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Associazione Calcio Milan

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Milan" rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi Milan (disambigua).
A.C. Milan
Calcio Football pictogram.svg
Detentore della Supercoppa italiana Detentore della Supercoppa italiana
Milanstemma.png
Rossoneri, Diavolo[1]
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Bianco e Rosso (Croce) e Rosso e Nero (Strisce).svg Rosso e nero
Simboli Diavolo
Inno #Rossoneri
Emis Killa e Saturnino[2]
Dati societari
Città Milano
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1899
Proprietario Italia Fininvest
Presidente Italia Silvio Berlusconi (onorario)[3]
Allenatore Italia Vincenzo Montella
Stadio Giuseppe Meazza
(80 018[4] posti)
Sito web www.acmilan.com
Palmarès
Star*.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svg Coccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svg Supercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.png Coppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.png Coppacoppe.pngCoppacoppe.png Supercoppaeuropea.pngSupercoppaeuropea.pngSupercoppaeuropea.pngSupercoppaeuropea.pngSupercoppaeuropea.png FIFA Club World Cup.svg
Scudetti 18
Titoli nazionali 2 campionati di Serie B
Trofei nazionali 5 Coppe Italia
7 Supercoppe italiane
Trofei internazionali 7 Coppe dei Campioni/Champions League
2 Coppe delle Coppe
5 Supercoppe UEFA
3 Coppe Intercontinentali
1 Coppe del mondo per club
1 Coppa Mitropa
2 Coppe Latine
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'Associazione Calcio Milan S.p.A., nota anche come A.C. Milan[5] o Milan (AFI: /ˈmilan/[6]), è una società calcistica italiana fondata nel dicembre 1899, con sede nella città di Milano e appartenente dal 1986 al Gruppo Fininvest. La squadra milita nella Serie A del campionato italiano di calcio, dove ha giocato pressoché stabilmente: dalla sua introduzione nella stagione 1929-1930, infatti, ha partecipato a 83 campionati di Serie A a girone unico su 85. La carica di presidente del club è vacante[3] dall'8 maggio 2008, quando Silvio Berlusconi si dimise dopo la sua nomina a presidente del Consiglio;[7] dal 2012 lo stesso Berlusconi è presidente onorario del club.[8] Adriano Galliani e Barbara Berlusconi sono gli amministratori delegati e, assieme a Paolo Berlusconi, sono pure i vicepresidenti della società.[3]

È la terza squadra al mondo per numero di titoli internazionali conquistati (18,[N 1] a pari merito con il Boca Juniors[9] e alle spalle di Real Madrid e Al-Ahly a quota 22 e 20);[10][11] in bacheca figurano 3 Coppe Intercontinentali, una Coppa del mondo per club FIFA, 5 Supercoppe europee, 7 Coppe dei Campioni/Champions League e 2 Coppe delle Coppe.[5] Se in ambito internazionale è la squadra italiana con più successi e la prima ad aver vinto la Coppa dei Campioni (nel 1962-1963), in ambito italiano il Milan è il secondo club più titolato, a pari merito con l'Inter e alle spalle della Juventus, avendo vinto 30 trofei nazionali: 18 scudetti, 5 Coppe Italia e 7 Supercoppe italiane.[5][N 2] Complessivamente, con 48 trofei ufficiali vinti (30 nazionali e 18 internazionali), è il secondo club italiano più titolato dietro alla Juventus. È stata inoltre la prima squadra a vincere, nel 1991-1992,[12] il campionato italiano a girone unico senza subire sconfitte, eguagliata dalla Juventus nel 2011-2012.[13]

Il club figura al ventiduesimo posto della graduatoria continentale dell'UEFA, stilata in base ai risultati ottenuti nelle competizioni UEFA per club nell'ultimo quinquennio.[14]

Storia

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'Associazione Calcio Milan.
« Saremo una squadra di diavoli. I nostri colori saranno il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari![15] »
(Herbert Kilpin)

Dagli esordi al secondo dopoguerra

Herbert Kilpin, cofondatore e primo allenatore del Milan

Il Milan Football & Cricket Club nacque grazie all'iniziativa di un gruppo di inglesi e italiani, riuniti all'hotel Du Nord e des Anglais, tra i quali Alfred Edwards, il primo presidente, Edward Nathan Berra, il vicepresidente e capitano della squadra di cricket, il segretario Samuel Richard Davies, e fra i soci fondatori David Allison (capitano della squadra), Daniele Angeloni, Giannino Camperio, Antonio Dubini, Guido Valerio e Herbert Kilpin.[16] Della riunione diede notizia La Gazzetta dello Sport in un trafiletto del 15 o del 18 dicembre, ma non essendo rimasta una documentazione certa sull'atto costitutivo della società, la data di fondazione, che il club stesso fissa tradizionalmente al 16 dicembre 1899,[17] resta incerta.[18]

Il 15 gennaio 1900 il club fu affiliato alla FIF, Federazione Italiana del Football e il 15 aprile, nelle semifinali del campionato 1900, la squadra esordì con una sconfitta per 3-0 contro l'FC Torinese. Il 27 maggio dello stesso anno vinse la medaglia del Re grazie al 2-0 ottenuto contro la Juventus.[19]

L'anno seguente il Milan si laureò campione d'Italia, interrompendo la serie di vittorie consecutive del Genoa, sconfitto in finale per 3-0. Per il bis occorse aspettare il 1906, quando ad essere battuta fu la Juventus che rifiutò di disputare la ripetizione della gara di spareggio sul campo dell'US Milanese, non condividendo la decisione della FIF sulla scelta della sede della partita.[20] Nel 1907 arrivò il terzo successo, grazie al primo posto nel girone finale a cui parteciparono Torino e Andrea Doria.

Nonostante i successi, nel 1908 un gruppo di soci, in disaccordo sul tesseramento dei giocatori stranieri, lasciò i rossoneri per fondare un nuovo sodalizio, il Football Club Internazionale Milano.[21] Dopo la separazione il Milan sfiorò due scudetti, nel 1910-1911 e nel 1911-1912, entrambi vinti dalla Pro Vercelli, mentre nel 1916 i rossoneri misero in bacheca la Coppa Federale. Nelle stagioni seguenti la squadra vinse due volte i campionati regionali, ma non riuscì a ottenere successi nelle fasi nazionali.

Nel marzo 1919 la denominazione fu mutata in Milan Football Club[22] e nel 1926 venne inaugurato lo stadio San Siro, fatto costruire dal presidente Piero Pirelli e che, fino al 1947, ospitò solo il Milan, dato che l'Inter avrebbe giocato all'Arena Civica.[23][24] Nel periodo interbellico i diavoli ottennero solo piazzamenti di metà classifica non andando mai oltre il terzo posto, ottenuto nelle stagioni 1937-1938 e 1940-1941. Le stelle dell'epoca furono Aldo Boffi e Giuseppe Meazza.

Nel 1936 la società assunse la denominazione Milan Associazione Sportiva,[22] mutata nel febbraio 1939,[25] quando le autorità fasciste imposero l'italianizzazione del nome in Associazione Calcio Milano.[22] Nell'immediato dopoguerra, mutata ancora la denominazione in Associazione Calcio Milan,[26] la squadra rossonera ripartì col quarto posto del 1946-1947 e col simbolico titolo di campione d'inverno la stagione successiva.[27]

Gli anni cinquanta e sessanta

Il quarto scudetto arrivò nel 1950-1951, dopo 44 anni di attesa,[N 3] insieme alla prestigiosa Coppa Latina 1951, grazie ai gol del celebre trio svedese Gre-No-Li e alle parate di Lorenzo Buffon, sotto la guida tecnica dell'ungherese Lajos Czeizler. Negli anni seguenti si unirono alla squadra altri campioni come Schiaffino, Bagnoli, Radice e Cesare Maldini che, capitanati da Nils Liedholm, furono fra i protagonisti delle vittorie nella Coppa Latina 1956 e di altri 3 campionati (1954-1955, 1956-1957 e 1958-1959). Nel 1958 il Milan raggiunse la sua prima finale di Coppa dei Campioni, perdendo però per 3-2 ai supplementari contro il grande Real Madrid,[28] vincitore delle prime cinque edizioni del trofeo.

