Aurora Pro Patria 1919

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Coordinate: 45°36′49.83″N 8°52′48.36″E / 45.613842°N 8.880099°E45.613842; 8.880099

Aurora Pro Patria 1919
Calcio Football pictogram.svg
Logo Aurora Pro Patria 1919.png
Tigrotti, Biancoblù, Bustocchi
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Portiere
Colori sociali Bianco e Blu (Strisce Orizzontali).png Bianco e blu
Inno Che cos'è
Massimo Tornese
Dati societari
Città Busto Arsizio
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie D
Fondazione 1919
Rifondazione 2009
Proprietario Italia Sport Plus 4 You s.r.l.
Presidente Italia Patrizia Testa
Allenatore Italia Roberto Bonazzi
Stadio Carlo Speroni
(4.627 posti)
Sito web aurorapropatria1919.it
Palmarès
Titoli nazionali 1 Campionato di Serie B
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

La Aurora Pro Patria 1919 (Pro Patria et Libertate fino al 1995 e poi Pro Patria Gallaratese G.B. fino al 2009), meglio conosciuta come Pro Patria, è una società calcistica italiana con sede nella città di Busto Arsizio.

La società è stata costituita il 3 giugno 2009 da Antonio e Savino Tesoro per sostituire la fallita Pro Patria Gallaratese G.B. s.r.l.[1], subentrandole ufficialmente il 26 giugno con l'affiliazione alla FIGC.

La Pro Patria è il club con la maggior tradizione sportiva della provincia di Varese, potendo vantare 14 stagioni nella massima divisione nazionale (comprese le due annate immediatamente antecedenti la riforma che ha dato il via all'attuale Serie A nel 1929-1930), abbandonata l'ultima volta al termine del campionato 1955-1956, nonché 19 stagioni complessive in Serie B, l'ultima delle quali nel 1965-1966. Nella stagione 2016-2017 milita in Serie D, quarto livello del campionato italiano di calcio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

La società venne fondata il 28 febbraio 1919 col nome di Pro Patria et Libertate.[2] Nonostante ciò, gli albori del calcio bustocco risalgono al 1881, data della fondazione della Società Ginnastica Pro Patria et Libertate, una delle più anziane e gloriose società sportive italiane (che praticava periodicamente il calcio anche se in maniera ufficiosa), dalla quale la squadra di calcio eredita la celebre casacca biancoblù.[2] Ma il primo club calcistico locale affonda le radici nei primi anni del Novecento, con l’Aurora che nella stagione 1907 disputa le prime partite ufficiali. Nei dieci anni e più che la separarono dalla nascita della Pro Patria, videro la luce altre squadre locali, che però ebbero un'esistenza piuttosto breve. Solo grazie all'iniziativa dall'ex capitano dell'Aurora, Piero Guidali, tornato mutilato dalla guerra, nascerà la squadra della Pro Patria.

A metà della stagione 1912-1913 l'Aurora era decisa a salire in Promozione ma a fine gennaio venne sconfitta fuori casa per 3-0 dalla Pro Lissone. Balzò subito all'occhio del dirigente bustese Luigi Ferrario la minor dimensione del terreno di gioco della squadra locale, in raffronto a quello dell'Aurora, ubicato a Busto Arsizio, nella zona dell'attuale via Cesare Battisti. Venne immediatamente inviato reclamo al C.R.L. per dimensioni non regolamentari del terreno di gioco (70 metri di lunghezza) del campo lissonese, unitamente al C.S. Saronnese e S.G. Gallaratese. Il Comitato Regionale Lombardo non accettò il reclamo, e l'Aurora si rivolse così alla Presidenza Federale in Torino. Il 20 febbraio 1913, dopo un sopralluogo a Lissone di un dirigente federale che constatò che effettivamente il terreno di gioco non era regolamentare, la presidenza federale decise così che tutte le gare disputate sul campo Lissone erano da annullare e sarebbero state rigiocate sul campo più vicino, a Monza, ad iniziare dalla gara Pro Lissone-Aurora in data 9 marzo 1913. I lissonesi preferirono rinunciare alla gara inoltrando un forfait anticipato al C.R.L. e l'Aurora ebbe gara vinta per 0-2: guadagnò due punti e raggiunse la Trevigliese in vetta alla classifica.

La gara di spareggio venne disputata in data 6 aprile 1913 sul campo sportivo "Pro Gorla" di Gorla Primo, terminò con il risultato di 2-1 in favore dell'Aurora permettendo alla squadra bustocca di salire nel campionato di Promozione, pari all'attuale Serie B. Nelle annate seguenti sfiorò in un paio di volte l'accesso alla massima serie nazionale.

La nuova società Pro Patria, viene costituita ufficialmente il 26 febbraio 1919, presso il Caffè Brugioli, quando venne convocata un'assemblea e Guidali pronunciò questo discorso: "Nonostante fossimo tutti ragazzi di valore e coraggio, già prima della guerra, sparsi in tante, troppe formazioni o società, non fummo in grado di costituire una grande squadra, che potesse rappresentare con onore il nome di Remigio Bossi, uno dei padri fondatori della Pro Patria Busto. Adesso che siamo reduci dalla guerra, il cercare di rimettere in piedi preesistenti società sarebbe un'autentica follia. Perciò, visto che si deve ricominciare daccapo, io dico di unirci tutti quanti in una sola grande società, capace di difendere degnamente il nome e il prestigio di Busto Arsizio".[3]

Gli anni venti[modifica | modifica wikitesto]

La formazione della Pro Patria nella stagione 1928/1929. In piedi, da sinistra a destra: Bekey (allenatore), Bocchi, Bonivento, Fizzotti, Rosanna, Borsani, Carlo Reguzzoni, Gregar, Caimi, Marcora (presidente), Giuseppe Reguzzoni. Accosciati: Agosteo, Colombo, Moltrasio, Giani, Speroni, Crosta

La Pro Patria fa il suo esordio ufficiale nel campionato di Prima Categoria 1919-1920 con una gara disputata il 1º dicembre 1919 a Busto Arsizio contro il Luino e vinta 1-0 grazie al gol di Scarani nel secondo tempo.

Nell'anno 1921 la USB Pro Patria et Libertate, vantava circa un migliaio di soci, con ampia rappresentanza tra i meno abbienti.

L'esordio in Divisione Nazionale, massima serie dell'epoca, avvenne il 23 settembre 1927. Nella stagione 1928-1929 la Pro Patria fu una delle squadre qualificate al primo campionato di Serie A della storia. In quel campionato vi fu la contestata gara del 20 gennaio 1929 a Novara, con sconfitta per 3-2, in cui il centrocampista Nicolò Giacchetti, sino ad allora presente in 34 gare di massima categoria, colpì l'arbitro Gama, protagonista di un arbitraggio contestatissimo, venendo per questo motivo squalificato per un anno[4]. Il giudice sportivo, squalificò inoltre diversi dirigenti ed altri giocatori della compagine bustocca.

Gli anni trenta[modifica | modifica wikitesto]

Una foto della Pro a cavallo degli anni trenta e quaranta, guidata in campo dal capitano Egidio Crippa.

Alla stagione 1930-1931 risale l'appellativo Tigrotti che da allora ha caratterizzato e tuttora sostanzia squadra e tifoseria: fu una felice intuizione del famoso giornalista della Gazzetta dello Sport Bruno Roghi, che in seguito fu anche a lungo storico direttore della rosea stessa. Coniò per giocatori della Pro Patria il termine di Tigrotti, in virtù dello spirito, del carattere combattivo espresso sul terreno di gioco dagli stessi giocatori bustocchi, con un articolo pubblicato su "La Domenica Sportiva" (supplemento festivo de La Gazzetta dello Sport), il 12 marzo 1931.[5]

La Pro Patria retrocesse in Serie B al termine del campionato di Serie A 1932-1933. Il campionato di Serie B 1933-1934 era allora articolato su due gironi di tredici squadre. La Pro Patria fu inserita nel girone A, tra nord e centro Italia, oltre a Catanzarese, Messina e Cagliari. Il presidente cav. Cozzi affidò la direzione tecnica all'ex nerazzurro Pietroboni, programmando una pronta risalita nella massima serie.

Vennero ceduti all'Ambrosiana Paolo Agosteo e Natale Masera, e al Livorno Alfredo Monza, facendo un buon incasso. Al loro posto vennero ingaggiati, il portiere Bonifacio Smerzi dall'Ambrosiana, Giuseppe Fiammenghi dal Milan e Antonio Severi dal Legnano. I biancoblù giocarono ad alto livello, guadagnarono la terza posizione con 30 punti, 49 reti all'attivo, 25 al passivo, l'ammissione al girone finale, ma non la promozione in Serie A, che andò alla Sampierdarenese. Mario Loetti firmò 11 gol, Antonio Severi 7, Carlo Azimonti 6, Giovanni Candiani 5.

