UEFA Europa League

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Coppa UEFA" rimanda qui. Se stai cercando la competizione di calcio a 5 in precedenza nota come "Coppa UEFA", vedi UEFA Futsal Champions League.
UEFA Europa League
UEFA Europa League logo (2021).svg
Altri nomiCoppa UEFA
(1971-2009)
SportFootball pictogram.svg Calcio
Tiposquadre di club
FederazioneUEFA
ContinenteEuropa Europa
OrganizzatoreUEFA
TitoloUEFA Europa League winner (vincitore della UEFA Europa League)
Cadenzaannuale
Aperturagiugno (preliminari), settembre (fase a gruppi)
Chiusuramaggio
Partecipanti32 squadre
Formula8 gironi all'italiana da 4 squadre + eliminazione diretta A/R con le prime e le vincenti degli spareggi + finale
Sito InternetUEFA Europa League
Storia
Fondazione1971[1]
Numero edizioni52
DetentoreEintracht Francoforte
Record vittorieSiviglia (6)
Ultima edizioneUEFA Europa League 2021-2022
Edizione in corsoUEFA Europa League 2022-2023
Europa League.svg
Trofeo o riconoscimento

La UEFA Europa League è una competizione calcistica continentale per squadre di club organizzata dalla UEFA, la seconda per prestigio dopo la Champions League.

La denominazione di Europa League sostituì nel 2009 quella storica di Coppa UEFA, istituita nel 1971 dalla confederazione calcistica europea. Questo torneo, a sua volta, aveva preso il posto de facto della Coppa delle Fiere, inizialmente disputata su invito, e non per diritto acquisito, da rappresentative di grandi città dell'Europa che ospitavano fiere commerciali. L'UEFA ha definito la Coppa delle Fiere come antenata della successiva Coppa UEFA/Europa League; tuttavia, non essendone stata l'organizzatrice, non è mai stata riconosciuta de iure come manifestazione ufficiale dalla confederazione continentale. Per tale motivo la Coppa delle Fiere non viene inclusa neppure nelle statistiche riguardanti la Coppa UEFA/Europa League.

È riservata alle compagini classificatesi nei rispettivi campionati nazionali immediatamente dopo quelle aventi diritto a partecipare alla Champions League. Dal 1999, in seguito all'abolizione della Coppa delle Coppe, ha inglobato anche le tradizionali partecipanti a quella competizione, ossia le vincitrici o, fino al 2015, le finaliste perdenti delle varie coppe nazionali. Nel 2009, dopo trentotto edizioni, ne è stato modificato il formato in seguito all'abolizione dell'Intertoto, dando vita all'Europa League che segue un modello più simile a quello della Champions League, allo scopo di rendere il torneo più spettacolare e maggiormente appetibile anche dal punto di vista dei diritti televisivi e degli sponsor.[2]

Dal 2000, in luogo della soppressa Coppa delle Coppe, la squadra campione acquisisce il diritto a partecipare alla Supercoppa UEFA contro la detentrice della Champions League; dal 2015, inoltre, il club vincitore dell'Europa League ottiene la qualificazione d'ufficio alla successiva edizione della Champions League.

Il trofeo è stato vinto finora da ventinove società diverse, quattordici delle quali lo hanno conquistato due o più volte. La squadra più titolata è il Siviglia, con sei successi in altrettante finali disputate (anch'esso record); è inoltre ad oggi l'unico club capace di aggiudicarsi la manifestazione per tre stagioni consecutive.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Anni 1970: origine ed evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Wiel Coerver, tecnico del Feyenoord, solleva il trofeo vinto nell'edizione 1973-1974

Creata in base alla previgente Coppa delle Fiere (rispetto alla quale cambiò il regolamento che vigeva dal 1968, nonché il formato e il sistema di qualificazione),[3] in confronto a Coppa dei Campioni e Coppa delle Coppe constava di 64 squadre partecipanti, ovvero il doppio delle altre due coppe, di un turno in più e di finale con andata e ritorno. Il numero di formazioni complessivamente spettante a una stessa nazione era stabilito preventivamente, da un minimo di una a un massimo di quattro, per principio e d'ufficio, assegnando quattro partecipanti all'Inghilterra, all'Italia e alla Germania Ovest.

Sino al 1979, anno di introduzione del coefficiente UEFA, l'UEFA assegnava per meriti sportivi il numero di club rappresentanti per associazione, fino a un massimo di quattro, i quali non dovevano essere qualificati alle altre due competizioni stagionali e/o detentori delle stesse.[3] Tale aspetto decretava il posizionamento della Coppa UEFA come terza competizione europea per club in ordine gerarchico, nonostante il suo prestigio e interesse mediatico era complessivamente superiore a quello della precedente Coppa delle Fiere:[3] quando un club qualificatosi per una delle due competizioni maggiori si piazzava, nel proprio campionato nazionale, nella cosiddetta zona UEFA, veniva effettuato uno scorrimento della classifica per riattribuire ad altra società il diritto di partecipare alla competizione; a tale prassi si sottraeva la Germania Ovest che riassegnava invece il posto alla perdente della coppa nazionale, come avvenne ad esempio nel 1974 per l'Amburgo.