Prima dell'inizio della stagione 1962-63, che vide il primo successo continentale dei rossoneri, la società cambiò la denominazione in Milan Associazione Calcio.[29] L'anno precedente il Milan aveva vinto il suo ottavo titolo con Nereo Rocco in panchina, il capocannoniere José Altafini in attacco e un giovane Gianni Rivera in campo. Le reti di Altafini spinsero il Milan alla vittoria per 2-1 nella finale contro il Benfica nello stadio di Wembley[28] e Cesare Maldini fu il primo capitano di una squadra italiana a sollevare la Coppa dei Campioni.[30] Il 16 novembre 1963 i rossoneri, con Viani in panchina dopo il passaggio di Rocco al Torino, persero però per 1-0 lo spareggio della Coppa Intercontinentale giocato allo Stadio Maracanã contro il Santos di Pelé.[31] Questa fu l'ultima stagione sotto la presidenza di Andrea Rizzoli, che si dimise dopo nove anni in cui vinse 4 scudetti, una Coppa Latina, una Coppa dei Campioni ed edificò il centro sportivo di Milanello.[32]

I rossoneri con la Coppa delle Coppe vinta nel 1967-1968

Dopo alcune stagioni opache, che videro come unico successo la Coppa Italia 1966-1967, il ritorno in panchina di Rocco portò, nel 1967-1968, a conquistare il nono scudetto e la Coppa delle Coppe 1967-1968, messa in bacheca battendo al De Kuip di Rotterdam l'Amburgo grazie ad una doppietta di Kurt Hamrin.[33] Nel campionato successivo il Milan giunse secondo alle spalle della Fiorentina, ma vinse la sua seconda Coppa dei Campioni battendo per 4-1 nella finale di Madrid l'Ajax di Rinus Michels.[28] In quell'anno il Milan si aggiudicò l'Intercontinentale, in virtù del successo nella doppia finale contro gli argentini dell'Estudiantes (3-0; 1-2).[34] A questi allori di squadra si aggiunse anche la vittoria di Rivera nel Pallone d'oro 1969, primo italiano a riuscirvi.[35]

Gli anni settanta e ottanta

La rosa del Milan nella stagione 1973-1974, con la Coppa delle Coppe e la Coppa Italia vinte nel 1972-1973

Gli anni settanta si aprirono con tre secondi posti consecutivi in campionato, due dei quali ottenuti dopo aver subito brucianti rimonte da parte di Inter (1970-1971) e Juventus (1972-1973). In particolare nel 1972-1973 i rossoneri persero un campionato che sembrava già vinto a causa di un'amara sconfitta nella "Fatal Verona".[36] I secondi posti in campionato furono però compensati dalla vittoria di due Coppe Italia (1971-1972 e 1972-1973) e dalla seconda Coppa delle Coppe.

Dopo alcune stagioni non esaltanti, l'arrivo di Nils Liedholm in panchina e il 4º posto nel torneo 1977-1978, stagione di debutto di Franco Baresi, prelusero alla conquista del decimo titolo nel 1978-1979. La squadra, guidata in campo da Gianni Rivera, alla sua ultima stagione da calciatore, vinse la concorrenza dell'ostico Perugia di Ilario Castagner che concluse il campionato imbattuto (prima squadra a riuscirvi nella Serie A a girone unico) e mise finalmente in bacheca l'agognato "scudetto della stella".[37]

Gli anni ottanta si aprirono con la prima retrocessione in Serie B e la radiazione del presidente rossonero Felice Colombo a seguito dello scandalo del Totonero.[38] Il pronto ritorno nella massima serie vincendo il campionato di Serie B 1980-1981 fu seguito da una stagione fallimentare che vide i rossoneri retrocedere nuovamente, questa volta sul campo, chiudendo il torneo al terz'ultimo posto della classifica con 24 punti in 30 giornate.[39] Il ritorno in A fu ancora una volta immediato ma il Milan, dopo alcune stagioni di transizione, che il 20 gennaio 1985 videro l'esordio a Udine del sedicenne Paolo Maldini,[40] dovette affrontare una grave crisi societaria. La società, fortemente indebitata e a rischio fallimento, fu rilevata il 20 febbraio 1986 dall'imprenditore milanese Silvio Berlusconi, che ne ripianò il deficit economico.[41]

Il trio olandese formato da Frank Rijkaard, Marco van Basten e Ruud Gullit

La successiva campagna acquisti fu all'altezza del blasone rossonero: arrivarono Roberto Donadoni, Dario Bonetti, Giuseppe Galderisi, Daniele Massaro e Giovanni Galli[42] e dopo una stagione di assestamento, che vide l'esonero di Liedholm e il quinto posto finale, l'anno successivo il Milan scelse di puntare sul giovane tecnico Arrigo Sacchi e ingaggiò i due fuoriclasse olandesi Marco van Basten e Ruud Gullit, pallone d'oro 1987. Sacchi, dopo un inizio difficile, guidò la squadra alla rimonta sul Napoli sino alla vittoria finale. Tale successo fu il preludio a un triennio d'oro in cui i rossoneri si aggiudicarono due Coppe dei Campioni (1989, 1990), due Supercoppe europee (1989, 1990), due Coppe Intercontinentali (1989, 1990) e la Supercoppa italiana 1989.[43] Il Milan di Sacchi, ispirato al calcio totale, aveva rivoluzionato la pratica e la mentalità calcistica.

Gli anni novanta e duemila

La serie di successi in Europa si interruppe il 20 marzo 1991 nella "notte di Marsiglia", quando Adriano Galliani, durante il ritorno del quarto di finale di Coppa dei Campioni giocato contro l'O. Marsiglia, fece ritirare la squadra, in svantaggio per 1-0, per lo spegnimento di uno dei riflettori dello stadio.[44] La scelta di non tornare in campo anche dopo il ripristino dell'illuminazione portò alla sconfitta a tavolino per 3-0 e alla squalifica per un anno dalle coppe europee.[45][46] Si chiuse così il ciclo di Sacchi che a fine stagione lasciò la panchina a Fabio Capello per diventare commissario tecnico della Nazionale di calcio dell'Italia.

Fabio Capello, vincitore di quattro scudetti in cinque anni sulla panchina rossonera

Escluso dalle competizioni europee, il Milan si concentrò sul campionato 1991-1992, vinto senza subire sconfitte,[12][47] impresa eguagliata dalla Juventus nell'annata 2011-2012.[13] L'anno seguente il Milan si aggiudicò il secondo scudetto di fila e la Supercoppa italiana 1993, ma fu nuovamente sconfitto dall'Olympique Marsiglia nella finale di Champions[28].

Subentrati all'Olympique, squalificata a seguito della "Vicenda VA-OM",[48]i rossoneri persero ambedue le finali, la Supercoppa UEFA 1993 per 2-1 contro il Parma e la Coppa Intercontinentale 1993 per 3-2 contro il San Paolo. L'annata 1993-94 restò invece memorabile, impreziosita dal double scudetto-Champions League imponendosi in finale per 4-0 contro il Barcellona di Cruyff. L'anno seguente il Milan conquistò la Supercoppa italiana 1994 e la Supercoppa UEFA 1994, ma fu sconfitto per 2-0 nella Coppa Intercontinentale 1994 contro gli argentini del Vélez Sarsfield[49] e per 1-0 nella finale di Champions, raggiunta per il terzo anno consecutivo, dal giovane Ajax di Louis van Gaal.[28] Al termine della stagione 1995-96, conclusa con la conquista del quarto scudetto in cinque anni, Capello lasciò la panchina all'uruguaiano Óscar Tabárez.

