Tifoseria dell'Associazione Calcio Milan

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Associazione Calcio Milan.

Nella presente pagina sono riportate informazioni sulla storia e sull'evoluzione dei gruppi organizzati di tifoseria dell'Associazione Calcio Milan, società calcistica italiana con sede a Milano.

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Vessilli rossoneri sventolano in Piazza del Duomo a Milano in occasione dei festeggiamenti per la conquista del diciassettesimo scudetto.

Il tifo calcistico in Italia, fenomeno sociale e culturale, nasce negli anni venti con il diffondersi su tutto il territorio nazionale della pratica agonistica del calcio. A Milano, era l'inizio di una rivalità storica. Da una parte i «casciavìt» e dall'altra i "baüscia". Nella periferia milanese sostenuta dalla gente delle popolari case di ringhiera, i milanisti superano i baüscia nerazzurri della centralissima Arena Civica e della ricca borghesia dei bei palazzi cittadini. I rossoneri erano i rappresentanti della Milano proletaria, della Milano che per campare faceva lavori manuali, lavori di forza e fatica. Abituata ad usare il cacciavite, casciavit nell'idioma meneghino.[1][2][3]

Questa classificazione terminologica tra le due tipologie di tifosi andrà spegnendosi sul finire degli anni settanta insieme alla riconfigurazione dell'assetto socio-economico dell'Italia e della realtà lombarda, sino ad essere ormai inutilizzabile se non per ragioni puramente burlonesche e di sfottò.

Cenni demografici e record[modifica | modifica wikitesto]

In base a quanto emerso da un sondaggio della società Demos & Pi del settembre 2012, il Milan risulta essere la seconda squadra per numero di sostenitori in Italia, avendo riscosso la preferenza del 15,8% del campione.[4] A livello europeo quella rossonera risulta la settima squadra per numero di tifosi, prima delle italiane, come emerso da uno studio pubblicato dalla società tedesca Sport+Markt nel 2010.[5] Nella stagione 1992-93 i tifosi del Milan hanno stabilito il record degli abbonamenti nella storia della serie A con 71.895 tessere.

La tifoseria organizzata[modifica | modifica wikitesto]

Fossa dei Leoni[modifica | modifica wikitesto]

La Curva Sud nel 2006.

La Fossa dei Leoni è stata un'associazione di tifosi del Milan, nata nel 1968. Fu il primo gruppo ultras vero e proprio nato in Italia[6]. Nacque quando un gruppo di ragazzini iniziò a ritrovarsi presso la rampa 18 dei settori popolari dello Stadio di San Siro, indossando la maglia del Milan e portando bandiere e sacchetti di coriandoli.

Venne scelto questo nome ispirandosi al soprannome dato dal vecchio campo del Milan, un campo di periferia milanese vicino a Linate. In più la disposizione del gruppo nella curva, sopra l'ingresso dei popolari, dava l'idea di entrare per l'appunto in una fossa di leoni. Nel 1972 dalla rampa 18 la Fossa dei Leoni si spostò sul rettilineo. Nello stesso anno venne ideato l'inno, tratto dal film L'armata Brancaleone. In quegli anni andavano stringendosi anche le identificazioni politiche dei vari gruppi ultras, la gran parte della Fossa si identificò con gli ambienti di sinistra, altra verso ambienti di destra anche se non c'è mai stato un preciso schieramento politico vista l'eterogeneicità del pensiero politico delle migliaia di iscritti e simpatizzanti.

Negli anni la Fossa è stata un modello per numerosi gruppi ultras italiani, entrando anche nella storia del cinema in seguito all'interpretazione, da parte di Diego Abatantuono, del "ras della Fossa" nel film Eccezzziunale veramente. È stata sciolta il 17 novembre 2005 in seguito alle polemiche relative a uno striscione rubato dopo la partita Milan-Juventus del 29 ottobre 2005. La decisione dei dirigenti della Fossa di terminare l'esperienza arrivò in un contesto di minacce e aggressioni e di un conflitto strisciante tra tifosi, durante il quale la Fossa fu accusata da altri gruppi ultras di aver richiesto l'intermediazione della Digos per ottenere la restituzione dello striscione (comportamento inaccettabile secondo le logiche ultras).