Va sottolineato il fatto che all'Inghilterra, dove si disputavano due coppe nazionali (una organizzata dalla Federcalcio nazionale e l'altra dalla Lega di massima divisione), venne concesso il privilegio di iscrivere alla Coppa UEFA la vincitrice (ma, si badi bene, mai la finalista perdente) della seconda coppa nazionale, riducendo conseguentemente di una unità i posti assegnati mediante la classifica del campionato. Anche questa regola era inserita d'ufficio: ad altre nazioni in situazione analoga, come la Scozia, non fu mai concessa tale possibilità. Altra particolarità inglese fu il mantenimento, fino al 1975, del puro regolamento della Coppa delle Fiere che prevedeva la partecipazione per città e non per squadre: per tale motivo, ad esempio, nel 1973 l'Arsenal non si qualificò in coppa nonostante il suo secondo posto in campionato, e ciò perché Londra era già rappresentata dal Tottenham vincitore della Football League Cup.

La prima vincitrice della Coppa UEFA fu il succitato Tottenham nel 1972, nella finale tutta inglese con il Wolverhampton. In queste prime edizioni, caratterizzate da un netto predominio di club provenienti da paesi anglosassoni (Inghilterra, Germania Ovest e Paesi Bassi),[4] particolare fu l'edizione "autarchica" che si disputò nel 1977, vinta dalla Juventus contro l'Athletic Bilbao, nella cui finale — la prima tra due squadre dell'Europa meridionale[4] — furono contrapposte la squadra bianconera formata completamente da giocatori italiani, e quella biancorossa composta unicamente da elementi baschi. Le due plurivincitrici del decennio furono gli inglesi del Liverpool e i tedeschi occidentali del Borussia M'gladbach, con due affermazioni a testa.

Anni 1980 e 1990: affermazioni prestigiose, il dominio italiano[modifica | modifica wikitesto]

Dino Zoff, primo vincitore della coppa sia da giocatore sia da allenatore, con la Juventus rispettivamente nel 1976-77 e 1989-90

Nel 1979 la UEFA introdusse un coefficiente per nazioni onde assegnare i posti alle varie federazioni: subito applicato ai campionati, ebbe dunque effetto sulla coppa dal 1980. Gli anni 1980 videro l'affermarsi di grandi squadre, tra cui si segnalarono i due successi consecutivi dei pluricampioni europei del Real Madrid, nel 1985 e nel 1986, che rimarranno per lungo tempo gli unici in grado di vincere la competizione per due volte consecutive: soltanto i connazionali del Siviglia saranno in grado di bissarli nel 2007 e nel 2015, per poi superarli nel 2016 con tre affermazioni consecutive. Degno di nota fu anche il ciclo vincente del club svedese IFK Göteborg, capace di aggiudicarsi il trofeo per ben due volte: nell'edizione del 1982 sconfisse in finale il ben più quotato Amburgo (vincitore l'anno seguente della Coppa dei Campioni), mentre nel 1987 ebbe la meglio sugli scozzesi del Dundee Utd.

Dalla fine degli anni 1980 e per tutti gli anni 1990 si ebbe un dominio delle squadre italiane nella manifestazione,[5] che tra il 1989 e il 1999 venne vinta per ben 8 volte su 11 da squadre militanti nel campionato italiano (con un totale di 14 presenze in finale, e dove solo l'epilogo del 1996 non vide presente una squadra italiana). Fu il Napoli di Diego Armando Maradona ad aprire questo periodo d'oro, battendo in finale i tedeschi d'Occidente dello Stoccarda.[5] Nel 1990 ci fu una finale tutta italiana, la prima di una serie di quattro (1990, 1991, 1995, 1998), in cui la Juventus ebbe la meglio sulla Fiorentina.[5]

Nel 1991 fu l'Inter ad aggiudicarsi l'ultimo atto contro la Roma,[5] in un'edizione che vide l'arrivo di quattro squadre italiane ai quarti: giunsero infatti tra le prime otto anche Atalanta e Bologna. Nel 1992 furono invece gli olandesi dell'Ajax a vincere, dopo aver eliminato il Genoa in semifinale e il Torino in finale.[5] Seguirono nuovi successi per Juventus e Inter: furono Borussia Dortmund e Austria Salisburgo, rispettivamente nel 1993 e nel 1994, a cedere il passo in edizioni che videro ancora positivi risultati per le italiane, in particolare nel 1994, con la Juventus eliminata ai quarti dal Cagliari, poi estromesso dall'Inter in semifinale.