Paolo Maldini alza la Champions League vinta ai rigori contro la Juventus

Negli anni seguenti, a eccezione di un tricolore vinto sotto la guida di Alberto Zaccheroni nel 1998-1999, la squadra non ottenne risultati di rilievo. Fu l'arrivo dell'ex calciatore rossonero Carlo Ancelotti nella stagione 2001-2002 a inaugurare un nuovo ciclo vincente: sotto la sua guida tornò in bacheca la Champions League, che mancava da nove anni, battendo ai rigori, nella finale dell'Old Trafford, i rivali della Juventus. Tre giorni dopo, contro la Roma, la squadra si aggiudicava la prima Coppa Italia dell'era Berlusconi. Nella stagione 2003-2004, in cui la società mutò la denominazione in Associazione Calcio Milan,[50] seguirono il diciassettesimo scudetto e la quarta Supercoppa europea, vinta a Monte Carlo battendo per 1-0 il Porto di José Mourinho, mentre i rossoneri persero, sempre ai rigori, sia la Supercoppa italiana 2003 contro la Juventus che la Coppa Intercontinentale 2003 contro gli argentini del Boca Juniors.

Sono del 2004-2005 la vittoria della Supercoppa italiana 2004, il secondo posto in campionato e la sconfitta-beffa nella finale di Champions League contro il Liverpool, che nel secondo tempo rimontò dallo 0-3 e vinse ai rigori.[51] Al termine del campionato 2005-2006, concluso al secondo posto, il Milan fu coinvolto nello "scandalo Calciopoli", subì una penalizzazione di 30 punti che lo relegò al terzo posto e un'ulteriore penalizzazione di 8 punti da scontare nel campionato successivo.[52]

L'anno successivo il Milan giunse nuovamente in finale di Champions, vinta per la settima volta[53] con la doppietta di Inzaghi contro gli inglesi del Liverpool; Kaká, che vinse poi il Pallone d'oro 2007, fu il capocannoniere della manifestazione con 10 gol.[54] Nel 2007-2008 il Milan ha vinto la sua quinta Supercoppa europea e la prima Coppa del mondo per club, gli ultimi successi del ciclo Ancelotti, che al termine della stagione 2008-2009, segnata anche dal ritiro di Paolo Maldini, lasciò il testimone all'ex calciatore e dirigente Leonardo,[55][56] alla sua prima esperienza da allenatore, ma rimasto in carica per una sola stagione.[57]

Gli anni duemiladieci

A Leonardo è successo il livornese Massimiliano Allegri,[58] che nella prima stagione da allenatore ha condotto la squadra rossonera, trascinata dai gol del neoacquisto Zlatan Ibrahimović, alla conquista del 18º scudetto della propria storia.[59] Nella stagione 2011-2012 la squadra ha conquistato la sua sesta Supercoppa italiana, battendo a Pechino l'Inter per 2-1,[60] ma non è riuscita a ripetersi in campionato, classificandosi seconda alle spalle della Juventus. Dopo un terzo posto in campionato nella stagione seguente, la crisi di risultati ha portato all'esonero di Allegri, avvicendato prima dal vice allenatore Mauro Tassotti[61] e poi dall'ex calciatore rossonero Clarence Seedorf.[62]

Dopo due stagioni anonime, che vedono avvicendarsi senza successo quattro diversi allenatori, il 1° luglio 2016 la squadra viene affidata a Vincenzo Montella,[63] sotto la cui gestione il Milan vince la settima Supercoppa italiana della sua storia battendo a Doha la Juventus ai tiri di rigore e tornando così a vincere un trofeo ufficiale dopo 5 anni.[64]

Cronistoria

Cronistoria dell'Associazione Calcio Milan
Vince la Medaglia del Re (1º titolo).

Vince la Medaglia del Re (2º titolo).
Vince la Medaglia del Re (3º titolo).
Vince il Campionato FGNI a pari merito con l'Andrea Doria (1º titolo).
Vince il Campionato FGNI (2º titolo).
Vince la Palla Dapples.
Vince il Campionato FGNI (3º titolo).
Vince la Palla Dapples.
Vince il Campionato FGNI (4º titolo).
Vince la Palla Dapples.
Vince il Campionato FGNI (5º titolo).
Vince la Palla Dapples.


Partecipa alla Coppa Italia (interrotta al quarto turno).
Battuto al sorteggio dal Genoa negli spareggi di qualificazione alla Coppa dell'Europa Centrale 1929.

Semifinalista di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale della Coppa dell'Europa Centrale.
Semifinalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Finalista di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.

Vince la Coppa Latina (1º titolo).
Finalista di Coppa Latina.
3º in Coppa Latina.
Semifinalista di Coppa dei Campioni.
Vince la Coppa Latina (2º titolo).
3º in Coppa Latina.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Finalista di Coppa dei Campioni.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Fiere.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Coppacampioni.png Vince la Coppa dei Campioni (1º titolo).
Finalista di Coppa dell'Amicizia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa dei Campioni.
Sconfitto in Coppa Intercontinentale allo spareggio.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa delle Fiere.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa delle Fiere (eliminato per sorteggio).
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia (1º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Mitropa.
6º in Coppa delle Alpi.
2º nel girone finale di Coppa Italia.
Coppacoppe.png Vince la Coppa delle Coppe (1º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Coppacampioni.png Vince la Coppa dei Campioni (2º titolo).
Girone eliminatorio di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.
Vince la Coppa Intercontinentale (1º titolo).

1º nel girone finale di Coppa Italia, perde ai rigori lo spareggio per l'assegnazione del trofeo contro il Torino.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia (2º titolo).
Semifinalista di Coppa UEFA.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia (3º titolo).
Coppacoppe.png Vince la Coppa delle Coppe (2º titolo).
Secondo turno di Coppa Italia.
Finalista di Coppa delle Coppe.
Finalista in Supercoppa UEFA.
Finalista di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia (4º titolo).
Ottavi di finale di Coppa UEFA.
Secondo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Coppe.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa UEFA.
  • 1979-1980 - 15º in Serie A, dopo declassamento dal 3º posto ottenuto sul campo su delibera della CAF per illecito sportivo nell'ambito del Totonero. Retrocesso in Serie B.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa dei Campioni.

Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Coppaeuropa.jpg Vince la Coppa Mitropa (1º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Finalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa UEFA.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Secondo turno di Coppa Italia.
Coppacampioni.png Vince la Coppa dei Campioni (3º titolo).
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (1º titolo).
Finalista di Coppa Italia.
Coppacampioni.png Vince la Coppa dei Campioni (4º titolo).
Supercoppaeuropea.png Vince la Supercoppa UEFA (1º titolo).
Vince la Coppa Intercontinentale (2º titolo).

Semifinalista di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa dei Campioni.
Supercoppaeuropea.png Vince la Supercoppa UEFA (2º titolo).
Vince la Coppa Intercontinentale (3º titolo).
Semifinalista di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Finalista di Champions League.
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (2º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Coppacampioni.png Vince la Champions League (5º titolo).
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (3º titolo).
Finalista in Supercoppa UEFA.
Finalista in Coppa Intercontinentale.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Finalista di Champions League.
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (4º titolo).
Supercoppaeuropea.png Vince la Supercoppa UEFA (3º titolo).
Finalista in Coppa Intercontinentale.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Fase a gironi di Champions League.
Finalista in Supercoppa italiana.
Finalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1999 - 16 dicembre: centenario del club (Il CentoMilan).
  • 1999-2000 - 3º in Serie A.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Prima fase a gironi di Champions League.
Finalista in Supercoppa italiana.

Semifinalista di Coppa Italia.
Seconda fase a gironi di Champions League.
Semifinalista di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa UEFA.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia (5º titolo).
Coppacampioni.png Vince la Champions League (6º titolo).
Semifinalista di Coppa Italia.
Quarti di finale di Champions League.
Finalista in Supercoppa italiana.
Supercoppaeuropea.png Vince la Supercoppa UEFA (4º titolo).
Finalista in Coppa Intercontinentale.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Finalista di Champions League.
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (5º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Semifinalista di Champions League.
Semifinalista di Coppa Italia.
Coppacampioni.png Vince la Champions League (7º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Champions League.
Supercoppaeuropea.png Vince la Supercoppa UEFA (5º titolo).
FIFA Club World Cup.svg Vince la Coppa del mondo per club FIFA (1º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Champions League.

Semifinalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Champions League.
Semifinalista di Coppa Italia.
Quarti di finale di Champions League.
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (6º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Champions League.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Champions League.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Finalista di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (7º titolo).

Colori e simboli

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Colori e simboli dell'Associazione Calcio Milan.
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
La maglia del centenario, simile a quella usata all'inizio del XX secolo

Colori

Durante tutta la sua storia il Milan ha avuto come colori distintivi il rosso e il nero. Tali colori furono scelti, come disse Kilpin, per rappresentare il fuoco dei diavoli milanisti (rosso) e la paura degli avversari nell'affrontarli (nero).[15]

I giocatori indossano una maglia a strisce rosse e nere, motivo per il quale fu dato loro il soprannome di rossoneri, pantaloncini bianchi e calzettoni neri. La divisa di trasferta è solitamente con colore di fondo bianco; con tale divisa il Milan ha vinto 6 finali su 8 di Coppa dei Campioni/Champions League, avendo perso solo contro l'Ajax nel 1994-1995 e contro il Liverpool nel 2004-2005 mentre ha vinto solo una finale su 3 con la maglia rossonera.[65] La terza maglia, invece, è stata prevalentemente nera, ma anche gialla, azzurra, rossa o argentata[66] e persino verde.[67]

Simboli ufficiali

Stemma

Per diversi anni il logo del Milan fu semplicemente la bandiera di Milano. Un altro soprannome che deriva dai colori della società è Il Diavolo e di conseguenza come logo della società fu usata anche l'immagine di un diavolo rosso stilizzato alla destra di una stella, riconoscimento della vittoria di 10 scudetti. Lo stemma riporta i colori sociali rosso e nero a sinistra e la bandiera del Comune di Milano (una croce rossa su sfondo bianco) sulla destra, con la sigla ACM sopra e l'anno della fondazione (1899) sotto.

Inno

Dal 2015 il rapper Emis Killa e il bassista Saturnino sono gli interpreti dell'inno ufficiale del Milan, #Rossoneri, lanciato in occasione del 116-esimo compleanno del club[2] in sostituzione di Milan, Milan, scritto dal cantautore Tony Renis, tifoso rossonero, e da Massimo Guantini, con piccoli contributi nel testo da parte del patron Silvio Berlusconi.[68] In precedenza, nel 1984 un altro musicista di fede rossonera, Enzo Jannacci, aveva scritto e interpretato per la squadra meneghina l'inno Mi-mi-la-lan.[69]

Mascotte

Dal 16 febbraio 2006 la mascotte ufficiale del Milan, disegnata dalla Warner Bros., è Milanello, un diavolo rosso con la divisa rossonera e un pallone da calcio, il cui nome omaggia peraltro quello del centro sportivo del club.[70] In precedenza, negli anni novanta tale ruolo era affidato a Dudy, versione milanista di Five, storica mascotte della rete televisiva Canale 5; dagli anni ottanta, sia la squadra che l'emittente sono infatti di proprietà di Silvio Berlusconi, e "Dudy" era il soprannome del suo secondogenito Pier Silvio.[71]

Strutture

Stadio

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Campo Trotter, Campo Acquabella, Campo Milan di Porta Monforte, Velodromo Sempione, Campo Pirelli, Campo di Viale Lombardia, Arena Civica e Stadio Giuseppe Meazza.
Panoramica dell'interno dello stadio Giuseppe Meazza

Nei primi anni dopo la sua nascita il Milan giocò le partite casalinghe in diversi campi. Dall'aprile 1900 al febbraio 1902 al Campo Trotter in piazza Doria (dove successivamente sorse la stazione Centrale di Milano), dal marzo 1903 al febbraio 1905 al Campo Acquabella in corso Indipendenza, inaugurato il 15 marzo 1903 con l'amichevole Milan-Genoa 0-0, dal gennaio 1906 al marzo 1914 al Campo Milan di Porta Monforte (poi Campo di Via Fratelli Bronzetti, dopo il cambio dell'ingresso da via Sottocorno a via Fratelli Bronzetti), dal novembre 1914 al marzo 1919 al Velodromo Sempione, dall'ottobre al novembre 1919 al Campo Pirelli (in zona Bicocca), dal novembre 1919 al dicembre 1919 in vari campi milanesi in attesa della costruzione del nuovo stadio, e dal febbraio 1920 al luglio 1926 al campo di Viale Lombardia. Il Milan giocò saltuariamente anche all'Arena Civica, campo in seguito diventato dell'Ambrosiana-Inter, nel 1900, dal 1908 al 1914 e infine dal 1946 al 1947.[72]

Lo spogliatoio del Milan all'interno dello stadio Giuseppe Meazza

Nel dicembre 1925 iniziò, per volere di Piero Pirelli, allora presidente rossonero, la costruzione dello stadio di San Siro, così chiamato dal nome del quartiere di Milano in cui sorgeva. Il nuovo impianto fu ufficialmente inaugurato il 19 settembre dell'anno seguente con una partita tra Milan e Inter, vincitrice per 6-3.[23][73] e da allora il Milan vi gioca le partite casalinghe (tranne dall'ottobre 1941 al giugno 1945, cioè durante la seconda guerra mondiale, quando giocò esclusivamente all'Arena Civica[74]: San Siro era infatti raggiungibile con difficoltà dai tifosi per via della penuria di energia elettrica, che era indispensabile per far funzionare i tram che portavano i rossoneri allo stadio[75]). Dall'aprile 1935 il comune di Milano acquisì la proprietà dello stadio di San Siro[76] e dalla stagione 1947-48 quest'ultimo divenne anche l'impianto casalingo dei nerazzurri.[23] Nel 1980 lo stadio, che ha una capienza di 80 018 posti[4] fu intitolato a Giuseppe Meazza, ex calciatore di entrambe le società milanesi nonché della Nazionale italiana di calcio.[23][73]

Il Milan ha ufficialmente annunciato il proposito di creare un nuovo stadio, che sarebbe stato eretto proprio a fianco della nuova Casa Milan di Portello;[77] Il progetto, iniziato verso la fine del 2014, è stato affidato alla Arup, società che ha già realizzato l'Allianz Arena e lo Stadio Olimpico di Pechino.

Centro di allenamento

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Milanello.

Il campo di allenamento del Milan è il centro sportivo di Milanello, situato in provincia di Varese tra i comuni di Carnago, Cassano Magnago e Cairate.[32] Inaugurato nel 1963, si estende su 160 000  e dispone di 6 campi da calcio regolamentari, un campetto in erba sintetica, un campetto coperto con fondo sintetico e un campetto in erba circondato da una muro sormontato da una recinzione, denominato "gabbia".[32]

Società

Il capitale sociale ammonta a 24.960.000 euro[78] ed è controllato al 99,93% dalla Fininvest,[79] la holding della famiglia Berlusconi. Le sue attività e le passività sono state incluse nel bilancio consolidato del gruppo Fininvest fino al 2012, ma dal 2013 la Fininvest non si è più fatta carico delle eventuali perdite del Milan, che quindi non possono essere ripianate grazie agli utili di altre società Fininvest in attivo.