Tale accusa tuttavia, non è mai stata dimostrata e, secondo alcuni osservatori e commentatori, lo scioglimento del gruppo è da ricondursi a questione politiche (la Fossa era da tempo entrata in contrasto con gli altri gruppi ultras milanisti, legati ad ambienti di destra) ed economiche (il controllo della gestione dei biglietti, del merchandising e dell'organizzazione delle trasferte).[6] In seguito a vari tentativi di rifondazione, nacque poco dopo (il 31 dicembre 2005) il gruppo "Guerrieri Ultras Curva Sud Milano", in cui confluirono alcuni ex esponenti della Fossa dei Leoni.

Brigate Rossonere[modifica | modifica wikitesto]

Le Brigate Rossonere (BRN), nascono nel 1975 dall'unione di due gruppi: "Cava del demonio" e "Ultras". Insieme alla Fossa dei Leoni e con i Commandos Tigre hanno costituito l'asse portante della curva sud rossonera per 30 anni. Alla loro creazione parteciparono anche Toni Negri e Bifo Berardi.[7] La prima uscita dello striscione delle Brigate avvenne il 19 ottobre 1975 per un Bologna-Milan.

Nel corso della propria storia le Brigate hanno seguito il Milan in tutte le partite di campionato, Coppa dei Campioni, Coppa Intercontinentale, Coppa UEFA, e le altre competizioni a cui il Milan ha partecipato. Per anni sono stati uno dei gruppi all'avanguardia nell' organizzazione del tifo e delle coreografie. E' delle "Brigate" l'allargamento dello strumento della vendita di materiale da stadio (adesivi, sciarpe, magliette, foulards, bandiere, spille e posters) non più col solo simbolo del Milan ma con il proprio "logo" per autofinanziamento. La raccolta di notevoli quantità di denaro ha permesso al gruppo di poter portare tantissimi ragazzi a San Siro e, soprattutto, in trasferta a prezzi ridotti; allargando in tal modo il numero dei propri associati.

Nei momenti migliori le Brigate hanno avuto diverse migliaia di tesserati e una quindicina di sezioni su tutto il territorio italiano. La notorietà e il prestigio delle Brigate Rossonere nel mondo degli Ultras italiani, indipendentemente dalle rivalità e da alcuni episodi di cronaca nera, non sono mai stati in discussione. Quando lo striscione del gruppo è sparito dagli spalti di San Siro moltissimi attestati di stima sono arrivati anche dai più acerrimi rivali.

Nel 1995 sono state al centro di un triste avvenimento accaduto allo stadio Marassi di Genova prima di un Genoa-Milan, quando un giovane tifoso genoano fu accoltellato all'addome da un esponente di un gruppo di milanisti giunti nella città ligure separatamente dal resto della curva. In seguito, questo gruppetto fu ricondotto a una scissione delle stesse Brigate. Il direttivo in seguito a questi fatti fu ricomposto, salvando le storiche Brigate da un sicuro scioglimento. Il 19 ottobre del 2005 hanno festeggiato a San Siro il loro trentennale in occasione della partita di Champions League contro il Psv Eindhoven, e per l'occasione hanno edito un DVD celebrativo. Oggi, anche se alcuni tentano di impadronirsi del loro nome e della loro tradizione, di fatto non esistono più.

Nanni Balestrini raccontava nel suo romanzo “I furiosi” (1994) la storia di una serie di tifosi milanisti appartenenti alle BRN, nelle loro trasferte e nelle violenze dentro e fuori gli stadi. Attraverso i racconti in prima persona di alcuni di questi tifosi, vengono raccontati i viaggi in pullman e in treno, le sfide con le tifoserie avversarie, gli scontri con la polizia, la vita nei quartieri di Milano ai margini della società e lo sviluppo di una coscienza di gruppo.

Commandos Tigre[modifica | modifica wikitesto]

Nati nel 1967[senza fonte] dall'unione tra Commandos Clan e Fedelissimi, i Commandos Tigre si posizionano fino al 1985 nei distinti nord (attuale primo anello verde). Nel 1985 si sposteranno al primo anello della curva sud andando a formare, con la Fossa dei Leoni e le Brigate Rossonere, la triade Commandos-Fossa-Brigate che per 20 anni guiderà la curva sud. Vivono il periodo di maggiore crescita a livello numero (circa 2.000 tesserati) nel decennio del Milan di Sacchi e Capello. Contano un centinaio di aderenti compresi gli appartenenti alle sezioni "Brianza" (nata nel 1990), "Parabiago" e "Toscolano Maderno".