L'italiano Giuseppe Bergomi, con 96 partite giocate tutte per l'Inter, è il primatista di presenze nella manifestazione[6]

Fu il Parma di Nevio Scala a vincere nel 1995 in una finale ancora una volta tutta italiana con la Juventus. L'egemonia italiana s'interruppe temporaneamente nel 1996, quando la finale vide i tedeschi del Bayern Monaco avere la meglio sul Bordeaux; nell'occasione i francesi furono a loro volta autori di un percorso di rilievo, rimanendo gli unici ad aver raggiunto l'epilogo del torneo partendo dalla Coppa Intertoto – quest'ultima nel frattempo divenuta, dal 1995, una competizione che qualifica alla Coppa UEFA.

Nel 1997 trionfò ancora una formazione tedesca, lo Schalke 04, superando l'Inter ai tiri di rigore nell'ultima finale giocata su sfide di andata e ritorno. I nerazzurri si rifecero nella stagione successiva, nella quarta finale tutta italiana in meno di dieci anni, battendo la Lazio, nel primo atto conclusivo della competizione giocato in gara unica, al Parco dei Principi di Parigi. Nel 1999 fu il Parma, per la seconda volta dopo il trionfo di quattro anni prima, ad aggiudicarsi il trofeo battendo in finale l'Olympique Marsiglia,[5] con i francesi che a loro volta avevano eliminato in semifinale il Bologna, partito dall'Intertoto.

1999: fusione con la Coppa delle Coppe[modifica | modifica wikitesto]

Con l'allargamento della Champions League fino a quattro squadre per le prime tre nazioni della graduatoria, nel 1999 la Coppa delle Coppe venne abolita per andare a fondersi con la Coppa UEFA, scelta che comportò l'aumento del numero di squadre partecipanti da 64 a 96[7] e l'introduzione di un ulteriore turno ad eliminazione diretta. Con questa nuova formula fu introdotto il ripescaggio delle squadre terze classificate nella prima fase a gironi della Champions League nei sedicesimi di finale di Coppa UEFA.

Come conseguenza di queste riforme, nazioni come l'Inghilterra, la Spagna e l'Italia si trovarono spesso a qualificare con successo quattro squadre alla Champions League e a relegare quindi in Coppa UEFA le quinte e seste classificate dei campionati, nonché la vincitrice della coppa nazionale (che però non di rado risultava già qualificata in Champions League così come la finalista perdente, mandando quindi in UEFA la settima classificata in campionato).

Nel 2004-05 fu apportata una importante novità regolamentare: fu introdotto un secondo turno preliminare e ciò permise di ridurre il numero di squadre partecipanti al primo turno a 80; al primo turno ad eliminazione diretta seguì per la prima volta una fase di qualificazioni autunnale a gironi (8 gruppi da 5 squadre)[8], che emulò il formato della più nota Champions League. Tale formato durò fino alla stagione 2008-09.

Questo decennio vide la fine all'egemonia italiana sulla competizione, mentre salirono alla ribalta internazionale, anche solo arrivando in finale, realtà emergenti: spiccò su tutti l'esempio del Siviglia (i cui soli altri trofei risalivano agli anni 1940) che mise in fila due vittorie nel 2006 e 2007 eguagliando così il blasonato Real Madrid, e in misura minore il Porto di José Mourinho, nel 2003 tornato al successo europeo dopo sedici anni, e poi capace l'anno successivo di migliorarsi vincendo Champions League e Coppa Intercontinentale. Tra le finaliste degli anni 2000, solo due squadre (Liverpool e Feyenoord) avevano già raggiunto in precedenza l'ultimo atto della Coppa UEFA, mentre per sette di esse questo traguardo rappresentò la prima finale europea in assoluto: di queste, solamente Middlesbrough e Alavés non riuscirono a sollevare il trofeo.

Si assistette anche a una rinascita delle squadre dell'Europa dell'Est, i cui migliori risultati risalivano ancora al periodo della guerra fredda – con i successi dei cecoslovacchi dello Slovan Bratislava (1969), dei tedeschi orientali del Magdeburgo (1974), e dei sovietici della Dinamo Kiev (1975 e 1986) e della Dinamo Tbilisi (1981) in Coppa delle Coppe, nonché dei rumeni della Steaua Bucarest (1986) e degli jugoslavi della Stella Rossa (1991) in Coppa dei Campioni –; grazie prevalentemente all'arrivo di grandi magnati che investirono su una singola squadra, nelle ultime due edizioni del decennio la Coppa UEFA fu appannaggio dei russi dello Zenit San Pietroburgo (2008) e degli ucraini dello Šachtar (2009).

2009: dalla Coppa UEFA all'Europa League[modifica | modifica wikitesto]

Gli spagnoli del Siviglia, per sei volte vincitori nel terzo millennio, sono i più titolati nell'albo d'oro della coppa

Le riforme delle competizioni europee volute dal presidente dell'UEFA, Michel Platini, incisero sulla seconda manifestazione continentale per club in maniera più profonda che sulla Champions League, a cominciare dalla denominazione che, dopo trentotto anni, mutò in UEFA Europa League.