Bilancio Gruppo Milan
(in milioni di euro)
Anno Risultato Fatturato
2011[80] -67,3 Green Arrow Up.svg 266,8 Green Arrow Up.svg
2012[81] -6,9 Green Arrow Up.svg 329,3 Green Arrow Up.svg
2013[82] -15,7 Red Arrow Down.svg 278,7 Red Arrow Down.svg
2014[83] -91,3 Red Arrow Down.svg 233,6 Red Arrow Down.svg
2015[84] -89,3 Red Arrow Down.svg 219,7 Red Arrow Down.svg

Il bilancio d'esercizio del 2014, approvato il 28 aprile 2015, è stato chiuso con un fatturato di 233,6 milioni di euro e una perdita di 91,3 milioni di euro, il bilancio più negativo dell'era Berlusconi.[83] Un valore così alto è conseguente sia alla scelta Fininvest di non consolidare il bilancio del Milan (che ne avrebbe ridotto la perdita a 46,4 milioni) che alla mancata partecipazione della Champions, che nella stagione precedente aveva portato nelle casse circa 35 milioni di euro.[83] L'ultimo bilancio chiuso con un utile è stato quello del 2006, quando la società ha avuto un attivo di 2,5 milioni di euro grazie a 45 milioni di plusvalenze.[85]

Dal 2008 Reconta Ernst & Young S.p.A. è la società di revisione contabile.[86] Secondo la Deloitte il Milan nella stagione 2014-2015 è stato il 14-simo club europeo per fatturato netto, con 199,1 milioni di euro.[87] A maggio 2015 è stata inoltre inserita, con un valore borsistico di 775 milioni di dollari, al decimo posto nella classifica annuale delle società calcistiche più ricche del mondo secondo Forbes.[88] Il Milan è anche uno dei membri fondatori dell'European Club Association,[89] organizzazione internazionale che ha preso il posto del soppresso G-14, composta dai principali club calcistici riuniti in consorzio al fine di ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e televisivi di fronte alla FIFA e alla UEFA.[90]

Il Milan è l'unica squadra italiana, insieme alla Roma, ad aver sponsorizzato la competizione automobilistica Superleague Formula risultando 3º nell'edizione 2008,[91] 7º nel 2009[92] e 5º nel 2010.[93]

Organigramma societario

Silvio Berlusconi, presidente onorario del club dal 2012, e Adriano Galliani, vice presidente vicario e amministratore delegato

Organigramma del Consiglio di amministrazione del Milan.[3]

Staff dell'area amministrativa
  • Presidente: carica vacante[7]
  • Italia Silvio Berlusconi - Presidente onorario[8]
  • Italia Adriano Galliani - Vice presidente vicario e amministratore delegato
  • Italia Barbara Berlusconi - Vice presidente e amministratore delegato
  • Italia Paolo Berlusconi - Vice presidente
  • Italia Pasquale Cannatelli - Consigliere
  • Italia Leandro Cantamessa - Consigliere
  • Italia Alfonso Cefaliello - Consigliere
  • Italia Giancarlo Foscale - Consigliere
  • Italia Antonio Marchesi - Consigliere
  • Italia Leonardo Brivio - Consigliere incaricato al controllo
  • Italia Rolando Vitrò - Segretario del C.d.A.


Gruppo Milan

L'Associazione Calcio Milan S.p.A. controlla il 100% di Milan Entertainment S.r.l., di Milan Real Estate S.p.A. e di Fondazione Milan - Onlus; possiede inoltre il 50% di M-I Stadio S.r.l.[78]

  • Milan Entertainment S.r.l. è la società che detiene i diritti di gestione e valorizzazione commerciale del marchio Milan [78]
  • Milan Real Estate S.p.A. è la società che gestisce il patrimonio immobiliare della squadra rossonera, comprendente e il centro sportivo di Milanello.[78]

Elenco degli sponsor tecnici e ufficiali del Milan.[94][95]

Cronologia degli sponsor tecnici
  • 1899-1978: nessuno sponsor
  • 1978-1980: adidas
  • 1980-1982: Linea Milan
  • 1982-1984: Ennedue
  • 1984-1985: Rolly Go
  • 1985-1986: Gianni Rivera
  • 1986-1990: Kappa
  • 1990-1993: adidas
  • 1993-1998: Lotto
  • 1998-2023: adidas
Cronologia degli sponsor ufficiali


Impegno nel sociale

Attraverso la onlus Fondazione Milan, fin dal 2003 il club è impegnato nel sociale, avviando e sostenendo dei progetti che si ripropongono di combattere le situazioni di disagio giovanile attraverso la pratica dello sport.[96] Dalla sua nascita la fondazione ha realizzato, in Italia e all'estero, oltre 100 progetti e raccolto oltre 10 milioni di euro.[97]

Settore giovanile

L'ingresso del centro sportivo di Milanello

Il settore giovanile del Milan è formato da squadre che gareggiano a livello nazionale e che rappresentano i vari livelli d'età, dal Campionato Primavera fino agli Esordienti e ai Pulcini.[98] Esistono anche numerose Scuole Calcio in ambito nazionale e internazionale[99] come pure i Milan Junior Camp, scuole estive in cui si coniuga la vacanza con l'attività sportiva.[100] Il progetto Scuola Calcio Milan è rivolto anche alla formazione degli allenatori delle società affiliate, per assicurare il miglioramento delle attività volte alla crescita dei giovani.[101]

Le attività delle squadre del settore giovanile si svolgono al centro sportivo Vismara[102] nel quartiere Gratosoglio di Milano, mentre la Primavera si allena con la prima squadra a Milanello.[32]

Massima attenzione al settore giovanile e investimenti nei vivai sono stati confermati dal consorzio cinese Sino-Europe Sports,[103] accordatosi con Fininvest per il passaggio di proprietà del club entro il 3 marzo 2017.[104]

Diffusione nella cultura di massa

Abatantuono interpreta Donato, il "ras della Fossa"

Nel settore cinematografico, tra le pellicole dedicate alla squadra rossonera ci sono Gli eroi della domenica (1953) del regista Mario Camerini, che racconta dell'incontro di calcio tra i rossoneri e una pericolante e di un tentativo di corruzione; nel film compaiono, oltre all'allenatore Lajos Czeizler, molti dei giocatori del Milan dell'epoca, Lorenzo Buffon, Carlo Annovazzi e l'intero Gre-No-Li. Del 1959 è l'Audace colpo dei soliti ignoti di Nanni Loy, sequel de I soliti ignoti, in cui un gruppo di balordi romani si reca a Milano fingendosi al seguito della squadra giallorossa, ma con l'intento di compiere una rapina al furgone del Totocalcio. Memorabile la scena in cui Gassman, interrogato nel commissariato, recita a memoria la cronaca della partita per suffragare il proprio alibi. Ci sono poi un film dell'82 di Enrico Vanzina, Eccezzziunale... veramente, in cui Diego Abatantuono interpreta, in tre distinti episodi, rispettivamente un tifoso milanista, Donato Cavallo il "ras della Fossa", uno interista e uno juventino e il suo sequel del 2006, Eccezzziunale veramente - Capitolo secondo... me, sempre di Vanzina. Nel 1989 Massimo Boldi, in Fratelli d'Italia, interpreta uno sfegatato supporter milanista costretto a un avventuroso viaggio in auto assieme a due pericolosi ultras giallorossi, Romolo e Remo, appena usciti di prigione, interpretati da Angelo Bernabucci e Maurizio Mattioli. Gli stessi attori, con ruoli analoghi, compaiono poi in Tifosi, film a episodi del 1999.

In ambito musicale, il popolare cantautore Adriano Celentano ha citato il Milan nel brano del 1968 Eravamo in 100.000, «Io dell'Inter, lei del Milan». Nel 1979 Lucio Dalla omaggiava nel brano Milano il successo nella Coppa dei Campioni del 1963, «Poi Milan e Benfica, Milano che fatica» mentre il grande tifoso rossonero Enzo Jannacci ricordava, nel brano del 1974 Vincenzina e la fabbrica, stagioni sottotono con «zero a zero anche ieri 'sto Milan qui, 'sto Rivera che ormai non mi segna più». Ricordiamo anche l'attore Umberto Smaila, che ha scritto e interpretato nel 1987 l'inno degli Ultras del Milan Canto Rossonero e Laura Pausini, reinterprete di Milan, Milan, che ha duettato con Ancelotti a San Siro per celebrare la vittoria nella Champions League del 2007.

