Tifoseria della Società Sportiva Calcio Napoli

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I tifosi azzurri gremiscono gli spalti dello Stadio San Paolo il 10 maggio 1987, giorno del primo scudetto del Napoli.

Le origini del tifo organizzato a Napoli risalgono agli anni sessanta.[1] Il Napoli è al 2016 la quarta squadra italiana per numero di tifosi[2] con circa 4,6 milioni. A livello internazionale si stima un seguito di circa 35 milioni di tifosi nel mondo e 120 milioni di simpatizzanti[3].

Il tifoso medio del Napoli non appartiene a una classe specifica: secondo il giornalista Mimmo Carratelli, il tifo azzurro «confonde e compatta genti diversissime, i napoletani dei quartieri-bene e quelli dei rioni popolari. Il Napoli è «la squadra di tutti» [...].»[4].

Quello che accomuna tutti è comunque la passione per la squadra: il tifo raggiunge picchi tali, che in alcune occasioni l'urlo dei tifosi al goal è stato registrato come terremoto dai sismografi dell'Università degli Studi di Napoli Federico II[5].

I principali gruppi ultras del Napoli sono: Fedayn EAM 1979, Ultras Napoli, Fossato Flegreo, Secco Vive, Mastiffs, Brigata Carolina, Teste Matte, Sud1996, Nuova Guardia e Vecchi Lions.[6][7]

Tifoseria organizzata[modifica | modifica wikitesto]

La squadra partenopea vanta un enorme bacino, con quasi otto milioni di sostenitori divisi in gruppi storicamente apolitici in quelli presenti nelle Curve A e B dello Stadio San Paolo.[8]

Le radici del tifo organizzato napoletano, nascono nei primi anni ’70, in particolare nel 1972 quando in un clima di delusione collettiva, migliaia di tifosi cominciarono a dare un tono organizzativo al folclore che manifestavano dentro lo stadio. Nella stagione di Serie A 1972-1973, il primo gruppo ultras formatosi all'interno della Curva B fu gli Ultras che raggruppava tifosi provenienti principalmente dai quartieri Fuorigrotta e Sanità, capitanato dallo scugnizzo Gennaro Montuori, all’epoca quattordicenne, già conosciuto come “Palummella”.

Successivamente il gruppo degli Ultras giunse ad una fusione con il Commandos, sorto nella Curva A dello Stadio San Paolo, cambiando nome in Commando Ultrà, fino alla definitiva denominazione C.U.C.B. (Commando Ultrà Curva B-Ultrà Napoli) in cui il capo “Palummella” ne fece una vera e propria holding con una propria sede insieme ad un rapporto privilegiato con la società, la stampa di un mensile di gran lusso per un gruppo ultrà come “Ultrazzurro” che raggiunse 20000 copie di tiratura, e venne letto e apprezzato da migliaia di napoletani e trasmissioni televisive autogestite come “Un’ora in curva B” che fece un'audience di circa 900.000 persone a puntata e che, nel 1993, venne addirittura premiata come la più votata dai telespettatori, vincendo il prestigioso “Guerin d’Oro”. Nel 1998, a seguito dell'addio di Gennaro Montuori le redini del gruppo passarono a Ciccarelli, rimanendo presidente onorario. All'interno del C.U.C.B., nei primi anni '80 nacquero anche due gruppi satelliti: Ultrà Napoli South Boys e la Gioventù Azzurra dove Palummella dopo essersi fatto largo con la partecipazione alla trasmissione Il Processo del Lunedì diede agli ultras un nuovo aspetto organizzativo.

Nel 1979, con la morte del tifoso laziale Vincenzo Paparelli nel derby capitolino, fu imposto di far sparire il nome Ultras, mutandolo in Sostenitori Azzurri, salvo riadottare in seguito quello di C.U.C.B., inoltre, sempre in quell'anno, nacque il gruppo dei Fedayn EAM 1979, il cui acronimo di EAM è "Estranei alla Massa" da sempre stazionato in Curva B e che rappresenta la frangia più dura dei tifosi del Napoli.