La lista di accesso venne quasi completamente uniformata prevedendo un numero fisso, indipendente dal coefficiente UEFA, di tre squadre per ogni nazione di cui una la vincitrice della coppa nazionale (se non ammessa in Champions League). Solo sei nazioni poterono sfuggire alla suddetta regola: da un lato la settima, l'ottava e la nona del ranking, che fino al 2014 goderono di una quarta società ammessa, e dall'altro i microstati di San Marino e Andorra con due società, oltre al Liechtenstein che, non avendo un proprio campionato, qualificò unicamente la detentrice della coppa nazionale. Inoltre, tre società premiate per il loro fair play continuavano a guadagnare anch'esse l'accesso al primo turno preliminare della manifestazione, derogando così al limite di iscritti per nazione.

Nelle prime tre edizioni nessuna squadra, eccetto l'eventuale detentrice non qualificatasi per la Champions League, veniva esentata dai preliminari[9]; successivamente, dalla stagione 2012-2013, alle migliori federazioni del coefficiente confederale fu concesso di iscrivere alcuni club direttamente alla fase a gironi: inizialmente questo privilegio riguardò i vincitori della coppa nazionale dei primi 6 paesi, poi dal 2015 fu esteso anche ai migliori piazzati delle prime 4 federazioni (5 dal 2018) e ai vincitori delle coppe delle nazioni dal settimo al dodicesimo posto. I preliminari si strutturavano su quattro turni (cinque dal 2018), mentre il turno di accesso, differenziato anche tra squadre della stessa nazione, dipendeva dalla posizione nel ranking della federazione; all'ultimo turno preliminare accedevano anche le perdenti del penultimo turno di qualificazione della Champions League, mentre le società che fallivano all'ultimo passaggio l'ingresso nella massima competizione continentale entravano direttamente nella fase a gironi di Europa League.

Questo percorso andava a individuare le 48 squadre (21 dai preliminari, 10 eliminate dalla Champions League e le 17 ammesse direttamente) che davano poi vita alla fase a gironi, mutuando l'identica struttura della Champions League. Alle ventiquattro qualificate (prime due di ogni girone) si aggiungevano poi le terze dei gruppi di Champions League, e a questo punto la competizione continuava a eliminazione diretta, sino alla finale in gara unica con sede predefinita.

Nei primi 12 anni con la nuova denominazione (dal 2009 al 2021), la competizione è stata dominata dai club spagnoli, capaci di vincere in ben 8 occasioni (2010, 2012, 2014, 2015, 2016, 2018, 2020, 2021), con una finale tutta spagnola nel 2012 e comunque con sempre, ad eccezione del 2013, almeno una squadra spagnola tra le migliori quattro, con il massimo raggiunto nel 2012 di 3 semifinaliste su 4. Da sottolineare in particolare il Siviglia capace di vincere il torneo per tre volte consecutive tra il 2014 e il 2016 e poi nuovamente nel 2020. Un'altra spagnola pluricampione è l'Atletico Madrid che si è imposto per tre volte, ovvero nel 2010, nel 2012 e nel 2018. Delle 4 edizioni non vinte da spagnole, ben 3 sono state conquistate dai club inglesi, ovvero il Chelsea nel 2013 e nel 2019 e il Manchester United nel 2017, con una finale tutta inglese nel 2019. Nell'edizione del 2011 c'è stata, invece, un'egemonia del Portogallo, con la vittoria del Porto, nella prima finale tutta portoghese della storia con il Braga; oltre a queste due squadre, arrivò tra le prime quattro anche un'altra portoghese, il Benfica, eliminato in semifinale.

2021: introduzione della Europa Conference League[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: UEFA Europa Conference League.

Nella stagione 2021-2022 è stata introdotta una terza competizione europea, la UEFA Europa Conference League. Ciò ha comportato importanti modifiche all'Europa League, a partire dal numero di squadre partecipanti alla fase a gironi che è stato ridotto da 48 a 32. L'accesso diretto alla competizione viene riservato solo alle migliori 15 federazioni del ranking UEFA, mentre le restanti possono partecipare solo se si qualificano alla Champions League e vengono eliminate dal secondo turno di qualificazione in poi, oppure se vincono la Conference; come conseguenza, la maggior parte delle squadre che partecipavano ai turni preliminari di Europa League adesso si qualifica ai preliminari di Europa Conference League. Questa nuova struttura delle coppe europee è stata studiata in modo da garantire che in ogni stagione un minimo di 34 federazioni siano rappresentate nei gironi di almeno una delle tre coppe[10].

12 squadre, tra cui i detentori della Conference, accedono direttamente ai gironi; ad esse si aggiungono 10 club eliminati dalla Champions. I restanti 10 posti vengono individuati attraverso i turni preliminari, i quali con la riduzione del numero di squadre partecipanti sono diminuiti a due. Dai gironi, accedono alla fase ad eliminazione diretta 16 squadre (le prime due di ogni gruppo), a cui si aggiungono le 8 terze dei gironi di Champions League. Le 8 terze classificate dei gruppi di Europa League accedono all'Europa Conference League.

