Associazione Calcio ChievoVerona

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AC ChievoVerona
Calcio Football pictogram.svg
Chievostemma.png
Clivensi, Squadra della diga, Mussi volanti
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Giallo e Blu (Bordato)2.png Giallo e blu
Simboli Cangrande della Scala, Diga
Inno Vola con noi
Sonohra
Dati societari
Città Verona (Chievo)
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1929
Scioglimento 1936
Rifondazione 1948
Presidente Italia Luca Campedelli
Allenatore Italia Rolando Maran
Stadio Stadio Marcantonio Bentegodi
(39 211 posti)
Sito web www.chievoverona.it
Palmarès
Coppa Ali della Vittoria.png
Titoli nazionali 1 Campionato di Serie B
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'Associazione Calcio ChievoVerona, comunemente nota come ChievoVerona o più semplicemente come Chievo, è una società calcistica italiana con sede a Chievo, frazione di Verona. Fondata nel 1929 e ricostituitasi nel 1948,[1] per la stagione 2017-18 milita nella Serie A.

Includendo la stagione in corso, il Chievo ha partecipato a 27 campionati nazionali, di cui 5 in Serie C1, 8 in Serie B e 16 in Serie A. I clivensi hanno vinto un campionato di Serie B.[2] In ambito europeo i migliori risultati ottenuti sono le partecipazioni, negli anni 2000, alla Coppa UEFA e alla Champions League.[2]

Il Chievo costituisce un unicum nel panorama calcistico italiano, essendo l'unico club proveniente dalle categorie regionali minori ad aver scalato l'intera piramide calcistica nazionale, fino a giungere dapprima in Serie A e poi nelle coppe europee.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'Associazione Calcio ChievoVerona.
I pionieri dell'O.N.D. Chievo nel 1929, in campo con una maglia scaccata

L'Opera Nazionale Dopolavoro Chievo nasce nel 1929 su iniziativa di un gruppo di appassionati di calcio del borgo di Chievo, situato alle porte di Verona,[3][4] con i colori sociali blu e bianco, alternati su una maglia a quadri, e con pantaloncini bianchi. Inizialmente la società non viene affiliata alla FIGC, limitandosi a disputare gare a carattere amichevole. Dal 1931 il blu delle divise diventa celeste, tant'è che, per molti anni, i giocatori di Chievo assumeranno l'appellativo di "biancocelesti". L'attività dell'O.N.D. Chievo termina nel 1936, in seguito a problemi finanziari.

Il Cardi Chievo della stagione 1965-66

Al termine della seconda guerra mondiale, nel 1948, la società viene rifondata come A.C. Chievo e si iscrive alla Seconda Divisione. Al termine della stagione 1950-51, la squadra vince il campionato regionale di Seconda Divisione, ottenendo la promozione in Prima Divisione veneta. Nell'aprile 1952 fa il suo debutto in squadra Bruno Vantini, giocatore che manterrà la casacca clivense fino al 1971, e che detiene il primato di reti con la maglia del club. Nel 1957 la squadra cambia impianto in cui disputare le gare, spostandosi al campo parrocchiale "Carlantonio Bottagisio", dove giocherà le partite interne fino al 1986. Nel 1959, grazie alla ristrutturazione dei campionati nazionali, il Chievo viene ammesso in Seconda Categoria; sempre in quell'anno la squadra cambia denominazione societaria in Cardi Chievo, dal nome del nuovo sponsor, ed ottiene rapidamente la promozione in Prima Categoria. La squadra resta nella medesima serie fino al 1963, quando subisce la prima retrocessione della sua storia.

Nel 1964 Luigi Campedelli, uomo d'affari e proprietario della Paluani, diviene presidente del Chievo; tuttavia, nel corso degli anni successivi, egli cederà la carica presidenziale, pur rimanendo "patron" della società, fino al 1990 quando vi tornerà a pieno titolo. Il Chievo inizia la lunga scalata tra i livelli del calcio italiano fino a raggiungere la Serie A nel 2001 e la Champions League nel 2007.

Una formazione dell'A.C. Chievo nel 1980-81

Nella seconda metà degli anni 1960, la squadra vince per tre volte il campionato di Seconda Divisione (1965, 1968 e 1969), rinunciando alla Prima Categoria all'inizio della stagione 1968-1969 per problemi economici, e reiscrivendosi nell'annata successiva. Dopo aver giocato in Promozione tra il 1971 e il 1975 e in Serie D per il lustro successivo, dalla stagione 1981-1982 l'AC Chievo prende la denominazione Paluani Chievo, dal nome dello sponsor Paluani. Nel campionato di D del 1986, il Chievo si gioca la vittoria del torneo con la Bassano: lo spareggio promozione a Brescia vede prevalere la squadra vicentina. Tuttavia, il 13 giugno 1986, una sentenza condanna il Bassano per illecito sportivo e il Chievo ottiene la promozione in Serie C2. Per la prima stagione in un campionato professionistico la squadra torna a chiamarsi A.C. Chievo, e passa a disputare le gare interne allo stadio Marcantonio Bentegodi di Verona. Segue la promozione in Serie C1 nel 1989.

Nel 1990 Luigi Campedelli torna presidente della società, e per identificare maggiormente la formazione con la città, decide di mutare la denominazione in A.C. ChievoVerona. Il 15 settembre 1992 il presidente Luigi Campedelli muore improvvisamente per un attacco cardiaco, e a succedergli nella guida della società è il figlio Luca, che decide di farsi affiancare, con il ruolo di direttore sportivo, dall'ex calciatore clivense Giovanni Sartori.[5] Nella stagione 1993-1994, con Alberto Malesani in panchina, il Chievo chiude il girone di C1 al primo posto conquistando la promozione in Serie B. Nel torneo cadetto, il club disputa per la prima volta nella storia il derby con il Verona. Nell'estate del 2000, Luigi Delneri è nominato come nuovo allenatore dei veneti: l'arrivo del tecnico aprirà un ciclo di quattro anni in cui porterà la squadra dalla serie cadetta alla qualificazione in Coppa UEFA. Nel campionato 2001 la squadra chiude al terzo posto in classifica, e viene promossa per la prima volta in Serie A.