Da una costola degli Ultras, successivamente nel 1981, nacque il gruppo dei Blue Lions, vicini all'ideologia ultrà e formata principalmente da giovani. A seguito della formazione di questo gruppo ultrà nacquero poi altri due gruppi satelliti quali: Mastiffs, nati nell’agosto del 1991 dalla fusione dei due precedenti gruppi: Skizzati ed Alta Tensione, e militanti nella Curva A dello Stadio San Paolo e posizionati centralmente; le Teste Matte e la Brigata Carolina (presente in Curva A dal 1989, e che riunisce gli ultras provenienti dai Quartieri Spagnoli insieme alla Masseria Cardone).

Successivamente, nel 1987, quando gli azzurri vinsero il loro primo scudetto nacque il gruppo delle Teste Matte da una costola dei Blue Lions, distinguendosi sempre per il forte attaccamento alla squadra.

Negli anni ’90, poi, nacquero altri due gruppi ultras quali: Seguaci e Blue Condors dove intorno ai tre clubs principali, gravitarono una serie di gruppetti, di solito espressione di quartiere, tra i quali i Korps, che fu il primo gruppo d'ispirazione destroide. Il tifo, nella Curva A, venne retto dai Blue Tiger, che, dai Distinti emigrarono in curva dopo lo spostamento dei Blue Lions. Altri gruppuscoli formatisi in quel periodo ma composti da poche decine di unità furono: Autonomia, Alcool (nati alla fine degli anni ’70 dall'idea di alcuni ragazzi di San Giorgio a Cremano, popolosa città alle porte di Napoli, dalle cui ceneri poi nacquero i Kaos), Bad Boys, Platoon, Skizzati ed altri stipati in Curva B.

Il 30 settembre 1992, nacque il gruppo dei Vecchi Lions in seguito a una spaccatura dei Blue Lions ed occupanti la parte alta della Curva A.

Sul finire del 1997, dopo la forte contestazione nei confronti della società, guidata allora da Corrado Ferlaino, seguirono delle divisioni nel settore dei distinti tra A.I.N.C. (Associazione Italiana Napoli Clubs) e A.C.A.N. (Associazione Clubs Azzurri Napoli), poi, nel 1999 dopo gli scioperi e le contestazioni nei confronti della dirigenza nacquero gli Ultras ’72 formati da un direttivo, e non più da singoli leader.

Nel 2002, poi, ci fu un radicale cambiamento nel tifo organizzato, con lo scioglimento, dopo trent’anni, del famoso C.U.C.B. (Commando Ultrà Curva B), che veniva da un periodo di transizione, dopo il ritiro dalle scene di Palummella e la scomparsa prematura del vice Giorgio Ciccarelli, avvenuta il 5 maggio 2000, ai cui funerali parteciparono all'incirca 5000 tifosi. A seguito di quest'evento, le sigle dei gruppi: Commando Ultrà, Ragazzi della B, Ultrà Napoli ed Ultras ‘72, vennero riuniti sotto il gruppo Ultras Napoli.

Gemellaggi, amicizie e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

La festa per la contemporanea promozione in Serie A di Napoli e Genoa, nel 2007.

Alcuni tifosi del Napoli hanno instaurato amicizie con le tifoserie di Palermo (solo con il gruppo della curva nord inferiore[9]), Juve Stabia, Casertana, Catania, Ancona, Paris Saint-Germain, Stella Rossa, Celtic e Borussia Dortmund.[10]

Amicizie[modifica | modifica wikitesto]

I supporters partenopei intrattengono buoni rapporti di amicizia con le tifoserie di Ancona (rapporto seguito da varie visite reciproche, in particolare durante la stagione estiva quando i Napoletani partecipano a manifestazioni sportive dedicate alla memoria dell’anconetano Vincenzo Mengoni, detto “Rocky”, ex capo dei leader della Nord scomparso nel novembre 2005 a 26 anni per un incidente stradale), Benevento, Sora, Taranto, Lokomotiv Plovdiv, FCU Craiova, Barcellona e Tottenham; in particolare, l'amicizia con i tifosi dell'Ancona è ormai diventata un vero e proprio gemellaggio, inoltre un'amicizia è nata anche con i tifosi del Messina in seguito al pareggio salvezza del Napoli nella stagione 2002/2003.