Formula[modifica | modifica wikitesto]

Il regolamento della UEFA Europa League ha subito, nel corso degli anni, varie trasformazioni. Dalla stagione 2021-2022, come recita il regolamento ufficiale dell'UEFA,[11] essa è riservata alle squadre piazzatesi alle spalle dei qualificati alla Champions League (solo per i migliori 5 campionati) e alle vincitrici delle Coppe nazionali delle migliori 15 federazioni[12]. Inoltre si qualificano all'Europa League le squadre eliminate dal secondo turno di qualificazione in poi[13] della Champions League e le terze classificate della fase a gironi della competizione maggiore.

Il turno di accesso, differenziato anche fra squadre della stessa nazione, dipende dal coefficiente UEFA – classifica che tiene conto dei risultati maturati nelle precedenti cinque stagioni dalle squadre di una nazione, in tutte le competizioni europee – della propria federazione.

I turni preliminari seguono uno schema simile a quelli della Champions, infatti sono suddivisi in 2 percorsi: <piazzati>, a cui accedono le squadre che si sono qualificate non vincendo un campionato e <campioni>, a cui accedono i vincitori dei campionati eliminati dai turni di qualificazione della Champions. Accedono al penultimo turno preliminare di Europa League le squadre eliminate nel secondo turno di qualificazione della Champions, mentre le perdenti del terzo turno accedono all'ultimo turno; le società che falliscono all'ultimo gradino l'ingresso nella massima competizione continentale entrano direttamente nella fase a gironi.

Vista d'insieme della cerimonia d'apertura della finale del 2012

Al termine dei due turni preliminari, da svolgersi con gare di andata e ritorno e a eliminazione diretta, si qualificano ai gironi 10 delle 20 squadre partecipanti all'ultimo turno, mentre le rimanenti si qualificano ai gironi di Conference League.

Le 12 squadre già qualificate direttamente ai gironi sono: le vincitrici delle coppe nazionali delle migliori 6 federazioni, le quinte classificate delle prime 4 federazioni e la quarta della federazione 5; ad esse si aggiunge il detentore dell'Europa Conference League, se non è già qualificato per la Champions.

La fase a gironi è strutturata su otto gruppi da quattro squadre ciascuno e con gare di andata e ritorno, su un calendario e regolamento identici a quelli dei gironi di UEFA Champions League. La prima classificata di ciascun girone accede agli ottavi di finale, mentre la seconda disputa i play-off per gli ottavi contro una terza classificata nei gironi di Champions; la terza classificata disputa i play-off per gli ottavi di UEFA Europa Conference League contro una seconda di questa competizione; la quarta è eliminata da ogni competizione.

La fase ad eliminazione diretta inizia con la disputa degli spareggi tra le seconde classificate e le terze provenienti dalla Champions, con le vincenti che accedono agli ottavi di finale, nei quali sfidano le squadre prime classificate; dopo gli ottavi si disputano i quarti di finale, le semifinali e la finale; in tutti i turni le partite sono di andata e di ritorno, ad eccezione della finale giocata in gara unica.

La prima finale in partita unica fu disputata a Parigi nel 1998 e vide l'Inter prevalere sulla Lazio per 3-0. Prima di questa novità, la finale e tutte le partite a eliminazione diretta prevedevano in caso di pareggio la regola dei gol fuori casa (abolita a partire dall'edizione 2021-22), ed eventualmente tempi supplementari e tiri di rigore.

La classica formula prevedeva invece 64 squadre che si affrontavano in turni di andata e ritorno, trentaduesimi, sedicesimi, ottavi, quarti, semifinali e finali: partecipavano alla Coppa UEFA le squadre immediatamente classificatesi alle spalle della squadra campione nazionale eccetto la vincitrice della coppa domestica, e il numero di squadre per federazione era determinato, dall'edizione 1980-1981, dal ranking UEFA, mentre in precedenza era ancora vigente il regolamento ereditato dalla Coppa delle Fiere, il quale prevedeva l'assegnazione d'ufficio dei posti alle federazioni, dando per principio quattro posti alla Germania Ovest, all'Inghilterra e all'Italia.[14] Dopo il 1980, invece, federazioni come la Germania, l'Inghilterra, la Spagna e l'Italia, in ragione dei risultati delle proprie squadre nelle competizioni europee, hanno storicamente avuto sempre almeno due, se non spesso tre o quattro squadre, in tale competizione.

Come parte del cerimoniale che precede tutte le sfide di Europa League, è presente il logo della manifestazione al centro del campo

Fino al 2009 valeva per la UEFA il principio della Champions: dopo cinque trofei vinti o dopo tre di fila viene lasciata alla squadra vincitrice l'originale della coppa. Dal 2010, questo principio non vale più. Nessuna squadra ha ottenuto questo record fino al cambio di denominazione: il Siviglia ha raggiunto questo risultato nel 2016, arrivando a cinque vittorie complessive, di cui tre consecutive.[15]

Nel 2013 l'UEFA ha approvato alcune modifiche al regolamento della competizione;[16] la principale novità, in vigore dall'edizione 2014-2015, riguarda l'accesso alla Champions League per la vincitrice dell'Europa League:[17][18] a essa verrà riservato un posto nell'ultimo turno preliminare, con tuttavia il privilegio di poter accedere direttamente ai gironi qualora i detentori della Champions, come spesso accade, si siano già qualificati a tale fase tramite il piazzamento nel proprio campionato nazionale.[19]