Il portiere Smerzi fece il suo esordio alla 7ª giornata, non subendo reti sino alla 12ª. Alla 9ª giornata fa registrare una delle più ampie vittorie esterne della sua storia, andando ad imporsi per 5-0, allo stadio Ferruccio, di Seregno, con le reti di Antonio Severi, Mario Loetti e Mario Dalfini, oltre a due autogol.

Nella stagione successiva la Pro Patria, alle prese con una gravissima crisi societaria, dovuta al peggioramento repentino delle fiorenti industrie tessili della zona a causa delle sanzioni imposte all'Italia per la guerra d'Etiopia, vide a forte rischio il prosieguo della propria attività calcistica. Chiuse il campionato 1934-35 sul fondo della classifica, scontando il declassamento nella nuova Serie C di nuova istituzione, in surrogazione della Prima Divisione. Il presidente Cozzi rassegnò le dimissioni e nessuno volle subentrare. Dopo alcune insistenze accettò la carica di commissario straordinario il rag. Francesco Castiglioni, già presidente della Pro Patria Ginnastica-Atletica. Egli proseguì nel risanamento societario, nonostante il peridio bellico, e facilitò l'avvento del cavalier Giovanni Calcaterra, protagonista nel'41 del ritorno della Pro Patria in Serie B, dopo il primo posto nel girone C del campionato di Serie C 1940-1941.

Gli anni quaranta[modifica | modifica wikitesto]

Il campionato di Serie C 1940-1941 era articolato su otto gironi. Le squadre che si classificavano al primo posto erano ammesse a due gironi finali con diritto di accesso alla serie B per le prime due di ogni girone. La Pro Patria, inserita nel girone C (composto da 16 squadre), vinse il proprio raggruppamento, davvero alla grande, con 52 punti conquistati davanti a Biellese (44 punti) e Varese (40 punti). Venne stabilito un record difficile tuttora da eguagliare, contraddistinto da 24 partite vinte, 4 pareggi, 2 perse, 67 gol fatti e 20 solo subiti. Il presidente cavalier Giovanni Calcaterra, aveva affidato la guida tecnica al bustocco Natale Masera, brillante attaccante biancoblù degli anni trenta, con trascorsi nell'Ambrosiana-Inter, nel Napoli, nel Bari e nel Varese.

La rosa dei titolari era formata dal portiere Antonio Turconi, detto Turconi I, non spettacolare, ma sobrio ed efficace, la linea difensiva schierata con i quattro “mastini” Borsani, Antonio Bernacchi, Giovanni Ivaldi e Felice Renoldi. A centrocampo lo storico capitano Egidio Crippa, nel ruolo di centromediano metodista a dirigere le operazioni, con a supporto le mezze ali Borra ed Erba, all'occorrenza dava una mano in difesa e passava di prima palle invitanti alle punte Fasoli, Gallazzi e Pierino Dondi. Fasoli, scattava, saltava l'avversario ed andava a rete sovente.[6] Gallazzi era un vero panzer, segnava da ogni posizione, grazie al suo tiro potente e implacabile, vero incubo per l'avversario di turno. Dondi, ala sinistra, scaltro, sornione e navigato: aspettava l'attimo fuggente per condannare l'avversario. Supportati a turno da Angelo Turconi, detto Turconi II, il quale diverrà in seguito una colonna della Pro in Serie A, Ferrario, Giancarlo Crespi, Gustavo Tremolada, Cesare Canavesi, Giovanni Guidi, Emilio Massironi, Giovanni Barberis e Franco Ballarati.

Alla settima giornata di campionato la Pro Patria aveva già conseguito 5 vittorie e due pareggi. Nell'arco delle trenta gare vale la pena rammentare il 5-0 all'Omegna, il 4 a 1 a Pavia e Lecco fuori casa, ed il 3 a 1 rifilato al Legnano in casa.

Il presidente Peppino Cerana, dopo la salvezza sofferta della stagione 1948-1949 era intenzionato a costruire una squadra che potesse giocarsela con le migliori, pronto a stendere un programma ambizioso ma concreto, cercando di mantenere i migliori elementi della rosa biancoblù e cercando rinforzi validi. Già nell'aprile del 1949, cercò di piazzare un colpo a sensazione: László Kubala che arrivò a Busto da esule.[7] Purtroppo, la formazione bustocca non poté mai farlo giocare per motivi burocratici.

Gli anni cinquanta[modifica | modifica wikitesto]

Con la disastrosa stagione del campionato di Serie A 1952-1953, culminata con la retrocessione in Serie B, dopo sei campionati consecutivi nella massima serie, il sodalizio andò incontro anche ad una grave crisi societaria, che per poco non minò seriamente, anche l'esistenza stessa della Pro Patria.

La grave situazione in cui venne a trovarsi la società, trovò un'ancora di salvataggio in Mario Bettini che venne eletto commissario straordinario. Riuscì in breve tempo a mettere assieme i cocci della vecchia dirigenza, portando anche nuovi soci. Dopo una tumultuosa assemblea tenutasi nella palestra di via Concordia, si giunse ad un nuovo consiglio che elesse come presidenti, Angelo Garavaglia e Pietro Labadini. La squadra venne affidata a Giacinto Ellena, mediano anni quaranta tra le file di Torino e Fiorentina. L'esordio nel campionato di Serie B 1953-54 avvenne a Treviso, il 13 settembre 1953 con roboante vittoria dei tigrotti per 5-2, che scesero in campo con questa formazione: Danelutti, Guglielmo Toros, Giovanni Visintin; Franco Frasi, Gian Battista Odone, Emilio Lavezzari; Ettore Mannucci, Enrico Pratesi, Norberto Höfling, Franco Danova, Alessandro Pin.

Il 6 giugno 1954, alle ore 16:30 la Pro Patria, affrontò il Cagliari a Roma nello spareggio promozione, sconfiggendolo per 2-0, grazie ad una doppietta di Mannucci (11' e 42' del secondo tempo), rientrando, dopo una sola stagione, in Serie A.[8] La formazione biancoblù scesa in campo per lo spareggio fu la seguente: Angelo Uboldi, Spartaco Donati, Guglielmo Toros, Franco Frasi, Antonio Fossati, Bruno Orzan, Ettore Mannucci, Franco Danova, Norberto Höfling, Enrico Pratesi, Silvano Chiumento.

La Pro Patria et libertate, lasciata la Serie A nel giugno 1956, nel campionato successivo andò incontro ad una nuova ed amara retrocessione, scivolando addirittura in Serie C. Il comitato di reggenza formato da Garavaglia, Montani e Labadini, che aveva tenuta in piedi la società nell'ultimo anno e mezzo diede le dimissioni. La gestione societaria fu assunta da alcuni imprenditori con commissario straordinario il dott. Ercolino Caimi; in seguito venne poi eletto presidente Daniele Pini. La gestione tecnica venne affidata al duo formato da Cesare Pellegatta come Direttore Tecnico e da Beniamino Jo Santos, come allenatore.

La rosa dei giocatori era formata da tutti elementi provenienti dalla zona e comprendeva i portieri Danelutti e Filè, i terzini Azimonti, Taglioretti e Danilo Colombo, i mediani Rimoldi, Rondanini, Zagano, Pin e Vittorino Calloni, gli attaccanti Benvenuto Quaglia, Moroni, Turconi, Bernasconi, Mungai e Pagani. Il mediano Mario Colombo, in disaccordo con la società, decise di astenersi da ogni attività per due anni, al fine di ottenere la disponibilità del cartellino.

La squadra riconquistò la serie B al termine del campionato di Serie C 1959-1960, vincendo il girone A.

Gli anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un sesto posto nel campionato di Serie B 1961-1962, la Pro Patria et Libertate lasciò seconda serie al termine del campionato 1965-1966. Dopo aver conquistato il quinto posto nel girone A del campionato di Serie C 1967-1968, iniziò la discesa che portò ad evitare un'ulteriore retrocessione nel girone A del campionato di Serie C 1970-1971 solo grazie alla miglior differenza reti con la Triestina.

Gli anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

L'ultimo posto al termine del campionato di Serie C 1971-1972 decretò quella retrocessione che era stata evitata in extremis l'anno precedente.

La conquista della Serie C avvenne nella stagione 1974-75 con la vittoria del girone B sotto la presidenza di Peppino Mancini e sotto la guida tecnica di Adelio Crespi, che poteva contare su una rosa composta da giovani promesse come Mela, Bosani, Bartezzaghi e Brunini, e gente esperta come Piaceri, Frigerio, Crugnola, Berra, Croci, Carminati, Brusadelli, Arturo Bosani, Fornara e Bosco. In occasione dei festeggiamenti per il salto di categoria vennero organizzate due amichevoli di lusso con la Juventus e a Varese con la nazionale di Fulvio Bernardini.

