti di finale.
  • 1948-49 · 2º in Oberliga Nord. Eliminato nei quarti di finale.
  • 1949-50 · 1º in Oberliga Nord. Eliminato nei quarti di finale.

  • 1950-51 · 1º in Oberliga Nord. Eliminato nella fase a gruppi.
  • 1951-52 · 1º in Oberliga Nord. Eliminato nella fase a gruppi.
  • 1952-53 · 1º in Oberliga Nord. Eliminato nella fase a gruppi.
  • 1953-54 · 11º in Oberliga Nord.
  • 1954-55 · 1º in Oberliga Nord. Eliminato nella fase a gruppi.
  • 1955-56 · 1º in Oberliga Nord. Eliminato nella fase a gruppi.
  • 1956-57 · 1º in Oberliga Nord. Battuto 4-1 dal Borussia Dortmund nella finale nazionale.
  • 1957-58 · 1º in Oberliga Nord. Battuto 3-0 dallo Schalke 04 nella finale nazionale.
  • 1958-59 · 1º in Oberliga Nord. Eliminato nella fase a gruppi.
  • 1959-60 · 1º in Oberliga Nord. Battuto 3-2 il Colonia nella finale nazionale. Meisterschale.png Campione di Germania (3º titolo).






Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Imtech Arena.

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Allenatori dello Hamburger S.V.

Di seguito la lista degli allenatori dell'Amburgo dal 1963 ad oggi[25].

Allenatore dal al Vittorie
Germania Martin Wilke 01/07/1962 30/06/1964 1 DFB-Pokal
Germania Georg Gawliczek 01/07/1964 17/04/1966
Germania Josef Schneider 18/04/1966 30/06/1967
Germania Kurt Koch 01/07/1967 30/06/1969
Germania Georg Knöpfle 01/07/1969 30/04/1970
Germania Klaus-Dieter Ochs 01/05/1970 30/06/1973 1 DFL-Ligapokal
Germania Kuno Klötzer 01/07/1973 30/06/1977 1 DFB-Pokal
1 Coppa delle Coppe
Germania Rudi Gutendorf 01/07/1977 27/10/1977
Turchia Özcan Arkoç 28/10/1977 30/06/1978
Jugoslavia Branko Zebec 01/07/1978 18/12/1980 1 Bundesliga
Jugoslavia Aleksandar Ristić 02/01/1981 30/06/1981
Austria Ernst Happel 01/07/1981 30/06/1987 2 Bundesliga
1 Coppa dei Campioni
1 DFB-Pokal
Jugoslavia Josip Skoblar 01/07/1987 09/11/1987
Germania Willi Reimann 11/11/1987 04/01/1990
Germania Gerd-Volker Schock 05/01/1990 10/03/1992
Germania Egon Coordes 12/03/1992 21/09/1992
Germania Benno Möhlmann 01/07/1992 05/10/1995
Germania Felix Magath 06/10/1995 18/05/1997
Germania Ralf Schehr[n 1] 19/05/1997 30/06/1997
Germania Frank Pagelsdorf 01/07/1997 17/09/2001
Austria Kurt Jara 03/10/2001 22/10/2003 1 DFL-Ligapokal
Germania Klaus Toppmöller 23/10/2003 17/10/2004
Germania Thomas Doll 18/10/2004 31/01/2007 1 Coppa Intertoto UEFA
Paesi Bassi Huub Stevens 02/02/2007 30/06/2008 1 Coppa Intertoto UEFA
Paesi Bassi Martin Jol 01/07/2008 30/06/2009
Germania Bruno Labbadia 01/07/2009 25/04/2010
Paesi Bassi Ricardo Moniz[n 1] 26/04/2010 30/06/2010
Germania Armin Veh 01/07/2010 12/03/2011
Germania Michael Oenning 13/03/2011 18/09/2011
Argentina Rodolfo Cardoso[n 1] 19/09/2011 09/10/2011
Danimarca Frank Arnesen[n 1] 10/10/2011 17/10/2011
Germania Thorsten Fink 17/10/2011 16/09/2013
Argentina Rodolfo Cardoso 17/09/2013 24/09/2013
Paesi Bassi Bert van Marwijk 25/09/2013 15/02/2014
Germania Mirko Slomka 17/02/2014 15/09/2014
Germania Joe Zinnbauer 16/09/2014 21/03/2015
Germania Peter Knäbel 22/03/2015 14/04/2015
Germania Bruno Labbadia 15/05/2015
  1. ^ a b c d Allenatore ad interim.