Sono affiancati al primo anello dello stadio dal gruppo dei Rams, nato nel 1984, e dai Fanatic, gruppo nato nella stagione 2008-2009. A seguito delle nuove norme relative all'ingresso degli striscioni negli stadi lo storico striscione Commandos Tigre non viene esposto e al suo posto dalla stagione 2013-2014 compare lo striscione "TIGRE 1967". Il gruppo attualmente ha sospeso la propria attività allo stadio, ma a differenza di quanto riportato in un falso comunicato non è sciolto.

Altri gruppi storici[modifica | modifica wikitesto]

La Curva Sud di San Siro tributa l'omaggio finale a Gennaro Gattuso, Filippo Inzaghi ed Alessandro Nesta nel giorno della loro ultima partita in rossonero, il 13 maggio 2012.

L'Alternativa Rossonera (abbreviazione "ARN") è il gruppo più giovane della curva sud. Nato il 6 luglio del 1994, nel corso degli anni si è messo in evidenza in modo sempre più deciso all'interno della curva per colore, iniziative e presenza, nonostante sia nato in un'epoca di crisi per il mondo ultras. Il nome deriva dalla concezione della mentalità del gruppo, collocato a metà fra la visione di Milan Club e il concetto estremo di gruppo ultras. Gode di numerose sezioni in tutta Italia, e nel 2004 ha celebrato il suo decennale. Da novembre 2008, causa problemi interni al gruppo, Alternativa Rossonera non fa più parte della Curva Sud. Dalla stagione 2009/2010 il gruppo si è spostato nel secondo anello verde di San Siro. Dal marzo 2011 è sparita dal secondo anello verde.

Il gruppo Veleno nasce nel 1999 dall'idea di un gruppo di ragazzi della zona nord di Milano e della Brianza già facenti parte delle Brigate Rossonere, sempre al fianco delle Brigate nelle partite in casa e dei Commandos in trasferta, dopo circa sei anni di assidua militanza e presenza al secondo blu il gruppo si scioglie per motivi politici, tuttora qualche militante dell'ex Gruppo Veleno (che arriva a toccare i 50 tesserati) fa parte dei Commandos Tigre.

Nel 2005 nasce il gruppo Guerrieri Ultras Curva Sud Milano dalla sinergia di alcuni militanti della ex Fossa dei Leoni e appunto i nuovi Guerrieri che, in serenità e accordo con il resto dei gruppi della curva; ha colmato il vuoto lasciato sia in curva sud che nel cuore di molti milanisti. Come altre tifoserie italiane, i Guerrieri non sono contraddistinti da nessuna ideologia politica («né rossi né neri, ma solo rossoneri»). È un gruppo indipendente che ha come unico scopo quello di tifare e battersi per una sola causa: il Milan.

Situazione attuale[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2010, la maggioranza dei gruppi preesistenti della tifoseria del Milan si sono riunite sotto il nome di Curva Sud Milano con sede in via Sacco e Vanzetti 53, nella zona industriale di Sesto San Giovanni e con sezioni a Torino, Toscana, Emilia-Romagna, Campania, Nordest, Quarto, Belgio, Varese, Sondrio, Puglia e Roma. Lo striscione occupa la transenna principale dello stadio, affiancate dai sottogruppi Estremi rimedi, Vecchia maniera, Ultras 1976.

Dalla gara contro la Juventus del 9 aprile 2016, la Curva Sud Milano ha esposto il nuovo striscione che occupa la transenna principale. Dalla gara contro l'Udinese dell'11 settembre 2016 la Curva Sud decide di tornare ad esporre sulla transenna del primo anello blu gli striscioni della Fossa dei Leoni e delle Brigate Rossonere riportando le date di nascita e scioglimento, volendo in questo modo rendere omaggio alla loro storia, "perché è doveroso per noi ricordare da dove nasciamo e dove siamo cresciuti, tramandando il passato alle nuove generazioni".[8]

Orientamento politico[modifica | modifica wikitesto]

Gli ultras del Milan, che nelle partite casalinghe occupano la Curva Sud, anche se tradizionalmente venivano associati alla sinistra ed ai centri sociali, non hanno mai espresso una preferenza politica marcata. Dopo la "scesa in campo" di Berlusconi, la curva rossonera è ideologicamente eterogenea.[9][10][11][12][13][14]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

I tifosi del Brescia,[15][16] della Reggina e del Siviglia sono gli unici gemellati con quelli del Milan.