Gli anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

La società riconquistò la Serie C1 al termine del campionato 1981-1982, classificandosi seconda alle spalle della Carrarese di Corrado Orrico. In C1 rimase però per una sola stagione, segnata anche da una serie episodi dubbi legati al calcio-scommesse che sarebbe poi esploso nelle stagioni successive. Ottenne il penultimo posto a soli 29 punti.

Il miglior piazzamento fu il quarto posto ottenuto nel girone B del campionato di Serie C2 1985-1986.

Alla fine della stagione 1987-1988, arrivò ultima nel girone B e retrocedette in Interregionale. La stagione fu costellata da problemi economici, di infortuni ma soprattutto dalla morte di Andrea Cecotti, colpito da trombosi carotidea durante l'incontro Treviso-Pro Patria al 28' di gioco; sarebbe morto sei giorni dopo, il 14 novembre 1987, nell'ospedale del capoluogo della Marca.

Gli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

La crisi finanziaria, causata da una scellerata gestione, fece retrocedere il club fino a farlo scivolare in Eccellenza, al termine del campionato 1991-92.

La risalita iniziò durante la stagione 1993-94, al termine della quale vinse il campionato di Eccellenza. Nell'annata seguente ottenne un piazzamento a centroclassifica in Interregionale.

La squadra ritornò a calcare i campi del mondo professionistico nella stagione 1995-96: la "Pro Patria et Libertate" non si iscrisse al Campionato di Serie D di quell'anno (pur rimanendo attiva la partita IVA e il numero di matricola FIGC) e l'allora Gallaratese, che aveva appena acquisito sul campo il titolo per partecipare al campionato di Serie C2, cambiò sede legale, colori sociali e nome (operazione permessa delle N.O.I.F. - Norme Organizzative Interne della Federazione - in quanto Busto e Gallarate sono paesi confinanti). Pertanto la Pro Patria fece ritorno nei campionati professionistici, dando vita alla "Pro Patria Gallaratese G.B. Srl" (in breve "Pro Patria Srl")[9] e mantenendo la matricola FIGC della Gallaratese. Quell'anno, con Mario Beretta in panchina, arrivò ai play-off, dove in semifinale venne eliminata dal Lumezzane.

La stagione seguente, con Carlo Garavaglia, arrivò al 3º posto finale e venne poi eliminata (vittoria andata 0-1 a Sesto, sconfitta 2-0 in casa) in semifinale play-off dalla Pro Sesto di Cristian Brocchi, poi al Milan.

Nella stagione 1997-98 arrivò al 4º posto ed in semifinale play-off incontrò la Triestina di Gambaro, Coti e Zampagna, perse la gara di andata 2-0. Al ritorno si portò sul 2-0 con reti di Polvani al 51' e Bandirali all'85'. Nel mezzo ci furono diverse invasioni del terreno di gioco dei tifosi alabardati: in una dei queste colpiscono con uno schiaffo il proprio giocatore Bambini. Con il doppio vantaggio sarebbe stata qualificazione, ma gli alabardati segnarono al 97' con Gubellini, in un'azione convulsa. La gara venne sospesa al 98' per invasione di campo di alcuni sostenitori bustocchi che cercarono di colpire l'arbitro. Il Giudice Sportivo assegnò così partita vinta alla Triestina con lo 0-2, squalificando anche lo stadio Speroni, per due giornate.[10] Al termine di quel play-off alcuni dirigenti (Caravatti) uscirono dalla società, fondando la Nuova Gallaratese, che si reiscrisse al campionato di Terza Categoria.

Nel dicembre del 1999, arrivò la famiglia Vender a prendere le redini della società.[11]

Gli anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2000-2001, si piazzò al secondo posto, con Gianfranco Motta in panchina; in semifinale play-off incontrò ancora la Triestina di Ezio Rossi da cui venne eliminata.

Durante la stagione 2001-02, nel mese di febbraio, Gianfranco Motta venne sostituito da Carlo Muraro, ex attaccante dell'Inter degli anni ottanta. Arriva ai play-off con il quarto posto, in semifinale incontra il Novara e lo elimina pareggiando in casa la gara di andata per 1-1 con reti al 32' pt Salvalaggio (Pro) e 34' pt Palombo (N). Al ritorno i tigrotti approdano in finale con la vittoria per 2-1 grazie ad una spettacolare doppietta di Stefano Dall'Acqua che segna prima di astuzia al 18' del primo tempo e poi raddoppia con una punizione-missile da trenta metri al 55' che s'insacca nel sette. In finale play-off affronta la Sangiovannese di Leo Acori e la supera. con un doppio 1-0, siglato da Simone Erba in Toscana e Marco Zaffaroni in casa, venendo promossa in Serie C1, dopo vent'anni di assenza. La squadra titolare era la seguente: Capelletti (Massimiliano Caniato), Toniolo, Dato (Pennacchioni), Asara, Salvalaggio, Zaffaroni, Erba (Ferraresso), Arioli, Dall'Acqua, Manicone, Romairone (Porfido); a disposizione Sgroni, Mariani, Trezzi, R. Colombo.

Arrivano poi due finali di Coppa Italia di Serie C successive: nel 2002-03 contro il Brindisi (0-1 e 1-1 in Puglia) e nel 2003-04 contro il Cesena (4-1 in Romagna e sconfitta interna 0-1), con Patrizio Sala in panchina.

La stagione 2004-2005 si concluse con il 10º posto finale.

Nel campionato 2005-2006 con in panchina Gian Cesare Discepoli sconfisse in casa il Genoa per 4-3, imbattuto da oltre un anno.

Il 2006-2007 la stagione fu travagliata e la salvezza sofferta. Inizialmente Marco Rossi sedeva in panchina ma fu poi sostituito da Loris Dominissini alla 15ª giornata. Quindi tornò Rossi, con cui furono evitati i play-out di un soffio, grazie a tre vittorie consecutive nelle ultime tre giornate. In particolare l'impresa riuscì anche grazie ad una partita che è passata alla storia: quella contro il Pisa Calcio allo "Speroni". La Pro Patria, sotto di 2 reti dopo mezz'ora, ed in 10 uomini, prima pareggia, e poi, con un altro espulso per ciascuna squadra, segna altre due reti per un finale di 4-2.[12]

Nel campionato 2007-08, in panchina viene riconfermato Marco Rossi. Dopo un buon girone d'andata, chiuso nelle prime posizioni, perde poi molte posizioni in classifica fino a giocarsi la salvezza ai play-out contro l'Hellas Verona. La partita di andata, giocata al Bentegodi di Verona, finisce 1-0 per i padroni di casa con rete dell'ex Morante al 95'. Al ritorno pareggio per 1-1 (37' Negrini per la Pro e al 90' Zeytulaev per il Verona), che sancisce la retrocessione in C2, dopo sei campionati.[13]

Il 26 giugno 2008, a Milano, avviene il passaggio di proprietà con la famiglia Vender,[14] mentre la maggioranza passa ad un nuovo gruppo, guidato da Giuseppe Zoppo ed il Dott. Roberto Cerboni (che però abbandona quasi subito)[15], che scelgono come nuovo allenatore Franco Lerda. Il 31 luglio 2008, in seguito all'esclusione di diverse società tra Serie B ed ex C1 (in particolare la Lucchese), viene ripescata in Prima Divisione 2008-2009 (ex Serie C1). Il 9 novembre 2008, superando il Cesena 3-1, nell'incontro valevole per l'undicesima giornata, arriva a quota mille vittorie (conteggiando solo quelle di campionato).

Parallelamente, a marzo 2009, emergono i primi segnali di una situazione finanziaria altamente deficitaria; il direttore generale, Francesco Lamazza, viene sollevato dal suo incarico per aver criticato pubblicamente il presidente Zoppo, di cui i tifosi iniziano a chiedere le dimissioni. Viene nominato d.g. Flaviano Tonellotto, ex presidente della Triestina, che però se ne va dopo 3 giorni, a causa delle durissime contestazioni subite allo stadio dalla squadra e tifosi con il tecnico Franco Lerda che lo accompagna direttamente alla macchina.

