Seconda Divisione

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Seconda Divisione
Sport Football pictogram.svg Calcio
Tipo squadre di club
Federazione CCI (1921-22)
FIGC (1922-59)
Paese Italia Italia
Cadenza annuale
Storia
Fondazione 1921
Soppressione 1959
Numero edizioni 39

La Seconda Divisione fu il torneo di seconda divisione del campionato italiano di calcio maschile, istituito nel 1921 dalla CCI e poi passato sotto la giurisdizione della FIGC nel 1922. Nel Settentrione era organizzato dalla Lega Nord e doveva individuare due squadre da promuovere nella Prima Divisione dell'anno successivo, nel Meridione era strutturato in tornei locali amministrati dai Comitati Regionali.

Con la Carta di Viareggio, il documento del CONI del 1926 che ristrutturava l'attività calcistica nazionale, la Seconda Divisione scese al terzo livello della piramide dei campionati federali. La sua gestione fu affidata ai neoistituiti Direttori Divisioni Inferiori rispettivamente Nord e Sud. Successive riforme federali per mano del presidente Arpinati tra il 1928 e il 1929 la portarono al livello di quarta divisione. Tra il 1935 e il 1948 divenne il quinto livello del calcio nazionale, poi il sesto nel 1948, il settimo nel 1952 e ancora nel 1957, e l'ottavo nel 1957 anche se per una stagione sola.

All'inizio della stagione 1947-48, con la trasformazione della Sezione Propaganda della Federcalcio in Lega Giovanile, la FIGC diede alle leghe regionali (gli attuali comitati regionali) la facoltà di organizzare direttamente la categoria oppure di passare la competenza ai commissariati provinciali (le attuali Delegazioni Provinciali e Locali) per la loro gestione e organizzazione.

Di fronte a questa scelta, i delegati dei Commissariati Provinciali votarono in assemblea non in modo omogeneo soprattutto perché le piccole società, in maggioranza provenienti dall'ex Sezione Propaganda, non erano preparate a essere inserite nella scala dei valori calcistici nazionali e lottare ogni anno per la promozione in categoria superiore oppure retrocedere. Per queste squadre la Federazione fece una eccezione: istituì la categoria Amatori ovvero un campionato senza promozioni e retrocessioni, sulla falsariga della Prima Categoria U.L.I.C..

Per tutte le altre società la Seconda Divisione fu retrocessa a campionato provinciale a seconda della quantità delle società iscritte, campionato che a partire dal 1947 fu la categoria delle società neo-affiliate, lo scalino più basso della piramide calcistica.

Proprio perché per alcune situazioni contingenti in certe province non fu possibile "creare" un campionato provinciale, alcune Leghe Regionali preferirono gestire direttamente questi campionati a livello interprovinciale con criteri di vicinanza zonale e aspettarono alcuni anni perché il numero delle partecipanti fosse sufficiente e fosse possibile il passaggio a un ente provinciale già esistente o appena costituito. Il Commissariato di Milano, ad esempio, dovette aspettare fino al 1956 mentre a Lodi le squadre le erano state assegnate la stagione precedente togliendole una parte alla Lega Regionale e una parte a Piacenza. Per il Veneto la situazione fu ancor più difficile: il campionato di Seconda Divisione non fu organizzato da tutti gli ex Comitati di Sezione Propaganda ma dai principali capoluoghi di provincia, aggregando, tra gli esempi più significativi, le società rodigine a quelle padovane ben oltre il 1959, anno della nascita della Lega Nazionale Dilettanti.

Per rendere l'idea di come andarono le cose si tenga presente che alla Lombardia fu possibile demandare a Varese, Como, Bergamo, Brescia e Piacenza sin dal 1947 la gestione della Seconda Divisione Provinciale, mentre Pavia e Cremona optarono per il campionato Amatori trasformandolo in Seconda Divisione solo dopo un paio di stagioni (Sondrio attese la Seconda Divisione fino al 1949). In Emilia-Romagna, invece, la maggior parte delle società anziché passare ai campionati regionali preferirono aderire al C.S.I. e all'U.I.S.P. non rendendo possibile la creazione dei Commissariati Provinciali che rimasero Comitati di Lega Giovanile fino al 1959 quando, con la nascita della Lega Nazionale Dilettanti, la Seconda Divisione fu liquidata e i suoi club, insieme a quelli di Prima, furono inseriti nella nuova Seconda Categoria affidata ai Comitati Provinciali.[1]

Dal 2008 la denominazione è stata riesumata dalla Lega Pro che ha così ribattezzato il suo campionato di Serie C2.

Albo d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Elenco delle promozioni dalla II Divisione alla I Divisione del campionato italiano di calcio dal 1921-22 al 1924-25:

Nel 1926 la riforma dei campionati comportò la creazione di una nuova massima serie, la Divisione Nazionale, con conseguente declassamento della Prima Divisione che divenne in realtà la seconda categoria calcistica italiana. De facto dunque in quell'anno non vi fu nessuna promozione alla massima serie, mentre le società seguenti sono quelle che, venendo iscritte alla Prima Divisione 1926-27, mantennero il proprio rango subito al di sotto della divisione d'élite:

  • 1925 - 26: Spezia, U.S. Milanese, Biellese, SPAL, Derthona, Atalanta, Treviso, Pro Patria, Libertas Lucca, Savona, Speranza Savona, Sestrese, Prato, Venezia, Libertas Firenze, Gloria Fiume, Como, Olimpia Fiume, Pistoiese, Carpi, Monfalconese, Astigiani, Triestina.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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