Il gemellaggio con il Siviglia è nato durante la partita di Supercoppa UEFA del 2007.[17] In quella gara è stato osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Antonio Puerta, difensore degli spagnoli scomparso tragicamente nei giorni precedenti. Per ricordarlo tutti i giocatori di entrambe le squadre hanno indossato una maglia che, sotto il proprio numero, riportava il suo nome e in tribuna vi erano numerosi striscioni dedicati al difensore. Inoltre, durante l'intervallo, due ultras del Milan hanno portato sotto la curva del Siviglia uno striscione recante la scritta "Onore a Puerta",[18] con i tifosi spagnoli che hanno ringraziato quelli rossoneri con il coro "Milan, Milan".[17]

Precedentemente vi furono anche gemellaggi con Bologna[19] e Como,[11] quest'ultimo finito dopo che, tra le altre cose, si sciolse la Fossa Lariana, gruppo di tifosi comaschi.[10]

Il settore giovanile, invece, ha numerose Scuole Calcio[20] e società dilettantistiche gemellate con cui ha rapporti di collaborazione tecnica per la formazione dei giovani.

Rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Derby di Milano.
Coreografia dei tifosi del Milan in occasione del derby contro l'Inter del febbraio 2013. Casciavit è il termine che indica scherzosamente l'operaio in milanese. E la Curva Sud Milano rivendica la sua origine popolare.

La più grande rivale del Milan è l'altra squadra milanese, l'Inter. Il derby tra le due squadre milanesi viene detto Derby della Madonnina per la statua della Madonna (appunto Madonnina) in cima al Duomo di Milano.

Anche con la Juventus, nonostante alcuni accordi passati stipulati a livello di società, vi è da sempre una rivalità molto accesa:[21][22] le due squadre sono le più titolate in Italia[23][24] e si sono affrontate svariate volte per il conseguimento del titolo di campione d'Italia, oltre che nella finale di Champions League 2002-2003 del 28 maggio 2003 a Manchester, vinta dai rossoneri ai rigori, tre volte in finale di Coppa Italia e una in Supercoppa italiana.[25]

Anche i tifosi del Genoa considerano acerrimi rivali quelli del Milan. Inizialmente le due tifoserie erano gemellate ma a seguito di uno scontro-salvezza vinto dal Milan a Marassi nel 1982 il gemellaggio si trasformò in una rivalità,[10] acuita poi nel 1995 dall'uccisione di Vincenzo Spagnolo, tifoso genoano, da parte di un tifoso milanista.[26][27]