Il 2 aprile 2009, la società viene dichiarata fallita dal Tribunale di Busto Arsizio per debiti. Il rag. Luca Regalia è nominato curatore fallimentare. Quattro giorni dopo, su provvedimento del Gip di Busto Arsizio, la Guardia di Finanza arresta l'ex patron Giuseppe Zoppo, accusato di bancarotta fraudolenta: dopo aver perso tutti i suoi soci nell'acquisto della società tigrotta, e dopo non essere riuscito a rivenderla a luglio 2008, avrebbe dirottato le sovvenzioni degli sponsors su suoi conti privati, bloccato i pagamenti ai creditori e smesso di versare gli stipendi.[16]

Il 3 giugno 2009, alla terza ed ultima udienza utile, la Società "Aurora Pro Patria 1919", guidata dalla famiglia Tesoro, acquisì il ramo d'azienda del fallimento, dando così continuità alla storia della Pro Patria.[17] Il tutto mentre la squadra era impegnata nei play-off. Il 31 maggio, i biancoblù avevano affrontato nella gara di andata di semifinale play-off la Reggiana al Giglio, imponendosi per 5-4, in una partita rocambolesca che al 36' del primo tempo vedeva i tigrotti soccombere per 3-0, facendo partire poi una rimonta storica che al 38' vedeva Do Prado, accorciare, quindi Mosciaro tre minuti dopo. Al quarto d'ora della ripresa arrivò il pareggio bustocco con Cristiano di testa, quindi il vantaggio ancora con Do Prado, a cui fece seguito il pareggio dei padroni di casa. Ad un minuto dalla fine Do Prado realizzò la sua personale tripletta su rigore, per un netto fallo subito da Toledo, fissando il punteggio sul 5-4 finale per la Pro.

In finale affrontò il Padova fuori casa. La partita terminò sullo 0-0, con Giambruno che al 9' di gioco, para un rigore al patavino Rabito. La gara di ritorno si gioca allo "Speroni", che viene esaurito in prevendita già al primo giorno. Alla fine del primo tempo i padovani rimangono in 10 uomini per l'espulsione del terzino Di Venanzio per doppia ammonizione. Alla Pro, basterebbe lo 0-0, per essere promossa e la squadra sembra giocare per mantenere quel risultato che però è pericoloso, infatti a 10' dal termine Di Nardo, su un rimpallo manda la palla in rete e due minuti dopo, su contropiede, complice anche un errore difensivo biancoblù, raddoppia. Nei minuti finali Urbano accorcia le distanze, fissando il punteggio sul 2-1 e allo scadere, in pieno recupero, Do Prado fallisce clamorosamente un gol, colpendo di testa centrale, nonostante la favorevole posizione: è l'ultima azione della partita, la Pro Patria perde una promozione in un campionato che avrebbe sicuramente meritato di vincere, probabilmente anche a causa della vicenda societaria e del disinteresse di alcuni giocatori che abbandonano immediatamente il campo di gioco, tra i quali Music, Fofana, Correa e Do Prado, che il giorno dopo, il 22 giugno, è già accasato tra le file del Cesena, neopromosso in Serie B.[18]

Il 26 giugno la FIGC[19] assegna il titolo sportivo alla nuova società Aurora Pro Patria 1919 S.r.l.

Per la stagione 2009-2010, la panchina venne affidata inizialmente a Giuseppe Manari (nella stagione precedente secondo di Lerda). Essendo Manari privo del patentino, come tecnico figurò il preparatore dei portiere Raffaele Di Fusco. Furono solo sei i confermati dal campionato precedente, Enrico Morello, Bruccini, Melara, Giambruno, Polverini e Domenico Cristiano, mentre arrivano Nicholas Caglioni, Mario Pacilli, Antonio Aquilanti, Matteo Serafini, Matteo Pivotto, Tommaso Chiecchi, Giovanni Passiglia, Mathias Urbano, Francesco Ripa e lo svizzero Lombardi. La squadra però non ingranò e restò inesorabilmente a fondo classifica. All'ottava giornata, a seguito della sconfitta in Toscana contro il Figline, maturata all'89', Manari consegnò le dimissioni ed al suo posto fu chiamato Vincenzo Cosco. La situazione inizialmente sembrò migliorare, ma le sconfitte continuarono a fioccare e la squadra restò inchiodata in piena zona playout. Pertanto anche Cosco, dopo la sest'ultima giornata, si dimise da allenatore a causa di dissidi col patron Savino Tesoro e per dare una scossa positiva alla squadra. Al suo posto fu promosso allenatore il preparatore dei portieri Raffaele Di Fusco, che aveva già coadiuvato il primo allenatore Manari. La situazione rimase comunque estremamente critica, tant'è che dopo appena due settimane Di Fusco tornò ad essere solo preparatore dei portieri: il nuovo allenatore fu, dal 20 aprile 2010, Gianluca Gaudenzi, a cui però non riuscì il miracolo di raddrizzare la stagione: la Pro infatti, il 30 maggio, retrocesse in Lega Pro Seconda Divisione, in seguito al doppio confronto ai play out con il Pergocrema (2-2 in casa, 1-1 in trasferta, con cremaschi salvi in virtù del miglior piazzamento al termine della stagione regolare).[20]

Gli anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 giugno 2010 la Pro Patria chiama sulla sua panchina l'allenatore Raffaele Novelli, che nel 2009-2010 aveva guidato il Sorrento, puntando apertamente all'immediata promozione in Prima Divisione.

Il campionato inizia bene, con una squadra che si issa fin dall'inizio alle posizioni di vertice in classifica. Il 28 settembre 2010, tuttavia, il presidente Antonio Tesoro rassegna le dimissioni a causa delle incomprensioni con il padre Savino Tesoro, proprietario della squadra, il quale a sua volta manifesta la volontà di non investire più nel club e di volerlo cedere a titolo gratuito in tempi rapidi. A novembre, dopo oltre un mese senza l'arrivo di alcun acquirente, Tesoro minaccia di mettere in liquidazione la società e causarne la radiazione dal calcio professionistico italiano.[21] L'amministrazione comunale bustocca, capitanata dal sindaco Gigi Farioli e dall'assessore allo sport (e presidente onorario della Pro Patria) Alberto Armiraglio, interviene per ovviare alla difficile situazione e scongiurare l'avvio della procedura di liquidazione; vista la mancanza di acquirenti, decide di fondare il consorzio "La Tigre nel Cuore", basato sull'azionariato popolare. Nel consorzio dovrebbero figurare anche alcuni noti imprenditori locali, che versando importanti quote di capitale, dovrebbero permettere di salvare la Pro Patria. Intanto, nonostante la difficile situazione societaria, la squadra continua a vincere e, grazie al lavoro del segretario generale Giuseppe Iodice, riesce a limitare i danni in classifica derivanti dal dissesto societario (che si traduce in ritardi nei pagamenti di stipendi e contributi), riducendo a 7 i punti di penalizzazione.

La squadra riesce infine a concludere il campionato Lega Pro Seconda Divisione 2010-2011 piazzandosi in zona play-off, nei quali incontra dapprima la Pro Vercelli (battuta all'andata 5-2 allo stadio Speroni di Busto Arsizio e poi incapace di ribaltare il risultato nella gara di ritorno, vinta per solo 2-0) e poi in finale il FeralpiSalò. Il doppio confronto con i verdazzurri gardesani si conclude 1-1 all'andata (giocata a Busto), mentre il ritorno a Salò finisce 2-1. La Pro Patria non riesce pertanto a conquistare la promozione, mentre sul fonte societario le quote azionarie passano nelle mani dell'imprenditore Pietro Vavassori, che la iscrive al campionato successivo.[22]

Nel campionato 2011-12 i biancoblu pagano una penalizzazione record di 13 punti, senza la quale sarebbero stati a lungo al comando della classifica. Questa penalizzazione viene poi diminuita di due punti. La Pro Patria continua l'inseguimento ai play-off: se è vero che, al netto del pesante fardello della penalizzazione sarebbe stata promossa in Lega Pro Prima Divisione con due giornate di anticipo, alla fine della stagione si deve accontentare del settimo posto.

La formazione bustocca, priva di penalizzazioni, inizia bene il campionato 2012-2013. Dopo la ventiduesima giornata, grazie alla vittoria sul Castiglione, si ritrova al primo posto in classifica con una partita in meno.[23] Dopo un girone d'andata trionfale e uno di ritorno con qualche difficoltà, la squadra di mister Firicano riesce, con la vittoria (0-2) al Natal Palli di Casale Monferrato a riconquistare la Lega Pro Prima Divisione, chiudendo il campionato al 1º posto. I biancoblù riconquistano così la terza serie dopo 3 anni in Seconda Divisione.

Il 12 giugno 2013 il patron Vavassori annuncia la volontà di disimpegnarsi dalla gestione della Pro Patria[24]; per un mese si succedono trattative per il passaggio delle quote, che portano a un nulla di fatto[25]. La squadra viene iscritta senza la necessaria fidejussione al 30 giugno[26], ma a 2 giorni dalla scadenza per la presentazione dei ricorsi, Vavassori ci ripensa e resta al timone della società[27][28] La squadra chiude il campionato 2013-2014 al tredicesimo posto, venendo ammessa al nuovo campionato di Lega Pro unica.