Luigi Delneri, tecnico dei clivensi in occasione della storica promozione in Serie A, nonché della prima qualificazione alle coppe europee

Il rendimento sorprendente durante la prima stagione in massima serie porta la squadra al centro di una grande attenzione mediatica, inducendo la stampa a parlare di Miracolo Chievo. Il quinto posto nella Serie A 2001-02 vale l'accesso alla successiva Coppa UEFA, dove tuttavia esce al primo turno per mano della Stella Rossa. Nel campionato del 2006, la dirigenza decide di affidare la squadra a Giuseppe Pillon, che ottiene il settimo posto in campionato: nonostante ciò, dopo i fatti di Calciopoli e il conseguente sconvolgimento della classifica, il Chievo scala alcune posizioni ritrovandosi al quarto posto, che consente alla formazione gialloblù di disputare il terzo turno preliminare della Champions League 2006-2007, dalla quale però viene subito eliminata per mano dei bulgari del Levski Sofia. I clivensi vengono dunque ammessi in Coppa UEFA, dove i portoghesi dello Braga pongono fine al cammino europeo della squadra veronese nel doppio confronto del primo turno. Queste eliminazioni, e soprattutto l'avvio negativo nel campionato 2006-2007,[6] convincono i dirigenti clivensi a sostituire Pillon con Luigi Delneri. Il ritorno dell'artefice del Miracolo Chievo nel tentativo di risollevare le sorti della squadra è però vano, e il Chievo chiude in diciottesima posizione retrocedendo in Serie B.

Nella stagione 2007-2008 la squadra, guidata da Giuseppe Iachini, vince il campionato e ottiene l'immediato ritorno in Serie A; la bandiera gialloblù Sergio Pellissier chiude ai primi posti della classifica marcatori grazie alla realizzazione di 22 reti. La stagione 2010-2011, sotto la guida tecnica di Stefano Pioli in sostituzione di Di Carlo, vede il Chievo solitario in testa alla classifica a pieni punti dopo le prime due giornate. Il 30 gennaio 2011, con la vittoria per 3-0 sul Brescia, i clivensi festeggiano la 100ª vittoria in Serie A.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria dell'Associazione Calcio ChievoVerona

  • 1931-1932 – 3º nel girone A della Seconda Categoria Veronese ULIC.
  • 1932-1933 – 1º nel girone A della Seconda Categoria Veronese ULIC. Alle finali provinciali, vince il titolo di Campione Veronese di Seconda Categoria ULIC battendo in finale l'Alba di Borgo Roma. Alle finali regionali supera il Vicenza Allievi (4-3 e 2-1 fuori), l'Arsiero (3-3 e 4-1 fuori) e perde la finale col Fiera di Treviso (1-5 fuori e 4-1).
  • 1933-1934 – 3º nel girone A della Seconda Categoria Veronese ULIC.
  • 1934-1935 – 1º nel girone unico della Seconda Categoria Veronese. Vince il titolo di Campione di Seconda Categoria della Sezione Propaganda Veronese battendo allo spareggio l'Alba 3-1. Alle finali regionali batte il Malo (2-3 e 3-2, bella a Montebello 2-0).
  • 1935-1936 – 1º nel girone unico della Seconda Categoria S.P. Veronese. Ammessa alle finali, si ritira per mancanza di giocatori.
  • 1936-1937 – Il club disputa il torneo dei Fasci Giovanili e batte in finale l'Avesa 2-1 vincendo il titolo provinciale Veronese.
  • 1937-1938 – L'O.N.D. Chievo non si iscrive e al campionato della Sezione Propaganda partecipa un'altra squadra di Chievo: la Fabio Filzi, che però non portò a termine il campionato.
  • 1938-1939 – Sul campo di Chievo gioca il San Massimo.
  • 1939-1948 – Nessun'altra squadra di Chievo prese parte ai campionati ufficiali sia provinciali che regionali.
  • 1948 – Viene ricostituita una nuova società calcistica di Chievo con la denominazione Associazione Calcio Chievo affiliata alla Lega Regionale Veneta.
  • 1948-1949 – 3º nel girone B della Seconda Divisione Veneta.
  • 1949-1950 – 5º nel girone I della Seconda Divisione Veneta.

  • 1950-1951 – 1º nel girone A della Seconda Divisione Veneta. Green Arrow Up.svg Promosso in Prima Divisione.
  • 1951-1952 – 15º nel girone A della Prima Divisione Veneta.
  • 1952-1953 – 12º nel girone A della Prima Divisione Veneta.
  • 1953-1954 – 6º nel girone A della Prima Divisione Veneta.
  • 1954-1955 – 7º nel girone A della Prima Divisione Veneta.
  • 1955-1956 – 4º nel girone A della Prima Divisione Veneta.
  • 1956-1957 – 4º nel girone A della Prima Divisione Veneta.
  • 1957-1958 – 7º nel girone A della Prima Divisione Veneta.
  • 1958-1959 – 3º nel girone A della Prima Divisione Veneta.
  • 1959 – Alla nascita della Lega Nazionale Dilettanti la FIGC cambia la denominazione ai campionati: la Prima Divisione diventa Seconda Categoria, sesto e penultimo livello della scala dei valori calcistici.
  • 1959-1960 – 1º nel girone A della Seconda Categoria Veneta dopo aver battuto allo spareggio il S. Martino. Green Arrow Up.svg Promosso in Prima Categoria. A fine stagione, la società assume la denominazione di Associazione Calcio Cardi Chievo.