Dall'edizione 2015-2016 (fino a quella 2020-2021), tutte le federazioni sono dotate di una fornitura fissa di tre posti nella competizione. È stato quindi eliminato il privilegio di approntare quattro club a favore delle federazioni numero 7, 8 e 9 del coefficiente UEFA[20]. Sempre dalla stessa edizione, viene ampliato ai vincitori delle dodici più prestigiose coppe nazionali il diritto di entrare in gioco direttamente nella fase a gironi, privilegio che viene inoltre garantito anche alle migliori piazzate nei campionati delle quattro principali federazioni.[21] Da questa edizione non sono più ammesse le finaliste perdenti delle coppe nazionali che non abbiano ottenuto un piazzamento utile per la partecipazione in campionato. Dall'edizione 2016-2017, inoltre, non vengono più assegnati i tre posti aggiuntivi al primo turno preliminare, precedentemente previsti per le prime tre nazioni classificate annualmente in base al fair play ranking; alle federazioni vincitrici di tale classifica vengono ora consegnati dei corrispondenti premi in denaro.

Dall'edizione 2017-2018 la vincitrice dell'Europa League accede sempre direttamente ai gironi della successiva edizione della Champions, indipendentemente dal piazzamento in campionato dei detentori della competizione maggiore. Dall'edizione 2018-2019 la possibilità di iscrivere una seconda squadra direttamente alla fase a gironi viene concessa anche ad una quinta federazione; inoltre a causa dell'aumento delle squadre ripescate dai turni di qualificazione della Champions, per la prima volta viene introdotto un quinto turno preliminare.

Dall'edizione 2021-2022, con l'introduzione dell'Europa Conference League, la maggior parte delle squadre partecipanti ai turni preliminari viene iscritta a questa nuova competizione, permettendo la riduzione dei turni preliminari da 5 a 2; diminuiscono anche le squadre qualificate direttamente ai gironi, che scendono da 17 a 12.

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni ci si è interrogati spesso sulla correttezza o meno del ripescaggio delle terze classificate dei gironi di Champions League.[22] A partire dal 2000, in venti edizioni disputate, sono infatti state otto le squadre retrocesse dalla prima competizione europea che poi si sono aggiudicate l'Europa League.[23] È per questo che con l'introduzione dell'Europa Conference League e la conseguente modifica dell'Europa League, a partire dal 2021 le ripescate dai gironi di Champions non accedono immediatamente alla fase a eliminazione diretta, ma dovranno disputare uno spareggio addizionale contro le seconde classificate dei gironi della competizione cadetta, che consentirà l'accesso agli ottavi di finale.[24]

Trofeo[modifica | modifica wikitesto]

Il trofeo, che pesa 15 kg, con un'altezza di 65 cm, una larghezza di 33 cm e una profondità di 23 cm,[25] è in argento, senza manici e poggia su una base di marmo giallo; da questa si diparte un gruppo di giocatori che sembrano lottare per raggiungere un pallone e la dicitura COUPE UEFA: di fatto essi sostengono la coppa ottagonale che riporta l'emblema dell'UEFA. È stato disegnato da Silvio Gazzaniga e realizzato dai laboratori Bertoni di Milano per la prima finale della competizione, nel 1972, per un costo di 23 000 euro. Ogni squadra che vince la competizione per tre volte di seguito o cinque alterne ha, inoltre, il diritto di esporre sulle maglie di gioco un "multiple-winner badge": tale diritto è stato acquisito dal Siviglia nella stagione 2015-16 dopo aver vinto la competizione per la quinta volta, nonché terza consecutiva.

Albo d'oro e statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Albo d'oro della UEFA Europa League e Statistiche della UEFA Europa League.

(*) Dall'edizione 2009-2010 viene cambiato il nome in UEFA Europa League

Vittorie per squadra[modifica | modifica wikitesto]

Squadra Nazione Vittorie Secondi
posti
Finali
giocate
Siviglia Spagna Spagna 6 0 6
Inter Italia Italia 3 2 5
Liverpool Inghilterra Inghilterra 3 1 4
Juventus Italia Italia 3 1 4
Atlético Madrid Spagna Spagna 3 0 3
Borussia M'gladbach Germania Germania 2 2 4
Tottenham Inghilterra Inghilterra 2 1 3
Feyenoord Paesi Bassi Paesi Bassi 2 0 2
IFK Göteborg Svezia Svezia 2 0 2
Real Madrid Spagna Spagna 2 0 2
Parma Italia Italia 2 0 2
Porto Portogallo Portogallo 2 0 2
Chelsea Inghilterra Inghilterra 2 0 2
Eintracht Francoforte Germania Germania 2 0 2
Anderlecht Belgio Belgio 1 1 2
Ajax Paesi Bassi Paesi Bassi 1 1 2
Manchester Utd Inghilterra Inghilterra 1 1 2
PSV Paesi Bassi Paesi Bassi 1 0 1
Ipswich Town Inghilterra Inghilterra 1 0 1
Bayer Leverkusen Germania Germania 1 0 1
Napoli Italia Italia 1 0 1
Bayern Monaco Germania Germania 1 0 1
Schalke 04 Germania Germania 1 0 1
Galatasaray Turchia Turchia 1 0 1
Valencia Spagna Spagna 1 0 1
CSKA Mosca Russia Russia 1 0 1
Zenit San Pietroburgo Russia Russia 1 0 1
Šachtar Ucraina Ucraina 1 0 1
Villarreal Spagna Spagna 1 0 1