Al termine dell'annata 2014-2015 la Pro Patria perde i play-out contro il Lumezzane e retrocede in serie D, dopo aver disputato tutta la stagione regolare nelle ultime posizioni della classifica ed aver subìto tre cambi di allenatore.[29] Il 31 agosto 2015 tuttavia la squadra bustocca viene ripescata in Lega Pro per occupare uno dei posti lasciati liberi dal fallimento di alcuni club e dalle penalizzazioni subite da altri per casi di illecito sportivo. Ai primi di settembre si concretizza la cessione del club, che passa da Pietro Vavassori nelle mani di una cordata capeggiata dalla società Sport Plus 4 You s.r.l., composta da un team di professionisti guidati dall'ex giocatore Fulvio Collovati (che assume le cariche di amministratore delegato e direttore generale) con la collaborazione degli imprenditori Patrizia Testa e Nazareno Tiburzi.[30] La nuova proprietà esprime quale presidente del club l'avvocato Emiliano Nitti, mentre alla guida della prima squadra viene chiamato Alessandro Oliva[31].

Tuttavia la squadra, composta in pochi giorni e quasi senza un periodo di preparazione pre-campionato[32], si rivela in ritardo di condizione e inadeguata alla categoria, perdendo con molti goal di scarto le prime partite della stagione: dopo quattro turni, il 5 ottobre, il tecnico Oliva viene esonerato[33] e sostituito transitoriamente da Angelo Mastropasqua, cui il 20 ottobre 2015 subentra Alessio Pala.

La situazione tuttavia non migliora: il 6 novembre, con la squadra ancora a zero punti, Fulvio Collovati si dimette dalle sue cariche, restando solo consigliere d'amministrazione[34]. Non sortisce egualmente effetto l'ulteriore avvicendamento in panchina tra Pala (complice lo sgradimento di una parte della rosa) e Mastropasqua: complice una penalizzazione di tre punti per inadempienze burocratiche pregresse i biancoblù restano a fondo classifica e infine retrocedono matematicamente in Serie D alla 30ª giornata, a seguito della sconfitta esterna per 3-1 contro il Padova[35].

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria dell'Aurora Pro Patria 1919
  • 1919 - Fondazione della Pro Patria et Libertate Unione degli Sports Bustesi.
  • 1919-1920 - 1º nel girone A di Promozione Lombarda, 6º nel girone di finale. Green Arrow Up.svg Ammesso in Prima Categoria.








  • 1990-1991 - 4º nel girone B di Interregionale.
  • 1991-1992 - 17º nel girone A di Interregionale. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Eccellenza.
  • 1992-1993 - 5º nel girone A di Eccellenza Lombardia.
  • 1993-1994 - 1º nel girone A di Eccellenza Lombardia. Green Arrow Up.svg Promossa nel Campionato Nazionale Dilettanti.
  • 1994-1995 - 9º nel girone B del C.N.D.
  • 1995 - La "Pro Patria et Libertate" non si iscrive al C.N.D.; la Gallaratese, neopromossa in Serie C2, cambia sede, colori sociali e nome: nasce la Pro Patria Gallaratese G.B.. Green Arrow Up.svg Ammessa in Serie C2.
  • 1995-1996 - 5º nel girone A di Serie C2. Perde in semifinale play-off contro il Lumezzane.
  • 1996-1997 - 3º nel girone A di Serie C2. Perde in semifinale play-off contro la Pro Sesto.
  • 1997-1998 - 3º nel girone A di Serie C2. Perde in semifinale play-off contro la Triestina; al termine della stagione alcuni dirigenti escono dalla Società fondando la Nuova Gallaratese, che riparte dal campionato di Terza Categoria provinciale.
  • 1998-1999 - 14º nel girone A di Serie C2. Vince i play-out contro il Borgosesia.
  • 1999-2000 - 11º nel girone A di Serie C2.

Finalista di Coppa Italia Serie C.
Finalista di Coppa Italia Serie C.

Finalista di Supercoppa di Lega di Seconda Divisione.
Secondo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Fase a gironi di Coppa Italia Lega Pro.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

Storicamente, la Pro ha sfoggiato sempre come prima divisa la storica maglia a strisce orizzontali bianco-blu, con pantaloncini bianchi e calzettoni bianchi con bordi blu. Solo verso la fine degli anni 30 arriva l'introduzione dei pantaloncini blu, come alternativa.

Nel 2000 è giunta seconda classificata nel prestigioso concorso istituito dal "Guerin Sportivo", sulle maglie più belle delle squadre d'Europa. La Pro Patria è l'unica squadra professionistica italiana con la divisa principale a strisce orizzontali. La divisa da trasferta ha subìto invece vari cambiamenti: dal blu si è passati al bianco, al rosso, al nero e anche all'arancione. Fornitore tecnico dal 2012 è Erreà.

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Logo adottato fino al 2009.

Lo stemma, storicamente, era ovale, diviso in due: da un lato lo stemma di Busto Arsizio (troncato rosso con B maiuscola bianca, e bianco con B maiuscola blu e fiamma nascente), dall'altro strisce orizzontali bianco-blu, il tutto cerchiato di blu con varie denominazioni al suo interno (Pro Patria et Libertate, Pro Patria et Libertate sez. calcio, Pro Patria Srl, Pro Patria Calcio 1919).

Nel corso della sua storia ha utilizzato, occasionalmente, anche altri stemmi, come quello rotondo con una tigre nella parte alta e le strisce biancoblu e la scritta Pro Patria nella parte bassa; oppure dal 1995 al 1998 è stato utilizzato uno stemma a forma di scudetto, con due G sulla sinistra (per Gallarate), due B sulla destra (per Busto Arsizio), divise dalle strisce biancoblu al centro, con sopra ad esso una corona. Tuttavia l'utilizzo dello stemma ovale è stato predominante nel corso degli anni, fino alla stagione 2008-2009.

Con la costituzione della nuova società (2009-2010) il simbolo riportato sulle maglie, pur mantenendo i colori dello stemma ovale, è diventato a forma di scudetto, con in cima il nome "Aurora Pro Patria 1919"

Inno[modifica | modifica wikitesto]

Nelle ultime stagioni è stato scelto come inno della squadra "Che cos'è", di Massimo Tornese[38] Lo stesso viene trasmesso allo stadio in occasione delle partite casalinghe della Pro Patria. Alla squadra è stata dedicata un'altra canzone che porta il nome omonimo della squadra. Pro Patria, appunto, del gruppo Oi! Erode.[39] Esiste anche un inno non ufficiale composto dalla band Heavy Metal Ul Mik Longobardeath dal titolo "Acciaio BiancoBlu".

Mascotte[modifica | modifica wikitesto]

La mascotte della Pro Patria è una tigre biancoblu; a metà degli anni 2000 fu indetto un concorso nelle scuole cittadine per attribuirle il nome e tra le varie proposte vinse "Capitan ProPatria"[40]; ad oggi non viene più utilizzata.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Carlo Speroni.

Il primo campo da gioco della Pro Patria è stato lo Stadium, situato in Via Valle Olona e inaugurato il 19 ottobre 1919, con tribune in legno capaci di contenere 10000 spettatori. Con l'avvento della Pro Patria in Serie A, venne costruito l'allora Stadio Comunale, denominato poi Bruno Mussolini nel periodo 1941-45 e definitivamente dedicato nel 1971 alla memoria di Carlo Speroni, storico mezzofondista italiano, poi massaggiatore della società per 30 anni fino alla morte nel 1969.

Lo stadio ha avuto una capienza anche di 18000 spettatori nel periodo della Serie A, successivamente a inizio anni ottanta si sono raggiunte punte di 12000-15000 persone; dopo le ultime ristrutturazioni, lo stadio ha una capienza attualmente di 4627 posti, cui va però aggiunto il numero di spettatori che può contenere la nuova curva ospiti costruita negli anni scorsi nel settore per questi ultimi andando ad implementarlo con una struttura in tubi Innocenti.

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

Alle spalle della tribuna dei popolari vi erano due campi in cui la squadra ha fatto allenamenti per diversi anni; nel 2000, con l'avvento della famiglia Vender, sono stati ristrutturati, creando un campo in erba per la prima squadra e uno in terra battuta per il settore giovanile; a seguito di alcuni lavori presso la ferrovia adiacente ai campi, il campo in erba non è stato più utilizzabile, e da allora la prima squadra si è trovata costretta a girovagare presso vari campi di allenamento in affitto in zona (Gallarate, Casorate Sempione, Magnago); negli ultimi anni anche il campo in terra battuta è stato trasformato in erba.