  • 1960-1961 – 8º nel girone A della Prima Categoria Veneta.
  • 1961-1962 – 8º nel girone A della Prima Categoria Veneta.
  • 1962-1963 – 15º nel girone B della Prima Categoria Veneta. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Seconda Categoria.
  • 1963-1964 – 4º nel girone A della Seconda Categoria Veneta.
  • 1964-1965 – 1º nel girone A della Seconda Categoria Veneta. Green Arrow Up.svg Promosso in Prima Categoria.
  • 1965-1966 – 11º nel girone A della Prima Categoria Veneta.
  • 1966-1967 – 15º nel girone A della Prima Categoria Veneta. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Seconda Categoria.
  • 1967-1968 – 1º nel girone A della Seconda Categoria Veneta dopo aver battuto l'Ambrosiana allo spareggio-promozione. Al termine del campionato la squadra rinuncia alla promozione per problemi di bilancio.
  • 1968-1969 – 1º nel girone A della Seconda Categoria Veneta. Green Arrow Up.svg Promosso in Prima Categoria.
  • 1969-1970 – 8º nel girone A della Prima Categoria Veneta. Ammesso nel nuovo campionato di Promozione.

  • 1970-1971 – 9º nel girone A della Promozione Veneta.
  • 1971-1972 – 5º nel girone A della Promozione Veneta.
  • 1972-1973 – 11º nel girone A della Promozione Veneta.
  • 1973-1974 – 11º nel girone A della Promozione Veneta.
  • 1974-1975 – 1º nel girone A della Promozione Veneta. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie D. Il club torna alla denominazione Associazione Calcio Chievo.
  • 1975-1976 – 10º nel girone C della Serie D.
  • 1976-1977 – 14º nel girone C della Serie D.
  • 1977-1978 – 8º nel girone B della Serie D.
  • 1978-1979 – 11º nel girone B della Serie D.
  • 1979-1980 – 13º nel girone C della Serie D.

  • 1980-1981 – 11º nel girone C della Serie D. Ammesso al nuovo Campionato Interregionale. Assume denominazione Associazione Calcio Paluani Chievo.
  • 1981-1982 – 8º nel girone B del Campionato Interregionale.
  • 1982-1983 – 12º nel girone D del Campionato Interregionale.
  • 1983-1984 – 9º nel girone C del Campionato Interregionale.
  • 1984-1985 – 7º nel girone C del Campionato Interregionale.
  • 1985-1986 – 1º nel girone C del Campionato Interregionale a pari merito con il Bassano. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C2 nonostante perda lo spareggio ai rigori, dopo una condanna del Bassano per illecito sportivo. Cambia denominazione in Associazione Calcio Chievo S.r.l..
  • 1986-1987 – 4º nel girone B della Serie C2.
 ? di Coppa Italia Serie C.
  • 1987-1988 – 4º nel girone B della Serie C2.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1988-1989 – 1º nel girone B della Serie C2. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C1.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1989-1990 – 6º nel girone A della Serie C1. Assume la denominazione attuale di Associazione Calcio ChievoVerona S.r.l.
 ? di Coppa Italia Serie C.

Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Secondo turno di Coppa Italia Serie C.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.

Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa UEFA.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Terzo turno preliminare di Champions League.
Primo turno di Coppa UEFA.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Coppa Ali della Vittoria.png Vince la Coppa Ali della Vittoria.
Primo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
in Coppa Italia.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

Nella storia della società clivense, due sono le colorazioni principali della maglia del club: il biancazzurro utilizzato fino al 1956, e il gialloblù da allora in uso. La divisa degli esordi nel 1929 era a quarti biancoblù, mentre presto si virò sul biancazzurro dapprima partito[7] e poi a tinta unita (maglia azzurra e pantaloncini bianchi). In questi decenni, l'unica eccezione fu rappresentata dalla stagione 1948-49 quando i dirigenti, a causa delle ristrettezze economiche della squadra appena rifondata, acquistarono maglie palate rossoblù.[7]

Al termine del campionato 1955-56, la dirigenza clivense decise di abbandonare il biancazzurro in favore del gialloblù, i colori della città di Verona[7] e già usati dall'altra squadra cittadina, l'allora più noto Verona.[8] Sino ai primi anni 1990 il Chievo sfoggiò spesso delle divise molto simili a quelle dei concittadini scaligeri, blu con dettagli gialli, e passando contestualmente e gradualmente dai pantaloncini bianchi alla tinta unita; seppur non mancarono sporadiche sperimentazioni come i pantaloncini neri degli anni 1970, o la maglia palata giallonera della stagione 1980-81. Dagli anni 1990 in poi, con la definitiva stabilizzazione dei clivensi nel calcio professionistico, si procedette a un'inversione cromatica con divise gialle bordate di blu: dalla stagione 2002-03 la maglia casalinga prevede busto giallo e maniche blu.[8]

Per quanto concerne le divise di cortesia, solitamente si opta sempre per il giallo e il blu ma a tinte inverse rispetto alla prima maglia. Soprattutto con l'entrata nel XXI secolo, non sono tuttavia mancati rimandi al passato del club, rispolverando per le seconde e terze divise del Chievo il biancazzurro e il biancoblù degli albori (colori tuttora molto amati dalla tifoseria);[8] inoltre, data la passione del presidente clivense Luca Campedelli per le uniformi sportive, in alcune stagioni la squadra ha omaggiato in trasferta altre e famose tinte sportive, calcistiche e non.

Di seguito i modelli principali delle divise del Chievo dal 1929 ad oggi:

Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1928-29
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1931-32
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Anni 1930-50
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1948-49
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1955-56
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1976-77
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1980-81
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1985-86
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1994-95
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
2002-03

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma societario in uso dal 1991 al 1998

Lo stemma della società adottato nel 1998 è costituito da uno scudo svizzero giallo con uno spesso bordo blu, riportante al centro l'effigie della statua equestre di Cangrande I della Scala (posta sulla cuspide della sua sepoltura presso le Arche scaligere), sormontata dalla denominazione societaria, scritta in caratteri fraktur azzurri; nella parte inferiore dello scudo è impresso l'anno di fondazione.