Ex gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Il gemellaggio tra i tifosi del Napoli e quelli del Genoa era uno dei più antichi che il calcio italiano potesse vantare: ebbe inizio il 16 maggio 1982 in seguito al pareggio per 2-2 a Napoli tra le due squadre nell'ultima giornata della Serie A 1981-1982,[11] in cui il Genoa si salvò e il Milan retrocesse in Serie B. Lo storico gemellaggio tra le due tifoserie è stato anche omaggiato e sostenuto addirittura da iniziative commerciali. Il gemellaggio con il Genoa, tramite un comunicato della curva del Napoli in data 9 aprile 2019, si è concluso: la decisione è arrivata dalle rispettive Curve A e B.[12]

I tifosi del Napoli, in passato, erano gemellati anche con la Roma. Quest'amicizia nacque negli anni ’80 a seguito del gemellaggio tra i Fedayn della Roma e la Curva B, poi trasformato in violento e acerrimo odio quando una volta i napoletani, partiti con intenzioni tranquille, vennero aggrediti dal gruppo giallorosso dei Boys e degenerato ancora di più il 3 maggio 2014 quando, in occasione della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli, venne ucciso il tifoso partenopeo Ciro Esposito con un colpo di pistola partito dall'ultras della Roma Daniele De Santis.[13]

Altri gemellaggi attivi negli anni '80 e '90, oggi sciolti, ci sono stati con i tifosi del Foggia e poi con quelli di Perugia, Empoli e Milan.

Ex amicizie[modifica | modifica wikitesto]

Amicizie terminate oppure non più rinnovate ci sono state con le tifoserie di Bari, Bologna, Torino, Campobasso, Vicenza, Cremonese, Reggiana, Ascoli e Brescia.

Rivalità[modifica | modifica wikitesto]

La più grande rivale del Napoli è la Juventus, ma anche Roma, Milan, Inter, Atalanta, Verona, Udinese, Vicenza, Foggia, Bari, Cavese, Reggina, Pistoiese e Sampdoria (quest'ultima nata a causa del gemellaggio che i Partenopei avevano con il Genoa, nonostante esso sia terminato).[14]

Altre rivalità accese vi sono con le tifoserie di Olympique Marsiglia, Ternana (entrambe nate a causa del gemellaggio che le due squadre hanno con la Sampdoria), Lazio (nata a seguito dell'accoltellamento a Napoli di un tifoso napoletano e di un agente di polizia durante la stagione di Serie A 1997-1998), Cagliari[15] (dopo gli scontri tra tifoserie e forze dell'ordine avvenuti nel 1997 in occasione dello spareggio salvezza Cagliari-Piacenza allo Stadio San Paolo[16]) e Fiorentina; al Napoli spetta il primato delle simpatie dei sostenitori del calcio nel Sud Italia, dovuta anche a motivi storici correlati con la città[17] la quale vide nella vecchia Signora l'espressione sportiva del Piemonte sabaudo.[18]

Nella Regione la rivalità più accesa della tifoseria partenopea è sicuramente con l'Avellino e con la Salernitana: questo è dovuto certamente a motivi geografici. La rivalità con gli avellinesi risale al 30 settembre 1973, quando nell'incontro di coppa Italia i lupi irpini si imposero 3-2 sui Partenopei. Nella coppa nazionale, in particolare, le due compagini si sono incontrate per 4 volte (nelle edizioni 1973-1974, 1977-1978, 1981-1982 e 1982-1983) con un bilancio di due vittorie a favore del Napoli, un pareggio e una vittoria dei biancoverdi. In serie A le sfide tra le due squadre sono 20, tutte concentrate nel decennio 1978-1988. Dal 1988 non si sono più incontrate fino al 2003-2004, nel campionato di Serie B: la partita di andata al Partenio fini 3-0 a tavolino in favore dei padroni di casa (a causa dei gravissimi incidenti dovuti all'invasione di campo degli ultras napoletani, in seguito alla quale morì un giovane tifoso partenopeo), mentre al San Paolo il Napoli si impose per 1-0 con rete di Savoldi. Nell'annata successiva le due compagini disputano il campionato di Serie C1 (girone B) e si incontrano per ben 4 volte: il bilancio è di 2 vittorie per i lupi irpini e due pareggi. I biancoverdi, in particolare, raggiungono la serie B a discapito dei cugini nella doppia finale play-off grazie al pareggio per 0-0 ottenuto al San Paolo e alla vittoria per 2-1 allo stadio Partenio con reti di Biancolino, Moretti e dell'azzurro Sosa. Mentre la rivalità con la Salernitana nasce durante la finale play-off di Serie C 1993-1994 tra Salernitana e Juve Stabia, dove i Partenopei presero parte al tifo stabiese. Questa rivalità è data per motivi campanilistici (vista la distanza delle due città), infatti vedono i tifosi salernitani (dispregiativamente nominati "pisciaiuoli") i principali nemici regionali per via della storica rivalsa di Salerno verso il capoluogo campano; inoltre, essendo la Salernitana gemellata con il Liverpool, è ben nota anche la rivalità della squadra partenopea con quella inglese.