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Vincitori di titoli[modifica | modifica wikitesto]

Kevin Keegan 1978, 1979
Mehdi Mahdavikia 2003
Uwe Seeler 1960, 1964, 1970

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Piazzamenti dell'Amburgo nella Bundesliga dal 1964 al 2007


Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

11 trofei

Competizione Stagioni Secondo posto
Meisterschale.png Campionato tedesco: 6 1922-1923, 1927-1928, 1959-1960, 1978-1979, 1981-1982, 1982-1983 1923/1924, 1943/1944, 1956/1957, 1957/1958, 1975/1976, 1979/1980, 1980/1981, 1983/1984, 1986/1987
Coppagermania.png Coppa di Germania: 3 1962-63, 1975-1976, 1986-1987 1951/1952, 1966/1967, 1973/1974
Ligapokal Deutschland.png Coppa di Lega tedesca: 2 1972-1973, 2003 -
DeustcherSupercupTrophy.png Supercoppa di Germania: - 1987

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

4 trofei

Competizione Stagioni Secondo posto
Copa Intercontinental.svg Coppa Intercontinentale: - 1983
Coppacampioni.png UEFA Champions League: 1 1982-1983 1979-1980
Coppacoppe.png Coppa delle Coppe: 1 (record tedesco) 1976-1977 1967-1968
Coppauefa.png Coppa UEFA: - 1981-1982
Supercoppaeuropea2.png Supercoppa UEFA: - 1977, 1983
Coppa Intertoto.svg Coppa Intertoto: 2[26] (record) 2005, 2007 -

Altre competizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • campionati di calcio della Germania del nord: 10
1921, 1922, 1923, 1924, 1925, 1928, 1929, 1931, 1932, 1933
1937, 1938, 1939, 1941
1945
  • Stadtliga Hamburg: 1
1946
  • Campionati della zona d'occupazione inglese: 2
1947, 1948
1948, 1949, 1950, 1951, 1952, 1953, 1955, 1956, 1957, 1958, 1959, 1960, 1961, 1962, 1963

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

  • L'Amburgo SV è rimasto imbattuto in campionato dal 16 gennaio 1982 al 29 gennaio 1983, per una serie di 36 partite utili consecutive e che ha resistito come record della Bundesliga sino alla stagione 2013-2014[27], quando a batterla vi è riuscito il Bayern Monaco, stabilendo il nuovo record di imbattibilità di 53 partite consecutive.

Amburgo in Europa[modifica | modifica wikitesto]

Alla stagione 2014-2015 il club ha ottenuto le seguenti partecipazioni ai tornei internazionali[28]:

Rosa 2015-2016[modifica | modifica wikitesto]

Rosa aggiornata al 19 luglio 2015

N. Ruolo Giocatore
1 Rep. Ceca P Jaroslav Drobný
2 Germania D Dennis Diekmeier
3 Brasile D Cléber
4 Bosnia ed Erzegovina D Emir Spahić
5 Svizzera D Johan Djourou
6 Germania C Kerem Demirbay
7 Croazia C Ivo Iličević
8 Germania C Lewis Holtby
9 Svezia C Albin Ekdal
10 Germania A Pierre-Michel Lasogga
11 Croazia A Ivica Olić
15 Germania P René Adler
16 Lettonia A Artjoms Rudņevs
17 Ungheria C Zoltán Stieber
18 Germania C Matti Steinmann
19 Rep. Ceca C Petr Jiráček
N. Ruolo Giocatore 600px Azzurro con Rombi bianco nero e bianco.png
20 Cile C Marcelo Alfonso Díaz
22 Germania D Matthias Ostrzolek
24 Giappone D Gōtoku Sakai
25 Francia C Mohamed Gouaida
26 Germania A Philipp Müller
27 Germania C Nicolai Müller
28 Germania C Gideon Jung
31 Germania D Ronny Marcos
33 Turchia A Batuhan Altıntaş
34 Germania C Finn Porath
37 Camerun A Jacques Zoua
38 Svizzera P Andreas Hirzel
39 Germania C Ashton Götz
40 Serbia C Gojko Kacar
Germania A Sven Schipplock
Austria A Michael Gregoritsch