L'effigie del condottiero scaligero costituisce il simbolo più longevo e rappresentativo del club clivense; ad esso si affianca il simbolo della Scala degli Scaligeri, la cui adozione ed apposizione sulle casacche all'inizio del III millennio causò polemiche da parte dei sostenitori del Verona, che si considerano vittime di un plagio di un emblema associato fin dal 1971 al principale club cittadino e ai suoi supporter[9]. Tali accuse vennero respinte dal presidente del Chievo Luca Campedelli, il quale affermò che il simbolo rappresenta tutta Verona (non potendo dunque essere rivendicato in esclusiva) in quanto effigie della famiglia scaligera, rivendicando al contempo l'adozione della Scala fin dagli anni 1930 sulle maglie del Chievo (come testimoniano fotografie d'epoca).[10]

Inno[modifica | modifica wikitesto]

L'inno ufficiale del Chievo si intitola Vola con noi, realizzato dai Sonohra nel settembre 2013.[11] In precedenza, dal 2001 al 2013 era stato ChievoVerona, un mondo in giallo e blu, scritto e interpretato da Ivana Spagna.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Marcantonio Bentegodi.
Lo stadio Marcantonio Bentegodi

Sul campo "Stefani" il Chievo gioca la prima partita ufficiale della sua storia l'8 novembre 1931 e vince due Campionati Provinciali Liberi (nel 1933 e nel 1935). Nel periodo di utilizzo del campo "Cardi e Biondani" la squadra vince il campionato di Seconda Divisione (1951) e disputa svariati tornei di Prima Divisione. Nel 1957, il Chievo cambia ancora terreno di gioco e si sposta sul "Carlantonio Bottagisio": su questo campo di gioco, infatti, la squadra compie buona parte della scalata delle serie dilettantistiche. Prende nome dal cavalier Bottagisio, che cede gratuitamente il terreno di sua proprietà alla parrocchia (all'ingresso del "Bottagisio", è presente la scritta "Campo sportivo parrocchiale").

Viene utilizzato per le partite interne di campionato dal 1957 al 1986; durante questo periodo numerosi sono gli interventi di manutenzione. Il campo ospita partite e allenamenti di una parte delle giovanili, mentre la prima squadra lo utilizza nelle partite amichevoli soltanto in occasione di particolari eventi celebrativi. È situato in Chievo, a ridosso del fiume Adige. Nei 29 anni di utilizzo del "Bottagisio", la squadra ottiene 4 promozioni dalla Seconda Categoria alla Prima (1960, 1965 e 1969), 2 retrocessioni dalla Prima Categoria alla Seconda (1963 e 1967) e l'ammissione al campionato di Promozione (1970), infine nel 1975 ottiene la promozione in Serie D; il "Bottagisio" ospita le gare interne dei clivensi anche nel corso degli 11 campionati di D giocati dalla squadra. Nel 1986, il Chievo conquista la promozione in Serie C2: il campo storico non è adeguato per ospitare partite professionistiche, quindi il Chievo va a giocare al Bentegodi.[2] Risalgono al periodo di utilizzo dell'impianto le promozioni in Serie C1 (1989), Serie B (1994) e Serie A (2001 e 2008), oltre alla retrocessione in serie cadetta (2007).[2]

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

L'ingresso del Bottagisio

Il Chievo si allena dal 1984 presso il Centro Sportivo Veronello a Calmasino di Bardolino, con l'eccezione del triennio 2010-13, durante il quale la squadra si allenò sui campi del Park Hotel Paradiso a Peschiera del Garda.[12] Il complesso sportivo di Veronello è intitolato a Saverio Garonzi, già presidente del Verona e poi dirigente clivense dal 1983 al 1986,[13] che ne aveva commissionato la costruzione.[14] Nel 2014 vengono conclusi i lavori di ristrutturazione dello storico stadio della squadra, il Bottagisio, che a partire dal dicembre dello stesso anno ospita la sede e gli allenamenti del settore giovanile gialloblù oltre a centri per la scherma e la canoa.[15]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni, la società cambia la propria denominazione in varie occasioni. In due periodi della sua storia (1959-75 e 1981-86), nella denominazione della squadra clivense compare il nome della ditta sponsorizzatrice, mentre nel 1990, l'allora presidente Luigi Campedelli decide di cambiare in "ChievoVerona" la denominazione del club, per identificarlo maggiormente con la città di Verona.[2]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma aggiornato al 24 ottobre 2014.[16]

Staff dell'area amministrativa
  • Italia Luca Campedelli – Presidente
  • Italia Michele Cordioli – Vice presidente
  • Italia Giancarlo Romairone – Direttore sportivo
  • Italia Marco Pacione – Team manager
  • Italia Michele Sebastiani – Segretario generale
  • Italia Giancarlo Fiumi – Segretario onorario
  • Italia Lorenzo Balestro – Coordinatore area tecnica
  • Italia Enzo Zanin – Responsabile commerciale
  • Italia Simone Fiorini – Area commerciale
  • Italia Daniele Partelli – Area marketing
  • Italia Dino Guerini – Addetto stampa
  • Italia Tomelleri Raffaele – Club manager
  • Italia Patrizio Binazzi – Travel manager
  • Italia Elisabetta Lenotti – Amministrazione
  • Italia Federica Oliboni – Amministrazione
  • Italia Maria Prearo – Amministrazione
  • Italia Giulia Maragni – Segreteria
  • Italia Marco Zamana – Biglietteria
  • Italia Diego Avanzi – Responsabile relazioni con i tifosi


[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito la cronologia di fornitori tecnici e sponsor del Chievo.