Ampia è la popolarità del Milan nei social network: all'11 gennaio 2016 risulta seguito da 24,7 milioni di fan su Facebook, da 3,1 milioni su Twitter e 1,9 su Instagram, collocandosi al primo posto nella graduatoria italiana e all'ottavo in quella mondiale;[87] il club vanta inoltre circa 300 mila iscritti al canale YouTube e oltre 5 milioni di tifosi su Google+.[105]

Il logo di Milan Channel

Il 16 dicembre 1999, in occasione del centenario della fondazione del club, è nato Milan Channel, un canale televisivo tematico a pagamento che trasmette ininterrottamente notizie ed eventi incentrati sul "mondo Milan". Il 1° agosto 2016 il canale assume la nuova denominazione di Milan TV rinnovando grafiche e logo. Tematiche analoghe vengono diffuse anche attraverso MilanTime, la web-tv ufficiale della squadra rossonera, che trasmette in streaming tramite il sito ufficiale del club. Più in generale, la distribuzione di contenuti avviene attraverso una piattaforma integrata di un ambiente unico, comprendente social, web e mobile, avviata nel 2010 col progetto Milan Media Factory. Tra le emittenti radio ci sono Radio Italia, radio ufficiale del club,[106] e la radio sportiva Radio MilanInter, le cui trasmissioni sono dedicate a entrambe le compagini milanesi.

In campo editoriale Forza Milan! è la rivista ufficiale della squadra, fondata nel 1963 dal giornalista Gino Sansoni ed edita da Panini. Dedicata interamente alle vicende del club, sotto la direzione di Gigi Vesigna raggiunse la tiratura di 130.000 copie mensili.[107]

Allenatori e presidenti

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Allenatori e presidenti dell'Associazione Calcio Milan.

Allenatori

Nereo Rocco e Carlo Ancelotti

Sono 55 gli allenatori che dal 1899 hanno assunto la guida tecnica del club. Il primo allenatore, nonché capitano e fondatore del club, fu Herbert Kilpin, che rimase alla guida della squadra fino al 1906, mentre il primo allenatore professionista[108] ingaggiato nel 1922, fu l'austriaco Ferdi Oppenheim,[109] che fu anche il primo allenatore straniero della storia rossonera: rimase alla guida della società per due stagioni.

L'allenatore rossonero più vincente e longevo è stato Nereo Rocco, detto il Paròn, in carica per 4 periodi diversi per un totale di 459 panchine[110] in 13 stagioni (9 complete e altre 4 solo per alcune partite).[111] Sotto la sua gestione il Milan vinse 10 titoli: 2 scudetti, 3 Coppe Italia, 2 Coppe dei Campioni (prima compagine italiana a diventare Campione d'Europa[112]), 2 Coppe delle Coppe e una Coppa Intercontinentale.

Un altro tecnico che ha segnato la storia rossonera è stato Arrigo Sacchi. Nel biennio 1989-90 il Mago di Fusignano condusse il Milan alla conquista di 2 Coppe dei campioni, di 2 Coppe Intercontinentali e di 2 Supercoppe UEFA. A livello nazionale conquistò inoltre lo scudetto 1987-1988 e la Supercoppa italiana 1988. Ma il Milan di Sacchi viene ricordato anche come la più forte squadra di club di tutti i tempi.[113]

A Sacchi subentrò nel 1991 Fabio Capello, ex calciatore rossonero e in precedenza tecnico delle giovanili. In 5 stagioni il Milan vinse 4 scudetti (3 dei quali consecutivi), 1 Champions League, 3 Supercoppe europee e una italiana, per 9 trofei complessivi[49]. Quel Milan, soprannominato degli "invincibili", stabilì inoltre il record di 58 risultati utili consecutivi in Serie A.[114]

Da ricordare, infine, Carlo Ancelotti: allenatore dal 2001 al 2009, è il secondo tecnico col maggior numero di partite sulla panchina del Diavolo, 420,[115] e l'unico rossonero ad aver vinto con il Milan 2 Champions League in campo e altrettante in panchina. Sotto la sua guida la squadra vinse 8 trofei, 1 scudetto, 1 Coppa Italia, 1 Supercoppa italiana, 2 Champions League, 2 Supercoppe UEFA e 1 Coppa del mondo per club.[116]

Presidenti

In più di 100 anni di storia societaria, alla guida del Milan si sono avvicendati 25 presidenti. Il primo presidente della società rossonera fu Alfred Edwards, uno dei soci fondatori del club.

Il presidente più longevo nella storia del club è Silvio Berlusconi che ha ricoperto la carica per 20 anni, dapprima a partire dal 20 febbraio 1986 fino al 21 dicembre 2004, quando si è dimesso a seguito dell'approvazione di una legge disciplinante i conflitti d'interesse, e poi per altri due anni, dal 15 giugno 2006 all'aprile 2008, quando è stato rieletto alla presidenza del Consiglio dei ministri. Il 29 marzo 2012 il consiglio di amministrazione della società lo ha nominato presidente onorario.[117] Berlusconi è anche il più vincente per trofei: sotto la sua gestione il Milan si è laureato 8 volte campione d'Italia, 5 volte campione d'Europa e ha conquistato 2 Coppe Intercontinentali e 1 Coppa del mondo per club; ha inoltre vinto 7 Supercoppe italiane, 5 europee nonché una Coppa Italia, per un totale di 29 trofei ufficiali.

Calciatori

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Calciatori dell'Associazione Calcio Milan.

Hall of Fame

Di seguito l'elenco dei 54 calciatori inseriti nella Hall of Fame sul sito ufficiale del Milan.[118]

Capitani

Di seguito l'elenco dei capitani[N 4] del Milan con il periodo in cui hanno portato la fascia:[72]

Gianni Rivera, capitano del Milan per 12 stagioni e Pallone d'oro 1969
Franco Baresi, per 15 stagioni capitano del Milan

Contributo alle Nazionali

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Associazione Calcio Milan e Nazionale di calcio dell'Italia.
Pietro Lana, al Milan dal 1908 al 1914

Al 7 novembre 2016 sono 105 i calciatori del Milan ad aver ricevuto la convocazione nella Nazionale maggiore italiana durante la loro militanza milanista, 99 dei quali hanno effettivamente collezionato almeno una presenza in campo. Solo la Juventus con 140 convocazioni e l'Inter con 107 hanno fornito un numero più alto di giocatori candidati a indossare la maglia azzurra. Il maggior numero di presenze è di Paolo Maldini (126), mentre il primato delle reti va a Roberto Baggio (27).[120]

I primi rossoneri a vestire la maglia della Nazionale italiana furono Aldo Cevenini e Pietro Lana, che scesero in campo nella partita di debutto degli azzurri del 15 maggio 1910 giocata all'Arena Civica di Milano contro la Francia. L'incontro terminò 6-2 per l'Italia e Lana fu l'autore della prima rete della storia della Nazionale italiana di calcio nonché della prima tripletta in azzurro.[121]

Sono otto i giocatori laureatisi campioni del mondo di calcio durante il periodo di militanza nel Milan:

Sono invece cinque i calciatori militanti nel Milan vittoriosi nel campionato europeo di calcio 1968: Angelo Anquilletti, Giovanni Lodetti, Pierino Prati, Gianni Rivera e Roberto Rosato.

Altri tre calciatori rossoneri non italiani hanno conquistato la coppa del mondo con le rispettive nazionali: il francese Marcel Desailly (Francia 1998) e i brasiliani Roque Júnior e Dida (Corea del Sud-Giappone 2002), mentre gli olandesi Marco van Basten e Ruud Gullit si sono imposti nella rassegna europea in Germania Ovest 1988.

Hanno invece vinto la FIFA Confederations Cup i brasiliani Leonardo nel 1997, Dida e Kaká nel 2005, ancora Kakà e Pato nel 2009, mentre Serginho si è imposto nell'edizione 1999 della Copa América.

Palmarès

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Palmarès dell'Associazione Calcio Milan.