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AMBURGO su Eurosport.com. URL consultato il 21 luglio 2015.
  2. ^ a b I nostri partner. URL consultato il 21 luglio 2015.
    «L’Amburgo SV è la squadra che rappresenta il nord della Germania ed è l’unica ad aver giocato in Bundesliga dal suo anno di fondazione, ovvero il 1963, senza essere mai retrocessa.».
  3. ^ Transfermarkt.de GmbH & Co. KG (editore), Amburgo SV su transfermarkt.de. URL consultato il 21 luglio 2015.
  4. ^ Amburgo SV. URL consultato il 21 luglio 2015.
  5. ^ Amburgo SV. URL consultato il 21 luglio 2015.
  6. ^ Biglietti Amburgo SV. URL consultato il 21 luglio 2015.
  7. ^ Ufficiale: Jacopo Sala in gialloblù. URL consultato il 27 luglio 2015.
    «L'Hellas Verona FC comunica di aver acquisito, a titolo definitivo, le prestazioni sportive del calciatore Jacopo Sala. Il centrocampista, classe '91, arriva dalla società SV Amburgo.».
  8. ^ (EN) German Soccer Personalities in abseits-soccer.com. URL consultato il 28 giugno 2015.
  9. ^ (EN) (West) Germany - List of Champions in rsssf.com. URL consultato il 28 giugno 2015.
  10. ^ L’ambasciatore: Uwe Seeler in it.uefa.com. URL consultato il 29 giugno 2015.
  11. ^ (EN) Seeler: Germany legend, Hamburg icon in fifa.com. URL consultato il 29 giugno 2015.
  12. ^ L’ambasciatore: Uwe Seeler in it.uefa.com. URL consultato il 7 luglio 2015.
  13. ^ L’ambasciatore: Uwe Seeler in it.uefa.com. URL consultato il 29 giugno 2015.
  14. ^ C’era in Europa: l’Amburgo che fece piangere la Juventus di Platini in mondopallone.it. URL consultato il 9 luglio 2015.
  15. ^ (DE) Hamburger SV in fussballdaten.de. URL consultato il 9 luglio 2015.
  16. ^ 1980 - Nottingham Forest in gazzetta.it. URL consultato il 9 luglio 2015.
  17. ^ (DE) Hamburger SV in fussballdaten.de. URL consultato il 10 luglio 2015.
  18. ^ 1983 - Amburgo in gazzetta.it. URL consultato il 10 luglio 2015.
  19. ^ Amburgo,dall'imprenditore Kuhne le risorse per il mercato.
  20. ^ Marco Bellinazzo, Amburgo, crisi senza fine: Kühne esce di scena e chiede la restituzione del prestito, Il Sole 24 ore.
  21. ^ Knabel succede a Zinnbauer.
  22. ^ Esonerato Zinnbauer.
  23. ^ UFFICIALE: Amburgo, Labbadia nuovo tecnico - TuttoMercatoWeb.com. URL consultato il 2015-04-15.
  24. ^ Karlsruher SC gegen Hamburger SV live: Die Bundesliga-Relegation im TV, Stream und Liveticker
  25. ^ Allenatori » Amburgo in calcio.com. URL consultato il 2 giugno 2015.
  26. ^ L'UEFA ha organizzato per la prima volta la Coppa Intertoto nel 1995 secondo la Storia della Coppa Intertoto in uefa.com.
  27. ^ Bundesliga - Un Bayern da record si riprende la vetta in it.eurosport.yahoo.com. URL consultato il 3 giugno 2015.
  28. ^ (EN) Hamburger SV in www.uefa.com. URL consultato il 3 giugno 2015.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]