Cronologia degli sponsor tecnici
Cronologia degli sponsor ufficiali
  • 1981-03 Paluani
  • 2003-05 Paluani, Columbia TriStar Films Italia[18]
  • 2005-07 Paluani, Cattolica, Ferroli, Banca Popolare di Verona, Soglia Hotels
  • 2007-09 Paluani, Cattolica, Banca Popolare di Verona, Soglia Hotels
  • 2009-11 Paluani, Banca Popolare di Verona, Merkur-Win
  • 2011-14 Paluani, Banca Popolare di Verona, Midac Batteries
  • 2014-15 Paluani, Jetcoin, Midac Batteries, Nobis Assicurazioni
  • 2015-16 Paluani, Midac Batteries, Nobis Assicurazioni, Alufer, Buccia di Mela, CF Costruzione, Coatí, Cubi e Perina, Ecoprogram, IMCOS, Italgreen, Negri, Payexe, Viviani, I.Bis, Atlante
  • 2016-17 Paluani, Midac Batteries, Nobis Assicurazioni

Impegno nel sociale[modifica | modifica wikitesto]

Il Chievo è attivo nel campo sociale e umanitario. In collaborazione con "ProgettoMondo Mlal" sostiene il programma triennale "Il mestiere di crescere", il quale si prefigge l'obiettivo di migliorare le condizione di vita di ragazzi e ragazze di Perù, Bolivia e Colombia mediante l'ottimizzazione di un centro sportivo multidisciplinare nella periferia di Amauta, la creazione di servizi igienici e spogliatoi in posizione adiacente al campo, la ristrutturazione di locali di ritrovo e il sostegno di corsi di studio per ragazzi e educatori.[19]

Settore giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Il settore giovanile del Chievo è formato da tre squadre maschili partecipanti ai campionati nazionali (Primavera, Allievi Nazionali e Giovanissimi Nazionali), due partecipanti a livello regionale (Allievi Regionali e Giovanissimi Regionali) e una a livello provinciale (Giovanissimi Provinciali), oltre a una rappresentativa di Giovanissimi Professionisti, una di Esordienti e due di Pulcini.[20]

In ambito giovanile, il Chievo vanta la vittoria di un Campionato Primavera, conquistato dai giovani clivensi nel 2013-14, alla loro prima finale assoluta nel torneo.[21]

Il ChievoVerona nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Il Chievo, nonostante non sia una delle storiche "provinciali" della penisola, è presente in alcune opere della cultura italiana.

In ambito musicale troviamo una citazione del club da parte degli Articolo 31, nella canzone "Soldisoldisoldi" contenuta nell'album Domani smetto del 2002.[22]

Sul versante fumettistico, alla squadra clivense è stata dedicata la terza di copertina di Topolino Gol dell'aprile 2014, con protagonisti i personaggi Disney di Clarabella e Paperoga bardati dai colori e simboli gialloblù.

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori dell'A.C. ChievoVerona e Categoria:Presidenti dell'A.C. ChievoVerona

Di seguito l'elenco di allenatori e presidenti del Chievo dall'anno di fondazione a oggi.

Allenatori
Presidenti
  • 1931-1936 Italia Antonio Recchia
  • 1948-1952 Italia Alessandro Recchia
  • 1952-1953 Italia Giulio Compri
  • 1953-1955 Italia Lodovico Iorio
  • 1955-1956 Italia Guglielmo Bianconi
  • 1956-1957 Italia Mario Vantini
  • 1957-1958 Italia Domenico Zivelonghi
  • 1958-1959 Italia Arturo Spada
  • 1959-1961 Italia Luigi Vantini
  • 1961-1962 Italia Arturo Spada
  • 1962-1964 Italia Luigi Vantini
  • 1964-1965 Italia Luigi Campedelli
  • 1965-1969 Italia Umberto Bottacini
  • 1969-1975 Italia Lodovico Iorio
  • 1975-1976 Italia Giuseppe Montresor
  • 1976-1980 Italia Giuseppe Campedelli
  • 1980-1981 Italia Franco Bottacini
  • 1981-1986 Italia Fernando Righetti
  • 1986-1990 Italia Bruno Garonzi
  • 1990-1992 Italia Luigi Campedelli
  • 1992-oggi Italia Luca Campedelli

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori dell'A.C. ChievoVerona

Capitani[modifica | modifica wikitesto]

L'A.C. ChievoVerona e le Nazionali di calcio[modifica | modifica wikitesto]

Simone Perrotta

Il giocatore del Chievo con il maggior numero di presenze nella Nazionale di calcio dell'Italia è Simone Perrotta, il quale, durante la militanza in gialloblu, ha ottenuto 19 presenze e segnato un gol con gli "Azzurri".[23] Al secondo posto troviamo l'ex difensore Nicola Legrottaglie con 5 presenze e una rete con l'Italia[24] a cui seguono Massimo Marazzina con 3 presenze,[25] Franco Semioli con 2,[26] Sergio Pellissier con una presenza e un gol[27] e Roberto Baronio con una presenza.[28]

Maglie ritirate[modifica | modifica wikitesto]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

2007-08

Competizioni interregionali[modifica | modifica wikitesto]

1993-94 (girone A)
1988-89 (girone B)
1985-86 (girone C)

Competizioni regionali[modifica | modifica wikitesto]

  • Promozione Veneta: 1
1974-75 (girone A)
  • Seconda Categoria Veneta: 4
1959-60 (girone A), 1964-65 (girone A), 1967-68 (girone A),[30] 1968-69 (girone A)
  • Seconda Divisione Veneta: 1
1950-51 (girone A)
1934-35 (girone unico), 1935-36 (girone unico)
1932-33 (girone A), 1934-35 (girone unico)

Competizioni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

2013-14
2003, 2011
2003

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Terzo posto: 2000-01
  • Prima Divisione Veneta:
Terzo posto: 1958-59 (girone A)
  • Seconda Divisione Veneta
Terzo posto: 1948-49 (girone B)
Terzo posto: 1931-32 (girone A), 1933-34 (girone A)

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Statistiche e record dell'Associazione Calcio ChievoVerona.