Rivalità minori vi sono, invece, con le tifoserie di Bologna, Parma, Piacenza, Sambenedettese, Brescia, Perugia, Cosenza, Pisa, Livorno, Lecce, Dinamo Mosca, Legia Varsavia, Beşiktaş, Swansea City e Arsenal.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Signorelli, pag. 150.
  2. ^ Il tifo calcistico in Italia, su demos.it. URL consultato il 2 ottobre 2016.
  3. ^ DE LAURENTIIS ALLA STAMPA ESTERA, STRAORDINARIA CRESCITA DEI TIFOSI NEL MONDO, su sscnapoli.it, maggio 2017. URL consultato il 10 maggio 2017.
  4. ^ Signorelli, pag. 140.
  5. ^ Alessandro Chetta, Terremoto Cavani: i gol registrati dai sismografi dell'università, corriere.it, 25 novembre 2011. URL consultato il 14 novembre 2016 (archiviato dall'url originale il 14 novembre 2016).
  6. ^ GRAFICO - Ultras, pericolo camorra! Ecco la mappa del tifo violento, su www.spazionapoli.it. URL consultato il 4 aprile 2018.
  7. ^ Redazione PianetaEmpoli, Curva Ospiti | I tifosi del… Napoli | PianetaEmpoli, su www.pianetaempoli.it. URL consultato il 4 aprile 2018.
  8. ^ NAPOLI CALCIO 1926 - ultras napoli storia e attualità - il Napoli in diretta, notizie e news 24 ore, su www.napolicalcio1926.it. URL consultato il 4 aprile 2018.
  9. ^ Gemellaggio Napoli Palermo - TUTTOCURVE, in TUTTOCURVE, 29 ottobre 2015. URL consultato il 17 dicembre 2016.
  10. ^ Napoli, gemellaggio coi tifosi del Borussia Dortmund, su www.calciomercato.it. URL consultato il 17 dicembre 2016.
  11. ^ Genoa e Napoli, storia del gemellaggio più lungo d'Italia, in sport.sky.it, 28 aprile 2011. URL consultato il 13 dicembre 2016.
  12. ^ Napoli-Genoa, sul divano - Fatti ospitare da un avversario, su gazzetta.it. URL consultato l'8 aprile 2011.
  13. ^ http://roma.repubblica.it/cronaca/2016/05/24/news/morte_ciro_esposito_sentenza-140481195/
  14. ^ Redazione SampNews24, Scontri a Marsiglia, i tifosi del Napoli contro il gemellaggio doriano - Samp News 24, in Samp News 24, 23 ottobre 2013. URL consultato il 4 aprile 2018.
  15. ^ Napoli-Cagliari, la bellezza di una rivalità senza confronti, su www.tuttocagliari.net. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  16. ^ Quando Napoli disse "no" ai quattro mori e tifò Piacenza, su calcionapoli24.it.
  17. ^ XXXVI Osservatorio sul Capitale Sociale degli italiani – Il tifo calcistico in Italia (PDF), su demos.it, Demos & Pi, 18 settembre 2013, p. 20. URL consultato il 18 settembre 2013.
  18. ^ (EN) Gary Armstrong e Richard Giulianotti, The Second Confrontation. Italy's Questione Meridionale: Naples vs Juventus, in Fear and Loathing in World Football, Oxford, Berg Publishers, 2001, pp. 214-216, ISBN 1-85973-463-4.
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