Da alcuni d'anni si sta discutendo con il consiglio comunale per la realizzazione definitiva dei campi di allenamento all'esterno dello stadio; per la realizzazione degli stessi sono stati acquistati dei terreni dal Comune di Castellanza.[41][42] Con la conferma al vertice del patron Vavassori, anche il Sindaco Farioli augura che i campi vedano finalmente la luce.[43]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Logo Aurora Pro Patria 1919.png
Staff dell'area amministrativa
  • Italia Patrizia Testa - Presidente
  • Italia Salvatore Asmini - Direttore generale
  • Italia Sandro Turotti - Direttore sportivo
  • Italia Stefania Salmerigo - Segreteria sportiva e tessera del tifoso
  • Italia Cristian Moroni - Delegato rapporti tifoseria

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Logo Aurora Pro Patria 1919.png
Cronologia degli sponsor ufficiali
  • 1982-1983 Cote d'or
  • 1983-1984 Giltex
  • 1984-1986 Limea Fisma
  • 1987-1988 Milano Leasing
  • 1988-1989 ...
  • 1989-1990 Everest Immobiliare
  • 1990-1995 ...
  • 1995-1998 La Prealpina/Charro
  • 1998-2001 La Prealpina
  • 2001-2002 La Fenice Assicurazioni/Faciba Planet
  • 2002-2007 Ge.S.A.
  • 2007-2008 Fogliani elettroforniture
  • 2008-2009 Fiora conc. Volkswagen
  • 2009-2010 Fondo Scrovegni-Vegagest Immobiliare/Casta
  • 2010-2011 non presente
  • 2012-2013 Italsempione
  • 2013-2015 Italsempione/Faciba Planet
  • 2015-2016 non presente
  • 2016-ad oggi Unendo Energia
Logo Aurora Pro Patria 1919.png
Cronologia degli sponsor tecnici

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori dell'Aurora Pro Patria 1919
Logo Aurora Pro Patria 1919.png
Allenatori
Logo Aurora Pro Patria 1919.png
Presidenti

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori dell'Aurora Pro Patria 1919
  • I più titolati; tre i Campioni del Mondo, Peppino Meazza (1934-1938), Mario Varglien (1934) e Ernesto Vidal (Uruguay 1950). Ed Annibale Frossi Campione Olimpico nel 1936 a Berlino.
  • Sono 5 (cinque) i giocatori cresciuti nella Pro Patria che hanno poi vinto uno scudetto; Carlo Reguzzoni bustocco, 4 scudetti con il Bologna con 119 partite, 1935-1936 / 1936-1937 / 1938-1939 / 1940-1941: con 141 reti, miglior bomber di sempre del Bologna. Mario Varglien I, 5 con la Juventus, dal 1930-1931 al 1934-1935. Arturo Boniforti, Bologna nel 1940-1941, Enrico Candiani, bustocco, Ambrosiana-Inter nella stagione 1939-1940. Luciano Re Cecconi, 1 scudetto nella Lazio, 1973-1974, Bruno Rogora, 1 con la Fiorentina 1968-1969.
  • Quattro sono stati i nazionali con la maglia della Pro: Angelo Turconi, Lello Antoniotti, Emidio Cavigioli e Francesco La Rosa.
  • Enrico Muzzio, nella stagione 1962-1963, in Serie B, segnò cinque reti in una sola gara, Pro Patria-Parma 5-0, eguagliando il record di Carlo Dell'Omodarme in Cagliari-Como 1-5 (Serie B 1959/60). Il record è tuttora imbattuto.
  • Due furono i giocatori alle Olimpiadi di Londra del 1948, Angelo Turconi ed Emidio Cavigioli.
  • Il portiere Angelo "Bubo" Uboldi 265 presenze tra Serie A e B tra la fine degli anni quaranta e gli anni cinquanta, fu convocato nella Nazionale cadetta allora diretta da Vittorio Pozzo.

Di seguito i giocatori campioni del mondo che, nel corso della loro carriera da giocatore o allenatore, hanno militato nelle fila della Pro Patria:

La Pro Patria e le nazionali di calcio[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito i giocatori nella rosa della Pro Patria che hanno giocato con la Nazionale; il debutto e il numero di presenze quando indossavano la maglia biancoblù.

Giocatore Data Partita Risultato Presenze Gol
Emidio Cavigioli 2 agosto 1948 Italia - Stati Uniti 9 - 0 2 3
Francesco La Rosa 16 luglio 1952 Italia - Stati Uniti 8 - 0 2 0
Angelo Turconi 2 agosto 1948 Italia - Stati Uniti 9 - 0 2 1

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1946-1947
1959-1960
2012-2013

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Divisione Nazionale 2 1927-28 1928-29 14
Serie A 12 1929-30 1955-56
Seconda Divisione 4 1922-23 1925-26 19
Prima Divisione 2 1926-27 1945-46
Serie B 13 1933-34 1965-66
Serie C 18 1935-36 1977-78 30
Serie C1 7 1982-83 2007-08
Lega Pro Prima Divisione 3 2008-09 2013-14
Lega Pro 2 2014-15 2015-16
Serie C2 16 1978-79 2001-02 20
Lega Pro Seconda Divisione 3 2010-11 2012-13
Serie D 1 2016-17
Serie D 3 1972-73 1974-75 8
Campionato Interregionale 4 1988-89 1991-92
Campionato Nazionale Dilettanti 1 1994-95

La Pro Patria ha disputato 89 stagioni sportive a livello nazionale a partire dall'esordio il 12 novembre 1922, compreso 1 torneo di Alta Italia disputato con titolo sportivo di B. Sono considerate professionistiche, ai sensi delle NOIF della FIGC concernenti la tradizione sportiva cittadina, le 73 annate giocate in Serie A, B e C/C1/C2. In precedenza la Pro Patria afferiva al Comitato Regionale Lombardo, nel quale ritornò per demerito sportivo fra il 1992 e il 1994.

Campionati regionali
Altri tornei
  • Partecipazione al Campionato Alta Italia 1943-44.
  • Partecipazione al Torneo Benefico Lombardo 1944-45.

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

  • Il miglior piazzamento in Serie A della Pro Patria è l'ottavo posto al termine del campionato 1947-1948.
  • Con le sue 12 partecipazioni in Serie A (girone unico), è la prima squadra espressione di una città non capoluogo di provincia, come numero di presenze in massima serie.
  • I più titolati; tre i Campioni del Mondo, Peppino Meazza (1934-1938), Mario Varglien (1934) e Ernesto Vidal (Uruguay 1950). Ed Annibale Frossi Campione Olimpico nel 1936 a Berlino.
  • Nella stagione di serie B 1946-47 ottenne 21 vittorie interne, ossia vinse tutte le partite casalinghe.
  • Nel 2000 è giunta seconda classificata nel prestigioso concorso istituito dal "Guerin Sportivo", sulle maglie più belle delle squadre d'Europa.
  • Il 9 novembre 2008, superando il Cesena 3-1 allo "Speroni", nell'incontro valevole per l'undicesima giornata, arriva a quota mille vittorie (conteggiando solo quelle di campionato).

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

In grassetto i giocatori ancora in rosa

Logo Aurora Pro Patria 1919.png
Record di presenze
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Record di reti

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La tifoseria biancoblu ha visto subito una buona partecipazione al seguito della squadra, con trasferte organizzate in treno, macchine e camion già negli anni venti del novecento. Negli ultimi anni invece sono da segnalare le trasferte a Padova, stagione 2008-09 in occasione dei play-off per la promozione in Serie B, dove accorsero circa 2500 bustocchi; la trasferta di Salò, nella quale giunsero 800 tifosi per assistere allo scontro play-off, stagione 2010-11 o ancora la trasferta di Casale Monferrato, nella quale il settore ospiti registrò il tutto esaurito con circa 1000 tagliandi venduti.

Negli anni venti e trenta con la squadra in Serie A, molti erano i tifosi che la seguivano dalle zone limitrofe, in particolare dalla Valle Olona, da sempre un motore del tifo per la Pro, anche ai nostri giorni.

Nel periodo del secondo dopoguerra e fino alla fine degli anni cinquanta veniva stampato un giornale dalla tifoseria, Il tigrottino, scritto da Adamo Cocco, edito da un club di tifosi che con grande impegno andava in distribuzione già nella tarda serata dopo le partite. Nel 1969, veniva fondato il Pro Patria Club, con sede al Bar Belvedere che riprese la tradizione del giornale, distribuito gratuitamente nelle gare interne. Lo stesso club, negli anni a seguire aprì una sezione anche in Valle Olona. Nella stagione 1981-82, al seguito della Pro c'erano tre differenti clubs, che poi si riunirono sotto le insegne del Pro Patria Clubs. Questo club di tifosi biancoblù può contare su altre tre sezioni: Sacconago, Marnate e Vanzaghello.

Gli ultras della Pro Patria si sono organizzati in vari gruppi nel tempo. Vanno ricordati i Tigers Supporters, nati nel 1973 e sciolti nel 1990, il Commandos Tigri, nati nel 1973 e sciolti nel 2003, e i Busto Crew, nati nel 2000 sulle orme del gruppo degli Skinheads e dei casuals di Sacconago, popoloso quartiere a sud di Busto Arsizio e sciolti nel 2003 a causa dell'acquisto da parte della dirigenza del calciatore di origine nigeriana Ikechukwu Kalu.