Partecipazione ai campionati nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie A 16 2001-2002 2017-2018 16
Serie B 8 1994-1995 2007-2008 8
Serie C1 5 1989-1990 1993-1994 5
Serie D 3 1975-1976 1977-1978 6
Serie C2 3 1986-1987 1988-1989
Serie D 3 1978-1979 1980-1981 8
Campionato Interregionale 5 1981-1982 1985-1986

Partecipazione ai campionati regionali[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Divisione 1 1951-1952 11
Prima Categoria 5 1960-1961 1966-1967
Promozione 5 1970-1971 1974-1975
Seconda Divisione 3 1948-1949 1950-1951 15
Prima Divisione 7 1952-1953 1958-1959
Seconda Categoria 4 1959-1960 1967-1968
Prima Categoria 1 1969-1970
Seconda Categoria 1 1968-1969 1

Partecipazione alle competizioni UEFA[modifica | modifica wikitesto]

Competizione UEFA Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Coppa dei Campioni d'Europa / Champions League 1 2006-2007 3
Coppa UEFA / Europa League 2 2002-2003 2006-2007

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Includendo la stagione in corso, il club ha partecipato a 41 campionati nazionali, di cui 14 in Serie A, 8 in Serie B, 5 in Serie C1, 6 campionati di quarto livello e 8 di quinto.[2] Il Chievo è l'unico club proveniente dalle categorie regionali minori ad aver scalato l'intera piramide calcistica nazionale fino a giungere in A: conquistata la promozione in Serie C2 nel 1986, la società conosce una rapida ascesa, approdando dapprima nel 1989 in C1, e poi nel 1994 in B.[2] Grazie alla storica promozione in Serie A, nel 2001 è al centro di una grande attenzione mediatica e diventa conosciuto al grande pubblico e presa a modello.[31] Nel 2002 debutta anche nel calcio europeo, disputando la Coppa UEFA, mentre nel 2006 prende parte ai preliminari della UEFA Champions League.[2][32]

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Sergio Pellissier

Il recordman di presenze in maglia clivense è l'attaccante Sergio Pellissier, tuttora in attività, che dal 2000 a oggi ha superato le 400 partite nei campionati professionistici.[33] Tra i marcatori, il primato è invece appannaggio di Bruno Vantini, che tra il 1952 e il 1971 mette a segno 159 reti coi "Mussi"; in ambito professionistico, svetta invece ancora Pellissier, sopra quota 100 gol.[33] Per quanto concerne infine i capicannonieri clivensi di un singolo campionato di Serie A, il record è in coabitazione tra Massimo Marazzina (2001-02), il già citato Sergio Pellissier (2005-06 e 2008-09) e Alberto Paloschi (2013-14), tutti capaci di raggiungere le 13 marcature in stagione.[33][34][35]

Di seguito i record presenze e marcature dei giocatori del Chievo dall'anno di fondazione in poi.

Record di presenze
Record di reti


Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I tifosi clivensi in trasferta all'Artemio Franchi di Firenze il 26 agosto 2001, per l'esordio del Chievo in Serie A.

Il principale gruppo della tifoseria clivense è il North Side;[36] il nome, letteralmente tradotto, è "settore Nord", adottato per distinguersi dall'opposta fazione cittadina, quella del Verona.[36] Il gruppo nasce nel 1994 in seguito alla promozione in Serie B della squadra clivense, esponendo il primo striscione il 6 novembre a Cesena.[36] Il simbolo inizialmente scelto è la rosa dei venti, abbandonata in seguito a favore di Marvin il marziano, personaggio dei cartoni animati Looney Tunes, adottato poiché il Chievo e la sua tifoseria vengono definiti dei "marziani" nel panorama del calcio professionistico italiano.[36]

La maggior parte della tifoseria clivense rifugge dalla mentalità ultras tipica delle altre curve italiane, preferendo identificarsi come semplici «sostenitori» della loro squadra. Unica eccezione sono i Gate 7, gruppo nato nel 2013 da una scissione in seno ai North Side e caratterizzati, in antitesi rispetto al resto della curva gialloblù, da una spiccata mentalità ultras; tra i loro cardini vi è inoltre il desiderio di tornare ai vecchi colori originari del club, il bianco e l'azzurro.[37] Gruppi ormai sciolti della curva sono gli Ultras Chievo e i Cani Sciolti, mentre nel 2010 in curva si forma un nuovo gruppo, quello dei The Followers.[38]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Derby calcistici in Veneto e Derby di Verona.
Tifosi e giocatori del Chievo festeggiano il ritorno della squadra in Serie A nel 2008

Esistono delle forti amicizie con i sostenitori del Monza[38] e dell'AlbinoLeffe, mentre nel 2013-14 nasce un gemellaggio con i tifosi del Sassuolo.[39]

L'unica vera rivalità dei tifosi clivensi è quella cittadina coi sostenitori del Verona.[38] Fino al 2001, fra Chievo e Hellas non esiste un reale rapporto competitivo: i più blasonati scaligeri sono il baluardo attorno al quale era ruotato per quasi tutto il XX secolo il calcio veronese, mentre i "Mussi" vengono ancora visti come una piccola squadra di quartiere che per decenni si era barcamenata nelle serie inferiori, giocando stabilmente nelle categorie nazionali soltanto dal 1975. La prima promozione in Serie B del Chievo arriva solamente nel 1994, così tra le tifoserie clivensi e scaligere non vi è di fatto mai potuta essere una vera rivalità sportiva; ad esempio nel 1994, in occasione della decisiva trasferta di Carrara per l'approdo della "squadra della diga" in cadetteria, centinaia di supporter dell'Hellas si aggregano a quelli del Chievo per sostenere congiuntamente la piccola realtà di borgata.[40]