Competizioni nazionali

30 trofei ufficiali
1901, 1906, 1907, 1950-1951, 1954-1955, 1956-1957, 1958-1959, 1961-1962, 1967-1968, 1978-1979 Scudetto della stella (10º)
1987-1988, 1991-1992, 1992-1993, 1993-1994, 1995-1996, 1998-1999, 2003-2004, 2010-2011
1966-1967, 1971-1972, 1972-1973, 1976-1977, 2002-2003
1988, 1992, 1993, 1994, 2004, 2011, 2016
Altri trofei
1900, 1901, 1902
1915-1916
1980-1981, 1982-1983

Competizioni internazionali

18 trofei ufficiali UEFA e FIFA
1962-1963, 1968-1969, 1988-1989, 1989-1990, 1993-1994, 2002-2003, 2006-2007
1967-1968, 1972-1973
1989, 1990, 1994, 2003, 2007
1969, 1989, 1990
2007
Altri trofei
1951, 1956
1981-1982

Competizioni giovanili

1964-1965
1984-1985, 2009-2010
1949, 1952, 1953, 1957, 1959, 1960, 1999, 2001, 2014
1971-1972, 1981-1982, 1982-1983, 1984-1985, 1989-1990, 1993-1994, 2008-2009
1994-1995, 1995-1996, 2002-2003, 2006-2007, 2010-2011
1991-1992, 2009-2010

Statistiche e record

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Statistiche e record dell'Associazione Calcio Milan.

Partecipazioni ai campionati

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Campionato Federale 4 1900 1903 106
Prima Categoria 10 1904 1920-1921
Prima Divisione 5 1921-1922 1925-1926
Divisione Nazionale 4 1926-1927 1945-1946
Serie A 83 1929-1930 2016-2017
Serie B 2 1980-1981 1982-1983 2

In 118 stagioni sportive, a partire dall'esordio del 15 aprile 1900, il Milan ha disputato 106 campionati di massima serie (83 campionati di Serie A, 4 Campionati Federali, 10 di Prima Categoria, 5 di Prima Divisione e 4 di Divisione Nazionale) e 2 di Serie B. Nelle restanti 10 stagioni, per 3 volte (1905, 1909 e 1913-1914) non ha superato le eliminatorie regionali lombarde, nel 1908 ha rinunciato a partecipare al campionato, mentre nel quadriennio dal 1915-1916 al 1918-1919 e nelle annate 1943-1944 e 1944-1945 ha disputato i cosiddetti "campionati bellici".[122]

Statistiche di squadra

Gunnar Nordahl, miglior marcatore del Milan di tutti i tempi (210 gol in 257 partite) e terzo miglior marcatore della Serie A, dopo Silvio Piola e Francesco Totti

Gli 83 campionati di Serie A disputati ne fanno la quarta squadra per numero di partecipazioni, preceduta dall'Inter, presente in tutti gli 85 campionati, dalla Juventus e dalla Roma, presenti in 84 campionati su 85. I rossoneri hanno vinto il campionato per 18 volte, in 15 casi si sono classificati secondi e 17 volte terzi; nelle 106 edizioni della massima serie disputate dalla fondazione del club, la società è arrivata dunque sul podio nel 47,2% dei casi.

Nel corso delle partite ufficiali disputate, la miglior vittoria in casa del Milan è il 13-0 contro l'Audax Modena (Prima Categoria 1914-1915), mentre in trasferta è il 10-0 contro l'Ausonia (Prima Categoria 1919-1920). La peggiore sconfitta interna, invece, è lo 0-8 subito contro il Bologna (Prima Divisione 1922-1923) mentre fuori casa per tre volte il Milan perse con sei reti di scarto: un 2-8 contro la Juventus (Divisione Nazionale 1926-1927) e due 0-6, uno sempre contro i bianconeri nella Prima Divisione 1925-1926 e l'altro contro l'Ajax nella Supercoppa UEFA 1973.[123]

A livello nazionale i rossoneri detengono vari record:

  • la più lunga serie di gare senza sconfitte nel campionato di Serie A (58 partite, dal 26 maggio 1991, Parma-Milan 0-0 al 14 marzo 1993, Milan-Lazio 2-2[124]), con l'intermezzo della stagione 1991-1992 conclusa, con Fabio Capello come allenatore, senza subire nessuna sconfitta, con 22 vittorie e 12 pareggi, segnando 74 reti e subendone solamente 21;[12]
  • la più lunga serie di gare esterne senza sconfitte in Serie A (38 partite);[124]
  • la più larga vittoria in trasferta in Serie A (Genoa-Milan 0-8 nel 1954-1955, a pari merito con Venezia-Padova 0-8 del campionato 1949-1950).[125]
Marco van Basten, Pallone d'oro in tre occasioni

A livello di coppe nazionali il Milan ha disputato 13 tra finali e gironi finali di Coppa Italia (con 5 vittorie)[126] e 10 finali di Supercoppa italiana (7 vittorie)[127] per un totale di 23 finali mentre, in ambito internazionale, il Milan si colloca al terzo posto nella classifica dei club plurivincitori: nelle 29 finali disputate[128] i rossoneri hanno conquistato 18 trofei[N 1] (7 Coppe dei Campioni/Champions League, 2 Coppe delle Coppe, 5 Supercoppe europee, 3 Coppe Intercontinentali, 1 Coppa del mondo per club FIFA),[5] a pari merito con il Boca Juniors[9] e alle spalle di Real Madrid e Al-Ahly (22 e 20 trofei).[10][11]

In Europa l'avversario affrontato in più occasioni è il Barcellona (19 incontri con 5 vittorie, 6 pareggi e 8 sconfitte[129]) seguito dal Real Madrid (16 incontri)[130] e dall'Ajax (14 incontri).[131] I rossoneri hanno vinto una sola volta al Camp Nou mentre il Barça 3 volte a San Siro,[129] invece i madrileni non si sono mai imposti al Meazza mentre i rossoneri hanno vinto una volta al Bernabéu.[130]

Un sondaggio del 2007 a cura della rivista sportiva World Soccer ha inoltre incoronato il Milan degli olandesi, guidato da Arrigo Sacchi, la più forte squadra di club di tutti i tempi e la quarta nella speciale classifica, dov'è preceduta solo da tre nazionali di calcio (Brasile 1970, Olanda 1974 e Ungheria 1953).[113]

Statistiche individuali

Paolo Maldini, detentore del record di presenze in maglia rossonera con 902 partite ufficiali disputate

A livello individuale, il giocatore con il maggior numero di presenze in rossonero è Paolo Maldini, con 902 partite disputate in 25 stagioni dal 1984 al 2009. Seguono Franco Baresi (719 presenze, 20 stagioni), Alessandro Costacurta (663 presenze, 21 stagioni), Gianni Rivera (658 presenze, 19 stagioni) e Mauro Tassotti (583 presenze, 17 stagioni). Il capocannoniere di tutti i tempi è invece lo svedese Gunnar Nordahl con 221 gol segnati in 8 stagioni. Alle sue spalle Andriy Shevchenko (175 gol in 8 stagioni), Gianni Rivera (164 in 19 stagioni), José Altafini (161 in 7 stagioni) e Aldo Boffi (136 in 9 stagioni).[123]

Il Milan è l'unica squadra ad aver piazzato per due volte tre suoi giocatori ai primi tre posti nella classifica del Pallone d'oro: nel 1988, quando furono premiati nell'ordine Marco van Basten, Ruud Gullit e Frank Rijkaard,[N 6] e nel 1989, che vide trionfare van Basten, Baresi e Rijkaard. Detiene inoltre il primato per il numero di calciatori vincitori della classifica marcatori della Serie A a girone unico (17 volte).[124] Venti personalità legate al Milan sono membri della Hall of Fame del calcio italiano (primato di club a pari merito con l'Inter e la Juventus):[132][133] Roberto Baggio, Paolo Maldini e Franco Baresi (categoria Giocatore italiano), Giovanni Trapattoni, Arrigo Sacchi, Fabio Capello e Carlo Ancelotti (categoria Allenatore italiano), Gianni Rivera e Paolo Rossi (categoria Veterano italiano), Silvio Berlusconi e Adriano Galliani (categoria Dirigente italiano), Marco van Basten e Ronaldo (categoria Giocatore straniero), Giovanni Mauro, Giuseppe Meazza, Vittorio Pozzo, Ferruccio Valcareggi, Nereo Rocco, Nils Liedholm e Cesare Maldini (categoria Riconoscimenti alla memoria).