Inoltre vi sono anche rivalità minori con altri club, più o meno accese a seconda dei periodi: il Napoli, gemellato fino agli anni ottanta quando il Milan vinse un campionato proprio battendo in casa i partenopei, il Verona (gemellato fino ai primi anni settanta), contro cui il Milan perse due scudetti a vantaggio di Juventus e Napoli (la Fatal Verona), la Lazio, gemellata con l'Inter, che perse uno scudetto nel 1999 dopo la rimonta rossonera,[28] l'Atalanta, rivale storica del Brescia, la Roma dopo la morte del tifoso romanista Antonio De Falchi avvenuta a Milano nel 1989,[27] la Fiorentina, la Sampdoria e il Cagliari.[10][15]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Originalità e differenze La Milano-story nerazzurra, Corriere della Sera, 4/3/2011.. (archiviato dall'url originale il ).
  2. ^ Elena Pigozzi, Come difendersi dai Milanesi, Firenze, Giunti, 2006
  3. ^ Enrico Tosi, La storia del Milan. La nascita del girone unico, "Forza Milan!", febbraio 2005.
  4. ^ Osservatorio sul Capitale Sociale degli Italiani - Gli italiani e il calcio, demos.it, settembre 2012. URL consultato il 6 febbraio 2013.
  5. ^ La classifica vede al vertice, con 57,8 milioni di sostenitori, il Barcellona, seguito da Real Madrid (31,3 milioni di tifosi), Manchester United (30,6 milioni), Chelsea (21,4 milioni), Bayern Monaco (20,7 milioni) e Milan (18,4 milioni). Tifo: Barcellona la regina d'Europa, Sport Mediaset, 9 settembre 2010. URL consultato il 10 settembre 2010. Calcio, Barcellona club con più tifosi in Europa, Inter 8/a, la Repubblica, 9 settembre 2010. URL consultato il 10 settembre 2010.
  6. ^ a b Fossa dei Leoni addio, curva Milan tutta a destra, Il manifesto, 26/11/2005..
  7. ^ Rizzitelli Rico, En Italie, le catenaccio, c'était la lutte des classes, Libération.fr, 02/06/2006.
  8. ^ CURVA SUD MILANO COMUNICATO UFFICIALE: tornano gli striscioni di Fossa dei Leoni e Brigate Rossonere al primo anello blu, Milannews.it, 10 settembre 2016.
  9. ^ Mauro Valeri, Che razza di tifo, Donzelli Editore, 2100, p. 63, ISBN 978-88-6036-472-2. URL consultato il 5 maggio 2013.
  10. ^ a b c d CSA Cox 18, milano.corriere.it, 2 febbraio 2006. URL consultato il 25 luglio 2015.
  11. ^ a b (EN) Italian Ultra Scene, lineone.net. URL consultato il 17 settembre 2008 (archiviato dall'url originale il 18 giugno 2008).
  12. ^ Il Giornale / Ribaltone a Milano: l'Inter diventa di sinistra, il Milan di destra, ilsussidiario.net, 13 gennaio 2011. URL consultato il 5 maggio 2013.
  13. ^ NOMI DI GUERRA E' L' ITALIA IN CURVA, la Repubblica, 29 novembre 1994. URL consultato il 28 gennaio 2015.
  14. ^ Milan ultra' : la partita e' politica, Corriere della Sera, 28 ottobre 1994. URL consultato il 28 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il ).
  15. ^ a b Milan, tifonet.it. URL consultato il 17 settembre 2008.
  16. ^ Milan-Brescia 4-2, acmilan.com, 16 maggio 2004. URL consultato il 26 ottobre 2010.
  17. ^ a b Andrea Schianchi, Quando fare festa diventa difficile, La Gazzetta dello Sport, 1º settembre 2007. URL consultato il 4 gennaio 2009.
  18. ^ Il Milan batte il Siviglia nella partita di Puerta, la Repubblica, 31 agosto 2007. URL consultato il 4 gennaio 2009.
  19. ^ Marco Sappino (a cura di), Dizionario del calcio italiano, Baldini & Castoldi, 2000, p. 1581. URL consultato il 5 maggio 2013.
  20. ^ Scuole Calcio, milanscuolacalcio.com. URL consultato il 26 ottobre 2010.
  21. ^ Alberto Costa, Juve Milan, il patto di ferro, Corriere della Sera, 5 luglio 1995. URL consultato il 14 dicembre 2008.
  22. ^ Corrado Sannucci, Juve e Milan, la sfida infinita storia di rivalità e di campioni, la Repubblica, 15 maggio 2003. URL consultato il 14 dicembre 2008.
  23. ^ Alberto Costa, Juve Milan, il patto di ferro, Corriere della Sera, 5 luglio 1995. URL consultato il 14 dicembre 2008 (archiviato dall'url originale il ).
  24. ^ Corrado Sannucci, Juve e Milan, la sfida infinita storia di rivalità e di campioni, la Repubblica, 15 maggio 2003. URL consultato il 14 dicembre 2008.
  25. ^ Squadre incontrate - Milan (Italia) vs Juventus, juworld.net. URL consultato il 28 settembre 2008.
  26. ^ Alessandro Fiesoli, Il padre di Spagnolo: "Non si può morire per una partita di calcio", Quotidiano Nazionale, 20 agosto 2007. URL consultato il 9 aprile 2010.
  27. ^ a b Una scia di sangue lunga 20 anni. Tante le vittime fuori dagli stadi, la Repubblica, 11 novembre 2007. URL consultato il 17 settembre 2008.
  28. ^ Amicizie e Rivalità, ultraslazio.it. URL consultato il 17 settembre 2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. Ambrosio, R. Bertoglio, F. Pedretti, M. Stolfi, F. Velati, Nella Fossa dei Leoni - La storia della Fossa dal '68 ai giorni nostri, 2003.
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