L'arrivo in Serie A del Chievo nel 2001-02 inizia però a cambiare le cose: permette innanzitutto alla città veneta di diventare la quinta (dopo Milano, Roma, Torino e Genova) a poter vantare un derby nella massima serie italiana – chiamato "derby della Scala" o "derby dell'Arena" –, e inoltre mette per la prima volta realmente sullo stesso piano le due società; la prima stracittadina in massima serie si disputa il 18 novembre 2001.[41] Nonostante i mutati equilibri di forza tra le due formazioni veronesi, vi è ancora un clima di armonia e rispetto tra le reciproche curve. Il vero punto di svolta nella nascente rivalità si verifica in occasione del derby di ritorno, giocato formalmente in casa dai "Mussi" e vinto da questi 2-1.[40][42]

L'"OND Chievo" del 1932-33, con divisa biancazzurra e stemma della Scala sul petto

Nel decennio seguente, complice la buona gestione societaria Campedelli-Sartori sulla sponda clivense, e quella tribolata Pastorello-Cannella su quella scaligera, il "Céo" rimane una presenza fissa nella massima serie italiana, mentre il Verona inizia un lento declino.[43] Dopo la retrocessione dell'Hellas in Serie C nel 2007, si inizia perfino a parlare seriamente di una fusione tra le due formazioni, con la tifoseria numericamente ed economicamente molto più fruttuosa dei veronesi.[44] A opporsi al progetto sono i tifosi e l'allora presidente veronese Martinelli.[45]

La "guerra dei simboli" scoppiata nell'estate del 2010, riporta in auge la discussione tra le opposte fazioni sportive riguardante i colori e gli stemmi societari impiegati dal Chievo. I "Butei" rimproverano ai "Mussi", tra le altre cose, l'uso degli stessi colori sociali (il giallo e il blu delle insegne comunali, quando le tinte originali del Chievo sono il bianco e l'azzurro).[46] In questo contesto, alla vigilia della stagione 2010-11, il Chievo, durante la sua campagna abbonamenti, tra i vari simboli promozionali utilizza un cavaliere con un drappo su cui era rappresentato lo stemma della dinastia scaligera, la Scala: questo crea una nuova protesta dei sostenitori dell'Hellas, i quali identificano il simbolo come proprio dagli anni 1970 e vedono quindi il tutto come un tentativo del Chievo di prendere idealmente il posto e l'identità del Verona nell'immaginario collettivo, emulandone i simboli e i colori.[47] Il presidente clivense Campedelli replica sostenendo che l'antica Scala è da intendere come rappresentante di tutta la provincia di Verona, dimostrando come il Chievo sfoggiava la Scala sulle proprie maglie da gioco fin dagli anni 1930.[48]

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Associazione Calcio ChievoVerona 2016-2017.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa e numerazione, tratte dal sito ufficiale della Lega di Serie A, sono aggiornate al 6 luglio 2017.[49]

N. Ruolo Giocatore
2 Polonia D Paweł Jaroszyński
3 Italia D Dario Dainelli
4 Italia C Nicola Rigoni
5 Italia D Alessandro Gamberini
7 Italia D Michele Troiani [50]
8 Serbia C Ivan Radovanović
12 Slovenia D Boštjan Cesar
18 Italia D Massimo Gobbi
19 Argentina C Lucas Castro
20 Italia A Manuel Pucciarelli
23 Slovenia C Valter Birsa
28 Belgio C Samuel Bastien [50]
29 Italia D Fabrizio Cacciatore
31 Italia A Sergio Pellissier (capitano)
45 Italia A Roberto Inglese
55 Italia A Emanuel Vignato [50]
56 Finlandia C Përparim Hetemaj
N. Ruolo Giocatore
69 Italia A Riccardo Meggiorini
70 Italia P Stefano Sorrentino
80 Belgio C Sofian Kiyine [50]
90 Italia P Andrea Seculin
94 Senegal C N'Diaye Djiby [50]
97 Italia C Fabio Depaoli [50]
98 Italia P Alessandro Confente [50]
Italia D Michele Rigione
Germania C Gianluca Gaudino
Italia A Luca Garritano
Spagna A Alejandro Rodríguez

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Staff aggiornato al 7 agosto 2016.[51]

Staff dell'area tecnica
Staff tecnico
  • Italia Rolando Maran – Allenatore
  • Italia Christian Maraner – Allenatore in seconda
  • Italia Lorenzo Squizzi – Preparatore portieri
  • Italia Ivan Moretto – Collaboratore tecnico
  • Italia Andrea Tonelli – Collaboratore tecnico
  • Italia Roberto De Bellis – Preparatore fisico
  • Italia Luigi Posenato – Preparatore fisico
  • Italia Marco Castorani – Magazziniere
  • Italia Gianfranco Filippi – Magazziniere
  • Italia Rinaldo Danese - Accompagnatore ufficiale

Staff medico
  • Italia Giuliano Corradini – Responsabile sanitario
  • Italia Carlo Segattini – Medico sociale
  • Italia Claudio Zorzi – Consulente ortopedico
  • Italia Antonio Agostini – Massiofisioterapista
  • Italia Alfonso Casano – Massiofisioterapista
  • Italia Alessandro Verzini – Massiofisioterapista
  • Italia Aiace Rusciano – Neurofisiologo