Vittorie per federazione[modifica | modifica wikitesto]

Nazione Finali vinte Finali perse Finali totali Vincitrici Finaliste
Spagna Spagna 13 5 18 Siviglia (6)
Atlético Madrid (3)
Real Madrid (2)
Valencia (1)
Villarreal (1)
Espanyol (2)
Athletic Bilbao (2)
Alavés (1)
Inghilterra Inghilterra 9 8 17 Liverpool (3)
Tottenham (2)
Chelsea (2)
Ipswich Town (1)
Manchester Utd (1)
Arsenal (2)
Liverpool (1)
Tottenham (1)
Wolverhampton (1)
Middlesbrough (1)
Fulham (1)
Manchester Utd (1)
Italia Italia 9 7 16 Inter (3)
Juventus (3)
Parma (2)
Napoli (1)
Inter (2)
Fiorentina (1)
Roma (1)
Torino (1)
Juventus (1)
Lazio (1)
Germania Germania 7 8 15 Borussia Mönchengladbach (2)
Eintracht Francoforte (2)
Bayer Leverkusen (1)
Bayern Monaco (1)
Schalke 04 (1)
Borussia Mönchengladbach (2)
Borussia Dortmund (2)
Amburgo (1)
Colonia (1)
Stoccarda (1)
Werder Brema (1)
Paesi Bassi Paesi Bassi 4 3 7 Feyenoord (2)
PSV (1)
Ajax (1)
Ajax (1)
Twente (1)
AZ Alkmaar (1)
Portogallo Portogallo 2 5 7 Porto (2) Benfica (3)
Sporting CP (1)
Braga (1)
Svezia Svezia 2 2 IFK Göteborg (2)
Russia Russia 2 2 CSKA Mosca (1)
Zenit (1)
Belgio Belgio 1 2 3 Anderlecht (1) Anderlecht (1)
Club Bruges (1)
Ucraina Ucraina 1 1 2 Šachtar (1) Dnipro (1)
Turchia Turchia 1 1 Galatasaray (1)
Francia Francia 0 5 5 Olympique Marsiglia (3)
Bastia (1)
Bordeaux (1)
Scozia Scozia 0 4 4 Rangers (2)
Dundee (1)
Celtic (1)
Jugoslavia Jugoslavia 0 1 1 Stella Rossa (1)
Ungheria Ungheria 0 1 1 Videoton (1)
Austria Austria 0 1 1 Salisburgo (1)