Dopo un anno transitorio nacquero i gruppi "Battaglion Bustocco", "Zena", "United88", comprendente giovani e vecchi skins e infine "Ultimo Baluardo" che fu per scelta un gruppo autonomo che, salvo rari casi, seguì la squadra in maniera indipendente dal resto della curva.

La stagione calcistica 2014/2015 vede la nascita di due nuovi gruppi all'interno della curva bianco blu ovvero "Banda Deviata" e "Gioventù Bustocca", gruppo composto principalmente dalle nuove leve provenienti sia da Busto Arsizio che dalle città limitrofe. Attualmente in balaustra vengono esposti gli striscioni United 88, Gioventù Bustocca e Banda Deviata.

Il 1º giugno 2011 la Regione Lombardia, nella persona dell'Assessore allo Sport Monica Rizzi, ha insignito tutta la tifoseria biancoblu, del premio “Rosa Camuna”, massima onorificenza concessa dall'istituzione regionale, come esempio positivo a sostegno di una squadra di calcio. La Pro Patria da diversi mesi era in piena crisi societaria, abbandonata dalla proprietà, la famiglia Tesoro, nonostante la squadra fosse in vetta al campionato. I tifosi biancoblu (e con essi alcuni imprenditori), sostituendosi di fatto alla società, si fecero carico delle spese autotassandosi, promuovendo eventi come cene allo stadio, spettacoli di cabaret (presso il Teatro Manzoni di Busto, a cui parteciparono tra gli altri Fabio Oreglio e Gigi Rock) e tornei di calcetto, raccogliendo i fondi necessari per arrivare a fine stagione, permettendo ai giocatori di poter fare la spesa, pagare gli affitti di casa, e provvedere alle trasferte. La medaglia venne consegnata sul campo domenica 3 giugno 2011, prima della finale di andata di play-off, Pro Patria - FeralpiSalò, dall'addetto alle pubbliche relazioni della Regione Lombardia ed ex giocatore dei bustocchi, Leo Siegel.[44]

Il 3 gennaio 2013, l'amichevole contro il Milan, giocata allo stadio Carlo Speroni, fu sospesa dopo che il calciatore rossonero Boateng, vittima inizialmente di cori contro la celebre fidanzata, ex velina Melissa Satta e successivamente di ululati, aveva scagliato il pallone contro la tribuna scoperta nella quale risiedevano il centinaio di ultras presenti all'incontro e la squadra rossonera aveva deciso di abbandonare il terreno di gioco.[45]

Va sottolineato il fatto che il gip Patrizia Nobile ha definitivamente archiviato il reato di istigazione all'odio razziale, tuttavia il tribunale ha riconosciuto i 6 tifosi indagati colpevoli di ingiuria aggravata dai motivi razziali disponendo anche un risarcimento complessivo per le parti civili, la Lega Pro e il Comune di Busto Arsizio, di diecimila euro, a carico dei sei condannati che dovranno pagare anche le spese processuali. A seguito dell'episodio la tifoseria Bustocca è stata raggiunta da numerose diffide. Il 28 maggio 2015 i 6 tifosi in questione vengono definitivamente assolti in quanto stando alle parole del giudice: "Non ci fu nessun coro razzista rivolto a Boateng ed ai giocatori di colore del Milan, pertanto il fatto non sussiste".[46]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Derby calcistici in Lombardia.

Come tifoseria esiste un solido gemellaggio con i sostenitori della Triestina,[47] datato 1977 e molto sentito da entrambe le tifoserie. Altra amicizia per gli ultras è quella con i ragazzi di Sassari[47] esistente dalla stagione 1994/95, nata durante il viaggio verso Castelsardo e rinsaldata durante i vari incontri di campionato tra le due squadre ultimo dei quali durante la stagione 2014/15. Si intrattengono inoltre amicizie a livello personale con la tifoseria Salernitana. Si mantengono buoni rapporti anche con i sostenitori dell'Hellas Verona, con il quale il rapporto è fondato su un reciproco rispetto. Ultima in ordine di tempo è l'amicizia venutasi a creare durante la stagione 2015/16 con la tifoseria del Piacenza. In passato vi era un'amicizia con la tifoseria cremonese, o per meglio dire con il gruppo N.E.P., trasformatasi poi in una solida amicizia fra le due curve, ma negli ultimi anni, complice anche lo scioglimento del gruppo N.E.P. questo rapporto è andato via via scomparendo.

Per quanto riguarda le rivalità la tifoseria Bustocca può vantarsi del fatto di essere una compagine odiata in molte parti delle penisola, soprattutto nel nord Italia, in quanto durante gli anni si è resa protagonista di vari disordini venutisi a creare con le tifoserie avversarie, sia in casa, che in trasferta, guadagnandosi la nomea di "tifoseria calda" e per questo è stata bersagliata da una lunga serie di Daspo e in alcuni casi arresti.

La rivalità più sentita dai bianco blu è senz'altro quella con la tifoseria del Legnano,[47] anche e soprattutto per motivi territoriali, essendo i due comuni confinanti. Fra le due città esiste una vera e propria rivalità secolare che va al di là della sfera calcistica e ovviamente ne consegue il fatto che fra le due tifoserie spesso e volentieri, sin dal lontano dopoguerra fino ai giorni nostri, si siano verificati scontri ogni qual volta che le due squadre si siano incontrate in campionato, tanto che durante gli ultimi due incontri di campionato fra Pro Patria e Legnano sono stati giocati con i rispettivi settori ospiti a porte chiuse. Addirittura in occasione del match di Prima Categoria del 2012 fra C.A.S. Sacconago, squadra di Sacconago, quartiere di Busto, e Legnano si sono avvenuti scontri davanti ad un bar vicino allo stadio comunale del C.A.S. a seguito di un assalto subito dai tifosi Legnanesi durante in tragitto per recarsi allo stadio.

Altra rivalità degna di nota è quella con il Novara,[47] contro il quale nel lontano 1995 gli ultras Bustocchi si sono resi protagonisti di un assalto al bar dei tifosi Novaresi situato davanti lo stadio Silvio Piola di Novara da cui ne è poi derivato un duro scontro proseguito all'esterno del bar fra le due tifoserie.

Anche con i sostenitori del Varese[47] non si può certo dire che corra buon sangue a causa del fatto che i Bustocchi non hanno mai riconosciuto Varese come la propria Provincia, ciò ha fatto sì che vari incontri fra le due squadre sfociassero all'esterno dello stadio in duri scontri, nonostante in passato vi fu un rapporto di amicizia con il gruppo "Boys Varese" che però creò all'interno della tifoseria bustocca varie spaccature, in quanto non tutti erano favorevoli alla presenza di varesini a Busto tanto che l'ala dei Tigers Supporters poco favorevole a questa amicizia instaurò di contro un'amicizia con gli ultras Tito della Sampdoria assieme ai quali assistettero ad un "caldo" Varese – Sampdoria.

Non si può non citare la rivalità con la tifoseria del Lecco, nata dopo gli scontri nel pre partita dell'incontro Lecco - Pro Patria della stagione calcistica 2010/11, che hanno visto fronteggiarsi una trentina di bustocchi e una cinquantina di Lecchesi armati di spranghe e bastoni, i quali hanno causato 14 diffide fra i sostenitori Bustocchi.

Altra rivalità sono quelle con i sostenitori del Mantova[47] (a causa di scontri avvenuti in occasione della gara valevole per la Coppa Italia nella stagione 2009/10 nei quali rimase gravemente ferito un poliziotto), Pavia,[47] Casale, Pro Vercelli, Carrarese,[47] con la cui tifoseria ci furono duri scontri soprattutto durante gli anni 80, sia a Busto Arsizio che a Carrara, al punto che durante la stagione 1982/83 i Carraresi subirono uno smacco che inasprì ancor più questa rivalità, difatti alcuni Bustocchi portarono dei water dipinti di giallo-blu all'interno dello stadio, complici anche i controlli pressoché inesistenti di un tempo, attraversando la pista di atletica e deponendoli sotto il settore da loro occupato.

Rivalità minori sono quelle con Alessandria, Frosinone, Ravenna, Giana Erminio (nata nel corso della stagione 2015/2016 quando per le strade di Busto Arsizio ci fu una vera e propria caccia all'uomo nei confronti dei tifosi Zolesi giunti in automobile da Gorgonzola) e Pergocrema,[47] acuita dal fatto che in passato vi era un'amicizia tra la tifoseria bustocca e quella Cremonese, rivale storica del Pergocrema.

Occorre infine citare la rivalità con la tifoseria del Saronno,[47] sentita maggiormente durante gli anni ottanta, quando le squadre militavano nel medesimo campionato.