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bottacini, p. 22.
  2. ^ a b c d e f g h i La storia del ChievoVerona, chievocalcio.tv. URL consultato il 25 ottobre 2014.
  3. ^ 3^ Circoscrizione Comune di Verona, circ3.comune.verona.it. URL consultato il 12 novembre 2014.
  4. ^ La storia del ChievoVerona, chievoverona.it.
  5. ^ Simone Antolini, Il miracolo Chievo. Le mille intuizioni della sua Favola, in L'Arena, 7 luglio 2014, p. 27.
  6. ^ Chievo, torna Delneri Torino fatale a Pillon, archiviostorico.gazzetta.it, 16-10-06. URL consultato il 23 novembre 2014.
  7. ^ a b c (EN) From 1929 to 1960, chievoverona.it. URL consultato il 22 ottobre 2014.
  8. ^ a b c Welter, p. 50
  9. ^ La Scala non si tocca, ecco il volantino, in tggialloblu.it, 1º marzo 2011.
  10. ^ Intervista al Presidente Luca Campedelli, in chievoverona.tv, 10 marzo 2011.
  11. ^ "Vola con noi", la festa per il nuovo inno del Chievo, chievoverona.it, 22 agosto 2013. URL consultato il 22 ottobre 2014.
  12. ^ Il Chievo a Veronello, in TGGialloblù, 29 luglio 2013. URL consultato il 30 luglio 2013.
  13. ^ Bottacini, p. 91.
  14. ^ La Scheda di Saverio Garonzi, in Hellastory.net. URL consultato il 30 luglio 2013.
  15. ^ APRE A VERONA IL NUOVO CENTRO "BOTTAGISIO", SINERGIA TRA CANOA, SCHERMA E CALCIO, federcanoa.it, 3 dicembre 2014.
  16. ^ Organigramma, chievocalcio.tv. URL consultato il 24 ottobre 2014.
  17. ^ Il ChievoVerona rinnova con Givova fino al 2017, passionemaglie.it, 28 marzo 2012. URL consultato il 4 febbraio 2014.
  18. ^ Il Chievo è la prima squadra di calcio in Italia a raggiungere un accordo di sponsorizzazione con una major cinematografica; tra i film comparsi sulle maglie della squadra ci sono Terminator 3, Bad Boys II, Resident Evil: Apocalypse, Spider-Man 2 e Anaconda - Alla ricerca dell'orchidea maledetta, cfr. Sodalizio Columbia TriStar-Chievo, in Mymarketing.net, 5 novembre 2004. URL consultato il 30 luglio 2013. e Per la prima volta in Italia una squadra di calcio è sponsorizzata da una major di distribuzione cinematografica, in Quotidiano.net, 11 settembre 2003. URL consultato il 30 luglio 2013.
  19. ^ Solidarietà, chievoverona.it. URL consultato il 29 ottobre 2014.
  20. ^ Giovanili, chievocalcio.it. URL consultato il 29 ottobre 2014.
  21. ^ Vincenzo D'Angelo, Primavera, scudetto al Chievo: Torino k.o. ai rigori, decide il portiere Moschin, in La Gazzetta dello Sport, 12 giugno 2014.
  22. ^ Domani smetto, art31.com. URL consultato il 30 ottobre 2014.
  23. ^ Nazionale in cifre, FIGC. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  24. ^ Nazionale in cifre, FIGC. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  25. ^ Nazionale in cifre, FIGC. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  26. ^ Nazionale in cifre, FIGC. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  27. ^ Nazionale in cifre, FIGC. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  28. ^ Nazionale in cifre, FIGC. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  29. ^ Pierfrancesco Palattella, Le maglie ritirate dei grandi calciatori, in rivistasportiva.com, 21 gennaio 2012. URL consultato il 25 ottobre 2014.
  30. ^ Rinuncia alla promozione in Prima Categoria Veneta per problemi di bilancio.
  31. ^ Il Chievo paga con una risata, in La Gazzetta dello Sport, 28 agosto 2001. URL consultato il 29 ottobre 2014.
  32. ^ La partecipazione al terzo turno preliminare della UEFA Champions League 2006-2007 arrivò per via delle contemporanee penalizzazioni e retrocessioni di altri club, nell'ambito dello scandalo Calciopoli
  33. ^ a b c Sergio Pellissier, transfertmarkt. URL consultato il 29 ottobre 2014.
  34. ^ Massimo Marazzina, transfertmarkt. URL consultato il 29 ottobre 2014.
  35. ^ Alberto Paloschi, transfertmarkt. URL consultato il 29 ottobre 2014.
  36. ^ a b c d NORTH SIDE 1994, northside1994.it. URL consultato il 4 febbraio 2014.
  37. ^ Chievo, chi sono i Gate 7? «Diversi e malsopportati», larena.it, 12 maggio 2015.
  38. ^ a b c Storie di stadio: A.C. Chievo Verona, mondocalcio.info, 7 settembre 2012. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  39. ^ Sassuolo e Chievo, gemellaggio tra tifosi, sport.modenaonline.info. URL consultato il 13 gennaio 2014.
  40. ^ a b Luca Bianchin; Matteo Fontana, Il derby dell'Arena, i 5 atti che hanno cambiato Verona, in La Gazzetta dello Sport, 23 novembre 2013, p. 8.
  41. ^ Maurizio Crosetti, Il primo confronto in Serie A tra veronesi, in la Repubblica, 16 novembre 2001. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  42. ^ Il Verona si fa rimontare e il Chievo vince il derby: 2-1, transfertmarkt.it. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  43. ^ Arriva dal passato questo drammatico presente, blog.telenuovo.it. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  44. ^ I dettagli del progetto "fusione", hellas1903.it. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  45. ^ La scelta individualista di Martinelli, hellas1903.it. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  46. ^ Chievo torna al biancazzurro?, tggialloblu.it. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  47. ^ La scala non si tocca!, calciomercato.com. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  48. ^ La replica di Campedelli alle accuse di emulazione, firenzeviola.it. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  49. ^ Rosa stagione 2016/2017, chievoverona.it, 21 settembre 2016. URL consultato il 21 settembre 2016.
  50. ^ a b c d e f g Lista Under 21
  51. ^ Staff tecnico AC Chievo Verona, chievoverona.it. URL consultato il 7 agosto 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Bottacini, Chievo Verona 1929-2000, Unigroup, 2000.
  • M. Vitale, G. P. Ormezzano, Fenomeno Chievo, Libri Scheiwiller, 2002, ISBN 88-7644-318-5.
  • F. Calzia, Quelli che i mussi, Frilli, 2004, ISBN 88-7563-014-3.
  • Giorgio Welter, Chievo, in Le maglie della Serie A, Milano, Codice Atlantico, 2013, pp. 50-53, ISBN 978-88-905512-9-1.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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