Tifoseria

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Tifoseria dell'Associazione Calcio Milan.

Secondo un sondaggio d'opinione della società Demos & Pi, effettuato nel settembre 2016, il Milan risulta al secondo posto per numero di sostenitori in Italia, dopo la Juventus e alla pari dell'Inter, col 14% di preferenze del campione esaminato,[134] mentre a livello europeo risultava, in base a uno studio pubblicato nel 2010 dalla società tedesca Sport+Markt,la settima squadra per numero di tifosi, prima delle italiane con 18,4 milioni di sostenitori, ma lontana dai 57,8 milioni di sostenitori del Barcellona.[135]

Storia

Esposizione del soprannome casciavìt sopra il motto di Kilpin durante il derby del febbraio 2013

Il tipico tifoso del Milan per lunghi decenni del XX secolo apparteneva alla classe popolare e operaia, per questo i tifosi rivali dell'Inter li chiamavano casciavìt (appellativo ormai desueto, usato fino agli anni ottanta), che in milanese significa cacciaviti, proprio per indicare l'origine proletaria di larga parte dei tifosi rossoneri.[136] A loro volta i tifosi milanisti chiamavano i cugini nerazzurri baùscia, termine milanese che significa gradasso, essendo allora la tifoseria nerazzurra composta perlopiù dalle classi medie e altolocate.[136]

Negli anni sessanta si stabilirono in vari settori della curva sud dello stadio San Siro i primi nuclei del tifo organizzato rossonero, fra cui la Fossa dei Leoni, il gruppo ultras più antico del calcio italiano,[137] nato a Milano nel 1968 e scioltosi nel 2005 a seguito di aspri dissidi con altri gruppi ultrà rossoneri,[138] le Brigate Rossonere, fondate nel 1975[139] e il Commandos Tigre, poi confluiti tutti nel gruppo Curva Sud Milano.[140] Politicamente gli ultras del Milan, che nelle partite casalinghe occupano la Curva Sud, non hanno mai espresso una preferenza marcata,[140] anche se tradizionalmente venivano associati alla sinistra, fino in tempi più recenti quando, sotto la presidenza di Silvio Berlusconi, sono stati avvicinati alla destra.[141]

Gemellaggi e rivalità

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Derby di Milano, Derby calcistici in Lombardia e Rivalità calcistica Juventus-Milan.

I tifosi del Brescia,[142] della Reggina,[143] del Lione[144] e del Siviglia sono gli unici gemellati con quelli del Milan. Il gemellaggio con il Siviglia è nato durante la partita di Supercoppa UEFA 2007, disputata tre giorni dopo la scomparsa del giocatore sivigliano Antonio Puerta.[145] Per ricordarlo i giocatori di entrambe le squadre hanno indossato una maglia che, sotto il proprio numero, riportava il suo nome e in tribuna vi erano numerosi striscioni dedicati al difensore. Inoltre, durante l'intervallo, due ultras del Milan hanno portato sotto la curva del Siviglia uno striscione recante la scritta "Onore a Puerta",[146] con i tifosi spagnoli che hanno ringraziato quelli rossoneri con il coro "Milan, Milan".[145]

Precedentemente vi furono anche gemellaggi col Bologna,[147] col Como, venuto meno dopo la discesa della squadra lariana nelle categorie inferiori,[148] col Napoli, interrotto negli anni ottanta quando il Milan vinse un campionato proprio battendo in casa i partenopei,[149] e con la Roma (dovuto alle comuni simpatie politiche delle tifoserie), deterioratosi nel 1987 a seguito di incidenti con conseguente sconfitta a tavolino e squalifica del campo di San Siro seguiti, due anni dopo, dalla morte del tifoso romanista Antonio De Falchi.[150][151]

La più grande rivale del Milan è l'altra compagine meneghina, l'Inter. Il derby tra queste due squadre viene detto Derby della Madonnina per la statua della Madonnina posta in cima al Duomo di Milano. Anche con la Juventus, nonostante alcuni accordi passati stipulati a livello di società,[152] vi è da sempre una rivalità molto accesa,[153] essendo le squadre italiane più titolate.[5][154] Le due squadre hanno pure disputato una finale di Champions League, il 28 maggio 2003 all'Old Trafford, vinta ai rigori dai rossoneri per 3-2.

Quella col Genoa è una rivalità nata agli albori del campionato, nelle sfide per la conquista dei primi scudetti, ravvivatasi nella stagione 1981-82, quando i rossoblu conquistarono la salvezza a Napoli a pochi minuti dal termine del campionato proprio ai danni dei rossoneri[155] e acuitasi infine nel 1995 per l'uccisione di Vincenzo Spagnolo, tifoso genoano, da parte di un tifoso milanista.[150]

Inoltre vi sono anche rivalità minori con altri club, più o meno accese a seconda dei periodi: il Verona, contro cui il Milan perse due scudetti a vantaggio di Juventus e Napoli (la Fatal Verona)[36], la Lazio, gemellata con l'Inter, che perse uno scudetto nel 1999 dopo la rimonta rossonera,[156] l'Atalanta, rivale storica del Brescia, la Fiorentina, la Sampdoria e il Cagliari.[148]

Organico

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Associazione Calcio Milan 2016-2017.

Rosa

Rosa e numerazione, tratte dal sito ufficiale del Milan, sono aggiornate al 30 gennaio 2017.[157]

N. Ruolo Giocatore
2 Italia D Mattia De Sciglio
5 Italia C Giacomo Bonaventura
7 Spagna A Gerard Deulofeu
8 Spagna A Suso
9 Italia A Gianluca Lapadula
10 Giappone A Keisuke Honda
11 Argentina A Lucas Ocampos
13 Italia D Alessio Romagnoli
14 Cile C Matías Fernández
15 Paraguay D Gustavo Gómez
16 Italia C Andrea Poli
17 Colombia D Cristián Zapata
18 Italia C Riccardo Montolivo (capitano)
20 Italia D Ignazio Abate (vice capitano)
N. Ruolo Giocatore
21 Argentina D Leonel Vangioni
23 Argentina C José Ernesto Sosa
29 Italia D Gabriel Paletta
30 Italia P Marco Storari
31 Italia D Luca Antonelli
33 Slovacchia C Juraj Kucka
35 Italia P Alessandro Plizzari
63 Italia A Patrick Cutrone
70 Colombia A Carlos Bacca
73 Italia C Manuel Locatelli
80 Croazia C Mario Pašalić
91 Italia C Andrea Bertolacci
96 Italia D Davide Calabria
99 Italia P Gianluigi Donnarumma

Staff tecnico

Dal sito web ufficiale della società.[158]

Staff dell'area tecnica
  • Italia Vincenzo Montella - Allenatore
  • Italia Daniele Russo - Vice allenatore
  • Italia Alfredo Magni - Allenatore dei portieri
  • Italia Nicola Caccia e Giuseppe Irrera - Collaboratori tecnici
  • Italia Emanuele Marra - Preparatore atletico
  • Italia Riccardo Manno e Simone Montanaro - Video analisti
  • Italia Stefano Mazzoni - Responsabile sanitario
  • Italia Marco Freschi - Medico sociale


Note

Annotazioni

  1. ^ a b Nel computo sono incluse le sole competizioni organizzate o ufficialmente riconosciute dalle 6 Federazioni appartenenti alla FIFA e/o dalla FIFA stessa.
  2. ^ In questo computo sono incluse solo le competizioni organizzate dalla Lega Serie A.
  3. ^ I campionati nazionali effettivi senza vittorie furono, però, 36, per via della mancata partecipazione del 1908 e delle interruzioni belliche (1915-1919 e 1943-1945).
  4. ^ Tre dei quali (Giuseppe Bonizzoni, Giuseppe Antonini e Gianni Rivera) indossarono la fascia di capitano in due periodi distinti.
  5. ^ Vincitore unico e assegnatario definitivo del trofeo.
  6. ^ Rijkaard disputò la prima parte dell'anno 1988 al Real Saragozza, trasferendosi al Milan in estate.

Fonti

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Bibliografia

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