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Aurora Pro Patria 1919 2016-2017.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa tratta dal sito ufficiale della Pro Patria[48]

N. Ruolo Giocatore
Italia P Alessio Gionta
Italia P Andrea Monzani
Italia D Simone Angioletti
Italia D Riccardo Barzaghi
Italia D Riccardo Colombo
Italia D Salvatore Ferraro
Argentina D Pablo Garbini
Italia D Dario Scuderi
Italia D Alex Tondini
Italia D Lorenzo Veroni
Italia D Giovanni Zaro
Svezia C Anton Andreasson
Italia C Matteo Arrigoni
N. Ruolo Giocatore
Italia C Giorgio De Vincenzi
Italia C Donato Disabato
Italia C Alessandro Gherardi
Italia C Alex Pedone
Italia C Marco Piras
Bosnia ed Erzegovina C Josip Šantić
Argentina C Mario Santana
Italia A Elia Bortoluz
Italia A Roberto Cappai
Italia A Andrea Casiraghi
Italia A Francesco Filomeno
Italia A Mattia Mauri

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Logo Aurora Pro Patria 1919.png
Staff dell'area tecnica
  • Italia Roberto Bonazzi - Allenatore
  • Igor Bertoncelli - Allenatore in seconda
  • Italia Augusto Rasori - Preparatore dei portieri
  • Italia Diego Scirea - Preparatore atletico
  • Italia Fulvio Collovati - Responsabile area tecnica
  • Italia Federica Lancini - Addetta stampa
  • Italia Gianluca Castiglioni - Responsabile medico
  • Italia Luigi Valcarenghi - Medico sociale
  • Italia vacante - Massofisioterapista
  • Italia Luca Bettinelli- Massaggiatore

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comunicato ufficiale F.I.G.C. (PDF), figc.it. URL consultato il 3 giugno 2015.
  2. ^ a b Auguri cara vecchia Pro Patria et Libertate!, informazioneonline.it. URL consultato il 1 giugno 2015.
  3. ^ Nasce la Pro Patria, dopo la vittoria del '18, Giorgio Romussi, Rispuntano gli artigli - Storia della Pro Patria dalle origini ai giorni nostri, Busto Arsizio (VA), La Litografica Editrice, 1975, pagina 4.
  4. ^ Luca Dibenedetto, El balon fiuman, pagina 146
  5. ^ Ecco perché ci chiaman tigrotti, una targa lo spiega, www3.varesenews.it. URL consultato il 2 giugno 2015.
  6. ^ Arnaldo Fasoli, “Fasouèn”..., informazioneonline.it. URL consultato il 3 luglio 2015.
  7. ^ Kubala e la Pro Patria, matrimonio che non s'aveva da fare, sport.sky.it. URL consultato il 1 giugno 2015.
  8. ^ Pro Patria in lutto, addio “Memo” Toros, informazioneonline.it. URL consultato il 2 giugno 2015.
  9. ^ Pro Patria Gallaratese, con numero di partita iva 02255110120.
  10. ^ Pro Patria, vince la violenza, archiviostorico.gazzetta.it. URL consultato il 3 giugno 2015.
  11. ^ "Fummo vicini a prendere la Reggiana, domani non verremo", gazzettadireggio.gelocal.it. URL consultato il 3 giugno 2015.
  12. ^ Sei gol, quattro espulsioni e Gianluca Temelin, www3.varesenews.it. URL consultato il 2 giugno 2015.
  13. ^ Pro Patria: è finita, www3.varesenews.it. URL consultato il 2 giugno 2015.
  14. ^ «Ritornare alla Pro? Potrei anche pensarci», laprovinciadivarese.it. URL consultato il 4 giugno 2015.
  15. ^ Cerboni: "Stupito delle dichiarazioni di Zoppo, www3.varesenews.it. URL consultato il 2 giugno 2015.
  16. ^ Arrestato Giuseppe Zoppo, ex presidente della Pro Patria, in Varese News, 07 maggio 2009. URL consultato il 3 giugno 2015.
  17. ^ L'Aurora Pro Patria nelle mani di Antonio Tesoro, www3.varesenews.it. URL consultato il 3 giugno 2015.
  18. ^ Un anno al cardiopalma: cronologia di un sogno sfumato, www3.varesenews.it. URL consultato il 3 giugno 2015.
  19. ^ Comunicato ufficiale Federazione Italiana Giuoco Calcio (PDF), figc.it. URL consultato il 3 giugno 2015.
  20. ^ Pro Patria, niente da fare: la retrocessione è realtà, varesenews.it. URL consultato il 3 giugno 2015.
  21. ^ Com'è dura l'avventura: un anno e mezzo "targato" Tesoro, www3.varesenews.it. URL consultato il 2 giugno 2015.
  22. ^ Ecco la Pro Patria di Pietro Vavassori, varesenews.it. URL consultato il 2 giugno 2015.
  23. ^ Castiglione - Pro Patria, in diretta 0-2, www3.varesenews.it. URL consultato il 3 giugno 2015.
  24. ^ Choc Pro Patria, Vavassori se ne va, www3.varesenews.it. URL consultato il 3 giugno 2015..
  25. ^ Pro Patria, fumata nera per il passaggio delle quote, www3.varesenews.it. URL consultato il 3 giugno 2015..
  26. ^ La Pro Patria è iscritta al prossimo campionato, www3.varesenews.it. URL consultato il 3 giugno 2015..
  27. ^ Vavassori salva la Pro Patria: "Io sono ancora qua", www3.varesenews.it. URL consultato il 3 giugno 2015..
  28. ^ Comunicato ufficiale FIGC sulla ammissione al campionato (PDF), tccdb-storage.tccstatic.com. URL consultato il 3 giugno 2015..
  29. ^ La Pro Patria perde ancora. Si avvera l’incubo retrocessione, varesenews.it. URL consultato il 3 giugno 2015..
  30. ^ Ecco la nuova Pro, Collovati: “Sfida ambiziosa in una piazza importante. Vavassori: “Felice del nuovo gruppo”, varesesport.com. URL consultato l'11 settembre 2015..
  31. ^ Comunicato ufficiale, aurorapropatria1919.it. URL consultato l'11 settembre 2015.
  32. ^ NOTA DEL PRESIDENTE - aurorapropatria1919.it, 16 ott 2015
  33. ^ La Pro Patria cambia: esonerato Oliva, tuttosport.com. URL consultato il 5 ottobre 2015.
  34. ^ COMUNICATO UFFICIALE SOCIETA' - aurorapropatria1919.it, 6 nov 2015
  35. ^ Pro sconfitta a Padova: è Serie D! - varesesport.com, 10 apr 2016
  36. ^ Almanacco illustrato del calcio, Modena, Edizioni Panini, 1989 pag.388 (presentazione stagione 1988-89 Pro Patria et Libertate (Sezione) Calcio matr. 40430)..
  37. ^ Almanacco illustrato del calcio, Modena, Edizioni Panini, 1990 pag.396 (presentazione stagione 1989-90 A.C. Pro Patria et Libertate matr. 40430)..
  38. ^ Che cos'è - YouTube, youtube.com. URL consultato il 3 giugno 2015..
  39. ^ Brano n.15 dell'album "Tempo che non ritorna", audiodrome.it. URL consultato il 3 giugno 2015..
  40. ^ Capitan ProPatria e Yamy mascotte per un mito antico e uno nascente, in varesenews.it. URL consultato il 13 agosto 2013.
  41. ^ I terreni dietro lo Speroni infiammano la polemica, www3.varesenews.it. URL consultato il 3 giugno 2015..
  42. ^ La Pro Patria avrà nuovi campi, ma in Consiglio è caos, www3.varesenews.it. URL consultato il 3 giugno 2015.
  43. ^ Farioli: "Ora andiamo avanti con i campi per le giovanili", www3.varesenews.it. URL consultato il 3 giugno 2015.
  44. ^ Questi tifosi si meritano un premio, www3.varesenews.it. URL consultato il 3 giugno 2015..
  45. ^ Boateng calcia il pallone sui tifosi della Pro-Patria, varesenews.it. URL consultato il 3 giugno 2015.
  46. ^ Cori razzisti, assolti i sei tifosi della Pro Patria, informazioneonline.it. URL consultato il 16 giugno 2015.
  47. ^ a b c d e f g h i j Tifoserie lombarde, biangoross.com. URL consultato il 16 giugno 2015.
  48. ^ Rosa stagione 2015/2016, aurorapropatria1919.com. URL consultato il 9 febbraio 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Calci di Passione - Cento anni di storia sportiva a Busto Arsizio di A.Brambilla, M.Linari e C.Magni - Città di Busto Arsizio (VA) - Italgraf Snc, Castellanza.
  • Giorgio Romussi, Rispuntano gli artigli - Storia della Pro Patria dalle origini ai giorni nostri, Busto Arsizio (VA), La Litografica Editrice, 1975
  • Alberto Brambilla, Storie in biancoblu - Una città e la sua squadra, Cavallirio (NO), Eos Editrice, 1999

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]