Loghi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fondata con il nome "Coppa UEFA", fu rinominata nel 2009 Europa League.
  2. ^ La Coppa UEFA diventa UEFA Europa League, su it.uefa.org, uefa.com, 26 settembre 2008. URL consultato il 25 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 26 dicembre 2013).
  3. ^ a b c (EN) André Vieli, UEFA: 60 years at the heart of football (PDF), in Union des Associations Européennes de Football, Nyon, 2014, pp. 44-45, DOI:10.22005/bcu.175315.
  4. ^ a b UEFA Europa League: Storia, su it.uefa.com, Union des Associations Européennes de Football. URL consultato il 24 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 6 febbraio 2015).
    «Negli anni '70 i club tedeschi, olandesi, belgi e svedesi hanno iniziato a competere con successo con le squadre inglesi e tra il 1968 e il 1984 l'unica squadra dell'Europa meridionale a vincere il trofeo e interrompere lo strapotere dei club dell'Europa del Nord è stata la Juventus FC nel 1977»
  5. ^ a b c d e f Federico Ferrero, La nostra cara Coppa (PDF), in l'Unità, 24 aprile 2014, p. 23.
  6. ^ Coppa UEFA: i 50 più presenti di sempre, su it.uefa.com, 6 luglio 2017.
  7. ^ Corrispondenti alle 64 della vecchia Coppa UEFA più le 32 della soppressa Coppa delle Coppe
  8. ^ Ogni squadra giocava un totale di 4 partite, 2 in casa e 2 in trasferta, affrontando le altre quattro squadre del girone una sola volta. Le prime tre di ogni gruppo accedevano ai sedicesimi di finale, dove venivano raggiunte dalle terze nei gironi della Champions League.
  9. ^ Questo perché l'ultimo turno preliminare di Europa League sostituiva di fatto il vecchio primo turno a 80 squadre della Coppa UEFA.
  10. ^ UEFA.com, UEFA Europa Conference League: tutto ciò che devi sapere, su UEFA.com, 18 ottobre 2021. URL consultato il 3 maggio 2022.
  11. ^ (EN) Regolamento 2021-2022, su documents.uefa.com, uefa.com.
  12. ^ Fino all'edizione 2020-2021 era consentita la qualificazione anche alle vincitrici delle coppe di lega inglese e francese
  13. ^ Le squadre eliminate nel turno preliminare e nel primo turno di qualificazione accedono al secondo turno di qualificazione dell'Europa Conference League
  14. ^ In realtà la Coppa UEFA 1971-1972 vedeva, conformemente alla Coppa delle Fiere 1970-1971, quattro partecipanti anche per la Spagna. Al momento del passaggio alla nuova coppa nel 1971, tuttavia, la UEFA si trovò nella necessità di ridurre l'egemonia delle quattro principali federazioni onde far spazio alle rappresentanti dell'Unione Sovietica, l'unica rilevante nazione che non aveva aderito al comitato della Coppa delle Fiere. La sacrificata fu la Spagna che scese a tre posti sia perché, delle quattro federazioni, era quella che di gran lunga aveva ottenuto i risultati sportivi più scarsi nel precedente quinquennio, sia soprattutto per motivi politici data l'aperta ostilità delle federazioni del blocco comunista contro il paese iberico, all'epoca ancora retto da un governo fascista.
  15. ^ La Coppa UEFA è organizzata come competizione ufficiale per club dall'UEFA dalla stagione 1971-1972; la competizione che l'ha preceduta, la Coppa delle Fiere (dal 1958 al 1971), organizzata da un apposito comitato fino al 1971, anno in cui si giocò la gara per la assegnazione definitiva del trofeo tra il Barcellona e il Leeds Utd, non fu gestita dalla UEFA, cfr. (EN) UEFA Cup: All-time finals, su uefa.com, 30 giugno 2005. URL consultato il 27 febbraio 2014.
  16. ^ Bonus per i vincitori della UEFA Europa League, su it.uefa.org, uefa.com, 24 maggio 2013. URL consultato il 27 febbraio 2014.
  17. ^ Si specifica che la regola, come ogni norma UEFA, è stata immediatamente applicativa, e quindi usufruibile a partire dalla vincitrice dell'UEFA Europa League 2014-2015.
  18. ^ Conseguenza implicita è stata ovviamente la cancellazione del posto di diritto nei gironi di Europa League a favore dei detentori in carica.
  19. ^ Nel precedente sistema, nel caso in cui si verificasse tale evenienza, il posto nei gironi passava ai campionati della federazione numero 13 del ranking UEFA: tale possibilità non verrà comunque esclusa anche in futuro, e si avvererà se entrambi i vincitori delle due coppe europee, come accaduto nel 2013, si qualifichino ai gironi già attraverso i loro campionati.
  20. ^ Questo privilegio in realtà era retaggio delle due riforme delle coppe europee fatte nel 1997 e nel 1999: infatti nel 1997 venne concesso alle migliori 8 federazioni di iscrivere una seconda squadra alla Champions League, aumentando per tali nazioni il numero di club impegnati nelle coppe europee; nel 1999 venne concesso alle migliori 6 federazioni di iscrivere una terza squadra alla Champions (e anche una quarta per le migliori 3), ma senza variare il numero totale di squadre impegnate nelle competizioni UEFA. Le federazioni 7 e 8 quindi furono escluse dall'aumento di club partecipanti nella competizione maggiore (che rimasero due) e la contestuale abolizione della Coppa delle Coppe comportò l'iscrizione di una quarta squadra (la detentrice della coppa nazionale) in Coppa UEFA. Con la riforma della Coppa UEFA del 2009 e il passaggio all'Europa League, la possibilità di iscrivere una quarta squadra era stata estesa anche alla federazione 9.
  21. ^ Si introduce quindi un piccolo decalage di preliminari all'interno del gruppo delle federazioni di seconda fascia, quelle abilitate a iscrivere sei club complessivi nelle coppe. La federazione 5 infatti, rispetto alla 4, non ha questo nuovo accesso diretto in UEL per la propria quarta classificata, mentre permane per la federazione 6, rispetto alla 5, l'obbligo di un doppio preliminare in Champions League per la propria terza classificata.
  22. ^ Gianluca Palamidessi, Abolite l'Europa League, su rivistacontrasti.it, 2 ottobre 2019. URL consultato l'11 luglio 2020.
  23. ^ Alessandro Guerrera, Europa League: 8 volte su 19 ha vinto una squadra ‘retrocessa’ dalla Champions, su 100x100napoli.it, 14 dicembre 2018. URL consultato l'11 luglio 2020.
  24. ^ Meno squadre e più premi: cambia il format dell’Europa League, su calcioefinanza.it, 3 dicembre 2018. URL consultato l'11 luglio 2020.
  25. ^ Il trofeo della UEFA Europa League, su it.uefa.com.

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